OldClaudio

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  • in risposta a: Smartphone #102025
    OldClaudio
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      Come dice @skevin93, non è necessario scrivere nulla in merito, basta usare il pacchetto geometri, specificare un formato di “paper” custom con le dimensioni che corrispondono alle dimensioni dello smartphone, impostare la gabbia del testo, centrandole nella “pagina” e lasciano die margini laterali (da tutti e quattro i lati) di qualche millimetro. Nota che non ci sono due smartphone che abbiano non dico le stesse dimensioni, ma spessissimo nemmeno lo stesso rapporto di forma altezza diviso larghezza. Quindi un bel documento preparato er in iPhone, non va bene su un Galaxy, e via dicendo.

      Come osserva @skevin93, il problema non è quello; il problema è che lo schermo è troppo piccolo e non ci si riesce a scrivere quasi niente se non puro testo; dimenticati delle formule, delle immagini, che ti obbligano a cavarti gli occhi per leggerli e guardare le figure..

      Infine non è molto semplice produrre dei documenti in formato html o xhtml, tranne nel caso che si tratti di puro testo; si tratta di usare programmi che permettono di trasformare un testo strutturato da un formato all’altro; esiste il programma pandoc che riesce a passare direttamente dal formato latex al formato e-pub, però bisogna sapersi accontentare, perché la matematica, le tabelle e le figure sono praticamente escluse (non in teoria, ma in pratica è difficile maneggiare questi oggetti come si deve).

      Ricordati sempre che il sistema TeX serve per comporre tipograficamente; un formato di uscita html non è adatto alla tipografia perché non ha la nozione di pagina; nello stesso tempo un formato che abbia la nozione di pagina non è particolarmente adatto a ricomporsi direttamente per adattarsi a qualunque formato del supporto visivo.

      in risposta a: Non capisco gli errori #102003
      OldClaudio
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        Brava; il tuo atteggiamento ti fa onore, indipendentemente dal fatto che to abbia commesso un errore nel tuo codice; cercare di capire è l’atteggiamento giusto; se capisci, eviti gli errori e ti godi maggiormente questo software incredibile.

        Leggere delle buone guide è importante; LaTeX non è Word e richiede una certa preparazione per usarlo bene, non solo per non commettere errori nel codice, ma anche per non commettere errori di tipografia.

        Nella fattispecie la sintassi di \bibitem è la seguente:

        [tt]\bibitem[ [/tt]citazione [tt] ]{[/tt]chiave[tt]}[/tt] testo esteso della citazione

        La citazione è la stringa con la quale vuoi che sia identificata il riferimento bibliografico nel tuo testo e nella bibliografia stessa; chiave è il nome mnemonico che usi nel comando [tt]\cite[/tt] quando vuoi citare quel particolare riferimento bibliografico nel testo e il testo esteso della citazione è tutto quello che scrivi per identificare il testo citato, nome e cognome dell’autore, titolo del contributo al congresso, tuttolo del libro che contiene gli atti del congresso, casa editrice, anno di pubblicazione, pagine su cui si svolge il contributo, e via di questo passo. Per un libro ci vuole l’autore, il titolo, la casa editrice, il luogo, l’anno, eccetera; e cosiì via per le altre tipologie di documenti usabili come riferimenti. Per approfondire questo aspetto defi aprire un terminale, console, xterm, prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo; ci scrivi dentro texdoc bibtex; premi il tasto “invio”, e se tutto va bene puoi leggere quasi tutto quello che riguarda le bibliografie, oltre a come si gestisce una bibliografia con il programma BibTeX; se vuoi spingerti più in là leggi con lo stesso sistema la documentazione di biblatex e del programma biber da usare al posto di BibTeX.

        Ma torinao a te: tu hai scritto`\begin{thebibliography}{7}
        \bibitem[1] \textsc{\scshape Paul K. Feyerabend},\enskip \textit{Contro il Metodo}, tr. it. Feltrinelli, Milano 1979
        \end{thebibliography}`
        Quello vuol dire che:
        1) hai non sette citazioni da fare ma un numero di citazioni che sono numerabili con una sola cifra e citabili con citazioni formate da stringhe non più larghe di quanto lo sia una cifra; che tu scriva 1, 7, o 9, puoi citare con il sistema di citazione numerico, solo con citazioni di una cifra. Ma se vuoi le citazioni alfabetiche devi usare una stringa al posto del 7, che sia lunga quanto la stringa più lunga.
        2) con il \bibitem che hai usato vuoi citare il tuo testo con la stringa “1” , ma siccome non hai messo la chiave fra graffe, la chiave diventa il primo token della tua lista, vale a dire [tt]\textsc[/tt] e questo è il grosso errore che ti da quella sfilza di messaggi; se poi tu havessi provato a citare il testo che hai allegato per il tuo riferimento avresti ricevuto altri errori, forse persino errori fatali.

