OldClaudio

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  • in risposta a: Testatina sbagliata con fancyhdr #35068
    OldClaudio
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      Non mi è chiaro quale sia il tuo problema.
      Il tuo non è un esempio minimo compilabile; hai caricato lipsum, ma i capitoli che incorpori con \input non ci sono; nemmeno la o le bibliografie, quindi anche se ho costruito dei capitoli fasulli, non sono in grado di verificare nulla di particolare, salvo che…

      Certo con le testatine ti sei sbizzarrita; passi il titolo del capitolo e della sezione in maiuscoletto e questo è insolito ma può andare; ma il numero di pagina in corsivo grida vendetta; il numero di pagina in maiuscoletto andrebbe sicuramente meglio, così che i numeri romani siano scritti come li avrebbero scritti i romani, non con le lettere minuscole (per i numeri romani) che sono state uno sfizio di origine medievale, perdurante tuttora nei paesi anglosassoni.

      Ma il fatto che le pagine iniziali dei capitoli e dell’indice abbiano la testatina dipende probabilmente dal fatto che non hai ridefinito il pagestyle plain, come indicato nella documentazione del pacchetto fancyhdr.
      Non saprei indicarti altro, perché non so, e dal tuo esempio non capisco, che cosa volevi fare.

      in risposta a: thebibliography: eliminare numerazione progressiva #7236
      OldClaudio
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        TOPtesi si occupa della bibliografia il meno possibile, dando solo piccoli esempi per una bibliografia “scientifica”, semplicemente numerata, come si usa normalmente nelle discipline tecnico-scientifiche.

        Biblatex accontenta tutti perché permette di creare biblografie compatte con le voci e le citazioni numerate; e bibliografie “verbose” con citazioni per autore-anno. Ovviamente le varianti stilistiche sono infinite.

        Ma il tuo problema, @gierre18, è di un altro tipo.
        Con biblatex, ma anche con natbib, e gli altri pacchetti per personalizzare le bibliografie, devi partire da un database bibliografico; Su L’Arte di scrivere con LaTeX ci sono molti esempi di come crearlo, in particolare è detto espressamente che diversi autori dello stto articolo/libro/atto di congresso/manale/ eccetera si inseriscono con una sintassi molto semplice

        Cognomi-1, Nomi-1 and Cognomi-2, Nomi-2 and … and Cognimi-n, Nomi-n

        Vedi che le virgole servono per separare i cognomi (una o più parole) dai nomi (una o più parole) di ciascun autori e le generalità degli autori sono separate dalla parola chiave and.

        Che poi bibtex o biber accorcino i nomi alle iniziali puntate o li lascino interi, che li spostino dopo il congome o li mettano prima del cognome, dipendono dai vari stili di composizione della bibliografia e delle citazioni.

        Ma tu non citi mai un testo nella tua tesi? Se sì, come fai se nella bibliografia non hai dei numeri o dei cognomi in evidenza per individuare a colpo d’occhio il particolare riferimento bibliografico?

        A me pare che una bibliografia che va letta tutta per trovare un riferimento che interessi esaminare sia uno strumento di consultazione del tutto inutile.

        Ti suggerisco di ripensarci, oppure di scrivere bene il file bb e di far fare il lavoro a biber o bibtex che sanno fare il loro lavoro benissimo e ti risparmiano un sacco di lavoro.

        in risposta a: Suftesi e dottorato congiunto #104708
        OldClaudio
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          Ogni volta che definisci le larghezze di spazi orizzontali o di ogggetti da mettere in una riga devi stare attento a fare le somme in modo da non superare \textwidth; usare unità di misura diverse, specialmente se sono insolite, non aiuta certo a fare le somme.

