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30 Gennaio 2022 alle 15:45 in risposta a: Parentesi e parole in corsivo: una questione di spaziatura #120801::
Il problema a cui fai riferimento si manifesta anche con il tond, anche se ciò avviene più freuentemente con il corsivo.
Il problema nasce dal fatto che alcuni caratteri dritti o inclinati sporgono fuiri dal rettangolo verticale alto come l’ascendente, profondo come il discendente, e largo quanto la larghezza “teorica” del carattere. Nella pagina 407 della GuidaGuIT si discute proprio di questa cosa e in particolare del simbolo dell’unità di misura del femtofarad dove il simbolo f del femto batte contro la F del farad.Fin dal tempo del plain TeX, il problema rea noto e Knuth aveva definito il comando \/ (barra rovescia e barra normale) che calcola quanto il carattere fuoriesce dal rettangolo verticale e aggiunge uno spazio corrispondente.
Puoi definirti un comando tipo questo`\newcommand*{\incisocorsivo}{(\/#1\/)}` ma siccome questo piccolo difetto si manifesta raramente, credo che tu faccia prima a inserire il comando \/ solo in quei casi in cui si manifesta; non è automatico, ma così sei sicuro che non ci siano inconvenienti.
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Quel piccolo rientro è utile se usi i filetti orizzontali; se on li usi, allora devi iniziare e finire la lista dei descrittori di colonna con delle @-espressioni vuote. Non sai che cosa siano le @-espressioni? Troppo lungo da spiegare qui, ma se consulti il manuale di latex liberamante scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum (Il LaTeX Reference MAnual commentato); In quela sezione trovi anche una guida tematica intitolata Tabelle
28 Gennaio 2022 alle 15:10 in risposta a: Customizzare titolo, testatina e indice con Fancy-HDR #120799::
A me il tuo codice funziona più o meno come previsto. L’unica cosa difficile da sistemare è il gioco che fa la routine di ship out è che se la prima sezione del capitolo comincia dopo la prima pagina del capitolo, la testatina è ancora tiindice e non tittestat.`\documentclass[12pt,a4paper,oneside]{book}
\usepackage{geometry}
\geometry{a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3cm,right=3cm}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\thechapter.\ #1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection.\ #1}{}}
\fancyhf{}\fancyhead[L]{\normalsize \nouppercase{\leftmark}\makebox[0.7em][l]{}}
\fancyhead[R]{\footnotesize \nouppercase{\rightmark}\makebox[0.5em][r]{}}
\fancyfoot[C]{\thepage}
\renewcommand{\headrule}{\vbox to 0pt{\hbox to\headwidth{\hrulefill}\vss}}\let\originalcaption\caption
\let\originalsection\section
\RenewDocumentCommand\caption{O{#2} m O{#1}}{\originalcaption[#1]{#2}\markboth{#3}{#3}}
\RenewDocumentCommand\section{O{#2} m O{#1}}{\originalsection[#1]{#2}\markright{#3}}\begin{document}
\tableofcontents
\thispagestyle{empty}\chapter[Titolo corto testatina e indice capitolo]{Titolo lungo capitolo}
foo
%\newpage\section[tiindice]{TITOLO}[tittestat]
foo
\newpagefaa
\newpagefii
\end{document}`Se togli il segno % che precede il primo \newpage, constati quello che ti sto dicendo.Mi spiace, ma così su due piedi non saprei come rimediare a questo difetto che in realtà si manifesta raramente, perché in genere un capitolo può iniziare con uno o due capoversi introduttivi non preceduti da un titolo, quindi la prima sezione avviene durante la prima pagina del capitolo.
28 Gennaio 2022 alle 8:15 in risposta a: Customizzare titolo, testatina e indice con Fancy-HDR #120797::
Prova con questa terza soluzione:`\let\originalcaption\caption
\let\originalsection\section
\RenewDocumentCommand\caption{O{#2} m O{#1}}{%
\originalcaption[#1]{#2}\markboth{#3}{#3}%
\RenewDocumentCommand\section{O{#2} m O{#1}}{%
\originalsection[#1]{#2}\markright{#3}}%`Sia l’uno che l’altro hanno la sintassi seguente:
[tt]\comando[titolo per indice]{titolo}[titolo per testatina][/tt]Nota l’ultimo argomento facoltativo DOPO l’argomento obbligatorio. \comando è soltanto un modo di dire \chapter oppure \section.
