OldClaudio

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  • in risposta a: Dubbio numerazione bibliografia e sitografia #102042
    OldClaudio
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      Se usi lo stile di citazione numerica è quasi impossibile fare diversamente da quello che hai fatto.
      Se usassi altri stili di citazione si potrebbe fare diversamente, come mi pare che sia spiegato anche nell’Arte.

      in risposta a: appendix, non ottengo stringhe in italiano. #102094
      OldClaudio
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        Basta che tu ridefinisca \appendictocname come ti pare in italiano, purché tu esegua questa ridefinizione metre la lingua in uso è l’italiano, tipicamente subito dopo \begin{document}, visto che l’italiano è la tua lingua principale.

        Oppure puoi aggiungere questa riga dopo aver caricato il pacchetto babel con l’italiano specificato come lingua principale, e, naturalmente, dopo aver caricato il pacchetto appendix:`\addto{\captionsitalian}{\renewcommand{\appendixtocname}{Appendici}}`Vedi comunque la documentazione del pacchetto con il solito comando texdoc appendix dato in una finestra comandi o terminale, comunque si chiami con il tuo sistema operativo.

        in risposta a: babel latino e date romane #101736
        OldClaudio
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          Incorporato nel file latin.ldf, vi vorrà un nome inglese per distinguere il \today dal “\romatoday” o “\???today” similmente a come succede per il greco. Comunque mi pare corretto chiamala “data romana, piuttosto che “data latina”; in latino si trova già scritta la data fornita da \today, ma si tratta della data moderna, non della data antica; magari \ancienttoday? oppure \classictoday, attivabile solo quando si specifica la variante classiclatin?

          Ci penserò.

          in risposta a: babel latino e date romane #101733
          OldClaudio
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            Appena posso ci guardo ora sono alle prese con la dichiarazione dei redditi con la modulistica tutta cambiata rispetto al passato….:evil:

            PS: credo di avere finto con le tasse, che lunedì dovrò pagare. Poi devo aspettare che mi arrivi la seconda parte del PIN per poter trasmettere telematicamente la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate. Finora l’ho sempre fatto per posta, ma da quest’anno c’è una multa da oltre 200€ a oltre 2000€ per chi la invia cartacea senza averne diritto.

            Così ho aperto il file .zip e vi ho ritrovato quasi tutto quello che via via sei andato facendo. Mi osno un po’ stupito che tu non abbia incorporato il contenuto del file ausiliario baseromano.tex dentro il file .sty; certo importarlo con \input fa lo stesso, ma non c’è bisogno di dargli l’estensione .tex; se gli avessi dato l’estensione .sty, avresti potuto richiamarlo con \RequirePackage{baseromano} che ti controlla di non caricarlo de vlte e ti consentirebbe anche di passargli delle opzioni se fosse costruito con una scelta di opzioni. Ptresti comeunque sempre chiamarlo con \input{baseromano.sty}; il fato di usare un file sty permette di ricordarsi che si possono usare anche i segni @ per formare i nomi delle macro; mentre con l’estensione .tex lo puoi fare ma non ti balza all’occhio che stai scrivendo un file di estensione.

            Immettere file di definizioni con \input e l’estensione .tex fa molto il vecchio stile di Plain TeX.

            Bene, ora vedo di studiarlo negli ultimi dettagli; se me lo consenti posso inserire il codice nel file di descrizione della lingua latina. Anche se gli apporto qualche piccola modifica sarà ben chiaro che la paternità è tua 🙂

            (Old) Claudio

            in risposta a: come fare un test #102087
            OldClaudio
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              No, non ci sono molti pacchetti, almeno non quelli che hai indicato; c’è un solo pacchetto iftex.sty che definisce quei test \ifPDFTeX, \ifXeTeX, \ifLuaTeX. Esistono anche altri pacchetti che definiscono un solo test, ma per mia esperienza il pacchetto iftex è quello più efficace.
              Qui sul forum mi pare che ci sia stato diverso tempo fa un intervento molto autorevole di Enrico che ha messo in luce qualche criticità che si uò manifestare con questo pacchetto, ma nella mia esperienza non mi sono mai scontrato con nessuna criticità.

              Il punto che vorrei sottolineare è che oggi il motore di composizione è quasi sempre pdftex, anche quando si compone per produrre un file in formato dvi (ma c’è ancora qualcuno che lo fa?). Per questo motivo il pacchetto iftex va a esplorare la presenza di comandi specifici nativi, non di macro, di ciascuno dei tre motori di composizione e in questo modo sa dire esattamente quale motore si sta usando.

