Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
1 Agosto 2015 alle 13:20 in risposta a: riferimento a label di un plot in ambiente tikzpicture #102686::
Allora mi pare che quanto sta scritto nel paragrafo 7.1.2 si decisamente più semplice ed è quello ce in modo più toruoso ho sempre fatto anch’io.Ma non cercare di riferirti a un \label la cui etichetta è definita nella figura.
Spiega la differenza nella didascalia, oppre dopo aver disegnto le due linee con tratteggi diversi e magari avendo associato una legenda che dica sostanzialmente:1: – – – –
2: -.-.-.-dopo puoi riferiti alle due figure dicendo “…la curva 1 della figura \ref{fig:etichetta}…”
1 Agosto 2015 alle 11:39 in risposta a: riferimento a label di un plot in ambiente tikzpicture #102684::
@Enrico, non ho mai esternalizzato un file con tikz, quindi non so se [tt]\includegraphics{figura.tikz}[/tt] sia giusto; occhio e croce direi di no, ma non ho voglia di andare a leggere la documentazione; probabilmente il modo giusto di farlo è [tt]\input{figura.tikz}[/tt] ma non entro nel merito di questa operazione.Invece sono perplessissimo del fatto che tu metta un [tt]\label{pgf:simbolo}[/tt] dentro un file incluso o immesso con [tt]\input[/tt].
Il discorso di \label, \ref, \pagref e simili è che \label memorizza il valore dell’ultimo contatore “referenziabile” che sia stato incrementato e lo memorizza insieme al numero della pagina dove quel comando \label viene eseguito (il che, con gli oggetti mobili, non è la pagina dove ti aspetteresti che si trovi — per l’uso del codice [h] vedi più avanti). Allora se la strategia che hai seguito fosse giusta all’etichetta pgf:simbolo viene associato il numero, probabilmente, della sezione nella quale si trova l’oggetto flottante alla fine della composizione, e il numero di pagina dell’oggetto flottante. Invece l’etichetta fig:etichetta riceve correttamente il numero della didascalia e il numero della pagina dove alla fine si troverà la figura.
A questo punto mi domando a che cosa serva l’etichetta pgf:simbolo; i plot non vengono numerati ma le didascalie delle figure invece lo sono. Se poi l’esternalizzazione della figura funzionasse, la figura.tikz verrebbe composta in formato pdf e ogni eventuale etichetta che contenesse verrebbe “dimenticata” nel momento in cui il file pdf è completato. anche se l’esternalizzazione cambiasse il modo di funzionare di \input o di altri comandi per importare file esterni per far funzionare \includegraphics in modo da importare il file pdf, l’etichetta pgf:simbolo sarebbe comunque persa.
Per quanto riguarda il codice di posizione della figura [h], su qualsiasi guida viene scritto di non usarlo o comunque di non usarlo da solo; se LaTeX ha solo [h] come posizione possibile e non lo può mettere lì, non lo può mettere da nessuna altra parte fino alla fine del capitolo o del documento, e bloccherebbe la coda degli oggetti flottanti rendendo il documento quasi illeggibile, in ogni caso frustrando il compositore che quell’immagine la vuole proprio lì.
Quindi o usi un codice del tipo [htb], oppure non rendi flottate la figura, ma la metti solo dentro una ambiente center e se le vuoi dare una didascalia usi il comando \captionof definito dal pacchetto caption. Tipograficamente parlando le figure vanno messe dove c’è posto, non lì e solo lì.
Mi spiace di non poterti dire di più sull’estenalizzazione se non di leggere bene la documentazione di TiKZ aprendo un terminale, prompt dei comandi o come si chiama con il tuo sistema operativo Windows, scrivendoci dentro texdoc tikz, premendo il tasto invia e leggendo la documentazione nella finestra che ti si apre (spero che funzioni anche con MiKTeX; con TeXLive funziona sempre; è per questo ed altri motivi che consigliamo sempre di installare TeX Live, ma ovviamente ognuno installa il sistema TeX che preferisce).
