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iuecos” post=96703Grazie mille di nuovo! L’ultima volta che ho utilizzato il latex è stato un anno e mezzo fa e non ho pensato avessero potuto cambiare il comando, la prossima volta prima di chiedere mi leggo la documentazione (di solito le leggo).
Quando ho modificato il modulo per l’italiano, di cui curo la manutenzione da una ventina d’anni, ne ho dato comunicazione anche qui sul forum. Naturalmente non mi aspetto che tutti leggano tutto qui sul forum. Capisco che se non hai usato latex da un anno e mezzo, non hai nemmeno frequentato molto il forum. Comunque è buona regola, quando succedono cose che prima funzionavano e poi non funzionano più, leggere sempre la documentazione del modulo responsabile del fattaccio.
D’accordo, non è sempre facile scoprire quale s’ia il modulo responsabile, ma nel tuo caso se avessi letto la documentazione di babel avresti scoperto un babel molto modificato rispetto a un anno e mezzo fa, ma non avresti trovato nessuna informazione su \unit; donque, se babel non è responsabile di \unit, di chi sarà la responsabilità? Dei moduli delle lingue. Scrivo in italiano? provo a leggere la documentazione dell’italiano. Come si farà mai? Proviamo con texdoc italian. Perbacco! funziona e apre il file babel-italian.pdf. magari la prossima volta scrivo texdoc babel-italian.Ecco, ti ho fatto l’elenco dei pensieri, cioè delle domande che mi sarei fatto e delle risposte che mi sarei dato, se l’inconveniente fosse capitato a me.
Questa serie di domande e risposte è quella che seguo in ogni caso con ogni problema che incontro; anche se sono un veterano di LaTeX, io continuo a leggere e rileggere la documentazione perché io, come tutti, non riesco a tenere a mente tutto.
30 Settembre 2014 alle 19:44 in risposta a: numeri decimali,notazione esponenziale e numeri periodici #97260::
Qualunque cosa tu stia scrivendo non hai nesusn bisogno di rappresentare numeri periodici, specialmente se vi hai già messo dentro 10 cifre significative prima del periodo. Nelle scienze sperimentali non si indicano mai valori numerici delle misure con un numero di cifre a quelle consentite dall’incertezza della misura; sono sicuro che non puoi misurare quella grandezza in J/K con una incertezza dell’ordine di ±0,5 unità del peso dell’ultima (decima) cifra significativa. Quindi scorcia quella misura a massimo 4 cifre significative, perché indicarne di più vuol dire non avere nessuna idea di come quella grandezza si misuri direttamente o indirettamente. (direttamente con uno strumento apposito, indirettamente mediante calcoli eseguiti su misure di altre grandezza correlate a quella che ti interessa).
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Si, quella di non leggere la documentazione; apri un terminale, scrivici dentro texdoc babel-italian, premi il tasto ivio e leggi. Il comando attivo non è più attivo di default, ma bisogna darne esplicitamente l’attivazione; lo stesso succede per il carattere ” attivo e per la virgola inteligente.
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Io non ho mai parlato di font ISO. Ho parlato di norme ISO; sono riassunte nella Guida GuIT, scaricabile dalla sezione di documentazione di questo forum. Il loro acquisto in originale è praticamente a peso d’oro, ma se non ne dispone già il tuo ateneo, le puoi acquistare presso l’Ente di Unificazione Italiano che ha sede a Milano. Vende anche in rete, ma devi pagare alla grande sia che tu compri in rete, sia che tu vada a Milano direttamente alla sede.In due parole; Le espressioni matematiche per le scienze sperimentali e le tecnologie vanno scritte in corsivo decisamente distinguibile dal tondo; le apposizioni al piede o in testa vanno scritte in tondo se non rappresentano variabili, in corsivo se rappresentano variabili. Il tondo, il corsivo, il nero diritto e il nero inclinato, sia maiuscolo sia minuscolo, i segni matematici analfabetici, sono tutti oggetto di quelle norme; in particolare anche se la cosa ti può apparire strano, vanno scritti in tondo l’unità immaginaria, il numero e, e il segno di differenziale. Di più sulal Guida GuIT.
