OldClaudio

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  • in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97134
    OldClaudio
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      Vedi non è difficile creare una macro che abbia come testo sostitutivo \fontsize{10.5}{12.6}\selectfont.
      Ma per una classe non basta ridefinire il corpo e lo scartamento, perché bisogna ridefinire concordemente tutti i comandi da \tiny a \Huge, in quanto per LaTeX sono questi i comandi che impostano altre al corpo anche gli spazi orizzontali e verticali che si unsano in diversi ambienti e che devono essere proporzionati al corpo normale e agli altri corpi; poi bisogna associare ad ogni corpo impostato con uno di quei comandi, i corrispondenti corpi matematici.

      Nel file sulle classi c’è la documentazione completa che permette di leggere e interpretare i comandi della classe book e di bk10.clo con gli altri file con estensione .clo. Nel LaTeX Reference è ben descritto il comando per associare i corpi matematici ai corpi testuali.Tra tutti saranno una settantina di righe di codice, fatto di brani molto simili l’uno all’altro. So che funzionerebbero con la classe book; io li ho usati anche con altre classi. Non sono sicuro che funzionerebbero con classicthesis e arsclassica e non ho voglia di provare, perché classicthesis dà più problemi che altro. Inoltre Miede proibisce di apportavi modifiche, sia pure eseguite senza modificare i file originali. Anche suftesi, in realtà, contiene un warning in quel senso, ma Ivan stesso dice come fare per personalizzare certe cose.

      in risposta a: Andava con MacTeX 2014, non va più con MacTeX 2015 #102509
      OldClaudio
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        L’avvertimento che dice che l’uso di titlesec non è raccomandato con scrartcl è perché le classi koma-Script provvedono da sole ai cambiamenti di forma e di stile di quasi tutto; quindi per coerenza vuole farlo con i suoi comandi interni onde evitare conflitti e altri problemi.

        Gli altri avvertimenti probabilmente sono altrettanto innocui.

        in risposta a: Spazi all’inizio di un nuovo capitolo #102396
        OldClaudio
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          @rus88
          , non c’è niente di male ad essere principiante; ci siamo passati tutti. Noi vecchi eravamo “privilegiati” rispetto a voi giovani; ai nostri tempi non c’erano guide di nessun genere e non c’erano forum e le persone fisiche a cui chiedere aiuto era mosche bianche, quindi per capirci qualcosa dovevamo analizzare da soli il codice delle macro all’interno del file 😯

          Allora puoi leggere la documentazione di subfiles aprendo un terminale, una finestra comandi, un prompt dei comandi, una console, un xterm, comunque si chiami con il tuo sistema operativo; dentro queste finestra scrivi con la tua tastiera texdoc subfiles; poi premi il tasto invio; nella finestra che ti si apre leggi la documentazione.

          Io uso il metodo più semplice a cui alludevo nel precedente messaggio, non uso subfiles; da quel che ho capito questo pacchetto ha funzionalità assai inferirori a quelle del metodo più semplice. Non voglio suggerirti di abbandonare il metodo che hai cominciato ad usare. Ho però capito che per usare subfiles devi preparare un main file dove la classe sarà una qualunque classe che faccia comodo, e dopo l’invocazione della classe con le sue opzioni si caricano tutti e solo i pacchetti che servono per la composizione del documento; si preparano poi uno o più file secondari nei quali si dichiara come classe la subfiles, ma subito dopo si dichiara il nome del file principale da ci la classe subfiles va a prelevare la classe vera con le sue opzioni e tutti i pacchetti richiamanti nel file principale.

          Il tuo preambolo non è costruito in questo modo, quindi è assai difficile dire come fare per togliere lo spazio che precede il titolo; spazio che ora si capisce quale sia.

          Poteri dirti di inserire [tt]\vspace*{-5\baselineskip}[/tt] subito prima del testo del titolo nell’argmento di \chapter; se produce qualche variazione potrestti aggiustare quel valore 5 ad un valore più adatto, oppure potresti sostituire quel [tt]-5\baselineskip[/tt] con na misura assoluta, per esempio [tt]-37mm[/tt].

          Ma ho usato il condizionale perché non so se cona la classe misteriorsa del mainfile la cosa funziona. Che cosa contien il file generale.tex? potrebbe essere scritto lì dentro.

          in risposta a: RIFERIMENTO NEL TITOLO DI SEZIONE, INTESTAZIONE [RISOLTO] #102502
          OldClaudio
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            La spiegazione si trova nel file log dove si dice che l’etichetta CIAO non è definita.

