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Ridefinisci con \renewcommand i comandi \frontmatter e \mainmatter in modo che facciano quello che vuoi tuDa \frontmatter togli \pagenumberign{roman} e da \mainmatter togli \pagenumbering{arabic} (perché se lo lasci la numerazione ricomincia da 1).
Naturalmente non farlo nella classe che stai usando; copiane i comandi nel tuo preambolo e ridefiniscili; stai attento al carattere @ che richiede di essere ri-categorizzato come lettera; ma questo c’è scritto in ogni guida, compresi i numeri arabi nella front matter, se ricordo bene, anche nell’Arte di scrivere con LaTeX
7 Gennaio 2016 alle 10:19 in risposta a: inserire un dash per autori ripetuti in una bibliografia #104538::
@Davidebond, non c’entra niente con il tuo problema, ma:1) \LARGE e tutte le altre macro per gestire il copro dei font NON è un comando ma è una dichiarazione, quindi [tt]{\LARGE Note bibliografiche}[/tt] e non [tt]\LARGE{Note bibliografiche}.
2) A me fa un certo effetto un riferimento che contiene Schröder insieme a Ueber; o scrivi Schröder e Über, oppure Schroeder e Ueber. Che poi la o con umlaut tu la metta nel sorgente con \”o e la U con umlaut con \”U è irrilevante, nel senso che guardo al risultato finale composto nel PDF.
Io con la mia tastiera del Mac posso mettere tutte le lettere che voglio con gli accenti che voglio, ammesso che l’accoppiata lettera+accento esista in UNICODE, ma con altri sistemi operativi potrebbe essere difficile, per cui i comandi di basso livello di TeX vanno benissimo; quello che conta in questi casi è il risultato.
6 Gennaio 2016 alle 17:16 in risposta a: Classicthesis, spazi verticali e orizzontali errati #104567::
Benvenuto nel forum.Purtroppo dopo questo benvenuto non so come aiutarti se non dicendoti alcune cose che riflettono i miei “pregiudizi”.
1) il fatto che il titolo della prima parte non sia centrato orizzontalmente dipende dall’enorme margine destro che il pacchetto classicthesis definisce per la sua pagina; il titolo è centrato dentro lo specchio di stampa,ma lo specchi di stampa non è centrato nella pagina.
2) perché la seocnda pagina, quella del capitolo cominici su una pagina di sinistra probablmente è collegato ad altri errori delle opzioni di scrbook che magari collidono con quelle di classicthesis. Fra queste anche lo specchi di stampa spostato in alto.
Ora l’autore di ClassicThesis mostra nella sua documentazione come usare il suo pacchetto; suppongo e spero che tu abbia letto quella documentazione, così puoi vedre se le tue opzioni sono coerenti con quelle della classe e del pacchetto come l’autore dice che si debba fare.
Tuttavia il bel disegno della pagina di ClassiThesis non permette di fare diversamente da come l’autore l’ha impostato; quindi devi prendere molto seriamente quello che l’autore dice nella presentazione; “Non modificare le mie impostazioni; se non ti piacciono, scegli altre classi ed altri pacchetti”.Detto questo, mi permetterei di suggerirti quanto segue.
LaTeX e fatto per concentrarsi sul contenuto, la sua struttura logica, i suoi sezionamenti e via di questo passo, senza curarti di come verrà il risultato, perché ci pensa lui ocn impostazioni di default. Per questo scopo la classe book va benissimo.
Quando avrai finito il tuo documento, allora poi pensare alla forma grafica da dargli; ci sono tante altre strade per ottenere ottimi risultati, ma richiedono tutte di leggere la documentazione delle classi e dei pacchetti che intendi usare.
Lo so che se uno è alle prime armi non legge volentieri grossi tomi di documentazione, ma…
Ma ti suggerisco di non leggere la documentazione di altre classi ORA, ma QUANDO AVRAI FINITO DI SCRIVERE IL TUO DOCUMENTO, e quindi di sicuro non sarai più alle prime armi.In questo senso ti suggerisco di continuare ad usare la classe book, ma di aggiungere il pacchetto geometry la cui documentazione è di due o tre decine di pagine, e con quella puoi fare tutte le personalizzazioni che vuoi alla geometria della pagina. Vuoi personalizzare i titoli, l’aspetto degli indici, e altre cose di questo genere? dopo aver usato geometry, userai ilpacchetto titelsec, tanto epr citarne uno, ed esguirai le personalizzazioni che vuoi.
