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23 Ottobre 2014 alle 6:58 in risposta a: Problemi con gli accenti in Classicthesis e Minion Pro #97819::
L’errore si capisce benissimo dal messaggio che lo descrive: ll comando \ieme non è definito; in realtà il comando è perfettamente definito, ma esso contiene in frenchb e, di conseguenza, in gloss-french il comando \sevenrm che è un comando di plain TeX che non è più accessibile con LaTeX2e. Mi stupisce che funzioni con Palatino o Times. Comunque la gestione dei font fra pdflatex e xelatex presenta sempre delle sorprese; se vuoi superare questo scoglio definisciti nel preambolo:`\renewcommand*\ieme{\textsuperscript{e}}`All’occorrenza ridefinisciti i corrispondenti comandi \iemes, \ier, \iers, \iere. \ieres.Naturalmente potrei sbagliarmi, nel senso che ho individuato quella possibile mancanza, ma senza un esempio minimo compilabile che riproduca l’errore (che ha luogo nella bibliografia) è difficile andare sul sicuro; Ricorda che anche il file .bib può essere configurato in modo da aggiungere un campo che specifica la lingua in cui un dato riferimento è scritto; il problema potrebbe essere invece che nel comando sconosciuto \severm in una impostazione mancante nella configurazione di biblatex. Nel caso bisogna leggerne la documentazione con texdoc biblatex che contiene un’apposita sezione dedicata alla gestione delle lingue.
22 Ottobre 2014 alle 20:17 in risposta a: Problemi con gli accenti in Classicthesis e Minion Pro #97817::
Tu le dois registrer sur le disque dur avec l’encoding utf8; c’est obbligatoire pour le fair compiler avec XeLaTeX. Prends mon code, sauve-le dans un autre fichier, ajoute le texte de ton document pala procedure de colle et colle, mais ne sauve pas avec le codage terible e masoquiste applemac, mais configure ton editeur pour le sauver en utf8. Chez aoi il marche comme une montre suisse.La seule chose qui probablement ne marce pas est l’esyle des notes à la française..
Ma lis la documentation de polyglossia (texdoc polyglossia de ton Terminal); peut être qu’il y quelqe option our specifier ça à la selection e la langue française.
22 Ottobre 2014 alle 16:08 in risposta a: Problemi con gli accenti in Classicthesis e Minion Pro #97815::
Vorrei saper scrivere in francese altrettanto bene di come scrivi tu in italiano.Mais d’abord bienvenu chez notre forum!
Bon ton fichier a plusieurs erreurs. Je supçonne que ty utilises le logiciel XeLaTeX pour la composition de ton document; don tu dois absolumment utiliser le codage d’entee UTF-U e sauver ton fichier ave ce codage.
Tu ne dois pas specifier aucun codage, et jamais le coda d’entré applema, même si tu utilese un Mac. C’est le pir erreur qu’on puisse faire.Aussy tu ne dois pas utiliser abeleet frenchb pour écrire en français quand tu utilises XeLaTeX.
Enfin Hyperref doit être invoqué comme dernier ficier. setspace ne devrait ^etre jamais utilisé, perce que la bonne tupographie n’ovre jamais l’espase antre el linges de text, plus que, peut être, un 20%, ce qui est el défaut de LaTeX, et donc de XeLaTeX.
J’ai modifie ton fichier comme ça:[code]% !TEX TS-program = XeLaTeX
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[12pt,a4paper,footinclude=true,twoside,headinclude=true]{scrbook}
%\XeTeXinputencoding iso-8859-1
\usepackage{epigraph}
\usepackage{scrpage2}
\usepackage{graphicx} %% For \scalebox
\usepackage{lipsum}
\usepackage[parts,pdfspacing,dottedtoc]{classicthesis}
\usepackage{fontspec}
%\usepackage[applemac]{inputenc}
%\usepackage[frenchb]{babel}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{french}
\setmainfont{Minion Pro}\usepackage[numberedbib,nosectionbib]{apacite}
\usepackage{chngcntr}
\counterwithout{footnote}{chapter}
\usepackage[titles]{tocloft}
\renewcommand\cftchapfont{\scshape}
\usepackage[marginparsep=8pt,left=4cm,right=4cm,top=3cm,bottom=3cm]{geometry}
\newcounter{qcounter}
\usepackage{imakeidx}
\makeindex[name=npr, title=Index des noms propres]
\makeindex[name=mat, title=Index des matières]\renewcommand\textflush{flushright}
\usepackage{etoolbox}
\makeatletter
\newlength\epitextskip
\pretocmd{\@epitext}{\em}{}{}
\apptocmd{\@epitext}{\em}{}{}
\patchcmd{\epigraph}{\@epitext{#1}\\}{\@epitext{#1}\\[\epitextskip]}{}{}
\makeatother\setlength\epigraphrule{0pt}
\setlength\epitextskip{2ex}
\setlength\epigraphwidth{.8\textwidth}%\FrenchFootnotes
\usepackage{lineno}
\setcounter{tocdepth}{2}
\setcounter{secnumdepth}{3}
\AtBeginDocument{\renewcommand{\thepart}{\Roman{part}}}\usepackage{setspace}
\usepackage{hyperref}\begin{document}
\frontmatter% \pagestyle{scrheadings}
% \manualmark
% \markboth{\spacedlowsmallcaps{\contentsname}}{\spacedlowsmallcaps{\contentsname}}\pagestyle{scrheadings}
\chapter{MinioPro en fraçais}
À È É œ Œ électricité
\end{document}et les accents de mon miniexample marchent tous comme il faut.
