OldClaudio

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  • in risposta a: Classicthesis Pantieri errore classicthesis-ldpkg.sty #98114
    OldClaudio
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      Ti ho mandato per posta elettronica due file zip che ammontano a circa 3,6Mib, quindi non trasmissibili attraverso il forum. Se dopo averli visti non ti piacciono e li vuoi cestinare, fallo tranquillamente.:smile:

      in risposta a: Classicthesis accenti #98143
      OldClaudio
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        Perché non alleghi un esempio minimo compilabile? Una cosetta tipo questa:`\documentclass{article}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage{lmodern}
        \usepackage[italian]{babel}
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \begin{document}

        à è é ì ò ù À È É Ì Ò Ù

        \end{document}`Se tu ti copi questo codice evidenziandolo e premendo CRTL+C se hai una macchina Win o Linux, oppure cmd+C se hai un Mac, e poi lo incolli in un nuovo file da editare con Texmaker; lo salvi con il nome che vuoi e lo compili, che cosa succede?

        in risposta a: Classicthesis accenti #98141
        OldClaudio
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          La lettura della guida tematica sule codifiche ti spiega come fare a convertire il tuo file sorgente; o lo riscirvi soavandolo in utf8, o lo converti da quel che era a utf8. Se ci hai già pasticciato sopra, è difficile che possa recuperare il file correggendo la codifica in modo giusto e ti tocca fare tutto a mano.
          Dopo aver letto quelal guida tematica (liberamante scaricabile dall sezione Documnetazione?Guide Tematich di questo sito0 capirai che cosa vuol dire non fare attenzione alla codifiche.

          Ricordati di assicurarti che Texmaker sia configurato per utf8.

          in risposta a: Classicthesis Pantieri errore classicthesis-ldpkg.sty #98112
          OldClaudio
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            Recentemente si era parlato del fatto che TesiClassica e TesiModerna non sono aggiornati. Tommaso ed io ci siamo divertiti ad aggiornarli, ma ovviamante solo Lorenzo può accettare quello che abbiamo fatto. Lorenzo ora non può occuparsene perché sta facendo le dispense di matematica per la scuola dove insegna. Ma mentre forse potrebbe accettare l’aggiornamento di Tommaso, certamente non accetterebbe il mio, perché io ho fatto una classe (due classi, in verità) evitando di caricare la miriade di moduli che ci sono nei template, eliminando le ridefinizioni, e facendo una cosa più “pulita”, anche se richiede una certa conoscenza “degli inner workings” dei moduli invocati da Lorenzo. Lo consiglio a tutti di farsi un lavoretto come quelllo che mi sono fatto per divertimento personale; si imparano tante cose; come minimo si impara come costruire una classe; la guida tematica sulle classi aiuta.:smile:

            in risposta a: decumentclass book e titlepage non centrata #98125
            OldClaudio
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              Esiste una via più semplice, anche se sembra molto artigianale che non ricorre a niente di particolare se non alle funzionalità di un “engine” moderno.`{% apertura di un gruppo
              \oddsidemargin=\dimexpr(\oddsidemargin+\evensidemargin)/2\relax
              \evensidemargin=\oddsidemargin
              \befgin{titlepage}
              …
              \end{titelpage}
              %volendo si può mettere un clearpage
              }%chiusura del gruppo`La filosofia è semplice: internamete \oddsidemargin e \evensidemargin non sono i margini sinistri delle pagine pari e dispari, ma sono i loro valori diminuiti di un pollice; l\operazione eseguita con \dimexpr non bada al caso che si sia un pollice di differenza, perché aggiungerlo a ciascuna grandezza dentro la parentesi tonda per poi toglierlo dopo aver fatto la media vuol dire solo perdere tempo. ma dopo quell’operazione i due margini sono uguali solo dentro al gruppo; La titlepage viene perciò composta centrata, ma alla fine del gruppo i margini laterali sono automaticamante ripristinati. Niente modulo geometry, niente acrobazie con i suoi comandi, che poi fanno la stessa cosa.

              pdflatex, xelatex e a maggior ragione lualatex che può usare anche l’aritmetica di Lua, fanno i conti benissimo senza avere bisogno del modulo calc.