Vuoi personalizzare le didascalie; userai il pacchetto caption e sarai a posto. MA fai una cosa alla volta.Alla fine avrai il tuo documento che ti soddisfa in pieno, magari non sarà perfetto agli occhi di un vero tipografo, ma se avrai seguito con attenzione i consigli che compaiono nelle documentazioni dei pacchetti che userai, è difficile che otterrai delle brutture. Cero, se ti leggi qualcosa di più sui font, sul disegno della pagina, sulla composizione di liste, sui disegni, e via di questo passo, potrai fare ancora meglio; nella sezione Documentazione di questo forum trovi L’Arte di scrivere con LaTeX; quella sezione contiene anche una sezione di guide tematiche; hai solo l’imbarazzo della scelta, non perché io ne abbia scritte alcune, ma mi sentirei di consigliartele tutte; scaricarle e tenerle sottomano non guasta, perché al momento opportuno sai dove mettere le mani. È solo un consiglio, ma ricordando la fatica che ho fatto io a imparare LaTeX quando non esistevano guide di nessun genere, oggi che le guide ci sono, mi sento di consigliarle molto caldamente.
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Vedi Ivan, se anche definissi un comando |Url che usasse il vecchio comando \url dentro un gruppo che specifica [tt]\hyphenchar=45[/tt] al punto giusto, cioè dopo che ha scelto di usare il font monospaziati, potresti dividere con il trattino, in teoria, solo in teoria, perché contrasteresti l’impostazione della famiglia di font teletype che ha la specifica [tt]\hyphenchar=-1[/tt] mo non risolveresti nulla, perché l’algoritmo di sillabazione lavora solo su stringhe i cui caratteri abbiano tutti codice di minuscolo pari a un qualunque valore positivo. Gli url non sono mai cosi puliti, quindi l’algoritmo di sillabazione non funzionerebbe.Poterebbe funzionare la definizione di un carattere attivo analfabetico che non compaia mai negli url, da usare come sinonimo di [tt]\discretionary{}{}{}[/tt] che divide senza mettere trattini. Proporrei il carattere |, ma non sono sicuro che non compaia mai negli url. Temo anche che la stringa così divisa abbia l’aspetto di un url ma di fatto non sia cliccabile perché contiene un carattere estraneo, che non si vede nello stampato ma potrebbe vedersi nel link interno.
Non è facile, non è facile per niente. Se per caso scopro come fare, te lo faccio sapere chosì puoi inserirlo in suftesi.
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Magari non è tanto carino avere http; da solo a fine riga, ma è difficile avere la cosiddetta moglie ubriaca e la botte piena.Abbiamo due casi:
1) l’url deve rimanere cliccabile, perché il tuo documento deve venire letto a schermo e quindi la navigazione con gli hyperlink è un fattore importante.
2) L’url deve venire solo scritto e non essere cliccabile perché il documento deve essere solo stampto e letto su carta.A seconda dei due casi, il rattoppo è diverso, ma non è detto che ti piaccia, perché come ho detto, non si possono avere simultaneamente cose mutuamente esclusive.
Vediamo:
1) proverei oltre a specificare \raggedright per comporre la bibliografia, metterei l’opzione openbib fra le opzioni della classe; questa opzione comincia una nuova riga per ogni campo della bibliografia, quindi ogni voce bibliografica invece di occupare due o tre righe, ne può occupare anche 4 o 5; Non è una brutta soluzione, ma richiede più spazio e questo può essere un problema.2) si può comporre l’url come argomento di \texttt{….}; attento ai caratteri speciali come ~, &. %, eccetera che appaiono spesso negli url e che vanno trattati come caratteri speciali di LaTeX; quindi alcuni vanno scritti con il backslash prima, altri richiedono di aver caricato il font Companion Font (pacchetto textcomp) e di usare comandi tipo \textasciitilde e simili. Poi bisogna introdurre questa stringa [tt]\discrectionary{}{}{}[/tt] a mano nei punti dove vuoi che l’url vada a capo; questo lo puoi anche fare nel file .bib, ma devi provare e riprovare (quindi comporre alternativamente pdflatex e bibtex o biber per vedere se l’url è spezzato bene senza uscire dai margini.
