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Mi pare di averti detto di leggere la documentazione di toptesi, in particolare toptesi-it. Se non te lo avevo detto, te lo dico adesso.Nella documentazione c’è scritto a chiare lettere che il file toptesi.cfg è solo un modello da usare per avere una configurazione di default per la maggior parte dei dati che servono per il frontespizio di una DATA tesi. Perché funzioni con una DATA tesi, il file di configurazione di quella DATA tesi deve avere lo stesso nome della tesi in questione. quindi per test..tex (file principale della tua tesi) il file di configurazione si deve chiamare test.cfg.
Inoltre per modificare le cose, anche se cambi nome al tuo tptesi,cfg, non riuscirai mai ad avere la tesi con il retrofrontespizio composto, perché verso la fine del file esso viene ridefinito come \vfill, un comando che riempie una pagina di spazio vuoto. Almeno commenta quest’ultima riga.
Ti suggerisco di eliminare tutti i commenti iniziali e finali di test.cfg, altrimenti non si capisce niente di dove siano le cose che sono rilevanti.
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È solo apparente: se compile due volte, che \appendix sia attivo o sia commentato, il punto non c’è;Il punto appare come un residuato della compilazione precedente solo dopo la prima compilazione dopo che hai commentato o decommentato \appendix; alla seconda sparisce.
Dipnde dal gioco fra quello che compare nel file .tex e quello che appare nei file ausiliari. Ma, ripeto, con due compilazioni scompare.
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Non so se la scelta dei ofnt che hai fatto sia sensata per una presentazione, ma puoi sempre cercare nel manuale di beamer il comando [tt]prrofessionalfonts[/tt]Io per mio conto iso sempre i professional fonts LX, non solo perché li ho disegnati io, (fanno parte della distribuzione completa di TeX Live e di MiKTeX) ma perché mi piacciono. Naturalmente non devono piacere a tutti, ma sono particolarmente ben leggibili quando vengono proiettati; sono una estensione di queli che a suo tempo Leslie Lamport (il papà di LaTeX) aveva scritto per la classe slides; e sono una estensione, a loro volta, di quelli che Knuth stesso aveva disegnato per gli aforismi alla fine dei capitoli; comprendono anche il greco sia per il testo sia per la matematica; comprendono tutti i simboli matematici di LaTeX e quelli della AMS (sostanzialmente gli amsfonts ridisegnati er andare d’accordo con il resto).
Non sono perfetti, assolutamente no; ma servono molto bene per una presentazione, almeno per me.
I font che hai scelto, invece vano bene per il testo stampato, secondo me; gli Iwona non so se contengano anche i simboli matematici (credo di no) quindi la matematica con l’Iwona non viene assolutamente bene. In sostanza o tieni i font di default, oppure cerchi font completi delle famiglie matematiche.
6 Dicembre 2014 alle 21:24 in risposta a: [RISOLTO] Testo su due colonne, immagini a tutta pagina #63025::
No, è un problema noto, ameno secondo colui che ha creato quella parte del codice di LaTeX; si risolve spostando l’ambiente figure* indietro alcuni capoversi che vengono composti nella pagina precedente.Se va bene, nel numero di ArsTeXnica del prossimo aprile metteremo la traduzione in italiano del suo articolo.
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Il Reader XI, gratuito, sarebbe meglio averlo a bordo, perché almeno permette di ottenere dai file PDF alcune informazioni che non si ottengono cona altri programmi gratuiti, per esempio l’elenco dei font usati nel documento.Il Reader XI non ha un verificatore PDF/A, ma quando apri un file con i metadati e altre piccole cosette, lo apre in sola lettura con una avviso molto evidente in testa alla schermata di afferma che il file è aperto in sola lettura perché potrebbe essere conforma alla norma PDF/A. Quel “potrebbe” dice una mezza verità, ma non tutta la verità. In altre parole non è una verifica della conformità.
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Per me non è così banale, ma guarda il seguente zio; dove ho agginntio qualche commento all’inizio di tesiclassica.sty e ti ho allegato il tuoii esempio aricchito di testo.
[attachment=1199]Tesiclassica.zip[/attachment]
Il corpo di default deve essere essere specificato con la vecchia sintassi di book, non con quella di scrreprt.
