OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,636 al 4,650 (di 11,286 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: BibTex, Biblatex, Biber, quali e come si installano? #101431
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::

      Se interrompo il processo e provo a riavviare PdfLatex mi riporta quanto segue nella casella Error

      provaoldclaudio2.bbl
      12
      Undefined control sequence.
      l.12 …ri, Scrivere la tesi di laurea con \latexe
      ~(3).

      Il comando \latexe (seguito o non seguito da ~3) non esiste; per scrivere il logo di LaTeX2e, bisogna usare la macro \LaTeXe.

      Non so dove tu abbia beccato quella macro inesistente o dove tu l’abbia scritta; nel testo che to ho allegato io non c’era niente del genere. Forse in qualche record bibliografico? Se nel recrod bibliografico hai scritto correttemente \LaTeX oppure \LaTeXe, racchiudilo fra graffe, perché bibtex trasforma tutto in minuscolo ciò che non considera iniziali di periodo, di nomi, di cognomi e altre poche cose.

      in risposta a: BibTex, Biblatex, Biber, quali e come si installano? #101424
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Ora è troppo tardi (2 maggio alle 01.10) per lavorare sul tuo esempio; tuttavia noto che:

        1) usi l’ambiente frontmatter; di per sé non sarebbe vietato usare una dichiarazione come ambiente, ma in questo caso direi che non è mica tanto conveniente; è molto più pulito dare il comando \frontmatter all’inizio e \mainmatter qaundo comincia la parte principale dell’articolo; è vero che la classe elsarticle potrebbe funzionare diversamente, ma in generale evita di usare i nomi delle dichiarazioni come se fossero nomi di ambiente.

        Specifichi due volete il comando bibliographystyle con due stili diversi Il primo corrente, il secondo obsoleto, stando a quanto dice il sito della Elsevier.
        O usi l’uno o unsi l’altro, non puoi usarli entrambi. In questo caso poi potresti generare dei conflitti.

        Questa mattina (2 maggio alle 09.15) riprendo il messaggio con i risultati delle mie prove. Quello che ho scritto ieri sera era corretto; e ho trovato ancora solo il comandi \printbibliography che non ci vuole proprio quando si usa bibtex e uno degli stili .bst senza ulteriorri pacchetti .sty per gestire le bibliografie. (Certo usando biblatex, non ci sarebbero da usare gli stili .bst, si potrebbero gestire bibliografie in “full UTF-8, quindi anche con alfabeti diversi, si potrebbero fare cose meravigliose, ma se Elsevier raccomanda i suoi stili .bst e di usare bibtex per estrarre i dati dal dabase bibliografico, vuol dire che a loro va bene così). Dunque, tolti i commenti del template che distraggono; tolta la doppia chiamata a graphicx, tolto \printbibliography, tolta l’ultima invocazione a bibstyle, il codice restante è il seguente:`\documentclass[review]{elsarticle}

        \usepackage{lineno,hyperref}
        \modulolinenumbers[5]

        \journal{Journal of \LaTeX\ Templates}

        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage{graphicx}
        \usepackage{booktabs}

        %% `Elsevier LaTeX' style
        \bibliographystyle{elsarticle-num}
        %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%

        \begin{document}

        \begin{frontmatter}

        \title{Io sono il titolo dell'articolo, un gran bell'articolo}

        %% Group authors per affiliation:
        \address[mymainaddress]{Department of Architecture, Roma Tre University, Largo Giovanni Marzi 10, 00153 Rome, Italy}
        \fntext[myfootnote]{Degree Student, Faculty of Architecture.}

        %% or include affiliations in footnotes:
        \author[mymainaddress]{Pingu}

        \author[mymainaddress]{La pimpa\corref{mycorrespondingauthor}}
        \cortext[mycorrespondingauthor]{Researcher of Building Physics and Lighting Design.}

        \begin{abstract}
        Io sono il corpo dell'articolo, che bello!
        \end{abstract}
        \begin{keyword}
        Chiavi generiche, blabla
        \end{keyword}