Spero che il tuo documento non abbia una bibliografia fatta solo di riferimenti a siti internet; la cosa sarebbe accettabile per un documento da scrivere oggi, da leggere domani, e da cestinare domani l’altro; per un documento usufruibile in un arco di tempo di alcuni anni è quasi certo che diversi siti non siano più attivi. In ogni caso ti consiglierei di seguire questa terza soluzione.
3) Separi la bibliografia dei testi scritti e archiviati in biblioteche, emeroteche e simili, dalla sitografia; la bibliografia dei testi la componi come ti pare ricorrendo alle innumerevoli possibilità di LaTeX (stili bibliografici o biblatex, database bibliografico, bibtex o biber, eccetera); la sitografia la componi a mano usando l’ambiente thebibliography, descritto sia nell’Arte sia nella Guida GuIT, sia nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato. Quanto hai già composto e hai già usato per mandarci le immagini ti è di modello per scegliere i font e come disporre il materiale, ma dopo aver scritto l’url con i vari \discretionary al posto giusto, aggiungi la frase “(verificato il 2016-01-23)” senza le virgolette, am con le parentesi e con la data effettiva in cui hai controllato che quell’indirizzo internet fosse attivo e contenesse proprio quello che hai indicato. Chi leggerà quel documento fra alcuni anni saprà che in quella data il sito era attivo ma se non lo fosse più al momento della sua lettura saprà anche che o si da da fare per trovare un eventuale nuovo sito, oppure che l’informazione poteva essere utile anni prima ma è diventata inutile.
Spero di esserti stato utile; confermo però che le tre strade che ti ho indicato sono delle pezze su dei brutti buchi, dovuti al fatto che i siti internet , oltre a non essere concepiti come oggetti da scrivere in documenti a stampa con giustezza di riga limitate, non dovrebbero mai venire citati come riferimenti a lungo termine.
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Intanto ti chiedo scusa per non averti dato il benvenuto sul forum; non avevo notato che era il tuo primo messaggio.Ma l’esserti rivolto al forum è stato un passo giusto, direi IL passo giusto; quindi hai cominciato bene.
In fondo la parte importante del mio messaggio non era tanto come fare per risolvere il problema contingente, ma quello di indicarti la via della documentazione.
Come si dice nell’introduzione dell’Arte, “LaTeX non è Word”. Word è abbastanza intuitivo ma fa solo quello che è capace di fare; LaTeX fa tutto; alcune cose sono difficili da fare ma si possono fare; altre richiedono una certa esperienza; altre ancora non sono state raggiunte da nessun altro software di composizione tipografica commerciale o gratuito.
Richiede un minimo di applicazione, di studio, prima di cominciare con il piede giusto, ma poi si arriva a desiderare di scrivere tutto quello che si può scrivere, persino le formule di struttura delle molecole organiche — cito queste, perché sono cose da scrivere e sono difficili da scrivere anche a mano.
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Sebbene il tuo esempio non si veda credo di capire che non usi la sintassi giusta per inserire una formula in neretto, cosa che nel testo non si fa mai; qualche volta nei titoli, ma ci sono sempre dei problemi a fare queste acrobazie. Ci sono altri metodi per mettere in evidenza delle formule.In ogni caso per mettere una formula in neretto si fa così:`\boldmath
\begin{equation}
…
\end{equation}
\unboldmath`Il pacchetto amsmath indica altri modi per mettere in neretto solo alcuni simboli, così come per evidenziare un’intera formula con una cornice. La documentazione si legge aprendo un terminale o prompt dei comandi, scrivendoci dentro texdoc amsmath, premendo invio e leggendo.
Un’altra lettura che ogni utente di LaTeX che abbai già letto L’Arte di scrivere con LaTeX sarebbe quella di scaricare la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che rappresenta l’ABC per ogni utente di LaTeX. Per l’annerimento delle formule o di alcuni simboli questa guida dice le stesse cose che ti ho scritto io, invitando il lettore a consultare la documentazione di amsmath.
