OldClaudio

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  • in risposta a: La posizione di LaTeX nel flusso di lavoro #95349
    OldClaudio
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      @Parmenas
      , ha esposto una difesa di Scrivener per un “word processing prograam”, come viene definito nel suo stesso sito, che non ho accusato di niente.

      È un word processor particolare con funzioni avanzate, che consente anche l’espostazione in formato LaTeX, attraverso l’uso di un mark up intermedi che non è esclsiovo di Scrivener, ma viene usato molto anche da programmi che servono epr esportare il contenuto ssmantico da un formato ad un altro, per esempio pandoc (su questo il notro socia Max ha scritto un articolo pubblicato sull’ultimo numero di TUGboat, la rivista internazionle degli utenti del sistema TeX).

      Queste operazioni di esposrtazione in una altro formato, compreso LaTeX viene eseguita anche dal software gratuito e open source Writer di OpenOffice e di LibreOffice. Posso anche essere convinto che epr un testo letterario esso vada bensiimo per il lavoro preliminare; non ho dubbi: è stato scritto da uno scrittore di romanzi. ci mancherebbe altro che abbia scritto un programma di quel genere per fare cose che non gli seervono.
      Non ho detto che Scrivere non serve a niente; ho detto che non può gestire i documenti difficili, complicati, con molta matematica (non mi risulta che gestisca anche la minima equazione, ma non disponendonel, lo suppongo dalle descrizioni che ho trovato in retem fra le qualin nonne ho trovata nemmeno una che accennasse alla sua capacità di scrivere matematica).

      Quindi come curatore della Guida GuIT, posso accettare una descrizione di Scrivenere si al massimo tre pagine nel formato B5 della guida; sempre come curatore posso poi decidere se sia nel tema delel guida o se esuli troppo dal contesto generale della guida.Mandami pure un tuo contributo, se vuoi; trovi il mio indirizzo di posta elettronica nella documentazione di molti miei pacchetti che si trovano su CTAN.

      Ciao
      Claudio

      in risposta a: BEAMER: evidenziare dei numeri all’interno di tabelle. #95310
      OldClaudio
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        Dipende: se si tratta di una installazione parziale, oltre che non aggiornata o non aggiornabile, può essre benissimo che il greco non sia installato. Ma installarlo coiando su una chiavetta con un altro calcolatore e poi ussando al chiavetta come sorgente degli upgrade non mi sembra sempre fattibile, anche eprché per aggiungere una lingua che non è installata, non basta coiare un modulo, bisogna anche installare il modulo, e quello del greco è uno dei più complessi.

        [OT] insieme agli altri che si occupano di greco stiamo cercando di correggere le notevoli difficoltà che esistono per la gestione del greco monotonico e del greco classico. Per ora il modulo del greco funziona decentemente con pdflatex solo per il greco moderno politonico, e poi e poi…[/OT]

        Nevermind, se anche avessi il greco già installato, NON USARE MAI IL NOME POLUTONIKOGREEK; è obsoleto, anche se esiste ancora, e complica solo le cose.; usa solo `\usepackahe[…,greek,…]{babel}
        \languageattribute{greek}{polutoniko}`
        oppure, se il tuo babel è nella versione 3.9, puoi usare`\uspeackage[…,greek.polutoniko,…]{babel}`

        in risposta a: dimensione del font in \documentclass{standalone} #95340
        OldClaudio
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          Un documento composto con standalone non è fatto per essere usato come documento finale, visto che è ritagliato in modo da non avere attorno nessun margine.

          Il file PDF prodotto da standalone è fatto per essere incluso in un altro documento come se fosse una figura; infatti puoi inserirlo dove ti pare nel documento “ospitante” usando un normale comando \includegraphics (non è necessario essere all’interno di un ambiente figure, ma può essere usato in qualunque punto del testo ospitante, anche, se l’inclusione ci stesse, in mezzo ad una riga di testo) specificando il fattore di scala che vuoi.