              Mi puoi obbiettare che quei comandi non fanno parte di LaTeX; è vero, perché fanno solo parte dei comandi nativi di pdftex, il motore che fa girare LaTeX sotto il nome di padflatex. Sono documentati nella documentazione di eTeX, nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, Nella Guida GuIT, e probabilmente anche in altre guide reperibili in questo sito. Sono, come al solito, un segreto ben custodito da parecchie guide facilmente consultabili 🙂 😉 😆

              in risposta a: Il mio primo post #98121
              OldClaudio
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                No, non sono d’accordo di usare la distribuzione TeXLive scaricato con il gestore pacchetti di Ubuntu. Come ho cercato di spiegarti non è la distribuzione giusta anche se ha scaricato il modulo full.

                Poi Texmaker va bene; Personalmente preferisco TeXstudio, ma è solo un gusto perosnale. Kile potrebbe andare bene se potesse funzionare con la TeXLive quella vera, ma può solo funzionare, sembra, con la TeXlive/Debian del gestore pacchetti di Ubuntu.

                Ora, comuque, che sei alle prime armi, prosegui con quello che hai installato; ma ricordati che non c’è da pubblicare niente, c’è solo da compilare con pdfLaTeX che è uno dei compilatori contenuti anche nella datata TeXLive/Debian. Kile e Texmaker sono solo editor, non sono quelli che eseguono la composizione.

                Hai scaricato qui dal sito la guida L’Arte di scrivere con LaTeX? vedi la sezione Documentazione e la trovi. Leggila, perché ancora, mi sembra, hai le idee vaghe sul sistema TeX.

                in risposta a: Il mio primo post #98119
                OldClaudio
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                  Benvenuto!

                  No, non ci siamo; Hai Ubuntu14.04; bene, ma è l’installazione Debian compliant standard i Ubuntu o è l’installazione completa ottenuto scaricando tutto il malloppo dall’archivi CTAN?
                  Usi KILE )male; quell’editor, ottimo di per sé, funziona solo con la distribuzione di TeXLive Debian compliant e questo è male.

                  Hai scritto il rimo documento in LaTeX. Bene. ma scrivere il file sorgente non vuol dire molto lo devi compilare (non pubblicare e poi che cosa c’entra Libre office che è un word processor, e non un programma di composizione tipografica?) La compilazione potrebbe non andare a buon fine, oppure ti potrebbe produrre un documento perfetto, ma per saperlo devi compilare; questo con Kile e con Texmaker si ottiene cliccando l’apposita icona pdfLaTeX o la voce di menù pdfLaTeX; se tutto va a buon fine dopo qualche secondo in cui il calcolatore ronza, ti si dovrebbe aprire il visualizzatore che ti va vedere il file PDF che hai prodotto; se nella cartella di lavoro non ti ha prodotto nessun file PDF, vuol dire che c’erano degli errori. Se invece c’è un file con estensione .dvi, vuol dire che ha cliccato sull’icona sbagliata; rifà tutto premendo sull’icona pdfLaTeX; quella è per ora, alle prime armi, l’icona giusta. Poi scoprirai che ci sono anche altri modi per compilare il file sorgente. ma per ora lavora(benissimo) con pdfLaTeX.

                  in risposta a: Togliere la cornice di un box vuoto da una tabella #98101
                  OldClaudio
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                    Appunto; il fartto che Office metta i flietti ai quattro lati di ongi cella è la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che Office non è un programma di tipografia.
                    In realtà Office usato bene permette di fare cose ben fatte anche tipograficamante, ma bisogna che chi sta alla tastiera sappia che cosa fare da un punto di vista tipografico.
                    Tra l’altro anche office permette di togliere la cornice delle celle quando stampa; sullo schemo si vedono lo stesso per poter sapere dove mettere il cursore per mettere materiale in una cella, ma poi non vengono stampate se non le si vuole. Il che significa che anche Office non è WYSIWYG, come vorrebbe essere. 🙂

                    in risposta a: LaTex o Word #98076
                    OldClaudio
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                      Come prof in pensione, ho la mia idea poco generosa nei confronti dei prof che vogliono le tesi in doc e le vogliono correggere come se fosse roba loro e non del laureando; una volta passi per insegnare al laureando come si scrive un documento formale come una tesi, ma non più di una volta; inoltre quello che si può fare didatticamente in modo più efficace è quello di discutere insieme la cosa, non quella di portarsi il file a casa e correggerlo senza spiegare perché. ma “Vox clamans in deserto…” (senza volermi affatto paragonare a san Giovanni 😀 )

                      Mi dicono che pandoc sia molto efficace nel portare un documento da un formato all’altro, in particolare dal formato .tex al formato .docx. Io l’ho usato per altri scopi e direi che funzioni abbastanza bene; ovvio che non trasforma tutto in modo perfetto, ma non c’è male.