        \end{frontmatter}

        \section{Introduction}

        The house is wonderful

        \section{Conclusions}
        Io sono le conclusioni, e tutti vissero felici e contenti

        \bibliography{bibtesi}
        \nocite{*}

        \end{document}`e compila perfettamente con i 4 step, e la bibliografia che avevi allegato diversi messaggi fa, che ho usato come esempio per eseguire le mie prove, funziona benissimo e sebbene il file .tex non contenga nessun comando \cite, la presenza di \nocite{*} fa sì che tutte le voci presenti nel database bibliografico appaiano nella bibliografia.

        in risposta a: Problema disposizione immagini e \includepdf #101456
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          Il tuo codice`Come specificato in precedenza lo sviluppo del progetto è stato articolato dividendo il sistema di cambio in due macroblocchi…

          \begin{figure}[htp]
          \centering
          \includegraphics[scale=0.3]{Assiemetotale}
          \caption{Assieme totale}
          \end{figure}

          \includepdf[pages={1-5},pagecommand={\thispagestyle{plain}}]{Mathcad1.pdf}`impne a LaTeX di fare esattamente quello che tu lamenti che faccia.
          Vediamo se riesco a spiegarti il perché.

          Le opzioni di posizione htp che dai all’ambiente mobile figure, impongono a LaTeX di mettere l’oggetto monile solo “qui, se ci si riesce”, “in testa alla pagina” o, infine, in una pagina di soli oggetti flottanti.

          Ora se anche nella pagina prima degli oggetti inclusi ha già del testo non può usare l’opzione t, anche se ci sarebbe il posto per mettere la figura; resta l’opzione h per la quale LaTeX richiede che la figura non superi in altezza una certa frazione dell’altezza dela gabbia, frazione che è relativamente piccola; siccome dipende da classe a classe, è difficile dire a quanto ammonti, ma si aggira attorno al 30% -siccome si ottiene per differenza non è facile dire quanto valga in realtà perché dipende dalla presenza dei floato in testa e al piede nella stessa pagina e alla frazione minima di testo necessaria in una pagina che contenga anche float. Dunque se il testo è troopo poco o se la figura che vorresti inserire supera la frazione consentita, anche la posizione h rimane fuori gioco. dunque LaTeX non ha altra scelta che metteral in coda e “sputarla fuori” solo dopo che sono state inserite le pagine incluse, dove avrebbe la possibilità di usare ancora le opzioni t e p; ma se dopo le pagine incluse comincia un nuovo capitolo, o se vengono incluse altre pagine, resta agibile solo l’opzione p e così LaTeX mette la figura lì, lontano dal punto dove l’avresti voluta vedere.

          Come fare? Letteracopd ti suggerisce di usare \clearpage; di per se questo comando svuot ala code degli oggetti flottanti, ma questi, comunque vengono posti dove le opzioni di posizione consentirebbero loro, tanne l’opzione h, restano t e p; ma dopo si comincia subito una nuova pagina per inserire le pagine incluse, e allora solo p è valida. Hai; ci siamo daccapo; la figura rimane vicina ma in una paigna a se stante.

          Altre soluzioni da provare:

          1) ridurre le dimensioni della igura da includere;
          2) togliere l’opzione h e mettere l’opzione b;
          3) tra le opzioni di posizione aggiunger l’opzione ! (punto esclamativo)
          4) due delle tre soluzioni precdeenti;
          5) tutte tre le prime tre soluzioni.