          Ma ho il sospetto che tu stia usando standalone in modo improprio. non vedo perché non potresti inserire direttamente al tua tabella tabularx nel documento ospitante. probabilmente hai dei motivi che non vuoi esporre o che ti sembra inutile esporre.

          Ti ricordo inoltre che puoi impostare con pdflatex, che usa font vettoriali, spesso continuamente scalabili, per esempio i Latin Modern, ma ce ne sono moltissimi altri, puoi specificare un corpo arbitrario epr i font, per esempio se ti hanno prescritto di comporre la tabella in copro 13pt, ma il tuo documento non prevede un corpo di 13pt, puoi usare il comando `\fontsize{13}{15.6}\selectfont`ed ecco che componi in corpo 13pt con l’avanzamanto di riga pari al 20% in più del corpo.

          Se devi comporre in corpo 9.5pt, per esempio, puoi specificare `\fontsize{9.5}{11.4}\selectfont` e componi in corpo 9.5pt.

          [tt]\fontsize[/tt] e [tt]\selectfont[/tt] sono i comandi di basso livello, usabili anche dagli utenti (con moderazione) per impostare corpi, o comunque font. diversi da quelli di default. sono descritti nella documentazione leggibile con il comando texdocc fntguide dato da terminale.

          OldClaudio
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            No, @franen, quella riga magica consente di cliccare il tato verde di TeXworks anche quando lo clicchi dalla finestra che contiene capitolonn.tex, ma il documento viene compilato tutto, non solo il capitolonn.

            L’unica strada per compilare un solo capitolo consiste nel commentare certe righe del main file; quali dipende se hai usato la strategia \input o la strategia \includeonly + \include.

            Io uso la compilazione selettiva da quando avevo ancora na macchina DOS relativamente lenta (la macchina aveva un clock ridicolmente lento rispetto alle macchine moderne, ma il sistema operativo era sostanzialmente dedicato ad un solo task e non perdeva tempo a fare cose “inutili” come i comodi sistemi operativi di oggi). Era quindi importante, a quei tempi, poter eseguire le compilazioni selettive e da sempre uso la tecnica \includeonly + \include.

            in risposta a: dimensione del font in \documentclass{standalone} #95338
            OldClaudio
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              Matilde, prima di parlare di dimensioni dei font, togli tutti quelgi \halinne; gli unici file leciti in una tabella \sono \toprule, \midrule dopo la riga delel intestazioni, e \bottomrule.
              Qegli \hline fanno sembrare la tabela composta da Word.

              Poi per rendere i caratteri più grandi o piò piccoli puoi sempre usare ;e dichiarazioni apposite, come \small, \footnotesize, \large, \Large eccetera; sono elencati in qualunque guida, anche la più elementare; ovviamente vanno usati dentro un gruppo e devono essere scritti prima dell’inziono della tablla \begin{tabularx}.

              Quegli stessi comandi usati dentro una celal specifica della tabella agisocno solo in quella cella, senza bisogno di specificare nessun gruppo. Se vuoi marcare con un copro o una forma o una serie diversa tutte el celle di una colonna devi usare il pacchetto array e i modificatori di colonna > e <; leggi la documentazione di array per capire come; ti può convenire definre dei nuovi tipi di descrittori di colonna, cosa che puoi facilmente riutilizzare anche per altre tabelle.

              in risposta a: La posizione di LaTeX nel flusso di lavoro #95343
              OldClaudio
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                Secondo me usare i programmi di composizione del sistema TeX serve per dare forma ad un testo, non necessariamente complesso e pieno di formule, ma se è complicato e/o prieno di formule, , quei programmi del sistema TeX sono la soluzione.