Invece, benche il pacchetto classicthesis.sty accetti oltre al formato A4 ance il fomrato ¯5, non è possibile (nel senso che io non ci sono riuscito) a convincere classicthesis a definire la gabbai del testo el la carta A5; classicthesis non accetta altri formati di carta; ecco perché bisognerebbe riprendere tutto da capo e scrivere una vera classe ex-novo che sia un poco più flessibile di quella creata dall’autore di classicthesis.per Lorenzo: questo messaggio riguarda anche il tuo sito, se hai voglia di inserire/aggiornare questa nuova versione di tesiclassica.cls. Non aggiornare invce il moello TesiCls.tex con quello contenuto in questo zip.
Non è un granché ma funziona.
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Non so perché si venga un’option clash, ma ricorda che pdfx carica hyperref e gli imposta alcune opzioni; \hypersetup non dovrebbe collidere, ma su queste cose c’è sempre da avere dei dubbi.Purtroppo alcune università chiedono si consegnare tesi conformi al PDF/A, ma nessuna sa che attualmente nemmeno Adobe Acropbat Professional XI (ricordiamo che la Adobe fa parte del comitato che redige le norme per il formato PDF/A) è in grado di trasformare con sicurezza un file PD~F i un file Conforme allo standard PDF/A. Certi servizi gratuiti in rete per verificare questa conformità sono messia disposizione da aziende roduttrici di software che afferma di saper convertire i file PDF in PDF/A, ma ho il sospetto che questi servirsi siano uno specchietto per le allodole al fine di convincere gli utenti ad acquistare il loro software che, naturalmente costa alcuni biglietti da 1000. Queste Università, allora dovrebbero mettere a disposizione dei laureandi un servizio gratuito di conversione in PDF/A, non costringere i laureandi a pagare l’equivalente di un anno di tasse universitarie (be’, più o meno, ma quello è l’ordine di grandezza) per produrre una tesi conforme, servizio, naturalmente dotato di un corrispondente serviziogratuito ci consulenza nel caso il file originale non contenga file conformi e simili cosette. Non lo fanno ma esisgono che i laureandi si arrangino.
Esistono due modi per aggirare il problema:
1) convertire il file PDF in PDF/A con un programma qualsiasi, foss’anche producendolo con il pacchetto pdfx, sperando che lo verifichino con la (pseudo) verifica di Adobe Reader XI.
2) covertire tutte le pagine in formatp PNG, e includerle in un file PDF/A che non contenenedo fot di nessun genere richiede solo i metadati per essere convertio in PDF/A.Alll’inizio del’anno il Workin Group del TeX Users Group che lavora sul formato PDF/A diceva che la versione TeX Live 2014 sarebbe stata in grado di lavorare con il PDF/A, ma da quel che ho visto quando è uscita al 2014 la cosa non funziona (per dettagli minimi concerenenti i metadati, ma pur sempre non funzionanante).
::Squall” post=98493Non funziona quel comando.
La licenza della classe dove la trovo? Anche se si basa su una classe Koma non è possibile modificare il font???Hai ragione; per il momento la classe funziona solo con carta A4 e font di corpo 11pt; purtroppo quello che ho fatto è stato un patch per mettere tutto ciò che non aveva a che fare con il contenuto della tesi in una classe apposita; in questo modo ho replicato quello che Lorenzo aveva costruito con il suo precedente modello TesiClassica, e non mi sono preoccupato di controllare se usando altre opzioni per la classe scrreprt il tutto avrebbe funzionato ancora. Ci vorrebbe anche un briciolo di documentazione, ma manca ancora. Per ora la classe è del tipo “prendere o lasciare” chissà, forse in futuro…
Ricorda ance che il tutto era ed è basato anche sul pacchetto ClassicThesis; l’autore di ClassicThesis non ne vuole sapere di modifiche…
4 Dicembre 2014 alle 22:14 in risposta a: Package inputenc Error: Unicode char \u8:� not set up for us #98928::
È vero, filecontents serve per trasportare un codice LaTeX da un autore ad un altro; il codice LaTeX è difficile da scrivere verbatim se cotine lettere accentate o comunque caratteri non ASCII; in teoria circa l’ambiente filecotents nel manuale di Lamport si dice che dovrebbe essere messo prima di \documentclass; se il suo scopo è quello di mettere a disposizione del secondo autore un file di classe o un modulo di estensione, è molto probabile che l’affermazione di Lamport debba essere presa alla lettera. Per la bibliografia non sarei così categorico, ma giusto per non dimenticarmete metterei il suo filecontents prima di \documentclass, sempre e comunque.Suppongo che tu abbia usato filecontents solo per mostrarci un esempio minimo compilabile, ma che tu nelal tua cartella non abbia il database bibliografico generato con filecontents; allora ti suggerirei di aprire il tuo \jobname.bib con TeXworks e di controllare se ci sono caratteri strani o i rombi neri col punto interrogativo bianco dentro; se ce ne sono edita il file .bib correggendo quei caratteri; poi rilancia biber e pdflatex quante volte occorre; non dovresti più avere problemi.
