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Marco, getto la spunga, visto che non disponendo di questo font che ti fa dannare, non posso sperimentare.
Certo è che non puoi fare nessun copia e incolla da un a finestra all’altra se entrambe le finiestre non stanno usando lo stesso font.
Meno che mai puoi copiare da una casella di fontforge a un finstra di composizione di testo.Se proprio ahi bisogno di quelle cifre minuscole cambia localmente font con LibreOffice specificando un font nel quel si vedano le cifre minuscole nella tabella dei simboli speciali di Libreoffice e usa quelli.
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Metti un \cleardopblepage prima di immettere il file Sommario.tex poi metti un altro cleradoublepagefra il sommario e l’abstract.Poi se vui inviare qualcosa da correggerti, non iviare cose come il sommario che contiene un \begin{description} non chiuso dentro l’ambiente abstract.
Va beene copia e incolla e mettere \lipsum al posto del testo vero, ma che almeno il codice così ripulito non contega cose come qualla che ti ho indicato.
::cfiandra” post=94898
N.B La cosa più difficile di latex è installarlo, installare i suoi pacchetti e programmi inerenti; e le persone storcono il naso già a scrivere in codice latex, ci credo che in molti preferiscano word!!!
(Scusate lo sfogo)Abbi pazienza, la mia personalissima opinione non è che sia LaTeX a essere difficile da installare, ma il sistema operativo che usi sia poco adatto a fare altro che rispondere alle email. 😉
Oltretutto, LaTeXML non è propriamente parte di una delle distribuzioni: è piùttosto un software ausiliario al core dell’installazione. Infatti, moltissime persone non hanno l’esigenza di trasformare un documento da tex a xml o html.
Ciao
ClaudioAnche se anche fra noi utenti di LaTeX sta crescendo la necessità di convertire dei documenti /tex in documenti xml, direi che finora coloro che hanno questa esigenza sono pochissimi; e lo osno perché in generale gli utenti di LaTeX sono interessati a produrre documenti stampabili con la più alta qualità di stampa; con stampa non mi limito a alla stempa su carta, ma anche a quella sullo schermo. Naturalmente con i file PDF si può avere una qualità grafica elevatissima, ma i file non possono essere saminati con la stessa facilità con cui si esaminano i file xml. Quindi le esigenze sono diverse e diversi sono i software da usare.
Incuriosito dlla tua richiesta iniziale, ho vulto vedere se sul mio Mac esisteva gia LATeXML; non c’è; ho provato a cercare in rete epr installarlo; ho trovato solo una versione, non aggiornata, da installare con MacPorts; MacPorts mi ha già dato abbastanza fastidi, quindi non lo vglio usare. Cerco di installare dalla “tarball”; ho già fatto molte volte questo tipo di installazioni e mi sono sempre riuscite benissimo; quella di LaTeXML non mi è riuscita; allora come nella favola di Luciano, La volpe e l’uva, mo sono detto: ma tanto a cosa mi serve?
Io uso LaTeX da quasi 30 anni e sono soddisfattissimo. Non ho mai avuto bisogno del formato XML, e continuo a non averne bisogno; non me lo creo nemmeno per curiosità.Come ti ha precisato @Cfiandra, LATeXML non è parrte del systema TeX; se ne serve per svolgere il suo lavoro, ma non è TeX, né qualcosa di simile. Si potrebbe dire che questo è il forum sbagliato, ma tutto ciò che è collegato a TeX interessa gli utenti del forum quindi anche LaTeXML e le tue domando sono benvenute, anche se non ricevi el risposte che vorresti avere.
Da quel che ho potuto leggere nelel istruzioni di installazione di LaTeXML, gli accessori perl e i programmi accessori vanno installati sulla macchina PRIMA di installare LaTeXML.
::samiel” post=94881Con xelatex, adottando l’opzione Numbers=OldStyle ottengo i numeri minuscoli.
