OldClaudio

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  • in risposta a: problemi numerazione pagine #103217
    OldClaudio
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      alfredopacino” post=103213grazie, ma credo stessi rispondendo al primo problema, giusto?

      Sì, quello era il problema collegato alla numerazione delle pagine.
      Dove compaia il numero della pagina dipende da come hai configurato i tuoi stili; per impostazione predefinita la pagina iniziale dei capitoli compare a centro del piedino, mentre le pagine successive alla prima di ogni capitolo hanno il numero nella parte destra della testatina.
      Se vuoi il numero sempre nella parte destra del piedino devi usare il pacchetto fancyhdr e configurare testatine e piedini come ti fa più comodo, seguendo le istruzioni e gli esempi indicati nella documentazione di fancyhdr.

      in risposta a: Help: è/ é #102969
      OldClaudio
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        I file che hai allegato (almeno Z.tex, gli altri non li ho controllati) sono codificati in Latin 9 oppure in Latin 1; quindi se vuoi compilarli così come sono devi specificare l’opzione latin9 o latin1 a inputenc. Se vuoi usare la codifica utf8, sempre consigliabile, devi convertirli.
        Visto che lavori su una macchina Windows, è possibile che tu stia usando l’editor TeXstudio; apri i file dall’interno di TeXstudio usando la voce di meno Open, e specificando, se occorre (mi pare che TeXstudio lo faccia automaticamente), che vuoi aprire il file con la codifica Latin 1; poi apri il dialogo per salvare e seleziona la codifica UTF-8, poi salva.
        Riprova a compilare; gli accenti dovrebbero venire fuori corretti.

        Altrimenti prendi la guida tematica sulle codifiche (qui dalla sezione Documentazione); leggila accuratamente per capire il problema delle codifiche; poi leggi accuratamente le descrizioni dei vari metodi per convertire la codifica dei file — ne sono descritti 3 o 4.

        Superato questo scoglio ricordati di configurare il tuo editor perché usi sempre la codifica utf8 specificata anche a inpuenc. E ricordati sempre che l’editor e il programma di composizione (per esempio pdfLaTeX) sono due cose diverse e distinte che comunicano fra di loro solo attraverso l’utente (in questo caso proprio te, Tony); quindi tocca a te gestirli in modo coerente.

        In questo momento il tuo editor è configurato per salvare i file con la codifica Latin 1 o Latin 9, ma stai dicendo a pdfLATeX di gestirli come se fossero codificati in UTF-8, quindi in modo incoerente.

        in risposta a: problemi numerazione pagine #103215
        OldClaudio
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          Premesso che \selectlanguage{italian} senza avere chiamaot il pacchetto babel cona almeno due lingue fra cui italian, ma non indicata per ultima non serve a niente, il tuo file sarebbe meglio composto così:`\documentclass[11pt]{book}% main file
          \usepackage[italian]{babel}
          \begin{document}
          \frontmatter

          \chapter*{preintro}
          intro
          \tableofcontents

          \mainmatter

          \input{Intro}

          \end{document}
          “
          % file Intro.tex
          \chapter*{Introduzione}
          \addcontentsline{toc}{chapter}{Introduzione}
          testo testo testo
          \endinput
          `Però se l’Introduzione non al vuoi numerata, ma la vuoi nell’indice, allora ti pasterbbe togliere \addcontentsline e l’asteirsco, ma dovresti mettere la sua chiamata \input{Intro} prima di \mainmatter

          Inutile ripetere che queste cose sono scritte in ogni guida.

          in risposta a: Problematica con il pacchetto TOPTesi #103206
          OldClaudio
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            Aggiungo alcune informazioni e alcuni commenti a quello che ti ha scritto @claudio.

            Se ogni volta che aggiorni leggessi la documentazione, non faresti certi errori o non ti troveresti nelle canne a lamentarti che prima funzionava e ora non funziona più.