          Non è detto che queste 5 soluzioni ti diano soddisfazione; resta un ulteriore soluzione:
          6) non rendere mobile l’oggetto: lo metti dentro un ambiente center e sotto ci metti la didascalia non con \caption ma con il comando \captionof definito dal pacchetto caption (che a questo punto devi assolutamente caricare nel tuo preambolo)

          Non ci sta ancora e si sposta nella pagina successiva? riduci le dimensioni dell’immagine o rassegnati ad avere al figura da sola prima delle paigne incluse usando semplicemente \clearpage.

          in risposta a: [RISOLTO] Parentesi quadre in text mode #101448
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::

            martina_etabeta” post=101216questo dunque è giusto:

            $\lb \text{write} \rb$=$\lambda \text{x} \in D. [\lambda \text{y} \in D . \text{y writes x}]$

            ? o sono comunque uscita e entrata troppo dal modo matematico?

            grazie

            Martina

            Sono un po’ suonato dopo un lungo viaggio, ma perché entri ed esci dal modo matematico?
            `questo dunque è giusto:
            \[
            \lb \text{write} \rb = \lambda \text{x} \in D. [\lambda \text{y} \in D . \text{y writes x}]
            \]
            o sono comunque uscita e entrata troppo dal modo matematico?`Ho usato il tuo testo per simulare il testo precedente e quello seguenta la formula che ho messo fuori testo senza bisogno di usare nessun comando di a capo([tt]\\[/tt])

            L’altra domande sulle “tabulature” non si capisce. Spiegati meglio e tanto per usare una terminologia che si capisca forse non ti farebbe male leggere un buona guida in italiano, per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX dove, nel capitolo sulle tabelle, probailmente trovi anche la risposta al tuo quesito.

            Se invece con tabulature intendi le tabulazioni come le otterresti usando il tasto “tab” su una vecchia macchia da scrivere, l’ambiente che ti serve si chiama tabbing, ma è un ambiente fragile e si ottengono risultati decisamente migliori creando tabelle senza filetti che contornino le varie celle, eventualmente usando longtable se fosse il caso di spezzare la tabelle a cavallo di un fine pagine.

            Siccome non ho capito la domanda è probabile che quanto ho scritto qui sopra siano cose senza senso per il tuo problema. Tuttavia scarica L’Arte e tienitela sempre a portata di mano.

            in risposta a: [RISOLTO] Parentesi quadre in text mode #101442
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Be’, ‘x’ è una lettera, \times è l’operatore di moltiplicazione e non è proprio uguale ad una ‘x’.

              In modo testo non lasciare spazi prima del punto fermo o prima di qualunque segno di interpunzione, almeno se scrivi in italiano o in inglese.

              Non c’entra niente con le quadre che ti danno errore, ma ricordati sempre di mettere in modo matematico ciò che è matematica e in modo testo ciò che è testo; sono due codici di scrittura molti diversi, con regole “ortografiche e sintattiche” molto diverse; queste vogliono di conseguenza regole tipografiche diverse e LaTeX sa come farlo se non lo imbrogli dicendogli che qualcosa è matematica mo non lo è o se qualcosa è testo ma non lo è.

              in risposta a: numerazione pagine #12523
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Era esattamente quello che volevo che trovassi da sola. 🙂

                Come dice quella famosa massima, ad un affamato non regalare un pesce, ma regalagli una canna da pesca e insegnagli a pescare, io cerco di dare gli strumenti, non la soluzione; qualche volta do la soluzione perché anche con gli strumenti bisogna usare la teoria in modo “creativo”.

                Sono contento che tu abbia trovato al soluzione in fretta e ti ringrazio per averla comunicata agli altri lettori del forum; cosa che, ahimé, non succede spesso.

                Brava!

                in risposta a: BibTex, Biblatex, Biber, quali e come si installano? #101417
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  continui a non capire; perdonami ma nell’Arte è chiarissimo; il file .bib chiamalo come ti pare, per esempio bibliografia.bib; il file deve contenere quel’insieme di record bibliografici del tipo di quelli che hai scritto tu nel messaggio precedente; salvalo nella stessa cartella dove si trova il tuo main.tex.