        Vediamo come potresti correggere`\begin{thebibliography}{7}
        \bibitem{book:Feyerabend} \textsc{Paul K. Feyerabend}, \textit{Contro il Metodo}, tr. it. Feltrinelli, Milano 1979
        \end{thebibliography}`

        In questo modo le citazioni sono in forma numerica, più o meno così nella bibliografia

        [1] Paul K. Feyerabend, Contro il metodo tr. it. Feltrinelli, Milano 1979

        La parte in rosso verrebbe composta in maiuscoletto, la parte in verde in corsivo.

        Nel testo, quando vuoi riferire a quel testo scrivi soltanto “… come scrisse Feyerabend \cite{book:Feyerabend} si può osservare che…”; componendo il testo con pdfLaTeX quella breve parte di frase viene resa con “… come scrisse Feyerabend [1] si può osservare che…”.

        Permettimi ancora di osservare che per scrivere tutto in Palatino non devi usare [tt]\cambiafont{ppl}{…}[/tt], perché quel comando può servire per comporre del testo molto breve e molto particolare con il Palatino; potrebbe andare bene per il solo titolo, ma certo non per l’intero documento.

        Usa il pacchetto [tt]newpxtext[/tt] per scrivere utto il documento col palatino.

        in risposta a: /documentclass “memoir” – commenti o consigli? #101998
        OldClaudio
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          Maxiride” post=101798Cercando sul forum non ci sono risultati per “memoir“.
          Il mio intento è di creare una documentazione\racconto di un’avventura per Pathfinder, un gioco di ruolo – RPG -, scopo del testo è riportare descrizioni degli ambienti, oggetti e loro proprietà, avversari da combattere e loro capacità e così via.

          Cercando tra i forum di appassionati ho trovato molti che suggerivano di usare la classe “memoir” senza però indicare cosa la renda la classe adeguata. Qualcuno saprebbe dirmi in cosa differisce dal classico “book” e quali funzionalità in più offre? La sua documentazione di 500 pagine è un po’ troppo lunga per capire cosa ci sia di profondamente diverso.

          Capisco che leggere circa 700pagine può essere poco divertente, ma…

          Quelle 700 pagine contengono due indici generali e un lungo indice analitico che aiutano molto nella ricerca di ciò che interessa. Se non si specifica nessuna opzione replica il comportamento di book; quindi memoir e book sono imparentate. MA memoir può fare cose che con book si possono fare caricando na miriade di pacchetti; è spiegato quali nella pgina xxix della prefazione. Si può dire ch non ci sia un solo elemento che non possa essere personalizzato con memoir.
          Iol’ho usato abbastanza, ma, epr esempio, ho scritto la classe per creare le guide tematiche; l’utente che specifica a questa classe memor ha sotto mano tutta la potenza di memoir; l’utente che non lo fa ottine senza requisiti speciali gli stessi risultati, ma se vuole fare qualcosa d’altro deve usare comandi primitivi/nativi di TeX o giocare in modo poco ocmprensibile con macro delkernel di LaTeX, sconosciute alla maggior parte degli utenti.

          Per usare memoir devi cominciare senza opzioni e personalizzazioni; poi via via vai a cercarti il capito dovo si può lavorare su una caratteristica e leggi solo quel capitolo, facendo bene attenzione a capire quel che leggi e a vedere come quelle cose sono applicate agli esempi. Si procede abbastanza speditamente ripetendo questa operazione per le varie parti da personalizzare. Poi via via ci si abitua e non c’è più da consultare nessun manuale.

