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Nell’inidce non si mettono brani di testo.Se devi mettere un riferimento a “Codice della strada” cresi una \section con l’argomento pari a “Codice della strada”.
Ma l’indice non è fatto per trovare brani di testo.
Devi poter reperire degli articoli o dei commi del codice della strada? Li introduci con \paragraph o \subparagraph, ma ne metti solo il titolo, non l’intero testo. Ricorda che \paragraph e \subparagraph non mettono niente nell’indice; quindi subito dopo il comando devi mettere \addcontentsline aggiustando il primo argomento in modo che non siano a livello di chapter o di section.
Però resto del parere che l’uso che vuoi fare dell’indice generale sia piuttosto improprio e tipograficamente riprovevole; prendi in considerazioni altre soluzioni. A me verrebbe in mente una specie di glossario dove la voce da elencare sia per esempio “Codice della strada: arti. 154 comma c” che avesse come testo esplicativo il testo del comma c dell’articolo 154, magari accompagnato dalla o dalle pagine in cui si trova commentato. Ma questo “glossario” (con un altro titolo) non è l’indice generale, che ha tutt’altro scopo.
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Be’, certo; prima era una tabella con 9 colonne; ora è una tabella con 5 colonne…Ovviamente non contiene gli stessi dati.
Non usare tabular dentro tabular; non è un errore, perché può servire con certe tabelle complicate; nel tuo caso hai altri mezzi più efficaci per ottenere quello che ottieni in modo arzigogolato con i tabular annidati. Ti ho già suggerito come fare nel precedente messaggio.Comunque ti ricordo che le unità di misura nelle intestazioni delle colonne e delle righe non devono essere scritte fra parentesi quadre (è concettualmente sbagliato) ma fra parentesi tonde.
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Dunque devi sottomettere (sic) un articolo ad una rivista che richiede lo stile bibliografico Vancouver, che è uno stile puramente numerico; inoltre lo vuole con gli articoli non in ordine di citazione e non in ordine alfabetico. Ivan ti ha detto come fare, ma non sei soddisfatto e chiedi se ci sono altri stili per fare la cosa che vuoi tu; dici anche che gli stili bibliografici di Elsevier consentono quegli stili.Ma se la tua rivista vuole Vancouver, devi usare Vancouver; ti garantisco che se non lo fai, l’articolo che sottoponi alla rivista viene rigettato immediatamente, sia pure per un dettaglio estetico, che non ha nulla a che vedere con il contenuto. Il fatto che loro vogliano lo stile Vancouver, probabilmente, non dipende solo dal tipo di citazione numerico, ma anche dalla formattazione dei vari campi e dal loro ordine in ogni tipo di pubblicazione gestibile con quello stile. Ho scritto articoli scientifici per molte riviste e so quello che dico; non ci vuole niente ad adattare la prosa ad uno stile puramente numerico, anzi è più facile che non scegliere la prosa in base al tipo di citazione nome-anno, colo nome libero e l’anno fra parentesi, o tutto fra parentesi, o citando solo l’autore, o citando solo l’anno, o…
Sei tu che devi sottometterti alle richieste della rivista, e non loro a derogare dalle loro richieste; oppure scegli un’altra rivista.
Per tua consolazione lo stile standard distribuito con bibtex, unsrt.bst, produce la bibliografia in ordine di citazione, non in ordine alfabetico.
Ti ricopio l’inzio del file dello stile bibliografico vancouver.bst:
`%%
%% This `vancouver.bst' bibliographic style file (for LaTeX/BibTeX) is
%% generated with the docstrip utility and modified manually to meet the
%% “Uniform Requirements for Manuscripts Submitted to Biomedical Journals''
%% as published in N Engl J Med 1997;336:309-315.
%% (also known as the Vancouver style)
%% This specification may be found on the web page of the
%% International Committe of Medical Journal Editors:
%%
%% http://www.icmje.org
%%
%%——————————————————————-
%%
%% Copyright 2004 Folkert van der Beek
%%
%% This work may be distributed and/or modified under the
%% conditions of the LaTeX Project Public License, either version 1.3
%% of this license or (at your option) any later version.
