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Dipende se quei primi tre punti sono significativi, o se derivano da “errori” di misura; credo di capire che se non è importante che la curva approssimante interpoli i punti dati, tu possa mercarli con i pallini, ma escluderli dal tracciato, specificando smooth per le opzioni di \plot…Altrimenti per pdfgplots esiste anche il pacchetto hobby che consente di tracciare una curva interpolante con lo stesso criterio con il quale vengono tracciati i contorni dei font, cioè con delle spline di Bézier che pgfplots è in grado di tracciare beneissimo; naturalmente devi evitare gli overlow, visto che il massimo numero fratto che TeX riesce a gestire vale 16383.99998; quindi devi scalare le ascisse almeno di un valore 1000. Anche in questo caso converrebbe eliminare i punti 2 e 3 che sembrano fuori posto. MA se li lasci con l’algoritmo di Hobby riesci probabilmente a tracciare una curva smoot con le due gobbe, ma dubito che sia una bella curva.
Tinei presente che le B-spline sono una generalizzazione delle curve di Bézier, e comprendono queste ultime. gli algoritmi per determinare gli archi e le tangenti della curva approssimante sono molto complessi, direi troppo complessi per le piccole capacità di calcolo di ogni motore di composizione del sistema TeX. LuaLaTeX potrebbe fare calcoli complessi, perché si appoggia al linguaggio di scripting Lua, ma bisogna programmarglieli, e non è per niente banale; anche in FORTRAN, vecchio linguaggio specializzato nei calcoli e ancora oggi utilissimo per i calcoli, sarebbe un programma di molte centinaia di righe da scrivere.
Ecco perché la grafica di pgfplots è eccezionale, ma viene svolta dal un modulo di estensione che estende alal grafica alcune funzionalità grafiche,ma il sistema TeX non è nato per fare disegni; quando li fa e riesce a farli ne fa di bellissimi, ma non bisogna tirare troppo la corda.
Si interfaccia con programmi specializzati nel calcolo come gnuplot, asymptote, e simili, ma va a finire che spesso epr avere disegni decenti una decina di nodi sono assolutamente insufficienti.
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In particolare aiuta leggere la documentazione; sull’Arte c’è scritto, ma forse un po di sfuggita; sulla guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, liberamente scaricabile dalla sezione delle guide tematiche nella sezione Documentazione di questo sito, c’è scritto più diffusamente. Questa guida tematica è l’ABC di LaTeX, talvolta un po’ difficile da capire per un principiante assoluto, ma non difficile da chi abbia già letto l’Arte (anche questa scaricabile dal sito di Documentazione, casomai non l’avessi ancora fatto).
I commenti nella guida commentata sono necessari perché il manuale di LaTeX è stato scritto nel 94, e d’allora è passata molta acqua sotto i ponti. I commentano spiegano come si può fare meglio e più comodamente usando certi pacchetti.
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Metti sempre qualunque oggetto grafico non piccolo, disegno, istogramma, fotografia, schema a blocchi, ecc., dentro un ambiente figure e lascia che LaTeX lo sposti nel punto più opportuno da un punto di vista tipografico. QUesto implica che ogni ambiente figure contenga, debba contenere, una didascalia eseguita con \caption{…} e seguito da un \label{…} che sepcifichi una etichetta univoca per ciascuna immagine.
No esprimerti mai con espressioni del tipo del tuo esempio “…il seguente istogramma:” ma con espressioni del tipo “l’istogramma riportato nella figura \reff{…}.” ovviamente i puntini di \label e di \ref contengono la stessa etichetta.
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Nella parte di codice che hai allegato al primo messaggio non si vede niente di insolito; quindi il comportamento che descrivi è insolito e c’è sicuramente una causa; ecco perché continuo a chiederti un esempio minimo compilabile; comincia con \documetclass e inserisci tutto fino a \begin{document} eventualmente mettendo nomi di fantasia al posto di dati sensibili. Usa magari il pacchetto lipsum per inserire testo fasullo di riempimento; oppure creati una macro che produca un capoverso privo si senso, ma che occupi 2 o 3 righe, e usa quella macro ripetutamente per riempire di testo quelle sezioni; vedi se riesci a replicare il comportamento anomalo che hai segnalato; Se ci riesci allegalo a un messaggio o come allegato zippato o come codice fra gli opportuni tag, come ti ho suggerito. Io certamente, ma anche altri potrebbero essere molto contenti di scoprire un baco in qualche impostazione e di poterti aiutare per togliere quel difetto; Se invece non ci riesci, allora confronta la differenza fra il tuo esempio minimo compilabile e il sorgente del tuo CV; sulla base delle differenze strutturali, hai in mano gli indizi per scoprire da solo quello che non va nel tuo file del CV.Non è una perdita di tempo, anche se magari, scopri il baco da solo; nel farlo hai imparato molte cose utili.