          Però deve valerne la pena; inizialmente richiede più lavoro che con book, poi diventa più facile. Ma, ripeto, il documento deve essere veramente complicato perché ne valga la pena.

          in risposta a: errore “introvabile” #101991
          OldClaudio
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            Doveva essere una discussione molto vecchia; sono molti anni che si consiglia di usare utf8; 10 anni fa io consigliavo anche latin1, ma mai e poi mai io consiglierei una codifica proprietaria che non si può usare altro che sui Mac. Usarla vuol dire chiudersi i un recinto, privilegiato fin che vuoi, ma isolato dal resto del mondo; siccome i Mac sono usati da meno del 10% degli utenti di personal computer, desktop, laptop, e altri oggetti di questo genere, vuol dire tagliarsi fuori da più del 90% degli altri utenti, non solo con LaTeX & Co. ma anche con la posta elettronica, con il Web, e compagnia bella. Non si è del tutto esclusi con la posta e il web, ma è possibile farsi mandare dei calorosi accidenti da chi non usa i Mac. Nota che io uso, non uno, ma diversi Mac da una decina d’anni; prima usavo Windows, non ne ero insoddisfatto, ma non ne ero nemmeno completamente soddisfatto; ho imparato nel giro di un giorno a non usare la codifica delle macchine Mac, che forse poteva andare bene quando queste macchine usavano i processori Motorola e un sistema operativo fino al Mac OS IX; ma da quando usa i processori Intel e un sistema operativo di tipo UNIX, Il Mac OS X, i Mac non sono più isolati come lo erano prima, a meno che l’utente non si ostini ad usare la codifica Apple.:twisted:

            in risposta a: [Risolto] Arsclassica colori link #101993
            OldClaudio
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              Sì, usando l’opzione hidelinks descritta nella pagina 3 della documentazione di hyerref. ovviamente la devi specificare nel tuo preambolo con il comando \hypersetup che trovi descritto nella stessa documentazione.

              in risposta a: Allineamento testo in verticale #55607
              OldClaudio
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                L’asse matematico è un riga orizzontale idelae che passa fra i due tratti del segno di uguale =

                Ogni cosa matematica dell’espressione principale è centrata verticlamente su quell’asse; è chiaro che esponenti e deponenti seguono una regola diverse. Quindi \vcenter con il suo argomento ha il suo centro posto sull’asse matematico del contenuto della cella, ma questo asse non passa per il centro della cella, passa più o meno dove si trova la traversa della lettera A che si trovano nelle celle a destra. Quella traversa non è nel centro della cella dove si trovano le A.

                Comunuqe questi piccolissimi dettagli sono stati superati con l’aggiunta di spazitti sopra e sotto la figurina. QUindi tutto è bene quel che finisce bene.

                in risposta a: errore “introvabile” #101988
                OldClaudio
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                  Ti ho già scritto come mettere i tag del codice a CAVALLO del tuo codice; Prima selezioni il testo da marcare, poi premi l’icona che ti ho detto, per cui l’intero codice comincia DOPO [ code ] (senza gli spazi) e dopo l’ultima riga del codice c’è [ /code ] (sempre senza gli spazi.

                  Ti ho già messo io i tag quasi dappertutto, ma per favore, risparmiami questo compito.

                  Noto nel tuo codice che usi malamente l’ambiente table usando l’ambiente tabular al suo posto; Il codce giusto è`\begin{table}
                  \centering
                  \begin{tabular}{…}
                  …
                  \end{tabular}
                  \caption[…]{…]
                  \label{…}
                  \end{table}`

                  Credo che la metà dei pacchetti che carichi sia assolutamante inutile; non caricali.

                  Il frontespizio va messo dentro l’ambiente titlepage, e non in una pagina qualsiasi, anche se è la prima.

                  Non usare \line(1,0){350}; questo comando va usato solo dentro l’ambiente picture e dopo che l’unità di misura del disegno è stata specificata; magari riesci anche a trovare un giusto compromesso anche usandolo fuori dell’ambiente picture, ma sarebbe con andare ad una cena di gala in costume da bagno. Al suo posto usa \hrule.

                  Il pacchetto hyperref va caricato per ultimo, dopo che sono stati definiti tutti i comandi che inseriscono dei titoli, come per esempio newtheorem{…}{…}.

                  Il comando \justifying te lo sei inventato; in LaTeX e nella classe book non è definito; non ho avuto pazienza di verificare se sia definito da uno di quegli inutili pacchetti che carichi.