              Invece, per esempio, il pacchetto ifpdf.sty cerca solo se è definito il comando \pdfoutput, comando che è definito in pdftex.exe ma non in tex.exe (ho messo l’estensione .exe non per riferirmi a Windows in particolare, ma per specificare che sto parlando del programma eseguibile). Questo andava bene fino a una decina-quindicina di anni fa, quando xetex.exe e luatex.exe non esistevano e quando comporre con latex.exe voleva dire usare tex.exe e comporre con pdflatex.exe voleva dire usare pdftex.exe.

              Oggi non è più cosi: oggi sia ltex.exe sia pdflatex.exe usano pdftex.exe e funzionano diversamante perché nei rispettivi file di formato il contatore interno \pdfoutpt contiene valori diversi che dicono a pdftex.exe di comportarsi in modo diverso. luatex.exe è basato su una versione estesa di pdftex. Invece xetex.exe non produce direttamente un file pdf, ma un file dvi esteso che converte direttamente in formato pdf mediante un programma esterno che è una estensione di dvipdfm. ma nel costruire il programma xetex.exe si è fatta molta attenzione per incorporavi la maggior parte possibile delle funzionalità di pdftex.exe, non tutte, perché il formato di uscita è diverso. In un certo senso xetex.exe potrebbe essere abbandonato in favore di luatex.exe, ma, a cominciare da me, moltissimi utenti che necessitano di lavorare con font OpenType preferiscono usare xetex.exe, o meglio, xelatex.exe.

              Ecco quindi perché oggi è necessario usare i pacchetti giusti per controlalre con quale programma si sta compilando un dato documento.

              Il discorso di babele polyglossia è corretto, ma mentre pdflatex può usare solo babel, xelatex elualatex possono usare sia polyglossia sia babel, anche se in genere con polyglossia funzionano meglio e in particolare solo con polyglossia si possono usare i font OpenType, mentre se si usa babel con quei due programmi la gestione delle lingue e della loro sillabazione è corretta solo se NON si usano font OpenType.

              Usare quei test è importantissimo se nel ramo “falso” del test \ifPDFTeX si invoca il pacchetto \fontspec e si specificano i font OpenType da usare.

              Per ora non sono riuscito a trovare molte altre applicazioni di quei testi; una piccola applicazione diversa è quella che con XeTeX non si può leggere il tempo macchina e non si può calcolare in termini di elapsed type o di CPU time quanto dura al compilazione di una dato documento, mentre lo si può fare con pdftex e luatex. Ovviamante con luatex si può usare linterprete Lua, che con gli altri due programmi non si può usare.

              Quindi vedi che gli usi per i tre test ci sono anche se servono in generale (tranne babel/polglossia e i font Type!/OpenType) per funzionalità molto particolari e inconsuete (i sostenitori di Lua mi perdonino; Lua è formidabile, ma serve davvero solo per applicazioni molto particolari e non così frequenti; dipende dal tipo di lavori che uno fa di solito).

              Scusa la lunghezza del messaggio, ma ci vogliono parecchi “distinguo” quando si parla di queste cose.

              in risposta a: Help jpeg e tabelle #102082
              OldClaudio
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                Come è noto, gli ambienti figure e table rendono flottante ciò che contengono. LaTeX mette queste cose dove c’è posto per metterle ed è cosi che si fa in tipografia.

                Non usare mai l’opzione [!h] che se non può essere eseguita ti blocca tutta la coda degli oggetti flottanti.

                Nelle tabelle devi pensare bene a ciò che contengono; non stai lavorando con in word processor, ma con un programma di composizione tipografica; le tue celle sono caratterizzate dal descrittore c che vuol dire: “componi il contenuto delle cella su una sola riga e mantenendo il contenuto centrato assieme al contenuto delle celle della stessa colonna”. Nell’esempio che alleghi i contenuti delle celle sono frasi piuttosto lunghe; quindi la tabella con quelle frasi scritte in una sola riga viene troppo larga ed esce dai margini. Puoi risolvere il problema usando dove occorre, direi per le colonne 2 e 3, dei descrittori di tipo p{larghezza}, dove fissi tu la larghezza della colonna e il contenuto delle celle viene composto su più righe; oppure puoi usare il pacchetto tabularx che definisce un ambiente tabularx che accetta la specificazione della larghezza dell’intera tabella (e quindi puoi specificare tale larghezza con \textwidth, così sei sicuro che non esca dai margini) ma all’interno specifichi per le colonne 2 e 3 il descrittore X (X maiuscola), in questo modo la tabella vie composta con le due colonne larghe abbastanza perché la tabella sia larga quanto la gabbia del testo, e compone il contenuto su diverse righe giustificate a pacchetto.

