OldClaudio

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  • in risposta a: Errore eps-converted-to-pdf #97902
    OldClaudio
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      Sì, stati scaricando da CTAN (Comprehensive TeX Archive Network) la distribuzione TeXLive/CTAN

      La TeXLive/Debian passa sotto la validazione del consorzio Debian; è di solito, anche se le cose mi dicono che stiano migliorando, più anziana della versione CTAN di un paio d’anni.

      Se hai usato Kile e le cose non sono cambiate, è probabile, se non certo, che tu abbia usato la Debian, visto che Kile usa solo quella, o per lo meno dipende da quella.

      Da me la prima riga di un mio file log contiene `This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.15 (TeX Live 2014) (preloaded format=pdflatex 2014.10.8) 28 OCT 2014 19:02`

      Se fosse la Debian fra parentesi ci sarebbe scritto [tt](TeX Live/Debian 2012)[/tt]

      in risposta a: Due A5 in A4 Fronte retro e con impilamento diverso pagine! #92385
      OldClaudio
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        Supponiamo che tu abbia già prodotto un file pdf con un programma qualsiasi, che sia pdfLATeX a produrtelo, o che l’abbia esportato in quel formato con Word, col Writer di OpenOffice o con quello di LibreOffice, sei in possesso di una file pdf. Supponiamo che il tuo file pdf sia stato creato tenendo conto della pagina A5.

        Bene Ora pri Adobe Reader XI, o Adobe Acrobatt Professinal XI; il primo è gratuito ma su Linux mi pare che non ci sia ancora la versione XI, quindi non garantisco per Linux. Il Reader è freeware, mentre l’Acrobat è commerciale. Poi quello che ti dico forse si può fare anche con altri programmi, ma il Reader, free e disponibile per tutte el piattaforme con le cuatele che ho detto epr quelle Linux, apre un dialogo se tu gli chiedi di stamapre un file; fra le varie opzioni puoi richiedere di stamapre a volumetto.booklet, e allora ti chiede se la stamapte fronte retro gira i fogli lungo il alto corto o quello lungo, e di quante pagine vuoi che sia il fascicoletto., fai qualche prova per sistemare le impostazioni per i margini, poi quando premi il bottone Stampa, procede da solo a stmaaprti le pagine nell’odine diusto, due per facciata e ricomninate fronte e retro nel modo giusto.

        Se non ha una stampate fronte/retro allora specifica che vuo stampare le facciate dispari, peoi rimetti in macchina nel verso giusto le paigne stamapte da un lato, e le ripassi come facciate pari, e il gioco è fatto;.

        Va da se che devi stampre una segnatura alla volta, o se il numero di facciate non supera 20, puoi fare anche una segnatura sola.

        Finita la stampa, pieghi ametà, spilli o cuci la piega, e il tuo fascicoletto è pronto; se di segnature ne hai più di una, allora non ti basta piegare a metà ogni segnatura, ma devi provvedere a cucire o a brossurare il pacchetto delle segnature e infine applicarci una copertina sufficientemente grande da poter tener conto anche della costola.

        Non è un lavoro difficile, ma richiede pazienza, precisione e una stampante che non ti faccia perdere troppo tempo.

        Ovviamente se tu disponessi di LaTeX (se scarichi dalla sezione Documentazione di questo sito la guida L’Arte di scrivere con LaTeX) puoi sapere come installare LATeX (in realtà il sistema TeX, uno dei programmi del quale si chiama pdfLATeX, quello che dovresti usare), cosa devi fare per usarlo, e cosa devi fare per usare il suo pacchetto pdfpages per produrre un volumetto o le segnature di un volum. la parte onerosa, però, non è arrviare al file pdf, ma è la stampa e la fascicolazione, in sostanza la confezione del volumetto o del volume.

        in risposta a: Errore eps-converted-to-pdf #97900
        OldClaudio
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          Scommento che sul tuo Linux/Mint ha una TeXLive/Debian; lo puoi sapre per certo leggendo el torme righe del tuo file .log.