                  Probabilmente non hai voglia di spartire il tuo testo sorgente con altri, nemmeno con noi 😯 ; ma l’uso della codifica applemac è virtualmente vietato se si vuole restare in contatto con altri. Qui consigliamo sempre di usare solo e soltanto la codifica utf8. Te lo dice uno che usava Windows e ora usa Mac da una decina d’anni; vai a leggere che cosa ho scritto con un altro noto autore nella guida tematica sulle codifiche, che puoi scaricare dalla sottosezione Guide Tematiche GuIT della sezione Documentazione di questo forum; lì c’è anche scritto come cambiare codifica ai file.

                  Ricordati che se hai invocato baebl in quella maniera la lingua di default è l’inglese; ma a me sembra che tu stia scrivendo la tua relazione in italino; quindi non stupirti se troverai parole divise in fin di riga come equ-azione o las-ciare, o simili. I titoli ti verranno in italiano ma preceduti da Chapter, non da Capitolo. Ogni guida dice che l’ultima specificata è la lingua di default del documento.

                  L’opzione pdftex non serve a niente; pdfLATeX si accorge da solo che sta vendo usato.

                  \usepackage{fontenc} non serve a granché se non specifichi la codifica dei font che vuoi usare; ti consiglio la codifica T1, specificando \usepackage[T1]{fontenc}. MA ti consigli anche di usare font compatibili con la codifica T1, per esempio i Latin Modern dando il comando \usepackage{lmodern}.

                  Non usare mai il pacchetto latexsym; a maggior ragione se hai già specificato amssymb; il pacchetto latexsym serve per compilare vecchi documenti creati prima del 1994.

                  Il pacchetto dsfont (double stroke fonts) serve quando non si caricano i font della AMS che tu invece carichi; il comando \mathbb è già definito e non c’è nessun bisogno di caricare un altro pacchetto per fare quello che puoi già fare.

                  Ho il sospetto che tu abbia fatto un gran pasticcio con fancyhdr e gli stili fancy e fancyplain; rileggi la documentazione del pacchetto fancyhdr (apri il terminal, scrivici dentro texdoc fancyhdr]/b],premi il tasto “invio”, e leggi).

                  \newpage prima di \chapter non serve a niente.

                  Non usare `\begin{center} … \end{center}` dentro agli ambienti figure e table; inseriscono dello spazio spurio; usa la dichiarazione \centerign come i ho messo nell’esempio a inizio messaggio.

                  \caption senza i suoi argomenti produce un errore; se non vuoi scriverci niente nella didascalia, metti almeno un gruppo vuoto [tt]{}[/tt].

                  Non vado avanti segnalarti altri errori; certo se avessi letto la guida L’Arte di scrivere con LaTeX, liberamante scaricabile con il link presente nella sezione Documentazione di questo forum, avresti risparmiato un mucchio di errori o di inesattezze o di ingenuità. Per el ingenuità, non metto lingua: è normale per una persona che si è avvicinata a LaTeX da poco; tutti abbiamo commesso errori, scritto inesattezze e in quanto a ingenuità non ne parliamo…

                  Ma visto che le guide ci sono, basta leggerle; non si spreca tempo, ma il tempo consumato serve per risparmiarne 10 volte tanto.

                  in risposta a: errore “introvabile” #101981
                  OldClaudio
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                    Se riporti solo una parte del file log, e non tutta la parte che contiene la descrizione dell’errore, probabilmente si capirebbe quelcos di più; epr esempio nella riga 150 del tuo file sorgente che cosa c’è dopo [tt]\begin{tabular}{llc}[/tt]?

                    Nota che gli spazi tra i descrittori di colonna sono superflui, probabilmente dannosi; quindi non [tt]{l l c}[/tt] ma [tt]{llc}[/tt].

                    in risposta a: Allineamento testo in verticale #55605
                    OldClaudio
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                      Il problema è della figurina.
                      Nel primo caso essa è “centrata”, nel senso che l’asse matematico della figurina (passante per il suo centro) è correttamente collocato all’altezza dell’asse matematico della cella dove essa si trova; la seoconda figurina, invece non è affatto centrato, ma sua linea di base coincide con la linea di base di ciò che sta nella cella e, infatti, è allineato con la base della lettera A della cella adiacente.

                      La soluzione di \vcenterincludegraphics va bene per oggetti piccoli; se tu rimpiccilissi la figurina mettendo un argomento facoltatiovle per il suo primo argomento, del tipo height=3mm (o anche meno di 3mm) vedresti che il centro della giurina sarebbe all’altezza della barra della A di due celle accanto.