          Qui cì il tuo esempio minimo compilabile, che era tutt’altro che minimo, trasformato in minimo`% !TeX encoding = utf8
          % !TeX program = pdflatex
          % !TeX spellcheck = en-GB
          \documentclass[documentstructure=book,
          pagelayout=standardaureo,
          captionstyle=sanserif,
          liststyle=indented,
          tocstyle=ragged,
          marginpar=false]{suftesi}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage[english]{babel}
          \usepackage[babel]{csquotes}
          \usepackage{rotating}

          \newcommand{\frontinstitutionfont}{\normalfont}
          \newcommand{\frontdivisionfont}{\large}
          \newcommand{\frontpretitlefont}{\normalsize\sffamily}
          \newcommand{\fronttitlefont}{\huge\sffamily}
          \newcommand{\frontsubtitlefont}{\normalsize\sffamily}
          \newcommand{\frontnamesfont}{\normalfont}
          \newcommand{\frontfixednamesfont}{\normalsize\sffamily}
          \newcommand{\frontfootfont}{\normalfont}

          \begin{document}
          \begin{titlepage}
          \parindent = 0pt
          \makebox[\textwidth][l]{%
          \begin{minipage}{5em}
          \includegraphics[width=5em]{example-grid-100x100pt}
          \end{minipage}
          %
          \hfill%
          \begin{minipage}{\dimexpr\textwidth-6em\relax}
          \frontinstitutionfont
          University of Blablabla
          \par
          Doctoral school with a relatively long name
          \par
          \frontinstitutionfont
          \vskip1ex\hrule\vskip1.2ex
          Ph.D. degree with another long name
          \par
          \end{minipage}}
          \par
          \vspace{3ex}

          \makebox[\textwidth][l]{%
          \begin{minipage}{5em}
          \includegraphics[width=5em]{example-grid-100x100pt}
          \end{minipage}
          \hfill
          \begin{minipage}{\dimexpr\textwidth-6em\relax}
          \frontinstitutionfont
          University of Blabla1
          \par
          Faculty with a short name
          \par
          \frontinstitutionfont
          \vskip1ex\hrule\vskip1.2ex
          Doctor of a short name
          \par
          \end{minipage}}

          \vspace{\stretch{2}}

          \hspace*{6em}\begin{minipage}{\dimexpr\textwidth-6em}
          {\fronttitlefont Titolo Bla bla\\ bla bla bla\par}
          \end{minipage}\vspace{\stretch{2}}

          \vspace{\stretch{2}}

          \hspace*{6em}\begin{tabular}[t]{@{}l}
          \relax
          \frontfixednamesfont Candidate:\\
          \frontnamesfont
          Ciccio Pasticcio
          \end{tabular}\par
          \vspace{3ex}

          \hspace*{6em}\begin{tabular}[t]{@{}l}
          \relax
          \frontfixednamesfont Supervisors:\\
          \frontnamesfont
          prof. dr. Guido Lavespa \\
          prof. dr. Gino Pinotino
          \end{tabular}\par
          \vspace{\stretch{1}}

          \hspace*{6em}Thesis submitted in March 2016
          \end{titlepage}
          \end{document}`

          in risposta a: [niubbo] Sommario inizio capitolo (foto esempio in allegato) #104854
          OldClaudio
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            Ti basta leggere la documentazione del pacchetto minitoc. Apri un terminale o prompt dei comandi, ci scrivi dentro texdoc minitoc, premi il tasto invio e leggi. Lì c’è tutto quello che ti serve.

            Consentimi un consiglio non richiesto; Hai usato le parole italiane ma hai scritto in stile angloamericano il titolo del tuo capitolo; in italiano si usa la maiuscola solo per la prima parola; poi, come hai già fatto può usare il maisucoletto nero, se i font che usi ne dispongono (spesso non ne dispongono, ma ce ne sono che ne dispongono.