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Il tuo primo esempio funziona perfettamente con o senza spazio dopo Università.Se incontra problemi di composizione con il tuo vero file, non con l’esempio minimo, vuol dire che hai combinato qualche pasticcio con le codifiche, per esempio hai salvato il file senza specificare che vlo vuoi salvato con la codifica utf8.
Quale editor usi e come l’hai configurato in merito alla codifica di default del salvataggio dei file?
Come hai potuto leggere, la codifica che tu specifichi al file TeX medinate l’opzione al pacchetto inputenc, deve essere identica alla codifica dedi salvataggio del tuo editor.
L’errore che ricevi sembra propio legato al fatto che il tuo à è salvato con una codifica a 1 bite, chhe utf8 dice a pdflatex di trasofrmare nei due caratteri utf8 che rappresenta quell’unico byte con il primo bit pari a 1. Vedi la guida tematica sulle codifiche qui nella sezione della documentazione.Riconfigura il tuo editor.
29 Settembre 2014 alle 21:23 in risposta a: Quale classe per il poster A3 del menù di un ristorante? #97247::
Ammesso che tu sappia come stampare un manifesto di un metro quadro, o anche in formato B0 di 1,414 metri quadri, il pacchetto geomentry ti permette di farlo, perché fra le varie opzioni ha anche tutta la serie delle carte ISO a cominciare da A0 e B0 giù fino alle dimensioni dei biglietti da visita. quindi c’è anche A3. La classe memoir ti consente di usare font di formati enormi fino a 60 pt, quasi un pollice, precisamente 21 mm e qualche centesimo. Quidi vedi che il problema consiste solo nello stampare fogli grandi, A3 nel tuo caso. Normalmente le stampanti che gestiscono quei formati sono stampanti insolite anche negli uffici; sono al corrente che i notai usano quelle stampanti per poter comporre i fascicoli dei contratti come booklet con n fogli A3 piegati a metà e pinzati al centro.Per il resto ci sono i pacchetti che ti sono stati consigliati.
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Stai usando male TeXShop.
Che cosa c’etra pdflatexmk? nel mio TeXShop c’è, ma in fondo alla lista dei possibili motori di composizione; proabilmente ti sei definito le preferenze in modo che cliccando typeset lanci quello script. Se è così ti sei dato una martellata sul dito da solo.:shock:
Scusa l’espressione forte, ma vale la pena configurare TeXShop per delle cose serie non per cambiare le cose di default che funzionano benissimo.
pdflatexmk è uno script che lancia dtre o quattro volte la compilazione del fiel principale, e ogni volta che esegui quello script il file Main-frn.tex viene riscritto. Se propro volessi usare una cosa semiautomatica per fare il tutto ti converrebbe usare lo script Arara, del quel esiste un file di descrizione proprio di Enrico Gregorio, che si chiama introarara.pdf e che scarichi dalla rete cercano quel nome con un qualunque motore di ricerca.Ora veniamo al tuo punto clicca sulla finestrina a destra del bottone Typeset, e scegli il motore di composizione latex (che in realtà vuol dire pdflatex, il default sulle macchine Mac); dopo aver selezionato LaTeX, premi typeset sul tuo documento Main.tex.
Poi apri il documento Main-frn.tex, senza chiudere la finestra di Main.tex; seleziona di nuovo LaTeX e premi typeset. Accanto alla finestra del sorgente ti si apre la finestra che ti permette di visualizzare il solo frontepsizio. Se non ti si apre questa finestra con il risultato della compilazione del solo frontespizio, guarda nella console, (la finsestra a sfondo giallo dove appiaono le notizie salienti della compilazione mentre pdflatex sta lavorando) e guarda quali errori ti segnala tali da impedire la produzione del file pdf. Se fosse così correggi gli erorri e ricomincia da capo la procedura che ti ho descritto.
Torna sulla finestra di Main.tex aggiungi l’opzione nowrite alla riga dove carichi il pacchetto frontespizio, scegli di nuovo LATeX e premi typeset.A questo punto dovresti avere il frontespizio compilato.