19 Dicembre 2015 alle 7:03 in risposta a: Simbolo metri dopo la cifra: che tipo di spaziatura? #104436::
@Little,
quel che ho scritto non era polemica o critica nei tuoi confronti o nei confronti di nessuno.
La convenienza di caricare pacchetti dipende da quello che abitualmente si scrive e da quanti altri pacchetti si caricano. I pacchetti infatti esistono per non stare a perdere tempo ogni volta a reinventare quello che altri hanno già inventato.
Ma tu sai quanti inconvenienti si porta dietro l’abitudine di caricare tanti pacchetti che possono entrare in conflitto l’uno con l’altro; per mia filosofia personale ne carico il meno possibile, ma certamente ne carico molti anch’io e spesso trovo dei bachi che non dipendono dall’ordine di caricamento, ma da bachi che sono presenti in certi pacchetti da “sempre” ma che, usati senza altri pacchetti, non manifestano i loro effetti.
L’ultimo (che non ha nulla a che vedere con il quesito di @Cup): polyglossia con i moduli per il latino, il francese, l’inglese e l’italiano; lingua principale il latino (!); tutto funziona regolarmente anche se cambi lingua, finché non scrivi qualcosa in francese; esci dal francese e la punteggiatura resta alla francese anche quando scrivi nelle altre tre lingue; questo succede solo se componi con LuaLaTeX, e non succede se componi con XeLaTeX.
Ora questo esempio non dice nulla sull’abitudine di caricare i pacchetti utili anche del caso del “non si sa mai”; ma mostra chiaramente come bachi o incompatibilità fra moduli e pacchetti talvolta non emergono ma ci sono lo stesso.
18 Dicembre 2015 alle 21:15 in risposta a: Simbolo metri dopo la cifra: che tipo di spaziatura? #104433::
Non c’è dubbio che il pacchetto siunitx faccia il suo lavoro egregiamente e lasciando libero l’utente da questi piccoli dettagli.
Ma il comando [tt]\,[/tt] non mette solo uno spazio piccolo fra numero e unità di misura (che siano lettere o contengano lettere come ℃) ma lo mette “insecabile”, vale a dire che non è grande come lo spazio insecabile introdotto da ~, ma gode della stessa proprietà che la riga non può interrompersi fra la misura e l’unità di misura. Ciò e molto importante e il fatto che fra misura e unità di misura ci sia uno spazio fine invece che lo spazio interparola, non solo è corretto, ma suggerisce il fato che misura e unità di misura siano due parti della stessa entità.
Certo siunitx si può configurare in mille modi, ma se uno sa come scrivere correttamente le unità di misura non ne ha nessun bisogno; parto dal presupposto che se si può fare a meno di caricare un pacchetto è meglio non caricarlo. Ovviamente se non si sa come scrivere le unità di misura, siunitx è estremamente utile, ma bisogna anche saperlo configurare.
Leggere la documentazione è sempre essenziale; nel caso di siunitx la configurazione serve per lo più per poter scrivere i numeri fratti con la virgola, e per gestire le unità di misura nel testo dal come diversamente da come lo si fa in matematica; è utile anche per le colonne di soli numeri fratti in alcune tabelle. Sapendo gestire bene queste cose, conoscendo i debiti meccanismi, anche quest’ultima funzionalità non è così importante: si può fare a mano senza nessuna fatica.
Non è una incitazione a boicottare siunitx — lo raccomando invece a chi ne ha bisogno e non saprebbe come fare altrimenti.
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Benvenuto bel forum.
Alcune osservazioni.
quando accludi del codice, mettilo fra gli appositi tag, come ho fatto io per te:
1) modo semplice: seleziona il codice che vuoi evidenziare, poi clicca l’icona della barra formato da una paginetta bianca con sopr in cileste i segni [tt<[/tt] e [tt]>[/tt].
2) modo un pochino meno semplice: fai come ho fatto io; per vederlo apri il tio messaggio, vai in basse e clicca edit e vedi che cosa ho aggiunto nel tuo messaggio prima e dopo il codice; d’atra parte se porti il cursore senza cliccare sulla icona del punto 1, vedi direttamente qual è il codice da usare.Stai usando una distribuzione non standard; quindi è difficile dirti che cosa ci sia che dovresti/potresti cambiare nel tuo preambolo. Io fossi in te non usere sharelatex nemmeno se mi pagassero; ma tu sei tu e quindi sei ovviamente liberissimo di fare come credi meglio.