                Ma vorrei specificare: io sono un altro utente Mac; non ho mai usato Scrivener, perché mi pare la versione Mac dello strumento Word per le macchine Windows e in sostanza di tutte le macchine, vista la diffusione capilalre di MS Office che esiste anche per Mac. Di word processor ce ne sono tanti; alcuni come Scrivener permettono di riorganizzare il materiale scritto in modo più semplice che con altri programmai; ma in quanto a messa in pagina con qualità tipografica, per ottenere buoni risultati bisogna lavoraci di più che con i programmi del sistema TeX.
                Anche su L’Arte di scrivere con LaTeX sono esposti pro e contro la composizione interattiva dei word processo e la composizione differita dei programmi del sistema TeX che non sono word processor ma programmi di composizione tipografica.

                Infine ti dico subito che i programmi del sistema TeX non servono solo per comporre bene la matematica oltre al testo circostante. quei programmi con gli opportuni pacchetti. servono per comporre testi umanistici complessi (non puramente testuali) come per esempio i testi greci con il mark-up tipico dei filologi classici per inserire, disinserire, commentare, numerare, completare, eccetera, che si trovano descritti nel pacchetto teubner (purtroppo questo per ora funziona solo con pdflatex); se apri il teminale del Mac, vi scrvi dentro il comando texdoc teubner-doc, e ne leggi la documentazione scopri che quelle notazioni filologiche non le puoi fare altro che con pdflatex e il pacchetto teubner. Non c’è Scrivener o Word, o Writer che tenga. [Un po’ di réclame non guasta, visto che l’ho scritto io 😉 ]

                OldClaudio
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                  Se la tua classe è toptesi e non tesi-moderna, allora hai certamante letto la documentazione di toptesi; in particolare hai aperto un terminale, vi hai scritto dentro, texdoc toptesi-doc, poi hai premuto il tasto e hai letto la documentazione; strano che ti sia sfuggito come si fa a compilare un solo capitolo.

                  Riguarda meglio; c’è scritto tutto quel che occorre.

                  Lorenzo e Toommaso, gli autori dell’Arte sono partigiani del metodo \input; toptesi privilegia il metodo \includeonly e \include.

                  La domanda relativa al \label la cui etichetta non viene riconosciuta da \ref, dipende forse dal fatto che hai aggiunto questo \label in uno degli altri file immessi con \input?
                  Il metodo \includeonly e \include non ha questi problemi.

                  in risposta a: The logfile is very large (> 8 MB) are you sure you want to #95330
                  OldClaudio
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                    No @robitex, se non mi sfugge qualcosa il gioco di \includeonly nel preambolo e \include nel copro del documento è l’unca cosa o una delle pocche cose che condivido.

                    Ma per esempio le quattro penalità di 9999 (a cui manca \@clubpenalty), ammesso cheservano a qualche cosa vanno messe prima della chiamata al pacchetto nowidow.

                    Isabelle dice che chiude i capoversi con un \\ seguito da una riga vuota; quello certamante è la font di un messaggio di errore che si ripete ad ogni capoverso. I CAPOVERSI SI TERMINAO SOLO CON UNA RIGA VUOTA SENZA MAI USARE \\

                    Il messaggio che ci sono del lable difiniti più volte; altro errore che implica messaggi d’errore prolissi; i \label devono essere unici fra tutti i file che compongono un documento; i \ref possono venire ripetuti quante volte si vuole; lo stesso per i \pageref ed altri comandi per fare riferimeto alle label univoche impostate co i vari comandi \label.

                    Hbox troppo piene? molti messaggi di questo tipo epr scatole che sporgono di valori vari, alcune molto alcune poco? probabilmente la sillabazione non è a posto ma bisognrebbe vedere almeno l’immaigne di una pagina che contenga una o più righe troppo piene per vedere quale si il difetto; Isabelle; nella Guida GuIT, scaricabile qui dalla sezione documentazione, ché un capitolo dedicato alla sillabazione dove vengono spiegati i motivi epr i quali (pdf or Xe or lua)latex non esegue la sillabazione per niente. Vedi se si applica al tuo caso. Se usi molte note appendendole a parole specifiche, questo potrebbe essere una causa di mancata sillabazione; conviene allora ricordare di mettere le note dopo i segni di punteggiature, ma se si devono appendere a parole specifiche basta interporre questo piccolo comando: [tt]\hz[/tt] definito così:`\newcommand*\hz{\hskip0pt\nobreak}` che consente di unseriee un grumetto di spazio di larghezza nulla, oltre ad una penalità per non andare a capo in quel punto. Allora il motore di composizione riconosce la parola prima della naota come una vera parola, e la divide in sillabe se è necessario. Ma i motivi per le righe troppo piene non sono solo questi.