Inserisci tutto quanto quel codice nel tuo preambolo.Questi nuovi comandi possono essere usati in diversi modi:
`
% Titolo Indice Testatina
\comando{TITOLO}% TITOLO TITOLO TITOLO
\comando[titolo]{TITOLO}% TITOLO titolo titolo
\comando{TITOLO}[titolo]% TITOLO TITOLO titolo
\comando[tiindice]{TITOLO}[tittestat]% TITOLO titindice tittestat
`Come vedi hai quattro modi diversi per usare ciascuno di quei due comandi, a seconda che tu specifichi o non specifichi il primo e il secondo argomento facoltativo. La sintassi è leggermente diversa da quella di memoir, ma in sostanza permette di avere la stessa funzionalità.
Se vuoi gestire anche i comandi asteriscati la cosa diventa decisamente più complicata, ma non impossibile; comunque inserita la definizione nel preambolo, quando usi quelle macro ridefinite, hai sempre da usare una semplice macro con uno o due argomenti facoltativi.
Gestire anche la versione asteriscata potrebbe essere utile per gli indici e/o le liste delle figure e delle tabelle; ma la cosa è abbastanza secondaria; invece non c’è bisogno di fare nulla di speciale per la front matter e la back matter, visto che usi la classe book (mi pare di ricordare) e i comandi \frontmatter e \backmatter sono già disponibili; in queste parti del documento (quella iniziale e quella finale) marcate con \frontmatter (all’inizio della parte iniziale) e \backmatter (all’inizio della parte finale) i comandi \chapter e \section producono titoli non numerati ma caricano le testatine con i rispettivi argomenti, mentre i comandi asteriscati producono titoli non numerati ma non fanno nulla sulle testatine che, quindi, conservano quello che vi era stato messo prima producendo degli orrori che stimolano spesso richieste di aiuto qui sul forum.
27 Gennaio 2022 alle 11:07 in risposta a: Customizzare titolo, testatina e indice con Fancy-HDR #120794::
Innanzi tutto non devi usare \markright due volte ma solo una volta dopo il comando \section.Se vuoi un unico comando che metta cose diverse nell’indice e nelle testatine [puoi ridefinirti \chapter e \section con il linguaggio LaTeX3 oppure puoi usare la classe memoir che fa quelle cose già da solo; i conadi dimemoir hanno la seguente sitassi`\chapter[titolo per l'indice][titolo per la testatina]{titolo per il testo}
\section[titolo per l'indice][titolo per la testatina]{titolo per il testo}`Come vedi si tratta di usare due argomenti facoltativi. Se vuoi evitare la classe memoir, con o senza il linguaggio LaTeX3, le cose possonodiventare molto complicate e molto delicate.Se vuoi averne un’idea devi leggere il codice dela classe TOPtesi dove ho risolto la coesistenza di \chapter e \chapter* insieme ai due argomenti facoltativi; a stima sono una cinquantina di righe di codice…:sad:
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Premetto che uso un Mac e che su questa macchina preferisco di gran lunga il suo compilatore per LaTeX TeXShop; come seconda scelta uso TeXstudio, ma mi sono accorto che dispongo della versione 3.qualcosa, mentre ora è disponibile la 4.2.0; l’ho appena scaricata, ma non l’ho ancora installata. Questa osservazione la dice lunga su quanto poco io usi TeXstudio.Comunque se capisco bene il tuo quesito, ma come dice @illinguista1972, non mi è molto chiaro, penso che la cosa sia dovuta al controllo della sintassi LaTeX (LaTeX syntax check); cliccando sulla voce Help del menu, riesci a vedere molte cose; esso evidenzia con un colore i comandi e i nomi degli argomenti.