          Può essere che tu abbia una versione TeXLive/CTAN, ma se usi Kile, è possibile che lui udi la versione Debian.
          Prova a installare TeXstudio (multipiattaofrma); lui se è instlalata la TeXLive/CTANcompleta e aggiornata, non avrebbe problemi a trasofrmare attraverso pdfLaTeX+epstopdf (che non hai nessuna bisogno di esplicitare fra i pacchetti da richiamare con la TL/CTAN) tutte le tue immagini eps al volo.

          Poi in futuro cerca di liberarti della dipendenza dal formato eps; le poche volte che ti potrebbe essere necessario, puoi sempre usare pdf2ps (o simili applicativi); Io non ricordo da quanti anni, forse 10, non uso più immagini eps. Anzi, no, uso tiger.eps distribuito insieme s ghostscript per fare qualche esperimento di conversione, ma non per produrre documenti. Sono ingombranti perché son in testo puro e non contengono più informazione di quella contenuta nei corrispondenti file pdf, che invece sono compressi.

          in risposta a: Problema con la creazione automatica dell’indice #97883
          OldClaudio
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            Compila il seguente esempio minimo compilable che realizza esattamante quello che ti ho detto, e che tu evidentemente non hai fatto; scusami se mi osno espresso male, ma non avrei saputo esprimere meglio per spiegarti il tutto.`\documentclass{book}

            \usepackage{lipsum}

            \makeatletter

            \renewcommand\frontmatter{%
            \cleardoublepage
            \@mainmatterfalse
            }
            \renewcommand\mainmatter{%
            \cleardoublepage
            \@mainmattertrue
            }

            \begin{document}
            \frontmatter
            \tableofcontents

            \chapter{Introduction}

            \lipsum

            \mainmatter
            \chapter{First chapter}
            \lipsum

            \end{document}

            `

            in risposta a: Problema con la creazione automatica dell’indice #97881
            OldClaudio
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              JackAB” post=97381Ho provato a mettere l’introduzione (il capitolo non numerato) prima dell’inizio di \mainmatter e ora le testatine sono corrette e nell’indice si vede anche la sezione oltre che il capitolo. Però l’introduzione continua a non esserci nell’indice..ed inoltre, anche se questo non è un vero problema, l’introduzione non essendo più nel \mainmatter è numerata con numeri romani.

              Non hai letto con la dovuta attenzione il mio messaggio precedente.; togli l’asterisco; senza l’asterisco, a meno che tu non usi una classe strana, ‘chapter produce capitoli non numerati cone le testatine giuste e con il titolo nell’indice.

              Se nonostante l’eliminazione dell’asterisco il titolo dell’introduzione non va a finire nell’indice, facci vedere il tuo preambolo. È vero che il trucco che ti ha indicato @cfiandra funziona, ma è un “tacon”, è un rimedio, una “pezza”; non è la soluzione giusta. La separazione di \frontmatter, \mainmatter e \backmatter è fatta apposta per trattare nel modo dovuto i vari sezionamenti.

              Che cosa vuol dire che “‘introduzione non essendo più nel \mainmatter è numerata con numeri romani.”
              L’introduzione non è numerata; casomai sono numerate le paigne dell’introduzione. Se non ti va che la front matter sia numerata in romano, cambia la definizione di \frontmatter e di \mainmatter, eliminando da ciascuna il comando \pagenumbering con il suo argomento; basta cercare dove sono definiti nella classe che usi questi due comandi, li copi nel tuo preambolo premettendovi \makeatletter, e togli i due \pagenumbering che ti ho detto; se sono definiti con \def, lascia così; se sono definiti con \newcommand, modifica questo comando in \renewcommand.

              Non è vietato ridefinire certi comandi; anche Lamport ne parla nel manuale di LaTeX, che trovi tradotto e commentato nella sezione Documentazione/Guide tematiche.

              in risposta a: Dimensioni Testo in tabella che sfora i limiti della tabella #97871
              OldClaudio
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                Ci sono due aspetti che interessano sia @donaldock sia @frenen.