                    L’errore di biblatex che la chiave labeldate gli è totalmente sconosciuta mi pare un errore spiegato benissimo.

                    Mi pare che manchi la chiamata la pacchetto fontspec prima di impostare il font di testo e il font senza grazie; secondo me non è una buona cosa caricare il pacchetto xltxtra che a sua volta carica fontspec, ma con le sue opzioni, non necessariamente con le opzioni che vuoi tu. Per il resto xltxtra serve a poco la documentazione dice che quel pacchetto carica anche fixltx2e, metalogo, xunicode e fontspec. Per font spec ti ho già detto; xunicode viene caricato direttamante da xelatex. metalogo ti pu`ø servire se davvero uso loghi strani, ma allora tanto vale che tu te lo carichi dal sola in modo esplicito; fixltx2e serve per correggere alcuni errori nella composizione a due colonne e qualche altro erroretto; se non componi a due colonne, direi che fixltx2e si superfluo. Ne segue che xltxtra resta utile solo per disporre del comando \texxtsubscript (visto che \textsuperscrit è già definito nel nucleo di LaTeX). Il comando \showhyphens con Xelatex, comunque non funziona o non funziona sempre. Mi pare proprio poco. Ma forse tu lo usi per altri tuoi scopi che io non posso conoscere.

                    Non so quanti errori puoi togliere con queste indicazioni, ma certamante ne togli moltissimi; è possibile che te ne restino ancora moltissimi altri, ma il file .log sarà certamente più corto.

                    in risposta a: Ordine coordinate in \addplot con Pgfplots #95324
                    OldClaudio
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                      Questo intervento potrebbe sembrare fuori tema, ma seocndo me non lo è.

                      Dici che devi riportare grafici con 500-700 punti. Mmm

                      Sicocme la larghezza della apgina è di 210mm e i margini possono arrivare complessivamente a, diciamo 40mm, resta un larghezza di 170mm. togliamo ancora una ventina di millimetri per fare spazio ai tick e alle graduazioni degli assi, specialmante quello verticale, oltre che per la legenda dell’asse,, restano 150mm.
                      quindi se ci metti dentro 500 punti hi una coordinata ogni 150mm/500= 0.3mm. Capisco che il diagramma presenta delle lievi oscillazioni attrono ad un trend abbastanza definito, ma non ti pare che sia troppo mettere tre punti in un millimetro, per giunta collegati con la linea (molto spezzata) del diagramma, dove el oscillazioni sembrano rumore puro?

                      Mi pare u diagramma mal progettato, perché ci sono troppi punti in un diagramma troppo stretto; le cose non migliorerebbero granché se riportassi il disegno rotato di 90º (in senso antiorario), visto che il fiagrama disporrebbe dell’altezza della pagina, invece che della larghezza; con un’altezza della carta di 297mm, tolti 40mm + 20mm per gli stessi motivi detti prima, arrotondando restao 250mm per il fiagramma; con 250mm/500 = 0.5mm per punto, ciò due punti al millimetro: meno brutto di prima, ma lo stesso molto poco significativo.

                      Conclusione: ti suggerisco di ripensare a quei diagrammi; penso che un tratto delle ascisse molto più corso sarebbe molto più significativo. Non so che cosa rappresenti il tuo diagramma; comunque non saprei consigliarti. Probabilmente con punti così filli un diagramma a linea continua o a spezzata sarebe del tutto invisibile con tanti punti così; allora tanto vale riportare solo i punti, tanto l’andamento lo si vede lo stesso e sono talmente vicini che la loro fila sembra un linea continua.

                      in risposta a: Numerazione, grassetto e introduzione #95287
                      OldClaudio
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                        Bene, allora da questo punto di vista sei a posto.