Per il simbolo 84, anche qui non hai consultato abbastanza la documentazione; è un simbolo matematico, quindi non lo puoi scrivere nel testo senza passare al modo matematico; certo puoi fare come dici di avere fatto, ma puoi sempre definirti una macro, del tipo:`\newcommand*\Tcall{\ensuremath{\mathcal{T}}}` e poi usare [tt]\Tcal[/tt] sia nel testo sia in matematica senza problemi. Infatti il simbolo 84 non è altro che la T maiuscola calligrafica.
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Non stai commettendo nessun errore, semplicemente il primo riferimento a causa delle lunghe parole contenute anche all’inizio dell’url non pùo essere diviso in modo adeguato.
Se puoi componi la bibliografia in bandiera (col palo a sinistra); i margini destri non saranno uguali ma senz’altro il primo riferimento non avrà le parole così spaziate.
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Benvenuto al forumslowcare” post=104578Auguri! Come inserire un simbolo cuffie per inizio e fine audio sul margine di un testo? Grazie
Il simbolo delle cuffie si ottiene con il comando \faHeadphones dopo aver caricato il font fontawesome; per metterlo a margine usa il comando per le note marginali.
Se quello che ti ho detto ti è oscuro, allora scarica la guida L’Arte di scrivere con LaTeX dall sezione Documentazione di questo forum.PS: non è che io conosca a memoria tutti i comandi per tutte le migliaia di simboli disponibili; ma apro un terminale o prompt dei comndi, ci scrivo dentro texdoc symbols-a, premo il tasto Invio e leggo il documento che mi si apre. Sono migliaia i simboli disponibili, qindi la ricerca dura un po; il tuo simbolo si trova nella pagina 182; del resto se se ne conosce il nome o una parte del nome, si può cercare quella stringa con le funzionalità del visualizzatore dei file PDF e si trova quello che si vuole. In aggiunta c’è un indice molto dettagliato, e l’indice analitico lista tutti i simboli compresi nel documento indicando il nome da dare al comando e la pagina dove è descritto.
Questi sono i trucchi del mestiere a cui è bene abituarsi fin dall’inizio. LaTeX è quasi onnipotente; nessuno lo conosce tutto, quindi l’abilità per usarlo consiste nel riferirsi alla documentazione, che qui nella sezione Documentazione del forum è fin troppo abbondante e poi far pratica.
Non scoraggiarti, perché la soddisfazione che trai dal comporre bene usando LaTeX ti compensa di ogni piccolo o grande problema che devi risolvere via via che “l’appetito ti vene mangiando” 🙂
2 Gennaio 2016 alle 22:52 in risposta a: Aiuto . . . ! Come istallare su Lyx il file scrbook.cls ? #104524::
LyX è solo un editor che vorrebbe presentare sullo schermo in tempo reale (cioò in modo sicrono, come fanno Wors, Writer, Pages, eccetera) qualcosa che assomigli a quello che poi LyX stesso compilerà con TeXLive.
Ora un editor quasi WYSIWYG (che pretenderebbe di essere WYSIWYM, ma non ci riesce) ha tutti i limiti che hanno i word processor, che fanno bene quello che sono programmati per fare, ma sono programmati per mostrare a schermo il risultato finale o quasi; non ci riescono nemmeno l’onnipresente Word, né i meno frequenti Writer di OpenOffice.org o di LibreOffice, né Pages del Mac.Quindi:
1) non puoi installare scrbook se non hai già installato TeXLive;
2) se hai installato TeXLive che è quello che effettivamente esegue il lavoro di composizione, a che cosa ti serve un editor che vorrebbe ma non può senza che gli fa il lavoro sporco…
3) Se devi installare TeXLive, allora su molte macchina il sistema ti installa anche TeXworks, spartano ma completo, ottimo front end per TeXLive. Oppure ti installi come ti è stato suggerito l’ottimo TeXstudio (gratuito e multi-piattaforma) e vivi felice.TeXstudio e TeXworks sono front end per il sistema TeX, per LaTeX in particolare, non si sognano nemmeno di mostrarti sullo schermo quello che verrà fuori dal tuo file sorgente, come vorrebbe fare LyX senza riuscirci, non hanno la pretesa di formattare il testo in tempo reale come fanno i word processor, ma ti consentono di usare al piena potenza di TeXLive, l’ottima distribuzione del sistema TeX che consigliamo sempre in questo sito, senza palle al piede della formattazione quasi finale in tempo reale; sono accoppiati entrambi a un ottimo visualizzatore interno di file in formato PDF e ti permettono entrambi di passare dalla finestra di editing al punto corrispondente della finestra del file finale e viceversa con un click di mouse. Ti consentono davvero di lavorare in modalità WYSiWYM (what you see is what you mean) consentendoti di concentrarti sul contenuto del tuo documento, senza preoccuparti del suo aspetto.
