OldClaudio

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  • in risposta a: [Risolto]Non riesco ad aggiornare tlmgr #99441
    OldClaudio
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      Infatti l’ho provato per primo, ma non mi funziona. Come ho già detto il mio sistema è Ubuntu e non Debian, infatti ho usato fino ad ora tlmgr.

      Bisogna che ci intendiamo; Ubuntu è un sistema operativo conforme alle direttive del consorzio Debian, non è il sistema Linux che si chiama Debian, ma come quello è confrome a Debiab/Direttive.

      Il sistema TeXLive sui sistemi Debian Compliant può essere installato in due modi; o usando apt-get, o usando l’immangine ISO O equivalente scaricata da CTAN.

      La versione di TeXLive installata ocn apt-get è Debian compliant e non dispone di tlmgr.

      La versione TeXLive installata dall’immagine ISO o direttamente dal mirror di CTAN dispone di tlmgr.

      Dunque tu sulla tua macchina Debian Compliant hai installato la versione che per semplicità io chiamo TeXLive/CTAN, per non stare a ripetere la lunga frase che ne descrive l’installazione.

      Benissimo; allora hai fatto bene a scaricare update-tlmgr-latest.sh, ma sei capitato male, perché quello script dava quell’errore gi`due o tre settimane fa, tant’è che mi ero dato da fare per contattare uno degli sviluppatori di tlmgr che ha un rapporto di simpatia con il GuIT e da del tu a tutti noi; è anche venuto ai nostri meeting diverse volte; ora vive e lavora in Giappone e non sta proprio dietro l’angolo…
      è stato lui a dirmi di usare con i privilegi di amministratore [tt]tlmgr update –self[/tt] e ne ho scritto subito qui sul forum; visto che aveva risolto il mio problema, e che i lettori che hanno seguito questa indicazione hanno confermato che il problema era risolto anche per loro.

      Nel frattempo è uscito un altro aggiornamento di tlmgr, che la precedente versione, anche tramite l’interfaccia grafica, è riuscita ad installarsi senza problemi.

      Da quel che succede a te, non vorrei che ci sia di mezzo un ulteriore aggiornamento con lo stesso baco che si era manifestato due o tre settimane fa. In verità ho aggiornato ieri, ma ho voluto riprovare oggi, dopo che hai segnalato il fattaccio, e tutto funziona regolarmente senza aggiornamenti dell’infrastruttura, cioè di tlmgr.

      Speriamo che qualche altro Ubuntista ti possa aiutare; io lavoro su un Mac, quindi su un sistema di tipo UNIX come Linux, ma non sono in grado di distinguere i dettagli.

      in risposta a: [Risolto]Non riesco ad aggiornare tlmgr #99438
      OldClaudio
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        Se hai una installazione Debian di TeXLive non puoi usare tlmgr; se hi una installazione di TeXLive da CTAN non vedo motivi per i quali non dovresti pter aggiornare tlmgr; In particolare `sudo tlmgr update –self`è il metodo consigliato per aggiornare i manager.

        L’interprete Perl che hai su Ubuntu non dovrebbe avere nulla a che vedere con l’installazione o l’aggiornamento di tlmgr, nel senso che è già caricato come parte integrante di Ubuntu; tlmgr è scritto in Pel quindi ha bisogno dell’interprete Perl; Quando si installa per la prima volta TeXLive su una macchina Windows vien installata anche un version ridotta di Perl, perché Windows non ne dispone di default. Ma siccume sei su Ubuntu, quel che succede su Windows non ti interessa.

        Il mirror di GARR è il migliore in Italia; se vuoi puoi chiedere a tlmgr di mostrati l’elenco dei mirror dal quale puoi scegliere quello che vuoi; e seconda di dove vivi in Itlai, potrebbe essere una buona cosa scegliere un mirror francese o svizzero o austriaco. Fino a poco tempo fa ne usavo uno olandese, ma con l’ultimo portatile che ho configurato ho lasciato che prendesse GARR di default e trovo che vada benissimo.

        in risposta a: Studiare le dipendenze #99223
        OldClaudio
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          Dialogo fra tre Claudi…

          Grazie ad entrambi per l’aiuto che mi avete dato; vorrei far notare che per grafi così complessi bisogna trovare un altro metodo, perché la parte scritta è illeggibile se non con la lente, e in ogni caso entrambi i grafi escono dalla gabbia di composizione.

          Suggerirei che una volta fatti i grafi di pacchetti molto usati, tanto per fare un esempio graphicx, in altri grafi si possa dire qualcosa di equivalente a “vedi dipendenze di graphicx”.

          Allora il concetto sarebbe quello di seguire queste due indicaazioni:
          1) fare in modo che le parti scritte non vengano rimpicciolite ma abbiano un corpo finale equivalente a 10pt
          2) sfruttare abbondantemente il rinvio ad altri grafi, senza dover ripetere sempre gli stessi rami in grafi di classi o pacchetti diversi.

