OldClaudio

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  • in risposta a: ClassicThesis e richiamo dello stile font delle caption #98029
    OldClaudio
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      Il colore magenta usato per l’etichetta della didascalia e per i due riferimenti (a) e (b) non è standard, l’hai fissato tu da qualche parte. Il carattere dei due riferimenti magenta nelle due sotto figure dovrebbe essere l’Iwona, mentre nel testo della didascalia dovrebbe essere Palatino; Basta che nel sorgente della didascalia tu specifichi, per esempio, [tt]\textcolor{magenta}{\sffamily (a)}[/tt] e dovrebbe uscirti (a) scritto con l’Iwona.

      Però, se mi permetti un consiglio, io per la didascalia userei anche l’argomento facoltativo; magari lo usi già, ma dalla figura non si può vedere. Cioè quella didascalia è troppo lunga, e non puoi inviarla alla lista delel figure tutta intera; devi quindi usare l’argomento facoltativo di \caption, in modo da mandare all’indice solo “Misure … superficiale”. (i puntini vanno riempiti con il resto della frase che compare nella prima riga della didascalia).

      in risposta a: Texstudio compila automaticamente 2 volte per i riferimenti #98023
      OldClaudio
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        Il mio TeXstudio su Mac dice di avere queste caratteristiche:

        TeXstudio 2.6.4 beta (hg 3956)
        Using Qt Version 4.8.4, compiled with Qt 4.8.4 R

        Cliccando sul Menu Tools, scende un menu a tendina che contiene la voce Commands; cliccando la quel compare un altro sotto menu che elenca i singoli programmi; uno è PDFLaTeX, cliccando il quale, da me compila una sola volta.

        Per il resto capisco il tuo disagio; infatti per certi scopi TeXstudio è il migliore, ma non su tutti, per questo il lo considero terzo in graduatoria; ma come dicevo dipende da come si è abituati e dai gusti personali; Il bello è che esistono tanti editor e non ci suo (virtualmente) due utenti che nominino lo stesso editor come il loro preferito…

        in risposta a: frontespizio #97929
        OldClaudio
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          Sì, funziona, ma il file [tt]-frn.tex[/tt] diventa così:`\documentclass [titlepage]{article}
          \usepackage [a4paper,left=1cm,bottom=1.5cm,right=1cm,top=1cm]{geometry}
          \usepackage {graphicx}
          \usepackage [svgnames]{xcolor}
          \usepackage[nowrite,infront,standard]{frontespizio}
          \nofiles
          \fontoptionnormal
          \geometry {b5paper,landscape}
          \geometry {b5paper}
          \Universita {Milano}
          \Facolta {Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali}
          \Corso [Laurea]{Matematica}
          \Titoletto {Tesi di laurea}
          \Titolo {CH-gruppi}
          \Candidato [721914]{William Giuliano}
          \Relatore {Prof. Mariagrazia BIANCHI}
          \Annoaccademico {2014-2015}
          \begin {document}
          \preparefrontpagestandard
          \end {document}`che, mi consentirai, anche se funziona è decisamente brutto.

          in risposta a: Texstudio compila automaticamente 2 volte per i riferimenti #98021
          OldClaudio
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            Scommetto che usi l’icona Build.

            Non usarla e invece vai nel menù Compila (o come si chiama in italiano) e scegli di compilare con pdflatex; potrebbe funzinarti il tasto F6. Sul Mac a me non funziona, ma per me va bene così.

            Invece non capisco perché non contnui a lavorare con TeXworks, perché cliccando Typeset, compone una volta sola. Muoversi tra i placeholders? mai usato e lavoro con diversi editor su/con LaTeX da quasi 30 anni. Di solito non ne sento il bisogno; forse perché mi sono abituato a lavorare con i numeri di riga. Non solo ma spesso metto io dei placeholders sotto forma di commenti contenenti parole chiave, dove voglio io anche a metà di un capoverso. Lo trovo molto efficace. anche se sembrerebbe che sia più laborioso.

            Gli edotor che uso, in ordine di preferenza sono TeXShop (solo Mac), TeXworks, TeXstudio. Naturalmente di gusti personali non si può fare una regola, ma dà un’idea del perché dico certe cose.

            in risposta a: ClassicThesis e richiamo dello stile font delle caption #98027
            OldClaudio
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              Esempio minimo compilabile che descriva quello che tu dici a proposito dei font e dei colori, per favore. Io non ci ho capito molto; forse anche altri potrebbero capirci di più con un EMC.

              in risposta a: Ambiente figure e subfloat #98018
              OldClaudio
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                Ci sono pacchetti, come palceins, che definiscono un comando come \floatbarrier, che impedisocono ai floato di passare oltre la barriera, ma il risultato finale è generalemnte penoso.

