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Capisco il tuo approccio e lo condivido, ma…Certo è difficile spiegarsi nelle poche righe che i messaggi del forum consentono e si finisce sempre con l’omettere qualcosa, almeno da parte mia.
Secondo me l’asterismo serve in modo meno formale a chiudere un paragrafo, non un capoverso, tanto quanto il rientro della prima riga di un capoverso serve per capire che un nuovo capoverso sta cominciando; lasciare uno spazio fra capoversi sarebbe un’alternativa, ma non è efficace come il rientro; infatti se un capoverso termina una pagina la prima riga rientrata nella pagina successiva spiega benissimo che si tratta di una nuova unità logica, mentre se mancasse il rientro uno potrebbe arguire che si tratta solo di un nuovo periodo del capoverso che termina nella pagina precedente ma con l’ultima riga che arriva a fine giustezza.
I paragrafi sono unità di sezionamento a livello più alto dei capoversi, visto che di solito sono composti da due o più capoversi; ma talvolta non meritano un titolo perché la nuova struttura o la struttura del documento non richiede il formalismo di “navigazione” richiesto ai libri “scientifici” che di solito scriviamo. Ogni paragrafo va staccato dal paragrafo precedente ma lo stacco deve rimanere visibile anche se in corrispondenza del cambio di paragrafo avviene anche un cambio di pagina. In questo caso una decorazione qualsiasi, da un asterismo a una ghirlanda, a un disegno qualsiasi, poco ingombranti in senso verticale ma che devono restare visibili anche in corrispondenza di un cambio di pagina. Ci si può domandare se sia meglio un cambio di pagina prima o dopo del cambio di pagina, ma quando la decorazione serve per lo scopo descritto a me pare più valido tipograficamente che il salto pagina se deve esserci sia dopo la decorazione.
Ora non c’è dubbio che il codice che hai scritto faccia esattamente quello che hai programmato che faccia e che hai descritto benissimo nel messaggio precedente; probabilmente ci sono usi della decorazione dei tre asterischi diverse da quella di segnare lo stacco fra due paragrafi, per le quali il tuo codice vada benissimo, compresa la spaziatura dei \cleaders che spariscono in corrispondenza del cambio pagina.
La mia soluzione, che non cancella la decorazione anche con il cambio di pagina risulta essere molto più semplice anche se si usa la composizione matematica per uno scopo, ehm, “creativo” (in realtà improprio).
No, non ti dico che il TeX ortodosso di Knuth non lo usa più nessuno; sarebbe una cretinata chiunque lo affermasse, anche perché almeno uno, il Grand Wizard, continua ad usarlo alla grande e si scrive il file di stile di volta in volta da solo, senza appoggiarsi a nessun metalinguaggio che traduca un codice di alto livello nel linguaggio “macchina” di TeX-the-program.
Tutti noi che scriviamo codice di vario genere, da file di classe a file di estensione, a moduli specifici di estensione ai file di estensione, usiamo il linguaggio cosiddetto “primitivo” (ma che non è primitivo per niente) di TeX-the-program o almeno di Plain TeX, se non altro perché incluso quasi tutto nel linguaggio LaTeX.
Ma tutti oggi usiamo pdftex (oltre a xetex e luatex, solo per citare i motori più comuni) che già incorporano le funzionalità di eTeX; se proprio uno non le vuole le deve disabilitare apposta. Quindi, a meno che non disabilitiamo la funzionalità di eTeX tutti usiamo qualcosa che ha delle funzionalità che in TeX-the-program non ci sono, ma al contrario contengono tutte el funzionalità di TeX-the-program (altrimenti non potrebbero passare gli stress test che Knuth ha predisposto per consentire che essi si adornino del nome TeX.Io però non disdegno dall’usare, per esempio, i registri numerati da 256 a 32.000 e passa, senza usare il pacchetto etex.sty che estende la possibilità di allocare registri con il solito meccanismo bel oltre il registro 255. È molto utile, ma non è TeX-the-program, anzi è una esplicita violazione. Io non disdegno di usare macro definite nel nucleo di LaTeX che a lor volta sono costruite, alla lunga, su comandi primitivi, ma mi risparmio non poco tempo se le uso senza ridefinire macro personali dalle stesse funzionalità.
