OldClaudio

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  • in risposta a: Studiare le dipendenze #99218
    OldClaudio
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      claudio” post=98942la fretta e la mia cecagna hanno colpito ancora e visto che ho due minuti di tempo
      mi spiego meglio.
      Su ctan ho trovato

      Topic for­mat

      macros to build a for­mat

      ed è una raccolta di pacchetti per ottenere i vari formati
      in un certo senso cercavo una scorciatoia per ottenere un elenco de pacchetti pre caricati nel formato
      senza impazzirmi a cercare i file presenti in latex.ltx
      Comunque grazie per la pazienza
      claudio

      Sì, ma cliccando il link relativo a latex avrai trovato che c’è scritto:

      latex – A TeX macro package that defines LaTeX

      LaTeX is a widely-used macro pack­age for TeX, pro­vid­ing many ba­sic doc­u­ment for­mat­ing com­mands ex­tended by a wide range of pack­ages. It is a de­vel­op­ment of Les­lie Lam­port’s LaTeX 2.09, and su­per­seded the older sys­tem in June 1994. The ba­sic dis­tri­bu­tion is cat­a­logued sep­a­rately, at la­tex-base; apart from a large set of con­tributed pack­ages and third-party doc­u­men­ta­tion (else­where on the archive), the dis­tri­bu­tion in­cludes:

      – a bunch of re­quired pack­ages, which LaTeX au­thors are “en­ti­tled to as­sume” will be present on any sys­tem run­ning LaTeX; and
      – a min­i­mal set of doc­u­men­ta­tion de­tail­ing dif­fer­ences from the ‘old’ ver­sion of LaTeX in the ar­eas of user com­mands, font se­lec­tion and con­trol, class and pack­age writ­ing, font en­cod­ings, con­fig­u­ra­tion op­tions and mod­i­fi­ca­tion of LaTeX.

      For down­load­ing de­tails, see the linked cat­a­logue en­tries above.
      Home page http://www.la­tex-project.org/
      Ver­sion 2011-06-27
      Li­cense The LaTeX Project Public Li­cense
      Copy­right 1993-2009 The LaTeX3 Project
      Main­tainer The LaTeX Team
      Les­lie Lam­port (in­ac­tive)
      Con­tained in TeXlive as la­tex
      MikTeX as ltxbase
      Topics macros to build a for­mat

      e hai certamente notato che la tez’ultima riga ti dice che i pacchetti e i file per costruire il formato per LaTeX sono già contenute in TeXLive e in MiKTeX; in modo più conciso c’è scritto quello che ti ho scritto io…

      in risposta a: Studiare le dipendenze #99216
      OldClaudio
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        Non ho capito che cosa chiedi con “trovato formato?”, dove formato contiene il link a CTAN.

        I file di formato si trovano direttamente nella tua distribuzione/installazione di qualunque tipo, altrimenti non potresti ricostruire il formato ogni volta che ne hai bisogno; MiKTeX nella sua pagina di Settings ha un apposito bottone per ricreare i formati; TeXLive e MacTeX non dispongono di una simile GUI, ma ricreano i formati con il comando da terminale fmtutil o fmtutil-sys dandogli opportune opzioni, Istruzioni con texdoc tlmgr e texdoc texlive.

        I file di formato, per esempio quello del markup LaTeX si trova in …/tex/latex/base/latex.ltx.

        Ma la documentazione si trova nella carella suorce; inoltre i file fmtutil(-sys) in realtà invocno un file .ini per ciascun tipo di formato da costruire sul motore di composizione che lo userà; il motore di composizione funziona con l’opzione –ini per poter eseguire il dump del file .fmt, una volta letto tutto quello che deve per creare un particolare formato.

        Tieni presente che con il motore pdftex e il file di markup latex.ltx si possono creare (almeno) tre diversi formati latex.fmt, pdflatex.fmt, pdfelatex.fmt, oltre ad altri meno noti. La cosa dipende da quale file .ini viene letto prima di caricare latex.ltx.

