OldClaudio

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  • in risposta a: Conversione da LaTeX ad ePub #64987
    OldClaudio
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      Se non ricordo male nell’ultimo numero di TUGboat c’è un articolo di Hans Hagen che tratta l’argomento sia dal punto di vista ConTeXt, sia da quello Lua(La)Tex. Come dovremmo sapere tutti, Hans è un’autorità per quel che riguarda quei due programmi e la ditta per la quale lavora, la Pragma, è fortemente interessate anche alle pubblicazioni elettroniche. La sua conclusione è che per il momento il formato EPUB va bene solo per testi letterari. Non ci sono problemi a inserire correttamente i metadati necessari e il risultato è perfettamente accettabile.

      Per pubblicazioni scientifiche ci vuole ancora il PDF; il Page Description Language che soggiace al formato PDF permette di rappresentare sulla pagina ogni diavoleria che si può fare con pdlatex, xelatex, lulalatex, context e simili. Non si tratta solo della matematica, ma delle liste con ogni possibile personalizzazione, delle figure al tratto (pict2e, picture, xpicture, pgf, tikz, pgfplots, eccetera) ma anche con le immagini di formati vari, compresi i formati vettoriali, che nel formato EPUB non sono accettabili se non nella forma di immagini bitmapped in formato PNG, maglo adatto per i disegni al tratto rispetto al formato jpg, ma entrambi non adatti per disegni tecnici.
      Questo, almeno, è quello che ho sperimentato anche passando attraverso tex4ht.
      Per ora il mezzo migliore per ottenere file EPUB con meno necessità di editing manuale è la trasformazione diretta dal sorgente LaTeX mediante pandoc; sarà rozzo, perché non ha interfaccia grafica, ma è molto potente; il risultato senza metterci le mani è spesso accettabile, lo è certamente con testi letterari; con testi tecnico scientifici (e con questo includo anche testi filologici anche scritti in alfabeti diversi) bisogna metterci le mani sopra con un buon editor di file X(HT)ML — la cosa non è semplice per niente e mi domando se non si farebbe prima a scrivere direttamante il testo in X(HT)ML, piuttosto che in LaTeX per poi, dopo conversione, correggere tutto riga er riga.

      Sono talmente deluso che penso non proverò più a cercare di produrre un file EPUB per molto tempo.

      SOno invece soddisfattissimo dei pochi ebook che ho composto in PDF, scegliendo il formato di “pagina” col rapporto di forma di un tablet medio e specificando la diagonale della “pagina”; bisogna lasciare margini di pochi millimetri; poi il file pdf si legge benissimo con la versione Adobe Reader per tablet (io ce l’ho sia su uno smartphone Galaxy, sia su un tablet sempre Galaxy, quindi entrambi con una qualche variante del sistema operativo Android);devo dire che in entrambi i casi il file si legge benissimo e non ci sono problemi di sorta; magari con lo smartphone lo giro in posizione panoramica e faccio scorrere la pagina larga abbastanza per non cavarsi gli occhi, ma perfettamente leggibile. Certo no studierei un testo tecnico scientifico seduto in treno, reggendo lo smartphone; forse un romanzo, ma non della roba che contenga informazioni complesse come quelle della matematica o della filologia. Non userei nemmeno il tablet, per la verità.

      Temo di non essere un buon cliente per i venditori di e-book.

      in risposta a: cambio dimensione di pagina ArsClassica #102412
      OldClaudio
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        arsclassica è un pacchetto modificatore di classicthesis; classicthesi non consente altri formati tre a quelli già previsti, cioè A4 e A5.
        Non solo ma dice esplicitamente di non modificare la grafica prodotta da classicthesis; ne segue che ache arsclassica non può fare di meglio.
        In compesnos la classe suftesi consente moltissimi formati e disegni di pagina, e moltissime altre personalizzazioni che clssicthesi+arsclassica non possono avere.

