OldClaudio

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  • in risposta a: texdoc non trova la documentazione di guidatematica.cls #96313
    OldClaudio
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      Per l’albero personale con MacTeX/TeXLive non è necessario aggiornare il database.
      Tuttavia non ho la più vaga idea del perché guidatematica-doc non si legga con texdoc. A me parrebbe che si dovrebbe leggere solo per i file distribuiti con il sistema TeX. Se li legge anche per pacchetti e classi private o personali, per me è una sorpresa. Non ho nemmeno il coraggio di provare sul mio Mac, perché ho una dozzina di documenti con quel nome, in diverse cartelle ma che rappresentano la soria della classe e della sua documentazione.

      In effetti una versione la trova e me l’apre. è quella che si trova in`/Users/claudio/Library/texmf/doc/latex/Guidatematica/GuidaTematica-doc.pdf`ma non è l’ultima versione di cui dispongo.

      Il mio albero eprsonale non ha nessun database dei nomi die file; ma lo trova lo stesso; kpsewhich invece non me lo trova; kpsewhich invece mi trova la classe sempre nel mio albero personale`/Users/claudio/Library/texmf/tex/latex/guidatematica/guidatematica.cls`sempre senza fare uso di database.

      in risposta a: usare un font particolare #96293
      OldClaudio
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        La guida tematica sui font te l’ho già indicata; basta che clicchi sull’etichetta Documentazione qui in alto (terza etichetta nera scritta in bianco da sinistra) puoi esplorare tutta la documentazione che il GuIT produce, in particolare puoi andare nella sottosezione delle Guide Tematiche e scegliere le guide che vuoi, compresa quella sui font.
        Inoltre no ti farebbe male scaricare anche la guida Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano; è l’ABC di LaTeX e comprende tutto quello che sono riuscito a tradurre e spero ni non avere dimenticato nulla, ma avevo la Guida di Lamport sotto mano, quindi tranne sviste colossali, dovrebbe essere una traduzione completa; i commenti raddoppiano il numero delle pagine, perché dal 1994 quando è stata scritte la guida di Lamport, sono passati 20 anni e sono successe molte cose.

        Il comando per scrivere tutto con font sans serif è [tt]\sffamily[/tt] e va dato subito dopo [tt]\begindocument}[/tt] in modo che valga per tutto il documento.

        se cerchi bene nella documentazione del sistema TeX (che hai già sul tuo disco rigido) disponi di tutta la documentazione dei pacchetti che hai installato; ti basta aprire un terminale scriversi dentro texdoc seguito dal nome del pacchetto e ti si apre la schermata con la documentazione di quel pacchetto.
        Ma se trovi una cartella …/doc/fonts/ (i puntini dipendono da come e dove hai installato il sistema TeX e con quale distribuzione l’hai installato) lì trovi le cartelle di documentazione praticamente di tutti i font che hai a bordo.

        Se decidi di usare pdflatex con font vettoriali diversi da quelli di default, ricordati che alcuni sono scalabili con continuità, quindi se vuoi usare un font di corpo 9,37pt, allora il comando [tt]\fontsize{9.37}{11.244}\selectfont[/tt] ti permette di usare quel corpo con un avanzamento di riga pari al 20% in più del corpo. Se non hai familiarità con questi comandi, la guida tematica che ti ho indicato ti può servire, oppure digita nel terminale texdoc fntguide e leggi la documentazione specifica in inglese.

        Io trovo che i Latin Modern sans serif siano ottimi e migliori degli Arial dei Verdana, degli Helvetica, tanto per citare i più noti. Ma siccome è una questione di gusti chiunque può dire che io ho dei gusti pessimi. Tu prova con diversi font senza grazie e poi sceglierai quello che ti piace di più.

