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Non è che tu abbia fatto, è che nel tuo structure.sty il \bull e definito così:`\newcommand*\bull{\ \ \raisebox{-0.365em}[-1em][-1em]{\fontsize{40}{48}\selectfont{$\cdot$}} \ } % Custom bullet point for separating content`Quindi hai un abbassamento del segno, ma hai anche due impostazioni strane, che asssegnano al bullet una profondità negativa e ul altezza negativa. inoltre il bullet è scalato in corpo 40pt.Come ti dicevo hai (nel senso che pssiedi) un bullet ottenuto scalando di 4 volte il punto centrato.
Prova semplicemente con `\nrewcommand\bull{\space\textbullet\space}` e vedi cosa succede. Per accedere a \textbullet devi avere caricato il pacchetto textcomp; se usi i newpxfonts non occorre, ma se usi i Latin Modern o i computer modern di default, ci vuole.
Se il pallino ti sembra troppo piccolo, puoi giocarci meglio con il comando \scalebox, invece di caricare il font a 40pt, ma devi essere sicuro che hai caricato il pacchetto graphicx (che non è caricato nel nel main file né nello structure.sty, e usare una cosa del genere`\newcommand\bull{\space\raisebox{-0.75ex}{\scalebox{2}{\textbullet}}\space}`Aggiusta il valore del fattore di scala e il valore 0.75 a tuo piacimento, ma così con i newpxfonts va bene.
Va da se che questi comandi sostituiscono, non si aggiungono, a quelli che si trovano nel file structure.sty.
::IneXperience” post=97249
Buonasera OldClaudio,
venerdì ho disinstallato LiveTex ed installato una nuova versione. Avendo il mac, scaricato un pacchetto di oltre 2GB MacTex. Avviando Version 1.19 (1.19) punta ad un indirizzo : http://ftp.uniroma2.it/TeX/systems/texlive/tlnet mentre sul pdf dell’Arte di scrivere… indica questo: http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/systems/texlive/tlnet/. Risultato è che il CV viene compilato correttamente senza errori, mi riferisco ai due invio che davo.
Ho solo un piccolo problemino, e poi credo sia concluso il tutto. Il comando /bull mi da sì dei cerchi per suddividere esempio il mio indirizzo mail col telefono, o altri campi nel cv, ma questo tondino è disaminato rispetto alla riga in cui è scritto il testo: com’è che vola? 🙂Grazie e poi credo di aver finito.
L’indirizzo garr è più affidabile e veloce dell’indirizzo roma2; tuttavia non ha importanza; la prima =volta che usi il TeXLive Utility.app per aggiornare l’installazione, ricordati di configurare l’applicazione perché usi l’indirizzo garr.
Il \bull? ßi è sopra la riga, ma dipende anche dal fatto che hi preso un pallino piccolo, centrato sull’asse matematico e e l’hai ingrandito troppo; I casi sono due:
* o correggi il file structure.sty dove viene definito il \buul e cambi simbolo e riduci l’ingrandimento, oppure
* correggi la definizione di \bull aggiungendo il comando \rasiebox con i suoi argomenti, il primo indica di quanto devi sollevare (riferisciti all’unità ex che dipende dalle dimensioni del font in uso) e il secondo è la vecchia definizione di \bull.Se hai bisogno di maggiori dettagli \raisebox è descritto completamente nel Il LaTeX Reference Manual commentato da scaricare, se non l’hai già fatto, dalla sezione Documentazione/Guide tematiche di questo forum.
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Nella Guida GuIT (scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito) è spiegato perché lw immagini bitmapped sgranno quando si ingrandiscono rispetto alla loro dimensione naturale.Ma devi farti due conti: se l’immagine è di 524 x 427 pixel, devi sapere quale sia la dimensione naturale su uno schermo e sull’uscita dalla stampanto; Lo schermo ha circa 80 pixel al pollice, la stmapante versimilmente 600 px/in. Dunque fia presto a traforare il nomero di pixel nelle due dimensioni nelle grandezze naturali in ollici; se le vuoi avere in millimetri moltiplichi per 25,4mm/in.
Vedi dunque che a pari densità di pixwel l’immagine ingrandita sullo schemro appare decente, mentre per averla della stessa dimensione sulla carta la devi ingrandire quasi otto volte di più.