%% The latest version of this license is in
%% http://www.latex-project.org/lppl.txt
%% and version 1.3 or later is part of all distributions of LaTeX
%% version 2005/12/01 or later.
%%
%% This work has the LPPL maintenance status `maintained'.
%%
%% The Current Maintainer of this work is Folkert van der Beek.
%%
%% Complaints, suggestions and comments may be sent to
%%
%% Folkert van der Beek
%%
%%——————————————————————-
%%
%% This bibliography style file is intended for texts in ENGLISH
%% This is a numerical citation style, and as such is standard LaTeX.
%% It requires no extra package to interface to the main text.
%% The form of the \bibitem entries is
%% \bibitem{key}…
%% Usage of \cite is as follows:
%% \cite{key} ==>> [#]
%% \cite[chap. 2]{key} ==>> [#, chap. 2]
%% where # is a number determined by the ordering in the reference list.
%% The order in the reference list is that by which the works were originally
%% cited in the text, or that in the database.
`
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Per ottenere l’immagine riflessa il pacchetto graphicx ti mette a disposizione il comando \reflectbox, come si legge nella sottosezione 4.3.1 nella pagina 7 della documentazione di graphicx.Per le altre domande non so cosa risponderti, anche perché mi sembrano acrobazie inutili, voglio dire, acrobazie per le quali io non mi ci metterei per niente al mondo, comunque dispendiose per il tempo che si consuma per fare cose che con qualunque programma di image editing si fanno in pochi minuti; mi viene in mente il programma gratuito GIMP (GNU Image Manipulation Program) disponibile per ogni piattaforma.
Se queste cose ti servono per una “copertina”, falle con un programma adatto alla grafica pubblicitaria, anche se con TiKZ, forse, si potrebbero fare. Lo stesso Peter Wilson, artista tipografo e autore di diversi pacchetti per il sistema TeX, dice che le “title page” è meglio farle con software adatto.
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Sì, ruotandola di 90°, come in questo esempio compilabile:`\documentclass{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern,textcomp}
\usepackage{rotating}\begin{document}
%\begin{table}
\begin{sidewaystable}\small
\begin{tabular}{|l|l|l|l|l|l|l|l|l|}
\hline
\textbf{} & \textbf{tal quale} & \textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}forno \\ 50 gradi 2h\end{tabular}} & \textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}forno\\ 100 °C 1 h\end{tabular}} & \textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}forno \\ 100°C 2h\end{tabular}} & \textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}forno \\ 150°C 15 min\end{tabular}} & \textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}forno \\ 150°C 1h\end{tabular}} & \textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}forno \\ 150 °C 2h\end{tabular}} & \textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}deposizione \\ in temperatura\\ 100 °C2 h\end{tabular}} \\ \hline
\textbf{durezza {[}HV{]}} & 129,75 $\pm$0,5 & 128,75 $\pm$0,96 & 129,25 $\pm$0,96 & 128$\pm$ 2,94 & 137$\pm$ 2,16 & 129,5$\pm$ 1,9 & 121,75 $\pm$2,98 & 149,5 $\pm$0,5 \\ \hline
\textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}lunghezza\\ media\\ delle cricche \\ {[}\textmu m{]}\end{tabular}} & 11,15$\pm$ 4,17 & 15,09 $\pm$5,08 & 13,75$\pm$6,9 & 11,09$\pm$ 6,05 & 19,61$\pm$ 8,48 & 16,73 $\pm$10,07 & 14,81 $\pm$8,13 & 12,9$\pm$ 6,91 \\ \hline
\textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}numero di \\ cricche\end{tabular}} & 11 & 24 & 35 & 11 & 10 & 5 & 23 & 45 \\ \hline
\textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}frequenza \\ di occorrenza\\ cricche{[}\%{]}\end{tabular}} & 0,372 & 0,769 & 0,713 & 0,641 & 0,873 & 0,699 & 0,983 & 0,547 \\ \hline
\textbf{\begin{tabular}[c]{@{}l@{}}porosità\\ percentuale\end{tabular}} & \textbackslash & \textbackslash & \textbackslash & \textbackslash & \textbackslash & \textbackslash & \textbackslash & \textbackslash \\ \hline
\end{tabular}
\caption{Tabella unificatrice di tutti i dati}
\label{generale}
\end{sidewaystable}
%\end{table}
\end{document}`Se hai bisogno di modifiche, leggiti la documentazione del pacchetto rotating.Questo è ul tipico esempio di una tabella che starebbe in una pagina se scambiassi le righe con le colonne. inoltre il codice sarebbe molto più leggibile se usassi il pacchetto array e i suoi nuovi descrittori di colonne, in particolare [tt]m{…}[/tt] senza mettere dei tebular dentro le celle di un altro tabular.