        Come vedi la cosa è abbastanza complessa. ma il file .log, si trovano nella stessa cartella dei file .fmt e nel file .log c’è scritto tutto quello che serve. Io che sperimento spesso con i file di patter per la divisione in sillabe, ricreo il formato pdflatex una decina di volte all’anno, e ho abbastanza esperienza nel farlo,ma non mi sono mai preso la briga di leggere tutto il file .log; leggo solo la parte che riguarda i pattern di sillabazione.

        in risposta a: Problema con pacchetto Toptesi “toptesi.cls not found” #99362
        OldClaudio
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          Dài, è solo un warning , non un erore; ti avvisa che cè una riga che sporge dal margine di 1.9pt; ricorda che 1mm sono circa 3pt. Quella sforatora dal margine, specialmente in una pagina di titolo non è visibile a meno che tu non prenda un righello abbastanza preciso per misurare un po’ meno di 0.7mm… 😉

          in risposta a: Miglior modo per “riferirsi” al capitolo #99378
          OldClaudio
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            A parte l’anacoluto, i due metodi che proponi sono validi entrambi; ovviamante lasciando cliccabile anche la parola capitolo devi impostare correttamente hyperref affinché non ti scriva chapter al posto di capitolo.
            Tuttavia i riferimenti cliccabili sono utili per un documento da leggere a schermo; per lo stesso documento stampato non servono granché i riferimenti cliccabili… 😉 ma sarebbe preferibile usare il pacchetto varioref ed usare il suo ocmando \vref che ti indica il numero del capitolo e anche la pagina a cui esso si trova.

            in risposta a: Problema con pacchetto Toptesi “toptesi.cls not found” #99359
            OldClaudio
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              Vorrei mettere in chiaro alcuni punti;

              1) toptesi attualmente caricato è nella versione 5.85b e non è l’ultima versione, ma è comunque funzionante; nella versione 5.86 e varienti succcessive (ora la f) ho aggiustato alcune cosine e in articolare ho reso compatibile il comando \frontespizio* con l’ambiente frontespizio*.

              2) il fatto che nella tua installazione toptesi.cls non venga trovato può voler dire tante cose, nessuna dlele qualei mi semrbra che abbia qualcosa a che vedere con toptesi; se MiKTeX non trova toptesi.cls o questo file manca o MiKTeX è configurato male ol il suo Wizard non funziona bene.

              3) I mirror da cui scaricare gli aggiornamenti si possono considerare equivalenti per TeXLive dopo circa una settimana da quando CTAN e i repository principali di CTAN vengono aggiornati; per MiKTeX non ho idea di quanto ci voglia per l’aggiornamento dei mirror, anche perché Christian Schenck deve re-impacchettarli in formato .cab prima che siano disponibili per l’uso tramite il Wizard. È anche per questo che in questo forum consigliamo di preferire l’installazione di TeXLive per Windows, invece che l’installazione MiKTeX.

              Per risolvere il tuo problema non saprei che cosa consigliarti; Installare TeXLive potrebbe essere una soluzione (vedi L’Arte di scrivere con LaTeX), ma se preferisci mantenere MiKTeX è possibile che ci vogliano tempi lunghi. Una possibilità sarebbe quella di scaricare toptesi.zip da CTAN ed eseguire una installazione manuale come descritto in uno dei file manifest.text o README (che è un file di puro testo, anche se non ha l’estensione); su Windows non hai molte limitazioni per l’accesso alle cartelle dei programmi installati, ma ti suggerirei di crearti l’albero personale come descritto nella documentazione di MiKTeX; ricordati che con questa installazione devi sempre aggiornare il database dei nomi dei file anche per l’albero personle (mentre con TeXLive l’albero personale non necessita di questa operazione).

              in risposta a: Studiare le dipendenze #99213
              OldClaudio
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                A me non risulta.

                italian.sty viene deprecato perché serve per attuare una retrocompatibilità specialmente con LaTeX209, ma il suo uso con LaTeX2e è deprecato; l’autore prima chiama babel senza specificare nessuna lingua poi chiama chiama italian.sty che ia sua invoca babel.def e tutto il resto.