                Io preferirei usare il pacchetto carioref, e usare nel testo espresisoni ocme “Si vela la figura \vref{tag}.”, perché anche se la figura o la tabella è stata spostata dove è tipograficamente corretto spostarla, quel \vref si trasofrma in parole diverse a seconda di dove si trova effettivamante la figura rispetto alla posizone in cui vi si riferisce. Quini possono venire fuori espressio del tipo: 3.25 in questa pagina”, oppure: 3.25 nella pagina a fronte”, oppure “3.25 nella prossima pagina”, oppure “3.25 nella pagina 87”.
                L’Arte di scrivere con LaTeX è tutta composta con questo pacchetto e questo modo di esprimersi.

                in risposta a: frontespizio #97927
                OldClaudio
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                  egreg9″ post=97500
                  Le opzioni a geometry possono essere modificate molto facilmente, come ho indicato nel messaggio precedente. Sulle altre misure non credo di avere intenzione di fare cambiamenti.

                  sì, infatti l’esempio che ha mandato nel messaggio precedente funziona, e sconvolge le mie convinzzioni cira il fatto di non poter specificare due volte lo spesso pacchetto con opzioni diverse, ma…
                  se aggiungi qualunque altra opzione oltre a b5paper nella tuo esempio del messaggio precedente, tanto per fare un esempio piuttosto insolito, landscape), queste altre opzioni non vengono passate al file [tt]-frn.tex[/tt], quindi è fatto salvo il discorso del formato della carta, ma non è vero che le opzioni di geometry possono essere cambaite facilmente, almeno non altrettanto facilmente di come hai mostrato che si possa cambiare il formato della carta.

                  Comunque considero chiuso il discorso; per quel che mi riguarda credo di essere riuscito ad usare frontespizio in modo forse poco ortodosso, ma certamente ricorrendo ai comandi stessi di frontespizio. E a me basta.
                  Ti ringrazio del tempo che mi hai dedicato.

                  Claudio

                  in risposta a: frontespizio #97925
                  OldClaudio
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                    Queste sono assolute:`\def\front@geometry@standard{%
                    \front@write{\usepackage[a4paper,left=1cm,bottom=1.5cm,%
                    right=1cm,top=1cm]{geometry}}}
                    \def\front@geometry@suftesi{%
                    \front@write{\usepackage[a4paper,textwidth=312pt,includehead,%
                    textheight=624pt,right=90pt,vmarginratio=1:2]{geometry}}}`ma non sono queste quelle a cui mi riferivo. D’altra parte se fossero relative l’adattamanto ai diversi formati di carta potrebbe essere forse più facile, sostituendo ad a4paper qualcosa che arrivi dalle opzioni al pacchetto. Invece queste sono assolute`\if\@front@{titoletto}
                    \vspace{2cm}
                    {\frontpretitlefont\front@titoletto\par}
                    \fi`e ce ne sono diverse altre.

                    in risposta a: Ambiente figure e subfloat #98016
                    OldClaudio
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                      No, ma se togli [h] le cose vanno a posto da sole.

                      Se cerchi quante volte abbiamo discusso questo problema, ti potresti stupire; la regola è:

                      1) non usare [h]
                      2) se non ne puoi fare a meno usalo ocn altre opzioni, per esempio [htb]
                      3) preso coscienza che h da solo o in compagnia dà dei problemi, non usare h né da solo né in compagnia.

                      in risposta a: frontespizio #97923
                      OldClaudio
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                        Enrico, visto che segui questo filone, allora ti comunico qui un desiderio non solo mio.
                        Frontespizio produce il frontespizio solo su carta A4 e su cara “elements”.

                        È un limite non da poco, visto che diventano sempre più frequenti richieste di università che richiedono formati diversi da A4.

                        Nella mia ultima versione 5.82 di TOPtesi ho inserito alcuni paragrafi per usare frontespizio anche con TOPtesi; e ho indicato come fare e come fare per “aggiustare il file -frn.tex per adattarlo ad un formato diverso. Ho messo anche un paragrafo per usare il semplice ambiente titlepage e mostro un esempio di frontespizio in versione panoramica, come richiesto recentemente un un thread qui sul forum. Poi leggere queste :istruzioni” con texdoc toptesi-it-xetex; magari ne resterai orripilato, ma funziona, almeno con la carta B5 con cui ho fatto i debiti esperimenti.