                  Il file .bst, come dice l’estensione (bst –> Bibliography STyle), contiene le regole di composizione secondo lo stile di elsevier-num; Al massimo, per il sorting, contiene l’ordine delle lettere per l’alfabetizzazione se nei record ci sono dei carattere diversi da quello ASCII, ma il grosso del file serve per dire come comporre il o i nomi degli autori, in che font scrivere il titolo del libro, se mettere il titolo dell’articolo fra virgolette alte inglesi o virgolette “caporali” francesi e italiane, e altre cose del genere.

                  Esegui pdflatex una prima volta e la compilazione crea il file .aux con le chiavi delle citazioni; con TeXworks seleziona bibtex ed eseguilo, con il che bibtex legge il file aux e il file .bib, estrae dal file .bib solo l record dei lavori citati, li scrive in base al file .bst specificato questi dati in un file .bbl che, oltre a cose sue, contiene sostanzialmente l’ambiente thebibliography già bell’e pronto. Esegui pdflatex due volte; la prima volta viene composta anche la bibliografia, ma non vengono ancora sistemate le citazioni; queste invece vengono sistemate con al seconda esecuzione di pdflatex.

                  LAtex è un linguaggio strano anche per un informatico; l’interprete del linguaggio e le sue funzionalità native sono strane anche loro; essere un informatico forse aiuta, ma non è una condizione necessaria, tant’è che ci sono fior di latinisti, grecisti, e altri umanisti che lo usano. Non te la prendere; chi più chi meno, abbiamo fatto tutti questi errori; non della vecchia guardia non avevamo né il forum né librri o guide di nessun genere ma siamo riusciti a imparare lo stesso questo strano sistema; non perderti d’animo: ci riuscirai anche tu, ma devi prenderci una certa pratica.

                  in risposta a: BibTex, Biblatex, Biber, quali e come si installano? #101415
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Idee ben confuse; se leggessi la guida L’Arte di scrivere con LaTeX troveresti le rispsote a tutte le tue domande.

                    Generare la bibliografia con uno stile o con un altro richiede:
                    1) di creare un database bibliografico con l’estensione .bib (vedi L’Arte)
                    2a) di caricare il pacchetto biblatex specificando nelle sue opzioni lo stile che vuoi e il motore di estrazione che preferisci (vedi L’Arte)
                    2b) in alternativa di non caricare biblatex, ma di caricare uno stile bibliografico e sono sicuro che Elsevier ne ha uno (vedi L’Arte)
                    3) di eseguire il programma di estrazione dei riferimenti bibliografico dal database bibliografico (bibtex oppure biber) (vedi L’Arte)
                    4) di eseguire la compilazione del tuo documento in quattro tempi: pdflatex, biber o bibtex, pdflatex, pdflata (vedi L’Arte)

                    Evidentemente sono stato molto conciso, ma in quelle righe c’è scritto essenzialmente tutto; i dettagli e le spiegazioni che ti permettono di capire meglio il meccanismo si trovano nell’Arte, che puoi scaricare liberamente dalla sezione documentazione di questo sito; c’è un intero capitolo sulla bibliografia.

                    in risposta a: numerazione pagine #12521
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      Se hai letto con attenzione i messaggi precedenti, si riferiscono alle pagine in stile plain come quella iniziale dei capitoli. Non si riferiscono a tutte le pagine in tutti gli stili. Enrico, poi nel suo ultimo messaggio dice chiaramente che la soluzione consiste nell’usare il pacchetto fancyhdr con il quale puoi definire o ridefinire tutti gli stili di pagina mettendo ogni genere di informazione dove ti pare più opportuno. Non è cosa breve da dire qui nella risposta, ma se leggi la documentazione di fancyhdr hai anche numerosi esempi. Per leggere la documentazione di fancyhdr ti basta aprire un terminale o prompt dei comandi; ci scrivi dentro texdoc fancyhdr premi il tasto invio e leggi.

                      in risposta a: [Risolto] Domande varie, spaziatura #101389
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Benvenuto sul forum; ricordati che per avere risposte sensate è meglio se scrivi un messaggio distinto per ogni topic.

