OldClaudio

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  • OldClaudio
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      Se leggi la documentazione di wrapfig, vedi che puoi inserire le figure “avvolte” dal testo sia restando entro i margini, sia lasciandolo fuoriuscire in parte dai margini, sia mettendole completamente nei margini; dipende dalla loro larghezza e dalle tue impostazioni figura per figura, tabella per tabella.

      in risposta a: Da TeXLive2012 a 2015 quali modifiche nel codice? #102754
      OldClaudio
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        1) aggiungi [tt]\usepackage[T1]{fontenc}[/tt prima di [tt]\usepackage[utf8]{inputenc}[/tt]
        2) usa i font newpxtext invece dei pxfonts; sono sempre i Palatino ma sono migliori; se usi anche un po’ di matematica usa anche i newpxmath, creati apposta per accoppiarsi con il Palatino usato nel testo.
        3) togli i pacchetti numprint e gensymb e usa invece il pacchetto siunitx
        4) le citazioni si fanno in corsivo OPPURE fra virgolette, non con entrambi; questa è una regola tipografica, non un errore LaTeX.
        5) controlla il \graphicspath; è sbagliato; vedi documentazione con texdoc grfguide

        Per il resto io direi che oltre alle modifiche che tu stessa hai trovato non ci sia altro da fare; altri esperti potrebbero suggerirti altre cose.

        Tieni presente che la distribuzione TeXLive/CTAN è aggiornabile, volendo, anche ogni giorno tramite il comodo TeXLive manager (il programma si chiama tlmgr e lo si può attivare con interfaccia grafica) ma una volta ogni 7-10 giorni va più che bene (in generale), perché in quel lasso di tempo vengono aggiornate alcune decine di pacchetti e vengono installati una mezza dozzina di pacchetti nuovi; La TeXLive/Debian viene aggiornata dal consorzio Debian una volta all’anno e spesso è in ritardo; di fatto quella distribuzione non dispone del programma tlmgr perché gli aggiornamenti possono venire eseguiti solo con gli strumenti espressamente previsti dai repository Debian, ma questo avviene una volta all’anno.

        Quindi se installi la TeXLive/CTAN, prima di rimettere le mani sul tuo lavoro, fanne una copia su un’altra cartella; se dovesse andare a male qualcosa, hai sempre il backup.

        in risposta a: Errori durante la compilazione di Latex #102728
        OldClaudio
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          @Elrond
          , la guida sugli errori in bozza ora contiene 81 pagine e contiene tutti i messaggi di errore e di Warning di Leslie Lamport; poi ce ne sono centinaia di altri che vengono dal sottostante compilatore pdftex, o che arrivano da pacchetti più usati.
          È un lavoro enorme e difficile da fare, perché ogni errore e ogni warning può avere una valenza unica oppure può essere multivalente per una varietà di situazioni; difficile o impossibile prevederle tutte.

          Anche gli altri editor, diversi da emacs+auctex (Aquamacs per Mac) hanno o possono avere una finestra che chiamano “console” dove, se si lavora in errorstopmode permette di leggere la descrizione associata all’errore; peccato che più spesso di quanto sia desiderabile quella descrizione sia criptica o incomprensibile; la migliore è quella che dice sostanzialmente: “fa finta di essere Sherlok Holmes e svolgi una indagine accurata analizzando ogni indizio”. Scritta da Knuth per certi errori di tex. 😯

          in risposta a: Idea nuovo pacchetto gestione brani biblici #71373
          OldClaudio
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            Direi che il tuo problema consiste nel fatto che MiKTeX non trova i file presenti sul disco perché si trovano fuori dal suo percorso di ricerca.
            Non uso più MiKTeX da quasi 10 anni per vari motivi, il primo dei quali è che non lavoro più su macchine Windows e MiKTeX lavora solo su quelle piattaforme. Il secondo è che, benché MiKTeX sia un ottima distribuione e prima di diventare un utente Mac avevo anche contribuito finanziariamente al lavoro di Christina Schenk, questa installazione non è più la migliore disponibile gratuitamente — ovviamente gli utenti di MiKTeX soddisfatti della loro installazione non sono d’accordo con questa affermazione.:smile:

            I file che MiKTeX può usare devono riedere un due posti distinti: uno è l’albero personale, e l’altro è l’albero generale di MiKTeX. per trovare rapidamente i file, il sistema ha bisongo di un file name data base, e MiKTeX lo richiede anche per l’albero personale. Per disporre di questo data base bisogna usare ill programma MiKTeX Settings (Start -> Programmi -> MiKTeX -> …) e nella sua prima schermata bisogna cliccare il bottone “Refresc file name data base” (o qualcosa del genere, sto citando a memoria, memori remota risalente a circa 10 anni fa) e quello che c’è nei due alberi di cartelle diventa accessibile a MiKTeX.