                        Ma sarei felice di togliere la descrizione dei trucchi necessari per aggirare la limitazione del formato unico su carta A4; sarei felice se frontespizio potesse usare “qualunque” formato non troppo piccolo, visto che di informazioni sul frontespizio ce ne vogliono parecchie. Per quel che ho potuto vedere, non mi pare che ci vogliano modifiche estreme; il pacchetto non è certamente da riscrivere ex-novo; ma per esempio certe spaziature possono essere modificate da valori assoluti a valori relativi, oppure giocando sui coefficienti di fill passati attraverso l’argomento di \stretch. Parametrizzando il tutto ci si potrebbe riuscire ma, ovviamente, non conoscendo esattamente i dettagli del codice, non oso metterci le mani, per giunta su una cosa tua.

                        Ciao
                        Claudio

                        in risposta a: Problema inserimento (indesiderato) di una pagina bianca #97993
                        OldClaudio
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                          Intanto togli l’ambiente center attorno all’ambiente table; poi vedi che cosa succede. Tieni presente che l’ambiente table è galleggiante, quindi esce fuori dal center e LaTeX lo mette dove vuole; quella pagina bianca, non è bianca, ma contiene un ambiente center che a sua volta non contiene nulla.

                          Inoltre sottosezioni così brevi non hanno senso; interferiscono solo con la routine di uscita senza nessun vantaggio.

                          Se vuoi dare un titolo a quelle sezioni che contengono un solo capoverso, talvolta molto breve, non usare \subsection, ma, casomai \paragraph (breve sezione non numerata con il titolo in display), oppure \subparagraph (breve sezione non numerata con il titolo in linea con il testo).

                          in risposta a: Errore eps-converted-to-pdf #97916
                          OldClaudio
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                            No, /usr/texbin/ è un link simbolico a quel lungo percorso /usr/local/…/x86_64-linux/ che hai tu.

                            Ma le istruzioni della guida texlice-…-ubuntu, che valgono anche per altre incarnazioni di Linux, dicono che:

                            Diamo i comandi misteriosi
                            $ echo ‘export PATH=/opt/texbin:${PATH}’ > texlive.sh
                            $ sudo cp texlive.sh /etc/profile.d/
                            $ sudo mkdir -p /opt
                            Questo crea un file texlive.sh contenente il testo che abbiamo scritto fra apici sin- goli e lo copia in una delle directory di sistema. Ora il passo decisivo, che richiede una scelta dipendente dall’architettura hardware della propria macchina; si dovrà dare uno (e uno solo) dei comandi qui riportati
                            $ sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/i386-linux /opt/texbin
                            $ sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux /opt/texbin
                            $ sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/powerpc-linux /opt/texbin
                            Non è possibile per l’autore delle note sapere quale dei tre: solo voi potete stabilire se la vostra macchina è basata su un processore Intel (o AMD) a 32 bit, su un Intel a 64 bit o su un PowerPC. Potete però scoprirlo con il comando
                            $ ls /usr/local/texlive/2012/bin
                            che darà come risposta una delle tre possibilità.
                            L’utente smaliziato si potrebbe chiedere perché non inserire direttamente in texlive.sh il nome della directory con gli eseguibili, per esempio
                            export PATH=/usr/local/texlive/2012/bin/i386-linux:$PATH
                            L’idea è che quando uscirà la 2013sarà sufficiente dare il comando
                            $ sudo rm /opt/texbin
                            $ sudo ln -s /usr/local/texlive/2013/bin/i386-linux /opt/texbin
                            dopo l’installazione, senza toccare nient’altro e senza nemmeno un logout.

                            Da me, forse, che sono su una macchina UNIX, un Mac, forse il path è diverso, perché c’è /usr invece di /opt, ma credo che sia un dettaglio.

                            Se però compilando a mano la compilazione va a buon fine e l’immagine eps viene convertita in immagine pdf, non è un problema dell’installazione, ma è un problema di Texmaker.

                            Io allora proverei a installare sia TeXworks si TeXstudio; entrambi si scaricano dai debiti repositories specifici delle singole distribuzioni, ma sono entrambi multipiattaforma, come lo è Texmaker. Solo che TeXworks non ha mai dato problemi a nessuno, in quanto sa riconoscre la presenza di TeX Live e al primo uso si auto-configura per trovare gli eseguibili e tutti i file che gli servono; la sua interfaccia è molto spartana e a molti non piace; per gli esperti non va assolutamente male, perché questi usano molto la tastiera e poco il mouse. TeXstudio è nato come un fork da Texmaker, ma gli sviluppatori sono molto più attivi e le prestazioni di TeXstudio anticipano quelle di texmaker di un paio d’anni. L’interfaccia grafica (la GUI) è molto simile, fin troppo, a quella di Texmaker; ma i pannelli di configurazione sono diversi e, secondo, me molto più chiari ed efficaci; dispongono anche di un bottone per configurazioni avanzate che permettono di fare cose molto simpatiche e utili per chi usa la tastiera italiana e ha bisogno di inserire caratteri difficili da immettere con quella tastiera, a meno di non essere dei bravi contorsionisti di dita. Io sul Mac preferisco usare l’editor distribuito con MacTeX (Tex Live per Mac), ma talvolta uso TeXstudio, anzi nell’ordine 1º TeXShop (default), 2º TeXworks, 3º TeXstudio.