            Cominciamo con MiKTeX; apprezzo il fatto che dici che prima o poi installerai TeXLive; ma se non leggi la documentazione avrai gli stessi problemi anche con TeXLive. Il fatto che il Package Wizard di MiKTeX non ti abbia installato toptesi dipende dal fatto che Win8 ha una migliore gestione degli utenti (amministratore, power user, eccetera) e richiede quindi che le instalalzioni, compresa quella di MiKTeX o di TeXLive vengano fatte in modo attento in modo che il prorietario della macchina possa intervenire qunado ne ha bisogno senza doversi registrare al login con credenziali diverse dalle solite. Siccome non uso Windows da una decina di anni non sono in grado di scendere nei particolari. L’installazione a mano di solito richiede le stesse credenziali, ma facendo a mano sarebbe facile commettere errori. Il primo errore, però è quello di eseguire una prima installazione basic, mentre, come sai, noi consigliamo sempre l’installazione completa.

            Veniamo a toptesi. probabilmente ti è sfuggito il fatto che ora l’ultima versione è la 5.86 mentre quando hai composto la tua tesi magistrale probabilmente era ancora una versione 4.xxx. La versione 5.86, come si dice nella documentazione, è QUASI completamente compatibile con il passato e ciò che richiede delle minime variazioni è il frontespizio. Infatti le modifiche rispetto alle precedente versioni 5.yyy consistono proprio nella gestione del frontespizio. Tutto (nelle mie intenzioni) è documentato nella documentazione italiana che si legge aprendo un prompt dei comandi, scrivendoci dentro il comando texdoc toptesi-it, premendo il tasto “invio” per eseguire il comando, e leggendo la documentazione nella finestra che si apre.

            Siccome ora il frontespizio può essere composto anche con altri pacchetti esterni, il pacchetto topfront (che @claudio ti dice che ti sei dimenticato di caricare, ma non è vero, il pacchetto è stato caricato, ma…) viene caricato da toptesi, ma il suo caricamanto è rinviato alla fine del preambolo; lo scopo di questo rinvio è che se nel preambolo si carica il pacchetto frontespizio.sty (un ottimo pacchetto esterno consigliato da molte guide, compresa L’Arte di scrivere con LaTeX) allora il pacchetto topfront non viene caricato per evitare conflitti fra pacchetti. Il controllo viene fatto dal comando di rinvio \AtBeginDocument, ma se frontspizio NON è stato caricato nel preambolo, allora e solo allora viene caricato topfront.sty. Perciò i comandi per specificare i dati del frontespizio possono essere immessi solo dopo \begin{document}.

            C’è di più: ora di ocmandi \frontespizio ce ne sono due uno senza e uno con l’asterisco; servono per comporre il frontespizio in modo diverso. Non basta: oro ci sono anche gli ambienti frontespizio e frontespizio* e la nuova documentazione 5.86 consiglia di usare gli ambienti invece dei comandi mettendo dentro l’ambiente tutte le informazioni relative a questa particolare pagina.

            Ecco quindi che i tuoi due file filefunzionante.tex e filenonfunzionante.tex funzionano perfettamante entrambi se sposti i comandi con le informazioni per il frontespizio a DOPO \begin{document}.

            Ma c’è ancora un altro commento da fare.
            Hai conservato il brano di codice [tt]\expandafter\ifx\csname…[/tt]; non capisco perché; quello era un barano di codice per collaudare le opzioni anche per l’opzione classica, che NON va bene per il Politecnico — andava bene, appunto, per l’università di Trieste; ora l’opzione Trieste non c’è più; c’è l’opzione classica. tuttavia avrai notato che quel brano di codice contiene due comandi condizionali \ifx e \ifclassica ognuno dei quali dovrebbe termnare con il suo comando \fi; ma di comandi \fi ce ne è uno solo, quindi il condizionale \ifx resta aperto fino alla fine della tesi il cui file log contiene alla fine il messaggio che un condizionale non è stato chiuso. Male, male, male…

            Finisco commentando che le bugie hanno le gambe corte; hai detto che quei file funzionavano entrambi prima e or solo uno dei due funziona. Va bene, non hai letto la documentazione, ma se l’avessi letta avresti usato gli ambienti epr il frontespizio e entrambi i file avrebbero funzionato. Tuttavia non potevano funzionare entrambi perché hai usato il comando [tt\userpackage[/tt] invece di [tt]\usepackage[/tt] in entrambi i file. Il primo è un comando inesistente che produce l’errore [tt]Undefined control sequence `\userpackage’ at line…[/tt] e l’arresto del programma di compilazione.