::
Ame non risulta che align si possa usare dentro equation. aligned, invece, è fatto apposta, non solo ma aligned DEVE venire usato dentro altri ambienti per equazioni in display, anche, volendo, dentro align.
Così dice la documentazione di amsmath che hai sicuramente letto. Se per caso non l’avessi fatto (e lo immagino, forse sbagliando, dal fatto che tu dica che “multline e align si possono usare solo in paragraph mode”; forse hai letto appunti di un compagno che non aveva le idee molto chiare…:neutral: ) allora apri un terminale, un prompt dei domandi, una finestra comandi, un xterm, una console, comunque si chiami con il tuo sistema operativo, scrivici dentro texdoc amdmath, premi il tasto invio e nella finestra che ti si apre leggi la documentazione. Funziona con qualunque pacchetto, anche se talvolta bisogno indovinare il nome giusto da specificare come argomento del comando texdoc; potrebbe uscirti al documentazione in giapponese, invece di quella in inglese.:shock: Si impara presto ad usare le opzioni del comando texdoc e a sfruttarle per risolvere questi casi “strani”.
::
Non è mai semplice cambiare localmente i margini di composizione di qualunque testo.
Un modo per citare brevi frasi “celebri” potrebbe essere quello di usare il pacchetto epigraph.
Un altro modo per collocare la citazione senza ricorrere ai comandi nativi di TeX potrebbe essere il seguente:`\newenvironment{citazione}[1]{\centering\begin{minipage}{#1}\small\itshape}%fine comandi apertura
{\end{minipage}\par}%fine comandi di chusura
`Come vedi non si tratta di una cosa molto più complicata rispetto a quello che hai già fatto per cambiare corpo e stile dei font.
Questo codice si usa così per citare occupando solo mezza pagina fra margini unguali:`\begin{citazione}{0.5\textwidth}
— testo da citare —
\end{citazione}`Naturalmente puoi aggiungere o togliere quello che vuoi alla definizione che ti ho dato; se specifichi due argomenti invece di uno solo puoi specificare sia la giustezza della citazione sia il margine sinistro. Puoi aggiungere anche spaziature prima o dopo la minipage. Se non ti è chiaro come funzioni la minipage (ambiente nativo di LaTeX) puoi consultare la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e liberamente tradotto in italiano che si scarica dalla Sezione Documentazione di questo forum.
Ma mi pongo una domanda: gli ambienti quote o quotation, nativi di LaTeX senza ricorrere a pacchetti esterni non vanno bene per i tuoi scopi? Un ambiente come`\newenvironment{riporta}{\begin{quote}\small\itshape}{\end{quote}}`oppure
`\newenvironment{Riporta}{\begin{quotation}\small\itshape}{\end{quotation}}`compongono già il testo citato fra margini più grandi, quindi con giustezza minore, e lo fanno con il corpo e lo stiele dei font che hai specificato nella definizione.
::
Non si può (che io sappia) perché ogni dichiarazione inserita in ogni cella vale solo per quella cella e non ci propaga alle altre celle; esistono dei descrittori di colonna che si applicano a tutte le celle di una colonna, ma non esistono descrittori che valgano per tutte le celle di una riga.
::
\clearpage e \newpage svolgono funzioni simili; se negli esempi ho usato un po’ \clearpage e un po’ \newpage, ai fini di quanto chiedeva @albertbug86 non cambiava molto, ma gli mostrava che aveva due vie per arrivare al risultato.In realtà ci sono alcune differenze fra i due comandi anche se entrambi chiudono la pagina corrente e ne iniziano una nuova. \newpage fa solo quello, mentre \clearpage svuota anche le code degli oggetti flottanti prima di mettere il motore di composizione in grado comporre sulla pagina nuova. Il comando \chapter fra le operazioni che esegue svuota anche le code degli oggetti flottanti rimasti in coda dal capitolo preceente. è chiaro che se le code degli oggetti flottanti sono vuote non si vede nessuna differenza fra in due comandi; ma se le code non sono vuote, \clearpage è perentorio nello svuotarle, mentre \newpage offre solo una nuova pagina e se c’è qualche oggetto flottante in coda che può entrare nella nuova pagina, il sottoprogramma di impaginazione lo mette nella nuova pagina, ma rispettando in criteri di gestione degli oggetti flottanti. \clearpage svuota le code anche se per farlo non rispetta qualche criterio di gestione.