                [tt]\begin{Large}…\end{Large}[/tt] definiece un gruppo e dentro scirve con al divhiarazioen \large; il gruppo potrebbe essere un motovo epr il quale il copro troppo grande viene tagliato dai filetti , in quanot lo \strut (il pilastrino, in italiano) che compare all’inizio della rima cella di ogni riga viene definito in modo non gloabel dentro il gruppo.

                Certo [tt]\begginXXX}…\end{xxx}[/tt] non andrebbe mai usato quando [tt]\xxx[/tt] è una dichiarazione. in particolare una dichiarazione di corpo.

                Ma in generale [tt]\begin{xxx}…\end{xxx}[/tt] equivale a comporre un gruppo dentro il quale (oltre a certi controlli) si esegue la dichiarazioen o il comando [tt]\xxx[/tt] all’inzio e [tt]\endxxx[/tt] alla fine.

                Se l’una o l’altra macro non è definita il comando non definito viene sostituito con [tt]\relax[/tt].

                Dunque nel caso specifico [tt]\Large[/tt] esiste e [tt]\endLarge[/tt] nonesiste, quindi all’interno del gruppo prima viene eseguito [tt]\Large[/tt] e poi viene eseguito, alla fine, [tt]\relax[/tt]

                Questo vale epr qualunque dichiarazione, anche quelle che accettano argomenti, ma no richiedono l’oggetto su cui operare.

                Siccocme [tt]\begin[/tt] e [tt]\end[/tt] sono comandi fragili, dentrola definizione di altri ambienti è consigliabile usare [tt]\ambiente[/tt] e [tt]\endambiente[/tt] piuttosto che [tt]\begin{ambiente}[/tt] e [tt]\end{ambiente[/tt].

                @franene, come vedi questi dettagli possono essere utili per uno che scriva macro, non per un utente “normale”. Ma conoscendoen il meccanismo, @donalduck, si capisocno meglio certe cose.

                in risposta a: Problema con la creazione automatica dell’indice #97877
                OldClaudio
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                  Allora non usi l’asterico e prima del primo capitolo numerato scrivi [tt]\mainmatter.[/tt] eventualmente scrivilo prima del comando \input o \include che immette nel flusso di composizione il file del primo capitolo numerato. Da qualche parte hi scritto [tt]\setconunter{tocdepth}{0[/tt]? se non è così, è strano che ti comapiao nell’indice i capitoli e non i paragrafi.

                  Ti potrebbe essere utile leggere la guida tematica (scaricabile dalla sezione Documentazione/Guide tematiche) intitolata Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italinao.

                  in risposta a: Allineamento verticale figure in tabella #97875
                  OldClaudio
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                    Metti il cubo della prima colonna nella seconda riga., non nella pria riga.

                    in risposta a: Tabella enorme #97866
                    OldClaudio
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                      non ho capito che cosa vuoi dire con “giustifica giustifica solo in una dimensione e non nell’altra”.

                      Certo \resizebox non serve per giustificare, ma per ridimensionare (il significato esato del verbo to resize) ma per deformare un oggetto in mdo che la sua larghezza sia quella specificata e la sua lunghezza (altezza) sia quella specificata. Leggi la documentazione nel file grfguide.pdf (da terminale texdoc grfguide) dice anche che per uno dei due argomenti si può specificare un punto esclamativo !, e il fattore di scala per quella dimensione viene preso uguale al fattore di scale nell’altra dimensione, quindi l’oggetto viene ingrandito o rimpicciolito senza deformazione.