        Dunque ti consiglio suftesi; se però, nonostante il molti formati di pagina, non c’è il formato che vuoi tu, puoi ricorrere a memoir che prevede tra i molti altri il formato custom con il quale puoi fare quello che vuoi.

        in risposta a: Spazi all’inizio di un nuovo capitolo #102391
        OldClaudio
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          Devi leggerne la documentazione; sarebbe troppo lungo specificare in un messaggio del forum ciò che compare in diverse pagine di documentazione.
          Se non sai come accedere alla documentazione, ricordati che vale quasi sempre questa regola:
          1) apri un terminale, finestra comandi, prompt dei comandi, console, xterm comuque si chiami quella finestra con il tuo sistema operativo;
          2) ci scrivi dentro, per esempio, texdoc secsty;
          3) premi il tasto invio;
          4) leggi la documentazione nella nuova finestra che ti si apre.

          in risposta a: Formula con condizioni sulla riga inferiore #102403
          OldClaudio
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            @emi
            , sì, intendevo così per quel che riguarda sup, ma tutto il resto del tuo preambolo fa acqua da tutte le parti e la parola “per”, non sta bene lì da sola scritta in corsivo matematico; devi metterla come argomento di \text così:`\begin{equation*}
            \sup_{t \in [0,1]} |f_n(t)-f(t)|=1 \nrightarrow 0 \quad \text{per} \quad n \to +\infty
            \end{equation*}`L’ambiente equation*, visto che usi il pacchetto amsmath, serve appunto per scrivere un’equazione senza numero; più comando ancora sarebbe scrivere `\[
            \sup_{t \in [0,1]} |f_n(t)-f(t)|=1 \nrightarrow 0 \quad \text{per} \quad n \to +\infty
            \]`Ma veniamo al tuo preambolo:
            1) carichi de volte latexsym quando carichi già amssymb che fa le stesse cose e meglio; carichi due volte anche amssymb;
            2) inoltre amssymb carica già di suo amsfonts, quindi non hai bisogno di caricarlo tu.
            3) Ad un certo punto dichiari di voler usare ala codifica utf8 e questo va bene; ma dichiari anche di voler scrivere in italiano e anche questo va bene, però dimentichi che l’italiano usa gli accenti; perciò devi specificare per i font con cui componi il tuo testo un font che contenga le lettere già accentate; devi quindi specificare non solo il font, ma anche la sua codifica; devi perciò aggiungere`\usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage{lmodern}` Forse non ti accorgerai della differenza perché ancora non hai sviluppato l’occhio “tipografico”, ma la differenza c’è sia nell’aspetto delle lettere, pur essendo sempre ispirate alla forma delle lettere disegnata da Knuth, il papà di TeX, sia nella sillabazione in fin di riga, perché con la codifica T! le lettere accentate sono lettere, mentre senza specificare quella codifica le lettere accentate non sono lettere ma un insieme di comandi per sovrapporre l’accento alla lettera base.

            in risposta a: Formula con condizioni sulla riga inferiore #102401
            OldClaudio
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              Vedi la tabella 1.9 a pagina 54 della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, che puoi scaricare liberamente dalla sezione Documentazione di questo forum.

              È importante conoscere la differenza fra gli operatori con limiti e quelli senza limiti. In quelli senza limiti i comandi matematici speciali _ e ^ inseriscono rispettivamente un pedice e un esponente; in quelli con limiti essi inserisco rispettivamente un “limite” inferiore e uno superiore, come in una sommatoria. Ho messo fra virgolette al parola limite che va benissimo per una sommatoria, ma non per sup; il dominio a cui si riferisce l’operatore sup, in realtà matematicamente non è un limita ma tipograficamente si compone come un limite.
              Ti suggerisco di tenerti la guida tematica indicata sopra sempre a portata di mano o di mouse, perché quella guida rappresenta l”ABC di LaTeX; Leslie Lamport, il papà di LaTeX, l’ha scritta una ventina di anni fa; i commenti aggiunti nella traduzione servono per indicare vie alternative per ottenere gli stessi risultati o risultati migliori o comunque con meno fatica, oppure per mostrare usi che erano possibili anche 20 anni fa, ma che Lamport non aveva documentato.