Non è una questione di religione; è semplicemente non stare a riscoprire qualcosa che qualcuno l’ha già scoperto in precedenza. Per scrivere file di classe o di estensione o moduli di ulteriore estensione va benissimo; Per scrivere documenti è possibile che non lo sia; per quanto mi riguarda non uso mai plain TeX per scrivere documenti, ma uso il linguaggio primitivo per scrivere in modo LaTeX-compatibile ciò che Knuth si scrive in linguaggio primitivo per ogni documento che produce.
Ciao
Claudio
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No, io intendevo proprio evitare il fine pagina prima degli asterischi, perché rimandarli all’inizio della pagina dopo credo che sia tipograficamente sbagliato; ovviamente posso sbagliarmi, ma i tre asterischi segnano la fine di una paragrafo per poi cominciarne un altro senza titolo, me metti la fine di qualcosa nella pagina dopo, perde di significato.
Non sono un tipografo professionista, ma quello che ho letto sugli asterismi (cioè sembra che si chiamino i gruppi di asterischi e spesso sono collocati a triangolo) e sul loro uso mi conferma quello che ho letto; bene inteso quello che si trova scritto in rete non sempre è affidabile, anzi…
Ma non essendo uno del mestiere non sono in grado di accedere a informazioni più precise. Inoltre ora sono in vista da mio figlio che in casa non ha nessun libro di divulgazione tipografica e non posso documentarmi meglio.Ecco perché ho ritenuto suggerire l’uso dell’ambiente matematico che provvede sia a mettere gli spazi uguali sopra e sotto assolutamente uguali, ma anche inserisce il \predispalypenalty che assicura con il suo valore “TeXnicamente” infinito di non inserre un salto di pagina prima dell’asterismo.
L’ho usato nella Guida GuIT e funziona benissimo.
Ovviamente incoraggiare il salto pagina prima dell’asterismo è un’altra soluzione, che persegue uno scopo diverso. Tutte e due sono valide a seconda di quello che si vuole ottenere.
Anche qui piove e fa freddo con temperatura massima di 5°C; ecco perché non siamo fuori all’aperto con i nipotini…
Buona Pasqua
Claudio
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Un modo semplice per mettere i tre asterischi è quello di metterli in modo matematico in display:`\[\star\ \star\ \star\] `
Non c’è nessuna garanzia che non possa avvenire un salto apgina subito prima dei tre asterischi, ma c’è una penalità per interreompera la pgina prima della matematica, quindi la probabilità che TeX vada alla nuova pagina è bassa. Probabilmente (anche con le altre soluzioni) si può aggiustare al situazione con un comando`\enlargethispage*{\baselineskip}`
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Ma la guida che ti ha suggerito Roberto, ti dice come fare dall’A alla Z. Se non ti basta, la guida L’Arte di scrivere con LaTeX ti dice come comporre un qualsiasi documento, tesi compresa, dividendolo in main-file e file inclusi o immessi; la guida in italiano del pacchetto TOPtesi, un pacchetto per scrivere tesi, si chiama toptesi-it.pdf, e la leggi direttamente sul tuo computer se apri un terminale o un prompt dei comandi (comunque si chiami con il tuo sistema operativo) ci scrivi dentro texdoc toptesi-it, premi il tasto invio e leggi quel che ti appare sullo schermo; la sezione 3.6 che ti interessa non è specifica di TOPtesi, ma spiega in modo semplice quello che bisogna fare per spezzare una tesi in più file.In sostanza si tratta di operazioni molto semplici che si trovano descritte più o meno dovunque. Certo bisogna conoscere un po’ di gergo e un po’ di terminologia tipografica, ma si tratta di cose semplici presenti in ogni guida.
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Se con plasmati puoi caricare i pacchetti che desideri usare, basta caricare il pacchetto graphicx e poi usare il solito comando \includegraphics.Invece per fare il merge di file pdf non hai che da usare il pacchetto pdfpages, con il quale poi includere quel che ti pare, purché in formato pdf, dentro quel che ti apre, purché sia composto in pdf, La documentazione si legge semplicemente aprendo un terminale o un prompt dei comandi, comunque si chiami col tuo sistema operativo, ci scrivi dentro texdoc pdfpages poi premi il tasto invioe e infine leggi al documentazione nella finestra che ti si apre.
Se hao già scritto la tesi con LaTeX conosci già tutte queste cose.
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Per carità, Gustavo, il mio punto non è che esistano moduli che consentono di comporre testi con sagome di giustezza fantasiose.Trovo che il loro uso sia accettabile non dépliant pubblicitari, biglietti di auguri, segnaposto, segalibri, e chi pi`¨ne ha, più ne metta.