Per continuare ad avere disegni creati con un programma da disegno che riesce a salvare solo nei formati bitmapped, devi salvare con una densità di pixel almeno 5 volte più grande; 10 sarebbe meglio ma poi il peso in byte diventa eccessivo perché cresce con il quadrato del fattore che usi.
Siccome si tratta di disegni al trattol li puoi rifare tutti cin tikz; Non hai bieogno di importare nesusna figura e quello che ti fa tikz è già vettoriale; sono disegni abbastanza semplici e non avresti problemi.
Altrimenti scopri se il tuo programma di disegno può salvare in formato pdf e non avresti problemi; se salva in eps, non hai problemi e pdflatex riesce ad importare anche figure in quel formato. Puoi ricorrere al formati png, preferibilmente al formato jpg, per i disegni al tratto, se proprio non puoi evitarlo, ma devi salvare i file png con un’alta densità. Il formato jpg va bene per le foto le cui immagini non presentano generalmente dei grandi contrasti di intensità di colore, come i disegni al tratto. Aggiungi che il formato jpg è leggermente più efficace nella compressione dell’immagine, ma può venire riprodotto con artefatti che disturbano il disegno (la teoria è complicata, ma ha a che fare con al trasformata di Fourier discreta); la compressione del formato png è leggermente meno efficiente del formato jpg, ma è una compressione lossless, vale a dire l’informazione che si trovava nell’immagine viene conservata completamante e nella riproduzione non si presentano artefatti.
Quindi non si può dire a priori se per una data immagine sia preferibile il formato jpg o il formato png; dipende dal tipo di imamgine e dall’uso che se ne vuol fare (il formato png contiene l’alpha-channel per gestire el trasparenze; il formato jpg non gestisce le trasparenze).
Per i disegni al tratto, come ti ho detto la soluzione migliore è quella vettoriale vera PDF o EPS (vera vuol dire che anche questi formati potrebbero avere inclusa una figura bitmapped, ma ovviamante è solo l’involucro esteno che sembra pdf o eps, ma il contenuto quello vero è sempre bitmapped) quelli veri non contengono il minimo accenno di bitmap.
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Bè, io avevo capito cha tutti i tuoi graficoi erano eps.
Se hai altri formati è ovvio che il bounding box potrebee mancare; piuttosto se non hai GIMP (miltipiattaforma: GNU IMmage Processing mi pare che sia la traduzione della sigla); ti permette di aprie il file eps, o quel che è, apre un centinaio di formati, e lo puoi modificare un una varietà di formati, tranne che quelli vettoriali; per i diagrammi il formato PNG potrebbe andare bene, anche se non è vettoriale e non lo ingrandisci troppo.
La cosa non ti costerebbe nulla, se non un po’ di tempo per aprire il file .pas, o quel che è, e salvarlo in pfrmati png.
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No, quei nomeri sono quelli della mia figura; se le cose stanno come dici, i riprenderei l’ultimo grafico che hai fatto e chi legge, lao aprirei con il tuo programma grafico, rimetterie i dati del primo diagramma che non ti legge, e rifarei quindi il disegno.Perché poi salvi in PDF, la sai solo tu, perché ppdflatex è in grado di ricevere file eps, ma prima li strasofrma in pdf; quuindi se esporti un pedf, risparmi lavoro inutile a pdflatex.
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La tual figura ha qualcosa che non va, nel senso che manca dle comando PostScript BoundingBox seguito dalle coordinate dei due spgoli opposti.
Ci sono tanti motivi per i quali può succedere una cosa del genere, per esempio che il codice PostScript che descrive la figura è preceduto dallo screen shot che il programma che l’ha costuito si è fatto per accelerare il rendering a schermo, quando que programma che l’ha costruito lo riprendesse per eseguirne qualche forma di editing.
