OldClaudio

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  • in risposta a: qualità immagini #102995
    OldClaudio
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      Certo che lo puoi usare; basta che le tue immagini siano in formato eps.

      Ma perché la tua catena di lavoro è dvi-ps-pdf? che tipo di compilazione fai con quali oggetti per avere bisogno di quella procedura complicata? perché all’occorrenza non puoi usare dvi-pdf tramite il programma dvipdfm?
      Sai che esistono pacchetti che ti permettono di usare pdflatex direttamante anche se devi produrre disegni fatti con il codice postscript? Sai che il pacchetto tikz può fare il 95% delle cose che si possono fare con pstricks, senza bisogno di arrampicarsi sui vetri?
      Con tutte queste domando, solo la prima è una domanda vera la cui risposta mi incuriosisce. le altre sono pleonastiche.

      in risposta a: diamondsuit e vardiamondsuit #103144
      OldClaudio
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        Certo che si possono usare font diversi nello stesso documento, solo che non si può semplicemente evidenziare un barno di testo, selezionare il menu dei font, cliccare su un nome a piacere, a vedere che cosa succede.
        La cosa è molto più complessa. Ma anche solo per il testo io lo faccio spesso nelle guide che scrivo, mescolando anche font con alfabeti diversi. Con la matematica è molto più complesso, e quando dico molto intendo MOLTO MOLTO!

        I motori come pdflatex consentono di usare solo 16 “alfabeti matematici” diversi; se hai letto al documentazione dei newtx vedi che quei font matematici ne usano già di per sé 12 0 13; ci resta pochissimo spazio per arrivare a 16.

        Il testo di Vavassori e Zanarini era buono, anzi ottimo, nel 2005; sono passati 10 anni e direi che le cose sono cambiate molto sostanzialmente; io stesso, che ho disegnato diversi font di tipo Type 1, in questi 10anni ho dovuto cambiare spesso metodo per installare in font. Ma un vantaggio di oggi è che non ti occorre installare quasi niente; TeXLive arriva già con circa 15 000 font di tipo Type 1, già installati; da quando esistono XeLaTeX e LuaLaTeX si possono usare anche le centinaia di font che arrivano con il sistema operativo; tutti sono già installati e quasi sempre pronti per l’uso; se non lo fossero bisogna aggiornale la cache dei font (su Linux) oppure LusaTeX se la aggiorna da solo; oppure sul Mac un comodo programma Libro Font.app permette di installare quelli che arrivano con TeXLive, perché quelli del sistema operativo sono usabili direttamente.
        Nel 2005 non era così.

        Nota bene, però che installare font è una cosa; usarli a mani libere è un’altra. Quello che si può fare con Word, se usato da una persona con cognizioni di tipografia può essere comodo; usato da una persona senza cognizioni di tipografia porta quasi sempre a risultati finali del tutto impresentabili. I font delle tre famiglie (con grazie proporzionli, senza grazie proporzionali, monospaziati con o senza grazie) non possono venire scelti a caso; le famiglie matematiche non possono venire scelte a caso e le due collezioni di famiglie per il testo e per la matematica si devono armonizzare le une con le altre. Ti garantisco che combinare schifezza con Word diventa moto facile senza avere una teoria alle spalle; con LaTeX è più difficile tecnicamente, ma si possono fare (le schifezze) anche con LaTeX.

        Comunque la tua idea di andare avanti così va benissimo e le rifiniture con un’altra collezione di font rinviata a dopo va altrettanto bene.

        PS stai attento alle terminazioni di terza persona singolare nei verbi in inglese…;-)

        in risposta a: diamondsuit e vardiamondsuit #103142
        OldClaudio
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          Be’ txfonts e pxfonts sono diventati obsoleti da due o tre anni. Funzionano ancora, ma sarebbe meglio usare i newtx e newpx al loro posto. Questi hanno i font per il testo e i fnt per la matematica che si possono usare separatamente; infatti vanno caricati come due pacchetti distinti, per esempio newtxtext e newtxmath. Leggere al documentazione con texdoc newtx non fa male perché si capisce in che cosa differiscono dalle versioni obsolete.
          Il bello è che si può usare la collezione di font per il testo e una collezione diversa per la matematica — nei due sensi. Potresti infatti usare i newtxtext per il testo e i font fdi default per la matematica, oppure in fnt Latin Modern per il testo e i newtexper la matematica.

