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Certo ne è venuta fuori un’etichetta piuttosto scarna; tuttavia perché hai messo ]euro dentro una \mbox? questa è del tutto inutile; cancella \mbox con le sue graffe e vedrai che ottieni lo stesso risultato. Ma almeno il codice è più pulito e quindi più bello.Scomodare tikz per un disegno così semplice mi sembra un’esagerazione; avresti potuto ottenere lo stesso risultato con l’ambiente picture.
Invece, se ci metti degli ornamenti, potresti ottenere qualcosa di più attraente e allora tikz potrebbe essere indispensabile. Leggiti bene la guida di tikz; è vastissima, ma io comincerei a cercare nell’indice analitico la parola “ornaments”.
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Continui a dire: “ho installato…”.
Mi lascia perplesso questa tua informazione.
Se tu hai TeX Live, come mi pare di avere capito, hai già installato tutti i pacchetti esistenti per l’uso di LaTeX; non devi installare nient’altro.
Certo, se hai installato solo una versione di base, abbondantemente incompleta, o installi tutto il resto, o in futuro ti ritroverai ad arrampicarti sui vetri tutti i momenti per installare il pacchetto di volta in volta mancante.
Come forse hai letto nella copiosa documentazione, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum, consigliamo sempre di installare la versione completa di TeX Live. Non è per fare récalme a nessuno, ma è la versione da cuinascono tutte le altre disttribuzioni per Mac, Linux e Windows. Solo che questa distribuzione ha un vantaggio e uno svantaggio:a) vantaggio: è aggiornabile, volendo, anche quotidianamente; io aggiorno ogni 7-10 giorni; ogni volta ci trovo alcune decine di pacchetti aggiornati (maggiori funzionalità, meno bug) e una mezza dozzina di pacchetti nuovi.
b) svantaggio: bisogna reinstallare il tutto una volta all’anno, di solito attorno alla metà di marzo; in mancanza l’installazione non è più aggiornabile se non a manno, pacchetto per pacchetto, e talvolta non ci si riesce.
L’installazione dai repository Debian, invece, di default installa una versione ridotta, ma si possono installare da quei repository anche le altre parti per disporre dell’installazione completa; tuttavia (oggi forse le cose sono migliorate,ma non uso più da anni calcolatore con Linux/Debian) bisogna reinstallare il tutto almeno una volta all’anno e non sono aggiornabili con un applicativo chiamato tlmgr, così comodo quando invece s installa TeX Live dall’archivio CTAN.
Suppongo che gli utenti di Linux mi vogliano male quando scrivo queste cose, ma se il nostro massimo esperto a livello nazionale, e grandissimo esperto a livello internazionale, scrive una guida texlive-YEAR_ubuntu (vedi sezione Documentazione di questo sito) per mostrare come sulle macchine dotate di sistema operativo Linux si possa installare TeX Live/CTAN accanto s TeXLive/Debian, vuol dire che non sto inventandomi delle stupidaggini.
::legu” post=121204Buongiorno a tutti! Forse qualcuno mi può aiutare a risolvere questo problema: durante la compilazione della mia edizione critica (con il pacchetto reledmac) l’errore che mi viene segnalato è \edtext outside numbered paragraph, nonostante io abbia usato i comandi \begingroup \beginnumbering e \autopar a inizio testo e \endnumbering \endgroup a fine testo. Il testo è lungo circa 8 pagine e ho inserito senza problemi l’apparato delle prime, poi ha cominciato a essermi segnalato questo errore. Ho provato anche a usare il comando \memorybreak come spiegato dalla documentazione di reledmac (mettendo nel preambolo \newcommand{\memorybreak}{\pausenumbering\resumenumbering} ) ma senza risultati. Sono una completa neofita per cui qualsiasi indicazione può essermi utile. Grazie mille!
Benvenuta nel forum
Non ho esperienza con reledmac, ma la risposta che hai avuto da Maieul, l’autore di reledmac, forse è già di per se esplicativa. Solo che anche lui ti chiede un “code de demonstration”, cioè un esempio minimo compilabile, da preparare secondo le cose scritte in rosso qui sotto.