Puoi provare ad aprirlo con un editor ASCII (va bene anche l’editor che usi per i tuoi sorgenti LaTeX, ma devi specificare che nella lista di programmi da aprire mostri “Tutti i file” — ma mi raccomando, non cliccarci sopra come faresti con qualunque altro file perché il sistema operativo te lo aprirebbe con il programma associato all’estensione .eps, di solito un interprete PostScript); poi guarda se comincia con %!PS; se sì qualche riga dopo dovrebbe esserci l’informazione della Bounfungbox, se no hai scoperto che cosa non va nel tuo file. Ho aperto un file .esp presente nel mio disco le prime righe sono le seguenti:[tt]
%!PS-Adobe-2.0 EPSF-1.2
%%Creator: Adobe Illustrator(TM) 1.2d4
%%For: OpenWindows Version 2
%%Title: tiger.eps
%%CreationDate: 4/12/90 3:20 AM
%%DocumentProcSets: Adobe_Illustrator_1.2d1 0 0
%%DocumentSuppliedProcSets: Adobe_Illustrator_1.2d1 0 0
%%BoundingBox: 17 171 567 739
%%EndComments[/tt]Ho messo in rosso le informazioni che devi trovare dentro il tuo file .eps. I numeri della mia boundinBox non sono evidentemente uguali ai numeri della tua figura.
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No, @Samiel, i comandi di sezionamento non sono solo senz un numero, esposto, ma non sono nemmeno numerati segretamente dietro el quinte. Nnon son come una pagina composta in stile empty, che è senza numero a è numerata, Le sezioni non numerate iniziano una nuaova senzione con lo stile che compete al suo livello di sezionamento, non espongono il numero perché non ce l’hanno proprio.Le sezioni non numerate possono avere il loro tilo nell’indice; nella front-matter, se usi \chapter senza asterisco, la sezione non è numerata ma il titlo, ovviamente senza numero, va a finire nell’indice. La numerazione viene eseguita solo se il contatore secnumdepth contiene un numero superiore o uguale al livello della sezione; il titolo va nell’indice se il contatore tocdepth contiene un numero superiore o uguale al suo livello.
Ma i comandi asteriscati si comportano in odo leggermente diverso; nel senso che, indipendentemente dal contenuto del contatore secnumdepth, usano una macro diversa per comporre il titolo, quindi un \chapter* dopo altri \chapter non astiscatim noncompone il numero, ma conserva il numero del capitiolo precedente.I comandi asteriscati vanno usati con cognizione di causa, ma hanno un loro funzione; è giusto che LaTeX li preveda, ma bisogn farne buon uso. Il tuo esempio mostra chiaramante che cosa succede a…. ehmm… non usarli bene.
::taita87″ post=97159Salve, premetto che ho già utilizzato Latex per scrivere degli articoli scientifici e mi sono trovato molto bene.
Ora dovrei laurearmi e quindi scrivere la tesi, ma la mia relatrice non lo utilizza (solito word…). Mi chiedevo se ci sia la possibilità di lavorare privatamente alla tesi su Latex, potendo comunque condividere il lavoro con la relatrice in formato simil word, in modo che lei possa nel caso apportare modifiche al testo qualora lo ritenga necessario.Grazie
Questa è una domanda ricorrente. Io dico che la tesi è tua e te la scrivi come vuoi. ma un’altra possibilità è quella di scrivere la tesi con LaTeX,che ti produce il pdf, poi trasformi il pdf in word; vien un po’ brutto specialmente se ci sono cose che word non può gestire, o se c’è della matematica di mezzo, ma dici alla relatrice che quello è ciò che si può ottenere, e quello che non capisce lo guarda sul file pdf.
Poi c’è la possibilità di scrivere la tesi in word o in Writer (LibreOffice è gratuito e altamante compatibile con Word, am ha un equation editor che sfrutta LaTeX per creare le formule); ti consente di salvare il file in docx, quindi al tua relatrice non ha nulla da dire, visto che ottiene quel che voleva. Volendo Writer può installare un plug-in writer2latex che permetterebbe di trasformare il codice Writer in codice LATeX; non è un gran bel codice, ma è meglio che niente; ti occorre editarlo per togliere tutte le cose inutili che quel plug-in mette nel file .tex. Come dico megli di niente. almeno la tua bella copia verrà stampata benne.