                        Vediamo se riesco a risponderti:

                        1) LA domanda è quasi incomprensibile se non ci fosse l’esempio; La domanda è come faccio abloccare la posizione di una figura perché resti fra due capoversi? (in italiano il paragraph inglese si chiama capoverso). Semplice non lo si mette in un ambiente mobile come è l’ambiente figure, ma tutto sta a vedere se con la classe article di Elsevier riesci a caricare altri pacchetti; per esempio il pacchetto caption definisce il comando \captionof, con il quale potresti scrivere`\begin{center}
                        \includegraphics[…]{…}
                        \captionof{figure}{didascalia}
                        \end{center}` e la figura ti resta lì e non si muove. Alternativamante potresti usare il parametro di posizione h, ma non da solo, sempre accompagnato da un altro parametro, per esempio ht; vedi la domanda successiva

                        2) che senso ha `\begin{table}[h]
                        \begin{tabular}{…}
                        `; ha il senso che tabula crea la tabella e tabe la rende mobile con il parametro di posizione h; questa sintassi è sbagliata nel sneso che se la tabelle lì, proprio lì, non ci stesse, rimane in coda e blocca tutte le altre eventuali tabelle e viene composta solo alla fine dell’articolo. o non metti [h], oppure metti [ht] o con altre scelte, ma sempre senza lasciare h da solo.
                        Contemporaneamente il codice che hai trovto in rete per comporre tblele in LaTeX, se vuoi usalo pure, ma poi correggi il codice epr togliere gli h isolati e eventuali altre personalizzazioni di quel codice; la scelta migliore sarebbe di non usare quel programma esterno; non ne vale la pena; non è vero che risparmieresti tempo, ne consumeresti non poco a correggere il codice che non va; e scrivere codice LaTeX direttamente, dopo la seconda tabella che componi diventa una cosa semplice (sebbene le tabelle siano state da sempre cose relativamante complicate).

                        3) È normale che ti vengano dei punti interrogativi; i riferimenti incrociti prodotti con \label e \ref vanno a posto da soli dopo due compilazioni. Durante al prima vengono scritte le informazioni necessarie in un file ausiliario di servizio; nella seconda il file ausiliario viene letto e le informazioni vengono usate.

                        4) Usare \resizebox è sempre possibile, ma a ragion veduta; nel tuo caso direi che non sia adeguato: perché vuoi una tabella larga \textwidth, se la tabella da sola sarebbe più stretta della giustezza? Stai componendo a due colonne (come sono generalmente gli articoli) o ad una sola colonna? Se la tabella ti stesse in una colonna, perché la vuoi mettere a giustezza piena?
                        In ogni caso per mettere una tabella a giustezza piena in un testo a due colonne devi usare l’ambiente table*, il quale non accetta il codice di posizione h; per scalare una tabella alla giustezza di una colonna devi usare \columnwidth, non \textwidth e va bene table, non table*. Quindi decidi come vuoi comporre, se a giustezza piena non usare \resizebox e usa table*, se a giustezza della colonna puoi usare \resizebox, ma devi specificare \columnwidth.

                        Ci sarebbe un modo per modificare l’altezza delle celle, ma non te lo consiglio con la particolare tabella che hai mostrato; inoltre di solito il metodo serve per aumentare, non diminuire l’altezza delle celle.

                        Spero di essere stato di aiuto; ma ricordati che il forum è sempre qui…

                        in risposta a: Rivista #101337
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          E un articolo per il Meeting di ottobre 2015?…

                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::


                            Certo:`\newcommand\client{\textit{client}\xspace}`Richiede il pacchetto xspace che mette automaticamente uno spazio dopo la macro se non è seguita da un comando diverso (lo spazio alla fine delle macro viene inghiottito dall’interprete. Lo stesso poi fare con le altre parole chiave.metti queste definizioni nel preambolo e le sui nel testo.