Queste cose non sono adatte a comporre quei dicumenti per i queli il sistema TeX è stato concepito.
Con un’unica eccezione consacrata da almeno 5 secoli, quasi 6 secoli: il colophon (che non è il retrofrontespizio, ma è l’ultima pagina stampata, oltre a contenere il “Finito di stampare il … nelle Officine…”, anticamente conteneva anche informazioni sul numero di segnature, sulla carta usata, sui font usati e simili informazioni di carattere tipografico; esso spesso veniva stampto a pacchetto, in un rettangolo con entrambi i bordi allineati, am di giustezza apri a un terzo/un quarto della giustezza del libro. Altrettanto spesso il colophon veniva stampato con metà delle righe a pacchetto e le restanti righe con giustezza decrescente formando così una sagoma a stendardo. Oggi sarebbe un po’ lezioso, ma almeno sarebbe consacrato da una tradizione plurisecolare.
Ogni altro uso dei capoversi sagomati a me sembra una cosa fuori posto, tranne che nelle applicazioni che ho elencato sopra.
La tua proff of concpt va benissimo, nel senso che serve esattamente a provare l’assunto; ma ti trovi ben a leggere un capoverso le cui righe sono separate da un grosso spazio sagomato e dove, eventualmente una parola vien divisa con la cesura e poi proseguita sulla stessa riga ma con un grosso spazio in mezzo? Credo che tu possa convenire che la cosa è fattibile ma come un divertimento, non come una cosa seria.
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Sempre per amor di discussione.
Può darsi che datetime2 aggiorni e migliori datetime. Non lo discuto; non discuto nemmeno che lo scopo sia quello di localizzare la data e l’ora seocndo le norme nazionali o internazionali o semplicemente le consuetudini.Ma che cosa aggiunge al comando \today già presente nel modulo di gestione di ciascuna lingua? Forse la scrittura dell’ora, cioè il cosiddetto time.
Ora il mio parere è questo; l’ho già esposto ma ritengo che sia necessario ribadirlo;
1) la scrittura del “time” è numerica e i separatori di ore, minuti e secondi variano da paese a paese; non richiedono nulla di particolare e immagino che raramente sia necessario riportare il “time” del processore che arriva a frazioni molto piccole del secondo. Sostanzialmente una prestazione che non ha nulla a che vedere la tipografia.
2) per quello che riguarda il campo “date” il pacchetto aggiunge i mesi con le iniziali maiuscole, i giorni con le iniziali maiuscole, i giorni e i mesi abbreviati in lettere, in sostanza nulla di interessante e in parte sbagliato perché per alcune lingue i nomi dei giorni e dei mesi sono nomi comuni e vanno scritti (tranne che a inizio del periodo, con l’iniziale minuscola, quindi in una data dove è presente il numero del giorno, quei nomi non possono essere a inizio frase, quindi la scelta della iniziale maiuscola è una istigazione a delinquere per l’utente naïf che tende sempre ad imitare le lingue diverse dall’italiano e scrive sempre i mesi e i giorni con l’iniziale maiuscola.
Ciò ribadito, ognuno è padrone di fare quello che vuole e se ritiene che l’ortografia squola sia più corretta di scuola, padronissimo di scrivere come vuole; se poi riceve dei commenti, non deve stupirsene.
Con tutto il rispetto per la signora Talbot, mi sembra che datetime e datetime2 siano due pacchetti del tutto inutili, e magari anche un poco dannosi.
IMHO naturalmente.
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Già avevo dimenticato che esisteva shapepar; rimosso dalla memoria perché tovo la cosa divertente per predisporre un programma complicato in linguaggio TeX, ma queste cose, come dice Arsenau, servono solo per corse tipo biglietti di auguri e altre cose amene per le quali è più adatto un qualunque programma di graphics design. Per LaTeX è solo un modo per dire “Guarda cosa sono capace di fare”, ma tipograficamante si tratta di cose improponibili.
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Benvenuto/a sul forum del GuITTi sei spiegato/a benissimo, almeno credo di aver capito quello che vuoi fare.
1) con wrapfig non puoi mettere una figura al centro del testo con il testo che gli fluisce attorno da tutti e quattro i lati; Qualche accrocchio lo potresti trovare se componessi a due colonne, forse, ma il risultato sarebbe pessimo; tipograficamente inaccettabile, componendo ad una sola colonna il giudizio sarebbe ancora peggiore..