La gestione degli oggetti flottanti è spiegata in un articolo di Frank Mittelbach sul numero di ArsTeXnica che è appena stato distribuito ai soci del GuIT e che sarà disponibile per i non soci l’anno prossimo; dice le cose meglio di come le ho scritte nella Guida GuIT e nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, entrambe scaricabili dalla sezione Documentazione di questo forum.Per l’applicazione di @alberbug86 che aveva bisogno di inserire molte figure non mediante capitoli ma mediante paragrafi, probabilmente \clearpage era più adeguato.
::armandino” post=102557Cari Colleghi di LaTex,
Vorrei un consiglio: sto scrivendo un saggio di musica in LaTex. Ho la necessità di importare file PDF (figure, pentagrammi e altro) in LaTex (con file EPS).
Che programmi, a Vs esperienza, sono migliori e piu’ semplici per trasformare file PDF in EPS? PowerPoint va bene?
Grazie e cordiali saluti.
Armandino
La domanda mi sembra mal posta; hai dei file PDF e li vuoi traformare in EPS? Sciocchezza: pdfLaTeX importa meglio i file PDF dei file EPS.
Non stai lavorando con pdfLaTeX? Devi avere motivi molto seri per non usare direttamante pdfLaTeX come motore di composizione; ma se stai usando come motore di composizione latex e non pdfLaTeX, o hai motivi serissimi per farlo, oppure non hai letto nessuna guida recente sul sistema TeX.
Stai usando latex e vuoi importare i file in formato EPS perché hai letto una guida obsoleta che dice che pdfLaTeX non può importare file EPS? la guida è decisamante obsoleta perché pdfLaTeX converte da solo i file EPS in formato PDF da quasi 10 anni; e 10 anni per il software rappresentano un tempo lunghissimo.Ecco, non voglio ironizzare, assolutamente no. Ma disporre di file PDF per trasformarli in file EPS che pdfLaTeX deve ritrasformare in PDF per poterli importare mi sembra un giro un po’ tortuoso 🙂
::
leggendo la guida di csquotes, in particolare il paragrafo 8.6.Per leggere la documentazione si pare un terminale, prompt dei comandi, xterm, console, come si chiama con il tuo sistema operativo, vi si scrive dentro texdoc csquotes.pdf e si va a cercare la sezione Display environments la cui introduzione ti rinvia al paragrafo 8.6.
::
C’è \nopagebreak, ma dubito che abbia qualche effetto utile se non si usano anche altri accorgimenti. Ci sarebbe anche \vadjust con il quale puoi davvero meter una grossa penalità, eventualmente 10000 (che per TeX vuol dire infinito) fra la penultima e l’ultima riga dove non vuoi spezzare. \vadjust è descritto sia nel TeXbook sia in articolo che ho scritto sull’ultima ArsTeXnica che è appena stata distribuita ai soci del Guit (sarà disponibile per il download libero fra un anno ai non soci).
29 Luglio 2015 alle 6:28 in risposta a: Impossibile “salvare” in formato PDF (Windows, TeXstudio) #102666::
@lorenzof, guarda che in un certo senso si salvano in file come con Word (non World 😯 )Con TeXstudio o con TeXworks, lavori su un file puramente testuale che contiene sia il testo che vuoi comporre, sia il “mark-up” che dice che cosa stai componendo e come lo stai componendo; questo file ha estensione .tex; TeXstudio o TeXworks hanno l’apposito pulsante per comporre il testo, salvare tutti i file necessari ed entrambi sono dotati di una visualizzatore interno di file PDF che si parono subito e ti mostrano il risultato della composizione con alcune migliorie rispetto ad Adobe Reader; infatti non solo si aggiornano automaticamente ad ogni compilazione, ma permettono anche di eseguire la ricerca diretta e inversa; vale a dire che se clicchi su una parola nella schermata del file .tex il puntatore di muove al punto corrispondente della schermata del file .pdf; lo stesso avviene se clicchi su un punto della schermata .pdf per spostare il cursore nel punto (quasi esatto, parola più parola meno) della schermata .tex.