Ho appena aperto un file tex che viene compilato correttamente; tuttavia uno statement del mio codice che comincia con \ifx\descrizione\undefined, ha sia \descrizione, sia \undefined evidenziati; per \descrizione lo posso capire, perché è un comando che ho definito io, mentre \undefined è un comando interno di TeX e LaTeX che volutamente non è definito. Potrei sostituire quello statement con altre forme che non contengano comandi che non fanno parte del vocabolario di LaTeX e toglierei quella evidenziazione. Per proseguire l’esempio potrei sostituire `\ifx\descrizione\undefined «fai questo» \else «fai quello» \fi` con`\ifcsname descrizione\endcsname{«fai quello»}{«fai questo»}`È solo un esempio, ma nessun software può conoscere tutte le infinite macro e ambienti che compaiono nei circa 150mila pacchetti che formano l’installazione TeX Live completa.
25 Gennaio 2022 alle 7:27 in risposta a: circuitikz numerazione sbagliata nel testo durante il riferimento #120775::
@dele il tuo messaggio contiene due “mancanze”:
a) i segnali e nel codice credo che in effetti non ci fossero nel file che stavi compilando, ma che tu li abbia messi per evidenziare \label col suo argomento. Non puoi farlo quando scrivi del codice in modo verbatim nella finestra del forum. Vabbé’, si tratta di una piccola cosa facile da togliere, ma sarebbe meglio scrivere codice che sia davvero codice LaTeX e non codice html.
b) il tuo esempio NON è un Esempio Minimo Compilabile (EMC), perché chi ti vuole aiutare non può farlo senza sapere che classe usi, quali pacchetti rilevanti usi, quali opzioni hai specificato, che cosa siano i tuoi sottocapitoli, eccetera. Vedi qui sotto la scritta in rosso.Guardando nella sfera di cristallo, cioè tentando di tirare ad indovinare quale errore tu possa avere commesso, provo ad ipotizzare che ti bia richiamato quella figura con un label diverso da quello che è indicato nella figura. Ma tirare ad indovinare non è una cosa seria, quindi ti prego, scaricati dal link qua sotto la guida con le instruzioni per creare un EMC, e riproponi in questo filone il tuo caso che contenga il codice MINIMO necessario per replicare l’errore. Come leggerai nella guida, quando si cerca di creare un EMC, spesso si mette in luce l’errore; se a te succede questa cosa, facci sapere che errore avevi commesso.
22 Gennaio 2022 alle 22:36 in risposta a: Problema installazione Tex Live 2021 su windows 10 #120763::
@SARUBBO, TeX Live si scarica diversamente per diversi sistemi operativi; se hai scelto questo filone suppongo che tu sta riferendoti ad una tua macchina dotata di sistema operativo Windows 10.Quando chiedi aiuto su queste cose, cerca sempre di ricordarti di citare la tua piattaforma, cioè il tuo sistema operativo.
Segui i consigli di @samiel, anche se sono stringati e ridotti al minimo delle parole. So per esperienza di molti anni fa che cambiare i PATH con Win10 è difficilotto e poco chiaro nella documentazione di quel sistema operativo; io però ora non sono in grado di spiegarti come si fa, perché dal 2006 uso solo macchine Mac con i suoi successivi sistemi operativi succedutisi in questi 15 anni; si tratta di sistemi operativi assai diversi da quelli di Windows.
Ma il consiglio che ti do è quello di consultare la documentazione abbondantissima nella sezione Documentazione di questo forum; prima ancora di aggiornare, apri un terminale dai il comandi di lettura della documentazione distribuita con TeX Live: texdoc seguito dal nome del documento che vui leggere; sicuramente puoi leggere sia texlive.pdf sia tlmgr.pdf (col comando texdoc di solito non è necessario specificare l’estensione dei file). trovi informazioni interessanti in entrambi i file anche epr quel che riguarda il problema di far convivere simultaneamente diverse versioni di TeX Live sulla stessa macchina.
Vedresti che TeX live viene distribuito una volta all’anno con una distribuzione e installazione nuova,ma che è aggiornabile volendo anche tutti i giorni (ma una volta alla settimana oogni 10 giorni va benissimo); io aggiorno ogni 10 giorni circa; ogni volta ci trovo diverse decine di pacchetti da aggiornare per correzioni e/o ulteriori funzionalità e una mezza dozian di pacchetti nuovi. Vedi quindi quanto ti perdi a non aggiornare da circa due anni.