            Questo dipende dal fatto che il titolo del capitolo (che sta nelle pagine pari, a sinistra, non nelle pagine di destra) viene traforato in lettere maiuscole nelle testatine; se scrivessi [tt]\chapter{bbb \pageref{ciao}}[/vedresti che nell’indice i titolo compare correttamente con il valore dell’etichetta ciao, cioè il valore 1, ma il titolo verrebbe scritto in nero con bbb, non BBB. Invece nella testatina apparirebbe BBB ?, perché tutto è stato trasformato in lettere maiuscole tranne il nome della macro \pageref.

            Come risolvere?

            Ci sono almeno due soluzioni, come spesso accade.

            1) Non metti nessun riferimento con \ref o \pageref dentro i comandi di sezionamento; la cosa va gestita con titoli adeguati, e ogni eventuale rinvio alla pagina o al numero di qualcosa va messo nel testo; il titolo di un capitolo o di un paragrafo deve essere una frase di senso compiuto, anche senza verbo, ma non dovrebbe essere una frase del tipo ” Dimostrazione del teorema enunciato nella pagina 23) [sempre che il teorema sia enunciata nella pagina 23…] La frase deve essere descrittiva di quello a cui si riferisce. nel tuo caso il teorema che hai etichettato ThmConv ha un titolo, tipo “Teorema di Pinco Pallo”, quindi il titolo della sezione diventerebbe “Dimostrazione alternativa del teorema di Pinco Pallo” senza usare né \ref né \pageref.

            2) Usi fancyhdr per definire le testatine in modo che non diventino scritte in lettere maiuscole.

            3) Usi una classe come memoir che ti consente di personalizzare le testatine, in particolare in modo che non sia composte in lettere maiuscole.

            4) Usi la macro \MakeLowercase mettendo nel suo argomento \pageref con il suo stesso argomento.

            5) eccetera

            in risposta a: Spazi all’inizio di un nuovo capitolo #102394
            OldClaudio
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              Be’, certamente hai seguito una via per produrre un documento con un mainfile e tanti subfiles molto complessa e direi molto fuori moda.
              Non sembra che tu abbia letto al documentazione del pacchetto subfiles; non sembra nemmeno che abbia letto una qualsiasi guida per principianti; sapresti che il frontespizio si compone molto bene con il pacchetto frontespizio e che oggi, sebbene sia possibile, compilando con pdflatex di solito non si usano fiel in formato EPS. Anche Federico Garcia, l’utore del pacchetto subfiles non sembra che abbia presente che quello che vuole ottenere in modo complicato si ottiene in modo semplice e migliore usando una funzionalità che era presente persino nel vecchio LaTeX209, defunto da almeno 20 anni 😯

              Da quanto ai allegato al tuo messaggio non si capisce come tu abbia predisposto il preambolo del mainfile e in articolare non si capisce quale sia lo spazio che vuoi ridurre o eliminare nella paigna iniziale dei capitoli; oltre a mostrare il preambolo vero, sarebbe molto utile una immagine dell’inizio di un capitolo che contenga anche una indicazione precisa di quel spazio vuoi ridurre o eliminare.

              in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97132
              OldClaudio
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                Se tu non usassi arsclassica e classicthesis, usare un corpo normale di 10.5pt (o qualunque altro corpo compreso fra 10pt e 11pt) non sarebbe un problema; volendo farlo, le macro necessarie sono descritte sia in Il LaTeX Refernece Manual commentato sia in Introduzione alla creazione di file di classe, due guide tematiche presenti nel nostro sito.
                Per quel che riguarda i font in un libro di matematica non userei font diversi dai Latin Modern e, come sai bene, non userei gli Euler; per quel poco che può interessare, le norme per scrivere al matematica delle scienze applicate, i font euler non sono abbastanza diversi dai font tondi con grazie e non sono sufficientemente inclinati. Non penso che gli studenti di un istituto professionale si occuperanno di matematica pura, quindi caldeggerei di evitare di usare gli euler. Sarà la mia fissazione per le norme, ma in questo caso, per l’uso che vuoi fare di questi testi e per la tipologia dei lettori, sarei proprio esigente per il loro rispetto.

                in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97128
                OldClaudio
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                  Sono d’accordo con te sul fatto di non essere d’accordo.