              in risposta a: Spazi all’inizio di un nuovo capitolo #102389
              OldClaudio
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                Benvenuto nel forum.
                Per fare quello che desideri ci sono diversi pacchetti, per esempio fncychap che può lavorare assieme a secsty, così puoi modificare lo stile sia dell’intestazione del capitolo, sia quella delle sezioni.

                Un’altra possibilità sarebbe quella di usasre la classe article, che non dispone del comando chapter; è vero che dovresti cambiare nel tuo attuale file ogni subsection in subsubsection, ogni section in subsection, ogni chapter in section, ma se procedi nell’ordine che ti ho indicato e usi delle sostituzioni globali, è una operazione di un paio di minuti al massimo.

                in risposta a: Due problemi di sintassi (nuova iscritta!!! ^^) #102378
                OldClaudio
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                  Se tu non vuoi una didascalia nell’indice delle figure devi seguire una strada decisamente diversa:
                  `\begin{figure}\centering
                  \includegraphics[width=…]{filegrafico}
                  \caption{…}
                  \label{…}
                  \end{figure}`
                  per una figura da mettere nell’indice.
                  Per una figura di cui non inserire niente nell’indice tranne il numero, usa l’argomento facoltativo di caption lasciandolo vuoto`\begin{figure}\centering
                  \includegraphics[width=…]{filegrafico}
                  \caption[]{…}% <-------- \label{...} \end{figure}` Per non mettere niente del tutto è molto più difficile e devo pensarci su. [EDIT] Ci ho pensato molto; un comando come \caption* esiste in LaTeX ma è disponibile solo all'interno di longtable. Definirne un duplicato da usare fuori di longtable è relativamente complesso, ma non sarebbe suscettibile di modifiche e personalizzazioni da parte di pacchetti come caption. Quindi la cosa migliore da fare è centrare la figura senza usare il comando \centering; la cosa più semplice da fare è la seguente`\begin{figure} \makebox[\textwidth]{\includegraphocs[width=...]{filegrafico}}\par \vskip\abovecaptionskip \textit{didascalia} \end{figure}` Comunque se ti piace l'idea di un comando \caption* copia e incolla il seguente file in una finestra del tuo editor; salvalo con il nome CaptionAsterisco.tex e compilalo; vedrai che ci sono due figure con didascalia che non contiene la premessa Figura nn: ma contiene solo il testo della didascalia; se ti piace copiati il codice dopo la riga di commento, mettitelo nel tuo preambolo e vedi se ti va bene; non è un codice tanto arzigogolato, e puoi cambiare un poco le definizioni che esso contiene. `\documentclass{book} \usepackage[T1]{fontenc} \usepackage[italian]{babel} \usepackage{lmodern,textcomp} \usepackage[utf8]{inputenc} %%%%%%%%%% Definizione di \caption* \makeatletter \let\c@ption\caption \def\caption{\@ifstar{\c@@ption}{\c@ption}} \def\c@@ption{\@dblarg{\@@caption\@captype}} \long\def\@@caption#1[#2]#3{\par \begingroup \@parboxrestore \if@minipage \@setminipage \fi \normalsize \vskip\abovecaptionskip \sbox\@tempboxa{\ignorespaces #3}% \ifdim\wd\@tempboxa>\hsize
                  #3\par
                  \else
                  \global\@minipagefalse
                  \hbox to\hsize{\hss\box\@tempboxa\hss}%
                  \fi
                  \vskip\belowcaptionskip\par
                  \endgroup}

                  \begin{document}

                  \listoffigures

                  \newpage

                  \begin{figure}\centering
                  \fbox{Pinco Pallo}
                  \caption{La figura di Pinco Pallo}
                  \end{figure}