L’unica cosa che ti potrebbe succedere con un aggiornamento tardivo come quello che stai per fare, è che ti si presentano nuovi Warning e talvolta dei messaggi d’errore, perché alcune cose di codice che hai impostato in questi due anni sono diventate obsolete oppure sono state corrette perché erano sbagliate. Quindi ti raccomando di mantenere backup del tuo testo e delle tue impostazioni e di non cancellare subito l’installazione di due anni fa, finche non hai constatato che la tua versione di lavoro funziona almeno senza warning e senza errori. È raro che si manifestino questi casi,ma succede.
::dani94dc” post=121243Salve a tutti, sto collaborando alla traduzione di un libro , dall’inglese all’italiano. Mi è stato consigliato di utilizzare il template “standard” (ossia quello che mi hanno fornito di default).
Purtroppo, però, in questo template il carattere del testo risulta essere non omogeno nelle sue parti: il carattere del testo classico ha un font (e dimensione), diverso da quello delle tabelle e delle formule. Inoltre è ancora diverso quando si utilizzano i box (ossia il testo in un box con sfondo grigio). Anche la numerazione dei paragrafi ha un font diverso da quello classico (senza utilizzare appositi template).
Vi chiedo, dunque, quale sia tra queste la scelta migliore:
– rifare un template da 0 (ma non saprei da dove iniziare, e se ci sono modelli che posso usare e adattare al mio scopo).
– postare qui un esempio (considerando la questione di copyright) e chiedendo a voi un aiutoPremetto che di LaTeX mastico qualcosa, ma rivedere un template esistente è abbastanza faticoso, porta via molto tempo e sinceramente mi sembra di aver capito che molti codici sono obsoleti / inutili e andrebbero supervisionati ed eliminati da esperti (come voi)
Aspetto, quindi, fiduciosa, una vostra rispsota!
@dani94dc, senza sapere quale sia il template che ti hanno fornito è difficile poterti dare consigli mirati; quanto ti hanno detto @samiel e @heinrich sono consigli generici ma validissimi. Però quanto dici sui diversi font da usare nelle varie parti non è chiaro se sia una svista del template, oppure se sia quanto la Zanichelli vuole che si faccia; certamente la pubblicazione di questa casa editrice, a parte la lingua che non è l’inglese, ma l’italiano, avrà lo stile della Zanichelli, non della Wiley. Quindi sarebbe importante conoscere i dettagli del template.
Per questo sarebbe importante che ci dicessi da dove lo si può scaricare (link) oppure che ce lo allegassi, se non è troppo lungo, o che lo zippassi e lo aggiungessi a un tuo messaggio. Questo non vuol dire che te lo modifichiamo; vuol solo dire che ci rendiamo conto dei problemi che segnali e che ti possiamo dare consigli più mirati. Per esempio @heinrich ti consiglia il mio file wrapfig2; anche questo ha finalità specifiche, non è detto che faccia al caso tuo; per evidenziare testo (volendo anche matematica) su uno sfondo colorato ci sono anche altri mezzi descritti, per esempio nella traduzione del manuale di Lamport (il papà di LaTeX) Il LaTeX Reference Manual commentato che puoi scaricare dalla sezione documentazione di questo sito; in quella sezione trovi anche altri manuali più o meno approfonditi che vanno bene sia per i neofiti, sia per utenti avanzati; visto che hai già una certa esperienza con LaTeX io ti consiglierei Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX molto pesante, perché è di più di800 pagine, ma è fornito di un indice generale molto dettagliato e di una mezza dozzina di indici analitici tematici, per cui la ricerca delle informazioni che servono è decisamente semplificata; per esempio cercherei nel primo indice analitico il comando \colorbox e avrei più di una semplice idea di quello che si può fare con scatole con le cornici e gli sfondi colorati.