                        Per quel che riguarda le istruzioni ottenute dalla segreteria hai tutti gli elementi che ti servono per scegliere la classe; di solito i margini, nelle classi scritte apposta per le tesi sono fissi e non modificabili, se non a spese di sforzi fuori della portata di una persona che si avvicina per la prima volta a LaTeX, che compone il suo primo documento serio con LaTeX: la tesi di laurea.

                        Le classi generiche sono molto più elastiche da questo punto di vista; perciò non ti scordare della classe book, quella che certamente va meglio per la tesi; il pacchetto geometry permette di impostare i margini; le dimensioni del caratteri di solito vengono specificate dalle segreterie come se le tesi dovessero venire lette da bambini della prima elementare; il corpo di 10pt, quello di default per LaTeX va già bene di per sé, ma per le segreterie è troppo piccolo; il corpo di 12pt è quello che va bene per chi porta gli occhiali da vista, di più è una esagerazione adatta solo per la scuola elementare.
                        L’interlinea; questa è una questione dibattuta; le segreteria impongono sempre una dimensione minima di 1,5 volta la dimensione tipograficamente ottimale; qualche volta impongono la spaziatura doppia. Sono bestialità tipografiche di chi usa ancora Word come se fosse un macchina da scrivere di 40 anni fa.Per essere sfiziosi bisognerebbe adattare l’avanzamento di riga ad un valore che dipende dal disegno del carattere, dalla lunghezza della riga di stampa e cose simili; LaTeX preimposta un avanzamento di riga pari al 20% in più del corpo dei caratteri; mediamente questo valore va benissimo e non è il caso di cambiarlo; piuttosto si scelgono i margini in modo da evitare che le righe siano troppo lunghe. Nelle righe un po’ particolari che contengono qualche oggetto non testuale un po’ ingombrante, LaTeX inserisce da solo ina interlinea adatta perché gli ascendenti della riga inferiore non interferiscano con i discendenti della riga superiore (noto il diverso uso della parola interlinea? l’interlinea, come dice la parola, è lo spazio che si mette fra una riga e l’altra per evitare che interferiscano. se il copro è di 10pt, l’avanzamento di riga normale è di 12pt; e l’interlinea predefinito da LaTeX quando deve aggiungere altro spazio fra le righe è di 1pt fra il fondo della riga superiore e l’alto della riga inferiore, quindi l’avanzamento di riga potrebbe essere maggiore, anche discretamente maggiore di 12pt.)

                        Sul numero di pagine Le segreterie non amano le tesi di due tomi di 1000 pagine in ogni tomo; non saprebbero dove archiviarle. Sta a te non scrivere una tesi troppo lunga; eventualmente a scriverla stampandola fronte/retro per dimezzare il numero dei fogli che compongono la tesi. Di solito la prescrizione sul numero di pagine non viene imposta con rigore, ma la raccomandazione di non sbrodolarsi con discussioni inutili è sempre da tenere presente. Certi miei colleghi stanno ancora lavorando sulle teorie esposte dal un loro vecchio cattedratico, ora defunto quasi centenario) che scrisse la sua tesi in 29 pagine; ma le teorie che vi espose non solo sono valide ancora oggi, ma sono anche da approfondire e da sviluppare visto che erano dei “semi” molto fruttuosi.

                        Buon lavoro.

                        in risposta a: Ordine coordinate in \addplot con Pgfplots #95313
                        OldClaudio
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                          Strano che il programma Fluent non ti permetta di avere i dati per ordine crescente della variabile indipendente. molto strano.

                          Comunque tieni presente che ogni sistema operativo dispone di un comando da dare dal terminale o prompt dei comandi o console, o come si chiama con il tuo sistema operativo, ce permette di mettere in ordine le righe di un file di testo; certo anche con \excel lo puoi fare ma è molto più lungo.

