OldClaudio

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  • in risposta a: Disegno di funzione con Tikz #92002
    OldClaudio
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      Il link che hai inserito riporta informazioni preziose; peccato che il pacchetto pkgloadr non sia ancora disponibile; sarebbe utile, anche se non risolve certi altri conflitti, ma almeno ne risolve alcuni.

      Claudio

      in risposta a: [99,9% RISOLTO] comando per indice analitico #91906
      OldClaudio
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        Per quanto riguarda la sintassi dell’argomento di [tt]\index[/tt] confermo che il tuo modo di procedere con i punti esclamativi dopo @ va bene.

        Per il resto del tuo codice, se ti piace va bene; a parte la (mia) difficoltà a leggere al volo il codice in linguaggio L3, direi che va bene, ma, appunto, ho difficoltà a leggerlo, quindi non poss dirti niente sulla sua correttezza ed efficacia o se ci sia qualche altro modo per fare meglio (inoltre che autorità ho io per dire: questo è giusto; questo è sagliato, quando lo stesso problema ha molte soluzioni? al massimo si può dire: questo mi piace di più; questo mi piace di meno; ma è una questione di gusti personali, non è né giusto né sbagliato). In ogni caso Hai fatto benissimo a definire \evidence, in modo che cambiando solo la sua definizione puoi modificare in un solo colpo tutte le voci evidenziate e indicizzate.

        in risposta a: Disegno di funzione con Tikz #91995
        OldClaudio
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          Be’, Tikz e pdfplots non sono il mio forte, ma se vuoi disegnare il grafico di una funzione che ha un asintoto verticale per x=-1, quello che ti succede è il minimo che possa succederti quando specifichi clip=false, metti almeno clip=true; non solo ma gli estremi del range verticale sono troppo stretti; prova a mettere ymin=-6, invece che -2 e vedrai che il disegno viene meglio, anche se è piccolo; cambia scale e ti verrà meglio.

          PS: per aggiungere un commento a quelli giustissimi di @Dork, hai deciso se vuoi usare i font Times (pacchetto txfonts) o i font Palatino (pacchetto pxfonts)? Caricando entrambi i pacchetti non sai in effetti quali verranno usati; deciditi; o gli uni o gli altri. Non faresti male a leggere la documentazione di newtx e quella di nexpx, dove i font Times e Palatino sono rivisitati, corretti, migliorati, estesi, eccetera. A parte gli scherzi: ogni volta che carichi un pacchetto domandati che cosa fa e a che cosa serve; come dice @Dork, leggere la documentazione, anche solo un’occhiata, non guasta mai; guasta tanto meno se si è alle prime armi; se si prendono le buone abitudini fin dall’inizio, il seguito diventa molto più facile.

          in risposta a: [99,9% RISOLTO] comando per indice analitico #91903
          OldClaudio
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            Sarebbe che il punto esclamativo che separa i livelli di indicizzazione va usato prima di @; la sintassi del contenuto di \index è:

            \index{primo livello!secondo livello! voce per sorting@\comando{voce vera}|pseudocomando}

            Il primo livello e il suo punto esclamativo c’è se ci sono anche gli altri termini; altrimenti lui manca e il secondo livello diventa il primo.
            Il secondo livello con il suo punto esclamativo c’è se c’è anche qualcosa dopo, altrimenti manca il livello.
            La voce per il sorting deve esserci se sono indicati i livelli, ma può esserci se la sua scrittura è diversa da quella della voce da stampare.

            La voce da stampare, argomento del \comando, o anche una espressione matematica senza \comando, serve per stampare davvero la voce vera.
            Lo pseudo comando serve per formattare il numero di pagina; deve essere un comando LaTeX privato del suo backslash, ma deve essere un comando, non una dichiarazione LaTeX; quindi se volessi il numero della pagina in neretto, dovresti mettere come pseudocomando solo textbf, NON bfseries, perché quest’ultimo è una dichiarazione non un comando che accetta un argomento.

            Allora se vuoi scrivere $\epsilon$ nell’indice devi scrivere [tt]{$\epsilon$\index{epsilon@$\epsilon$}[/tt].
            Se vuoi che la pagina in cui compare quell’epsilon sia composta in corsivo devi scrivere: [tt]{$\epsilon$\index{epsilon@$\epsilon$|textit}[/tt].

            Se vuoi indicizzare l’indice palle apposto a epsilon ma lo vuoi mettere sotto al livello di epsilon, devi scrivere: [tt]{$\epsilon_{palle}$\index{epsilon!palle@palle}[/tt]…
            e via di questo passo; ma a me sembrava che la documentazione di makeindex al paragrafo 2.2. Mi sembrava anche che la cosa fosse piuttosto chiara e ricca di esempi.