Cmq hai ragione, sono nella private area. Che poi non so cosa sia 🙁
O meglio: ad esempio allì’undirizzo U+F737 trovo il 7 minuscolo,
ma li glifo non è quello del corrispondente 7 che mi dà xelatex,
ha una forma più “svolazzante” del tutto differente dal 7 maiuscolo.
Se infine faccio un copia-incolla in un file di LibreOffice invece i numeri
risultano maiuscoli. A parte la resa, non capisco la corrispondenza mancata…m
Marco, non capisco perché non usi la finestra di dialogo di LibreOffice per inserirre simboli speciali, visto che il taglia/incolla non funziona. scegliendo il nome fiusto del font e trovando il glifo da inserire, basta cliccarsi una volta e premere OK. A me funziona, ma naturalmente non sto facendo esperimenti con il tuo font, perché io non ne dispongo.
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Se dai il comando imagemagick dalla finestra comandi o prompt dei comandi, o comandi come si chiama nella tua versione di Windows, ti si apre qualche finestra o ti risponde che il comando è sconosciuto?In quest’ultimo caso cerca dove hai installato imagemagick e controlla che il suo percorso sia contenuto nel path; lo verifichi dando dalla finestra comandi il comandi path senza argomenti. se la lista di percorsi, ciascuno separato dall’altro mediante un punto e virgola, c’è il perorso che porta a imagemagick, non saprei cosa dirti, ma se non c’è, come suppongo, allora con i mezzi propri del tuo sistema operativo aggiungi il percorso di imagemagick al path esistente. I dettagli di come si faccia, se non li conosci, devi cercarli cliccando Aiuto e poi cercando di dare delle indicazioni sensate al programma di Windows.
Scusa se sono così vago e se mi esprimo male, ma non uso più Windows da molti anni e non ricordo più bene i dettagli; so solo che siccome esce una nuova versione di Windows ogni due o tre anni, non riesco a starci dietro, speciamante non dispondno di una macchina disponibile per installarci quella particolare versione del sistema operativo.
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Marco, i font OpenType di cui dispongo non hanno tutti i numeri minuscoli come vorresti tu; se un font ce li ha, io in quella finestra di dialogo di LibreOffice li vedo.Se non li vedi usando quel partircolare fot, allora è molto probabile, quasi certo, che non li abbia o che li abbia nella private area.
Normalmente si trovano attorno all’indirizzo U+F730 (lo zero minuscolo)
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Non capisco questa incertezza; se hai bisogno di usare LibreOffice epr inserire un carattere , clicchi sul menù sceglindo la voce insert, poi nel menù a tendina clicchi Special character, e ti si apre l’elenco dei caratteri presenti in un dato font; Nella aprte superiore della finestra a sinistra c’è una finiestrina dove puoi scegliere i carattere da usare, e a destra c’è l’elenco delle pagine Unicode da cui estrarre i caratteri; ; soto c’è la tabella dei caratteri di quella sezione UNicode; accanto a destra compre l’indirizo Unicode in esadecimale; non ha importanza se FontForge not ti mostra la stringa U+23BC, visto che conosci anche l’altro indirizzo preceduto da 0x che ha la stessa stringa, ma in lettere minuscole; In realta non ti serve nulla, cerchi l’immagine del glifo che vioi insrerire, clicchi OK e il glifo va direttamante dove c’era il cart nella finistra di LibreOffice.Quando poi devi recuperare il testo scritto da altri e inserirlo nel sorgente .tex, salvato in untf8 e da elaborare con xelatex o lualatex, non hai che da eseguire un copia e incolla dalla finestra di LibreOffice alla finestra di editing del tuo shell editor per il sisteam TeX e non devi preoccuparti di codici.
