OldClaudio

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  • in risposta a: babel con file aggiunti con “include” #91439
    OldClaudio
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      Leggi la documentazione di TeXstudio; c’è scritto come scaricare il file ortografico e come renderlo noto a TeXstudio. Lo puoi fare per molte lingie e puoi anche usare le righe magiche per rendere noto a TeXstudio quale sia la lingua principale e quindi di quale correttore ortografico si deve servire. Sempre scritto nella documentazione.

      in risposta a: pdfLaTex+MakeIndex+Biber #91448
      OldClaudio
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        Che versione di TeXworks hai? il mio TeXworks dispone di comandi solo per usare un programma alla volta.

        Comunque se leggi la documentazione di arara e i suoi esempi (finestra comandi: texdoc arara) puoi farlo direttamente quello che vorresti fare con pdfLaTeX+Biber+MakeIndex senza bisogno di nessuno scrpit; basta scrivere le righe magiche specifiche all’inizio del file .tex; le righe magiche sono righe che permettono di eseguire molte azioni direttamente con l’ediotr (lo fanno TeXShop, TeXworks, TeXstudio e d altri ediotr) sia tramite arara che va comunque abilitato; nella documentazione di arara c’è scritto tutto anche come fare a far compiere ad arara azioni che non sono già predisposte.

        Comunque permettimi un consiglio: in primis, usa il pacchetto imakeidx che ci pensa da solo a comporre l’indice analitico — leggine la documentazione con texdoc imakeidx; secondo, io, fossi in te, non eseguirei mai bibtex o biber di default ad ogni compilazione; sarà che io compilo molto e aggiorno la bibliografia poco; l’importante è che la bibliografia sia aggiornata quando il documento è terminato. Quindi io non premerei mai un pulsante che oltre a lanciare pdfLaTeX faccia andare anche gli altri due programmi, specialmente se c’è biber di mezzo; esso è relativamente lento a causa della molteplicità di azioni che è capace di fare, quindi potrebbe succedere che per comporre la bibliografia ci metta più tempo di quello che pdfLaTeX impiega per comporre l’intero documento.

        Con arara, almeno, puoi (ulteriormente) commentarne le righe e arara non fa nulla; poi alla fine del della lavorazione del documento, probabilmente dopo settimane da quando hai cominciato, specialmente se è un documento di grandi dimensioni, puoi anche comporre la bibliografia,; nel frattempo avrai compilato il documento molte decine di volte, avrai introdotto correzioni, avrai modificato alcune cose che non ti sembrano costituire una forma comunicativa corretta; se compili la bibliografia ogni volta, specialmante con biber, avrai perso in totale un mucchio di tempo.

        in risposta a: babel con file aggiunti con “include” #91437
        OldClaudio
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          @benedetti
          , le tue domando trovano le risposte nell’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

          Comunque le risposte alle tue domando sono le seguenti:

          1) babel non fissa la grammatica né l’ortografia del testo che scrivi con l’editor (*), ma dice al programma di composizione quale parole fisse usare, come scrivere la data e, più importante di tutto, come dividere in sillabe le parole in fin di riga.; dunque babel non ha nulla a che fare con quel che scrivi nell’editor, ma ha a che fare con quel che il motore di composizione, presumibilmente pdfLaTeX, farà quando sarà successivamente chiamato ad agire sul contenuto del file sorgente.

          2) Fai benissimo a dividere il tuo lungo documento in tanti file parziali; che tu li includa nel testo da comporre con \input o con \includeonly+\include è una tua scelta; io preferisco sempre \includeonly+\include, ma ci sono altri autorevoli utenti di LaTeX che partecipano alle discussioni di questo forum che propendono per \input; i due metodi non sono equivalenti, quindi bisogna sapere quello che si sta facendo quando si usa l’uno o l’altro.

          3) babel va specificato solo nel preambolo, cioè nel mai file; NON va specificato dentro in file inclusi; al motore di composizione interessa sapere che regole usare per la sillabazione, per le parole fisse, e per la data una volta sola, quando comincia a comporre il documento; i file inclusi vengono quindi trattati con le impostazioni eseguite una volta per tutte nel main file.