          Ma secondo me se usassi i PX (newpxtex e newpxmath) certamante l’impaginazione cambierebbe un po (meno che con i tx) ma non faresti porcate. E se hai congegnato bene i file sorgente, anche se cambia l’impaginazione non dovrebbero esserci problemi seri con righe troppo lunghe o figure che si accumulano al fondo dei capitoli. Se succedesse, vuol dire che il file sorgente non è composto bene…

          I font newtx sono decisamente più stretti dei Latin Modern, mentre in newpx sono un poco più larghi dei Latin Modern, ma non tanto quanto in newtx sono più stretti.
          I Palatino si leggono decisamente meglio e la collezione newpx (testo e matematica) è proprio ben fatta.

          in risposta a: qualità immagini #102993
          OldClaudio
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            Calma: se disponi di file eps veri, non fasulli, non commettere il delitto di lesa maestà di visualizzarlo a schermo con un software di visulaizzazione per poi cercare di farne uno screen shot; il file eps è vettoriale, se è un eps vero, e la schermata è raster di bassa risoluzione (da 72 a 96 pixel al pollice, decisamnte poco); quindi se fai uno screen shot di una visualizzazione di un disegno vettoriale, ne perdi tutte le caratteristiche e rovini l’immagine; il problema non cambia se comprimi l’immagine della schermata in formato png o jpg perché l’immagine era a bassa risoluzione e tale resta.

            Se hai prodotto un file eps vero con un software da disegno, salvalo in eps, e importalo in eps con il solito comando \includegraphics del pacchetto graphicx. Se vuoi convertirlo in formato pdf, va bene, perché vettoriale era e vettoriale resta.

            Ma che cosa vuoi dire che non sai come includere immagini png e jpg? compilando con pdfLATeX e usando il pacchetto graphicx con il suo comando \includegraphics puoi includere immagini nei formati pdf, eps, jpg, png (e altri formati meno diffusi); quindi la domanda non si pone nemmeno. Se lavori con LaTeX, e non con pdfLaTeX, puoi includere solo immagini eps.

            Se questa informazione ti giunge nuova, leggiti l’apposito capitolo sull’inclusione degli oggetti flottanti nell’Arte di scrivere con LaTeX

            PS: i formati eps e pdf veri sono vettoriali, ma si possono anche usare per convertire immagini raster in immagini eps o pdf fasulle; sono fasulle perché raster erano e raster restano; semplicemente sono incluse dentro i due formati vettoriali sotto forma di matrici di byte (che contengono le informazioni di singoli pixel) dentro un involucro in linguaggio PostScript o Portable Document Format che dice al visualizzatore: “leggiti questa matrice di byte e non protestare.”

            La differenza sostanziale fra il raster e il vettoriale e che il primo contiene una immagine digitalizzata in orizzontale e in verticale sotto forma di matrice di byte; il visualizzatore di una tale immagine non deve far altro che leggere le informazioni di chiarezza, colore e sfumatura di ogni pixel in quella matrice e trasformali in puntini visibili sul supporto (schermo o carta). Il formato vettoriale contiene le “equazioni” dei contorni delle aree dello stesso colore e da in pasto queste equazioni al visualizzatore che deve scalarle adeguatamante e digitalizzarle al volo per mettere i puntini colorati sul supporto (schermo o carta); cambiare dimensioni alla finestra del visualizzatore richiede al visualizzatore di ricalcolare la posizione e il colore dei puntini colorati per farli stare dentro i nuovi contorni che per effetto della variazione della dimensione dello schermo hanno subito una variazione di scala nelle equazioni dei loro contorni.

            Verifica: prendi una foto anche di buona qualità e guardala allo schermo: po ingrandisci una zona dello schermo andando ad un fattore di ingrandimenti via via crescente fino ad almeno 10 volte l’originale; non riuscirai più a riconoscere i pixel che saranno diventati dei quadratini colorati variamente e parzialmente sovrapposti. Prendi ora una pagina stampata con font vettoriali: ingrandisci la pagina a piacere; i singoli caratteri (disegnati sulla base del loro contorno) diventano sempre più grandi ma il loto contorno resta sempre continuo e non scalettato (tenuto conto della granulosità dello schermo). Ecco, questa è la differenza. Ingrandire un’immagine raster vuol dire ingrandire i singoli pixel; ingrandire un’immagine vettoriale vuol dire ingrandire i contorni delle aree che contengono pixel dello stesso colore.