Ottenuto con successo il tuo frontespizio, segui il mio consiglio; riconfigura le preferenze del tuo TeXshop affinché usi di default sempre LaTeX e non pdflatexmk. Quando ti cocorresse usare questo script, lo puoi sempre selezionare dlla finestrina bianca con i due tringolini neri a destra del bottone Typeset. MA almeno non incontri più i problemi che hai incontrato ora.
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Ridefinisci \indici in modo da mettere un [tt]\null\newpage[/tt] prima del seocndo indice; in altre parolae cerca la definzione di \indici dentro toptesi.sty, copiatela nel preambolo e aggiungi quella riga.Oppure, più semplice ancora, non usare il comando \indici ma usa direttamente i comandi \tableofcontests e \listoffigures, e tra l’uno e l’altro metti quella riga.
Ricorda che gli indici fanno parte della frontmatter dove vale lo stile openanny; un altro modo potrebbe essere quello di dare il comando [tt]\@openanyfalse[/tt] prima di \indici, che però richiede di dichiarare il segno @ come se fosse una lettere dell’alfabeto mediante \makeatletter.
Però tutti questi artifici sono solo delle acrobazie; se gli indici logicamante fanno parte della front matter, è opportuno che tutta la front matter sia composta con lo stesso stile; se non ti piace che la parte iniziale sia classificata come frontmatter, allora dai il comando \mainmatter prima di \frontespizio. e tutto ti verrà aperto sulla pagina di destra (sempre che tu abbia specificato l’opzione twoside fra le opzioni della classe).
::Comunque desidero usare il maiuscoletto che pacchetto devo usare? E per la matematica che pacchetto mi consigli che soddisfa le norme ISO?
La domanda è mal posta, perché il maiuscoletto si usa semplicemente con un paio di comandi nativi di LaTeX \tesctsc e \escshape, descritti in ogni guida, per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX. Se vuoi modificare le testaine o i titoli delle sezioni o altre cose specifiche devi usare i pacchetti per quelle cose specifiche, per esempio fancyhdr per testatine e piedini e titelesec per i titolini. Ma se usi una classe configurabile come memoir, ti basta leggere il manuale per scoprire come fare con i suoi comandi interni senza bisogno ri corerrere a pacchetti esterni.
La classe scrreprt e la classe report stano fra loro come un iMac sta a un kindle. Le classi della collezione Koma Script hanno una grande configurabilità; sono descritte nella guida da leggere con texdoc scrguien. scrreprt è la base di ClassicThesis, nel senso che questo pacchetto è una sovrastruttura di quella classe; la classe è molto ben configurabile (non al livello di memoir) ma molto gradita a molti, per esempio all’autore di ClassicThesis.
L’ho usata anch’io (veramente era scrbook, ma la differenza non è grande) per un dizionario di astronomia; ma se dovessi ricominciare userei la classe memoir.
Ti suggerisco anche la classe suftesi; dal nome sembrerebbe adatta per scrivere solo tesi; ma è solo nata per quello scopo; ora ci si può scrivere qualunque cosa, ma è fortemente personalizzabile; per esempio per i titoli o le testine in maiuscoletto bastano le opzioni della classe; permette un 20 000 personalizzazioni combinando le varie opzioni che si possono usare, ma non permette espressamente di modificarene il contenuto; Si pososno usare per scopi limitati alcune ridefinizioni nel proprio preambolo, ma l’autore non ne sarebbe aprticolarmente felice; dopo aver sudato sette camicie per permettere quell’altissimo grado di personalizzazione, potrebbe sentirsi “non apprezzato” se venisse a sapere che qualcuno ha ridefinito alcune sue macro.:smile:
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Sono contento che tu abbia risolto, anche se non cpaisci come hai fatto e perché si presentava l’errore.L’errore principale è invece quello di usare LyX come editor intelligente epr ottenere dei file LATeX che poi compila con la distribuzione di LaTeX sottostante.