          4) C’è però una cosa a cui devi fare attenzione: il main file e i file inclusi devono essere salvati sul disco tutti con la stessa codifica e questa deve coincidere con l’opzione che dai una volta per tutte al main file mediante il pacchetto inputenc. Di nuovo non ha importanza quello che fai con l’editor, ma ha importanza che quello che hai fatto prima con l’editor, purché dopo non sia incoerente per il motore di composizione.

          (*) Nota bene: quando con MS Word o OOWriter o LibreWriter specifichi che lingua usare, essi sono in grado di fare l’analisi dell’ortografia, ma avrebbero anche la pretesa di fare l’analisi sintattico-grammaticale dando suggerimenti (dl solito assurdi) su come modificare il testo per migliorarne lo stile. Uno dei motivi per i quali uso quei programmi solo per scrivere lettere commerciali o burocratiche è che detesto questa pretesa di insegnare a scrivere in italiano da parte di un programma (la cui localizzazione in italiano è solitamente creata in India…). LaTeX è diverso con la sua composizione asincrona: non solo agisce in modo corretto per quanto riguarda l’aspetto tipografico, ma non ha queste pretese assurde. L’editor che uso mi basta che analizzi solo l’ortografia; ma non mi fido ciecamente nemmeno di questo perché il correttore ortografico di qualunque programma considera esatti sia fischi sia fiaschi; quindi è possibile scrivere cretinate anche se si usa un correttore ortografico. Lavorando su un Mac, ho la fortuna di usare come editor TeXShop, che capisce da solo a quale lingua appartengono le parole e le segnala giuste o sbagliate consultando il dizionario ortografico giusto; non ho quindi bisogno di dire all’editor quale lingua sto usando, mentre con TeXworsk, TeXstudio e altri editor sono costretto a specificare la lingua principale che sto usando e accontentarmi che mi segnalino come errate le parole scritte in un’altra lingua.

          in risposta a: uso pst-blur #91422
          OldClaudio
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            Eppure la documentazione dice che pst-blur è una estensione delle funzionalità già presenti in pstricks; PSTricks non è solo un modo per disegnare, ma è una collezione di pacchetti; quindi per disegnare, per esempio i profili dei caratteri bisogna aver caricato pstricks insiema ead altri suoi pacchetti per faleo; poi la parola chave shadow dice di ombreggiarli e la parola chave blur dice di sfumare l’ombreggiatura.
            La prima figura della documentazione è in realtà un coniglio tirato dal cappello, perché sembra una magia, in quanto non è mostrato il codice sorgente.

            Cosa fare un questi casi? Ricordiamoci che sul nostro disco, quando abbiamo caricato una distribuzione completa, abbiamo tutto, anche i file sorgente della documentazione: andiamo dunque a cercare nell’albero del sistema TeX il file sorgente che in generale ha l’estensione .dtx, non l’estensione .tex, specialmente sa la documentazione contien anche il codice commentato. In texmf-distr/source/generic/pst-blur/ troviamo appunto il file pst-blur-.dtx. Lo apriamo con lo stesso editor che ci serve per i nostri file .tex e vediamo che la parte che comincia con \documntclass contiene le righe seguenti relative a pstricks:`\usepackage{pst-node}
            \usepackage{pst-text}
            \usepackage{pst-blur}`
            Volendo potemmo andare a leggere la documentazione degli altri due pacchetti pst-node e pst-text, ma ci vuole poca immaginazione per capire che il primo serve per gestire i nodi di un disegno e il secondo per gestire il testo; leggere la documentazione non fa male a nessuno, perché si possono imparare molte cose anche solo dalla parte descrittiva.