Nella guida che poi scaricare dal link indicato, come tutte le altre guide predisposte dai soci del GuIT nella sezione Documentazione di questo forum, c’è già scritto il significato delle tre lettere EMC: Esempio Minimo Compilabile. Non si sono problemi rispetto al significatodi “esempio”. Sembra che le persone che allegano un tale esempio non capiscano che cosa vogliano dire le parole “minimo” e “compilabile”. Nel tuo caso, per esempio, il preambolo deve contenere il minimo indispensabile, ma deve comunque iniziare con \documentclass e (detto preambolo) deve finire con \begin{document}; il contenuto da compilare, deve essere fra \begin{document} e \end{document}. senza questi demarcatori il documento non sarebbe compilabile. La qualità di esempio deve essere tale damostrare l’errore che ti si manifesta, quindi prima di allegarlo devi controllare che il file minimale che alleghi faccia esattamente quello che ti succede.
Avendo ridotto il preambolo al minimo indispensabile, direi che esso deve contenere almeno la chiamata al pacchetto reledmac e la definzione dela tua macro \memorybreak; sulla qualeio avrei i miei dubbi, ma, non conoscendo reledmac, non mi permetto di dire nulla; i miei dubbi sono che il codice che quella macro esegue è analogo a quanto succede ad una persona che entra in una stanza buia e accende la luce, la spegne, poi scopre che la stanza è buia…:)
Non conoscendo reledmac, il mio esempio potrebbe essere una completa scemenza 🙁 😮
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LE soluzioni che ti sono state proposte sono valide, ma… con la mia soluzione forse ti puoi trovare meglio Ecco l’esempio che confronta la mia soluzione con quella di @robitex;`\documentclass{article}
\usepackage{tikz}
\usepackage{pict2e}\newcommand\SimboloDiEulero{\ensuremath{\mathop{%
\mbox{\unitlength=1em
\begin{picture}(1,2.5)(0,0.25)\thicklines
\Line(0,0.35)(1,0.35)
\Line(0,0.65)(1,0.65)
\Line(0.5,0)(0.5,1)
\end{picture}}}}}\begin{document}
\[ a \SimboloDiEulero b \]
\bigskip
\[ a\begin{tikzpicture}
\draw[line width=0.12ex] (0,0) — (1.5ex, 0);
\draw[line width=0.12ex] (0, 0.8ex) — (1.5ex, 0.8ex);
\draw[line width=0.12ex] (0.75ex,0.06ex) — (0.75ex,0.794ex);
\end{tikzpicture} b \]\end{document}`Il vantaggio è che il tutto è contenuto dentro la definizione del comando \SimboloDiEulero, a cui puoi cambiare il nome come ti fa comodo; non solo, ma il disegno del simbolo funziona anche in modo matematico come puoi constatare facendoil confronto conla soluzione di @robitex; Ovviamante anche questa soluzione può essere usata invece delamia, basta sostituire dentro la definizione di \SimboloDiEulero tutto l’ambiente picture con tutto l’ambiente tikzpicture,
Se i tratti del simbolo ti sembrano troppo neri puoi sostituire \thicklines con \thinlines o con \linethickness{…} dove al posto dei puntini ci scrivi in unità ex la dimensione che ti pare; non esagerare; 1ex dipende dal corpo, ma non credo che tu voglia ingrandire lo spessore quanto ingrandisci il corpo.Seguendo la strada di picture mi sono definito simboli matematici che non fanno parte delle collezioni di default di LaTeX, come, per esempio, l’integrale principale di Cauchy (in integrale barrato).
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Benvenuto nel forumIl tuo simbolo sembra abbastanza raro; ho consultato il captalogo di tutti i simboli accessibili con LaTeX; il piò simile che ho trovato è \vBarv facente parte dei font stix; credo però che stix si possa usare solo con i programmi di composizione XeLaTeX e LuaLaTeX.
Ti suggerisco di consultare tu stesso quel catalogo perché (confesso) non l’ho consultato per intero. Apri un terminale e dà il comando texdoc symbols-a4; nell’indice generale clicca subito simboli matematici e poi apprezza la varietà dei simboli disponibili.