            Cercherò di modificare la GuidaGuIT in modo che questa questione dei livelli gerarchici sia più chiara; ma non ti aspettare un upload della Guida nel giro di due giorni, visto che ho appena fatto un upload e non posso chiedere a @robitex di caricare una nuova versione della Guida ogni settimana.

            in risposta a: [99,9% RISOLTO] comando per indice analitico #91901
            OldClaudio
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              Prego, non c’è di che. Ma mi permetto di darti un altro elemento per decidere.

              Il teletype non è divisibile in sillabe in fin di riga. È voluto ed è scritto “nella pietra” all’interno del file che descrive ele caratteristiche del Beramono mediante il codice [tt]\hyphenchar=-1[/tt]; questo ti può dare dei problemi a livello di giustificazione delle righe; ti garantisco che ne da abbastanza, anche se non tutte le parole scritte in teletype vanno a sbordare fuori dai margini. Leggi una qualunque guida su LaTeX e constati quanti pezzetti scritti in teletype ci sono; che ha scritto quelle guide ha dovuto arrampicarsi sui vetri per rigirare le frasi in modo che quelle parole non cadessero più a fine riga oppure ha dovuto sillabare a mano.

              Allora i comandi che definisci vanno bene, (dopo averli corretti, come certamente hai già fatto, per usare la sintassi corretta richiesta da makeindex) perché se usi sempre quei comandi, avendovi scritto dentro \texttt e constatassi che ci sono troppe parole che sbordano fuori dai margini, fai presto a cambiare il comando in \textbf e così elimini il problema della mancata divisione in sillabe.

              in risposta a: suftesi e greco #91982
              OldClaudio
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                Mah…
                Ivan, vacci paino.

                Con \SUF@greekfamily indichi quale font greco vuoi usare per scrivere in greco. D’accordo; il vecchio comando ridefiniva la famiglia greca da usare quando eseguiva lo statement [tt]\begin{document}[/tt]; la definizione era globale e funzionava se avevi precedentemente caricato il pacchetto corrispondente ad Artemisia o a Porson, e di default venivano usati i CBfonts; questo pacchetto fa leggere al programma il file [tt]lgrartemisia.fd[/tt] oppure [tt]lgrporson.fd[/tt] che contengono le definzione delle rispettive famiglie, serie, forme, font sostitutivi e compagnia.

                Invece \substitute font CREA senza registralo su disco le definizioni, i comandi, e quant’altro che sono contenuti normalmente nei file .fd, associando, quindi la famiglia greca che hai scelto alla famiglia latina che hai scelto. Non sono la stessa cosa, è vero, ma fanno anche cose diverse.

                Verifica con attenzione che questi due statement che vorresti usare in sostituzione dei precedenti quattro, ottieni davvero quello che volevi. I precedenti quattro, secondo me facevano di più, anche se richiedevano un insieme più complicato di azioni. I due nuovi statemet sono più efficienti.

                Tanto per provare, vedi se riesci con i due statement a ricompilare al documentazione di suftesi e vedi se i tre esempi di composizione in greco continuano a funzionare insieme nello stesso documento..

                Claudio

                in risposta a: [RISOLTO]Debian KDE + TeXLive 2013 + Kile =come? #91952
                OldClaudio
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                  Le righe magiche sono righe “commentate” nel file sorgente scritte in una maniera tale che l’ediotr possa interpretale, ma sono del tutto indifferneti epr il programma di composizione che ingora le righe commentate: sono cose del tipo:
                  `% !TEX TS-program = pdfLaTeX
                  % !TeX encoding = UTF-8 Unicode`(ce ne sono anche altre) che dicono al programam di editing di autoconfigurarsi per gestire il file presente e i suoi subalterni in modo appropriato.
                  In questo modo se l’editor, epr esempio, è configurato per lavorare con l’enconding ISO 8859-1, leggendo al seconda riga che ho messo nell’esempio, si autoconfigura per gestire il file come codificato in UTF-8; lo stesso de il bottone Typeset (o bottone dalle funzione analoghe) è configurato per usare il motoer di comaposizione latex, esso si riconfigura da solo affinché quando premi quel bottone lanci invece pdflatex. C’è un’altra riga per informmare che questo è un file subalterno al file principle tele e tale; e anche un’altra irga che dice quale dizionario ortografico usare per ill presente file.

                  emacs ha righe magiche con un’altra sintassi.