            Dall’elenco delle cartelle dove hai messo i vari file che citi, direi che hai distribuito il materiale biblico in posti che MiKTeX non può raggiungere. Ti suggerisco caldamente di crearti l’albero personale con le cartelle che ti servono allo scopo e di mettere le varie parti nele cartelle giuste. Se non sai cos’è l’albero personale, vedi il prossimo capoverso.

            Se non l’ahi ancora fatto ti suggerisco di scaricare dalla sezione di Documentazione di questo forum la guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX usando intelligentemente si l’indice generale sia quello analitico; leggi i primi 5 o 6 capitoli e sfoglia il resto per avere un’idea di ciò che la guida contiene, perché ti servirà poi più tardi. Salta l’appendice sulla scrittura in lingue classiche, perché risale al 2012, e ora è obsoleta; è in preparazione la guida per la scrittura in diverse lingue, ma non è ancora pubblicamente disponibile nemmeno una bozza. Se devi citare brano biblici e necessiti di scrivere brani della Bibbia dei 70, o qualcosa in ebraico, ne avresti bisogno.

            Benvenuto al forum con il tuo rimo messaggio.

            in risposta a: riprodurre una tabella (da incubo!) #102723
            OldClaudio
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              Le tabelle possono contenere anche dati eterogenei; in questo caso i valori sono espressi in numero (di abitanti) in percentuali, in euro,
              L’unica cosa che stride sono le indicazioni in euro e i numeri di abitanti che non devono avere il punto per separare le cifre a gruppi di tre, ma devono avere uno spazio fine, e l’abbreviazione mln (cara agli economisti) che non vuol dire niente anche se per loro vuol dire “milioni”; può essere sostituita tranquillamente con un [tt]$10^6$[/tt]. Eviterei di scrivere [tt]M€[/tt] che sarebbe più corretto, ma sarebbe talmente insolito che chi legge si troverebbe a disagio.

              Se vuoi scomporla in più tabelle è una tua scelta; dire sie sia meglio o peggio dipende dal tipo di scomposizione.

              in risposta a: Errori durante la compilazione di Latex #102726
              OldClaudio
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                Alcuni di noi stanno cercando di compilare una guida sugli errori. Ci vorrà molto tempo prima che sia pronta, ammesso che arrivi mai ad essere pronta.

                Oltre ad un po’ di familiarità con la terminologia di LaTeX, che si acquisisce con il tempo, bisogna distinguere gli errori dagli avvisi; questi ultimi marcati con la parola Warning di solito non danno problemi; magari li si legge quando il documento è completo e si vuole fare l’ultima revisione di “bellezza”; talvolta infatti un font viene sostituito con un altro, perché quello che il compositore ha richiesto non esiste; nel file .log compare allora un Warning.

                Gli errori talvolta sono misteriosi, perché il programma pdftex (che è quello che fa girare LaTeX) è un interprete che legge il file sorgente e se ci riesce produce il file di uscita; per fare questo ogni volta che trova un comando lo deve interpretare, deve andare a vedere in memoria che cosa significa, e se contiene altri comandi deve ripetere queste operazioni diverse volte; talvolta arriva a denunciare l’errore quando non capisce più niente e non riesce ad andare avanti nell’interpretazione; quindi le informazioni sull’errore riguardano il punto dove si è fermato e non il punto in cui il file sorgete conteneva un errore di programmazione.