                            Prova, non ti costa niente; se poi non ti vanno o l’uno o l’altro, li puoi disinstallare facilmente. Poi sempre decidere di disinstallare definitivamente Texmaker se ti piace di più TeXstudio.

                            in risposta a: Errore eps-converted-to-pdf #97913
                            OldClaudio
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                              Se ti riferisci a OldClaudio e al comando kpsewhich non ti risponde nulla, usa il navigator e vai a vedere se disponi di quel file in modalità eseguibile.

                              In realtà mi sono sbagliato il comando è which: `which epstopdf`A me restituisce`/usr/texbin/epstopdf`

                              Mi viene un dubbio; hai inserito in /opt il link simbolico necessario per accedere alla cartella degli eseguibili come è scritto nella guida texlive-YEAR-ubuntu.pdf?

                              in risposta a: Errore eps-converted-to-pdf #97911
                              OldClaudio
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                                Se apri un terminale e scrivi [tt]kpsewhich –all epstopdf[/tt] che risposta ricevi?

                                Noto inoltre che nelle preferenze hai aggiunto -shell-escape a latex e non l’hai aggiunto a pdflatex. In questo caso non dovrebbe esserci differenza, nel senso che latex una un “unrestricted \write18 enabled” mentre con pdflatex nel log hai “restricted \write18 enabled”.
                                La differenza fra i due è che l’unrestricted ti permette di eseguire da dentro latex anche programmi esterni che potrebbero anche essere malware, mentre con il restricted puoi eseguire da dentro pdflatex solo un ristretta lista di programmi che sono elencati in texmf.cfg.
                                Siccome epstopdf rientra fra questi programmi autorizzati, continuo ad essere stupito di quello che ti succede.

                                Il fatto che la shell ti dica che non trova epstopdf lascia intendere che non trova questo programma in [tt]/user/local/texlive/2014/bin/x86_64-linux/[/tt]

                                La prova con kpsewhich dovrebbe confermarti che non lo trova. Il tuo navigator, invece, te lo mostra? se ti sposti in quella cartelal e dai il comando ls -l epstopdf ti mostra anche i modi d’uso; fra questi c’è anche la x sia per il proprietario e il gruppo, magari non per il resto dell’universo mondo? Se c’è il file ma non è eseguibile, suppongo che tu sappia usare chmod per abilitarlo, ma dubito che sia necessario.

                                in risposta a: [Risolto] T1, fontenc e codifica caratteri #97961
                                OldClaudio
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                                  Che programma usi per cercare e copiare il testo?

                                  La stringa Corpo del testo contiene solo caratteri ASCII, mentre gli altri segni sono rappresentati con due byte, tranne alcune lettere come la r di Corpo e st di testo.

                                  Sia la codifica utf8 (UTF-8 – Unicode Transfer Format eseguita con sequenze di byte di 8 bit), sia la codifica T1 contengono solo caratteri ASCII a 7 bit nei primi 128 caratteri della codifica (nella codifica T1, i caratteri con indirizzi da 0 a 31 e il carattere con indirizzo 127 sono carattri di servizio per TeX, ma non compiono mai nel file di uscita, tranne il “fine riga”).

                                  Quindi ho il sospetto che Kile e Okular non c’entrino per niente; posso sbagliarmi, ma sebbene io usi Okular abbastanza raramente, perché uso pochissimo Ubuntu, a me non è mai successa una cosa del genere.

                                  Fossi in te, io non userei i carattri CM con codifica T1 (si tratta dei CM-super), ma userei i Latin Modern. I CM-super sono font vettoriali che contengono anche il cirillico, ma non soddisfano la codifica UNICODE, e usano per lavora con TeX dei file virtuali particolari che indirizzano glifi che si trovano sparsi nella codifica dei CM-super. Può darsi che quello sia il motivo per il quale ti appaiono quei caratteri strani. Prova chiamando il pacchetto lmodern, invece di usare i CM-super di default.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,191 al 5,205 (di 11,286 totali)

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