Con Adobe Reader non lo puoi fare; puoi fare altre cose, ma non puoi fare queste cose.
Comunque con TeXstudio o TeXworks per salvare il file e comporlo devi fare un solo click, alla stessa maniera con il quale con Word con una solo click salvi il file in formato .doc (anticamente) o .docx (modernamente).
Word, rispetto a LaTeX, compone sincronicamente, mentre scrivi compone il testo che immetti; LaTeX, attraverso i suoi programmi di composizione e grazie agli editor “user friendly” come TeXstudio o TeXworks, compone in differita: prima scrivi il tuo testo marcandone le varie parti in base al significato che hanno e/o in base all’aspetto che devono assumere, poi lo componi. In questo modo separi al fase di composizione dalla fase di presentazione sullo schermo. Word predilige questa fase di presentazione rinunciando alla qualità della composizione al fine di rendere la visualizzazione quasi istantanea, mentre LaTeX privilegia la qualità della composizione visto che riesce a lavorare sul testo completo, e non solo una riga alla volta come tocca fare a Word.
::ffmv” post=102542Ciao,
si hai ragione, ho visto che nell’EMC veniva fuori l’appendice al capitolo 0, ma non è quello il mio problema, il mio problema è che mi ritrovo con due numeri 1.A.1.
Non riesco a capire il motivo, ma se elimino l’elenco puntato mi sparisce il problema. Non so più come fare per risolverlo.
Direi che il problema è sempre lo stesso; Non puoi cominciare un capitolo con on oggetto flottante; defi sempre mettere del testo prima e se questo contiene una lista, è pur sempre testo; inoltre lascia una riga bianca pria e una dopo ogni ambiente flottante; non solo rendi più leggibile il file sorgente, ma sei sicuro che gli oggetti flottanti (figure, tabelle, ed altro che puoi definire con il pacchetto float) vengano presi in carico quando sei in modo verticale, cioè fra un capoverso e il successivo. Guarda il codice come te l’ho modificato e vedrai che la ripetizione del numero della figura non c’è più.`\documentclass[12pt,a4paper,openright]{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}
\usepackage[autostyle,italian=guillemets,english=american]{csquotes}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{frontespizio}
\usepackage[backend=bibtex,style=authoryear]{biblatex}
\usepackage{eurosym}
\usepackage{guit}
\usepackage{breakcites}
\usepackage{framed}
\usepackage{setspace}
\usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=3.5cm,right=3cm]{geometry}
\usepackage{microtype}
\usepackage{caption}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{subfig}
\usepackage{lscape}
\usepackage[nottoc]{tocbibind}
\usepackage{chngcntr}
\usepackage{appendix}
\usepackage{kantlipsum}
\AtBeginEnvironment{subappendices}{%
\chapter*{Appendice}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Appendici}
\counterwithin{figure}{section}
\counterwithin{table}{section}
}
\bibliography{inizio/Bibliografia}
\defbibheading{cartaceo}%
{\subsection*{Manuali cartacei}}
\defbibheading{web}%
{\subsection*{Siti Web Consultati}}
\makeindex
\begin{document}\frontmatter
\tableofcontents
\listoffigures
\listoftables
\mainmatter
\chapter{Primo capitolo}
\kant[1-5]
\begin{subappendices}
\section{Inside the black box}
\kant[1]
\begin{center}
\captionof{figure}{Il modello lineare}
\captionsetup{font={footnotesize,it,raggedleft}}
\caption*{Fonte: }
\label{fig:linearmodel}
\end{center}
\kant[2]
\end{subappendices}\chapter{La start-up innovativa}
\kant[2-3]\section{una sezione}
\begin{enumerate}
\item \kant[1]
\end{enumerate}\begin{figure}
\caption{Il ciclo di vita dell'impresa}
\captionsetup{font={footnotesize,it,raggedleft}}