            Poi più avanti, come codice facente parte del commento, caratteristica dei file dtx, troviamo il codice della prima figura:`%\section{Introduction}
            % The ability to paint shadows on arbitrary shapes is a standard
            % feature of PSTricks. However, these shadows are always `hard':\\
            %{\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt}
            % \begin{pspicture}(-5,0)(10,4)
            % \psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}
            % \psframe(1,1)(3,3)
            % \pscircle(6,2){1}
            % \rput(9,2){\pscharpath{\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A}}
            % \end{pspicture}
            %}\\`

            Vediamo ounque che la prima riga del codice fuori dell’ambiente pstpicture serve per impostare due parametri validi per ogni disegno di lì in avanti dentro al gruppo dove si trova il tutto; poi c’è l’ambiente pstpicture che contiene le impostazioni delle ombre [tt]\psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}[/tt].
            Successivamente il nodo frame viene ombreggiato, il nodo curve viene ombreggiato e la lettera A viene ombreggiata; in quest’ultimo caso \rput fa il suo mestiere di collocare qualcosa ad una certa coordinata relativa; \pscharpath serve per determinare il contorno del carattere scelto con i comandi che compaiono nel suo argomento [tt]\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A[/tt]

            La seconda figura con le ombre sfumate contiene le stesse cose dentro pstpicture, `{\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt}
            % \begin{pspicture}(-5,0)(10,4)
            % \psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}
            % \psframe(1,1)(3,3)
            % \pscircle(6,2){1}
            % \rput(9,2){\pscharpath{\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A}}
            % \end{pspicture}
            %}\\`ma prima viene impostata una serie di cose con il comando [tt]\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt,blur=true,blurradius=0.07cm}[/tt]; i primi due termini di questa impostazione sono gli stessi fatti nella figura precedente, mentre gli ultimi due riguardano la sfumatura e il “raggio” della sfumatura.

            Quindi il pacchetto pst-blur aggiunge appunto queste ulteriori parole chiave e parametri geometrici della sfumatura a quello che PSTricks riesce già a fare per conto suo, come è spiegato nelle prime righe della documentazione di pst-blur.

            OK, ammetto che avrebbe potuto essere più esplicito l’autore di questo pacchetto, ma è anche altrettanto evidente che pst-blur aggiunge qualcosa che deve essere già conosciuto, non è un pacchetto standalone, da usare da solo. Quindi bisogna conoscere il resto prima di usare questo pacchetto.

            Ragazzi, non sto qui a pontificare su come si usa PSTricks; l’ultima volta che io l’ho usato deve essere stato 20 anni fa; riconosco che è un pacchetto contenete un mucchio di funzionalità e permette di fare disegni bellissimi, ma lo trovo difficile e non lo uso mai; Ora vi potete immaginare che cosa oggi io abbia ricordato di quel che aveve visto 20 anni fa…; semplicemente sono andato a rivedermelo, per potervi commentare quanto ho scritto sopra. Quello che ho imparato in quasi trent’anni di uso di LaTeX è sapere dove si trovano le cose negli alberi del sistema TeX e andare a vedere che cosa c’è scritto dentro. Così dovreste fare anche voi; sotto il cofano del vostro motore di composizione preferito c’è praticamente tutto; aprite il cofano e guardateci dentro. Mi direte: ma non abbiamo tempo per fare queste esplorazioni sotto il cofano; io invece vi assicuro che non è tempo perso, anzi ve ne fa guadagnare moltissimo. Ricordate che quando noi vecchi abbiamo cominciato non esisteva la documentazione (se non il TeXbook e il Manuale di LaTeX, che però non erano in commercio in Italia, quindi bisognava ordinarli in libreria per poi riceverli dopo mesi e a un prezzo doppio del loro prezzo di copertina) e non esistevano i forum; abbiamo imparato ad usare Plain TeX e LaTeX andandoci a leggere i codici e cercando di capire quello che facevano. Ne eravamo gratificati dalla qualità dei risultati. 🙂

            in risposta a: uso pst-blur #91420
            OldClaudio
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              FulvioSaccoccia” post=90963Salve,
              sto cercando di capire l’uso di pst-blur per ombreggiare del testo. Sul documento non è chiaro l’uso del pacchetto.
              Potete spiearmi come usarlo? Ci sono alternative a pst-blur?
              Grazie