2) I programmi del sistema TeX sono in grado di comporre capoversi sagomati, e in effetti wrapfig usa queste funzionalità per avvolgere il testo da due o tre lati, mai da quattro. Ma per farlo ha bisogno di usare scatole di piccola altezza, in che non capita per una figura, la cui scatola è un rettangolo, anche se quello che c’è dentro è contornato da spazio bianco e con altri programmi sarebbe possibile profilare il capoverso avvolgente in modo che segua il contorno della figura. Va da se che il problema è di difficile realizzazione perché bisogna fare infiniti tentativi per trovare le lunghezze delle righe affinché seguano il contorno desiderato. Mi pare che nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX ci sia un capoverso composto a forma di bicchiere da cognac; non oso pensare al tempo che hanno consumato gli autori per aggiustare il testo a quella forma.
In conclusione ti suggerisco di abbandonare l’idea di inserire una figura a centro pagina, con testo sagomato che la circonda da tutti e quattro i lati.
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Può darsi eh il pacchetto titletoc faccia la caso tuo; leggi la documentazione aprendo un terminale o un prompt dei comandi e scirvici dentro texdoc titletoc; poi premi il tasto invio e leggi la documentazione.Tuttavia, tanto per essere chiari quello spazio viene aggiunto dal comando \chapter; o meglio dal comando \@chapter che nella scala dei comandi da eseguire viene per secondo.
Allora, ammesso che tu stia usando la classe book, nel tuo preambolo copia il codice seguente:`\makeatletter
\def\@chapter[#1]#2{\ifnum \c@secnumdepth >\m@ne
\if@mainmatter
\refstepcounter{chapter}%
\typeout{\@chapapp\space\thechapter.}%
\addcontentsline{toc}{chapter}%
{\protect\numberline{\thechapter}#1}%
\else
\addcontentsline{toc}{chapter}{#1}%
\fi
\else
\addcontentsline{toc}{chapter}{#1}%
\fi
\chaptermark{#1}%
\addtocontents{lof}{\protect\addvspace{0\p@}}%Cambia questa riga
\addtocontents{lot}{\protect\addvspace{0\p@}}%Cambia questa riga
\if@twocolumn
\@topnewpage[\@makechapterhead{#2}]%
\else
\@makechapterhead{#2}%
\@afterheading
\fi}
\makeatother`
Dove ho scritto Cambia questa riga puoi cambiare il valore 0pt in qualunque altro valore ti faccia piacere; il valore di default che a te da fastidio vale 10pt.Se usi un’altra classe, dicci quale usi e forse ti si può dare un suggerimento più adatto alla classe che usi.
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Il sono il maintainer di latin.ldf. Ma in base a quanto ho scritto nel precedente messaggio, NON sono disponibile a creare una struttura che produce errori “concettuali” per datetime2.Considero al cosa del tutto inutile, anche se potrebbe essere divertente. Tu @claudio fai bene a offrirti come maintainer per il modulo italiano di fatetime2, perché il tuo scopo è quello di divertirti un poco. Ma spero che tu ti renda conto l’errore sistematico che è alla base di datetime2. Con tutto il rispetto per la signora Nicola Talbot, che ha fatto cose bellissime, ma senza avere nessuna pratica della tipografia delle altre nazioni; esamina la sezione riferita all’italiano del pacchetto csquotes e ti rendi conto che ha interpretato a modo suo le tradizioni tipografiche italiane, che per altro non sono granché codificate da nessuna parte e vanno acquisite solo esaminando testi stampati da case editrici affidabili, cosa che, evidentemente, per uno straniero che non conosce la lingua, sono particolarmente difficili da fare.
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Ogi ho aggiornato la mia distribuzione TeXLive {MacTeX) ho visto che ora c’è il modulo per l’italiano creato da Nicola Talbot. Il modulo normale funzona con XeLaTeX e LuaLaTeX, mentre il modulo ASCII lavora co pdfLeTeX.Detto questo non so se qualcuno ci metterà le man sopra per completarlo, perché per ora manconao delle presunte funzionalità.
Dico presunte, perché la data in italiano come la definiscono i moduli babel-talian e gloss-italian fanno da sole quello che le norma richiedono. In particolare non usano mai i nomi dei mesi e dei giorni con le iniziali maiuscole, perché in italiano è vietato (come dicono le norme e qualunque grammatica) quindi…
Per il resto non sono riuscito a vedere nessuna funzionalità degna di nota.Sarò presuntuoso, ma credo di aver scritto dei buoni moduli epr l’italiano e mai nessun italiano in questi ultimi 25 anni circa mi ha chiesto el estensioni di datetime2.