                  Io mi riferivo ad un testo da scrivere ex novo; di cui puoi progettare quello che vuoi in vista di un uso multiplo; usando il mark-up giusto, qualche \if e qualche \resizebox, la cosa non disturba affatto e una sola versione si può gestire benissomo per formati diversi.
                  Come ti ho detto il corpo normale dei font deve essere dimensionato sulla base della gabbia interna; questa a sua volta deve venire dimesionata in base alle dimensioni della pagina. Le figure devono essere ridimensionate in base alla giustezza; le tabelle devonocomposte in in primo momento così come si farebbe sulla carta di dimensioni maggiori, poi se vengono troppo grandi le si ridimensione con \resizebox. Per le formule è un filino più difficile, ma si procede nello stesso modo, componendole in una minipage a sua volta dentro una scatola, poi si misura la scatola e se eccede la giustezza la si ridimensiona con \resizebox.

                  Non sono molti i comandi nuovi da definire e da usare sistematicamente o saltuariamente; ma bisogna pensarci prima. Ora che i tue cinque libre sono già composti in A4, è troppo complesso aggiungere e usare qui comandi; se però lo facessi, dopo non dovresti pensarci più.

                  Come ti ho scritto, con un unico sorgente compongo bene lo stesso testo (vvimante su un numero diverso di pagine, con margini diversi, con ridimensionamenti automatici, per dispositivi handheld, con coefficienti di forma diversi e con diagonali che vanno da 11 pollici a 7 pollici (non sono sceso a dimensioni minori, ma volendo avrei potuto farlo). Non ci ho pensato prima, nel senso che sono partito da un formato B5; poi mi sono reso conto del problema e ho creato le macro necessarie, le ho aggiunte alla versione B5, e poi ho composto le versioni con i coefficienti di forma e le diagonali specificati per diversi schermi, prevedendo anche uno schermo di dimensioni custom.
                  Non posso darti il codice perché ho fatto questo lavoro per un committente; ma ti assicuro che è possibile. Capisco benissimo che ora tu ti sentiresti in affanno all’idea di definire e collaudare le varie nuove macro e a decidere come usarle o come modificare quello che hai già fatto in formato A4 per ridurlo al 17 per 24.

                  Non devi farlo perché è possibile farlo; sei tu che devi decidere se farlo o se conservare solo una versione.

                  in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97126
                  OldClaudio
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                    Non è difficile mantenere più versioni con lo stesso sorgente.

                    Di solito non è necessario fare proprio niente se uno ci pensa in anticipo: basta evitare di usare lunghezze assolute, ma solo lunghezze legate al corpo dei font e alle dimensioni della gabbia; basta impostare una variabile logica, per esempio [tt]\newif{\ifAiv}[/tt\ che sarà vera per la versione in A4 e falsa per la versione 17per24. Le pochissime cose che dipendo da questi if sono il corpo normale e le dimensioni dei margini. Se curi al parametrizzazione di ogni altra larghezza alle dimensioni della gabbia e/o allo stato della variabile [tt]\ifAiv[/tt] di solito non devi fare proprio nulla.

                    Io ho seguito questa strada per usare un solo sorgente e 4 formati per diversi schermi di iPad e tablet, di cui uno configurabile a piacere interattivamente con un dialogo in tempo reale con l’utente, e devo dire che con qualche altro trucchetto ho ottenuto ottimi risultati con fatica nulla.
                    erto non bisogna avere paura di smanettare con alcune macro scritte con comandi primitivi. È solo una questione di abitudine; in fondo scrivere con LaTeX vuol dire programmare.

                    in risposta a: Numerazioni #102483
                    OldClaudio
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                      Guida Tematica Il LaTeX Reference Manual commentato (scaricabile liberamente dalla sezione Documentazione di questo forum): paragrafo1.7.5 pagina 63.

                      Certo nessuna guida risolve ogni problema che si può incontrare; le guide danno gli strumenti per risolvere problemi, magari fanno anche qualche esempio, ma nessuna può presentare direttamente la soluzione ad qualsiasi roblema particolare. Bisogna saper leggere e capire a cosa servono gli stumenti che la guida descrive.