                  \begin{figure}\centering
                  \fbox{Pinco Pallo}
                  \caption*{La figura di Pinco Pallo}
                  \end{figure}

                  \begin{figure}\centering
                  \fbox{Pinco Pallo}
                  \caption{La figura di Pinco Pallo corredata della spiegazione del perché la didascalia è così lunga}
                  \end{figure}

                  \begin{figure}\centering
                  \fbox{Pinco Pallo}
                  \caption[La figura di Pinco Pallo con didascalia lunga]{La figura di Pinco Pallo corredata della spiegazione del perché la didascalia è così lunga}
                  \end{figure}

                  \begin{figure}\centering
                  \fbox{Pinco Pallo}
                  \caption*{La figura di Pinco Pallo corredata della spiegazione del perché la didascalia è così lunga}
                  \end{figure}

                  \end{document}
                  `

                  Per le altre tue osservazioni ti sottolineo che guardarsi in giro, per esempio in internet, alla ricerca di soluzioni non è prudente; come ti ho segnalato hai recuperato da internet de vecchi residuati che non si usano più da almeno 20 anni. Affidati sempre alle guide che trovi in questo sito; nessuno di noi che le scrive è un depositario del “verbo tipografico”, ma di solito è ben documentato e, cosa molto importante, cerca di aggiornare le guide ogni volta che il sistema TeX (che non contiene solo LaTeX) riceve delle nuove funzionalità.

                  C’è un’enorme differenza fra frontmatter, mainmatter eccetera, perché mainmatter numera i comandi di sezionamento senza asterisco e li inserisce nell’indice; frontmatter e backmatter non numerano i comandi di sezionamento nemmeno se mancano dell’asterisco, ma li mette nell’indice anche se mancano del numero. Nessuno dei tre comandi ha nulla a che vedere con il numero della prima pagina dei capitoli.

                  Che LaTeX scelga tutto da solo non è vero; puoi cambiare quello che vuoi con i pacchetti giusti, per esempio geometry, che non modifica solo i margini, ma permette di modificare molte altre cose.
                  Anche la posizione degli oggetti flottanti è modificabile (in particolare non usare solo h e p — anzi se puoi non usare mai h e usa solo tbp, che è l’impostazione di default).

                  Le cose spiacevoli sono che le gabbie di stampa, mettendo dei valori non studiati per \oddsidemargin e \evensidemargin, rischiano di non essere speculari rispetto alla mezzeria del libro.

                  Lo scartamento delle righe non è scelto da LaTeX, ma è scelto da chi ha disegnato i font ed ha scritto i valori di scartamento giusti in relazione al corpo e al disegno dei font stessi, Se normalmente lo scartamento è dal 15% al 25% più grande del corpo, dipende dal fatto che la maggioranza dei font richiedono scartamenti in quell’intervallo; aumentare lo scartamento del 305, vuol dire avere uno scartamento pari a circa 1,20 moltiplicato per 1,30 = 1,56, cioè del 56% più grande del corpo; questo è decisamente troppo; usare valori di \linespread dell’ordine del 1,05 — al massimo — o dell’ordine di 0.95 — al minimo — potrebbe essere accettabile in certe rare circostanze, come per sterlineare un titolo su più righe scritto tutto in lettere maiuscole; è rarissimo che lo scartamento predefinito debba essere ulteriormente ingrandito interlineando le righe con ulteriore spazio bianco. Questo è quel poco che ho imparato da dilettante, ma non mi permetterei mai di cambiare le impostazioni predefinite dai disegnatori di font perché, pur usando LaTeX da 30 anni, non ho mai seguito un corso di tipografia, e devo fidarmi di che ne sa più di me.