                  TeXShop, TeXworsk e TeXstudio sono gli editore che io conosco che sanno inteprretare e confermentense sanno auto configurarsi in base alle righe magiche sopra indicate; emacs con tutti i suoi vari plug-in sà intepretare le righe magiche scritte con al sua sintassi.

                  Se apri l’Help di TeXstudio e cerch “Magic comments” hai una spiegazione migliore. La altre qualità di Kile che elenchi sono presenti anche in TeXStuddio; Prova ad installare TeXStudio anche sul tuo Linux e vedrai che non solo hai la stessa interfaccia che hai sull’altra tua macchina, ma hai anche le stesse prestazioni di Kile, compreso il visualizzatore PDF integrato (non Okular, sincronizzabile con Kile, ma è un programma esterno, non è Kile). Vedrai che non dovrai rinunciare a nulla rispetto a Kile ma avrai decisamente di più.

                  in risposta a: suftesi e greco #91980
                  OldClaudio
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                    Ivan, vai nella cartella texmf-distr/doc/latex/greek-fontenc e apri il file alphabeta-text.tex

                    Questo file ad un certo punto contiene le righe:` \usepackage[utf8]{inputenc}
                    \usepackage[LGR,T1]{fontenc}
                    \usepackage{textcomp}
                    % \usepackage{lmodern}
                    % \usepackage{gfsdidot}
                    % \usepackage{kerkis}
                    \usepackage{newtxtext,newtxmath}
                    \usepackage{substitutefont}
                    \substitutefont{LGR}{\rmdefault}{artemisia}
                    \usepackage{isomath}`
                    Come vedi ci sono righe commentate per eseguire collaudi con altri font e in particolare per il greco, invece dei cbfonts viene usato artemisia; ma puoi tranquillamente cambaire quello che ti pare, provando ad usare, invece dei netxtext e newtxmath che usa Milde, gli altri font corrispondenti ai pacchetti commentati.

                    Quanto precede nel preambolo ti da un’idea di che cosa bisogna fare per usare i font greci codificati LGR con le nuove impostazioni della lingua greca; Nota, in particolare, che i vari font LGR-encoded possono venire usati anche se si sta componendo con XeLaTeX o LuaLaTeX.
                    Il tutto nasce dal fatto che ora tutte le descrizioni dei font greci e dei loro simboli sono eseguite mediante le loro LICR, cioè mediante la LaTeX Internal Character Representation, in modo da poter disgiungere i caratteri greci da una possibile transcodifica in lettere latine, sempre possibile con pdfLaTeX, ma fastidiosa quando di può introdurre il greco direttamente da tastiera. In particolare ora non sono più necessari i pacchetti ucs e utf8x.

                    Nota poi che il file che ti ho indicato no chiama nemmeno la lingua greca, ma specifica solamente la sua codifica; giusto per segnalare che i font LGR-encoded possono essere usati quando si vuole per scrive una parola o un simbolo greco, me non si desidera scrivere testo greco con parole prefissate, la cesura in fin di riga e le altre funzionalità della descrizione della lingua greca.

                    Ciao
                    Claudio

                    in risposta a: [RISOLTO]Debian KDE + TeXLive 2013 + Kile =come? #91949
                    OldClaudio
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                      Appunto! TeXstudio secondo me è preferibile a TeXmaker perché capisce le righe magiche; l’ultima versione che ho provato di TeXmaker era la 3.5 e non le riconosceva.

                      Kile mi sembrava una cannonata 15 anni fa quando ho cominciato con Linux per abituarmi ai sistemi UNIX-like. Mi sono convertito, ma ho poi optato per il Mac. Che mi sembra più solido e ben confezionato e non soffre delle circa 200 “incarnazioni” diverse di Linux, ognuna con i suoi pregi e difetti; tutte incredibilmente efficaci, ma che rendono quasi impossibile dire la tal cosa si fa così, perché ci vorrebbe almeno un più o meno, visto che si fa sempre in un modo più o meno diverso; quanto è stato già detto in questo forum lo dimostra.
                      Kile, inoltre mi dava fastidio perché di default ogni volta che compilavi una qualunque documento lanciava il compilatore, makeindex e bibte impiegando un mucchio di tempo, anche se avevo cambiato solo una virgola nel file sorgente. Non so se nelle versioni più recenti di Kile, questa funzionalità possa essere disabilitata. ma la trovavo fastidiosa.

                      Per quel che mi risulta Kile non riconosce le righe magiche.