Perché mai uno dovrebbe usare un editor che si sforza al massimo per mostrare sullo schermo il testo più o meno come verrebbe una volta composto con LaTeX; per fare quello deve intepretare i comdi LaTeX, ma LaTeX, o meglio il sistema TeX è sterminato ,quindi con quell’editor non riesci a fare tutto quello che potresti fare con LaTeX, ma solo quello che LyX è capace di decifrare per suo uso e consumo. Qualsiasi altro editor adatto al linguaggio LaTeX ti lascia i vari comandi nel file sorgente, tu li vedi e puoi sapre esattamante cosa fanno, dovo lo fanno e quando smettono di farlo. Tutto ciò è nascosto con LyX. quindi è più il tempo che fa perdere a chi lo usa che il vantaggio che gli dà nel mostrargli un anteprima del risultato direttamente nella finestra di editing.Prima abbandoni LyX, prima vivi felice. Lo diciamo da anni qui sul forum. È scritto nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX; rivedendo al documentazione del pacchetto TOPtesi l’ho trovato di nuovo. Sono sicuro di averlo visto anche in altre documentazioni, ma non ricordo quali. Il discorso è sempre lo stesso; Con LaTeX scrivi un testo inframmaezzato con il mark-up in chiaro, non nascosto dietro el quinte; LaTeX, per la precisione pdflatex, lo trasforma in un secondo tempo in un testo tipocomposto con tutti i vantaggi che può avere la composizione tipografica differita, specialmente quanto il tutto viene eseguito da un programma interpretato, e non in linguaggio il cui eseguibile è compilato. Pregi, molti; difetti, pochi; il principlae difetto che accusano i detrattori di LaTeX è la composizione differita, che invece per i sostenitori è un grande vantaggio.
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Be’, puoi sempre crearti una classe per conto tuo, ma non puoi partire dalla ClassicThesis, perché l’autore non vuole che venga modificata; dunque…Modificare Classicthesis non si può, ma si possono aggiungere altri pacchetti personali per ridefinre certe cose e/o eseguire dei patch.
È molto difficle da fare perché classich Thesi è a sua volta un pacchetto .sty che si appoggia a scrbook.cls, se ben ricordo, e quella classe della collezione KomaScript non è tanto facile da modificare, essendo già modificata da ClassicThesis.Insomma è un pasticcio; le poche volte che ho dovuto farlo sono diventato quasi matto per tracciare tutte le operazioni da modificare e scoprire dove quellee operazioni erano definite.
Se i tui desideri sono quelli che hai espresso ci sono altri pacchetti che puoi usare; cambiare i tiltoli in maiuscoletto, cambiare le dimensioni dello specchio di stampa; quello che non farie sarebbe quello di usare i font Euler per la matematica, specialmente se usi la matematica delle scienze sperimentali, che è soggetta alle norme ISO, e quei font non soddisfano alle norme ISO.Vedi tu…:wink:
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Vuoi dire con tutte le caselle contenti testo matematico allineato a sinistra?Usa l’ambiente array nativo, che ti permette si specificare l’allineamanto die contenuti delle celle nello stesso modo di tabula; solo che array si pu`ø usare solo in matematica, menstre tabula si può usare solo in modo testo; entrambi posono contenre singole celle o intere colonen che contengono materiale dell’altra specie. Aiuta usare il apcchetto array, senza confondere il apcchetto con l’ambiente; leggi la documentazione di array con il solito comando texdoc array.
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Be’, Rodolfo; plain TeX fa solo quello che gli dici di fare e il fomrapto plain imposta solo i font e poco altro; buona parte del formato plain è incorporata nel formato latex, ma ne costituisce forse solo il 5%, se va bene. LaTeX poi ha le classi, i pacchetti di estensione e via di questo passo che permettono all’utente di fare molte cose, ma non tutte, tant’è che ogni utente prima o poi sente il bisogno di defiirsi nuovi comandi.
La classe o le classi epr il curriculum vitae di solito sono piuttosto rigide e ti mettono nelle condizioni di scrivere quello che vuoi purché sia solo quello che il creatore della classe ha pensato di fare. Visto che se un utente esperto di plain TeX; scriviti un pacchetto da aggiungere a plain che contenga tutte le informazioni con il mark-up di plain per imitare il CV che stavi cercando di fare con LaTeX. probabilmente se usi abbastanza glie fra i vari elementi non incontrerai problemi di sorta.Con LATeX si può frare di tutto, a per fare cose “insolite” come un CV che bada più all’aspetto grafico che al contenuto, io mi sientirei di affermare che LaTeX non sia lo strumento giusto.