            Scusa la lunga spiegazione, ma avevo il sospetto che queste cose non ti fossero chiare; ora spero di non averti confuso le idee con troppe parole.

            in risposta a: DIMENSIONE CARATTERI #103140
            OldClaudio
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              Be’, è evidente che se passi da 10pt a 12pt l’impaginazione cambia perché in ogni riga ci sta circa il 20% in meno di roba e di righe nella pagina ce ne stanno circa il 20% in meno (calcoli a spanne, ma rende l’idea); quindi, sempre a spanne in ogni pagina ci sta circa il 40% in meno di testo. Se le figure sono tante, non è detto che stiano nelle percentuali di paigna previste per gli oggetti flottanti e che ci sia abbastanza spazio per la percentuale di testo che deve rimanere.
              Perciò gli oggetti flottanti si accumulano verso il fondo dei capitoli e se se ne accumulano più di 18, ricevi quel messaggio che è uno di quelli più fastidiosi da sistemare.
              Ti consiglio una buona lettura almeno della parte dedicata agli oggetti flottanti della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e liberamente tradotto in italiano, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito. Lì c’è spiegato come funziona il meccanismo degli oggetti flottanti.

              Letto e capito il meccanismo, puoi seguire semplici trucchi per sistemare le figure che si accumulano. Tuttavia non c’è un solo metodo per sistemare il tuo problema, dal rimpicciolire le figure, allo spostarle prima o dopo lungo il testo sorgente, all’uso di opzioni di posizione diversi (in particolare levando ogni opzione del tipo [h] o [!h]); all’uso del pacchetto afterpage (che definisce il comando \afterpage) in modo da sistemare dopo ogni gruppo di due o quattro figure un comando`{\afterpage{\clearpage}`che impedisce l’accumulo di più di quattro oggetti flottanti a spese di un paio di pagine contenti solo oggetti flottanti.
              È chiaro che un metodo non esclude gli altri; la soluzione mediante \afterpage può essere un po’ drastica ma è risolutiva.

              Ti sottolineo anche che gli oggetti flottanti e i titoli delle sezioni sono nemici intimi, quindi se hai poco testo e un forte sezionamento e molte figure, parte della soluzione consiste nel togliere buona parte dei comandi di sezionamento; in sostanza di sezionare meglio la tua relazione.

              in risposta a: qualità immagini #102991
              OldClaudio
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                alfredopacino” post=103112up?
                semplifico la domanda in due parole: come posso inserire immagini raster e mantenere la qualità originale?

                Non puoi; o meglio potresti se tenessi una densità di pixel molto alta; ma questo vuol dire consumare un sacco di memoria o un sacco di megabyte per qualcosa che potresti ottenere immagini perfette, senza sprechi di byte, se ti dimenticassi di usare immagini raster per i disegni al tratto. Le immagini raster possono andare bene con una densità minima di 300dpi per fotografie, purché non abbiano parti dell’immagine separate con cambi improvvisi di luminosità. In un disegno al tratto ogni linea è separata dallo sfondo generalmente bianco mediante bordi che separano il tratto generalmente nero dallo sfondo; quindi puoi avere un degrado enorme se la densità dei pixel è bassa e se il contrasto è forte.

                in risposta a: Pacchetto Eulervm, problemi numeri in ambiente matematico #103135
                OldClaudio
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                  Probabilmnete ha ragione a dire che con eulervm ti succede quel che ti succede e che l’unico modo per evitarlo è di usare \num, comando definito da siunitx.

                  Ma il comportamento che descrivi è corretto. I numeri sono scritti col font degli operatori, e mi pare che eulervm non ridefinisca il font degli operatori, ma solo quello delle “letters” e dei “symbols” (operators, letters, symbols e largedelimiters sono le quattro famiglie di ofnt usabili in matematica per impostazione predefinita; eulervm ne aggiunge alcune altre, e sostituisce i comandi originali ocn un rivio alle famiglie nuove.

                  Ma, come ho detto tante volte, i ofnt matematici euler sono bellissimi man non permettono di soddisfare le norme ISO per la scrittura della matematica, le quali prescrivono per le variabili (ordinarie) font inclinati; gli euler non hanno inclinazione, o se l’hanno è talmente piccola che non la si percepisce.