                          Su windowd, per esempio, apri una finestra comandi, terminale, console, o come diamine si chiama, scrivici dentro help sort e poi premi il tasto invio; e il servizio help ti dice come fare, quali opzioni specificare, che tipo di ordinamento vuoi fare, eccetera. Di solito il risultato si ottiene in una frazione di tempo rispetto a quello che occorre per scrivere la pria volta il comando da eseguire; per le volte successivi premi la freccia in su del tastierino e ti si ripresenta l’ultimo comando che hai dato, dove non devi riscrivere più tutta la riga ma solo il nome del nuovo file di testo da riordinare con le stesse opzioni. Ti grantisco che è comodissimo.

                          Se Mac e su Linux ci sono comandi da terminale del tutto simili, ma gli utenti di Mac e, specialmente, di Linux sono abituati ad usare il terminale, mentre gli utenti Winwows scroprono il terminale con stupore essendo così abituati a lavorare solo con il mouse.

                          in risposta a: Numerazione, grassetto e introduzione #95285
                          OldClaudio
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                            emy” post=94926Grazie mille.. Per ora è un mondo sconosciuto per me.. anche se mi rendo conto che è uno strumento molto potente e di alto livello… cercherò di imparare il più possibile provando a scrivere e leggendo le guide… Nel frattempo, chiederò al mio Prof. quale classe usare!
                            Grazie a tutti!

                            Errore; Il tup prof. potrebbe non sapere niente di LaTeX. Piuttosto chiedi in segreteria se esistono istruzioni cierca l’aspetto grafico che deve avere la tesi nella tua università; poi scegli tu fra le classi disponibili quella che ti piace di più. Ma anche questa è una operazione da fare all’ultimo; anche perché solo all’ultimo saprai quanto è venta spessa e che cosa ci vuoi scrivere davvero anche nelle pagine tecniche. Poi hai sentre tempo, per esempio di usare una spaziatura maggiore nelle bozze per il relatore, se le vuole vedere, e poi riportare la spaziatura normale nella copia che stamperai e magari registrerai in un CD da depositare nell’archivio dell’Ateneo.

                            Se chiedi al Relatore, magari ti dice: “Usa Word”. Non correre questo rischio.

                            in risposta a: Numerazione, grassetto e introduzione #95283
                            OldClaudio
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                              Saptesi è fatta apposta per La Sapienza di Roma; TOPtesi è stata scritta inizialmente per il PoliTO, ma nell’alco di più di 20 anni è stata modificata tanto anche per rederala usabile epr tante altre università.
                              Il rettorato e le Segreterie Studenti del PoliTO non raccomandano nessuna classe, ma pretendono solo che il logo da mettere sul frontespizio delle tesi presentate al PoliTO, sia un (orribile a parer mio, ovviamente) logo adatto solo per la carta intestata. Ce poi la tesi sia composta con LaTeX e usando la classe TOPtesi, oppure con un’altra classe, oppure con Word, oppure con Writer, oppure con…, alle segreterie e all’Ufficio che impone quel logo non importa niente, purché il logo sia quello.

                              Invece tieni presente che qualsiasi classe creata epr scrivere tesi, è fatta sun unn preciso modlelo, che di solito non è facile da personalizzare. Il pacchetto frontespizio, che ti è stato consigliato, va benissimo, ma nuovamente crea un bel frontespizio che può andar bene per certe università e, malgrado le personalizzazioni possibili, non va bene per altre.

                              Esce da questa categoria la classe suftesi, anche se inizialmente era destinata a scrivere tesi in Scienze Umanistiche e Filosofia (da cui le prim tre lettere del nome della classe), è talmente personalizzabile che ci si può scrivere qualsiasi cosa; sebbene non sia ancora completo, c’è anche il modo di assemblare articoli per comporre una rivista.