                      Se vuoi mettere figure di una certa dimensione nella tua tabella dovresti cambiare la definizione di \vcenterincludegraphics aggiungendo dello spazio non eliminabile sopra e sotto quanto includi, una cosa del tipo:`
                      \newcommand*{\vcenterincludegraphics}[2][]{%
                      $\vcenter{\vspace*{2mm}\hbox{\includegraphics[#1]{#2}}\vspace*{2mm}}$}`aggiustandole due spaziature come meglio ti conviene, per esempio aumentando di 1mm la spaziatura inferiore.

                      in risposta a: problemi con latex #101973
                      OldClaudio
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                        riccardo.nigro” post=101769* `Local config file subfigure.cfg used *
                        ****************************************
                        (/usr/local/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/subfigure/subfigure.cfg))
                        (/usr/local/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/fancyhdr/fancyhdr.sty)
                        (./Progetto statistica.aux)
                        Runaway argument?
                        {\contentsline {figure}{\numberline {4.6}{\ignorespaces Qq-plot norm
                        ./Progetto statistica.tex:65: File ended while scanning use of \@writefile.

                        \par
                        l.65 \begin{document}`

                        Prova a:
                        1) cambiare il nome alla tua figura sostituendo gli spazi con dei trattini
                        2) non usare cartelle con i nomi che contengono spazi, eventualmente sostituendoli con trattini.
                        3) cancella tutti i file ausiliari, da aux, a toc ma conservando solo i file .tex e bib e i file che contengono figure e altri file da includere nel tuo documento.
                        4) Ricompila e vedi se gli errori restano.

                        TeXShop è del tutto innocente: TeXShop è solamente un editor che registra nel disco i fiele che tu crei; se il file contiene errori, non è certo cola di TeXShop, ma di chi l’ha usato. Tutti battiamo un tasto al posto di un altro; tutti scordiamo di battere qualche tasto; tutti abbiamo la “seccatura” di dover trovare i nostri errori di battitura, ma non possiamo di solito dare la colpa a del software che è solo uno strumento nelle noste mani. Uso TeXShop da circa 10 anni; prima avevo Windows e usavo WinEdt; nonhai idea di quanti miei errori ho dovuto correggere, ma non era mai colap di TeXShop o di WinEdt; era sempre colpa mia…:sad:

                        in risposta a: problemi con latex #101964
                        OldClaudio
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                          Invece di allegare la foto, che non hai allegato, copia la parte del file log della compilazione con l’errore, vale a dire le poche ultime decine di righe, e allegalo al tuo messaggio fra i debiti tag che ottieni evidenziando il codice e poi cliccando sulla icona, qui sopra, che contiene i segni <> in blu sul bordo di un quadrato bianco.

                          in risposta a: europasscv con TeXShop #101961
                          OldClaudio
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                            Benvenuta sul forum

                            Semplice: hai installato una versione di base di MiKTeX che non contiene quella classe.
                            Proprio perché sei nuova ti ripeto quello che diciamo a tutti: mai installare una versione di base di qualunque distribuzione del sistema TeX, sia essa MiKTeX, sia essa TeXLive.

                            Ora hai due scelte:

                            1) Usi il MiKTeX Wizard (al quale accedi da Avvio Programmi MiKTeX, e installi tutto quel che ti manca.

                            2) temporaneamente esegui come sopra e appena sul forum viene data notizia che è usabile e installabile TeXLive 2015 (dovrebbe essere una questione di giorni), disinstalli MiKTeX e installi TeXLive2015.

                            Perché qui sul forum consigliamo TeXLive e non consigliamo MiKTeX? perché il bravissimo Christian Schenk, il curatore di MiKTeX, lavora da solo e comunque per impacchettare per le macchine Windows i più di 3000 pacchetti che fanno parte del sistema TeX ci mette abbastanza tempo e non sempre riesce a stare al passo. Invece la distribuzione TeXLive è curata da un gruppo di persone che gestiscono anche i numerosissimi contributi degli utenti di TeX e aggiornano una cinquantina di pacchetti alla settimana; con il pratico TeXLiveManager (tlmgr.exe) puoi tenere sempre la tua installazione aggiornata e completa, e non ti possono capitare incidenti di percorso come quello di oggi.

                            Siccome nel tuo mail fai riferimento a TeXShop, deduco che stai lavorando su un Mac. La distribuzione MacTeX è sostanzialmente TeXLive completa impacchettata per l’installazione sui Mac.