                Comunque io consiglio sempre di comporre in errorstopmode e non in scrollmode; perché in questo modo il programma di compilazione si ferma subito e mostra il messaggio d’errore in una finestra ausiliaria; talvolta l’errore si può correggere al volo; sia nel processo di elaborazione in corso sia nel file sorgente (due operazioni distinte); talvolta si può premere il tasto invio facendolo andare avanti nella compilazione, spesso ci riesce lo stesso, ma intanto si sa che bisogna andare a leggere il file .log per capire che cosa era successo.

                in risposta a: Problemi di divisione dei file ed inserimento di immagini #102714
                OldClaudio
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                  Robytex ti ha già detto come risolvere i due problemi, ma…

                  Ho alcune osservazioni da fare:
                  1) \input e \include funzionano quasi nello stesso modo e mi lascia perplesso che con \include tu non riesca ad ottenere altro che pagine bianche; forse i file in cui hai spezzato il documento contengono spazi nei loro nomi e LaTeX non riesce ad aprirli; non ci riuscirebbe nemmeno con \input; Spazi nei nomi —> problemi grossi nella compilazione.
                  D’altra parte quando compili con pdfLaTeX esso cerca i file nella stessa cartella del main file; li può trovare anche in cartelle subordinate a quelle del main file se ne specifichi il percorso relativo; altrimenti non li trova; che cosa succeda esattamente risulta scritto nel file .log che si trova nella stessa cartella del mainfile, be condivide il nome, ma l’estensione è .log. Non è una lettura facile, ma con un po’ di pazienza si può andare a cercare ogni rica che contenga la parola error e poco prima e poco dopo c’è scritto che cosa ha provocato quell’errore; talvolta non è facile da capire, ma è sempre la prima cosa da fare.

                  2) rivedi la lista dei pacchetti che hai caricato; alcuni li hai caricati due volte: –> no good!

                  3) Non prendere preamboli da chissà dove scritti da chissà chi e con commenti che permettono di dedurre che chi li ha scritti non capiva granché di LaTeX, e comunque non era aggiornato; per esempio:
                  a) non si deve più usare utf8x e nemmeno ucs, da almeno un paio d’anni; si usa solo utf8; e non permette solo di scrivere con le lettere accentate, ma se vuoi anche in greco…
                  b) amsfonts NON deve essere caricato: ci pensa amssymb a farlo; specificarlo di nuovo vuol dire far perdere tempo al programma; inoltre non serve a fornire l’ambiente split, ma fornisce solo alcune centinaia di simboli matematici in più oltre ai già numerosi simboli di LaTeX;
                  c) latexsym non deve essere caricato mai e per nessun motivo: esiste per compilare vecchi documenti composti con il vecchio latex209, morto e defunto nel 1994 😮
                  d) sei sicuro che ti servano i font euler per la matematica? non vanno bene per la chimica come non vanno bene per nessuna disciplina che fa ricorso a grandezze metriche; Norme ISO-UNI, non è una mia idea, anche se apparentemente faccio da solo la parte di colui che grida nel deserto:sad:
                  e) anche i font eufrac (gotici fraktur) mi sembrano una scelta poco opportuna.

                  4) Infine le immagini: sono almeno 6 anni che pdfLATeX è in grado di gestire le figure in formato eps; non hai bisogno di eseguire nessuna conversione; meno che mai nei formati ipg e png, il secondo meno peggio del primo che va benne solo per le fotografie; devi distingure i file grafici vettoriali dai quelli a matrici di punti (detti anche bitmapped o raster) eps e pdf sono vettoriali, gli altri formati sono raster; i disegni vettoriali si possono riprodurre con qualunque fattore di scala, quelli raster, ingranditi troppo perdono di definizione e rimpiccioliti troppo divento mal definiti. Per disegni al tratto, diagrammi, e simili devi usare solo file vettoriali.

                  5) Dimenticati del fatto che esista latex che produce l’uscita in formato raster (DVI, ufficialmente); usa sempre e soltanto pdfLaTeX.

                  6) È vero che l’opzione draft segna con un grosso rettangolo nero le righe che sporgono dal margine destro, ma fanno anche altre cose, tra le quali quella di velocizzare la compilazione omettendo di inserire le immagini, sostituendole solo con il loro contorno; questa era una funzionalità molto utile negli anni ’80 e ’90, quando i calcolatori erano lentissimi (il mio aveva un clock di 20MiB, quando oggi è normale avere clock di 2GiB, 100 volte più veloci)e avevano dischi microscopici rispetto a quelli di oggi) Non la trovo un’opzione molto utile, ma tu stesso ora che lo sai la userai molto di meno, per non dire mai.

                  in risposta a: riprodurre una tabella (da incubo!) #102721
                  OldClaudio
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                    Non ti basta ignorare gli sfondi di varie tonalità di grigio e inconsistenti con la colonna indice? Non ti basta lasciare che la riga dei titoli delle colonne abbia i titoli centrati, che sia preceduta da \toprule, seguita da \midrule, e l’intera tabella chiusa con \bottomrule? Non ti basta che la tabella, invece di occupare l’intera pagina, sia semplicemente centrata e abbia la sua larghezza naturale con le colonne allineate con lrr ?