                              Ma, Emy, prima di dedicarti a queste raffinatezze, pensa a scrivere al tesi; non definire ambienti per riscoprire (di solito malamente) l’acqua calda; ricordati che LaTeX è stato costruito da LAmport (da cui le due lettere iniziali) su TeX; questo è stato creato da un matematico perché non era soddifatto di come l’arte tipografica fosse scaduta anche fra in professionisti di quest’arte. Figurati se non ha fatto il possibile e l’impossibile per far sì che la composizione del testo e specialmente della matematica, fosse assulatamente al di sopra di qualunqe altro software di composizione. Nessun altro software, dopo più di 30 anni di vita di TeX & friends, riesce ancora oggi a comporre la matematica con al qualità assolutamante superiore prodotta da TeX.

                              Se devi fare cose strane in matematica, usa il pacchetto amsmath (vedi L’Arte, ma non ti indico un paragrafo preciso perché se ne parla virtualmente in ogni capitolo) dopo averne letto la documentazione.

                              Per leggere la documentazione di qualunque pacchetto apri un terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami sulla tua macchina con il tuo sistema operativo, scrivici dentro, per esempio, texdoc amsmath, premi il tasto invio e, voila, hai sullo schermo la documentazione di amsmath. Non devi andare a cercare in giro, esplorare internet, magari usando parole chiave intelligenti, cerca altri messaggi su questo forum; poi poi sempre porre domande su questo forum, come hai fatto oggi; più ti documenti e più scopriari la potenza del sistema di composizione figlio del TeX di 30 anni fa.

                              in risposta a: Aggiungere Lista Acronimi – classe toptesi #95275
                              OldClaudio
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                                So che si può usare anche glossaries, con l’opzione epr gli acronimi.

                                In ogni caso devi leggere la documentazione dei pacchetti che usi, anche perché a un certo punto devi eseguire il programma makeindex con opportune opzioni e gli opportuni argomenti per prendere il file grezzo raccolto compilato al tua tesi, e gestirlo in modo ordinato epr salvaren il contenuto in una altro file che viene poi importato alla sucessiva compliazione della tesi. Ho scritto toptesi; ho creato alcuni glossari, non ho mai preso in considerazione l’uso di nessun pacchetto e li ho semrpe composti a mano; l’ambiente description va benissimo per questo scopo, direi che è stato creato apposta per questo scopo; il numero di pagina in una lista di acronimmi o in un glossario, secono me, non serve a niente (a me non è mai servito a niente); questo perché lo scopo della lista degli acronimi o di un glossario è proprio quello di spiegare il significato di una sigla o di un termne; quindi se la spiegazione è lì, non hai bisogno di un numero di pagina per andare a vedere che cosa vuol dire. In un testo elettronico potrebbe essere utile l’uso dei collegamanti ipertestuali ma non necessariamante alla pagina dell’acronimo, visto che se si usa correttamante il gochetto dei \label e dei ref, la cosa viene creata in automatico.

                                Detto questo, se si volgiono fare liste di acronimi e glossari bisogna vere la pazienza di leggere la documentazione dei pacchetti che vengono usati per quello scopo.

                                in risposta a: caratteri unicode #95225
                                OldClaudio
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                                  Tanto per completare la lista dei problemi.
                                  Ho scaricato il font Adopbe-Text-Pro_2050.ttf dal secondo link che mi hai indicato, l’ho messo nella cartella dei font, poi ho cercato di installarlo; col Mac si fa mediante una app che si chiama Font Book.app, attivo la procedura per installare il font, nel sneso di renderlo visibile a tutti i programmi e mi risponde:

                                  1 Serious error was found. Do not use this font.

                                  Può darsi che sia questo il motivo per il quale appaiono i punti interrogativi e non appaiono certe pagine in LibreOffice? mah…

                                  Ho riprovato a fare il download dal primo link che hai indicato; il download del font viene fatto solo per macchine Windovs XP, Vista, 7, 8 😐
                                  Non ho capito bene se gli OS requirements si riferiscano all’operazione di scaricamanto, oppure se si riferiscano all’uso del font.

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