                            Il fatto che tu non disponga di europasscv.cls mi sorprende fino a un certo punto; il pacchetto europoasscv riporta la data del 10 marzo 2015. Il file mactex.pkg che si scarica dalla rete è stato creato circa un anno fa quando non conteneva europasscv. La prima cosa da fare con MacTeX, sempre, anche quando fra pochi giorni sarà disponibile MacTeX2015, è quella di aggiornare subito l’installazione usando il comodissimo TeXLive Utility.app installato insieme a MacTeX (vai in /Applicazioni/TeX/ e lo trovi); forse sei ancora in tempo ad aggiornare la distribuzione 2014, ma è possibile che il tutto sia ancora congelato, in attesa della disponibilità di MacTeX2015.

                            in risposta a: comando \subfloat nell’ambiente table #101938
                            OldClaudio
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                              Certo, longtable è fatto apposta per quello. Ovviamante i preamboli delle tabelle vanno specificati in modo adeguato, aggiungendo anche informazioni del tio continua nella prossima pagine oppure continua dalla pagina precedente. Ma, appunto, longtable è fatto per quello.

                              in risposta a: Distanziare i termini in formula matematica #101946
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Non farlo!

                                A te paiono troppo vicini, ma la buona tipografia vuole che sia così. In ogni caso in ogni guida sono descritti gli spaziatori matematici sia per scostare sia per accostare i termini delle espressioni. MA ogni guida ti dice anche di non intervenire se non in seconda o terza approssimazione quando correggi le bozze e stai dando i tocchi finali al documento. L’importante è che i tocchi finali migliorino il risultato, non che lo peggiorino, e le spaziature inserite a mano lo peggiorano il 99,99% delle volte.

                                in risposta a: comando \subfloat nell’ambiente table #101936
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  @Dutto, hai provato a fare due conti sulle dita? hai due tabelle di 10 colonne ciascuna; le metti in un ambiente table sperando che con subfig si affianchino e si affianchiono senza bisogno di ulteriori spazi tipo \qquad. Sicuramente l’ambiente table forma una unica scatola che non potrà mai spezzarsi fra due pagine, dovune LaTeX decida di mettarla sarà sempre un blocco unico.

                                  Allora i conti sulle dita: hai in totale 20 colonne, ognuna, compresi gli spazi ai suoi lati, occupa 12pt più la larghezza del suo contenuto; supponiamo che il contenuto sia vuoto in tutte le celle; la larghezza totale delle due tabelle affiancate sarà dunque di almeno 240; siccome le celle non sono vuote, puoi ragionevolmente stimare almeno una larghezza doppia; è un conto prudenziale; infatti le intestazioni delle colonne sono molto più larghe. MA facciamo conto che le due tabelle affiancate occupino in orizzontale 480pt; siccome 3pt fanno 1mm, quello vuol dire che le tabelle da sole (quasi vuote) occupano almeno 480pt diviso per 3pt al mm = 160 mm, cioè l’intera giustezza della pagina se hai dei margini da 25mm. Siccome le celle non sono così strette, ecco che il tutto esce dai bordi della gabbia di stampa e probabilmente fuori della “carta” A4 sulla quale pdfLaTeX crede di star scrivendo.

                                  Mettere \qquad fra le tabelle peggiora le cose, ma table non può spezzarsi fra due pagine.

                                  Allora, siccome i descrittori di colonna delle due tabelle non sono uguali, non puoi nemmeno usare longtable.

                                  Il consiglio di @skevin93 di togliere tutta la filettatura orizzontale, tranne i filetti che separano la riga di intestazione delle colonne, e tutta la filettatura verticale è molto valido. Però correggi i vari \multicolumn delle celle di intestazione (se togli la filettatura verticali devi togliere al filettatura anche dai descrittori di \multicolumn, ma se lasci la filettatura verticale, nei descritto dei descrittori di colonna di tutti i \multicolumn, tranne il primo, devi togliere il filetto di sinistra, che è già stato definito dal descrittore della colonna precedente.

                                  Personalmente ti suggerirei di lasciare perdere subfig e di fare due tabelle distinte, entrambe con l’opzione di posizione [p] perché sono entrambe grandi anche in verticale. Sbizzarrisciti con due didascalie esplicative adatte allo scopo.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,531 al 4,545 (di 11,286 totali)

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