            L’unica cosa di diversa in quel tuo terribile preambolo è che chiami il pacchetto mcode che non è un pacchetto “ufficiale”; quello da me era l’unico errore, perché evidentemente io non dispongo di quel tuo pacchetto. Ho commentato la riga e tutto procedeva correttamente; l’errore della graffa chiusa mancante potrebbe essere generato da quel pacchetto che io non ho e per il quel né io né nessun altro ti può aiutare se non dici da dove si può scaricare quel pacchetto.

            Il tuo preambolo è terribile, perché sono sicuro che non usi per niente metà dei pacchetti che invochi; alcuni li invochi due volte; alcuni non avresti dovuto invocarli come è scritto a chiare lettere nell’apposito paragrafo del primo capitolo della documentazione; altri sono già caricati da toptesi quindi è inutile caricarli di nuovo (altro apposito paragrafo della documentazione) anche perché si rischia forte di produrre errori di “option clash” difficili da individuare e da correggere.

            Non prendertela se sono stato un po’ duro con le mie osservazioni; ci siamo passati tutti per questo genere di errori, quindi nessuno è “senza peccato”. Io dai miei errori ho imparato a non usare niente se prima non ho letto la documentazione per l’uso. Penso quindi che le mie osservazioni siano un buono scossone per capire l’importanza della documentazione. 🙂

            in risposta a: Font #103209
            OldClaudio
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              Anche qui sul forum abbiamo parlato spesso di come scegliere i font; abbiamo messo a disposizione anche una guida tematica sui font (vedi sezione documentazione di questo forum), quindi la tua curiosità trova ampia risposta. Se vuoi usare i Times (New Roman è una specialità di un certa collezione distribuita insieme ai sistemi operativi WIndows) basta che tu metta nel preambolo una cosa come`\usepackage{newtextext,newtxmath}` e hai sostituito tutto sia per il testo sia per la matematica con font adeguatamente scalati e appaiati correttamente fra font testuali e font per la matematica. Se invece usi la direttiva `\usepackage{lmodern}` usi i font Latin Modern che rispetto ai Times hanno il vantaggio di essere dotati dei “corpi ottici” di cui i Times non sono dotati. Questi ultimi, quando specifichi \smal o \Large, ottengono l’ingrandimento o il rimpicciolimento dell’unico corpo da 10pt di cui dispongono e questo porta a font piccoli troppo sbiaditi e a font grandi troppo neri; invece i Latin Mdorn sono dotati di tanti corpi con lo stesso disegno complessivo, ma con piccole variazioni negli spessori delle linee, per cui i corpi piccoli non sono sbiaditi e quelli grandi non sono troppo neri.

              Article e memoir? è come confrontare un monopattino con una Ferrari. Leggi la documentazione di memoir (alcune centinaia di pagine) e quella di article (non esiste, ma se ci fosse sarebbe di due o tre pagine; anzi rinvierebbe a quella di book, tranne che si aggiungerebbe che article non dispone del comando \chapter e dei comandi \frontmatter, \mainmatter e \backmatter: quattro righe). 🙂 😯 😉

              in risposta a: foglio orizzontale su due colonne #103194
              OldClaudio
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                Nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum, c’è scritto quel che serve: i comandi da usare sono \columnsep e \columnseprule a pagina 18.

                Ti consiglio di non mettere al linea di separazione; invece ti suggerirei di specificare a geometry un valore di separazione delle colonne \columnsep adeguato ma non grande come i margini laterali.

                in risposta a: listing fuori pagina #103168
                OldClaudio
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                  alfredopacino” post=103179si, chiedevo se per documentazione di listings tu intendessi il link che ho postato, perché al cap. 5.7 si parla di label testuali ai listings e 5.8 di codici su più colonne (ed in ogni caso si parla di lstlisting, possibilmente in questo caso vorrei rimanere con \begin{listing}..)

                  Sto parlando della documentazione di listings, versione 2015/06/04 Version 1.6. Forse hai una versione precedente? Nel caso aggiorna la tua installazione del sistema TeX.