                    in risposta a: andare a capo nel titolo #12966
                    OldClaudio
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                      Infatti ho pensato solo al titolo, non all’indice dove i titoli devono essere brevi; almeno che si vadano a capo da soli da soli dove possono riescono a farlo o dove gli dici di farlo con un \newline (comando robusto, diversamente da \\ che è fragile).

                      in risposta a: Rimuovere una entry dall’indice dei nomi autogenerato #102708
                      OldClaudio
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                        Ivan, una domandala cui risposta sarebbe utile per me ma potrebbe esserlo anche per Teodoro o per altri lettori.

                        Con bibtex e (alcuni de)gli stili .bst “antichi”, precedenti all’avvento di biblatex, era accettabile una chiave KEY, a cui si poteva assegnare un valore qualsiasi da usarsi specialmente per citare lavori collettivi pubblicati da enti; io per esempio l’ho usata spesso per citare pubblicazioni ISO o UNI, ma non solo; in pratica invece dell’orribile AA.VV. nella citazione autore anno, per esempio, se si è specificato KEY={UNI}, per una norma del 2009, e non si è specificato né AUTHOR, né EDITOR, la citazione avviene con una cosa del tipo (UNI, 2009).

                        Se biblatex accetta una chiave del genere, per Teodoro sarebbe bastato non specificare author={AA.VV.}, il cui contento andrebbe nell’indice degli autori, (non ci va con l’opzione indexing=false), ma va anche nella bibliografia introducendo quella bruttura costituita da quella abbreviazione legalese/commercialese/burocratese, a specificando a key il nome della società che pubblica la rivista Revue Biblique, non avrebbe nulla nell’indice dei nomi, avrebbe una cosa comprensibile e con un contenuto di informazione non nullo come quello fornito da AA.VV. e il problema sarebbe risolto.

                        in risposta a: [Risolto] Problema riviste scientifiche bibliografia #102646
                        OldClaudio
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                          Hai risolto perché hai scoperto sperimentalmente quello che tutti noi diamo ormai per scontato e non ci viene mai in mente che altri non sappiano certe cose. Nota bene, anche noi quando eravamo principianti non sapevamo certe cose, qindi non è una colpa essere principianti.

                          La domanda da porsi quando queste certe cose non funzionano è: dove trova i file di cui necessita il programma di compilazione che sto usando?

                          La risposta, spesso nemmeno scritta nelle guide, è la seguente:

                          a) nella cartella dove risiede il main file del documento che si sta componendo;
                          b) in cartelle esplicitamente indicate come indirizzo relativo rispetto alla cartella del file principale;
                          c) nella struttura di cartelle del proprio albero personale;
                          d) nella struttura di cartelle degli alberi del sistema TeX della particolare installazione che si sta usando.

                          Nel tuo caso la soluzione a) era quella che risolveva il problema.

                          Nota che ho scritto quell’elenco in ordine di ricerca; il programma di composizione prima cerca nella cartella del main file, poi,…, ecetera.

                          Il sistema di cartelle significa “un albero di cartelle”, un insieme di cartelle cn nomi specifici e con subordinazioni specifiche; si chiama TeX Directory System (TDS) ed è descritto, per esempio, nel documento texlive.pdf, se hai installato TeXLive; non so dove sia descritto se hai installato MiKTeX.

                          Molti nuovi utenti non hanno la più vaga idea né di queste cose, abituati come sono ad usare programmi più semplici, spesso commerciali, che si affidano completamente al contenuto della variabile di sistema che si chiama PATH, con lo stesso nome per Windows e gli altri sistemi operativi.

                          Il sistema TeX è molto più complesso e una installazione completa può richiedere non solo più di 4GiB di spazio in memoria ma è formato da più di 120 000 file; è chiaro che deve essere molto bene ordinato per conservare ogni cosa al suo posto. Quindi la TDS è importantissima.