              Se hai letto la documentazione non puoi non avere visto quasi due pagine di esempi sull’uso di pst-blur.

              in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91376
              OldClaudio
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                `Gli elementi riscaldatori di un tostapane sono fili di Nicromo, $\rho =100\cdot{10^{-8}}\si{\ohm\metre}$

                Durante un temporale in un fulmine fluisce una carica di \SI{4}{\coulomb} in 1,4\si{milli\second}.`

                in risposta a: Pagina in landscape e due colonne #91417
                OldClaudio
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                  Il consiglio di Ivan è il più pratico, ma ti richiede la lettura attenta della documentazione di pdfpages: finestra comandi: texdoc pdfpages

                  Io userei un messo più semplice che ti permette di fare il lavoro in un colpo solo imposti con la classe article l’opzione landscape; poi dopo i soliti pacchetti per le codififiche e i font, definisci con \newcommand una macro che contenga l’intero testo anche composto di diversi capoversi, cambiamenti di font e simili;
                  font; cominciato il documento, imposti \parindet a 0pt poi metti due scatole affiancate nelle quali scrivi dentro solo il comando che contiene il testo; per esempio:`\documentclss[12pt,landscape]{article}
                  \usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage[T1]{fontenc}
                  \usepackage{lmodern}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \newcommand\TESTO{{\centering \Large Fulvio Saccoccia\par}
                  Bla bal bla

                  Bli bli bli

                  Blo blo blo}
                  \begin{document}
                  \parindent=0pt
                  \parbox{0.45\textwidth}{\TESTO}\hfill\parbox{0.45\textwidth}
                  \end{document}`

                  Aggiusta il valore 0.45 al valore che più ti piace, purché inferiore a 0.5.

                  Se vuoi saperne di più scaricati dalla sezione delle guide tematiche in Documentazione la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano; questa guida ti servirà molto di più che non la lettura della documentazione di pdfpages, e tientela a portata di mano, magari stampatela, così diventa più facile tenertela accanto; c’è tutta la sintassi del cuore di LaTeX e molti commenti per farne buon uso. Non è da studiare a memoria, ma quando padroneggi tutto quello che c’è scritto lì ti puoi classificare TeXpert.

                  PS: ho scritto il codice esposto sopra di getto; può darsi che ci sia qualche refuso; quindi non limitarti a fare un copia e incolla; controlla tutto per bene.

                  in risposta a: Pagina in landscape e due colonne #91416
                  OldClaudio
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                    Il consiglio di Ivan è il più pratico, ma ti richiede la lettura attenta della documentazione di pdfpages: finestra comandi: texdoc pdfpages

                    Io userei un messo più semplice che ti permette di fare il lavoro in un colpo solo imposti con la classe article l’opzione landscape; poi dopo i soliti pacchetti per le codififiche e i font, definisci con \newcommand una macro che contenga l’intero testo anche composto di diversi capoversi, cambiamenti di font e simili;
                    font; cominciato il documento, imposti \parindet a 0pt poi metti due scatole affiancate nelle quali scrivi dentro solo il comando che contiene il testo; per esempio:[code]\documentclss[12pt,landscape]{article}
                    \usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage[T1]{fontenc}
                    \usepackage{lmodern}
                    \usepackage[italian]{babel}
                    \newcommand\TESTO{{\centering \Large Fulvio Saccoccia\par}
                    Bla bal bla

                    Bli bli bli

                    Blo blo blo}
                    \begin{document}
                    \parindent=0pt
                    \parbox{0.45\textwidth}{\TESTO}\hfill\parbox{0.45\textwidth}
                    \end{document}

                    Aggiusta il valore 0.45 al valore che più ti piace, purché inferiore a 0.5.