            Visto che la tua tesi sembra vertere sull’economia, non solo sulla storia delle banche, è possibile che debba scrivere anche qualche formula; se scegli font a caso, che magari dispongano del maiuscoletto nero, è possibile che rovini la tesi con font matematici che non si accordano con il suddetto font che contiene anche il maiuscoletto nero. Questa sarebbe una caduta di stile molto maggiore dello sperato aumento di stile mediante il mini-indice (aumento di stile che come ti ha detto IlLinguista1972, è del tutto illusorio).

            Non è un caso se non ho messo funzionalità adatte ai mini-indici in TOPtesi…; ma ti ringrazio per l’apprezzamento.

            in risposta a: LaTeX e Template con immagini #104849
            OldClaudio
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              Allan, perché usi un’immagine .eps?
              Non mi dirai ica che compili con il programma latex, pei trasformi il dvi risultate in un ps con dvips, e poi trasformi il file ps ottent=uto in un file pdf con ps2pdf?

              Lo sai che poi ottenere anche con cuna immagine in formato eps il file finale pdf usando il programma pdflatex?

              Sì lo sai, perché ha letto al guida L’Arte di scrivere con LaTeX che hai scaricato dalla sezione Documentazione di questo sito.

              Ma forse non ti sei reso conto che in generale i file eps, a pari immagine sono molto più grandi dei file pdf, a pari contenuto Sarebbe meglio che tu trasformassi il tuo logo in un’immagine pdf scontornata mediante la classe standalone. Poi se vuoi metti l’immagine .pdf nella stessa cartella dove hai messo l’immagine .eps.

              Ma siccome hai letto L’Arte, sei al corrente della possibilità di creare un albero personale; dove lo crei dipende dalla piattaforma su cui lavori e dal suo sistema operativo, ma su L’Arte c’è scritto tutto in ogni dettaglio. Metti le tue immagini di uso generale nella cartella dell’albero personale …/texmf/tex/latex/immagini/ e vai tranquillo. nel percorso precedente i puntini indicano la parte del percorso che va dal disco alla cartella texmf/ e la barra diritta, buona per i sistemi UNIX, va cambiata con una barra rovesci per i sistemi Windows.
              Se il tuo sistema TeX è correttamente configurato per gestire anche l’albero personale, le tue immagini di uso generale vengono trovate subito semplicemente in base la loro nome, se sono nel tuo albero personale, mentre se fossero altrove ne dovresti sempre specificare il percorso completo. Ricordati anche che con TeXLive non devi preoccuparti del filename database del tuo albero personale, mentre con MiKTeX ogni volta che aggiungi, togli o sposti un file devi aggiornare il filename databse.

              in risposta a: ! LaTeX Error: File `fltpoint.sty’ not found. #104723
              OldClaudio
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                In teoria lo potresti fare se e quando Debian aggiorna il repository, solo che lo fa molto raramente.

                La soluzione è quella di installare accanto alla TeXLive/Debian (di solito con una certa anzianità) una TeXLive scaricata da CTAN seguendo scrupolosamente le indicazioni contenute nel documento exlive-ubuntu.pdf il cui link si trova nella sezione Documentazione di questo sito.

                in risposta a: ! LaTeX Error: File `fltpoint.sty’ not found. #104721
                OldClaudio
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                  OK, ora sembra tutto risolto.
                  Ora apri un file .log di un qualunque documento che hai composto dopo che hai completato con sudo apt-get installa texlive-full, e guarda che cosa c’è scritto nella prima riga; guarda in particolare la data scritta vicino a TeXLive; tieni presente che l’ultima TeXlive ha la data del 2015 e che a maggio prossimo uscirà la 2016.
                  Fatto questo prova a dare da terminale il comando tlmgr; se ti dice che il comando non può essere trovato, non hai nesuna possibilità di aggiornamento se non attraverso apt-get, il cui repository non viene aggiornato quotidianamente come lo è su CTAN.
                  Naturalmente se padronissimo di lavorare con una versione vecchia, ma è una tua scelta.
                  Ripeto non occorre guardare su tutta la rete per trovare texlive-ubuntu.pdf. Il link è anche qui.