                  Dunque se scrivi di scienze applicate (a cui si applicano le norme ISO), e non di matematica pura (dove le norme ISO non sono obbligatorie), la soluzione è quella di non usare i font euler. 😯

                  in risposta a: The Elements of typographic style… ma dove si trova? #103116
                  OldClaudio
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                    Io l’ho comprato da Amazon. Sono convinto che si possa trovare anche da altri bookstore on line. Se lo ordini alla tua libreria ci vuole almeno un mese e ti costa il doppio.

                    in risposta a: Errore nella compilazione di un codice #103097
                    OldClaudio
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                      Confermo; sono riuscito a compilare il tuo file con latex, non pdflatex; sono ruscito a produrre un file ps con dvipas, ma non sono riuscito a vederne il contenuto perché ogni programma segnala un errore dove trova file mentre apsettava un comando valido del linguaggio PstScript.

                      Solo con Skim sono riuscito ad aprire il file dvi, e mi ha mostrato al centro della pagina solo una x e una y matematiche e sovrapposte l’una all’altra. In sostanza ancora un fallimento. Non dispongo di xdvi, quindi non sono in grado di vedere che cosa ci sia davvero dentro il file.

                      in risposta a: errore in compilazione #103043
                      OldClaudio
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                        Il file seguente, modificato rispetto al tuo eliminando backref fra le opzioni di hyperref e cancellando i pacchetti che non servono quando compili ocn pdflatex, funziona senza problemi; prima l’errore avveniva durante l’elaborazione dei link per le back references. Probabilmente il semplice ambiente thebibliography non contiene abbastanza informazione per gestire correttamente il file delle back references.

                        La prima riga di commento serve ad alcuni editor per auto configurarsi da soli per usare il programma di composizione pdflatex anche se sono configurati per un default diverso.`% !TEX TS-program = pdflatex
                        \documentclass[11pt,oneside]{book}

                        \usepackage[italian,english]{babel}
                        \usepackage[latin1]{inputenc}
                        \usepackage{cite}
                        \usepackage{amsmath}
                        \usepackage{fancybox}

                        \usepackage{verbatim}
                        \usepackage{graphicx}
                        \usepackage{color}
                        \usepackage{moreverb}
                        \usepackage[final,bookmarks,breaklinks,colorlinks]{hyperref}
                        \usepackage{url}

                        \usepackage{booktabs}
                        \usepackage{adjustbox} % adattamento tabelle alla larghezza pagina
                        \usepackage{csquotes}

                        \begin{document}
                        \selectlanguage{italian}
                        \begin{titlepage}
                        title
                        \end{titlepage}

                        \pagenumbering{roman}

                        \vfill

                        \tableofcontents

                        \chapter{Introduzione}
                        \pagenumbering{arabic}
                        lorem ipsum

                        %**************************
                        \clearpage
                        \phantomsection
                        \addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}
                        \begin{thebibliography}{99}
                        %
                        \bibitem{cioffi} Claudio Cioffi-Revilla, Computational social science \textit{Wiley Interdisciplinary Reviews: Computational Statistics}, 2(3):259?271, 2010
                        \bibitem{va} James J. Thomas e Kristin A. Cook (Ed.) \textit{Illuminating the Path: The R\&D Agenda for Visual Analytics National Visualization and Analytics Center}, p.4., 2005
                        %
                        \bibitem{loevinger} Loevinger L., \textit{Jurimetrics. The Next Step Forward}, Minnesota Law Review, 33, p. 455, 1949
                        %
                        \bibitem{tukey} J.W.Tukey, Exploratory data analysis, Paperback,1977
                        %
                        \end{thebibliography}

                        \end{document}`

                        in risposta a: errore in compilazione #103041
                        OldClaudio
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                          Prima di cercare errori nel tuo codice, vorrei che mi chiarissi un punto: che cosa vuol dire “catena dvi-ps-pdf” seguito dall’informazione “compilatore predefinito pdflatex”?
                          Pdflatex produce direttamente l’uscita in formato PDF, non in formato DVI, anche se lo potrebbe fare, ma dubito che tu abbia impostato nel tuo preambolo [tt]\pdfoutput=0[/tt].