                  Purtroppo il nostro gusto estetico è fortemente influenzato dai word processor come Word o Writer dove le due cose, corpo e scartamento, possono venire fissate a piacere senza nessun criterio estetico; di solito chi usa quei word processor non si accontenta di uno scartamento già abbondante di default, ma lo aumenta ulteriormente, ottenendo stampati inguardabili, faticosi da leggere, e con numerosi altri difetti che non sto ad elencarti; li trovi descritti dappertutto, per esempio ne “L’Arte di scrivere con LaTeX”.

                  in risposta a: Underfull vbox #102364
                  OldClaudio
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                    Mmmm…
                    Per caso hai redefinito \cleardoublepage?

                    Potrebbe succedere se hai ridefinito male il comando \cleardoublepage che il comando \chpater esegue prima di cominciare a scrivere il titolo del capitolo. Se manca qualcosa da mettere nella pagina bianca prima della prima pagina del capitolo, quello è il messaggio di avvertimento che viene emesso.

                    Nota comunque che un Warning non è un Error; probabilmente puoi lasciar correre e ignorarlo, ,a devi giudicare tu guardando quello che ottieni nonostante il warning.

                    in risposta a: Due problemi di sintassi (nuova iscritta!!! ^^) #102375
                    OldClaudio
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                      Cara @gialei, mutano i saggi col tempo lor consiglio.
                      Non hai mai sentito questo proverbio?

                      LA differenza fra book e report è molto piccola, in pratica book contiene i tre comandi di supersezionamento \frontmatter, \mainmatter e \backmatter; ha titlepage di default e twoside di default; non ha l’ambiente abstract. Report non contiene i tre comandi di supersezionamento, non ha preimpostata l’opzione titleepage e di default lavora in oneside; però contiene la definizione dell’ambente abstract che potrebbe andare per un rapporto tecnico, ma l’estratto del contenuto di una tesi non rimane in una pagina sola,; per una tesi è mglio servirsi di un capitolo non numerato nella front matter.

                      A conti fatti la classe book a funzionalità maggiori rispetto alla classe report; la mia classe TOPtesi si basa su report per rgioni storiche, am la mia classe contiene tutte le cose che mancano a report e contiene molte altre cose che non ci sono nemmeno in book. Te lo dico per spiegarti la differenza fra classe e classe e in particolare la maggiore versatilità della classe book rispetto alla classe report.
                      Fossi i te non mi ostinerei a mantenere la classe report.

                      LA prima pagina di un capitolo numerato o non nuemrato, viene sempre composta con lo stile plain, quindi sempre con il numero della pagina in calce alla pagina. Per togliere quel numero bisogna fare acrobazie di diverso genere; se usi book la definzione del comando \chapter è la seguente:`\newcommand\chapter{\if@openright\cleardoublepage\else\clearpage\fi
                      \thispagestyle{plain}%
                      \global\@topnum\z@
                      \@afterindentfalse
                      \secdef\@chapter\@schapter}`Come vedi nella secoda riga lo stile della pagina è plain. Per toglier il numero dal piedino, devi copiare quel codice nel tuo preambolo e poi lo devi modificare così stando attenta me mettee “re” davanti a “newcommand”:
                      `\makeatletter
                      \renewcommand\chapter{\if@openright\cleardoublepage\else\clearpage\fi
                      \thispagestyle{empty}%
                      \global\@topnum\z@
                      \@afterindentfalse
                      \secdef\@chapter\@schapter}
                      \makeatother`Ci sono modi più eleganti di procedere, ma questo è quello che non richiede il ricorso ad altri pacchetti o alla creazione di gruppi.

                      Ti è già stato detto che il tuo preambolo è pieno di errori; te ne segnalo alcuni; ma siccome non ti sei inventata quel preambolo da sola, ma ti sei guardata in giro per trovare alcuni metodi da usare, hai sperimentato con mano che questo non è il modo di procedere giusto; il modo giusto è quello che ti è stato suggerito: comincia da uno scheletro essenziale e poi aggiungi quello di cui hai biaogno via via che ne hai bisogno, ma sapendo per certo che ti serve davvero quel pacchetto.