        Se usi xelatex, la guida tematica sui font ti dice come fare ma ti dice anche di esaminare la documentazione di fontspec, perché si possono e si devono impostare le debite opzini per usare i font OpenType in modo corretto; con xelatex probabilmente puoi anche usare tutti i font usabili da Word, licenze permettendo, dipende da come sono instalalti, dal fatto che la cache dei font sia stata aggiornata, e da altre cose del genere che dipendono dal aprticolare sistema operativo che stai usando; siccome io unso un Mac ti posso dire come si installano i font sul Mac, ma non te lo so dire per le varie incarnazioni di Linux e per le varie incarnazioni di Windows.

        in risposta a: Tabelle con intestazioni lunghe #96306
        OldClaudio
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          Lello912″ post=95950Sono nuovo di LateX e sto impazzendo con questa tabella.. ho provato anche a caricare il pacchetto tabularx ma mi da sempre errore quando metto
          [tt]\begin{tabular}{lccp{0.5\textwidth}}[/tt]
          oppure
          [tt]\begin{tabularx}{lccp{0.5\textwidth}}[/tt]
          Comunque questo è il codice.. se qualcuno ha una rapida soluzione.. grazie

          `
          \begin{tabular}{lcc}
          \toprule
          Tipo di attività svolta & CO\ped{2} prodotta [l/h px] & Fabbisogno di aria fresca [\mc/h px] \\
          \midrule
          Riposare o dormire & 10-13 & 17-21 \\
          Leggere o guardare la TV & 17-21 & 20-26 \\
          Lavoro in ufficio & 19-26 & 32-42 \\
          Lavoro da casalinga & 32-43 & 55-72 \\
          Lavoro da artigiano & 55-75 & 90-130 \\
          \bottomrule
          \end{tabular}
          `

          Con tabularx devi specificare come primo argomento la larghezza che vupi assegnata alla tabella. Inoltre a che cosa ti serve il campo [tt]p{0.5\textwidth}[/tt] se la tua tabella ha solo tre colonne di dati? Ul campo di tipo paragrafo dà sempre dei problemi perché il comando \\ diventa ambiguo in quanto il compilatore non sa se serve epr andare a capo nel testo dentro la cella di tipo p, o se deve terminare la riga della tablella. Togli quel campo per una colonna inesistente e vedrai che la cosa funziona con tabular; se vuoi usare tabularx aggiungi come primo argomento la larghezza,; se devi conservare la cella di tipo p leggi l’Arte per sapere quali comandi o artifici devi usare per “disambiguare” il comando \\.

          in risposta a: uso \unit in toptesi + domanda tabella #96258
          OldClaudio
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            Hai un modo strano di esprimerti. Poi vediamo.

            Prima domanda: devi usare un solo \unit per ogni unità che vuoi usare e se ci metti degli esponenti devi racchiudere il tutto fra dollari, compreso il valore numerico e senza lasciare spazi. quindi
            `
            $ 5\unit{m^2} $
            $ 10\unit{m/s} $
            $ 15\unit{eVs} $ % oppure \unit{eV\cdot s} oppure \unit{eV\,s}
            `

            i comandi \toprule e \midrule sono quelli che producono le due linee orizzontlai (filetti, è il loro nome) un più spesso da mettere sopra alla riga di intestazione e uno più chiro da mettere sotto alla riga di intestazione.

            Per centrare delle cose in colonne per le quali è specificato un allineamento non centrato, epr esempio allineato a destra, basta metterle nell’argomento di un \multicolumn che specifica una solo colonna centrata, ma vale per una sola cella. Quindi, se ho capito nebe quello che vuoi fare, sarebbe `\begin{table}
            \centering
            \caption{Conducibilità termica}
            \medskip % se non usi altri pacchetti per riconfigurare le didascalie standard di LaTeX
            \begin{tabular}{lr} % Nota il cambiamento di allineamento
            \toprule
            \textbf{Materiale} & \multicolumn1c{\textbf{Conducibilità termica}} \\ % vedi come si usa multicolumn
            & \multicolumn1c{$\unit{W/(m\cdot K)}$}\\
            \midrule
            SLG sospeso & 4800 \\
            Diamante & 1600 \\
            SLG su SiO\ped{2} & 600 \\
            Argento & 460 \\
            Rame & 390 \\
            Oro & 320 \\
            \bottomrule
            \end{tabular}
            \label{condterm}
            \end{table}`