Comunque anche così, e con il font \small si riesce a far stare il tutto dentro una pagina.
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`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
% !BIB TS-program = biber\documentclass{book}
\begin{filecontents}{temp.bib}
@book{foo,
author={Mario Rossi},
title = {Storia d'Italia},
year = {2014}}
\end{filecontents}\usepackage[backend=biber]{biblatex}
\addbibresource{temp.bib}\begin{document}
\cite{foo}
\printbibliography
\end{document}`Questo codice funziona perfettamente; in effetti nel tuo file c’era bibtex al posto di biber e c’era un apostrofo/virgoletta alta aperta, (codice esadecimale unicode 2019, mi pare)come apostrofo di d’Italia.
No, usando pdflatex le trascizioni verbatim di file (come fa quando esegue il contento di filecontents) non hanno luogo con la codifica unicose o la transcodifica utf8; ammesso che funzioni, sarebeb forse lecito farlo con xelatex o lualatex, ma certamante non con pdflatex che gestisce solo font codificati con 8 bit (solo 256 glifi con indirizzi da 0 a 255).Ricordati che nel tuo esempio minimo la bibliografia appare nella pagina 3, non nella pagina 1.
4 Maggio 2015 alle 15:51 in risposta a: BibTex, Biblatex, Biber, quali e come si installano? #101437::Mugen” post=101269Infatti non trovo nessun comando \latexe scritto da me, è un mistero…
Mi sono rassegnato momentaneamente a inserire tutta la bibliografia all’interno del file .tex dell’articolo, che genera lui il file .bib.
Tuttavia sto verificando che il comando \nocite{*} non funziona con il metodo che si basa su
`\begin{filecontents*}{bibtesi.bib}`
Sbaglio ( stranamente 😀 ) qualcosa oppure c’è un metodo alternativo per scrivere tutti i testi che ho aggiunto nonostante che non siano citati nell’articolo?Se nella tua cartella già esiste il file bibtesi.bib perché lo riscrivi mediante il contenuto dell’ambiente filecontentes?
Questo ambiente serve per allegare un file non standard ad un main file da spedire ad altri; quando gli altri compilano il main file (su un’altra macchina, magari con un altro sistema operativo e magari un’altra distribuzione del sistema TeX) pdflatex provvede a trascrive il contenuto dell’ambiente in modo verbato in un file il cuoi nome compare nell’argomento del comando di apertura. In teoria (e per quel che mi risulta, anche in pratica) il file non viene riscritto se esiste già nella stessa cartella.
Nel file blg che hai allegato si parla di overwriting del file .bib. Non deve succedere.
Non riesco a capire quali pasticci hai combinato, ma certamente comincerei con il togliere quel filecontents tutto intero, che a te non serve assolutamente a niente.
::Linpassiont75″ post=101276Personalmente non lo uso! Ho provato lix, ma personalmente una volta presa mano cvon texstudio si molto bene.