          Claudio n. 3

          in risposta a: Le mie (dis)avventure con TikZ #96771
          OldClaudio
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            lorenzo.pantieri” post=99016Ciao a tutti. Devo realizzare il seguente disegno.

            Siccome ho molti disegni di questo tipo nel mio documento, ho bisogno di un metodo “solido”. Ho pensato di definire due nodi (uno per il primo e uno per l’ultimo termine del trinomio e di lavorare con quelli, ma poi sono in difficoltà con la spaziatura orizzontale nella formula (che deve essere quella standard) e con l’allineamento verticale…

            Che dite?

            Non vedo perché devi volere a tutti i costi fare dell’alta acrobazia senza rete. Le dispense che stai scrivendo non sono un lavagna, e non sono nemmeno una presentazione PowerPoint, ma sono un testo tipocomposto.

            Claudio (F.) ti ha spiegato perché non puoi avere la moglie ubriaca e la botte piena; io con l’ambiente rudimentale picture credo che saprei farlo, ovviamente senza tutti gli automatismi di TikZ, ma non lo faccio perché lo trovo inutile; infatti il tuo scopo con quel disegno ardito è quello di mostrare che il polinomio è un quadrato perfetto; perché allora non fai semplicemente i passaggi?`\[
            a^2 + 8a + 16 = a^2 + 2\times 4 a + 4^2 = (a+4)^2
            \]`A me parrebbe molto più chiaro e molto meno acrobatico.

            in risposta a: Studiare le dipendenze #99220
            OldClaudio
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              Ecco quanto mi risponde il programma se faccio girare il tuo ultimo esempio.
              `Opening dot2tex stream DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot
              runsystem(dot2tex –figonly –format=tikz –styleonly –prog=dot –graphstyle=”scale=0.5,transform shape” -o DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.tex DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot)…executed.

              Package dot2texi Warning: Conversion of DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot failed..

              Package dot2texi Warning: Please convert DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot manually.`Devo leggere l’articolo di ClaudioF. o è qualcosa che non va?

              in risposta a: Incolonnare elementi all’interno di un elenco #99417
              OldClaudio
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                Provato ad usare l’ambiente tabbing?

                in risposta a: Casella con crocetta #99409
                OldClaudio
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                  E questa soluzione?
                  `\newcommand\boxZ{\frame{$\times$}}`
                  E quest’altra?
                  `\newcommand\boxZ{\frame{\sffamily X}}`
                  E ancora questa?
                  `\newcommand\boxZ{{\unitlength=1pt\picture(6,6)\roundjoin\linethickness{0.5\unitlength}\Line(0,0)(0,6)\polyline(6,0)(0,0)(6,6)(0,6)(6,0)(6,6) \endpicture}}`In quest’ultima aggiusta il valore 3 dovunque li trovi con un altro valore più grande o più piccolo. Devi caricare il pacchetto pict2e, piccolo, leggero, e compatibile con tutto, perché è l’estensione preconizzata e documentata da Lamport stesso nella sua guida, seconda edizione del 94. Volendo potresti farne a meno, ma i comandi sarebbero più complessi.

                  in risposta a: Simbolo gradi Celsius #99386
                  OldClaudio
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                    Non credo ci sia niente di anomalo in quel che ottieni; ho esaminato a fndo i file, ma non è quello che ti sembra.

                    Gli esempi che hai fatto con \si e \SI sono corretti, ma ti appaiono sbagliati perché stai usando in font euler in cui il tondo matematico è così simile al corsivo matematico che non si distinguono quasi.

                    Invece gli esempi che fai con \ensuremath non vengono usati i font euler, am in font testuali per il tondo matematico; i Palatino i i Minion che classicthesis invoca, e quindi anche tesiclassica, hanno la codifica giusta da usare in matemarica, la codofica OT! per il tondo che invochi con \mathrm, ma questo font non contiene le lettere greche minuscole, quindi il trattino è il glifo che quel carattere contien al posto della lettera \mu.

                    Se hai davvero bisogno di usare unità di misura e vuoi davvero usare i font euler, allora usa tranquillo i comandi del pacchetto siunitx; Ma se il risultato non ti piace devi cambiare classe, perché il pacchetto classicthesis è stato caricato con l’opzione eulermath e non c’è modo di farglielo dimenticare, se non reimpostare i comandi di basso livello per rimettere i font matematici di default.

                    Al meglio, forse, puoi editare la classe tesiclassica (cambiandole nome) e togliendo dalla invocazione del pacchetto classicthesis l’opzione eulermath.