            in risposta a: usare un font particolare #96291
            OldClaudio
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              Ricapitoliamo: fontspec può ussere usato solo con i motori di composizione che accettano l’uso dei font OpenType, segnatamante xetex e luatex, che sono i veri motori di xelatex e di lualatex. Certo se uso fontspec per un documento che usa come motore di compilazione pdftex, non ci riuscirai mai.

              Penso che ti sarebbe utile leggere al guida tematica sui font e la tipografia, da scaricare dal sito Documentazione di questo forum.

              Ma da certe domande che fai, mi pare di capire che non hai molta dimestichezza con LaTeX; ogni guide spiega come specificare un dato font per essere usato come font dominante nel documento e come specificare altri font per altri scopi meno diffusi. Siccome questo è spiegato in ogni guida, vuol dire che te lo sei dimenticato. La guida tematica che ti ho indicato parla anche di queste cose oltre che agli aspetti generali dei font e l’uso di pdflatex (che gestisce solo font codificati con indirizzi di soli 8 bit) o di xelatex e lualatex che gestiscono anche i font OpenType che consentono di usare la codifica UNICODE formata da 24 o 32 bit (o la più semplice transcodifica UTF-8, che arriva ad usare un numero variabile di bit per gli indirizzi dei singoli glifi, fino ad un massimo di 32 bit, non tutti usabili per gli indirizzi veri e propri).

              Tornando al tuo quesito: vuoi creare un logo che abbia un logotipo scritto usando lettere senza grazie come l’Arial o il Verdana (OpenType) e una ragione sociale scritta con un carattere con Grazie, epr esempio il Times (OpenType); poi il resto della carte intestata dovrebbe essere composto in Arial o in Times? Sei sicuro che queste scelte di font non mostrino una carta intestata creata con i font di default di noti word processor? Dove starebbe “l’originalità” di comporre il logo con LaTeX? Perché i font senza grazie d e quelli con grazie del sistema TeX non ti vanno? Se hai una installazione completa lo sai che disponi di un 15 000 diversi font fra cui scegliere e già installati sul tuo disco? Molti di quei font sono usabili anche con pdflatex, senza bisogno di ricorrere agli OpenType.

              Vuoi fare comunque il logo come hai descritto? bne fanne un esemplare grandino con la classe standalone usando all’occorrenza xelatex. ottenuto il file pdf, inseriscilo come immagine mediante \includegraphics nell’intestazione della lettera (tramite le modifiche che vorresti apportare al layout di default della classe che stai usando); poi la lattera, il contenuto, il messaggio della lettera lo comporrai come ti pare, essendo del tutto autonomo il font che userai epr il testo della missiva da quelli che hai usato per creare il logo.

              in risposta a: scrivere formula #96242
              OldClaudio
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                Io non ho capito la formula, quindi dico delle cose generali.

                che sat sia on operatore di relazione chi lo capisco può confermarlo e @leon_89 l’ha confermato. Detto questo mi pare strano che non esista un simbolo già predisposto e sul quale convengano gli utenti di “soddisfa a”; Nessun altro operatore di relazione appare scritto in lettere nell’antologia genarla dei simboli di Scop Pakin (texdoc symbols)-a4); anzi quata antologia lo riporta come sinonimo di \models che a sua volta è sinonimo di \rightmodels; antologia dei simboli, pagina 33, tabella 76 (che comincia nella pagina 32, ma quel che ci interessa è nella pagina 33).

                tr non può essere una variabile; le variabili sono sì in corsivo ma sono fatte di una sola lettera con quante apposizioni si vuole, di solito le apposizione sono al priede, come dei deponenti e sono scritti in tondo.