                      Il problema non è quello di ridimensionare nelle due dimensioni una longtable, ma è quello di fala stare nella larghezza, poi ci pensa longtable a dividersi su più pagine; solo che se ci sono troppe colonne, la tabella larga rimane larga. Alora diminuisci il valore di tabocolsep; il valore di default sono 6pt, circa due millimetri ai lati di ciascuna cella, quinid lo spazio fra due celle è di circa 4mm; se ridefinisci tabcolsep al valore 3pt hai una riduzione significativa della tabella, che però dipende dal numero di colonne. togli gli spazi a sinistra e a destra di ogni riga, quindi a sinisitra della prima cella e a destra dell’ultima: questo implica di mettere la sequenza [tt]@{}[/tt] all’inzio e alla fine della lista di descrittori delle celle.
                      Metti al longtabel dentro un gruppo especifica dentro il gruppo che vuoi un copro minore:`{\small
                      \beginLongtable{…}
                      …
                      \end{longtable}\par}`
                      Se per far stare la tabella nelle giustezza devi scendere sotto il corpo corrispondente a \footnotesiza, allora ripensa alla tabella nel suo insieme e trasfromala in diverse tabelle correlate dal numero di ciascuna riga di celle.

                      Il modo migliore è quello di ripensare al tutto; è possibile che la tua tabella sia trasformabile in un lungo ambiente enumerate, ogni vode del quale contien una altro ambiente enumerate; ecco che ongi riga della longtable diveta in \item dell’enumerate esterno e ogni cella di ogni riga divenat un \item degli enumerate interni ad ogni enumerate esterno.
                      La tua tabella in questo modo non ha più problemi di giustezza.

                      Naturalmetne una solozione o un’altra dipende dal contenuto e dal tipo di colonne della tua longtable. Solo tu puoi decidere.

                      in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97080
                      OldClaudio
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                        lorenzo.pantieri” post=97361
                        1. tengo le sei immagini per pagina come in Quarta.pdf
                        2. uso nove immagini per pagina come in QuartaXL.pdf (allargando opportunamente la gabbia)
                        3. tengo sei immagini per pagina, ma con la parabola al posto della campana
                        4. uso 12 immagini, sei per pagina, su due pagine affiancate.

                        Non è difficile.

                        1) va bene, ma va bene anche con 9 .
                        2) la gabbia va allargata ma che allungata; non c’è problema con i margini.
                        3) dipende da che cosa vuoi fare con al parabola, che cambia segno o con la campana che non cambia segno; didatticamente direi che non sono intercambiabili, perché ognuna ha delle caratteristiche particolari.
                        4) 12 immagini sarebbe una bella cosa, ma mentre non è difficile usando il pacchetto afterpage e il suo comando \afterpage ottenere che qualcosa cominci in una pagina dispari, non è altrettanto facile ritardare qualcosa fino all’inizio di una pagina pari. D’altra parte che cosa ti interessa, se tanto poi, i tuoi allievi leggono le tue dispense s uno smartphone, o alla meglio su un tablet piccolo? Mettiti nei panni degli allievi, non nei tuoi. Lo so che a te piacerebbe di più una versione stampata sulla buona vecchia carta, ma agli adolescenti di oggi la carta dà fastidio…

                        in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97078
                        OldClaudio
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                          lorenzo.pantieri” post=97356

                          Come sai, non sono un addetto ai lavori. Tuttavia, mi permetto di osservare che spessissimo il punto fermo dopo una formula stona. Mi riferisco alle didascalie costituite dalla sola formula, oppure alle scritture come quella a p. 8 dopo il primo pallino. A volte ancora non lo metti o non metti la virgola.

                          Come sai, sono per la punteggiatura dopo le formule e dopo le didascalie. Ma hai ragione: in molti casi la punteggiatura è di troppo. Magari provo a toglierla.

                          In ogni caso, ora come ora il mio dubbio più grosso sta in quelle nove figure in una pagina: terrificanti? illeggibili? o solo bruttine?

                          Che fare?