                    Meglio ancora segui il modello TesiMod, che usa la classe tesimoderna che usa i siliti caratteri Latin Modern testuali e matematici.
                    Il disengo della gabbia è fatto secondo la proporzione aurea e il risultato finale non è affatto male. MA almeno non hai gli euler fra i piedi; scusa se li tratto male, ma sono anni che sto informando tutti che gli euler vanno bene solo per Knuth e per testi di matematica pura, dove non è necessario ottemperare alle norme ISO/UNI; font bellissimi, ripeto, ma inadeguati per rispettare quelle norme.

                    [attachment=1228]tesimoderna.zip[/attachment]

                    Ti allego il file tesimoderna.cls dove ho scoperto un errore e l’ho corretto.

                    Ho provato a far andare l’esempio che mi avevi mandato e le unità vengono benissimo, tranne che con \ensuremath, dove i ofnt sono corretti, ma il simbolo di micro viene in corsivo greco matematico, perché specificando \mathrm le lettere greche miniscole non sono disponibili. con siunitx, invece funziona tutto a meraviglia.

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                    in risposta a: Simbolo gradi Celsius #99385
                    OldClaudio
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                      Se avessi mostrato questi esempi con la prima domanda specificando che usavi TesiCls, sarebbe stato meglio.
                      Ora do un’occhiata a TesiCls e vedo da che cosa può dipendere.

                      Una cosa che puoi notare subito è che TesiCls, come ClassiThesis non sono adatte a comporre la matematica delle scienze applicate perché non rispettano le norme ISO/UNI con i font euler, bellissimi, ma inadatti.

                      Prendi in considerazione di usare TesiMod al posto di TesiCls; almeno no ti scontri con i font euler.

                      Comunque esamino TesiCls, anche per mia curiosità.

                      in risposta a: Problema con elenco figure #99404
                      OldClaudio
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                        albertbug86″ post=98983Ovvia risposta. Ma non è che le guide siano chiarissime.

                        Non mi sembra particolarmente dificile guardare al figura 1, capire che la grandezza da cambiare è numwidth e che il comando per farlo si trova usando la funzione “cerca nel teso pdf” la stringa numwidth.
                        Si trova nella seconda metà della pagina 8 e il comando per specificare quella larghezza è \cftsetnumwidth.

                        Detto questo, che avrai di certo già trovato tu stesso, ti consiglio di prendere il valore di default mostrato nella tabella 1; quel valore vale 2.3em, prova ad aumentare quel valore di solo 0.5em, se non basta portalo l’aumento a 1em, ma non esagerare, altrimenti uno spazio troppo grande fra il numero della figura e la didascalia stona con il resto. Quindi io proverei prima con 2.8em e poi con 3.3em, poi magari una volta trovato un valore decente, lo rimpicciolirei di qualche decimo di em finché la cosa mi pare che funzioni anche esteticamente.

                        in risposta a: Simbolo gradi Celsius #99383
                        OldClaudio
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                          emlago” post=98977Restando in ambito del pacchetto siunitx, avrei un’altra questione da provi (mi sembrava superfluo aprire appositamente un altro topic).
                          Utilizzando il pacchetto stampa le unità di misura in carattere matematico quando invece dovrebbero essere in tondo.

                          Ho parzialmente risolto il problema bypassando il pacchetto e scrivendo manualmente le unità in tondo con un comando ad hoc trovato sul forum.

                          Mmmm…

                          Sei sicuro di non avere combinato pasticci?

                          Il pacchetto siunitx con i suoi due comandi \si{…} e \SI{…}{…} compone sempre in tondo; vedi pag. 7 della documentazione; nel codice di siunutx.sty è difficile controllare perché è scritto in linguaggio L3.

                          In ogni caso questo è un esempio minimo compilabile`\documentclass{article}
                          \usepackage[utf8]{inputenc}
                          \usepackage{siunitx}
                          \begin{document}
                          La temperatura di 27,85\si{\celsius} corrisponde a \SI{300}{\kelvin}.

                          \emph{Viaggiavo alla velocità di 120\si{km/h}, cioè a \SI{33,33}{m/s}}.
                          \[
                          V/\si{km.h^{-1}} = 3,6 V/\si{m.s^{-1}}
                          \]

                          \end{document}` che ha per risultato questo:

                          [attachment=1226]TestSIunitx-cropped.pdf[/attachment]

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                          in risposta a: Disegnare archi su una sfera e marcare i punti #98192
                          OldClaudio
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                            Disegnando anche i paralleli, cosa che ritengo utilissima, il disegno risulta un po’ confuso se si vedono le linee sul retro della sfera; lo so che è difficile, ma si possono elininare gli archi posteriori di meridiani e paralleli?

                            Il codice è bellissimo e il risultato anche, sebbene l’eliminazione degli archi posteriori lo renderebbe ancora più bello.

                            Complimenti, davvero.