                Gli informatici mi hanno coperto di contumelie quando ho scritto una frase del genere in un mio articolo sulla composizione della matematica; evidentemente non hanno l’abitudine di leggere di che cosa si sta parlando, perché è vero che essi usano parole alfanumeriche che chiamano varibaili per rappresentare simbolicamante dei registri della CPU e/o delle parole di memoria, ma quelle non sono variabili matematiche. In matematicha, che si parli di scienze sperimentali o di scienze esatte, la matematica richiede variabili rappresentate da una sola lettera latina o greca, inclinata, e composta con caratteri diversi (con o senza grazie, nere, o chiare, calligrafiche o semplicemnte corsive) con quante apposizioni si vuole, scritte in tedno se rappresentano delle “qualifiche” della variabile, e scritte in cordico se rappresentano quantità che pososno variare e a cui la varibaile è legata.

                Questo è quanto dice ogni manuale di tipografia che parli della composizione della matematica (di cui la logica mi par bene che sia una disciplina che nel forma il copro generale; mi esprimo male, ma come ho detto sono un vilis mechanicus) Le norme ISO impongono altre regole, ma non modificano di certo queste che ho appena detto. (per esempio, le norme ISO richiedono che le costanti matematiche come e, pi greca, gamma, e simili simboli) siano scritti in tondo, per distinguerli da simboli analoghi di cose misurabili, anche se fisicamente parlando sono o dovrebbero essere delle costanti della fisica).

                Tornando alla soddisfacibilità, il comando \satidfies è sininimo di \models che a sua volta è siniimo di rightmodels. Non so se @leon_89, usa sat in quel senso, perché come ho detto non capisco il significato della formula. Colpa mia che non la capisco, ma suggerirei di dare un’occhiata all’antologia dei simboli, prima di inventarne di nuovi.

                in risposta a: [Problema][Book] Grandezza caratteri e Intestazione #96251
                OldClaudio
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                  Se vuoi avere i titoli dei capitili nell’indice e nelle testatine puoi anche impostare [yy]\setcounter{secnumdepth}{-1}[/tt] e tutto fila liscio usando sempre \chapter{}.

                  Gli altri suggerimenti che ti ha dato @franen sono tutti validi e sono tutti spiegati nell’Arte con molta enfasi. Anzi i comandi \bf, \it e simili, del vecchio LaTeX209 sono defunti insieme a LaTeX209 nel lontano 1994; sono passati 20 anni…
                  Il motivo che “vieta” di usare questi comandi di due lettere sono semplicissimi; si rirferiscono ad un metodo di selezionare i font diverso dal New Font Selection Schene (NFSS) che era nuovo nel 1994 con l’introduzione del LaTeX2e, quello che i usa oggi.

                  Il nuovo sistema rispetta le 6 proprietà di ogni font, cambiando solo quella che interessa; i vecchi comandi reimpostano tutte le proprietà modificando solo quella che interessa. tento per fare un esempio: se ora stessi componendo con un font con le seguenti caratteristiche: encoding T1, family lmr, series m, shape it, size 10pt, baselineskip 12pt; e dessi il comnadno \bfseries il font corrente assumerebbe le seguenti caratteristiche: encodine T1, family lmr, series bx, shape it, size 10pt, baselineskip 12pt; Con il comando \bf, invece, otterresti un font con le caratteristiche encoding T1, family lmr, series bx, shape n, size 10pt baselineskip 12pt. Come vedi perderesti al caratteristica del corsivo (it).

                  Non ho capito perché nel fare una tesina di maturità sezioni a livello di capitolo; a meno che tu non scriva una tesina che sia una tesona di almeno un centinaio di pagine, zeppe di testo e di formule, non ha senso eseguire un sezionamento in capitoli di poche pagine, a loro volta suddivisi in paragrafi di oche decine di righe a loro volta divisi in sottoparagrafi di qualche riga.