                      Invece per trasformare un file doc o docx in formato latex c’è il plugin Writer2tex (o writer2latex, non ricordo bene) di LibreOffice o OpenOffice. Quindi il passaggio inverso è più facile. Non sono sicuro che pandoc riesca a farlo; ma da latex a word per un testo senza formule, senza figure e senza altre strutture avanzata, funziona benissimo.

                      in risposta a: Aquamacs Emacs 3.2 #98005
                      OldClaudio
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                        illinguista1972″ post=97566Questo è quello che vedo nel minibuffer:
                        [tt]View command: (aquamacs-call-viewer 19 “nome-file.tex”)[/tt]

                        Ciao
                        Tommaso

                        A me risulta che l’Help di Aquamaca abbia una sezione 4.4 che a sua volta contiene la sottosezione 4.4.1 che dice quanto segue:

                        4.4.1 Skim: A LATEX Previewer

                        When editing LATEXfiles, you will often need to view the compiled results. Apple’s Preview.app can view PDF files. But for regular use you may prefer a program like Skim which has features specifically supporting LATEXediting. Skim is available here: http://skim-app.sourceforge.net/ . Skim can automatically reload PDFs after every they are recompiled. It also includes a configuration preset to allow it to jump back and forth between Aquamacs and Skim, showing the documents at the corrsponding locations. An up-to-date LaTeX distribution such as MacTeX 2009 is required to use the “SyncTeX” feature.

                        Clicking on a position in the PDF file in Skim while holding the Command and Shift keys causes Aquamacs to move your cursor to the corresponding point in the underlying source file, opening it if necessary. To enable Skim with SyncTeX, enable Aquamacs in Skim’s Preferences dialog. Aquamacs does not need to be configured further – it should recognize Skim when it is running (you need to start it yourself).

                        If you want to be able to start Skim from inside Aquamacs, do the following.

                        Having opened a Latex buffer in Aquamacs, go “MenuLatexCustomize Auctex” and then click on “Extend this Menu.” Then, once more, go “MenuLatexCustomize Auctex.” In the list of items you see now, drag the mouse to “Tex Command,” in the list you see then, drag it to “Tex View”, and in the list which finally opens, click on “Tex View Program Selection.” You now have a customization buffer opened. There, you see a line which contains the words “output-pdf.” In the line below that line, you see the word “Viewer.” To the right of it, there is a button “Value Menu.” Click on it, and choose “Skim” in the list that pops up.

                        Finally, before you close the customization buffer, do not forget to click on the button “State” and, in the list then popping up, to click on “Save for Further Sessions”. That’s all.

                        Now you can use the view icon in the toolbar, or the key combination C-c C-v, or “MenuCommandView” to open Skim with your pdf-output file.

                        Furthermore, things are configured so that these three ways to call Skim also yield syncing from source to pdf-output. Syncing from source to pdf-output can also be obtained by clicking on a position in your source-file while holding the Command and Shift keys.

                        (If you had not rejected Apple’s default in the installation of Leopard or Snow Leopard to put X11 on your system, you may also consider to choose xdvi for “output-dvi.”)

                        Quindi Se Skim è già aperto sul file da visualizzare, Aquamacs fa tutto da solo; se si vuole che Aquamacs apra Skim bisogna configurare Aquamacs come deltto nella seconda parte delle istruzioni.

                        Io ho sia Acquamacs 3.1a, sia Skim, ma non uso quasi mai Aquamacs per lavorare sui file LaTeX, quindi non ho configurato Aquamacs come descritto sopra, perché “non mi serve ( tra virgolette, perché non si sa mai, in futuro potrebbe servirmi).

                        NOTA. Strano come nell’ultima edizione di Aquamacs, che è appunto la versione 3.1a, si parli ancora del formato DVI quando per i Mac il formato PDF è quello di default. Strano che faccia riferimento ancora a gwTeX, che non è più aggiornato dal 2006; strano che si riferisca ancora a MacTeX 2009…

                        in risposta a: Problema con enumitem #98057
                        OldClaudio
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                          Bisogna mettere un \protect perché \fbox, evidentemente è fragile. Il codice seguente è aggiustato, ma mi devi spiegare eprché vuoi usare il greco politonico in un file per degli esercizi a rispsota chiusa.`% !TEX TS-program = pdflatex
                          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                          \documentclass[11pt,fleqn,oneside]{article}
                          \pagestyle{empty}

                          \usepackage[a4paper]{geometry}
                          \geometry{height=260mm,width=185mm}
                          \parindent=0pt