                      Nessuno conosce a memoria tutte le infinite possibilità offerte dagli infiniti strumenti messi a disposizione dal linguaggio LaTeX, nemmeno io che uso LaTeX da trenta anni. MA questi trenta anni mi hanno fornito esperienza, d’accordo, ma mi hanno insegnato ad avere sempre una buona guida a portata di mano o di mouse. È quello che l’esperienza mi ha insegnato e che suggerisco e caldamente consiglio a tutti.

                      in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97124
                      OldClaudio
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                        In entrambi i casi mi pare che la testina sia troppo vicina al margine superiore. Leggi bne nella documentazione di geometri che cosa intenda l’autore con i quattro margini e che cosa quindi implichi l’opzione centering: centra la gabbia interna, non la gabbia contenente testatina e piedino.

                        Il Palatino va benissimo; se non lo hai già fatto, ti consiglio anche di usare i font newpx, dove i font testuali e quelli matematici sono selezionati con pacchetti diversi. Leggi la documentazione. Il palatino ha una x-height un po maggiore dei font knutian e derivati, come Latin Modern; quindi in corpo 10 va benissimo.

                        Non ti so dire come togliere il numero di pagina dalla pagina iniziale dei capitoli, se non ridefinendo lo stile plain rendendolo equivalente allo stile empty; né ho voglia di andare a studiare quale sia la strategia di composizione del titolo del capitolo per scoprire quali insolite spaziature siano state inserite dentro quelle macro. Non ho voglia di andare a frugare dentro ClassicThesis e ArsClassica perché i codici sono arzigogolati, anche perché si appoggiano alle classi scrreprt o scrbook; Ci ho già combattuto abbastanza e ho deciso di non occuparmene più; non mi piace né KomaScript, né ClassicThesi, né, di conseguenza, ArsClassica, non per i risultati che si possono ottenere, ma per come sono scritte le macro. Siccome non sono obbligato a farmele piacere, lascio che non mi piacciano…:lol:

                        in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97122
                        OldClaudio
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                          I quattro margini uguali e di 20mm ciascuno vanno benissimo sul formato 17cm per 24cm. Ho sottomano un libro pubblicato dalla Dover: pagina rifilata di 165mm per 230mm; gabbia con margini laterali di 20mm, margini superiore e inferiore di 15mm. Secondo me, siccome il piedino è generalmente vuoto, l’ultima riga di testo a soli 15 mm dal fondo dalla pagina mi sembra poco; invee per la testatina anche se dista solo 15mm dal bordo della carta, tra il suo ingombro orizzontale non grande e la distanza fra testatina e testo alleggerisce ulteriormente il margine superiore un po’ piccolo.

                          Passare da margini laterali di 20mm a margini di 17.5mm otticamente cambia molto poco; a te può fare comodo.

                          Tra l’altro mi sfugge perché specifichi fra le opzioni di geometry [tt]dvips=false[/tt] visto che compili con pdflatex; ogni programma che usa comandi \special (per trasmettere istruzioni specifiche al programma che gestisce la trasformazione del documento in PS o la generazione del documento in PDF) usa la sintassi giusta (cioè usa il driver giusto); può darsi che mi sfugga qualcosa, ma mi sembrerebbe che quella specifica sia ridondante.

                          in risposta a: Numerazioni #102481
                          OldClaudio
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                            Linpassiont75″ post=102286Il lavoro proce! Il risultato buono é strutturato cosi

                            Frontespizio, senza numerazione
                            Abbreviazioni e sigle, numerazione romana partendo da II
                            Indice, numerazione araba che parte da 1 in poi per le pagine del lavoro.

                            Mi chiedevo se sia possibile far partire l’indice dalla num 3. Con srtcount settato a 3 non nfunziona.

                            Grazie

                            Dove ti sei inventato srtcount? Non è definito né con TeX né con LaTeX. Se usi i comandi giusti, come ti ha mostrato @skevin93, tutto funziona come si deve.