                    Se vuoi saperne di più scaricati dalla sezione delle guide tematiche in Documentazione la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano; questa guida ti servirà molto di più che non la lettura della documentazione di pdfpages, e tientela a portata di mano, magari stampatela, così diventa più facile tenertela accanto; c’è tutta la sintassi del cuore di LaTeX e molti commenti per farne buon uso. Non è da studiare a memoria, ma quando padroneggi tutto quello che c’è scritto lì ti puoi classificare TeXpert.

                    PS: ho scritto il codice esposto sopra di getto; può darsi che ci sia qualche refuso; quindi non limitarti a fare un copia e incolla; controlla tutto per bene.

                    in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91372
                    OldClaudio
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                      Sì, certo, quello è il motivo che ha obbligato il noto correttore a definire l’apostrofo attivo per aggiungere la crenatura necessaria. Piuttosto di scrivere [tt]\kern1pt[/tt] definisci un comando molto breve, per esempio così[code]\newcommand\ka{\kern0.03ex}[/tcode e ed esegui una sostituzione globale dell singolo apostrofo con [tt]’\ka[/tt] in tutte le istanze testuali dell’apostrofo — non sostituire niente in matematica. Forse funziona, ma non l’ho collaudato.

                      Anche siunitx accetta i nomi dei prefissi e delle unità per disteso, quindi \milli\coulomb dovrebbe andare bene, come anche \degree al posto di \textdegree, naturalmente sempre come argomento di \si o di \SI; siunitx accetta anche la definizione delle macro accorciate; capisco che se hai fretta, leggere tutta la documentazione potrebbe essere lungo e noiso, ma non è tempo perso; se mai devi scrivere alla compagnia elettrica per protestare per in numero di chilowattora che ti hanno addebitato puoi sempre scrivere \kilo\watt\hour, ma puoi definirti una cosa più corta in modo da scrivere direttamente il simbolo dell’unità. Questo indipendentemente dal fatto che tu sia un fisico-matematico o un grecista 🙂

                      in risposta a: Lista COMPLETA font #91404
                      OldClaudio
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                        PM” post=90954Ho vari motivi per usare LuaLaTeX:

                        1) Codifica nativamente in UTF-8, per cui, dopo aver rimappato adeguatamente la tastiera includendo simboli di integrale, derivata parziale, operatori vari, il codice diventa molto più leggibile ed immediato. Usando PDFLaTeX potevo selezionare l’enconding uft8x e mettere tantissime opzioni nel preambolo, ma ciò era incompatibile con BibLaTeX (come fu notato già precedentemente in risposta alla mia domanda). Sottolineo che poter scrivere la matematica direttamente con caratteri UFT8 è di per sé un motivo che, anche da solo, mi fa preferire LuaLaTeX. Come ho avuto modo di notare infatti il tempo di battitura si riduce notevolmente e si commettono molti meno errori (si pensi alla pressione di un tasto si pur con AltGr in confronto a scrivere \omega).

                        2) Il preambolo è molto più breve ed i comandi per cambiare carattere, ad esempio, sono più agevoli

                        Se sono certo di ricevere critiche al punto 2), sono inamovibile sul punto 1) ed invito caldamente, che ha molta matematica da scrivere a rimapparsi la tastiere ed a provare la gioia di poter editare direttamente con gli UTF-8

                        detto questo ripeto la domanda che non mi pare abbia avuto risposta: in che modo / quale procedura debbo usare (avendo Linux) per elencare tutti i caratteri (otf, non otf, non mi importa come si chiamino) che posso selezionare? ottenuta poi questa lista come faccio a selezionarli?

                        vi pregherei di essere più pragmatici possibili perché il mio scopo è scrivere agevolmente testi in LaTeX (questo è il motivo per cui non transigo sul non-utilizzo degli UTF-8 ). Grazie

                        Non discuto le tue preferenze e la tua rimappatura della tastiera; ma otterresti gli stessi risultati se usassi xelatex per il quale utf-8 è nativo come per lualatex; lualatex, secondo la mia esperienza è tre volte più lento di xelatex. Naturalmente ciò dipende dal contenuto del file sorgente.