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No, i permessi non c’entrano niente; i file dei pattern vengono solo letti; nel caso specifico della creazione dei formati, vengono letti da programmi lanciati da root, quindi volendo, root potrebbe anche modificarli, sebbene sia una coasa piuttosto insolita da fare. Sembra che con luatex lo possa fare il singolo utente, quindi la mancaza del w nella nella colonna owner potrebbe impedire a luatex di lavorare correttamente se l’utente decidesse di modificare i pattern. Non sono sicuro di quel che dico, perché ho letto qualcosa del genere in una descrizione di luatex un paio di anni fa, ma io non mi sognerei mai di modificare cose csì delicate come i pattern, specialmente se non li ho scritti io (in questo campo mi sono fatto una certa esperienza, ma la cosa è delicata lo stesso).Incece hai qualcosa che non va nella configurazione della tua installazione; se leggi il file xelatex.log vedi che è stata caricata la sillabazione di solo 23 lingue (da 0 a 22); guarda le righe da 531 a570 del tuo file .log. Il mio file .log ha l’elenco delle lingue che va da 918 a 994 per un totale di 80 lingue (da 0 a 79); l’ultima è il welsh.
Ora non so davvero che cosa manchi da te, o perché, senza dare errori, la tua installazione carichi solo 23 lingue, dall’inglese al portoghese, ma saltandone molte strada facendo.
Penserei che i file language.dat e language.def non siano complete, oppure che disponi di file locali che elencano solo un sotto insieme di lingue.
Contolla ancora che nei file language.dat e/language.def siano elencate 80 lingue; hai una installazione incompleta e questo non va bene; d’accordo, non comporrai mai in mongolo, ma per evitare problemi è necessaria una installazione completa. Non escluderei che i vari pacchetti parziali che costitusicono la TeX Live completa siano stati modificata dalla versione 2013 alla 2014, ma non è impossibile visto quello che ti succede e visto il file .log.
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controlla di avere il file hyph-la.tex insieme ai sui compagni luadhyph… ecc. Si dovrebbero troave in …/texmf-distr/tex/generic/hyph-utf8/ nelle varie sottocartelle lì contenute..Probabilmente ci sono, ma se non ci fossero scaricali da CTAN e metticeli. Se ci sono può essere che il file name data base non sia aggiornato, se ce li hai aggiunti a mano ricordati di aggiornare il file name data base con il comando`sudo mktexlsr`
controlla il contenuto di language.dat e language.dat; dovrebbero essere entrambe in …/texmf-distr/tex/generic/config/; cerca al loro interno la parola latin.
In language.dat dovrebbe esserci delle righe del tipo`% from hyphen-latin:
latin loadhyph-la.tex
classiclatin loadhyph-la-x-classic.tex`la terza riga potrebbe mancarti, ma sarebbe meglio se ci fosse.In language.def le righe dovrebbero essere`% from hyphen-latin:
\addlanguage{latin}{loadhyph-la.tex}{}{2}{2}
\addlanguage{classiclatin}{loadhyph-la-x-classic.tex}{}{2}{2}` di fatto per la terza riga agisci come per language.dat.Apri un terminale e scrivici dentro`sudo tlmgr generate language`Al posto di sudo mettici quel che occorre con il tuo sistema operativo per agire da superuser o amministratore o root.
Ora sempre da terminale dà il comando`sudo fmtutil-sys –all`
Ora ricontrolla xelatex.log e vedi se ha inglobato il latino. Ora se c’è il latino funziona.
Se non c’è ancora, manda il file .log zippato, e vediamo che cosa è andato storto.