                            Una buona guida a portata di mano o di mouse? 🙂

                            in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97120
                            OldClaudio
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                              Nelle due versioni 17 per 24 che hai mostrato gli esercizi 66 e 72 hanno le risposte chiuse dell’ultima riga che non stanno completamente in una sola riga; devi mettere le risposte dentro una \makebox[\columnwidth] semplicemente con un \hfill fra l’una e l’altra, senza specificare nessun \quad o altre spaziature fisse.
                              Per il resto non vedo differenze sostanziali fra i margini esterni; se la qinta2 ha i margini di minore ampiezza, è possibile che alla fine risparmi una pagina. Non è detto che ne valga la pena: per stampare è meglio avere un numero di fogli multiplo di 4 per le segnature; comunque, siccome la tipografia deve imporre le pagine pdf e dopo stampato deve rifilare le segnature perché si impilino in modo da formare bordi netti all’intero fascicolo, non mi porrei tanto la domanda se i margini sino adeguati, quanto: “la tipografia da cui stamperai come vuole che siano le pagine grezze?”

                              in risposta a: greco antico nei titoli #102422
                              OldClaudio
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                                Purtroppo L’Arte è ferma al 2012; in questi tre anni sono avvenuti molti cambiamento proprio per la gestione del greco e delle lingue in generala; Babel è arrivato alla versione 3.9 e ora accettata i “modificatori”; il greco è stato completamante rifatto e non richiede più di specificare LGRx, se vuoi puoi specificare LGR, ma non è necessario. Per dire a babel che vuoi usare il greco antico non devi assolutamente nominare polutonikogreek, che è un modo per compilare documenti di venti anni fa.. al suo posto devi specificare greek.ancient oppure greek.poly. In teoria il greco moderno politonico e il greco antico richiedono pattern di sillabazione diversi; li ho predisposti, ma sono ancora sotto test da parte dei greci; chi oso io, che non conosco il greco moderno e ho conoscenze scolastiche di greco antico per dire che non ho commesso errori? Devono essere i greci a validare quei pattern, ma sembra che se la stiano prendendo molto tranquillamente; lo capisco: con i momenti che stanno passando, non sembra il caso che si trastullino con LaTeX. 🙁

                                Di fatto per ora il greco antico è sillabato come il greco moderno; se vuoi cimentarti con i nuovi pattern, scrivimi una mail al mio indirizzo che trovi sia su alcune guide tematiche sia in alcuni pacchetti del sistema TeX; te li invio con le istruzioni per montarli (siccome non dispongo di WIndows le istruzioni si riferiscono a TeXLive ma su Linux o Mac; gli aggiustamenti per Windows dovrebbero essere minimi).

                                in risposta a: greco antico nei titoli #102420
                                OldClaudio
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                                  @angelico
                                  , i comandi di sezionamento da \part fino a \subparagraph sono fragili, quindi un comando fragile messo nell’argomento facilmente si rompe. Dove si romapano dipende dai pacchetti che usi; per esempio se vuoi creare l’indice puoi usare l’argomento facoltativo di \section (o di qualunque altro comando di sezionamento, scrivendo nella parte “facoltativa, solo il testo greco traslitterat in lettere latine; oppure puoi far precedere il comando \protect alla macro \greco.
                                  Se usi Hyperref, invece devi usare solo una trucco simile che però ricorre a \texorpdfstring che vuole due argomenti, il rpimo che viene usato epr il titolo vero e proprio e il secondo per i bookmark e i collegamenti ipertestuali.
                                  Un altro modo per aggirare il problema è quello di non usare \newcommand per definire \greco, ma di usare \DeclareRobustCommand; ti risparmi il \protect nei casi in cui ci vuole. Non ne ho verificato l’uso promiscuo, ma sembra che l’estensione e-TeX (già incorporata da anni in pdflatex) permetta l’uso di un prefisso \protected per deinire delle nuove macro; certamente il pacchetto etoolbox permette di irrobustire comandi fragili o di creare comandi robusti usando \protected invece che il vecchio trucco usato da \DeclarRobustCommand (consiste nell’aggiungere uno spazio al nome della macro protetta, spazio che fa parte del nome; quando la macro viene scritta in un file ausiliario e poi viene riletta in una seconda passata, lo spazio in più si comporta come un normale spazio che dopo una macro non viene più preso in considerazione).

                                  Insomma dire che ottieni un errore è vago; cosa dice esattamente il file .log? Io ho messo tante parole greche negli argomenti di comandi di sezionamento, ma non ho mai avuto problemi, si, forse, perché conosco la fragilità di quei comandi si perché mi ci sono scontrato relativamente spesso, ma ho sempre risolto con i trucchi suddetti. Qual è dunque l’errore?

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