Talvolta i problemi rimangono, nel senso che il file .bib con tiene dei carattere che TeXworks non riesce nemmeno a mostrare, ma non si vedono nemmeno sostituiti dai famosi rombi neri; In ogni caso TeXworks, come descritto nella guida tematica sulle codifiche, riesce a diagnosticare la codifica di un file e a cambiarla salvandolo nella nuova codifica; meriterebbe usare la procedura descritta nella guida tematica se per caso l’errore persistesse.
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Paolo, è evidente che non hai letto la documentazione di toptesi né quella in inglese (digitando nel terminale il comando texdoc toptesi) né quella in italiano (digitando texdoc toptesi-it) altrimenti non avresti caricato i numerosi pacchetti che toptesi già carica di suo, col rischio di andare incontro all’errore “option clash”.Se avessi letto quelle pagine sapresti anche che la riconfigurazione delle didascalie eseguita da toptesi pottrebbe essere incompatibile con il pacchetto caption.
Leggi la documentazione, togli tute le chiamate a pacchetti già chiamati da toptesi ed elimina la formula dalla didascalia o dal titolino di sezione, H2O in un titolo si chiama semplicemente acqua; lo stesso vale per ogni altro nome di sostanza chimica; le formule chimiche si usano solo nelle equazioni di equilibrio o nelle figure dove si mostrano le formule di struttura di molecole organiche.
Ti preannuncio che sto per caricare su CTAN la versione 5.90 di TOPtesi; la documentazione dovrebbe essere completamente rinnovata; il codice ha alcune cosette interessanti. Non sarà disponibile per l’aggiornamento dalla propria distribuzione se non martedì o mercoledì prossimo.
4 Dicembre 2014 alle 15:46 in risposta a: Rimuovere notazione scientifica dagli assi di un grafico #98644::
Come ti ho detto quel codice che ti ho scritto può servire da modello per definire comandi per inserire altri oggetti allargabili sopra qualcos’altro quindi anche un triangolo; devi solo mettere un simbolo di triangolo al posto della parentesi aperta e ruotarlo dell’angolo giusto; non ti garantisco che il risultato sia gradevole, ma a seconda del simbolo che usi per il triangolo puoi ottenere risultati diversi; tra i simbolo matematici di LaTeX e quelli aggiunti da amsmath, c’è sicuramente un triangolo che fa al caso tuo. poi esiste sempre la possibilità di disegnare un triangolo delle dimensioni giuste con il comando polygon dell’ambiente picture, e non hai bisogno né di ruotare né di deformare; puoi usare invece i comandi di tikz che sono più comodi da usare, ma richiedono più tempo per imparare ad usarli.Ciò premesso, ti raccomando di non mettere triangoli sopra i simboli dei tre vertici accostati; altrimenti devi mettere un simbolo di quadrato sulle quattro lettere che identificano i vertici di una quadrato, il simbolo di rettangolo, sopra… e via di questo passo; lo richiede la coerenza. D’altra parte che fatica si fa nel testo a scrivere “il triangolo ABC,” senza usare nessun simbolo superfluo sulle lettere ABC? Vorresti forse scrivere “Il ABC” con il triangolino sopra solo per risparmiare la parola “triangolo”? Diversa à la situazione dell’angolo, perché un circonflesso allargato con il vertice sopra la lettera che indica il punto che costituisce il vertice è più significativo che convenire di indicare sempre il vertice con la lettera centrale; scrivendo per esempio “l’angolo ACB” se il vertice è in C. Si può fare ma la comprensione del testo implica un livello di astrazione in più.
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@Bonalumi, sei padronissimo di installare il font che vuoi dove vuoi, purché il sistema TeX rriesca trovarli, ma…Devi evitare assolutamente di mettere cose tue nei rami degli alberi di TeX Live; al primo aggiornamento di TeXLive quello che hai fatto nei suoi alberi di cartelle viene completamente riscritto; e questo indipendentemente dal fatto che tu abbia le prerogative di root…
Lascia stare quegli alberi; lascia che ci metta mano solo il tlmgr se hai una distribuzione TeXLive/CTAN oppure apt-get e simili se hai una installazione TeXLive/Debian.