                          Hai scritto un risposta al mio sproloquio sulle didascalie, in cui sostanzialmente dicevi le stesse cose che dicevo io, salvo poi fare come hai sempre fatto, cioè di mettere il punto finale alla fine di tutte le didascalie. Ma tu stesso hai detto che non avresti messo il punto alle didascalie (brevi) prive di verbo; Io ho detto che non si mette il punto finale alla fine del “titolo” delle didascalie, se non è seguito da ulteriore testo, perché il titolo, come tutti i titoli è solitamente breve e privo di verbo. In tute le didascalie, anche in quelle delle subfig, hai messo sempre il punto finale. Tu stesso ti rendi conto che ci sta a sproposito. Prendi la buona abitudine di omettere il punto finale come comportamento di default e di meterlo solo quando l’oggetto è seguito da un altro periodo (sempre dentro la didascalia, s’intende!).

                          Per quel che rigurarda i margini, non fartene un problema; se il tutto verrà poi letto a schermo, meno schermo sprechi per i margini, più grande può essere il corpo dei font che usi, e più leggibile diventa sullo schermo. A stampa, si sa, è un’altra cosa. Ma l’importante è che anche su schermo i margini superiore e inferiore siano piccoli più o meno come quelli laterali.
                          Parere personale, s’intende; ma di cose da leggere su dispositivi hand-held ne ho già scritta abbastanza e parlo per esperienza diretta. È ovvio che una pagina che va bene vista in uno schermo relativamente piccolo (ma non troppo) non sta altrettanto bene se visto stampato su carta. Hai presente la scrguien.pdf, la guida di Marcus Kohm? a schermo la leggi, ma non puoi certo stampartela, perché non sapresti come maneggiare le pagine.

                          in risposta a: Spazio fra titolo sezione ed equazione centrata #97839
                          OldClaudio
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                            È una regola tipografica che nessuna sezione comincia mai con qualcosa in display, nemmeno un’equazione.

                            Se non sai cosa scrivere prima dell’equazione, allora il sezionamento non serve. Riformula il testo, oppure, probabilmente l’equazione l’hai gia scritta prima, numerala, non metteral in display senza numero, e facci riferimento nel testo con il suo \label e il comando \ref. Di solito è così che si fa.

                            in risposta a: Figura in Tabella #97827
                            OldClaudio
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                              La Guida GuIT, che credo di averti già suggerito, spiega anche quello.
                              Leggi bene le spiegazioni nella guida suddetta, perché devi comprendere il meccanismo prima di ottenere i risultati desiderati. E i risultati possono essere difficili da ottenere in modo automatico, specialmente se usi filetti orizzontali (che non andrebbero mai usati in tabelle professionali), quindi la comprensione del meccanismo è essenziale.
                              Prova il § 19.9.3 ed esamina bene le tabelle 19.1 fino a 19.4.

                              in risposta a: MacTex cambia lettere accentate da iMac a Macbook #97825
                              OldClaudio
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                                Ti consiglio di dare un’occhiata alla guida tematica sulle codifiche, dove è spiegato tutto.

                                1) NON usare mai la codifica applemac; nella guida è spiegato il perché.
                                2) gli editor nei due calcolatori sono impostati per codifiche diverse; sull’iMac presumibilmente l’hai impostato tempo fa usando la disgraziatissima codifica proprietaria di Apple, mentre sul seocndo probabilmente hai una versione più nuova dell’editor che di default dovrebbe essere latin9, oppure UTF-8.

                                Scegli Preferenze nei due editor e verifica le impostazioni di default dei due edotor; mettile uguali, al valore che ritieni più comodo. Ma se segui il forum e leggi le guide del forum, sai che TeXShop (l’editor di default di MacTeX) accetta i commenti magici, quindi anche se i due calcolatori ahnno TeXShop configurato diversamente, basta un commento magico per passare il file da un calcolatore all’altro.

                                Nella guida tematica da scaricare dalla sezione Documentazione/Guide Tematiche di questo sito, c’è scritto come cambiare codifica globalmente a un file, (purché quanto esso contiene sia stato registrato con codifiche uniformi, non un po’ con una codifica, e un po’ con un’altra).