Altrimenti, sempre usando l’argomento di \mathop puoi disegnare il tuo simbolo usando l’ambiente picture; usa come unità di misura 1em e il disegno di picture cambia automaticamente dimensioni quando usi corpi di diversa grandezza, o anche semplicemente passi dal copro normale matematico a quello dei pedici o apici del rimoodel secondo livello.
Sembra strano che tu abbia bisogno di un simbolo che non compare fra le migliaia contenute nel documeto che ti ho indicato; Sei sicuro che i matematici siano d’accordo che il tuo simbolo faccia parte della loro sterminata collezione di simboli?
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Per pura curiosità, visto che [tt]\applypagestyle{chapter}{empty}[/tt] usa un comando non standard né del nucleo di LaTeX né nei pacchetti di servizio che is trovano nell’albero principale di cartelle di ogni distribuzione del sistema TeX installata sul proprio calcolatore, che classe usi nel tuo documento; che pacchetti insoliti usi. Io ho guardato in tutti i pacchetti e classi che conosco (ovviamente non tutti, perché sono diverse decine di migliaia quelli presenti in una installazione completa) mon non ne ho trovato nessuno che definisca [tt]\applypagestyle[/tt].
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Tutte le cose che hai fotto vanno bene e lo stile empty per il capitolo fa proprio quello che ti avevo detto.Allora se vuoi il numero della pagina anche nella primapagina di ogni capitolo e hai letto la documentazione di fancyhedr hai anche visto che nella pagina nella pagina 12, c’è il paragrafo 11 intitolato Redefining page style plain; leggilo e applicagli le funzionalità di fancyhdr.
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Benvenuto/a @aneres in queso forum.Ti faccio i complimenti, perché nel tuo primo messaggio hai usato il tagging del codice, cosache deve essere fatta sempre,ma che molti ignorano; perciò:Grazie!
Cerco di risponderti per punti.
1) Si i capitoli inseriti con \chaper* e i paragrafi inseriti con \section* non modificano le testatine e i piedini; i modi per evitare che ereditino le caratterisitche del capitoli e dei paragrafi precedenti sono due:
1a) Usi lo stile delle paigne plain; in questo stile nella pagina appare soloil suo numero nel piedino
1b) Se compili con una classe come book, disponi dei comandi \frontmatter, \mainmatter, e \backmatter che sono dei supersezionamenti con i quali modifichi solo certe impostazioni; non scrivi niente; in parole povere il materiale che scrivi fra \frontmatter e \mainmatter non ha i comandi di sezionamento numerati, nonmada nulal nell’indiie generale, ma riempie le estaine con il titolo breve dei comandi \chapter e \section SENZA ASTERISCO, Il difetto, secondo me è che i numeri di pagina sono scritti in tondo minuscolo; sarebbe meglio che fossero in cifre arabe, ma se proprio devono essere romane, che siano maiuscolette minuscole; dovresti riuscire a impostare la pagigna specificando il modo di scrivere la pagina, ma non è facile evitare i trabocchetti. Nella guida Inoduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX è racontato come fare senza usare fancyhdr. Il materiale che scrivi fra \frontmatter ha le sezioi dal capitolo in poi numerate, le pagine sono numerate con cifre arabe. Il materiale che scrivi dopo \backmatter continua la numerazione araba delle pagine, ma la numerazioni dei comandi di sezionamento sono asssenti come nella \frontmater..Per approfondire ti suggerisco una lettura più semplice: Il LaTeX Reference Manual commentato; e con calma senza leggerlo dalla prima all’ultima pagina tieni a portata di mouse la guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; nell’uno e nell’altro l’indice analitico ti permette di arrivare rapidamente a ci`ø che ti interessa. Ma, oserei dire, La prima guida più semplice dovrebbe essere conosciuta in ogni dettaglio, mentre la seconda va in dettagli più sottili e porebbe essere eccessiva con le sue 800 e passa pagine… Entrambe sono liberamente scaricabili dallasezione DOcumentazione di questo forum.