                          \setcounter{secnumdepth}{1}

                          %— Testo
                          \usepackage[T1]{fontenc}
                          \usepackage[utf8]{inputenc}
                          \usepackage[greek.polutoniko,italian]{babel}

                          %— Pacchetti utili
                          \usepackage{lmodern}
                          \usepackage{eurosym}
                          \usepackage{amsmath,amssymb,amsthm,bm}
                          \usepackage{siunitx}
                          \usepackage[dvipsnames,svgnames]{xcolor}
                          \usepackage{tikz}
                          \usepackage{enumitem}
                          \usepackage{booktabs}
                          \usepackage{graphicx}
                          \usepackage{multicol}

                          % Alcuni elenchi numerati personalizzati
                          % Risposte ai quesiti
                          \newlist{risp}{enumerate}{1}
                          \setlist[risp]
                          {label=\protect\fbox{\small\bfseries\Alph*},
                          leftmargin=\parindent,labelwidth=*,leftmargin=*,
                          topsep=4pt,itemsep=3pt,widest=A}

                          \newenvironment{risposte}
                          {\begin{multicols}{2}\begin{risp}}
                          {\end{risp}\end{multicols}}

                          \begin{document}
                          Domanda 1: bla bla bla
                          \begin{risposte}
                          \item aaaaaa
                          \item bbbbbb
                          \item ccccccc
                          \item dddddd
                          \end{risposte}
                          \end{document}`

                          in risposta a: Solo per gli occhi più esperti: riconoscere carattere da pdf #98051
                          OldClaudio
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                            Liverpool” post=97545

                            Ma, oserei dire dopo aver visto al lista dei font, che la maggior parte del testo è composto in Times, nelle sue varietà tondo, corsivo, medio, nero compreso il maiuscoletto di certi titoli.


                            @OldClaudio
                            , non sono d’accordo. Il font principale appartiene alla famiglia dei Garamond. La Tesi è scritta con Word e in effetti il font è molto simile al Garamond confezionato con MS Office, ma non me la sento di dire che sia lo stesso.


                            @Antilia
                            , la spaziatura esagerata dipende dalla scelta di giustificare il testo senza sillabazione e non la trovo positiva.

                            Ciao


                            @Liverpool
                            , io non ho detto che sono composti con Times; ho usato il condizionale apposta perché non sono sicuro.

                            Invece non sono d’accordo con la tua affermazione che “la spaziatura esagerata dipende dalla scelta di giustificare il testo senza sillabazione”, mentre sono d’accordo con “non la trovo positiva”.
                            La spaziatura a cui mi riferivo io è la spaziatura verticale che non ha nulla a che vedere con la spaziatura interparola legata alla mancanza di sillabazione. Se poi l’autore di quella meraviglia di tesi ha deciso di non sillabare, quello è un motivo in più per classificare quella tesi come un modello da non seguire assolutamente. Non sei d’accordo? 🙂

                            in risposta a: frontespizio #97931
                            OldClaudio
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                              Sì, hai ragione, mi sono sbagliato: ho dati proprio 2 specificazioni con \Prologo, una prima di \begin{frontespizio e una dentro l’ambiente.

                              Non è colpa di frontespizio, ma questa faccenda che, sia pure in un file ausiliario, un pacchetto, geometry in questo caso, possa venire chiamato tre vole con opzioni diverse, alcune mutuamente esclusive, quindi generalmente responsabili di option clsh, e non si manifesti un option clash continua a lasciarmi perplesso. Ho cercato di studiare il problema analizzando il codice di geometri, ma non ne sono venuto a capo; ho il sospetto che la cosa sia legata alle opzioni del tipo key=value, ma non ne sono completamente convinto e comunque non ne ho dimostrato il legame di causa ed effetto.

                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Innanzi tutto quella tesi è scritta con Word.

                                Poi vale la pena ricordare che se scarichi quel PDF e poi lo apri con Adobe Reader hai tutte le informazioni che vuoi; una volta aperto il file dai il comando da tastiera Ctrl+D (oppure cmd+D con un Mac).
                                Ti si apre un pannello nel quale compaiono diversi tag; Il primo Description dice che è stato composto con Microsoft Word; il secondo Security ti dice el poche cose che riguardano al sicurezza e la possibilità di elaborazione sul documento; il terzo tab Fonts, elenca tutti i font usati nel documento (vedi dopo); il quarto tag Custom non contiene nessuna informazione specifica di questo documento; il quinto tag Advanced è quasi vuoto.