LaTeXilla non mi entusiasma; l’avevo installato su un Ubuntu virtuale e l’ho provato, ma l’ho disinstallato.
Per altro non confondere un qualsiasi LaTeX friendly shell editor, come LaTeXilla, Kile, TeXstudio, TeXworks, emacs+auctex, eccetera con LyX; quest’ultimo definisce se stesso come WYSIWYM (what you see is what you mean) ma fa di tutto per far sembrare la finestra di editing come una pagina composta con LaTeX, ma per farlo deve usare moduli di interfaccia per ogni pacchetto non obbligatorio di LaTeX; risultato ti mette i bastoni fra le ruote illudendoti che quello che comporrai con LaTeX sarà proprio quello che vedi sullo schermo, ma non è vero; in compenso ti rende difficile usare pacchetti non obbligatori, cioè circa 3000 pacchetti che fanno capo alla distribuzione TeXLive. Invece con un “volgare” shell editor puoi fare quello che vuoi senza bastoni fra le ruote.
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LE DISTRIBUZIONI GRATUITE SONO SOLO TEXLIVE E MIKTEX; quest’ultima funziona solo con i sistemi operativi Windows; quindi su Linux non ti resta che TeXLive.
Mi sbaglio o Slackware presuma che esista ancora solo teTeX?
teTeX è stata assorbita da TeXLive e come tale, cioè come teTeX non è più mantenuta attiva dal 2005 (ultimo anno in cui era aggiornata).Vedi tu…:smile:
4 Maggio 2015 alle 7:40 in risposta a: Problemi nella modifica del modello di tesi di laurea #101486::Dennis” post=101262OldClaudio, forse non hai letto l’ultimissima modifica al messaggio, ma si, era da compilare com biber e non con bibtex come facevo.
Per quanto riguarda l’interlinea non puoi che trovarmi totalmente daccordo, ma purtroppo è la prof di questo mio amico che li vuole così, io mi limito semplicemente a fare il favore al mio amico (grosso favore direi visto che evito che scriva in Worde devi vedere che bellissimo frontespizio era venuto fuori )Se guardi le date, ore, minuti della tua modifica e del mio messaggio, vedi che c’è una differenza di 6 minuti; io ho inviato il messaggio 6 minuti prima della tua modifica.:wink:
3 Maggio 2015 alle 21:47 in risposta a: Problemi nella modifica del modello di tesi di laurea #101484::Dennis” post=101260
Allora devi per forza postare un esempio minimo compilabile che riproduca il tuo errore, altrimenti non saprei proprio come aiutarti.
Ho provato a compilare la bibliografia con da Strumenti -> Bibliografia e mi da questo log
`Processo avviato: “C:/texlive/2014/bin/win32/bibtex.exe” “Tesi”This is BibTeX, Version 0.99d (TeX Live 2014/W32TeX)
The top-level auxiliary file: Tesi.aux
I found no \citation commands—while reading file Tesi.aux
I found no \bibdata command—while reading file Tesi.aux
I found no \bibstyle command—while reading file Tesi.aux
(There were 3 error messages)Il processo è terminato con uno o più errori`
Io non ho assolutamente toccato nulla, a parte le (brutte) modifiche ai marginiBe’, i messaggi d’errore sono piuttosto espoliciti; bibtex non torva nel file aux nessun elemento che gli permetta di estrarre qualcosa dal database bibliografico; non trova nessun dato per la bibliografia e non trova il comando \bibstyle che specifica quale stile bibliografico usare. In queste condizioni come fa a produrre una bibliografia?
Evidentemente o hai commentato qualche cosa o hai modificato pesantemente il file sorgente che stai collaudando (i margini e la spaziatura di una riga e mezza sono orrendi, ma in questo caso della bibliografia sono innocenti.
Controlla bene che il file aux contenga delle citazioni, oppure aggiungi prima di stampare la biblografia c il comando \nocite{*} che consente di estrarre tutti i dati bibliografici dal database.