                      Conclusione: ognuno usa l’editor che preferisce; se qualcuno mi chiede consiglio, non consiglio mai Kile per i motivi che ho esposto, ma si tratto solo di un’opione personale evidentemente.

                      in risposta a: [99,9% RISOLTO] comando per indice analitico #91899
                      OldClaudio
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                        Mettere nell’indice analitico qualcosa evidenziato è una cosa che si può senz’altro fare, ma non bisogna esagerare con le evidenziazioni; ogni cambiamento di carattere rispetto al normale costituisce una evidenziazione; oltre a racchiudere fra virgolette e a sottolineare; in tipografia non si sottolinea mai; le virgolette evidenziano solo una parola nel testo, non nell’indice e più che evidenziare, spesso, vengono usate per dire anche la parola è solo una parola, (tipo il verbo “avere” è irregolare) o vengono usate in senso metaforico oppure ironico (tipo: hai fatto proprio un “bel” lavoro…). Restano i cambiamenti di carattere; quindi il neretto potrebbe andare bene, ma non sovrapposto al teletype; il teletype è riservato alle parole informatiche che sono messe in evidenza con il teletype per non confonderle con parole normali. Evidenziare in neretto si può fare ma di solito è poco elegante; normalmente si preferisce il corsivo; il corsivo neretto è eccessivo e non andrebbe usato perché è evidenziato due volte. Il maiuscoletto serve per evidenziare i nomi delle persone e per scrivere gli acronimi perché sono già in tutte maiuscole, e l’acronimo sporgerebbe dal testo; mentre lo stesso acronimo in maiuscoletto non si impone.

                        in risposta a: Problema inputenc #91936
                        OldClaudio
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                          Il file pdftex.map è corrotto; devi rigenerarlo; leggi la documentazione di MiKTeX, perché io non ho una macchina Windows sotto mano e quindi non dispongo di MiKTeX.

                          in risposta a: [99,9% RISOLTO] comando per indice analitico #91897
                          OldClaudio
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                            A parte controllare se una argomento facoltativo o obbligatorio sia vuoto o blank (che si può fare anche con i test del pacchetto etoolbox; controlla, ma dovrebbe già essere caricato di default quando compilai don pdflatax; leggi con attenzioni il file log cercando la stringa etoolbox), mi pare che tu non abbia letto niente a proposito di come si manda all’indice analitico il materiale da indicizzare; è spiegato nell’arte, è spiegato nella Guida Guit,; è spiegato nel documento originale di documentazione leggibile con texdoc makeindex al §2.2 (e magari leggendo anche il resto).
                            Fatto sta che il tuo codice relativo al contenuto del comando \index è sempre errato in tutte el definizioni che dai; ilnotre non esiste al versione bold dei font teletype (almeno non esiste con i font normali) quindi è improbabile che tu possa stampare in neretto con il font teletype; se ci riesci, vuol dire che non stai usando i teletype normali. In generale non è una buona idea evidenzia una cosa sia con un cambio di famiglia, sia con un cambio di serie. Vedi tu, ma prima leggiti la documentazioen di makeindex, perché ci sono tante cosette da capire, ed è meglio leggerle lì, piuttosto che leggere quattro righe in un messaggio qui sul forum.

                            in risposta a: virgolette non tipografiche #91880
                            OldClaudio
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                              Siccome non le uso mai, non sono sicuro, ma se scrivi \string” \string” al posto di ” “, forse ti escono le virgolette diritte.

                              Per curiosità, a cosa ti servono?

                              in risposta a: Frontespizi LaTeX #91872
                              OldClaudio
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                                L’opzione draft fa esattamente quello che ti succede, non mete i file inclusi ma mette solo un rettangolo grande come l’immagine con il nome del file al centro.

                                Togli l’opzione draft dalla lista delle opzioni e il frontespizio, se non ci sono altri errori, ti viene incluso.

                                Siccome sei agli inizi, ti suggerisco di scaricare dal sottosezione Guide tematiche, della sezione Documentazione di questo sito la traduzione in italiano del LaTeX Reference Manual, con molti commenti; l’opzione draft dovrebbe esserci descritta, ma credo che “chi ben comincia è a metà dell’opra”; avere accanto l’intera descrizione del mark-up di LaTeX è importante, anche se altre guide possono essere più utili per i principianti; queste guide dicono come si fanno le cose comuni e sono ricche di esempi, ma saltano alcune parti del mark-up. Non so se l’eccellente L’Arte di scrivere con LaTeX, per esempio, tratti fra le opzioni della classe anche draft. Può darsi che ci sia ma ora non sono comodo per controllare. Ricordati di tenere L’Arte sempre a portata di mano (o di mouse).

                                in risposta a: Frontespizi LaTeX #91870
                                OldClaudio
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                                  Non hai per caso specificato l’opzione [tt]draft[/tt] fra le opzioni della classe?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,121 al 6,135 (di 11,287 totali)

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