2) la pagina di inizio del capitolo con il numero della pagina nel piedino è il comportamanto di default; non è opportuno che quella pagina iniziale abbia una testatina; infatti ciò che è scritto nella testatina serve epr sfogliare rapidamente il documento, non ti interessa sapere che sei nel capitolo 3 nella pagina inziale del capitolo 3, perché c’è gia scritto nel titolo stesso della stessa pagina. L’alternativa, che piace ad alcuni, è quella di usare uno stile di pagina empty che non usa né testatine né piedino; siccome lo stile plain è hard coded nela definizione di \chapter, per fare diversamente da come LaTeX è preimpostato, si può ma non è alal portata di tutti; se propiolo vuoi fare, rispodi a questo messaggio e ti rivelo questo segreto 😉 😉 😉
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Forse non mi sono spiegato bene; ti ho dato il codice dei comandi \chapter e \section proprio per mostrstrarti che SI POSSONO USARE LE ABBREVIAZIONI, non che NON si possono usare le abbreviazioni.Le tue testatine che contengono solo i numeri sono del tutto inutili. A cosa servono le testatine, quando basterebbe mettere solo il numero della pagina? Un romanzo potrebbe avere il solo numero della pagina nella testatina o nel piedino; Un testo strutturato diviso in cpaitoli numerati e in paragrafi numerati richiede testatine che aiutino a navigare nel testo stampato; stai cercando un argomento e sai che si trova nel capitolo 3? non è un problema aprire il testo al capitolo 3 e poi scorrere le pagine fino al punto dove nella testaina si parla della cosa che stai cercando; leggere la sola testaina risparmia un mucchio di tempo rispetto a leggere tutto il capitolo 3 fino al punto che ti interessa.
È vero; oggi non è un problema con LaTeX costruire un indice analitico; cerchi una “cosa”? vai nell’indice nalitico dove rovi quella “cosa” (se l’indice analitico è ben fatto), e trovi subito la pagina o le pagine dove c’è scritto qualcosa a proposito di quella “cosa”.
Quindi non arrampicarti sui vetri per far stare tre informazioni utili nelle testatine, quando sono troppo lunghe per non sovrapporsi. Se non ci stanno, non ci stanno, e non cè verso di farcele stare, a meno che tu non usi font di corpo talmente piccolo da renderle illeggibili.
Se poi leggi con attenzione la documentazione di fancyhdr, vedi che puoi strutturare anche il piedino con altre tre informazioni, con un totale di 6 informazioni in ogni pagina; quando il documento sia composto con l’opzione twoside, in modo che le pagine destre e sinistre siano affacciate, nello “spread” hai 12 informazioni distinte. Infine se leggi bene quella documentazione vedi che puoi scrivere quelle 12 informazioni (magari non tutte) dentro delle \parbox in modo che siano composte su più righe. Ovviamente devi dimensionare testatina, piedino e blocco del testo in modo che i tre oggetti non si sovrappongano; ma una volta fatte queste operazioni ti puoi permettere titoli alla Wertmuller, ma rendi il documento illeggibile, o, per lo meno, tipograficamente una schifezza.Cerca di documentarti un poco sulla tipografia. Le guide contenute nella sezione Documentazione ti possono aiutare, ma non possono descrivere compiutamente 5 secoli e mezzo di arte tipografica; LaTeX ti consente di comporre bei documenti secondo alcuni principi di arte tipografica,ma ricordati, come sta scritto nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX: “LaTeX non è Word”.
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Non mi è chiaro che cosa significhi KEKW. In questo forum le sigle da smartphone e gruppi social non ono particolarmente apprezzate.Ma @samiel ti dice una cosa molto semplice: configura fancyverb in modo che scriva il titolo del capitolo nelle testatine delle pagine pari, e il titolo del paragrafo in corso all’inizio della pagina nella testatina delle pagine dispari.
Questo è quello che fa la classe book di default; è quello che fa la classe report quando specifichi l’opzione twoside.