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NON SBAGLI NIENTE, SE NON FORSE QUELLO DI VOLER USARE CONTEMPORANEAMENTE DUE MODI PER EVIDENZIARE LA VOCE; IL MAIUSCOLETTO È UN MODO PER EVIDENZIARE, IL NERO UN ALTRO MODO; È PER QUESTO CHE I FONT DI DEFAULT NON HANNO IL MAIUSCOLETTO NERO. PRPIO NON C’È.[scusa, mi sono accorto che avevo il tasto blocca maiuscole premuto]
Essitono de ont che lo fanno, ma sono pochi e bisogna cercare con pazienza. Siccome io ho notato un font con queste caratteristiche alcuni anni fa; me ne sono dimenticato il nome.
I cfr-lm (latin modern estesi) hanno il maiuscoletto “italico”, ma non nero.
Ma per quanto mi sforzi non ritrovo più quei nome. Ecco, in sostanza, fa conto che non esista.
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Nonostante al tua gentilezza nel dirmi che non hai critiche da farmi, io ho provveduto a scrivere quasi ex novo la documentazione italiana di TOPtesi nel file toptesi-it-xetex.pdf.Vi ho aggiunto anche un corposo indice analitico e un capitolo iniziale. Chiaro che è offerto alla lettura di chi desidera documentarsi; se uno non lo legge, pazienza (non mi riferisco a @Cammarata, ma ad altri frequentatori del forum utenti di TOPtesi), ma almeno c’è scritto meglio, così credo, quello che TOPtesi fa o non fa.
Tra l’altro ho reso TOPtesi compatibile con il pacchetto frontespizio di Enrico; certo bisogna leggere la documentazione per farlo, ma ho anche introdotto alcuni modelli dove si mostra come fare.
Ho appena eseguito l’upload della versione 5.82 su CTAN; sarà disponibile fra un paio di giorni — con l’aggiornamento di TeXLive, almeno.
::DelVecchio” post=97295Buongiorno a tutti! Scusate se la domanda vi sembrera’ banale… ho una sottosezione che deve contenere solo l’immagine e la sua didascalia. L’unico sistema fino ad adesso che ho trovato per farlo e’ quello di inserire una riga vuota dopo il titolo della sottosezione ma e un po’ brutto da vedere. Avete altri suggerimenti?
Grazie
MaryBenvenuta nel forum.
Vediamo un momento: il sezionamento del testo serve appunto per separare il testo in parti che sono da mettere logicamente in evidenza e per forire loro dei tioli per agevolare la “navigazione” del testo. Una immagine non è testo ma una suo complemento. quindi ha poco senso creare una sezione di qualunque livello, contenente solo un’immagine. Poi che differenza ci sarebbe, da un punto di vista informativo tra il titolo della sezione e la didascalia; l’uno non aggiunge informazione alla seocnda.
Perciò hai diverse soluzioni.
1) non esegui il sezionamento di cui hai scritto nel tuo messaggio, ma metti semplicemente la figura con al sua didascalia,e il suo \label con l’etichetta del quale puoi richiamare la figura nel punto del testo a cui fai riferimento a quella figura.
2) sezioni il testo, ma per davvero, cioè dopo il titolo della sezione ci scrivi qualcosa di sensato che si riferisca anche alla figura.