                  in risposta a: Bibliografia vuota? Riferimenti vuoti? #104814
                  OldClaudio
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                    Infatti il tuo file .lof comincia con la riga:`This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.5-1.40.14 (TeX Live 2013/Debian) (format=pdflatex 2016.1.27) 29 JAN 2016 10:50`che mostra chiaramente che stai compilando con al TeXLive/Debian di Ubuntu, non con quella di CTAN. Vedi inoltre che la TeXLive/debian è del 2-13, vecchia di due anni; con il tumultuoso evolversi di TeXLive, lavora con un software che è di due anni fa vuol dire lavorare con software obsoleto e incompatibile con altre cose più moderne.

                    Posso sbagliarmi, ma credo di poter intuire che NON hai impostato correttamente il link indicato nel testo texlive-ubuntu.pdf che è il punto di riferimento per l’installazione per l’installazione della TeXLive scaricata da CTAN, accanto alla TeXLive/Debian in modo che la seconda soddisfi le dipendenze dei vari pacchetti Debian, ma quella “vera”, quella di CTAN, serve per lavorare davvero con il sistema TeX.
                    Ricontrolla punto per punto la procedura di installazione e continua a ricontrollare finché nel file log non appare la dicitura TeXLive 2015 senza /Debian.

                    in risposta a: Alzare di una riga l’indice #104780
                    OldClaudio
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                      Non sono in grado di escluderlo, né di confermarlo, perché né in scrbook e subalterni né in scrireprt e subalterni ho trovato nessun riferimento alla classe book o alla classe report.
                      Sarei propenso ad escluderlo perché la definizione che hai allegato, che conosco benissimo, avendola ricopiata e modificata n volte per molti documenti, non contiene nessun hook per inserire le personalizzazioni attivabili con le opzioni definite in tocbasics.sty.

                      Il condizionale è d’obbligo perché, non essendo riuscito a trovare nulla di utile nei codici dei vari cls, sty, ecc. sono solo mie supposizioni.

                      Potrebbe valre la pena di creare un esempio minimo compilabile ed eseguirne un trace da dopo [tt] \begin {document} [/tt] a subito prima di [tt] \end {document} [/tt] per vedere che cosa facciano quelle classi per produrre l’indice. Ma richiederebbe poi di leggere e decifrare un file .log che potrebbe arrivare facilmente anche a 100 000 righe 😯 🙁 👿

                      in risposta a: Alzare di una riga l’indice #104778
                      OldClaudio
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                        Liverpool” post=104836

                        quella definizione è ben nascosta fra le decine di migliaia di righe dei codici di Kohm e di Miede.

                        Proprio tra quelle migliaia di righe l’autore invita ad usare il pacchetto tocbasic, caricato automaticamente dalla classe e descritto nella sua guida, per modificare l’indice.
                        Se devo essere sincero, io non ho capito come fare quello che chiede Lorenzo. Quello che sono riuscito a fare è alzare di una riga verso il titolo il contenuto dell’indice con l’istruzione
                        `\AfterTOCHead{\addvspace{-\baselineskip}}`ma non è la stessa cosa.

                        Infatti quella è la soluzione indicata da Kohm nella documentazione in inglese guien.pdf.
                        Ma se apri tocbasic.sty e cerchi \tableofcontents non lo trovi. Trovi solo una miriade di macro per realizzare le molteplici opzioni che le classi KomaScript offrono per tutte le occasioni (in questo file le opzioni per gli indici e le List of Something), ma non trovi niente che ricordi quel comando e nemmeno che esegua l’input di \jobname.toc.
                        Ho aperto tutti i file che contengono codice LaTeX nella cartella koma-script ma apparentemente nessuna contiene né \tableofcontents né qualcosa che sia un input di file generati in tempo reale durante la compilazione di un documento.