Detto questo a me non risulta che basti mettere i tuoi font personali in una cartella dove risiedono gli altri font propri del sistema TeX; anche questi non dovrebbero venire visti in un sistema UNIX senza “installarli” (Mac OS X attraverso l’opportuna applicazione FontBook) oppure senza rinfrescare la cache dei font (Linux), il fatto cha a me non risulti che il sistema TeX li possa usare senza “installarli” a livello di sistema, non vuol dire niente; potrei sbagliarmi alla grande. Ma il fatto che le cose proprie vadano installate nelle cartelle proprie, lungo alberi propri, come eventualmente l’albero texmf personale (il texmf-local è locale a livello di macchina, non a livello di utente; quindi la roba che c’è in ~/texmf la puoi usare solo tu; quella che c’è in /usr/local/texlive/2014/../texmf-local la può usare chiunque abbia un username sulla tua macchina) è un fatto certo, non una mia opinione.
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Sì, Lorenzo, hai ragione, non so come mi sia sfuggito il nome suftesi; so benissimo come è costruita TesiClassica.
Ma il fatto che a te si compili benissimo con TeXLive 2013 mi stupisce un poco, non tanto perché la 2014 può essere un poco diversa dalla 2013, quanto perché siamo a dicembre 2014 e non hai ancora aggiornato la tua installazione. So che sai benissimo come si fa; so che sai che ci vuole un po’ di tempo; tant’è che consigli di fare una pausa caffè durante l’installazione e hai inserito la traccia di un jug americano da caffè macchiando di caffè una facciata dell’Arte…:smile:Ti restano circa 6 mesi per aggiornare la tua installazione (che con MacTeX è un po’ più veloce che direttamente con TeXLive); perché più o meno a giungo del 2015 toccherà fare un ulteriore upgrade. Inoltre dal maggio scorso non hai più eseguito aggiornamenti alla tua installazione quando ci sono stati circa 500 pacchetti se non di più che sono stati aggiornati in questi 6 mesi appena passati.
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No o sì, a seconda del punto di vista; yhmath ridefinisce alcuni caratteri e almeno una famiglia di grandi operatori matematici e di delimitatori estensibili; anche i font euler riassegnano alcune famiglie. Quindi dovresti evitare di usare qualunque pacchetto che introduca altre famigle matematiche, che comunque non possono essere più di 16 (numerate da 0 a 15); i casi sono due: o superi questo limite o vengono ridefinite alcune famiglie; il primo caso non ti interessa in questo momento, ma ti interessa il secondo.Quindi la via più sicura è quella di ridefinire il comando \wideparens con qualcosa che non ricorra a nessun font particolare oltre a quelli di default; il codice seguente funziona bene per me. `\documentclass[%
paper=a4,
oneside,
]{tesiclassica}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}[2014/09/01]%\usepackage{yhmath}
\providecommand*\wideparen[1]{{%
\setbox254\hbox{$#1$}%
\dimen0=\wd254\relax
\setbox254\hbox{\rotatebox{-90}{(}} %)
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$\hfil\displaystyle{#1}\hfil$\crcr
}}}}\begin{document}
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\pagestyle{plain}
$\wideparen{AB} \infty$\end{document}`e puoi mettere l’arco con \wideparens anche sun una lista di più punti, non solo due. Nota che nel tuo codice ho commentato esplicitamante la chiamata al pacchetto ymath, quindi non ho introdotto nessuna nuova famiglia di font matematici. Però il fatto che io usi \resizebox implica che devo usare il pacchetto graphicx che nella classe tesiclassica.cls è già invocato, ma con un’altra classe, per esempio book, sarebbe necessario invocare. come funziona questo comando? prima si misora la larghezza della stringa su ci inserire il segno di arco poi si invoca il comando interno \ialign che viene già per mettere altri “accenti” matematico sopra ai simboli matematici, e si usa una parentesi tonda aperta ruotata di 90º in senso orario e deformata in larghezza quanto vale la larghezza dell’operando conservata nel registro larghezza \dimen 0; non troppo complicato; concettualmente semplice, ma per realizzare questo codice bisogna sporcarsi le mani con un po’ di codice di base da copiare dal nucleo di LaTeX.
Il trucchetto può servire anche per deformare in larghezza altri segni da mettere sopra altri operandi.
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