12 Luglio 2014 alle 21:04 in risposta a: Virgolette con xelatex/lualatex, polyglossia e fontspec #95234::
è pericoloso definire incondizionatamente il caratte ” come attivo; esso non svolge solo il compito di inserire le doppie virgolette diritte; cosa che in tipografia non si fa mai, ma serve anche epr introdurre le costanti esadecimali, tipicamante gli indirizzi dei caratteri espressi con caratteri esadecimali, e questo potrebbe dare dei fatidi a pacchetti che facciano uso di questa notazione. Con Bebel il carattere ” è già attivo, ma lo si può disattivare quando si vuole. Con poliglossia e la lingua italaina il carattere” è attivo se si specifica l’opzione babelshorthands, come ti ho già segnalato. ridefinire attivo ” prima di caricare polyglossia cono o senza quella opzione può dare dei fatidi oltre a quello che ti ho già indicato.Cercherò appena posso di estendere le definzioni dei babelshorthands di poliglossia in italiano, ma se hai fretta aspettandoti qualche fastidio (che magari, se sei fortunata, non avrai) oppure usi la definizione che ti ho indicato con \dva, oppure usi due volte il comando ‘lq, oppure digiti Alt+96 battendo i tasti numerici del tastierino numerico, oppure scopri come inserire direttamante i caratteri unicode con la tastiera del tuo PC; io con il Mac e la tastiera English International non ho problemi perché posso battere du volte il tasto ` presente nelal tastiera, ma posso anche insireire direttamente le doppie virgolette alte aperte con “ e quelel chiuse con ” premdo i tasti alt+[ e alt+shft+[ rispettivamante.
Se apri la tabella dei caratteri e cechi le virgolette alte aperte nella tabellina che ti si presenta con un doppio click inserisci il carattere nel file che stai scrivendo, ma nella fiestrina sotto alla tabella ti viene detto anche quale sia la combinazione di tasti che ti permette di inserire dierettamante le doppie virgolette alte aperte.
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Doc, da me sillaba tutto come deve essere.
Temo che la cosa sia dovuta ad un mancato aggiornamento o al fatto che la tua versione di polyglossia volgia le specificazioni delle lingue in un modo diverso.A me nel file log alle righe 441-4413 apper questo
`
(/usr/local/texlive/texmf-local/tex/xelatex/polyglossia/gloss-latin.ldf
File: gloss-latin.ldf polyglossia: module for latin
)
`
quindi per quel che riguarda le gestione della lingua ci siamo; purtroppo non si vede quale versione di gloss-latin.ldf venga caricata, perché nessuno dei file gloss-.ladf riporta nessuna data. Controlla anche nel file log del formato xelatex.fmt. Da me si triva in … /texmf-var/web2c/xetex/ e si chiama xelatex.log; nelle righe 701-717 si trovano le informazioni relative elle due lingue “latin” e “classiclatin”; se da te non ci sono né quelle per latin né quelle per classiclatin, (lingue 53 3 54), vuol dire che hai un problemino con il formato.
So che tu usi Linux, ma le novità recenti sono che ora esiste anche il latino classico, non solo il latino moderno; con polyglossia bisogna specificare`\setotherlanguage[variant=classic]{latin}` In realtà le differenze sono minime e riguardano specialmente il trattamento della “s impura” che in laitno moderno e medievale è gestita come in italiano, mentre in latino classico è gestita come lo si fa all’estero, staccando la `s’ delel consonanti che la seguono. C’è qualche altra minima variante, ma questo tipo di sillabazione mi è stato richiesto dai latinisti italiani. Purtroppo la documentazione della gestione di ciascuna lingua con polyglossia non è fatta come epr babel, con un file di documentazione specifico; ma è fatta all’interno della documentazione di polyglossia, che viene aggiornata con ritardo in quanto viene aggiornata solo quando anche polyglossia è aggiornato.
Se hai bisogno di altri chiarimenti, scrivimi o sul forum o privatamente.
Purtroppo però, non so dirti perché a te non sillabi il latino. Ti ho segnalato quelche verifica, ma poi tu devi cercare di aggiustare la tua installazione in modo “artigianale” (cioè a mano).
Ciao
Claudio
12 Luglio 2014 alle 8:14 in risposta a: Virgolette con xelatex/lualatex, polyglossia e fontspec #95231::
per usare italian con polyglossia e usare le funzionalità delle doppie virgolette, devi specificare l’opzione babelshorhands`\setmainlanguage[babelshorthands]{italian}`Ma mi per che la sequenza “” produca solo un punto interrogativo, non so perché né io né Enrico abbiamo pensato a cosa fare per le doppie virgolette aperte. Ci penserò.