                Il modo corretto di usare babel è quello di chiamarlo con le opzioni (che d’altra parte possono anche essere indicate fra le opzioni della classe, cosicché diventano opzioni globali, usabili anche da altri pacchetti).

                Babel.sty carica babel.def e switch.sty; poi esamina la lista di opzioni locali e globali e carica i file .ldf, in questo caso italian.ldf.
                Quest’ultimo file controlla se è già disponibile etoolbox.sty (che potrebbe già essere stato caricato dalla classe o da altri pacchetti invocati prima di babel) e nel caso lo carica; etoolbox a sua volta carica etex.

                La versione di babel 3.9 è abbastanza diversa dalle versioni precedenti e siccome risulta dalla sovrapposizione di moltissimi interventi eseguiti negli ultimi 20 anni da curatori diversi, non è molto trasparente; forse andrebbe riscritto; a me non dispiacerebbe che fosse riscritto in stile polyglossia, ma altri hanno opinioni opposte; a me piace che ogni lingua possa essere impostata con opzioni sue proprie, senza ricorrere agli attributi o o ai modificatori dell’ultima versione di babel; con polyglossia secondo me l’uso delle lingue è più lineare.

                Me ne rendo conto quando devo aggiornare italian.ldf e gli altri file consimili che curo io; con il latino nelle sue varianti sono diventato matto con il modulo per babel, mentre con il modulo per polyglossia le cose sono state molto più lisce (purtroppo il curatore di polyglossia interviene, forse, una volta all’anno, quindi il modulo gloss-latin.ldf non è ancora disponibile nelle varie installazioni, benché glielo abbia inviato sei mesi fa — LATINISTI; SE NE AVETE BISOGNO SCRIVETEMI!).

                in risposta a: Problema con pacchetto Toptesi “toptesi.cls not found” #99357
                OldClaudio
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                  I file di toptesi che ho aggiornato il 14/12 scorso a quanto pare non è stata installata corettamente, perché vi compare la 5.85b, mentre io ho caricato al 5.86.

                  Verifico di non avere fatto io dei pasticci e ricarico il tutto, se fosse necessario oppure scrivo ai amnutentori di CTAN/TeX/Live per avere notizie.

                  Ma, a parte la versione, dovrebbe essere tutto caricato e accessibile, anche se la versione non è aggiornata.

                  Prova ad aprire una finestra comandi/prompt dei comandi o come si chiama con il tuo sistema operativo Windows; cambia cartella di lavoro fino a quando questa è proprio la cartella che contiene gli eseguibili di MiKTeX (non ti so dire quel sia perché io non ho una macchina Windows sotto mano); scrivi dentro quella finestra il comando kpsewhich –all toptesi.cls ed eseguilo premendo il tasto ; se il programma kpsewhich non ti trova toptesi.cls, il tuo pacchetto non è installato o non è installato per niente o i database dei nomi dei file non sono aggiornati (i formati non c’entrano niente, aggiornarli o non aggiornarli non ha nulla a che vedere con l’accesso ai pacchetti).

                  Fammi sapere.

                  [EDIT]
                  Ho appena ricaricato la versione 5.86f; ho notato anche che il file zippato che avevo caricato il 12/14 era fallato e comunque non conteneva le cose giuste, perché conteneva ancora la versione 5.85b. Forse lunedì prossimo sarà aggiornabile.

                  in risposta a: Errore codifica #99345
                  OldClaudio
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                    Sì, compila bene, ma se vuoi evitare quegli avvisi, salva i tuoi file con codifica utf8. la codifica dell’editor deve andare d’accordo con la codifica di inputenc che specifichi a LaTeX.