Un’altra soluzione, se ci tieni proprio ada avere le testatine tripartire create da fancyhdr, è quella di usare gli argomenti facoltativi dei comandi \chapter e \section; come sai certamente, questi comandi (che chiamo\comando) accettano due argomenti; il primo fra parentesi quadre è facoltativo; il secondo, obbligatorio, è il titolo che viene usato dovunque sia necessario, indice, testatina, titolo vero e proprio della specifica sezione del testo, che sia un capitolo o un paragrafo; dunque,la sintassi, che tu certamente conosci, è la seguente:
\chapter[titolo abbreviato]{titolo lungo}
\section[titolo abbreviato]{titolo lungo}Quindi se fai uso di titoli sufficientemente abbreviati, può essere che non si sovrappongano. Nota che il [titolo abbreviato], evidenziato in rosso, va a finire nell’indice e nell’apposita testatina, che sia quella standard o quella di fancyhdr. Se vuoi ditinguere ciò che va nell’indice da ciò che va nella testatina devi usare un’altra classe o usare \addcontentsline coi suoi argomenti e \marckboth con i suoi argomenti usando i \comandi* asteriscati. Non complicato, ma delicato.
Nella sezione Documentazione di questo forum ci sono guide generali e guide tematiche che puoi scaricare liberamente. Una intitolata Il LaTeX Reference Manual commentato potrebbe esserti utile per conoscere LaTeX in modo più approfondito rispetto al passaparola fra amici.
Il riferimenti di @samile alla Wertmuller, si riferiscono al fatto che i titoli di molti suoi film sono chilometrici, tanto lunghi che “i titoli alla Wertmuler” è diventata una frase fatta per riferirsi a titoli di più di tre parole, comprese le preposizioni e le congiunzioni. 🙂 🙂 🙂
5 Dicembre 2021 alle 15:57 in risposta a: Ingrandire il font di un elemento in una equazione in latex #120656::
Con il piccolo esempio minimo compilabile che ho postato nel pomeriggio, ho aggiunto alle opzioni dei due diagrammi magenta e ciano l’opzione [tt]samples=200[/tt] e i due diagrammi vengono quasi perfetti, nel senso che quello celeste ha qualche lievissiona imperfezione visibile solo se ingrandisci l’immagine a schermo di almeno 10 volte. cerca samples con il visualizzaore di file pdf e lo troverai facilmente, come l’ho trovato io che in 35 anni di uso di LaTeX avrò usato TikZ e pgfplots meno di 10 volte 🙁 🙂
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Il discorso dell’esempio minimo compilable è spiegato qui in calce; qui ti riporto l’esempio che avresti potuto presentare senza nessuno sforzo.`\documentclass{article}
\usepackage{pgfplots,tikz}\begin{document}
\begin{tikzpicture}[scale=1.18]%ASSI
\pgfmathsetmacro{\xmin}{-2}; \pgfmathsetmacro{\xmax}{8};
\pgfmathsetmacro{\ymin}{-10}; \pgfmathsetmacro{\ymax}{4};
\pgfmathsetmacro{\gap}{0};
\draw[->] ( \xmin -\gap -0.25 , 0 ) — ( \xmax +\gap +0.25 , 0 ) node[below]{$x$};
\draw[->] ( 0 , \ymin -\gap – 0.25) — ( 0 , \ymax + \gap + 0.25 ) node{$y$};
\draw[dotted] ( \xmin – \gap +0.1 , \ymin -\gap +0.1) grid ( \xmax + \gap -0.1, \ymax + \gap -0.1);%funzione
\draw[very thick, magenta, smooth, variable=\x, domain=0.001:8] plot( \x, {ln(\x)} );
\draw[very thick, cyan, smooth, variable=\x, domain=0.001:8] plot( \x, {ln(\x*exp(-\x))} );\end{tikzpicture}
\end{document}` Il motivo per il quale ti viene quell’ondulazione nelle due curve dipende dal fatto che la corva è campionata in un numero di punti insofficiente; forse dipende da smooth? non lo so, perché non sono un esperto di tikz e plots. quindi non posso aiutarti; ma plottando da 0.001 a 8, direi che 80 punti dovrebbero essere sufficienti; come si imposti il numero di punti, le devi andare a cercare nella documentazione, molto abbondante, 573 pagine 🙁 🙁 🙁 . Tuttavia l’indice generale e l’indice analitico permettono di trovare rapidamente le informazioni che si cercano, visto che il documento pdf (che apri e leggi con il comando texdoc pgfplots dato in un terminale) è un file pdf con tutti i collegamenti ipertestuali necessari.