Ho letto i codici di alcuni altri moduli e ho notato che hanno gli stessi difetti di quelli che ho segnalato per l’italiano.
Detto questo, sconsiglierei di usare datetime2, a causa degli errori che si possono commettere usandolo, non certo per presunta “lesa maestà”:wink: 😀
::Gian90″ post=100771Salve
Sono nuovo del forum.
Sono un neofita di LateX, uso come compilatore Winedt 9. Vorrei sapere come poter avere la visualizzazione real time delle correzioni nel pdf. Ho impostato SumatraPDF come visualizzatore perché ho letto che con questo è possibile. Qualcuno sa come fare
Grazie in anticipoLa compilazione sincrona, come quella di Word, è una palla al piede per chi compone con un programma di compilazione come pdfLaTeX.
WinEdit, con o senza Sumatra non la fa; forse bakoma lo fa, ma, ripto è una pala al piede; l’unico altro programma di cui abbia notiazie che lo faceva, era Textures per Mac, ma ora non è più disponibile.La sincronizzazione di WinEdt con Sumatra si riferisce al fatto che secompili, il visualizzatore pdf (Sumatra) si aggiorna subilo, ma devi essere tu a premere l’opportuno bottone di WinEdt; la sincronizzazione nel senso limitato di WinEdt con sumatra permette con un click di passare da un punto della finestra di WinEdt al punto corrispondente della finestra di Sumatra e viceversa. Questo tipo di sincronizzazione è comune ad altri editor multi piattaforma come TeXwork e TeXstudio, Texmaker; in modo diverso è comune anche al programma multi piattaforma emacs conil plugin auktex; Altri programmi mono piattaforma sono TeXShop, TeXpad, TeXnicle per Mac. WinEdti con Sumatra è l’unico che io conosca specifico per macchine Windows. Per Linux conosco Kile+Okular.
Come si faccia. Come si faccia a sincronizzare un edtor con un visualizzatore pdf dipende dall’uno e dall’altro programma. Siccome nonlavoro su Windows non sono in grado di dirti come si faccia, ma ho letto una documentazione di WinEdt che spiega come si faccia.
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@Elrond, io non sarei così drastico, anche se sotto certi punti di vista hai ragione.È che per compilare da sorgente per Mac, bisogna avere installati Xcode con certi add-on anche epr leggere i file in formato .md, che sono soltanto le istruzioni. Ma una volta che le hai, non hai problemi particolari seguendole scrupolosamente. Questo in generale.
Per TeXworks in particolare non mi sono dato da fare perché ho installato una delle versioni precedenti che funzionano benissimo anche su Yosemite, il SO che ho in dotazione. Siccome uso TeXworks solo per fare qui lavoretti particolari che abbiamo scritto nella guida sulle codifiche, non sono molto motivato a disporre dell’ultimissima versione, anche se si può partire dai sorgenti. Ora ho cose più urgenti da fare; magari quest’estate quando sarò “in vacanza” può succedere che in un giorno di maltempo debba restare in casa, quindi potrebbe essere un’idea quella di metterci le mani.
Per il suggerimento di usare TeXworks nelle varie guide, dall’Arte alle guide tematiche, comincio ad avere dei dubbi. Nello stesso tempo io continuo a consigliare TeXstudio che fa molte cose e soddisfa l’occhio degli appassionati del mouse; ma anche TeXstudio, benché manutenuto costantemente, ha certe rigidezze per le quali preferisco di gran lunga TeXShop; Per esempio una volta mi sono scontrato con l’esecuzione dei miei file con -shell-escape non protetto, che io uso abbastanza spesso; per esempio mi scrivo programmi in altri linguaggi per eseguire delle elaborazioni sui file che temo non si possano fare nemmeno con LuaLaTeX e il linguaggio Lua (bisogna che mi decida a studiarlo, perché è possibile che mi possa risparmiare del bel tempo se me lo imparo; non sono ancora convinto che il gioco valga la candela nel mio caso, ma forse sono in torto).
Sono invece molto preoccupato che TeXworks, benché nel sito github si veda che viene aggiornato spessissimo, non distribuisca gli eseguibili per le piattaforme a 32 e a 64 bit.
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