In fondo lo stile del CV europeo contiene delle prescrizioni di contenuto e poche prescrizioni di forma; sta solo a chi usa Plain o LaTeX di usare gli strumenti giusti per creare un risultato finale corretto, anche tipograficamente, conforme alle prescrizioni, magari dando un po’ più di spazio a questo elemento e meno a quello, insomma che non sia una replica del template fornito da una classe, che necessariamente ha i suoi limiti.
Ricorda, però: ci sono aziende che si aspettano di ricevere curriculum vitae scritti a mano; vogliono sapere come una persona scrive; si deducono molte cose dal modo di scrivere di una persona che non dipendono solo dalla calligrafia dello scrivente.
28 Settembre 2014 alle 13:03 in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97024::lorenzo.pantieri” post=96623
Anche a me piace più la prima, ma per leggere su un iPAD devi centrare la gabbia; il continuo spostamento a destra e a sinistra del testo quando passi da una pagina all’altra è terribile. Forse su un grande iPAD da 11 pollici riesci a vedere due pagine contemporaneamente, ma questo non succede di sicuro su lettori di minori dimensioni; mancando quindi l’effetto pagine affacciate, non ha senso mantenere i margini destro e sinistro scambiati a seconda della parità della pagina.
Giusta osservazione, certo.
Addirittura, mi dicevi dell’opportunità di creare più versioni delle dispense, a seconda del formato del tablet usato per vederle. 🙁
È un bel problema, accidenti: tante versioni diverse dello stesso documento significa lavoro per me per aggiornarle tutte, e confusione per l’utente.
Con l’Arte ha vinto la semplicità: un solo documento, pensato per l’A4, ma che può essere stampato in un formato più piccolo, e letto a video (con un po’ di fatica).
Mi piacerebbe avere un solo PDF che andasse bene un po’ per tutto. Forse scrivendo un documento con 11 punti, oneside e openright? Così almeno il problema dello spostamento destra/sinistra del testo non ci sarebbe.
Non so…
Devo pensarci bene, fortuna che ho ancora tempo!
1) più versioni per diversi formati. Io l’ho fatto, non e difficile, basta avare un masterfile che specifica solo le dimensioni e carica tutti i pacchettii pubblici o provati che si vuoe; dentro begin{document} …\end{documente} si mette il solo testo che eventualmente ne include altri, ma il primo testo rimane quasi uguale per tutte le versioni; se il main file imposta qualche variabile logica o imposta una variabile numerica a seocnda del formato cosicché con una serie di \if.. oppure con un \ifcase si possono fare aggiustamanti validi per una solo formato; il testo rimane identico, ma i fine pagina, e simili possono differire da varsione a versione.
Un’altra soluzione è quella di prendere un unico formato con fattore di forma intermedio fra il valore 1.33 dei lettori Plle e 1.68 di alcuni lettori alti e stretti, e una diagonale intermedia fra gli 11 pollici di un apparecchio grande e i 7 pollici di un apparecchio medio-piccolo, si può avere una sola versione, che apparirà un po’ piccola ma leggibile sui visualizzatori medio piccoli e un po’ grandina sui visualizzatori più grandi. Questa sarebbe una soluzione di compormesso che potrrebbe andare bene per il tuo scopo.2) Il font da 11pt potrebbe sicuramante andare bene.
3) Lorenxo: oneside implica openright, non c’è bisogno di specificarlo, a meno che la classe con cui lavori non prenda in considerazione questa cosa.
4) stampare in bianco e nero vuol dire perdere la vivacità dei colori, ma il grigio più o meno chiaro come sfondo non dà fastidio. Viene automaticamante quando stampi una versione a colori con una stampante in bianco e nero. Ma spesso si può impostare una stampante a colori perché stampi in bianco e nero.
Comunque la cosa migliore è quella di sperimentare e solo tu puoi farlo.
Ciao
Claudio
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