                  Non dico che sbagli, dico solo che devi pensarci bene ed eventualmente passare alla classe article, più adatta a documenti relativamante bervi, diciamo di meno di 50 pagine, e con comandi di sezionamento il livello massimo corrispondente al paragrafo (\section).

                  in risposta a: [modernCV] Errore in compilazione solo su Mac #96254
                  OldClaudio
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                    Sul terzo MAc, quello più nuovo, hai l’installazione di MacTeX aggiornata ad oggi?

                    Se non è aggiornata, aggiornala usando l’applicazione TeX Live Utility che trovi in Applicazioni/TeX.

                    in risposta a: Equazioni e Condizioni #96248
                    OldClaudio
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                      Per il sistema TeX mi viene in mente quella réclame “Facciamo l’impossibile; per i miracoli ci stiamo attrezzando”.

                      In realtà se una equazione è troppo lunga per farci stare altro nella giustezza o la spezzi, o la componi con font di corpo minore, o metti il qualcos’altro su un’altra riga; am per quanto siano belli e super esperti i pacchetti del sistema TeX, i miracoli ancora non li fanno.

                      in risposta a: scrivere formula #96236
                      OldClaudio
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                        Per scrivere un equazione bisogna conoscerne il significato; siccome io non capisco nulla di quello che c’è scritto (non sono digiuno di matematica, anzi, ma non sono un matematico; i simboli che appaiono nelle formula mi sono del tutto ignoti).

                        Dunque ti posso dire solo questo: se la volessi ricomporre io userei l’ambiente array specificandone un certo allargamento mediante il comando \arraystretch (guida tematica nella sezione Documentazione del forum Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano, pagina 93)

                        Imposterei i descrittori di colonna entrambi l (L minuscola) e metterei un filetto orizzontale sotto al prima espressione.

                        Starei molto attento a (non) usare il neretto per un operatore (sap ???) e starei attento all’operatore tr che va in tondo, non in corsivo, qualunque cosa tr voglia dire. Esistono delle regole cogenti per la matematica usata nelle scienze sperimentali; queste regole non sono generalmente osservate dai matematici puri, ma anche loro seguono delle regole. Trova i riferimenti per le norme ISO che regolano la faccenda per le scienze sperimentali e la tecnologia sia su L’Arte di scrivere con LaTeX sia nella Guida GuIT, entrambe scaricabili dalla sezione documentazione di questo sito.

                        Se po Enrico, che è un matematico, ti può dare consigli migliori, seguili con attenzione.

                        in risposta a: Equazioni e Condizioni #96246
                        OldClaudio
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                          Sì, c’è e si chiama cases; leggi la documentazione del pacchetto amsmath dando da terminale il comando texdoc amsmath

                          Però non credo che sia facile usarlo nel tuo caso, perché l’eauazione alla quale vuoi apporre condizioni è lunga.

                          Forse sarebbe meglio usare l’ambinete align (sempre amsmath) usandolo con un po’ di fantazia perché la riga delle condizioni potrebbe venire non numerata e il suo allineamento scelto con un po’ di creatività… 😉

                          in risposta a: Numerazione pagine e testatine #96231
                          OldClaudio
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                            Se leggi la documentazione della classe memoir (indipendentemete dal fatto che tu la stia usando) vedi che viene distinto il concetto di pagination con quello di folio.

                            Folio in inglese è il numero della facciata el foglio che viene materialmente scritto in alto o in basso, non importa, ma viene scritto.

                            Pagination è il processo di contare le pagine, anche se i rispettivi numeri non vengono stamapti.

                            In un libro la pagination di solito comincia dall’occhiello (in inglese half title), se c’è, oppure dal frontespizio (in inglese title page); non è detto che i folio vengano scritti o vengano lasciati in baianco, ma quelle pagine sono contate.