3) Se non riesci a rinunciare alle prime due soluzioni, dopo il titolo della sezione non lasci una riga bianca, ma ci scrivi [tt]\leavevmode[/tt] o ci metti una tilde epoi metti la figura, che come oggetto flottante/galleggiante, LaTeX ti metterà dove LUI ritiene più consono mettere la figura, NON dove vuoi tu.La spiegazione del punto 3) non entra nel merito del fatto che LaTeX è molto più attento alla qualità tipografica che non chi lo usa; vale per me, vale per te, vale per tutti. Noi frequentatori del forum non siamo maestri tipografi (in generale) ma siamo dei dilettanti più o meno appassionati di bella tipografia. Non è detto che riusciamo a comporre sempre dei bei documenti, ma ci proviamo. Ora LaTeX ha delle regole molto precise per sapere dove mettere le figure; mi pare di ricordare che gli sia anche vietato mettere una figura subito dopo un titolo di una sezione; vedi quindi la difficoltà, per non dire l’impossibilità, di fare quello che desideri; e non lo puoi fare in nome della bella tipografia; perché se lo volessi fare nonostante tutto, la possibilità, con alcuni sporchi trucchi, ci sarebbe, ma sarebbe anche molto brutto.
Alcune di queste cose sono spiegate con maggiore dettaglio nel capitolo 29 della guida GuIT, che puoi scaricare liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito. Non ti spaventare se si tratta di più i 700 pagine; hai un capitolo specifico da esaminare, in particolare il §29.10 che tratta, appunto, delle figure e delle tabelle e degli altro oggetti flottanti. L’indice della guida è lì apposta per non dover sfogliare le 700 e passa pagine prima di trovare ciò che serve; la guida dispone anche di 6 indici analitici, quindi, almeno nell’idea di chi l’ha composta, la ricerca delle informazioni che interessano dovrebbe essere meno complicata che in altri testi. Poi, magari, l’intenzione del curatore non si è realizzata completamente.
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Be. se ti bastano 0.01mm, cioè 0.1mm, cioè 100 micrometri, per me potrebbe anche andare bene, ma nessuno se ne accorgerebbe se li togliessi del tuo. sai tu hai usato uno spazio di 100µm sono circa un terso di punto che ammonta a circa 350µm; già un punto è difficile da vedere ad occhio nudo, figuriamoci un terso di un punto tipografico… Visto che quelgi spazi non servono a niente, lasciali pure.
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Sono nipote e figlio di medici; ho lavorato 50 anni in campo scientifico. Non ricordo l’ultima volta che ho usato un acronimo o una abbreviazione.
Anche in campo medico le lunghe denominazioni delle molecole organiche che costituiscono i farmaci hanno il nome tecnico chilometrico con simboli greci e numeri intercalati ai nomi dei radicali, ma poi ogni farmaco ha un nome non commerciale, ma utile per non perdersi nei meandri della formula chimica.Non ho nessun foglietto informativo sottomano ma quando si descrive il farmaco si usa un nome tecnico generalmente di 5 o sei sillabe, e poi in fondo dove si parla della composizione si usano i nomi impressionanti della chimica organica che, sono d’accordo con te, non sono molto “user friendly”. Ma le sigle con le quali identifichi i cellulari dei pazienti non sono acronimi e nemmeno abbreviazioni, caso mai in inglese li potresti chiamare “alias” ma non faresti mai la lista degli alias, perché per la privacy non poi divulgarne il nome vero. Quindi il problema rimane.
Iose dovessi fare una lista di queste sigle, senza svelare l’identità del paziente farei il tutto a mano, con un semplice ambiente description,; di fianco ad ogni sigla/alias metterei i dati biologici del pazienti, che non sono uguali per nessun altro paziente, e che quindi comunque non potrebbero beneficiare degli automatismi consentiti da LaTeX[ del tipo:[code]
\beginidescription}
\item[Xc21] maschio, 67 anni, 89 kg, pressione 168/95, eccetera
\item[Xc22] femmina, 52 anni, pre-menopausa, obesa, coefficiente corporeo 40,25, pressione 220.152, eccetera
…
\end{description}[code]e non avrei nessun problema con le maiuscole o le minuscole. I problemi con i plurali non esistono nemmeno.
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Gli acronimi NON sono abbreviazioni, sono sigle e come i loghi vanno scritte come il proprietario dell’acronimo vuole che si scriva; Tommaso dice tutte maiuscole, e ha ragione se intende “nome scritto con le iniziali”; ma se si intende “nome scritto con le parti inziali” allora alcune lettere intermedie potrebbero essere minuscole; per esempio DoS (Denial of Service); Per esempio CoReCo (Comitato Regionale di Coordinamento, se ricordo bene – mi pare che il o la CoReCo (Commissione Regionale di Controllo) non esista più).Se vuoi usare Iso per Isoprenalina, sei padronissimo di farlo, ma siccome le abbreviazioni non sono acronimi, non è il caso di farne una lista, perché nel testo non si devono usare abbreviazioni, tranne che negli incisi parentetiche dove si possono,non si devono, usare. Di conseguenza il significato di una abbreviazione deve essere evidente dal contesto dove la usi, tenendo conto che in pratica non la dovresti usare mai.