Leggi i primi capitoli dell’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile dal link che si trova nella sezione Documentazione di questo sito, poi sfoglia i restanti capitoli, tanto per sapere di che cosa parla; poi quando ne avrai bisogno potrai cercare quello che ti interessa usando intelligentemente sia l’indice generale sia l’indice analitico. In men che non si dica conoscerai LaTeX quasi da professionista, partendo da zero.
Lascia perdere LyX e vivi felice 🙂
31 Dicembre 2015 alle 11:07 in risposta a: [Risolto] No hyphenation patter preloaded – Babel Italian #10450530 Dicembre 2015 alle 22:27 in risposta a: [Risolto] No hyphenation patter preloaded – Babel Italian #104503::
Se sei su una macchina Linux, allora da terminale puoi dare il comandowhich pdftex
Dalla risposta che ottieni sai se hai mandato in esecuzion il TeXLive/CTAN oppure il TeXLive/Debian; nel seocndo caso vuol dire che non hai eseguito correttamente la procedura di texlive-ubuntu.pdf
Altra via: apri il file log dell’esempio minimo compilabile che hai spedito e leggi le prime righe: se vi compare qualcosa fra parentesi che dice TeXLive/Debian vuol dire che non hai eseguito correttamente la procedura di texlive-ubuntu.pdf.
Le mie rime due righe del file .log dicono
This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.16 (TeX Live 2015) (preloaded format=pdflatex 2015.12.13) 14 DEC 2015 09:57
Devi guardare a parte che ho evidenziato in rosso.
30 Dicembre 2015 alle 7:53 in risposta a: [Risolto] No hyphenation patter preloaded – Babel Italian #104498::
Lasciami indovinare: il tuo Linux a 64 bit è conforme alle direttive del Consorzio Debian; in altre parole k’hai installato con apt-get o programmi simili. Scommetto che se digiti sul terminale il comando tlmgr ti dice che il comando è sconosciuto.O lo installi completo, compresi tutti i moduli per le lingue, oppure segui i consigli che diamo sempre agli utenti Linux: Installa TeXLive completa e aggiornata direttamente da CTAN, seguendo le indicazioni contenute nel testo texlive-ubuntu.pdf che trovi in rete.
Eseguita l’installazione con uno dei metodi indicati in quella guida esegui il comando tlmgr (o il comando analogo se l’hai ridefinito con le indicazioni di quella guida) e vedrai che non è più sconosciuto. Tlmgr ti serve per aggiornare l’installazione di TeX Live con la frequenza che desideri: 7-10 giorni va benissimo, tenuto conto che in ognuno di questi intervalli di tempo vengono aggiornali e/o installalti alcune decine di pacchetti; con la TeXLive/Debian di fatto puoi aggiornare una volta all’anno, circa, perché, appunto, non dispone del TeX Live Manager tlmgr.
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Cerca con il tuo Explorer, o finder o navigator o quel che sul tuo calcolatore ti permette di vedere le cartelle e i nomi die file che contiene. aprilo e cerca la cartella texlive; dove sia dipende dalla tua piattaforma e dal tuo sistema operativo; sulle macchine di tipo unix potrebbe essere in /usr/local/
sulle macchine Windows potrebbe essere in C:\programmi\
Ma tutte queste cose cambiano in continuazione, specialmente sulle macchine windows.
trovata la cartella prosegui scendendo lungo l’albero fino a …/texlive/2015/bin/ (usa i backslash se usi Windows).
Lì ci sono una o due cartelle; se l’unica cartella o una delle due contiene nel suo nome la stringa x86_64, stai lavorando con una versione degli eseguibili a 64bit.
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