Nel frattempo puoi usare questa definizione`\newcommand*\dva{\lq\lq}`dva sta per “doppie virgolette aperte”; ricordati di lasciare uno spazio dopo aver scritto \dva.
Oppure puoi usare la tabella dei caratteri e introduerre direttamente il carattere scegliendolo dalla tabella che ti si apre; con Windows quando selezioni un carattere nella tabella dei caratteri, (Character Table) se essita ti mostra anche la scorciatoia, oppure ti dice come intrudurre quel carattere premendo il tasto Alt e digitando l’indirizzo numerico con il tastierino numerico.
Notepad++ è un ottimo edito testuale, ma certamente non ha l’integrazione con le funzioni dei programmi di tipocomposizione del sisteam TeX (almeno era coì l’ultima volta che l’ho usato, il che non capita spesso, perché abitualmente uso un Mac). Invece di Notepad++, fossi in te, io userei TeXstudio, shelle editor per LaTeX, con visualizzatore PDF integrato e sincronizzato, molto comodo anche perché permette di interpretare le righe/commenti magici. Su Windows non avrei alcun dubbio se usare Notepad++ o TeXstudio, assolutamante nessun dubbio.
scaricalo dalla rete, installalo e provalo; certo dovrai imparare qualche piccola cosa prima di poterlo usare con efficienza, ma ha funzioni specifiche epr i file .tex che Notepad++ non ha.
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Per lo stile della presentazione leggi la guida tematica di Claudio Fiandrino Introduzione alla personalizzazione di Beamer, poi esamina la classe/stile/tema che Fiandrino ha creato apposta per le presentazioni delle tesi di laurea, il cui colore tematico era proprio il rosso scuro, a metà fra il sangue arterioso e il sangue venoso… non so se sia ancora così; ma con la persoanlizzazione di beamenr puoi sempre mettere il coloro dominante che credi piò opportuno. leggi la documentazione di beamer2thesis che spiega anche come usare ll beamerouterthemetorinoth.sty.La documentazione di beamer dice anche come produrre un file (stampabile) con gli appunti: cerca la parola chiave article, che ti permette di produrre un file con le annotazioni, ovvero uanche un handout da distribuire ai presenti (so che non ti serve, ma tanto per dirti che cosa si può fare con beamer).
Come al solito, da terminale`texdoc beamer2thersis
texdoc beamer`
::samiel” post=94850
se sai che un codice Unicode è indicato in FontTorge come U+???? dove ???? sono cifre esadecimali
no, li fatto è che ci sono proprio e solo i punti domanda!
m
Il mio FontForge per un dato carattere mi dà tre informazioni, in ordine: l’indirizzo decimale (per esempio 8799), l’indirizzo esadecimale ((Ox225f)), l’indirizzo unicode (U+225F). Nota le maiuscole e le minuscole.
Inoltre, se un dato carattere per caso non è accessibile peché ne manca il nome letterale nel file che contiene il tutto, posso sempre andare avanti e indietro di qualche casella e ricavare l’indirizzo sommando o sottraendo il numero di caselle di cui sono andato avanti o indietro. Ma questo non mi è mai successo, nemmeno se vado a guardare nella Supplementary Private Area alla fine del file; per esempio il carattere floorbiggr di Asana Math è indicato con i tre indirizzi 1114092, (O+10ffec), U+10FFEC.
Resta sempre la tabella dei caratteri; su Windows, ricordo che quando clicchi una volta con il mouse su un carattere, in basso appaiono tutti gli indirizzi e, se esiste, la scorciatoia di tastiera che eprmette di inserirlo; in Windows, se non esiste una scorciatoia di tastiera esiste sempre la possibilità di scrive Alt_
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