                      1) Specificare latin1 come opzione per la codifica del tuo file sorgente potrebbe essere una necessità dovuto alla vecchiaia del tuo editor che usi per comporre il file sorgente. Oggi si consiglia sempre di usare la codifica utf8 e di usare un editor che accetti questa codifica; la guida L’Arte di scrivere con LaTeX, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum, ne propone diversi.

                      2) non specificare la codifica T1 a fontenc quando si scrive in italiano o qualunque altra lingua che usi segni diacritici è un errore; nella guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX, sempre scaricabile liberamente dalla sezione Documentazione, spiega nel capitolo Divisione in sillabe perché è un errore.

                      3) Legato alla mancanza suddetta manca anche la scelta di due collezioni di font Latin Modern e Text Compnion adatti per scrivere testi in italiano e in lingue con diacritici. Inserisci nel preambolo`\usepackage{lmodern,textcomp}`Questo rende ance inutile il pacchetto eurosym, visto che il Text Companion mette a disposizione anche il comando \texteuro. Se poi il disegno del suo simbolo € non ti piace, allora puoi scegliere altri pacchetti compreso eurosym, se ti piace di più.

                      4) il pacchetto newlfont è decrepito e serviva alla morte di LaTeX209 (20 anni fa) per usare in modo di comaptibilità con il 209 i nuovi comandi per scegliere in font, nonvi comandi che sono di serie da 20 anni a questa parte in LaTeX2e.

                      5) Se carichi il pacchetto amssymb NON devi caricare il pacchetto latexsym; quest’ultimo servia per comporre vecchi documenti quando 20 anni fa LaTeX209 è defunto.

                      6) Non impostare ami [tt]\oddsidemargin=50pt \evensidemargin=20pt[/tt] direttamente; usa pacchetti come geometri per impostare i margini; in pratca tu hai impostato il margine sinistro delle pagine dispari a circa un pollice e due terzi, mentre il margne sinistro delle pagine pari è di 1,2pollici. Se non cambi anche la \textwidth della gabbia di stampa, puoi andare incontro a grossi dispiaceri; ecco perché devi usare un pacchetto come geometry che faccia per te quello che tu non puoi sapere di dover fare.

                      7) Non mi è assolutamente chiaro che cosa vuoi fare con il comando \rhead di fancyhdr; probabilmente si riferisce ad una vecchissima ediizione di quel pacchetto; per questo ti suggerisco di leggere con attenzione la documentazione di fancyhdr: apri una finestra comandi, prompt dei comandi, console, terminal, xterm, o come si chiama con il tuo sistema operativo; scrivici dentro il comando texdoc fancyhdr; premi il tasto “invio” e leggi la documentazione. Nota che negli stili la parola plain e il riferimento a \leftmark sono incompatibili…

                      8 ) l’impostazione di \linespread a 1.3 è la tipica cosa da non fare mai; lo scartamento delle righe è già proporzionato al corpo e al disegno dei caratteri nel modo tipograficamente migliore. Cambiare lo scartamento aumentandolo del 30% è un errore.

                      Spero di esserti stato utile; ma fra le cose che ti ho scritto e non ho sottolineato abbastanza, leggi la guida L’Arte di scrivere con LaTeX; leggi i primi 4 o 5 capitoli e sfoglia il resto; per il resto ci tornerai sopra quando ne avrai bisogno, ma avendo sfogliato il testo saprai dove andare a cercare. LA documentazione e/o una buna guida non sono una palla al piede; non hai idea di quanto tempo risparmierai a front di quelle due o tre orette che ti sarà costata l’operazione che ti ho indicato prima. Anch’io, che uso LaTeX da 30 anni, ho sempre la documentazione a portata di mano o di mouse.

                      in risposta a: Underfull vbox #102360
                      OldClaudio
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                        Vai a vedere dove sono brutte quelle pagine e da sola scoprirai il perché quelle pagine hanno avuto un fattore “infinito” di bruttezza.