                    Con tutto il rispetto per MiKTeX, questi sono problemi che di solito capitano sulle macchine Windows; Be’, non voglio dire che non capitino su altre macchine; infatti ci sono ancora utenti Mac che ostinatamente continuano ad usare la codifica applemac.
                    Infatti Toomaso ed io abbiamo scritto una guida tematica sulle codifiche, che puoi scaricare, se non l’hai già fatto, dalla sezione Documentazione/Guide GuT Tematiche.

                    in risposta a: Problema aggiornamento MacTeX #99330
                    OldClaudio
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                      Be’, sai, con le vacanze di mezzo anche gli aggiornamenti dei siti ufficiali e dei mirror è più lenta…:sad:

                      in risposta a: Studiare le dipendenze #99210
                      OldClaudio
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                        Non direi che ci sia tanto da impazzire se si considerano due cose:
                        1) pdflatex e lualatex hanno come motere di composizione pdftex, mentre latex e xelatex hanno come motore solo tex e xetex, molto simili, nel senso che il secondo gestisce anche i font OpenType, mentre il primo non li gestiche, ma il loro output sono due varianti del formato DVI, non del formato PDF. il loro file di uscita deve venire trasformato in PDF mediante opportuni programmi; per il DVI di latex si può usare sia dvips+pstopdf, sia dvipdfm; per l’uscita del file DVI speciale di xelatex ci pensa da solo l’eseguibile xetex a lanciare una versione speciale di dvipdfm, ma mediante un’opzione questa trasformazione può essere disabilitata (in genere non viene disabilitata — io non l’ho mai disabilitata).

                        Allora mi pare evidente che i due snapshot di latex e xelatex siano molto simili, e a loro volta i due snapshot di pdflatex e lualatex siano molto simili; la differenza sta nel fatto che i formati basati su pdftex vengono sviluppati attivamente per far sì che pdftex possa produrre il massimo che il linguaggio di uscita possa dare. Invece il motore tex è congelato per volere di Knuth; di fatto latex viene compilato con una versione di pdftex impostata per produrre il formato di uscita DVI che non ha tutte le raffinatezze del formato PDF. Xetex è nato molto più avanzato di tex e include già di suo le estensioni di etex, soltanto che per chissà quale decisione degli anni 2000-2005 che non conosco, è stato deciso di usare un formato DVI modificato per poter gestire i fon con codifica UNICODE; tant’è che lo sviluppo di lualatex è cominciato proprio quando è uscito xetex/xelatex. Mettendo mano su un programma nuovo, gli sviluppatori si sono sbizzarriti con una quantità di funzionalità in più, in particolare l’inclusione di buona parte dell’interprete Lua che ne caratterizza il nome.

                        Comunque buona parte dei pacchetti in più che gli snapshot di pdflatex e lualatex mostrano, sono pacchetti inclusi nel formato, non richiamati né da minimal, né dal pacchetto di cui stai cercando le dipendenze. Prova a fare lo snapshot senza chiamare nessun pacchetto e vedrai che la lista rimane molto lunga lo stesso, perché è il formato che richiede almeno una mezza dozzina di pacchetti che xelatex e latex non richiamano.

                        in risposta a: Studiare le dipendenze #99207
                        OldClaudio
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                          Non proprio ma quasi; l’elenco che mi hai mandato viene dal file jatetex.log, mentre io mi riferivo a pdflatex.log.

                          L’idea comunque è quella.

                          in risposta a: Studiare le dipendenze #99204
                          OldClaudio
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                            Più o meno si. Ma…

                            Metterei la dipendenza dal driver, vale a dire che invece di PDFTEX.DEF metterei .DEF per indicare che un drivere con le definizioni dei suoi comandi di basso livello ci vuole, altrimenti color non funziona, ma non specificherei il nome del friver PDFTEX, perché quello è solo il driver che si usa con il compositore pdflatex ed altri programmi simili basati sul motore di composizione pdftex; con xelatex si usa il driver XETEX.DEF, con altri programmi si usano altri driver, corrispondenti ciascuno ad una opzione; in realtà non è necessario specificarlo perché il driver giusto è ricavato dal file di configurazione.Eliminerei infwarerr e ltxcmds che sono caricati dal formato.

                            in risposta a: Studiare le dipendenze #99202
                            OldClaudio
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                              @claudio
                              , stai facendo un ottimo lavoro; quei grafici con tikz vanno interpretati, ma sono formidabili nel mostrare i legami con altri pacchetti.