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Cinzia, ieri ho provato a risponderti. Il tuo codice era impostato inmodo parziale e la mia risposta non solo non partiva, ma anche il tuo messaggio era sparito. Ne ho informato l’amministratore che ha sistemato le cose e infatti, Ivan ti ha dato un’eccellente soluzione.Riprendo qui parte della risposta che avevo salvato:
Benvenuta @mcinzia in questo forum.
[…]
Attenta; spesso si usano i pennarelli colorati evidenziatori per evidenziare molte cose, tanto che alla fine tutto è colorato; e lo scopo dell’evidenziazione viene perso.[…] ma pensaci bene.
Per carità: non prendere troppo sul serio la frase finale; aveva un senso con le parti omesse. Tuttavia resta la raccomandazione di non evidenziare troppo: che sia colorato, che sia in corsivo, che sia in neretto, che sia in font di corpo maggiore, qualunque cosa si scriva non deve contenere troppe cose evidenziate. Tempo fa un altro utente chiese come evidenziare una formula colorata, dentro un riquadro dal bordo colorato e con uno sfondo colorato; gli trovai una soluzione con i tre diversi colori, perché era divertente e interessante; ho inserito la soluzione in una delle guide tematiche che puoi scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum; ma una cosa è mostrare le potenzialità del sistema TeX, un’altra è quella di esagerare con le evidenziazioni.
In rete si trovano cose interessanti, come le ha trovate Ivan per darti la soluzione; ma ricordati della sezione Documentazione di questo forum, dove ci sono guide per gli utenti italiani, quindi scritte in italiano, che coprono con maggiore o minore profondità quasi tutti i problemi che possono nascere usando LaTeX.
Happy LaTeXing!
26 Novembre 2021 alle 11:37 in risposta a: Cambiare lo spacing prima e dopo i titoli delle sezioni in apa7 #120640::
Ho letto con attenzione la documentazione di apa7.cls. Ho copia-incollato il file shortexample.tex e l’ho compilato. Questo file non ricorre a titlesec, ma è presentato come esempio dello stile del documento.
Ebbene? Ebbene, compilando si produce un errore! Vale a dire che la “cosa” di Weiss è talmente ben fatta che non riesce nemmeno a compilare l’esempio che Weiss stesso indica come esempio presumibilmente compilabile, altrimenti che esempio sarebbe?Allora, potrei andare a vedere che cosa succede dentro apa7.cls per vedere come ridefinisce il comando \subparagraph, quello che titlesec non riesce a gestire. MA non mi sembra il caso; ti suggerisco di passare alla classe book, o, se vuoi avere (molte) possibilità di personalizzazione, puoi provare la classe memoir; mentre book, essendo standard, accetta che siano usati tutti i possibili pacchetti, compreso titlesec, memoir contiene in se le funzionalità di una trentina di pacchetti; ovviamente, con comandi diversi, per non andare in conflitto; siccome memoir fa molto di più di book, la sua documentazione è vastissima, ma mi sembra che con due indici generali e un dettagliatissimo indice analitico, sia abbastanza facile trovare le parti che interessano, senza che sia necessario leggere l’intero manuale, di diverse centinaia di pagine.
Spero che non sia il tuo relatore a chiederti di usare apa7.cls (te lo dico da professore universitario emerito e pensionato) sarebbe un abuso; la tesi è la tua, non la sua! MA diventa facile dimostrargli che l’esempio shortexample.tex creato dallo stesso autore di apa7.cls non si compila correttamente e che questo fatto getta una brutta luce sul apa7,cls. Nello stesso tempo, nessuno sarebbe capace di mettere le mani all’interno di apa7.cls, a meno che non sia un guru (cioè Knuth stesso e i membri del LaTeX Team). In Italia solo Enrico (@egreg9) saprebbe farlo, ma non so se vorrebbe farlo.
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