                          in risposta a: [Risolto] Memoir – titoli capitoli “dowding style” #103084
                          OldClaudio
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                            Certo, è assolutamente vietato modificare i file della distribuzione; se sei su una macchina diversa da WIndows come utenti “normali” non si può nemmeno provare a modificare i file della distribuzione che sono locked.

                            Comunque, sì, 30 anni fa era forse l’unica strada da percorrere, ma oggi le licenze ci sono ed è chiaro anche con la blandissima licenza LPPL che non si possono modificare i file della distribuzione se non cambiandone il nome e mantenendo il copyright originale ma togliendo ogni riferimento al curatore del pacchetto “vero”. Se ti modifichi qualcosa, lo fai in un file con nome diverso e se ci sono errori te li correggi da solo, non vai a chiedere come fare all’autore originale.

                            Ma esiste un modo più semplice e costruttivo, perfettamente lecito, e direi anche comodo; ti copi i comandi che vuoi modificare, te li incolli nel preambolo del tuo documento, ci metti un \makeatletter prima e un \makeatother dopo, e modifichi quello che vuoi nel tuo preambolo sostituendo \newcommand con \renewcommand se le macro da modificare sono state definite usando \newcommand. Ovviamente queste modifiche le aggiungi al tuo preambolo solo dopo avere caricato il pacchetto di cui vuoi modificare lacune macro.

                            La cosa è pulita ed efficace; anzi è la via più semplice per farlo. Ci sarebbe un altro metodo, quello di usare xpatch (leggine la documentazione con texdoc xpatch. Di solito funziona benissimo, ma non puoi modificare macro con argomenti opzionali. Con xpatch, quando lo si può usare la cosa non è solo legale e pulita, ma è anche “elegante” 🙂 .

                            in risposta a: [Risolto] Memoir – titoli capitoli “dowding style” #103082
                            OldClaudio
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                              Il paragrafo 18.14.2 del manuale di memoir (leggi con texdoc memoir) parla dei nomi dei numeri. Nella pagina 332 si dice:

                              There is a group of macros that hold the names for the numbers. To typeset named numbers in a language other than English these will have to be changed as appropriate. You can find them in the class and patch code.

                              Ciò premesso non sono riuscito ad individuare nessun file facente parte della classe dove sono contenute le macro che contengono i nomi dei numeri; non sono riuscito a trovare nemmeno le macro per i nomi inglesi. Forse sono io un po’ giù di vista e la cosa mi preoccupa; come mi preoccupa che la descrizione dello stile Dowding esplicitamente citi il numero espresso con il suo nome, ma l’esempio grafico riportato nella figura B.14 dell’appendice B corrisponda completamente alla descrizione, tranne per il fatto che il numero del capitolo sia in cifre.

                              in risposta a: MarVoSym in moderncv #103066
                              OldClaudio
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                                Supponendo che il simbolo dell’e-mail di marvosym si definito con il nome \Email dopo avere caricato il pacchetto marvosym scrivi al riga `\let\emailsymbol=\Email` e lascia stare nel tuo file sorgente \email con l’iniziale minuscola; quest’ultimo comando serve per assegnare la stringa del tuo email ad una macro interna \@email che la conserva e moderncv la usa per vari scopi; non è il simbolo da mettere nel curriculum.

                                in risposta a: Da PDF a LateX #103051
                                OldClaudio
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                                  Che io sappia, non esiste. Ma molti visulaizzatori di file pdf consentono di selezionare il testo, di copiarlo e poi di incollarlo in una altro documento, come testo pro, non con l’intero linguaggio PDL in codice pdf che descrive la pagina.
                                  Per le figure quei visualizzatori di file pdf permettono di selezionare le figure (una ad una), di copiarle e di incollarle in un nuovo documento pdf che contiene solo la figure.
                                  Per le formule o le tratti come le figure o le riscrivi in LaTeX.

                                  Fra questi editor c’è Preview (o Anteprima) dei calcolatori Mac. Certamente c’è Adobe Acrobat Professional, che costa alcuni bigliettoni, ma che, grazie al programma Education della Adobe, uno studente o un docente universitario può acquistare ad un prezzo di vero favore. Probabilmente ce ne sono altri; per Windows mi pare che ci sia Foxit, ma è una informazione che ho solo sentito dire perché non dispongo di macchine Windows. Per Linux non saprei proprio, ma mi stupirei se non ci fosse qualcosa all’altezza del compito.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,291 al 4,305 (di 11,286 totali)

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