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Tanto per scoprire che cosa fa TeX con la matematica, ricorda che esso usa 8 modi distinti per comporre e tre corpi distinti..1) corpo normale(uguale a quello del testo circostante}
2) corpo dei pedici e apici primi
3) corpo dei pedici secondia) modo testo: corpo normale , apici e pedici abbassati; estremi degli integrali e delle sommatorie a destra dell’operatore; estremi dei limiti a destra
b) modo display: corpo normale, apici e pedici più distanziati in verticale; estremi degli integrali e delle sommatorie sopra o sotto l’operatore; estremi dei limiti sotto l’operatore.I modi possono essere scelti con i quattro comandi \texstyle, \displaustyle, \scriptstyle, \scriptscriptstyle; questi si possono usare indipendentemente dal modo; nel senso che se si vuole contenere una formula in altezza in una formula in display si può specificare \textstyle mentre si è in modo display; per esempio quando si compongono matrici in display e ci sono termini frazionari, questi vengono composti in modo testo, mentre gli altri sono in modo display; in questo modo righe e colonne restano allineate meglio. Lo stesso vale per gli esponenti o i pedici; se un esponente in una formula in display è frazionario, esso viene in copro esponente,ma in modo testo coì da non diventare troppo grande.
Questa mia descrizione, abbastanza imprecisa per limitarne la lunghezza, è descritta in modo dettagliato nel TeXbook; un libro che dovrebbe essere sulla scrivania di ogni utente del sistema TeX, ma che purtroppo la maggior parte degli utenti ignora completamente; vabbè, non ne esiste una versione pdf on line (a parte una versione mica tanto legale distribuita dai cinesi, incompleta ma leggibile), ma ne esiste il sorgente non compilabile distribuita con l’installazione del sistema TeX; però è difficile da leggere, in quanto scritto in Plain TeX e con un insieme di macro e di comandi descritti in un file a parte; sono cose che riguardano specalemente i programmatori che creano macro. Oggi Plain TeX è usato da pochissimi, a parte Knuth che, essendone il padre, lo usa sempre, e pochissimi altri. I programmatori ne usano alcune funzionalità e talvolta ne usano gli «sporchi trucchi» (sono chiamati così nel TeXbook) quando bisogna fare qualcosa di veramente «acrobatico». Oggi, poi, i programmatori possono usare il linguaggio LaTeX3, anch’esso molto complesso, ma decisamente efficace.
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Che iso sappia non si può perché la riga è tropo lunga, certo invece di footnotesize potresti usare \small (ho provato ma la riga continua ad essere troppo lunga; oppure nella GuidaGuIT (scaricabile liberamente dalla sezione documentazione di questo forum potresti torvare nel capitolo Nuovi Comandi il comando \setfontsize che con i font continuamente scalabili che usa beamer ti permette anche di usare un font di 8,257pt (numero a caso per fare un esempio).Non sono sicuro che sia opportuno usare i doppi dollari, che sono tipicamente nativi di TeX e sono incompatibili con una quantità di pacchetti e sono decisamente sconsigliati anche usando LaTeX nudo e crudo; i motivi sono tanti e qui non è il caso di esagerare con la mia solita prolissità. Di solito LaTeX consente di usare [tt]\[…\][/tt] ma beamer consente di usare anche [tt]\begin{equation*}…\end{equation*}[/tt] per una equazione in display non numerata. Vedi questo codice`\documentclass{beamer}
\usetheme{Madrid}\usepackage{listings}
\begin{document}
\begin{frame}{titolo}
\begin{block}{t.d.}
\[
x(k+1) = A x(k) + B u(k)
\]
\end{block}\begin{block}{t.d.}
\[
x(k+1) = A x(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k)
\]
\end{block}\begin{block}{t.d.}
\footnotesize
\begin{equation*}
x(k+1) = A x(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k) + B u(k)
\end{equation*}
\end{block}\end{frame}
\end{document}`Tuttavia mi domando: che cosa ci sta a fare quella x accanto alla A, e quella u accanto a B? In matematica pura e in quella particolare usata dalla scienze sperimentali, che lavorano su grandezze e non su variabili, non esistono simboli di più di una lettera, ma possono essere usati quanti pedici si vogliono. Al contrario, se Ax e Bu sono nomi di funzioni, essi vanno scritti in tondo. Non ho provato, ma non mi stupirei se quello che ti succede con quelle equazioni non ti succedesse più se componessi quei nomi di funzione scritti in tondo.