                                Tornado al tag dei font, io ci vedo tre Courier (normale, bold e corsivo); i corrsipondenti tre Helvetica; un solo Symbol; due Times, e molti TrueType fonts con sigle alfanumeriche che non ho la piò vaga idea di che font si tratti. Sono tutti con un encoding Custom, mentre gli altri, tranne Symbol, sono tutti encoding Ansi. Non mi stupirei se quei font fossero font appartenenti alle varie figure, alcune generata con Excel, altre forse da screen shot vettoriali, oppure nei codici colrati del sufteware usato; in appendice sono composti in Courier, ma nel testo sono composti con un font senza grazie, piuttosto compatto, che non mi pare che sia l’Helvetica.

                                Ma, oserei dire dopo aver visto al lista dei font, che la maggior parte del testo è composto in Times, nelle sue varietà tondo, corsivo, medio, nero compreso il maiuscoletto di certi titoli.

                                A parte i font, spero che non ti venga in mente di imitare una tesi con spaziatura 2 (se non di più), tipograficamente insostenibile; la matematica è alla Word, ovviamente; e non è rispettata nessuna regola di composizione della matematica (chissà se le norme ISO UNI per la scrittura delle matematica nele scienze e nella tecnologia si applicano anche all’economia…); non parliamo delle piccole figure allineate superiormente alla didascalia che compaiono dalla pagina 120 in poi; così piccole non hanno nessun contenuto di informazione.

                                Comunque i font Times non sono male, e puoi ottenere con LaTeX un risultato paragonabile usando i pacchetti newtxtext e newtxmath. Oltre al testo puoi comporre la matematica alla LaTeX e disponi di tutto quello che ti serve per riportare i codici dei programmi, per collocare figure e tabelle come si deve, e senza usare il pacchetto setspace, perché l’avanzamento di riga allargato di due volte è una cosa che in tipografia non si fa. La pagina deve essere bella piena; magari con margini laterali e verticali maggiori affinché le righe non contengano troppi caratteri che ne renderebbero faticosa la lettura. In sostanza basta che tu componga con LaTeX e la tua tesi viene bene di sicuro;

                                Infine, last but not least, quello che conta è il contenuto; se è bene scritto e ben composto tanto meglio, ma non sei costretto a produrre 150 e più pagine, allargando le righe del testo. Come dico sempre, ci sono tesi scritte con la macchina da scrivere o anche a mano di 80 anni fa, ma scritte senza sbrodolature in una trentina di pagine, contenenti argomenti talmente interessanti che ci stanno studiando sopra ancora oggi. Tanto per citarne uno, il teorema di Castigliano (scienza delle costruzioni) è stato enunciato e dimostrato nella sua tesi di meno di 50 pagine.

                                in risposta a: ClassicThesis e richiamo dello stile font delle caption #98031
                                OldClaudio
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                                  NotteTempo” post=97529Grazie per il suggerimento, sfrutterò \textcolor per ottenere l’effetto, anche se speravo che classicthesis, nel suo foglio di stile, dichiarasse un commando con lo stile e caratteristiche del font usato.

                                  Il colore, è ottenuto caricando lo stile colori “bluemagenta” come opzione del pacchetto.

                                  Si, so dell’argomento facoltativo, ma non creerò nel documento una lista di figure o tabelle.

                                  Grazie,

                                  NotteTempo

                                  @NotteTempo, non la dici giusta.

                                  Quale pacchetto hai caricato con l’opzione bluemagenta? Non hai detto quale classe usi; hai citato ClassicThesis; hai nominato subfigure (che è obsoleto e andrebbe usato subfig al suo posto, ma è poco importante.)

                                  Né la classe innominata, né ClassicThesis, né subfigure, né caption definiscono il colore bluemagenta. Forse quel colore è definito da xcolor con l’opzione dvipsnames, caricato da ClassicThesis, ma certamente non lo usa per le didascalie, perché questo pacchetto usa il colore Maroon.

                                  Nel tuo preambolo hai forse detto di usare bluemagenta al posto di Maroon?

                                  Vedi dunque che ci hai lasciato indovinare, e io ci sono cascato; senza elementi precisi la sfera di cristallo non funziona. Ti avevo chiesto un esempio minimo copilabile, ma hai preferito allegare una figura. Son cose che capitano; ma la prossima volta cerca di allegare sempre un esempio minimo compilabile.

                                  Scusami, ma probabilmente esiste una soluzione più semplice di quella che ti ho suggerito, ma senza elementi su cui ragionare è impossibile cercarla.

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