                            in risposta a: Problema con bibliografia! #101345
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::


                              Mi spiace per il collega, che tra l’altro dovrebbe conoscermi benissimo; ma la citazione è incompleta secondo al legge; ti ho dato i riferimenti delle norme UNI e delle norme ISO; in biblioteca centrale dovresti trovarle.
                              Magari digli: “L’autore di toptesi, che è stato suo collega prima di andare in pensione, mi fa notare che…”. Lui dovrebbe sapere come contattarmi.

                              in risposta a: citazioni latine #101323
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::

                                letteracdp” post=101093

                                Io ho dovuto generare speso numeri casuali, ma mi sono guardato bene di usare qualunque cosa che usi l’aritmetica interna di TeX; in questo caso, dove il numero casuale non è determinate, anche lcd può bastare, ma in altri contesti preferisco ricorrere ad un programma esterno e a generare i numeri casuali con un programma serio di matematica […]

                                Qui, ripeto, tiro a indovinare senza saperlo con certezza, ma penso (o per lo meno: mi sembra logico pensare) che la primitiva [tt]\pdfuniformdeviate[/tt] di pdfTeX sia implementata usando funzioni di libreria “allo stato dell’arte”, e che quindi ritorni interi pseudo-casuali di qualità paragonabile a quella ritornata da altri programmi, i quali, presumibilmente, usano le medesime librerie.

                                No, sicuramente l’algoritmo usato da lcg non è preso da funzioni di libreria, perché comunque anche pdftex di cui quel comando è un comando nativo, non può essere lo stesso identico di programmi che lavorano in floating point e con almeno 64 bit di lunghezza di parola; pdftex lavora in aritmetica intera a 32bit, che cerca di simulare i numeri fratti assumendo che i 16 bit meno significativi rappresentino la parte fratta; quindi è una aritmetica binaria a virgola fissa, l’equivalente di un numero decimale con 5 cifre prima e cinque cifre dopo la virgola fissa; e lavorando a virgola fissa puoi disquisire sull’errore assolto che pioi accumulare sui bit meno significativi, ma non puoi parlare di precisione relativa dei calcoli; non puoi dire che disponi di 10 cifre decimali significative, perché gli zeri a sinistra non contano; in floting point puoi parlare di precisione relativa e di cifre significative e le cifre della cosiddetta mantissa, sono tutte significative; ovviamente accumulando calcoli su numeri già frutto di calcoli, la precisione relativa diminuisce, ma ne è stimabile il degrado; con la virgola fisse tutto ciò è impossibile, specialmente lavorando con numeri piccoli. Se ne accenna nella documentazione di lcg con un generico richiamo all’aritmetica interna di TeX e del numero massimo di bit per ogni parola che si possono usare, oltre che mediante la specificazione dell’intervallo massimo in cui può cadere la differenza fra il minimo numero e il massimo numero del range intero dentro il quale eseguire l’estrazione dei numeri casuali.

                                Ma, come dici tu, e come ho notato anch’io, lo scopo di estrazione casuale di stringhe di parole latine da un database con pochi dati (20 nel tuo esempio), per giunta senza escludere estrazioni identiche, è perfettamente adeguato; quindi il codice LaTeX che hai proposto va benissimo per questo scopo.

                                Claudio

                                in risposta a: Problema texworks #101289
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::

                                  Paccio” post=101092Grazie prof. Gregorio. Molto chiaro.

                                  Mi fa piacere che ringrazi Enrico Gregorio, perché è veramente una colonna portante; solo che non si chiama Claudio e non è vecchio.:smile:

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,636 al 4,650 (di 11,286 totali)

                                Go to top▲