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@LaTeXCat, è difficile risponderti senza un EMC (Esempio Minimo Compilabile); clicca qui sotto dove se ne pala, in modo da avere istruzioni e consigli estesi in merito a come si fa un EMC.Senza un EMC bisogna affidarsi ala sfera di cristallo. E come sai bene gli “oracoli” che vengono da chi usa tale strumento sono di pura fantasia. Tirare ad indovinare qualche volta ci si azzecca, molto più spesso si dicono delle cretinate; non hai idee di quante volte ne ho dette io provando ad indovinare 🙁
Comunque da quell’estensione .out deduco che stai usando hyperref che ha le sue paranoie; leggo che sai componendo usando la classe scrbook, altro software con le sue paranoie. Quest’ultimo ha anche il difetto che vuol fare di tutto ma la sua documentazione, almeno quella in inglese, è farraginosa, con un mucchio di collegamenti ipertestuali molti dei quali formano dei cicli e perciò da qui sei inviato lì, dove ti si rimanda là, che a sua volta ti riporta qui. Non molto utili. Questo è il motivo epr il quale personalmente sconsiglio sempre di usare scrbook; so che invece ci sono altri utenti che ne apprezzano la versatilità, e sono quelli che sono in grado di leggere e capire la guida in tedesco, apparentemente molto migliore della sua traduzione in inglese. Purtroppo non conosco il tedesco a quel livello, me la cavo appena per fare il turista e spesso devo ricorrere al linguaggio dei gesti. Quindi non posso dire di conoscere il tedesco.
Scusa questa lunga digressione. Prendi invece sul serio il consiglio di inviare al forum un esempio minimo compilabile.
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Enrico può darti opinioni diverse e più corrette della mia, ma direi che a parte il risultato “corrretto”, perché definisci \Fi come operatore?
Per me è semplicemente una variabile matematica e io scriverei semplicemente ` x_n = x_{n-1} + x_{n-2}` spiegando come comincia la sequenza quando n vale 0 e 1, perché se n va da zero in su i termini [tt]x_{-2}[/tt] e [tt]x_{-1}[/tt] mpm sono definiti; cose simili avvengono se fai partiren da 2 invece che da zero; io due termini precedenti non sarebbero definiti. Ma questo l’hai sicuramente già fatto di tuo e non c’è nessun bisogno di ricordarlo.
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Il messaggio di @Vantellino a cui facevo riferimento è esattamente nel link postato da @And, solo diverse finestre più in basso.
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ENRICO, il18 febbraio 2016 l’utente Vantelllino ha scritto il messaggio numero 105237 in cui mostra la soluzione che ha trovato per una sua traduzione di Cicerone latino-italiano. Mi sembra che ci siano delle buone idee, compresa quella che le parole di una lingua vanno riordinate secondo le esigenze dell’altra lingua.Si ratta comunque di una cosa molto difficile, anche riordinando le parole. Pensa solo al tedesco dove la preposizione dei verbi frasali, nelle frasi secondarie va spostata alla fine della frase. Nei testi molto classici, come quelli di Goethe (che io non ho mai letto in tedesco, perché non conosco questa lingua, mi dicono che ci sono periodi lunghi quanto una intera pagine e dove l’ultima parola è la preposizione che si accoppi con un verbo posto in una delle prime righe. Sarà un caso esremo, ma dà l’idea di quanto sia difficile la traduzione interlineare.
@ezellohar ha dato delle indicazioni utili per i linguisti, ma ho esaminato tutti gli esempi che accompagnano reledmac e reledpar, ma ci sono esempi dove i due testi sono in colonne attigue con i capoversi allineati, non sono mai interlineari. Direi che la soluzione con capoversi allineati è molto più facile di quella interlineare, perché basta tradurre le frasi che compongono il capoverso nelllo stesso ordine in cui sono scritte; resterebbero delle difficoltà con Goethe, ma certamente ina traduzione a capoversi allineati pone decisamente meno problemi della traduzione interlineare.
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