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Dunque, non trova newpxtext e newpxmath? semplice ha una installazione del sistema TeX o vecchia o incompleta. Sai bene, frequentando il foum, che consigliamo sempre una installazione aggiornata e completa. nota che dopo aver dato due volte invio, ti compila con i font di devault che con i CM-super; se ti vano bene, togli il riferimento ai Platino extende testuali e matematici; sicuramente ti viene benissimo con i font di default.Inoltre, il fatto che quella scritta ti venga apparentemente ù iccola fa perte die vari fastidi prodotti da relsize; proga a racchidere fra graffe sia il comando \textscale con i suoi parametri, sia il testo che vupi scaltao; una sola coppia di graffe che racchiuda entrambe le cose.
Se hai MiKTeX, disinstallalo e installa al suo posto TeXLive 2014; nell’Arte c’è scritto come fare.
::kaka101189″ post=97143Buongiorno a tutti,
vi volevo chiedere come è possibile spostare verso l’alto (allineata al bordo alto della figura), la didascalia di un’immagine nell’ambient SCfigure. Metto sotto il problema in questione:`\begin{SCfigure}[0.7][h]
\centering
\includegraphics[width=0.5\columnwidth]{odografo}
\caption{Il vettore momento $\vec p$ (in blu) si muove su di un cerchio. Il cerchio è centrato sull'asse y in posizione A/L (in magenta), con raggio mk/L (verde). L'angolo $\eta$ determina l'eccentricità.}
\label{fig:float}
\end{SCfigure}`grazie mille
Non si può senza mettere le ani dentroo il pacchetto sidecap, il che è vietato; quindi bisognerebbe copiare il contenuto di sidecap.sty dentro un nuovo file chiamato per esempio mysidecap; poi editarleo per allineare le due minpage al margine superiore.
Io non lo farei. nel senso che visto che non si sa se la figura sia più alta o più bassa del rettangolo che contiene la didascalia, è meglio che siano allineate sulla mezzeria, come fa di default sidecap.
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Mmmmm….Come ti compila se usi questa bibliografia:`\begin{thebibliography}{100}
\bibitem{Cparara1997} Caprara, A. 1997. Sorting by reversals is difficult. In: {\em
Proceedings of the First Annual International Conference on Computational
Molecular Biology (RECOMB 97),} New York: ACM. pp. 75-83.\\[-20pt] %quadratino vuoto\bibitem {McLysaght2000} McLysaght, A., Seoighe, C. and Wolfe, K.~H. 2000. High frequency
of inversions during eukaryote gene order evolution. In Sankoff, D. and
Nadeau, J.~H., editors, {\em Comparative Genomics}, Dordrecht, NL: Kluwer
Academic Press. pp. 47–58.\\[-20pt]. %quadratino vuoto\bibitem{Reinelt1991} Reinelt, G. 1991. {\em The Traveling Salesman – Computational
Solutions for TSP Applications.} Berlin: Springer Verlag.\\[-20pt] %quadratino vuoto\bibitem{cookbook} Peter J. Ashenden. \emph{The VHDL cookbook}, First Edition. Dept. Computer Science, University of Adelaide, South Australia. 1990. \\[-20pt] % [ cookbook ]
\end{thebibliography}`
Se ti continua a presentare i quadratini e quella stana sigla vicino alla quarta voce della bibliografia, ho il sospetto che tu abbia caricato uno di quei pacchetti che ti mostrano nel margine le etichette usate; comunque prova con la bibliografia che ti ho modificato.
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Bne; dovresti essere a posto, salvo il fatto che `which tex` non ti restituisce niente. E se scrivi`pdflatex –version`che cosa ti risponde?
a me risponde con:`
pdfTeX 3.14159265-2.6-1.40.15 (TeX Live 2014)
kpathsea version 6.2.0
Copyright 2014 Peter Breitenlohner (eTeX)/Han The Thanh (pdfTeX).
There is NO warranty. Redistribution of this software is
covered by the terms of both the pdfTeX copyright and
the Lesser GNU General Public License.
For more information about these matters, see the file
named COPYING and the pdfTeX source.
Primary author of pdfTeX: Peter Breitenlohner (eTeX)/Han The Thanh (pdfTeX).
Compiled with libpng 1.6.10; using libpng 1.6.10
Compiled with zlib 1.2.8; using zlib 1.2.8
Compiled with xpdf version 3.03`
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