                Infine mettere fra graffe dentro una cella qualunque cosa, per esempio [tt]{“item”}[/tt] non serve assolutamente a niente, per ché il contenuto di ogni cella, comprese le sue impostazioni è e rimane localizzato all’interno di quella sola cella.

                in risposta a: Problema con Biblatex #102074
                OldClaudio
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                  Dala tua schermata non si capisce se stai lavorando con una versione base di MiKtEx o con una versione completa di MiKTeX o di TeXLive; il fatto che tu usi TeXstudio come editor non dice granché, tranne che hai fatto una buona scelta per l’editor.

                  Se la tua distribuzione fosse completa, non dovresti aver nessun bisogno di caricare nulla nel tuo albero personale; ma se lo fai e sei con MiKTeX su Windows, devi anche indirare il percorso per l’albero personale con MiKTeX Settings e devi creare o aggiornare il file name data base. Con TeXLive queste operazioni non sono necessarie.

                  Secondo la mia esperienza il file bibliografia.bib dovrebbe stare nella tua cartella di lavoro, non nell’albero personale, ma forse ho letto male il tuo messaggio.

                  Infine ricorda che la bibliografia si crea in quattro passi (come minimo):

                  1) si compila il documento con pdflatex o un antro motore di composizione (tra l’altro viene prodotto il file .aux che contiene le chiavi usate)
                  2) si esegue biber (oppure bibtex) che crea legge il file .aux e se tutto va bene crea il file .bbl
                  3) si compila di nuovo il documento con pdflatex (viene letto il file .bbl, viene composta la bibliografia, e viene assegnato un significato alle chiavi di citazione)
                  4) si compila ancora il documento con pdflatex (ora nel file .aux oltre alle chiavi usate c’è anche il loro significato e i richiami eseguiti con \cite funzionano)

                  Ovviamente da qualche parte in fondo al tuo documento avrai anche dato il comando \printbibliography, perché se non lo sui i richimai non potranno mai funzionare visto che non puoi richiamare qualcosa che nel documento nonn c’è.

                  Controlla nella tua cartella di lavoro, quella dove risiede il tuo main file, se via via ci sono i file che ti ho indicato sopra nei quattro punti. Se ne mancasse qualcuno leggi il file .log del tuo documento e il file .blg della tua bibliografia composta con biber o con bibtex. Lì c’è eventualmente scritto perché il file .bbl non è stato creato.

                  in risposta a: MacTeX2015 e TeXLive 2015 sono arrivati! #102052
                  OldClaudio
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                    illinguista1972″ post=101854

                    Si. Anche per la TeX Live 2015 è meglio aspettare qualche giorno.
                    Gli archivi CTAN non sono ancora tutti sincronizzati.
                    R.

                    Tuttavia, da qui

                    ftp://mirror.switch.ch/software/mirror/tex/systems/mac/mactex/

                    e da qui

                    ftp://mirror.switch.ch/software/mirror/tex/systems/texlive/Images/

                    il download dei file in questione parte normalmente.

                    Che si fa? Ci fidiamo?

                    Ciao
                    Tommaso

                    Io direi che ci si possa fidare, anche perché il MacTeX.pkg dell’anno scoro era di 2.5Gib, mentre quello di Zurugo è di 2.5GiB, quindi è sicuramente diverso. Aggiungi che il nome del file è quello giusto MacTeX20150609.pkg (fresco fresco di una settimana fa); lo sto scaricando; se cliccandoci sopra si apre la finestra dell’installer e che annuncia l’installazione di MacTeX 2015, il file è assolutamente quello giusto. se ci fosse ancora scritto 2014, non clicchi niente e premi invece command+Q per chiudere e abbandonare l’installer.
                    Io sto ancora scaricando, ma penso che tra un’oretta avrò il nuovo MacTeX installato come si deve.

                    [EDIT] Finito di scaricare, installato MacTeX 2015 dal repository di Zurigo, tutto è a posto.

                    in risposta a: MacTeX2015 e TeXLive 2015 sono arrivati! #102048
                    OldClaudio
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                      @MisterMandarino
                      , segui i suggerimenti di Enrico.