                        La soluzione suggerita da Ivan di cambiare la spaziatura fra le righe è corretta e funziona benissimo; quello che mi stupisce è che Lorenzo abbia trovato 1.03 > 1 come fattore di “contrazione” delle righe. Quello non me lo spiego nemmeno io. Per guadagnare una riga su una quarantina di righe presenti cercherei di diminuire l’avanzamento di riga di un quarantesimo quindi avrei scelto qualcosa come 0.975 0 0.97, non avrei aumentato di circa un quarantesimo come ha fatto Lorenzo. Ma, ripeto forse c’è una spiegazione che però è nascosta dentro il codice non tanto modulare delle classi di Kohm. Se TikZ funzionasse nello stesso modo sarebbe fatto di un solo file di 100 000 righe (ammesso che centomila bastino).

                        in risposta a: Problemi con \label e \ref #104798
                        OldClaudio
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                          Non centra niente con il tuo problema. ma ho da segnalarti un grosso errore nel tuo preambolo e vorrei darti un consiglio.

                          Errore: togli assolutamnte l’opzione dvips alla chiamata del pacchetto graphicx; graphicx sa da solo quela drivere usare, ma specificandogliene uno suppone che tu voglia usare quello; pdflatex non può usare comandi PostScript, quindi mi stupisco che tu non trovi la segnalazione dell’errore nel file .log

                          Consiglio: TeXnicCenter serve solo per coltivare la passione per l’archeologia informatica. Prova ad installarti l’editor multi piattaforma TeXstudio (che ha una interfaccia grafica non molto dissimile da quella di TeXnicCenter); ti accorgerai subito di quel rudere ti stai servendo. Naturalmente anche TeXnicCenter per fare cose semplici funziona, ma TeXstudio è un’altra cosa.

                          Non sono l’autore di TeXstudio e non sto facendomi nessuna réclame.:lol:

                          in risposta a: Problemi vari (installazione, TeXLive) #104801
                          OldClaudio
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                            Prova a consultare questo sito https://tug.org/mactex/elcapitan.html.

                            I 5 GiB circa sono estratti dal mactex2015.pkg, l”installatore che serve per i Mac. Sono distribuiti fra diversi alberi, che sono tutti più o meno radicati in /usr/loca/ ma per vederli devi aprire il finder, selezionare nella barra Go, e ne menù scegliere Go to Folder (avresti anche la scorciaotia da tastiera shift+command+G) da quella cartella trovi subito la cartella radice di texlive, e via via tutti gli alberi.
                            Sotto Applications tovi la cartella TeX dove risede l’applicazione TeXShop.app; se non l’hai già fatto, ti consiglio di aprirla una volta e di configurare l’icona nella barra in basso in modo che vi resti permanentemente.

                            in risposta a: Riquadro colorato #104785
                            OldClaudio
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                              Benvenuto sul forum!

                              Ci sono diversi modi, per esempio usando \colorbox. Rovi tutto nella documentazione del pacchetto color: terminale->texdoc color_>tasto invio->lettura

                              Capisco che essendo il tuo primo messaggio quello che ti ho scritto sopra potrebbe esserti oscuro, ma la cosa migliore che puoi fare, se non l’hai già fatta, è quella di scaricare la guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX dalla sezione Documentazione di questo sito.

                              I primi 4 o 5 capitoli servono per darti una buona idea di che cosa sia LaTeX e come si usi per comporre cose semplici,ma che coprono una gran parte del tuo lavoro; sfoglia anche le pagine successive, se non altro per vedere di che cosa parli la guida, poi leggerai i capitoli successivi via via che ne avrai bisogno e saprai dove cercare, aiutandoti con l’indice generale e con l’indice analitico oltre che dai comandi di ricerca del testo con il tuo programma di visualizzazione del file PDF che stai leggendo.