                        Magari avendo inserito molte figure la colpa è delle figure; magari se ci sono troppi spazi bianchi nella pagina un buon \newpage dopo l’ultima riga della pagina la lascia mozza, ma non brutta; magari spostando qualche figure prima o dopo spariscono quei messaggi; magari aggiungendo un poco di testo quella bruttezza sparisce.

                        magari… magari… magari…

                        Senza avere il documento sotto mano è difficile tirare ad indovinare; ma qualche suggerimento te l’ho dato e forse uno di quei suggerimenti funziona.

                        in risposta a: [RISOLTO]Tex Live 2015, installazione e Cygwin #102326
                        OldClaudio
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                          ll link che hai indicato punta alla sezione 3.1.3 Windows e ti dice esattamente come fare per installare TeXLive.

                          Perché vai a leggere la sezione 3.1.4 Cygwin?
                          Cygwin è un simulatore di una piattaforma Unix su piattaforme Windows. Non hai nessun bisogno di far girare TeXLive in ambiente Unix; gira perfettamente sotto i vari sistemi operativi Windows e fa esattamente le stesse cose che farebbe su una macchina Linux, Solaris, Mac, o altro, che lavori direttamente o indirettamente sotto Unix.
                          Perché vuoi complicarti al vita?

                          in risposta a: Eliminare testatine da pagine di figure con \iffloatpage #102323
                          OldClaudio
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                            Non haietto bene le istruzioni descritte nella sezione 14 nella pagina 14 della documentazione di fancyhdr:

                            With fancyhdr, however, you can specify in each of the header- or footer fields
                            \iffloatpage{value for float page}{value for other pages}

                            Vol dire che nei tre campi della definizione di ogni header, per il contenuto di sinistra, di centro e/o di desra devi mettere quel comando codizionale con i sue due argomenti diversi per le testatine normali o per le testatine di pagine di soli oggetti flottanti (per gli altri tipi si può usare \iftopfloat oppure \ifbotfloat oltre a \iffloatpage).

                            No posso dirti come fare con un codice preciso, perché non so come hai definito le testatine per lo stile headings ma giusto per semplificare un esempio potrebbe essere `\fancyhead{{\iffloatpage{…}{…}}{\iffloatpage{…}{…}}{\iffloatpage{…}{…}}}`con i campi giusti per le due situazioni che si presentano per i tre sottocampi di ogni testatina.

                            in risposta a: Inserire immagini in sharelatex #102294
                            OldClaudio
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                              Non puoi usare LaTeX in locale o nella nuvole” senza sapere che cosa stati usando. Ti abbiamo detto in lungo e in largo come fare, ma se non sai che cosa stai usando, fermati; leggiti una buona guida, poi riprendi. Altre persone hanno usaot sharelatex senza problemi, ma vi arrivavano non come primo approccio a LaTeX.
                              Personalmente ritengo che usare un edtor on cloud perché sempre on cloud mi venga compilato un documento da visualizzare subito con lo stesso browser che uso per navigare nella rete, mi fa accapponare la pelle; ma si sa: i gusti sono gusti e i miei sono questi. Non proverò a farlo, ma se per caso decidessi di lavorare in cloud penso che non avrei problemi di sorta, visto che uso LaTeX da 30 anni e saprei i limiti che devo impormi per poter usare una cosa chiusa come qualcosa che sta nella “nuvola”. Preferisco di gran lunga installare il sistema TeX sul mio portatile e lavorare in locale; poi magari potrei mettere il pdf risultante nella nuvola. Almeno in locale posso fare ogni genere di acrobazie motlpo pi u complicate che non includere una immagina messa nella nuvola nella stessa cartella dove lavoro per generare il documento e poi mettere nel file sorgente creato e modificato con sharelatex, e ppoi in un certo punto del documento creare un ambiente figure dentro al quale scrivere [tt]\includegraphics[width \=…]{Nome del file}[/tt]; complando la figura appare nel file composto.