                  Inoltre esaminando meglio al documentazione recente (version 1.6), nel paragrafo 1.4 si mostra una esempio di ambiente lstlisting reso flottante e con la didascalia

                  in risposta a: progettare un documento #103186
                  OldClaudio
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                    Non voglio insistere, perché certamente le soluzioni sono più di una.
                    Il punto è che LaTeX ha dei problemi a mettere degli oggetti flottanti dove c’è un titolo di sezione. E rischi di avere una pagina vuota. QUindi la soluzione di Ivan certamente evita questo problema ma ti obbliga a caricare un altro pacchetto. Talvolta un eccesso di pacchetti di cui non si conoscono tutti i dettagli interni, e di cui si usa solo una minima parte delle funzionalità, può essere un peso e una fonte di conflitti con altri pacchetti.

                    Personalmente io preferirei crearmi degli ambienti non flottanti apposta contenenti una definizione equivalente a \captionof, ma che possano contenere più di una tabella a distanza fissa e con la didascalia sopra o sotto, ma distanziata come tutte le altre didascalie. Tuttavia capisco che la cosa non è semplice, specialmente non avendo la possibilità di interagire con le tabelle vere e proprie con cui sperimentare.

                    Per cui forse la soluzione di Ivan è migliore di quella che ti proponevo io assumendo, in modo errato, che potessi scrivere qualche riga di testo sotto all’intestazione della sezione, giusto per non lasciare una pagina quasi completamente bianca. Sarebbe stata una soluzione più semplice quella che ti proponevo, ma nel tuo caso particolare ha dei difettucci.

                    in risposta a: listing fuori pagina #103166
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                      alfredopacino” post=103170salve, uso questa forma per inserire codice non PHP (per il quale uso lstlisting con una colorazione ad hoc)

                      `\begin{listing}[{1} % codice con numero di riga\end{listing}`

                      anche vedendo la documentazione
                      http://texdoc.net/texmf-dist/doc/latex/listings/listings.pdf
                      non ho ben capito come risolvere due problemi:
                      – alcune righe vanno fuori pagina, dovrei inserire il codice in un blocco (ovviamente non posso andare a capo manualmente, verrebbe contata una nuova riga)
                      – come inserire un caption

                      Non hai fatto due domande in questo messaggio? Ti ho risposto a ciascuna.

                      in risposta a: listing fuori pagina #103164
                      OldClaudio
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                        Per le didascalie: documentazione di listings, paragrafo 5.7
                        Per spezzare le righe automaticamente senza generare altri numeri di riga: stessa documentazione, paragrafo 5.8.

                        in risposta a: progettare un documento #103183
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                          Se dopo il comando di sezionamento metti anche poche righe di testo, le tabelle possono cominciare dalla pagina successiva, dove puoi mettere un ambiente table con opzione di posizionamento [p] e dentro al quale metti tre tabular ciascuno con il suo bravo \caption. Se sei sicuro che tre tabelle ci stanno su una sola pagina, tenuto conto del fatto che se usi carta intestata la tua gabbai deve venire ridotta in altezza adeguatamente, e metti un semplice bigskip fra una tabella e l’altra con una riga bianca dopo il \bigskip, dovresti farcela; questa mi sembra la soluzione più semplice che ti permette di salvare capra e cavoli.

                          in risposta a: forzare posizionamento immagini #103162
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                            Le figure grandi vanno messe con l’opzione di posizione [p] senza altre lettere; vengono “sputate” fuori al primo fine pagina, se non c’è altro nella coda degli oggetti flottanti.
                            Le figure piccole ben scontornate vanno messe in posizione con le opzioni di posizionamento di default, quindi non c’è da specificare nulla.
                            Naturalmente c’è anche la possibilità che le figure piccole restino bloccate in coda se prima è stata specificata una figura che è rimasta in coda per motivi generalmente dipendenti dal cattivo uso delle opzioni di posizionamento.
                            Per esempio, se ad un oggetto flottante specifichi la sola opzione [h] con o senza il punto esclamativo, e quella figura non permette di rispettare i vincoli che LaTeX impone alla posizione degli oggetti flottanti (anche se ridotti al minimo grazie al punto esclamativo), quella figura resta in coda, blocca tutta la coda che si svuota solo con un \clearpage o con la fine di un capitolo. L’effetto complessivo è pessimo e il modo per alleviarlo è quello di emettere un \clearpage “ritardato” grazie al comando \afterpage del pacchetto afterpage; i danni sono limitati, ma la composizione non è ancora perfetta.
                            La soluzione vera è quella di non specificare [h] senza altri codici di posizionamento, per esempio [htb], oppure [htp].