Inoltre: sei sicuro che il modello di tesi di Pantieri contenga le istruzioni necessarie per usare biblatex con il motore bibtex? Io non uso mai quel modello, ma mi pare che Lorenzo sia affezionato a biblatex e biber.
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Fine maggio o inizio giugno. Almeno gli anni passati era così.Plan for TeX Live 2015:
13mar: sources committed, builds begin.
10apr: tlnet (and TL’14) frozen, tlpretest starts, CTAN updates continue there.
8may: complete code freeze for final build.
15may: final updates from CTAN, final doc tweaks.
22may: deliver TL image for TeX Collection packaging/testing.
5jun: deliver TeX Collection DVD image for manufacturing.
12jun: public release (also of MacTeX).
July?: delivery of DVDs to members.::
Ci sono molti modi, tutti più o meno semplici ma non “spontanei”; per esempio:`
\bigskip\hrule\bigskip
testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo.
\bigskip\hrule\bigskip
`Oppure usando i pacchetti tabularx e booktabs:`
\begin{flushleft}
\begin{tabularx}{\linewidth}{@{}X@{}}
\toprule
~\tabularnewline[\bigskipamount]
testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo
\tabularnewline[\bigskipamount]
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{flushleft}`e via di questo passo con altri trucchettini del genere.Il comando che genera una riga orizzontale fuori delle tabelle è \hrule e può essere usato solo in modo verticale; il suo spessore predefinito è di 0,4pt, cioè poco più di un decimo di millimetro; sarebbe possibile specificare spessori maggiori, ma poi, se si esagera con lo spessore, il testo così evidenziato diventa un necrologio.
Con i filetti per le tabelle definiti dal pacchetto booktabs, \toprule e \bottomrule sono leggermente più neri, ma si possono usare solo all’interno delle tabelle.
L’ambiente flushleft serve per comporre testo in bandiera evidenziandolo con uno spazio verticale prima e dopo l’ambiente; in questo caso che sia o non sia in bandiera non ha importanza perché cotniene una tabella, ma nessuno ti impedirebbe di usare direttamente del testo.
\L’ambiente tabularx serve per comporre una tabella di larghezza specificata e per usare il descrittore di colonna X, cioè per usare una colonna che si allarga da sola quanto basta perché la tabella sia larga quanto specificato; i “comandi” @{} servono per mettere a sinistra e a destra dell’unica colonna degli spazi intercolonna nulli; Se vuoi vedere che cosa succede, prova a toglierli e vedrai che i filetti sono larghi quanto specificato, ma il testo nella colonna ha un lieve rientro sia a destra sia a sinistra.
\linewidth è la giustezza corrente: se componi il documento ad una colonna, coincide con \textwidth; se componi il testo a due colonne, esso coincide con \columnwidth.
Tranne l’uso dei due pacchetti che ti ho indicato, tutto il resto è LaTeX di base; tanto epr farmi un po’ di réclame, ti suggerisco di scaricare la guida tematica, qui sopra dalla sezione Documentazione, intitolata Il LaTeX Reference Manual commentato che è l’ABC di LaTeX scritto dal suo Papà leslie lamport, che mi sono permesso di tradurre liberamente in italiano; il “liberamente” sta ad indicare che vi ho inserito una quantità di commenti personali che nelle mie intenzioni servirebbero per aggiornare quella guida del 1994 che dopo più di 20 anni di onorato servizio mostra un po’ la sua età; secondo me continua ad essere l’ABC che dovrebbe essere sempre a portata di mano di chiunque usi LaTeX. Ammetto che il “secondo me” dipende dal fatto che uso LaTeX da circa 30 anni e che me lo sono imparato da solo perché allora quella guida non c’era (c’era l’edizione del 1985 che si riferiva all’obsoleto LaTeX209); quindi quando è apparsa l’edizione relativa al LaTeX2e che si usa ancora oggi, per me è stata una benedizione e ci sono rimasto affezionato.
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