                              Ci sono però alcune cose che forse varrebbe la pena di marcare, come per esempio i pacchetti caricati dal formato, non dai singoli pacchetti. Prendiamo per esempio ltxcmds; guardando il diagramma di graphics, sembrerebbe un pacchetto da cui molti altri pacchetti dipendono. Se vai a leggere la documentazione di ltxcmds, ti accorgi che è servito a Oberdiek per rendere accessibili a pacchetti da usare con Plain TeX epr disporre di funzionalità simili a quelle di LaTeX.
                              A che cosa serve? Qual è l’utente LaTeX a cui verrebbe in mente di caricare quel pacchetto? Ci pensa il file di formato a caricarlo e certamente non perché l’utente finale ne faccia uso. la stessa cosa vale per i file .def, l’utente in generale non ha nessuna scelta su questi pacchetti. Può essere utile conoscerne l’esistenza da parte di chi scrive file per pacchetti o per classi, ma l’utente finale certamente no.
                              Allora perché rendere complicati i grafici delle dipendenze con pacchetti che l’utente non vedrà e non userà mai?
                              Se dal grafico relativo a graphics togli i nodi relativi ai fie .def e ai pacchetti caricati dal formato, il grafico diventa comprensibile senza dover fare elucubrazioni strane.

                              Ciò non toglie che il lavoro che stai facendo sia molto bello e credo molto utile, specialmente se lo rendi comprensibile anche a chi non è addentro alle segrete cose del nucleo di LaTeX, ai vari file .ini che vengono letti durante la creazione dei file di formato, e ai vari pacchetti che ne vengono coinvolti.

                              Se hai texlive, nell’albero texmf-var/web2c/pdftex/ vi sono i file di formato e i file .log con cui sono stati creati; prova a leggere il file pdflatex.log e ti rendi conto della quantità di pacchetti che fanno già parte del formato (in particolare vedi anche come sono caricati i file di sillabazione per le lingue, una ottantina, numerate da 0 a 79). Non vorrai mica elencare anche i file di sillabazione fra le dipendenze? eppure sono caricati anche quelli.

                              Complimenti per il tuo lavoro eccellente.

                              in risposta a: Studiare le dipendenze #99201
                              OldClaudio
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                                skevin93″ post=98806Io lo segnerei come “incompatibile” con tutti quei pacchetti che emula: se uso [tt]titlesec[/tt] o [tt]geometry[/tt] nella classe [tt]memoir[/tt] vado certamente incontro a dei problemi

                                Tra la fine della pagina xxix e l’inio della pagina xxx, la documentazione di memoir spiega quali pacchetti emula e di cui vieta il caricamanto e quali pacchetti, pur offrendo funzionalità simili a quelle contenute in memoir possono essere usati lo stesso. Vale pae na leggere uei pochi capoversi per rendersi conto delle compatibilità e delle indipendenze. In particolare titelesece e geometry sono usabili anche con memori.Come collaboratore iniziale di imakeidx posso dire che, benché memoir vieti il caricamento di makeidx (come specificato verso la fine della pagina xxix) non vieta espressamente imakeidx, perc cui le funzionalità di quest’ultimo possono essere usate tranquillamente, pur di non usare i comandi propri di memoir, e in effetti funziona beniissimo. Alla finde di dicembre dovrebbe essere caricato su CTAN e aggiunto ai pacchetti di TeX Live (e MiKTeX ?) il nuovo pacchetto indextools, che è un fork di imakeidx compatibile con la presenza del pacchetto bidi; siccome memori emula le funzionalità di bidi, la cosa potrebbe presentare un vantaggio per gli utenti. Non lo so, vedremo.

                                in risposta a: Problema aggiornamento MacTeX #99328
                                OldClaudio
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                                  Ho appena ricevuto la conferma che c’era un baco, che è stato corretto e che ora il fenomeno non si dovrebbe presentare più.
                                  Mi sorprendo solo di essere stato l’unico vecchio utente che, grazie a te, ha rilevato la presenza dell’errore, non causato da disguidi accidentali, ma da un vero baco, e che abbia informato i responsabili.
                                  Tutto è bene quel che finisce bene. 🙂

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,981 al 4,995 (di 11,286 totali)

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