                      @AllOthers: cliccando sull’icona Download del sito di CTAN dedicato a MacTeX, benché si trovi nella pagina dove si parla di MacTeX 2015, viene scaricata ancora la versione 2014. Mi raccomando non installatela, altrimenti perdete tutti gli aggiornamenti fatti.

                      In CTAN, sfogliando gli archivi si scopre che esiste l’indicazione di MacTeX-20150610.pkg, ma se si ci si clicca sopra per scaricarlo direttamante, invece che dal link della pagina di MacTeX, il browser specifica che non lo trova.

                      Quindi, per favore, attendete ancora che la cosa si sia stabilizzata.

                      Scusatemi se mi sono precipitato a informarvi di MacTeX2015 prima di averne io stesso eseguito correttamante l’installazione.

                      Ho già scritto a Richard Koch per segnalargli questo fatto.

                      in risposta a: Non capisco gli errori #102009
                      OldClaudio
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                        Cara @Angie2117, ti ho letto con molto interesse e mi complimento con te, ancora una volta; Raramente ho conosciuto giovani maturandi, giovani di 18-19 anni, con le idee chiare come le tue e con la capacità di esprimerle in modo così ben argomentato.
                        Il fatto che io non sia d’accordo è totalmente irrilevante; ammiro chi ha una posizione e la sa trasmettere con chiarezza e coerenza. Sono sicuro che la tua tesina verrà fuori che sarà un meraviglia.

                        Tuttavia io ho una formazione di liceo classico e sono stato uno scienziato nel campo dell ICT (Information and Communication Technologies — ma perché non usare una locuzione italiana? perché in tanti anni non sono riuscito a trovarne una migliore, sebbene sia ambigua, tanto è vero che ho avuto molte delusioni quando coordinavo il progetto Erasmus Mundus svolto fra l’ateneo a cui afferivo e altri tre atenei europei).

                        Per me gli scienziati e i tecnologi (gli ingegneri che per i filosofi sono all’ultimo gradino — in basso — nella scala della loro stima) non sono affatto persone “senza sentimenti, senza immaginazione, rigide, austere e inespressive e soprattutto che non si interessano minimamente di filosofia”. La filosofia della scienza, così mirabilmente esposta da Popper, è quella che giustifica il nostro lavoro; la ricerca della falsificabilità è quella cosa che ci permette di essere sempre nel dubbio, e quindi di non essere senza immaginazione, rigidi, austeri e specialmente di interessarci della filosofia, quella sufficientemente moderna (non quella che si rifà al ‘600, il secolo dei nuovi scienziate come Copernico e Galileo, solo per citarne alcuni) che rende giustizia alla razionalità, tutt’altro che infallibile, ma che ci ha permesso di liberarci di posizioni aprioristiche, dedotte attraverso il solo esercizio mentale, senza nessuna verifica e senza nessuna ricerca della falsificabilità; esercitandoci sulla falsificabilità, invece, possiamo trovare i bachi delle nostre teorie, possiamo correggerci, possiamo trovare idee migliori, ma questo richiede una grande fantasia, una grande immaginazione e una grande apertura mentale.

                        Purtroppo nella mia esperienza ho incontrato molti pensatori e maître à penser che farneticano di cose che non stanno né in cielo né in terra, ma che si avvolgono nella prosopopea dell’ “intellighezia”, con sommo disprezzo per coloro che si occupano di cose che non capiscono; essi si rifanno a teorie filosofiche dove la razionalità non va a braccetto con il dubbio, cosa invece essenziale per Popper, e altri pensatori che la scienza la conoscono per davvero.

                        Non voglio convincerti di niente; le mie idee possono essere sbagliate e il concetto del “dubito, ergo sum” mi consente di non essere mai sicuro di quello che dico. Ti posso suggerire, però, la lettura di un testo molto interessante, che puoi leggere anche dopo la maturità e che ti permette di scoprire alcune cose che puoi capire bene specialmente se stai facendo il liceo classico: Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata,”Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna”, Feltrinelli, collana Universale Economica Feltrinelli/Saggi, 7.a edizione, Milano 2013. Non è necessario essere d’accordo con tutto quello che c’è scritto, ma è illuminante, fa pensare, e pensare è l’attività più bella che tutti noi possiamo fare.

                        Buona maturità e ancora complimenti

                        (Old) Claudio

                        in risposta a: babel latino e date romane #101730
                        OldClaudio
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                          Ehi, ehi, ehi! se siamo nell’anno 20 e aggiungiamo 753 otteniamo 773, cioè DCCLXXIII, non una cosa superiore a 1000!

                          Ti è rimasto nel caso di anno positivo un \addtocounter{countS}{753} di troppo!