Il problema del plurale con le abbreviazioni non si pone nemmeno, sia perché le abbreviazioni non mutano al plurale (non stiamo scrivendo in burocratese) sia perché le abbreviazioni non vanno usate quasi mai, e in quei pochi casi in cui si possono usare il plurale deve essere evidente dal contesto, altrimenti l’abbreviazione non si può usare.
Guarda che non sto insistendo su questa cosa per il puro gusto della polemica; semplicemente ti sto dicendo che l’uso corretto dele abbreviazioni è talmente raro nella buona tipografia, che non merita pensarci sopra più di tanto.
20 Ottobre 2014 alle 14:26 in risposta a: Problemi con l’inserimento della bibliografia – Risolto #97770::
Per prima cosa benvenuto al forum!Vuol dire due cose, anche se i messaggi d’errore son 3; Non hai specificato bene quale sia il database bibliografico[ devi scrivere [tt]\addbibresource{bibliography.bib}[/tt]
Inoltre biblatex ora dovrebbe funzionare correttamente se e solo se usi biber; se vuoi usare bibtex, allora devi aggiungere fra le opzioni a biblatex [tt]backend=bibtex[/tt]
Se vuoi che la bibliografia appaia, senza che abbia citato nulle devi aggiungere al tuo mainfile [tt]\nocite{*}[/tt]
Visto che è la prima volta che usi il forum, è probabile che tu non abbia un grossa esperienza con LaTeX; in questo caso ti consiglio di scariacare dalla sezione Documentazione di questo sito la guida L’Arte di scrivere con LaTeX; Le cose che ti ho scritto sopra in quella guida ci sono tutte. La lettura della guida stessa di biblatex prima o poi la dovrai fare, ma preparati, perché si tratta di 265 pagine, e la lettura va fatta con calma e selettivamente. Se apri un terminale e ci scrivi dentro texdoc biblatex e premi il tasto invio, ti si pare una finestra con al documentazione in formato pdf, quindi facile e comoda da leggere a schermo (sul PC, non su uno smartphone…) e da”navigare”.
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Hai almeno due possibilità.
1) allinei le due minipage al top con l’opzione [t] (vedi Il LaTeX Reference Manual commentato in Documentazione/Guide Tematiche)
2) fra i commenti c’è anche come usare 4 minipage per avere le due figure allineate in basso e le due didasclaie allineate in alto.Come hai fatto le due minipage sono allineate sulla mezzeria verticale del loro contenuto. (la mezzaria veritcale di una scatola è una cosa come l’asse matematico, quella linea ideale a callo della quale si sistemano i due tratti che formano il segno =)
::Liverpool” post=97257
infatti vorrei anche capire come mai quando vado ad inserire in latex un’immagine di 524 x 427 pixel me la ingrandisce tantissimo
Il comando [tt]\includegraphics[/tt], se non diversamente specificato, usa la risoluzione dell’immagine per definirne le dimensioni. Nel tuo caso, la risoluzione dell’immagine è di 72 pixel/pollice. Quindi 524 pixel corrispondono a 524/72 pollici = 7,28 pollici = 18,4 cm. Se ci aggiungi i margini, probabilmente l’immagine sfora dal bordo della pagina.
Se con Photoshop porti la risoluzione a 300 pixel/pollice (che è lo standard tipografico) senza ricampionare l’immagine, ottieni una figura di 4,44 x 3,62 cm^2. Queste sono le dimensioni ottimali dell’immagine di partenza in stampa, cioè la tua immagine, stampata a 300 dpi, senza alterarne le dimensioni, ha quelle misure.
Invece quando tu dici [tt]scale=0.75[/tt] stai dicendo che la larghezza deve essere 18,4 cm x 0,75 = 13,8 cm cioè più del triplo della dimensione ottimale. Per questo motivo le immagini stampate ti sembrano sgranate anche se le rimpicciolisci (perché in realtà, rispetto alla risoluzione della stampante, le stai ingrandendo). Al contrario, rispetto alla risoluzione dello schermo, le stai rimpicciolendo e quindi non ti sembrano più sgranate dell’originale.
Il problema quindi è nella dimensione e risoluzione dell’immagine di partenza che è troppo bassa per coprire quella larghezza che vuoi tu senza ingrandire. Quello che ti sto dicendo è che per questa immagine, ogni larghezza superiore a 4,44 cm produrrà uno sgranamento in fase di stampa.Ciao
Bravo @Liverpool! Più chiaro di così non avresti potuto essere.
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