                              Come vedi non è complicato per niente. Ma questo lo sapresti se non andassi a intuito ma leggessi una guida.

                              Se non ti piace leggere guide ma vuoi scrivere subito il tuo documento, LaTeX non fa per te.

                              Non prendertela se sono così duro e severo; ma lo faccio per il tuo bene. Non perdere tempo con LaTeX se non vuoi acquisire le nozioniminime di programmazione che ti consentono di usarlo. LaTeX è in un certo senso un linguaggio di programmazione non una interfaccia grafica che contiene qualche funzionalità epr scrivere come sopra una macchina da scrivere elettronica degli anni 80-90.

                              in risposta a: Aggiornamento LaTeX #102321
                              OldClaudio
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                                La pagina indicata da @elrond comincia con questa frase:

                                By default, please get the new TL by doing a new installation instead of proceeding here.

                                E il concetto è ripetuto diverse volte nelle righe che seguono.
                                In ogni caso le indicazioni che seguono vanno bene (forse, non lo garantiscono nemmeno loro) per una piattaforma Unix.
                                Per il MAc non dicono niente; è vero che il Mac è una piattaforma Unix, ma ha delle particolarità a cominciare dal fatto che la HOME dell’utente non è in ~, ma in ~/Library.

                                Siccome tu hai un Mac, esegui una installazione ex novo, dopo puoi sempre rimuovere quella del 2014 semplicemente dal Finder, selezionando la cartella 2014 e cliccando dal menù: Move to trash. Io ho Yosemite in inglese, ed è per questo che ti scrivo le voci del menù in inglese.

                                La raccomandazione di non cancellare la vecchia versione perché qualche documento potrebbe non compilare più come prima dovrebbe essere superflua, ma non lo è; conosco persone che hanno una decina di installazioni del sistema TeX di una decina di annate passate.
                                Personalmente mi fido della retrocompatibilità, ma siccome il sistema TeX è OpenSource e vi collaborano migliaia di persone di ogni angolo del mondo, non è detto che tutte siano programmatori esperti e che siano in grado di assicurare la retrocompatibilità (a cominciare da me che ho sgarrato diverse volte). MA, devo essere onesto, molto raramente mi è successo di incontrare problemi di retrocompatibilità; quandoli ho incontrati ho preferito ricomporre il vecchio documento con l’ultima versione del sistema TeX. Nota che io ho cominciato a scrivere diversi anni prima che LaTeX209 defungesse, ma non ho più nessun file che richieda l’uso del vecchio LaTeX209, perché li ho tutti portati all’ultima versione del sistema TeX.

                                in risposta a: Aggiornamento LaTeX #102319
                                OldClaudio
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                                  ernded” post=102130Grazie robitex,
                                  ma se non ricordo male l’upgrade dalla 2013 alla 2014 l’aveva fatto in automatico. È possibile o prendo una cantonata?
                                  ciao
                                  Ernesto

                                  No non è mai successo; io uso un Mac dal 2006 e ogni anno ho dovuto scaricare il MacTeX dell’anno (ora MacTeX 2015) (ne trovi l’indirizzo su CTAN come anche con qualunque motore di ricerca); ci vuole una mezz’oretta per scaricare il MacTeX.pkg, ma poi ci metti meno di 5 minuti ad installare tutto. Ricordati prima di eliminare la TeX Utility.app, in particolare se hai messo l’icona nella barra di avvio rapido in basso, altrimenti continua ad usare quella vecchia versione. La nuova, così come TeXShop, BibDesk, LaTeXit, eccetera le ritroivi in Applications/TeX/. Personalemente io ne metto sempre le icone nella barra di avvio rapido in basso, in modo che ce li ho sempre a portata di mano (tutti tranne LaTeXit, che non uso quasi mai).

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