                          in risposta a: Problemi con tabella #102027
                          OldClaudio
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                            Prova così`\begin{tabular}{p{0.15\textwidth}p{0.17\textwidth}p{0.35\textwidth}p{0.35\textwidth}}
                            \toprule
                            Componente & Funzione & Modo di guasto & Possibile causa \\
                            \midrule
                            Dito & Apertura del coperchio e serraggio del cassonetto &
                            \begin{tabular}[t]{@{}p{0.35\textwidth}p{0.35\textwidth}@{}}
                            Rottura in corrispondenza della sezione critica & Urti, carichi eccessivi e ambiente corrosivo \tabularnewline
                            \midrule
                            Rottura del pezzo & propagazione di una cricca a partire da uno spigolo dovuto ad un errore di disegno
                            \end{tabular}\tabularnewline
                            \bottomrule
                            \end{tabular}`

                            in risposta a: Cookie del sito #101912
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                              Correggerei “in accordo alle direttive ” in “in accordo con le direttive”.

                              Sposterei l’ultimo paragrafo prima del penultimo. I cookie tecnici è bene che non siano eliminati, quindi lo specificherei prima di dare istruzioni per eliminare i cookie.

                              in risposta a: babel latino e date romane #101728
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                                @claudio
                                , eccoti alcune osservazioni:
                                1) puoi usare un unico pacchetto iftex, che definisce i comandi \ifPDFTeX, \ifXeTeX, e \ifLuaTeX. Lo trovo migliore dei due pacchetti ifpdf e ifxetex che usi tu.

                                2) non ho capito bene l’uso dei segni meno matematici invece delle legature [tt]–[/tt] di due trattini di seguito

                                3) penso che sarebbe meglio usare le sigle ACN (ante Christum natum), PCN (post Christum natum} oppure AD (Annus Domini che, come sigla, non ha importanza se debba essere usato al nominativo, all’accusativo o all’ablativo); AUC (ab urbe condita) oppure AVC (ab vrbe condita).

                                4) gli anni negativi rispetto all’istante zero, vengono convertiti male per difetto di una unità, \stampadate{1} produce I, e DCCLIV rispettivamente, mentre \stampadate(-1) produce un errore per il numero romano negativo, che non esiste, e DCCLII mentre il valore corretto è DCCLIII.

                                … sempre che l’anno di fondazione di Roma sia il 753 ACN… 🙂

                                in risposta a: Problema con Wrapfigure #102017
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  @simix
                                  , dopo aver scritto il codice del tuo testo come si deve, come ti ha indicato @skevin93, non sarebbe male che leggessi la documentazione di wrapfig, usando il tuo terminale, prompt dei comandi, console, xterm, comunque si chiami quella finestra col tuo sistema operativo, scrivendoci dentro texdoc wrapfig, premendo il tasto “invio”, e leggendo ciò che appare nella finestra che ti si apre.

                                  Gli ambienti wrapfigure, wraptable e wrapfloat accettano argomenti facoltativi che ti permettono di specificare in quale margine vuoi che compia la figura, destro, sinistro, interno, esterno, e se vuoi che questi oggetti siano fissi,li dove li indichi nel file sorgente, o mobili; se vanno scritti in adiacenza ad un capoverso, o fra due linee vuote; se li puoi mettere all’interno di liste (itemize, enumerate, description, ecc.) oppure no; se li puoi mettere vicino a comandi di sezionamento o se devi tenerti a debita distanza.

                                  Infine se fai a meno di usare gli oggetti contornati da testo, fai bene; ci sono altri modi per risparmiare spazio, per esempio quello di mettere due figure piccole dentro un unico ambiente figure, ciascuna dentro un suo ambiente minipage, tale che le larghezze delle due minipage siano leggermente inferiori a \textwidth, e con le due minipage che contengano le rispettive didascalie; infine con le due minipage affiancate orizzontalmente separandole con un “grumo” di spazio elastico che le spinga ciascona verso il suo margine più vicino.

                                  Se tutto ciò ti pare oscuro, non preoccuparti; trovi al cosa descritta nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto liberamente in italiano, che puoi scaricare dalla sezione Guide Tematiche della sezione Documentazione di questo sito; contiene l’ABC di LaTeX come lo ha scritto il suo creatore Leslie Lamport ormai più di 20 anni fa; i commenti suggeriscono ed esemplificano come fare certe cose sia con i moltissimi pacchetti oggi disponibili, sia con gli strumenti stessi del LaTeX originale.

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