                                Ma c’è anche scritto a chiare lettere il motivo del perché NON BISOGNA MAI USARE LA CODIFICA APPLEMAC, MAI E PER NESSUN MOTIVO. Te lo dice uno che usa Mac da molti anni. da quando esiste il sistema operativo Mac OS X, e ti garantisco che non è una fisima mia. è proprio un insulto usare una codifica proprietaria che rende non trasferibili i file da una macchina all’altra con sistemi operativi diversi, e, scopro ora con il tuo messaggio, nemmno fra due macchine con lo stesso sistema operativo, per giunta della Apple. Un apio di anni fa sono riuscito a convincere l’autore di TeXShop a non usare applemac di default, ache se TeXShop è configurabile a mano CON QUALUNQUE CODIFICA SENSATA OGGI ESISTENTE. Egli è stato d’accordo ed venuto incontro alla mia richiesta, ma è passato a latin9 invece che a utf8. Con utf8 oggi non si ha nessun problema, nemmeno con gli altri sistemi operativi recenti (meno vecchi di 5 o 6 anni). Per fortuna basta accedere alle Preferenze di TeXShop per impostare utf8.

                                Nota che oggi anche molti pacchetti del sistema TeX richiedono la codifica utf8; inoltre i programmi di composizione xetex e luatex (che con n LaTeX producono xelatex e lualatex) funzionano esplicitamente (e per fortuna, finalmente) con utf8.

                                Spero che tu non perda troppo tempo a sistemarie il file sui due calcolatori, ma leggi con attenzione la guida tematica che ti ho consigliato.

                                in risposta a: Problemi con gli accenti in Classicthesis e Minion Pro #97821
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
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                                  Down
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                                  Le problème est que le codage applemac est à un octet, et donc le glyphs qu’on peut utiliser avec ce codage est fort limité. En plus ce codage est propriétaire de l’Apple, donc sauf avec pdfLaTeX et un éditeur configuré pour ce codage, le fichiers source de TeX, comme les e-mails, et tout ça ne marchent pas avec autre utilisateurs qui n’ont pas une plate-forme Apple.

                                  Moi aussi, j’ai un Mac, mais je n’ai jamais utilisé le codage applemac sauf pour me rendre compte que même les utilisateur des Macs sont masochistes s’il insistent en utiliser ce codage. La seule fois que j’ai ruiné un fichier source d’un autre Mac-iste, qui m’avait envoyé son fichier pour me faire comprendre exactement ses problèmes avec sa compilation avec pdfLaTeX, etait codé avec applemac, et je n’avais pas lit tout son préambule où il avait spécifié applemac à inputenc; Mon TeXShop était configuré pour utf8, et à ce temps la il n’y avait pas le “comments magiques” qui aident TeXShop a se reconfigure pour la particulière instance du document particulier.

                                  Il est au moins 4 ans que j’utilise utf8, toutjours et sans exception.

                                  Tu peux télécharger le fichier sur le codifiche que j’ai écrit avec un autre important expert humaniste utilisateur de LaTeX qui maintenant cure la guide L’Arte di scrivere con LaTeX (téléchargeable aussi de la section Documentazione” de notre site. il Y a plein d’informations sur les codages et il y a aussi une longue table de comparisson entre les codages à un octet.

                                  Mai tout ça ne dit rien pour une partielle incompatibilité entre touts les codages à un octet e l’utilisation des fonts OpenType comme les Minion Pro, par exemple, codés en UNICODE. Donc, si tu veux utiliser les Minion Pro tu dois utiliser le codage UTF-8 en entrée, mais tu ne dois pas le spécifier avec aucune invocation à inputenc. Tu dois simplement enregistrer ton fichier-source en UTF-8, en configurant TeXShop pour ce codage, ou en spcifiaiant le même comment magique que j’ai écrit dans la première langue du fichier que je t’ai envoyé.

                                  Ciao
                                  Claudio
                                  (Évidemment nous pouvons nous tutoyer 🙂 )

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