\caption*{Fonte:elaborazione personale sulla base di}
\label{ciclodivita}
\end{figure}\begin{figure}
\caption{Quota di nuove start-up innovative rispetto alle iscrizioni nel registro delle imprese (Emilia-Romagna e Italia}
\captionsetup{font={footnotesize,it,raggedleft}}
\caption*{Fonte:elaborazione personale sulla base dei dati di Infocamere}
\label{graf:quota_nuove_er}
\end{figure}\begin{figure}
\caption{Distribuzione delle imprese in Emilia-Romagna}
\captionsetup{font={footnotesize,it,raggedleft}}
\caption*{Fonte:elaborazione personale sulla base dei dati di Infocamere}
\label{er2009-2014}
\end{figure}\end{document}`
28 Luglio 2015 alle 18:31 in risposta a: Impossibile “salvare” in formato PDF (Windows, TeXstudio) #102663::
Benvenuto nel forum.Prima di tutto devi capire che LaTeX non è Word; secondo TeXstudio è un editor, non un programma che produca in uscita il formato PDF, mai e per nessun motivo; chi produce questo file è il programma pdflatex che TeXstudio aiuta a usare scegliendo l’apposita voce dall’apposito menù, o semplicemente cliccando l’icona Build.
Quindi, visto che sei alle prime armi, ti suggerisco di scaricare la guida per neofiti dalla sezione Documentazione di questo sito. È intitolata L’Arte di scrivere con LaTeX leggi i primi capitoli, diciamo i primi 6, poi scorri rapidamente il resto, che ti servirà più avanti, ma ora sarebbe troppo presto dedicarci tempo se non sei nella necessità di fare quelle cose; abituati ad usare sia l’indice generale sia l’indice analitico. Vedrai che il tempo che passi con quella guida non è tempo perso, ma tempo guadagnato.
Nuoi siamo sempre qui per aiuto, ma prima devi poter fare qualcosa da solo con l’aiuto di quella guida. Siamo stati tutti neofiti; tu sei fortunato perché ora disponi di quella guida. Ai miei tempi non c’erano guide 🙁
::
Sono quelli scritti fra parentesi quadre, mentre quelli obbligatori sono quelli scritti fra parentesi graffe.Non ti farebbe male studiare un po’ di LaTeX a livello elementare. Credo di averti indicato sia L’Arte di scrivere con LaTeX sia la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano; entrambi si possono scaricare liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito.
Il primo è adatto ai principianti, il secondo è l’ABC di LaTeX, ma il primo è più semplice da leggere; il secondo comunque dovrebbe essere a portata di mano (stampato) o di mouse di chiunque usi LaTeX; ma è meglio che questo “chiunque” abbia letto almeno i primi capitoli dell’Arte.
::
Dipende da che cosa vuoi fare: se puoi spezzare la pagina fra le domande, oppure se non vuoi spezzare niente di ciò che si trova fra [tt]\begin{esercizio}[/tt] e [tt]\end{esercizio}[/tt].Nel secondo caso basta richiudere tutto l’esercizio dentro una minipage.
Nel primo caso bisogna ridefinire tutto l’ambiente esercizio nei minimi dettagli, comprese le due colonne delle domande. Cosa fattibile ma non semplice. Le penalità, perché svolgano il loro lavoro, devono stare prima degli spazi verticali e siccome questi sono già dentro esercizio e dentro multicols, bisognerebbe intervenire dentro le macro di apertura e di chiusura di quegli ambienti. Fattibile, ma difficile.Se mai riescono a fare qualcosa, \looseness e \enlagethispage devono stare fuori, prima di \begin{esercizio}
\looseness lavora bene su un capoverso lungo, ma il tuo esercizio non contiene capoversi lunghi e la maggior parte dello spaio verticale è usato da multicols che non produce un capoverso ma una scatola.
\enlagethispage con o senza asterischi a me non ha mai dato problemi, ma non ho mai usato costrutti come i tuoi.
-
AutoreRisposte