                            Sul fatto di numerare le pagine dal frontespizio al primo cpaitolo numerato escluso con numeri romani è una cosa tradizionale, ma che aveva senso quando i libri venivano composti a mano con i caratteri obili, o anche a macchina con le intere linee fuse in un solo blocco (linotype), oppure con i singoli caratteri venivano fusi al momento e allineati nella riga/compositoio (monotype); con quai procedimenti si componeva prima il blocco della main matter, poi si costruiva l’indice e magari una prima tiratura parziale da dare all’illustre scienziato o letterato che ne scrivesse la Presentazione, e agli altri tecnici che ne preparassero le pagine tecniche iniziali e finali. per non dover rinumerare tutto quanto la parte iniziale, composta dopo la parte principale del testo, veniva numerata con una numerazione diversa, cioè con numeri romani.

                            Oggi con la tipografia elettronica e LaTeX in particolare è possibile avere un’unica pagination che comincia con l’occhiello o con i frontespizio senza cambiare mai stile di numerazione e senza mai ricominciare da 1.

                            La classe memoir infatti dispone di due comandi \frontmatter e \mainmatter che si comportano come in book con due pagination di stili diversi; e della coppia \frontmatter* e \mainmatter* che mantengono un’unica numerazione ma trattano i comandi di sezionamento in modo diverso, senza numeri nella parte iniziale, con numeri nella parte principale. usand memoir quindi si avrebbe la possibilità di avere un’unica pagination senza dover riefinre nulla. Usand book bisogna usare il pacchetto xpatch e rappezzare i comandi \frontmatter e ‘mainanter par fare quello che si è fatto in memor con i comandi asteriscati.

                            Venendo quindi alla tua domanda, si può fare di tutto con LaTeX, anche le cose mal fatte; una cosa malfatta è quella di non cominciare la paignation dalla prima pagina, che sia l’occhiello o il frontespizio non importa. Naturalmente molte pagine tecniche all’inzio, compresi l’occhiello e il frontespizio, il retro frontespizio ed altre pagine tecniche, non riportano nessun folio, anche se partecipano alla numerazione.

                            L’univocità della numerazione è importante anche e specialmente se si usano i collegamenti ipertestuali; pasticciare con la pagination potrebbe portare ad un gran numero di messaggi d’errore collegati ai collegamenti ipertestuali.

                            Per quanto riguarda Adobe Reader non saprei dirti; certamente esso è in grado con una numerazione romana e una araba di riportare l’indicazione della pagina con la numerazione effettiva. Una volta (e ancora oggi con altri visualizzatori di file pdf) il Reader presentava solo un’unica pagination per cui per andare alla pagina 32 della parte numerata in cifre arabe era necessario sapre di quante pagine era costituita al parte iniziale, in modo f=da poer indicare il numero giusto, magari 48 per andare alla pagine 32 se c’erano 16 pagine di parte iniziale.

                            Scusa se mi sono dilungato, ma spero di averti spiegato perché LaTeX si comporta coe stai sperimentando e perché le modifiche che vorresti fare sono inopportune.

                            in risposta a: [risolto]Pacchetto Parallel : problema calcolo riga vline #96221
                            OldClaudio
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                              Tanti auguri per il tuo matrimonio.

                              la spiegazione di quei due comandi che ho introdotto è nella pagina 18 della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto (liberamente) in italiano. Vedi sezione Guide tematiche dentro la sezione Documentazione di questo forum.

                              in risposta a: numerazione pagine capitoli [RISOLTO] #96113
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Se ti dice kantlipsum.sty not found, hai una distribuzione del sistema TeX o parziale o molto vecchia.

                                Sai bene, leggendo questo forum, che raccomandiamo sempre di usare installazioni complete, proprio per evitare questo genere di problemi.

                                Per lo stampatello corsivo non ti so dire perché non capisco i termini.

                                in risposta a: Numerazione pagine e testatine #96229
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  quello che ti succede con le testatine si risolve usando \frontmatter; Magari anche aggiungendo dopo ciascno dei due \chapter una indicazioe del tipo`\markboth{Presentazione}{Presentazione}`

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