Dalla parte di codice che hai allegato si capisce solo che il template è stato scritto da un incompetente, con tutto rispetto per Plasmati, che ne è l’autore; ha commesso tutti gli errori elencati nel documento che descrive gli errori capitali da non commettere. Questo non vuol dire che la cosa non possa funzionare, ma non si sa dove mettere le mani (te ne cito solo alcuni: suggerisce di usare fullpage al posto di layaureo — fullpage, a4page, e simili pacchetti sono degli anni ’80 e non sono da usare; traffica con \voffset — mai fare cose simili; usa \font; si tratta di un comando nativo di tex, ci sono metodi più adatti per usare i font nativi di TeX anche con XeLaTeX; non usa né babel né polyglossia per stabilire le lingue da usare; non specificando le lingue da usare, la sillabazione di imprese (che il modulo italian sia per babel, sia per polyglossia divide in sillabe senza problemi) sarebbe del tutto inutile, ma se si scrive in italiano con la sillabazione di default il curriculum verrà sicuramente cestinato con una risata da parte del selezionatore.
Quando chiedi aiuto in un forum devi mostrare un esempio minimo compilabile, altrimenti se il codice allegato e la descrizione del problema sono o possono sembrare scorrelati, nessuno ti può dare una mano. Personalmente ho difficoltà a capire che cosa non vada, ma lo capirei subito se potessi selezionare il tuo codice per copiarlo e incollarlo in un file da elaborare sul mio calcolatore; così facendo potrei evidenziare il problema e potrei analizzarne le cause, per poi indicarti come modificare il codice.
Quindi, ti prego, non prendere per male le parole che ho scritto sopra; le ho scritte per spiegare perché né io né, credo, altri siamo in grado di analizzare il tuo problema, specialmente davanti ad un codice incompleto e pieno di errori che non sembrano essere legati al tuo problema.
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Roberto, ho cercato di risponderti, consigliandoti al verisoen a 64 bit.
Ma come spesso succede, la finestra di editing del messaggio si perde completamente, perché al premere del messaggio Invia, risulta che non sono più collegato al sito. E questo non ostante non sia stato “idling” nemmeno un minuto fra la lettura del messaggio e la scrittura della risposta.
Chissà se questo problema si può risolvere, anche in vista della migrazione al nuovo software di gestione?Ciao
Claudio
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Fa molto piacere sapere che nuovi utenti del sistema TeX/LaTeX sono riusciti ad ottenere il risultato che desideravano.Brava. Ora non perdere le conoscenze e le competenze acquisite. Ne trarrai ancora più soddisfazione in futuro. E trasmettile ad altri; da insegnate è la tua professione! 🙂
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Mi sbaglierò, ma sono ocnvinto che non hai rinfrescato i filename database della tua distribuzione. Sempre tirando a indovinare, direi che hai una installazione MiKTeX di base o poco più e che stai lavorando su una piattaforma windows.
Se avessi installato una distribuzione completa TeXLive o MiKTeX, non importa, non avresti di questi problemi.
Se la cartella dove hai sistemato il pacchetto sty non ti viene letta o non ti viene trovata, è evidente che il comando \feymandiagram non può essere usato. Il fatto che tu usi tikz vuol dire che pdflatex o latex non hanno alcuna influenza, perché tikz riconosce da solo quale motore di composizione stai ussando.Allora: apri il file log e cerca se il pacchetto tikz-feinman è stato caricato.
Apri un prompt dei comandi e dai il comando kpsewhich tikz-feinman.sty; se questo non lo lo trova, vuol dire che i filename database non sono aggiornati.
Non installare mai più a mano un pacchetto; usa sempre il package manger della tua distribuzione/installazione.
Alla prima occasione installa TeXLive o MiKTeX completa.
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Le differenze fra TeXLive E MiKTeX complete non sono molte, ma secondo me una è importantissima.