                            In LaTeX, a differenza di Word o Writer, non ci sono oggetti contestuali, ma solo oggetti (di grandi dimensioni) mobili o flottanti (floating objects). LaTeX è bravissimo a lasciar muovere gli oggetti come figure e tabelle in modo da riempire bene le pagine non per avere quel tale oggetto lì e solo lì, pena pagine mozze o oggetti che fuoriescono dalla pagina, come farebbero Word o Writer.
                            Una figura molto, molto piccola sia in altezza sia in larghezza può essere collocata senza usare l’ambiente figure, ma per esempio solo l’ambiente center,, oppure usando l’ambiente wrapfig, ma con center non si può mettere la didascalia numerata (ci sarebbe il modo, ma sarebbe meglio non usarlo); in entrambi i casi potrebbe succedere che una figura con didascalia numerata abbia unn numero successivo (maggiore) rispetto a quello di un’altra figura messa in posizione con l’ambiente figure, il che in tipografia non è accettabile.

                            LaTeX permette di avere le didascalie numerate affinché si possa fare riferimento ad una figura mobile mediante il numero della sua didascalia e si usino i riferimenti incrociati con \label e \ref e/o \pageref — volendo si può usare il pacchetto varioref che definisce il comando \vref il quale funziona come \ref ma aggiunge ulteriore informazione testuale tipo “nella pagina 27” che rende agevole cercare l’oggetto mobile.

                            Il testo contestualizza gli oggetti mobili con formulazioni del tipo “…come si vede nella figura~\ref{fig:lamiafigura}…”, invece che “…come si vede nella seguente figura…”. Usando il pacchetto varioref la prima formulazione produce un testo variabile a seconda della posizione della figura in relazione alla posizione del testo con frasi del tipo “…come si vede nella figura 3.21 nella pagina seguente…”, oppure “come si vede nella figura 3.21 nella pagina 37…”, oppure “… come si vede nella figura 3.21 nella pagina a fronte…”, eccetera.

                            Naturalmente quanto ho detto va completato con la lettura della documentazione di afterpage, di varioref, e delle guide già più volte segnalate dove è spiegato come LaTeX gestisce gli oggetti mobili.

                            in risposta a: Introduzione alla definizione della geometria della pagina #103158
                            OldClaudio
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                              Quale guida? Ne ho scritte diverse e in un modo o nell’altro tute contengono una figura 3.1.
                              Oppure ti riferisci ad una figura 3.1 di una guida che non ho scritto io? Ce ne sono molte di più di quante ne abbia scritte io.
                              Mi fa piacere che pensiate a me, ma non sono così sveglio da capire che cosa si intenda con “…di questa guida”, essendo il primo messaggio di un filone di discussione e non potendo vedere i messaggi precedenti.

                              Preciso che quando ho usato layout, che o sappia ho riempito tutta la pagina e non c’era posto per una didascalia.
                              Se Introduzione alla geometria della pagina, il titolo di questo thread, è il titolo della guida, allora ho usato il pacchetto layouts e il comando \pagediagram:`\documentclass[…]{guidatematica}
                              …
                              \usepackage{layouts}
                              …
                              \begin{document}
                              …
                              \begin{figure}[p]\centering
                              \pagediagram
                              \caption{Layout standard delle pagine}\label{fig:layout}
                              \end{figure}
                              …
                              \end{document}`
                              Se non ricordo male, il pacchetto layouts è stato scritto da Peter Wilson e lui stesso l’ha usato nella documentazione della classe memoir.

                              in risposta a: qualità immagini #103004
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                @cfiandra
                                si è sbagliato a scrivere \includegraphics al posto di \epsfig. Devi usare \includegraphics e buttare via sia \epsfig, sia i due pacchetti iniziali del tuo preambolo come ti ha detto @cfiandra.