                          Questo coinvolge anche l’albero personale; che deve avere almeno un sotto-insieme dalal TDS; ha una particolarità; ogni programma di composizione quando cerca un file, se non lo trova nelle posizioni a) e b) lo cerca prima nell’albero personale, poi nell’albero o negli alberi della particolare installazione. Siccome questi alberi non sono nel PATH di tutte le macchine, il sistema TeX ha un suo modo particolare per cercare i file di cui ha bisogno, cioè di data base di nomi di file che gli servono. Ne ha bisogno sempre con MiKTeX, ma non ne ha bisogno per l’albero personale con TeXLive. Questo implica che ogni volta che si modifica l’albero personale con MiKTeX bisogna aggiornale il data base dei nomi dei file, mentre non è necessario con TeXLive. Anche questo è importante altrimenti succedono cose strane con MiKTeX: “ma come; ho messo nell’albero personale il mio file, stando attento a metterlo in una cartella conforme con la TDS, e non me lo trova.”

                          Comunque queste sono “divagazioni” rispetto al tuo problema iniziale, ma forse ti aiutano a risolvere questo genere di problemi per il futuro.

                          in risposta a: [risolto] [TexStudio] chiusura immprovvisa compilando! #102702
                          OldClaudio
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                            Hai indicato che questo codice era la causa dell’errore.`\newcommand{\citaz}[1]{“\emph{#1}”}`

                            Purtrppo devo fare due considerazioni:

                            1) le doppie virgolette alte non si inseriscono con il doppio apice ASCII come fai tu, ma con due backtick [tt]“[/tt] per le virgolette aperte e con due apostrofi [tt]”[/tt] per le virgolette chiuse. Lo so che la tastiera italiana non è molto user friendly per scrivere in LaTeX, ma all’occorrenza devi tenere premuto il tasto Alt di sinistra e mentre batti sul tastierino numerico il numero 96. ci sono anche altri metodi, ma senza attivare il doppio apice ASCII, gli altri modi sono ancora più lunghi da battere.

                            2) il fatto che comunque ottenesse quell’errore potrebbe dipendere dal fatto che il doppio apice ASCII con la lingua italiana in corso può essere attivo e quindi la stringa [tt]”}[/tt] dà quell’errore.

                            Ora il doppio apice ASCII non è più attivo di default da almeno un anno, forse un anno e mezzo; per renderlo attivo bisogna usare il comando [tt]\setactivedoublequote[/tt]. Se attivi il doppio apice ASCII, disponi di molte utili funzionalità, tra le quali quella di battere due doppi apici di seguito, al posto dei due backtick, e ottieni le doppie virgolette alte aperte. Per sapere tutto quello che riguarda il modulo italian.ldf, apri un xterm, scrivici dentro texdoc italian, oppure texdoc babel-italian, batti il tasto invio e leggi la documentazione.

                            Se tu non hai dato quel comando [tt]\setactivedoublequote[/tt], allora la tua versione del file che realizza le impostazioni di babel per l’italiano, italian.ldf, è vecchia ed ha almeno due anni (credo di averla modificata per quel che riguarda il doppio apice ASCII nell’estate del 2013). Questa sarebbe una prova che la tua installazione TeXLive/Debian mostra quei difetti per i quali raccomandiamo sempre di montare anche sulle macchine Linux/Debian la versione TeXLive/CTAN.

                            in risposta a: andare a capo nel titolo #12964
                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Hai provato con un codice di questo genere?
                              `\part[Elementi emersi: la punta di un iceberg. Altri fulcri di negoziazione]{%
                              \parbox[t]{\dimexpr \textwidth-1.5em}{\raggedright
                              Elementi emersi: la punta di un iceberg.\\
                              Altri fulcri di negoziazione}}`
                              ci sono poi diversi pacchetti citati spesso in questo forum, come per esempio titlesec, che permettono di dare la forma che si vuole ai titolo di parti, capitoli, e sezioni di ogni livello.

                              in risposta a: [risolto] [TexStudio] chiusura immprovvisa compilando! #102699
                              OldClaudio
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                                Ci sono due cose che sono cambiate da quando hai cambiato al struttura:

                                1) Hai cambiato i nomi dei file aggiungendovi anche un “underscore” _, o linea ribassata;
                                2) hai cambaito i nomi dei file quindi non è escluso che i file aux ora interferiscano con la nuova struttura.

                                Sebbene da qualche tempo sembra che \input riesca a leggere nomi di file che contengono l’underscore, questo seno è un segno speciale (matematico) per il sistema TeX, quindi non si dovrebbe mai usare nemmeno nei nomi dei file (dove una lineetta non ribassata svolge la stessa funzione e di sicuro non da nessun problema) ma bisognerebbe limitarsi a usare l’underscore solo in modo matematico dove serve per introdurre i deponenti dei simboli matematici.