                            in risposta a: Problema con elenco figure #99400
                            OldClaudio
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                              Hai due possibilità:
                              1) configuri lo stile di composizione della lista delle figure mediante il pacchetto tocloft;
                              2) torni al sistema di default di numerare le figure per capitoli, e non per paragrafi.

                              Io ti coniglio il secondo metodo, visto che non ha senso, in generale, avere una moltitudine di paragrafi che contengono solo una due figure, quando non ne contengono alcuna.

                              Ma se proprio devi sezionare i capitoli in tanti paragrafi più di 10, ognuno dei quali contiene tante figure, la strada attraverso tocloft diventa inevitabile.

                              in risposta a: Impossibile aggiornare TexShop #99391
                              OldClaudio
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                                Un mio caro amico, già mio preside in facoltà, rimpiange l’editor TECO, che non usava nessuna intterfaccia grafica mai i terminali destinati solo ai comandi scritti, senza funzionalità grafice che venivano usati sulle Macchine Digital all’inizio degli anni 80.

                                È un buon argomento su cui prendersi in giro reciprocamente 😀

                                Ma non condivido la cosa: bisogna aggiornarsi sia come software sia come hardware; spesso si continuano a fare le stesse cose di prima, perché non si ha voglia di esplorare le nuove funzionalità; ma è un fatto che sul mio portatile MacBookPro, con 8 anni di onorato servizio, devo usare TeXShop 2 perché TeXShop 3 non è installabile. Sui desktop all-in-one iMac quasi nuovo ho Yosemite e naturalmente ho TeXShop 3. Devo stare attento ad usare l’una o l’altra macchina perché alcune cose sono incompatibili. Mi piacerebbe installare l’ultima versione sulla vecchia macchina, ma purtroppo essa è a 32bit mentre la nuova versione del software gira solo con una CPU a 64 bit.

                                Che ci vuoi fare; viene modificato l’hardware — bisogna aggiornare il software.

                                Poi come modesto sviluppatore di software per il sistema TeX mi dispiacerebbe se gli utenti di questo sistema non aggiornassero la loro installazione.:cool:

                                in risposta a: Disegnare archi su una sfera e marcare i punti #98190
                                OldClaudio
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                                  Wow! Scusate l’esclamazione molto anglo, ma non me ne viene una migliore.:smile:

                                  Bravo, bravissimo.

                                  Visto che l’appetito vie mangiando, saresti anche capace di disegnare una lossodromia fra due punti dati?

                                  Geometricamente parlando la lossodromia è il percorso sulla sfere che unisce due punti mantenendo un angolo costante rispetto ai meridiani che via via interseca; è chiaro che la lossodromia che unisce due punti sull’equatore è l’arco minore di equatore che li unisce; è altrettanto chiaro che la lossodromia che unisce due punti sullo stesso meridiano è l’arco minore di meridiano che li unisce.

                                  Non è altrettanto evidente che la lossodromia che unisce due punti collocati diversamente dalle due situazioni descritte sopra è un arco di spirale giacente sulla sfera che va avvolgendosi attorno ai due poli: si srotola dal polo S e poi sale avvolgendosi attorno al polo N (o viceversa). Un costruzione geometrica semplice può essere visualizzata pensando al cilindro tangente alla sfera lungo l’equatore; un’elica a pendenza costante sul cilindro si proietta su una lossodromia sulla sfera; infatti le generatrici del cilindro si proiettano sui meridiani e l’elica che ha pendenza costante sulla superficie cilindrica forma un angolo costante con le generatrici del cilindro. la proiezione centrale della superficie cilindrica sulla superficie sferica è conforme, per cui gli angoli si conservano ed ecco che la proiezione dell’elica è una linea che forma angoli costanti con i meridiani, cioè una lossodromia.

                                  Spiegazione superflua per Liverpool che lo sa certamente, ma se qualche altro lettore non conoscesse la lossodromia, quella è la spiegazione.

                                  Sempre per chi non lo sapesse, la lossodromia è il percorso che si fa in nave o in aereo mantenendo una rotta costante, il che è comodo per il timoniere o per il pilota, ma non è il percorso più breve, che è costituito dal percorso ortodromico più difficile da seguire perché bisogna cambiare continuamente rotta; è ovvio che oggi con gli strumenti moderni basati sul GPS, il problema non sussiste più, ma per chi pratica la nautica e usa il timone a mano il problema si pone sui viaggi piuttosto lunghi. Il povero Cristoforo Colombo non conosceva queste cose e sia all’andata sia al ritorno ha seguito rotte ben lontane dall’essere ottimali. La proiezione di Mercatore di un paio di secoli successiva ai viaggi di C.C. ha facilitato molto la determinazione della rotta lossodromica, ma per seguire le rotte ortodromiche c’è voluto il trasporto aereo a lunga distanza.

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