                              in risposta a: Alzare di una riga l’indice #104776
                              OldClaudio
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                                @Ivan
                                , il tuo EMC funziona benissimo e dimostra che \begingroup ed \endgroup mantengono l’effetto di \linespread{3} localizzato al gruppo.
                                Ma mi pare che il tutto, compreso il valore 1.03 di Lorenzo funzioni per accidens.
                                Se il problema di Lorenzo è quello di fare stare una riga in più nella pagina dell’indice lo scartamento andrebbe ridotto, non aumentato.
                                Se funziona è perché forse ClassicThesis (con Arsclassica?) usano una impostazione dello scartamento maggiore del valore preimpostato.
                                Altro motivo per rifuggire dalle classi KomaScript e quindi da ClassicThesis.
                                Ho esaminato i listati delle classi scrbook.cls e scrreprt; la prima ammonta a più di 8000 righe di codice e la seconda a più di 5000 righe di codice; e questo senza contare i numerosi file richiesti dall’una o dall’altra classe. Assolutamente impossibile trovare scoprire chi fa che cosa e dove sia la definizione di quelle macro che fanno la cosa.
                                Lorenzo dice che ormai non potrebbe più fare niente senza ClassicThesis. Io dico che potrebbe fare molto di più se lasciasse perdere ClassicThesis, in particolare potrebbe ricevere più facilmente aiuto per risolvere i suoi problemi.
                                Ora questo era semplice da risolvere, ma il fatto che lui stesso non sia riuscito a trovare la definizione di \tableofcontents la dice lunga; non ci sono riuscito nemmeno io, quindi quella definizione è ben nascosta fra le decine di migliaia di righe dei codici di Kohm e di Miede.
                                In una situazione meno semplice non sarebbe stato difficile esaminare la definizione della macro ed eventualmente modificarle attraverso i comandi efficacissimi del pacchetto xpatch, senza bisogno di copiare la definizione originale nel proprio preambolo e modificarla a mano.

                                in risposta a: Spostamento Tabelle #104783
                                OldClaudio
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                                  Intanto BENVENUTO NEL FORUM!

                                  Questo che lamenti è un problema ricorrente, perché i neofiti non hanno ben compreso che cosa voglia dire oggetto flottante. Ci siamo passati tutti, quindi non è così grave; questo è il tipico caso in cui vale il detto “mal comune, mezzo gaudio”.

                                  Nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, che certamente hai già scaricato dalla sezione Documentazione di questo forum, la faccenda degli oggetti flottanti è descritta bene. In due parole LaTeX mette gli oggetti flottanti dove c’è posto per metterli, non dove uno li mette nel file sorgente. è per questo che gli oggetti flottanti come tabelle e figure vanno dotati di una didascalia e che si può fare riferimento all’oggetto e alla pagina dove l’oggetto si trova col meccanismo tipico di LaTeX della “cross reference”: \label{…} per etichettare l’oggetto, e \ref{…} er far riferimento al suo numero e \pageref{…} per indicare la pagina dove si trova l’oggetto. Tutto spiegato nell’Arte.

                                  Come fa LaTeX a decidere dove sia un buon posto epr mettere l’oggetto? in base ai codici di posizionamento facolativamente specificati dall’utente e in base a certi numeri specifici della classe che sarebbe troppo complicato descrivere qui, ma sono spiegati in dettaglio nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, anche questa scaricabile dalla sottosezione Guide Tematiche della sezione Documentazione; sarebbe l’ABC di LaTeX, ma è forse meglio leggerla e usarla quando si ha un poco più di dimestichezza con LaTeX e la sua terminologia; ecco perché ti ho consigliato l’Arte prima di suggerirti questa guida tematica.

                                  In parole povere se un oggetto flottante è più alto di circa il 70% dell’altezza del blocco di testo, l’oggetto viene spostato in pagine successive; Nella pagina successiva se è stato specificato il codice [p] come in`\begin{table}[p] `, oppure alla fine del capitolo o alla fine del documento.

                                  È quello che succede a te, ma nelle righe precedenti hai anche la soluzione.

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