                                L’altra questione si può risolvere facilmente cancellando tutti i file ausiliari (.aux, .toc, .idx, .out, eccetera) lascinado solo nelle cartelle i file .tex, ed eventualmente i file .cls, .sty, .def, .ldf, .fd, che eventualmente si trovino lì.

                                Gli altri file con nomi strani formati con lettere maiuscole e minuscole di nessuna utilità mnemonica, forse sono file ausiliari di TeXstudio, che TeXstudio associa ai file che sta elaborando o ha appena elaborato, ma non hanno niente a che vedere con il sistema TeX; cancellali pure.

                                Infine, non ha a che vedere con il tuo problema o, se ha a che vedere, cancellando i file .aux non c’è più nessuna relazione, usare \include senza usare \includeonly non serve a niente; tanto vale usare \input dalle funzioni molto più elementari.
                                Il gioco fra \includeonly e \include è spiegato, per esempio, nella guida tematica Il LaTeX Referance Manual commentato e liberamente tradotto in italiano, scaricabile dalla sezione delle guide tematiche dalla sezione Documentazione di questo forum. Se leggi la spiegazione della funzionalità di \includeonly e \include, confrontata con \input in quella guida, vedrai l’enomre differenza fra i due metodi, e l’inutilità di usare \include senza usare anche \includeonly.

                                Di più non posso dirti, salvo che latexdocument.cpp sembra essere una codepage, ma potrebbe essere una particolarità della distribuzione TeXLive/Debian che non è una distribuzione uguale a quella che usa chiunque altro.
                                Ti suggerisco di leggere il documento texliveubuntu.pdf, da cercare in rete, che insegna a installare su una macchina Debian, tipcamente Ubuntu, ma ci sono anche indicazioni per altre forme di Linux/Debian, la distribuzione TeXLive “vera” (scaricata dall’archivio CTAN (Comprehehsive TeX Archive Network) che è a distribuzione ufficiale di TeXLive).
                                Quel documento mostra come far convivere assieme la TeXLive/Debian con la TeXLive/CTAN, usando la prima per le dipendenze, e la seconda per comporre documenti. TeXStudio, se installi al TeXLive/CTAN, va riconfigurato per usare gli eseguibili e i file della TeXLive/CTAN.

                                OldClaudio
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                                  Be’, ci sono comandi come \settoheight e \settowidth che permettono di salvare in un registro di tipo length l’altezza o la larghezza di un carattere o di una stringa di caratteri o di una scatola, o di uel che si vuole. poi ci sarebbe il comando \fontsize al quale, se si usano font vettoriali, si può specificare la misura conservata nel registro di tippo length. ci sono poi i comandi \scalebox e \resizebox che mettono l’argomento che si passa loro in una scatola e poi lo scalano come specificato con gli altri argomenti dei due comandi.
                                  Poi c’è il fatto che non si possono usare quei comandi mentre si è in modo matematico, specialmente \fontsize, ma anche per gli altri due bisogna comunque rimettersi in modo matematico dopo aver scalato il font o per scalare la scatola. Bisogna eventualmente usare il comndo \mathchoice…

                                  Per i fattori di scala poi o vai per tentativi oppure usi le espressioni dimensionali e alcuni comandi del nucleo di LaTeX per far determinare il fattore di scala direttamente al motore di composizione.

                                  Insomma è un vero pasticcio se vuoi coinvolgere la matematica; si può fare ma bisogna creare macro che comportano molte righe di codice molto delicato.

                                  Sorge una domanda: perché vuoi cambiare dimensione a \circ o a \bigcirc; di solito non è una buona idea; i font matematici sono molto delicati e sono stati disegnati con grande cura da matematici espertissimi; se non hanno disegnato un cerchio delle dimensioni che vorresti, credo che ci si un buon motivo. Non so quale, ma credo che sia una pessima idea di voler creare un simbolo matematico che potrebbe essere confuso con altri perché non ha le dimensioni giuste.

                                  Hai preso in considerazione anche le due polizze msa e msb della American Mathematical Society; forniscono altri circa 300 glifi in più rispetto a quelli normali della composizione matematica di LaTeX standard. vi accedi con il pacchetto amssymb; se vuoi avere l’elenco completo dei simboli di queste due polizze, si trovano nella guida GuIT, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito; ovviamente sono elencati anche nel file che probabilmente hai consultato per rivolgerti a wasysym.

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