Il software di base e gli eseguibili sono creati da un apposito team che fa capo al TUG (TeX Users Group) che gestiscono tutto compresi i siti ufficiali CTAN (Compehensive TeX Archive Network), quindi tutto il materiale nuovo, le correzioni, gli aggiornamenti nascono su CTAN; TeXLive è curata direttamente dagli stessi gruppi di lavoro che curano CTAN, dunque ogni aggiornamento di qualunque pacchetto è disponibile immediatamente (un giorno o due dopo che chi ha prodotto quel pacchetto l’ha inviato al Team). con il TeXLive manager (tlmgr.exe per le macchine Windows) si può, volendo, tenere aggiornata la propria distribuzione anche quotidianamente (una volta ogni 7-10 giorni è in generale più che sufficiente). MiKTeX è curata da una sola persona, il bravissimo Christian Schenk, che preleva regolarmente il materiale nuovo da CTAN, lo re-impacchetta per una installazione specifica per Windows, e aggiorna l’archivio di MiKTeX. È ovvio che il povero Christian non può fare questa operazione ogni giorno, anche perché il re-impacchettamento richiede tempo e lunghi controlli, quindi lo stato della distribuzione MiKTeX è sempre in ritardo di un paio di mesi rispetto alla distribuzione TeXLive.
Gli utenti Windows sono “facilitati” nel disporre di una distribuzione specifica per le loro piattaforme e i loro sistemi operativi e per la possibilità di installare una versione basic iniziale, configurabile in modo che si arricchisca da sola dei pacchetti che non fanno parte dell’installazione di base, ma poi succedono le cose successe a te, peggio ancora se succedono quando non si è in rete e l’arricchimento non si può fare. È ovvio che questi problemi diminuiscono fortemente con una installazione completa, che comunque resta sempre indietro rispetto alla TeXLive.
L’installazione iniziale di TeXLive è completa, invece che di base; se uno vuole farne una installazione ridotta, deve spuntare un certo numero di caselle le cui descrizioni sono criptiche e non assicurano che non istallando questa parte, non se ne rovini un’altra. Quindi tutti coloro che usano TeXLive, la installano sempre completa.
La guida L’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito, contiene un intero capitolo relativo all’installazione del sistema TeX, sia esso TeXLive o MiKTeX. Se non l’hai già scaricata, fallo e vi troverai anche una sezione dedicata ai glossari.
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Benvenuto nel forum!Non è troppo strano. Se si aggiunge un pacchetto all’installazione di MiKTeX i casi sono due:
a) o usi il MiKTeX wizard (accessibile da Avvio > Programmi >MiKTeX .2.9 > …) ed esegui l’aggiunta servendoti del wizard, oppure
b) lo aggiungi a mano nel tuo albero personale C:\Users\\texmf creandogli le sottocartelle giuste se non ci sono già; le cartelle giuste sono quelle che seguono …\texmf nell’albero principale di MiKTeX; se non cis sono già o se l’albero personale ti manca del tutto, devi creartelo e dillo a MiKTeX dove l’hai creato servendoti del Wizard. In ogni caso dopo aver installato qualsiasi cosa a mano (con il Wizard non sarebbe necessario) devi cliccare il bottone Refresh Filename Databases, altrimenti MiKTeX non trova i nuovi pacchetti.
Commenti:
1) È evidente che il metodo del Wizard sarebbe da preferire.
2) È altrettanto evidente che un’installazione completa di MiKTeX e non una installazione parziale risolve questo genere di problemi; siccome oggi ogni calcolatore da tavolo e ogni laptop ha dei dischi così capienti che 4 o 5 giga byte di memoria consumati per un’installazione completa sono davvero una goccia nel mare. È per questo che sia nel forum sia nelle guide generali o tematiche di questo forum consigliamo sempre di eseguire installazioni complete. Noi consigliamo sempre l’Installazione TeXLive, ma anche l’installazione MiKTeX va benissimo purché entrambe siano complete.
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Invece di Texmaker, prendi in esame TeXstudio, è un fork di Texmaker, ma è molto più avanti.
Di Gummi non ti so dire, perché sono anni che non dispongo più di una piattaforma (virtuale) Linux. Quando l’avevo provata non mi era sembrata male.
Piuttosto se il tuo Linux è di quelli che installano i pacchetti conformi alle direttive del Consorzio Debian, leggi il documento Texlive-year-ubuntu.pdf che trovi nel sito di Enrico Gregorio con un qualunque motore di ricerca. Si tratta di installare la versione TeXLive scaricata da CTAN invece di (o oltre a) quella quella Debian, perché la prima è quella aggiornabile (volendo) anche quotidianamente, mentre la seconda serve solo per soddisfare certe dipendenze di altri programmi Debian. Se cerchi con l’opzione Cerca di questo forum i messaggi che trattano di questo problema, ne trovi anche alcuni che trattano della questione mediante una impostazione di apt-get che ti permette di usare la TeXLive/CTAN come la versione che soddisfa le dipendenze, in modo da non avere due diverse installazioni del sistema TeX.
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