                                Guarda, io ho preso il tuo preambolo e una figura eps che contiene la famosa testa di tigre che accompagna la distribuzione di ghostscript. Ho tolto dal tuo preambolo quei due file; ho incluso la testa di tigre con un semplice `\includegraphics[width=0.7]textwidth]{tiger.eps}`Non ho aggiunto la chiamata a epstopdf, perché ci pensa pdflatex a farlo.Ho compilato con pdflatex e la mia testa di tigre è apparsa tranquillamente nella pagina composta senza neanche un briciolo di messaggio d’errore.

                                QUindi non c’è niente che non vada nel tuo preambolo tranne quei due primi pacchetti e l’uso di \epsfig, roba di almeno 10 ani fa e roba che richiede solo l’uso di latex, non di pdflatex; come ti ho spiegato latex può includere solo file eps, mentre pdflatex può includere sia gli eps, sia i pdf, png, jpg.

                                Veniamo alla qualità delle immagini. Credo di averti già scritto che il formato jpg (da solo o incluso dentro un fle eps o dentro un file pdf) va ben solo per fotografie che non contenganao linee di variazione del contrasto con gradini di variazione; tipicamente linee nere su fondo bianco; sle le linee sono parallele possono formarsi degli artefatti pesanti.
                                Il formato jpg è un formato di compressione cosiddetto “lossy” (con perdita di informazione); si basa sul troncamanto della trasformata di Fourier bidimensionale, e quando si tronca qualcosa si perde qualcosa; con le foto si perde poco; con i disegni al tratto si perde molto. Il formato png è invece un formato di compressione “lossless” (senza perdita di informazione) e la su decodifica per presentare il suo contenuto sullo schermo o sulla carta non introduce artefatti di nessun genere; per i disegni al tratto è il formato da preferire, se proprio non si possono usare figure vettoriali nei formeti eps o pdf, ma è comunque un ripiego. I disegni al tratto devono essere vettoriali per non perdere nemmeno un bit di informazione.

                                A questo link trovi il file zip con quello che ho fatto: https://dl.dropboxusercontent.com/u/46128876/AlPacino.zip

                                in risposta a: qualità immagini #102998
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Come ti ho già spiegato, mettere un file raster dentro un involucro eps non ne cambia la qualità; se l’immagine raster viene da no screen shot, questo normalmente ha una densità di 72 pixel al pollice, ben lontani dai 300 pixel al pollice richiesti da una buona qualità; l’inclusione del file raster nell’involucro eps NON aggiunge i pixel mancanti.

                                  L’elenco degli errori riportati nell’immagine che hai allegato al tuo messaggio precedente fa pensare che tu stia usando una versione di MiKTeX d’annata. Ma i programma non sono come il vino che migliorano con gli anni; perché i programmi migliorino è necessario aggiornarli; direi che sia consigliabile aggiornarli spesso, una volta all’anno è il minimo; potendo una volta ogni 7-10 giorni è meglio.
                                  Non so cme si faccia a d aggiornare MiKTeX così frequentemente, ma con l’installazione TeXLive si può.
                                  Invece sembrerebbe che il tuo MiKTeX contenga una versione di pdflatex di circa 7-8 anni fa, perché allora effettivamente pdflatex emetteva quegli errori; oppure potrebbe essere che tu stia usando un programma aggiornato, ma con pacchetti obsoleti o inutili; l’ipotesi di @cfiandra mi pare molto plausibile.

                                  Dunque, se non voi mostrarci il tuo preambolo e l’inizio (le prime 10-15 righe) del tuo file .log quando compili con pdflatex, non con latex, è difficile che ti si possa aiutare concretamente. Il file .log contiene molte informazioni utilissime se le si sanno leggere; all’inizio è difficile, poi ci si prende l’abitudine.

                                  Se le informazioni del tuo preambolo devono invece restare “segrete”, ti suggerisco di procedere così:
                                  1) cancella ogni opzione che possa essere stata specificata a graphicx con il suo comando \usepackage.
                                  2) togli (o commentane le righe) tutte le direttive \usepackage che si riferiscono a pacchetti i cui nomi contengano eps oppure ps.
                                  3) se usi PSTricks leggi la documentazione del pacchetto auto-pst-pdf.pdf che è certamente presente sulla tua macchina nell’albero di cartelle di MiKTeX; se non c’è, disinstalla MiKTeX e reinstalla una nuova versione COMPLETA, o, meglio ancora, approfitta per installare TeXLive 2015 (completa).

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