                        Non so come tu abbia rimappato la tastiera, ma se hai cotriti degli shortcut per immettere \omega nel testo sorgente, invece di ω, allora ti informo che se dai l’opzione math-style=literal alla chiamata del pacchetto unicode-math, come comunque dovresti fare, avresti comenque la possibilità di scrivere direttamente in greco o direttamente gli integrali; o direttamente …

                        Insomma, nel tuo modo di procedere non vedo vantaggi ad usare lualatex invece di xelatex; ne vedo rispetto ad usare pdflatex, ma non sto parlando di usare pdflatex.

                        Infine devo aggiungere il fatto che la matemtica UNICODE (UTF-8 ) non è ancora a punto né per xelatex né per lualatex, quindi potresti trovarti in difficioltà con certi segni mancanti.

                        Come fare ad usare i font di qualunque specie con xelatex? leggendo il breve manuale infoxelatex.pdf scritto da Enrico Gregorio e scaricabile dal suo sito; Per lualatex si fa nello stesso modo, ma se non hai bisogno di usare il linguaggio di scripting Lua, non ha senso usare lualatex (sebbene sia in grado di usare microtype in modo migliore di xelatex). Lascia perdere in font diversi dagli OpenType quando usi xelatex o lualatex. L’eleco completo dei font Type 1 è contenuto nel file pdftex.map direttamente già fatto e si trova sul tuo disco; questo file contiene circa 14.000 righe, una riga per font (contiene anche qualche commento, ma il numero di font non diminuisce granché)

                        in risposta a: TeXLive installazione manuale pacchetti #91411
                        OldClaudio
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                          @IlLinguista ti ha già risposto.

                          Vorrei solo indirizzarti alla guida tematica Introduzione alla creazione dei file di classe dove si spieaga l’uso del file dtx anche per i pacchetti .sty, non solo per i file di classe.

                          Nota bene: se trovi in rete un file dtx antidiluviano, non usarlo, come ti ha fatto notare IlLinguista; se ne trovi uno recente che non sia distribuito con CTAN, e quindi con TeXLive, diffida. Se non è autoestraente (vedi la guida tematica che ti ho indicato) lascialo perdere oppure cimentati nel costruirgli il file .ins del caso; bisogna leggere il file sorgente dtx per sapere quali etichette usare per estrarre quali file. ma comunque ti suggerirei di lasciare perdere.

                          in risposta a: Problema con margini prestabiliti #91393
                          OldClaudio
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                            Ga” post=90938

                            In ogni caso:
                            – le impostazioni di geometry mi danno errore e non capisco ancora perchè;
                            – per quanto riguarda l’interlinea, se deve avanzare per loro di 27.84pt allora dovrò inserire \linespread{27.84}?
                            – non ho capito invece l’ultimo punto, quello in cui fai riferimento ai font…la spaziatura allora non mi verrà come richiesto? E non c’era un modo per cambiare anche il font in Times New Roman, come richiesto in 12pt?

                            1) manca una virgola alla fine della prima riga di opzioni di geometry, subito prima del sengo %

                            2) no, 1.92 è un fattore moltiplicativo dell’avanzamento di riga normale; qualunque esso sia se il fattore moltiplicativo vale 1, resta tale e quale; se vale 2, l’avanzamanto vien raddoppiato. quni non ti preoccupare del fattore che devi impostare; se vuoi impostare 1.92 come ti prescrivono, usa quel valore.

                            3) basta che ti specifichi 12pt fra le opzioni della classe

                            Quindi una cosa del tipo`\cumentclass[a4paper,12pt,oneside]{book}
                            \usepackage[utf8]{inputenc}% una sola codifica di entrata
                            \usepackage[italian]{babel}
                            \usepackage[T1]{fontenc}
                            \usepackage{newtxtext}% per i font Times
                            \linespread{1.92}% per moltiplicare il valore dell'avanzamento di riga normale
                            \usepackage[a4paper,top=3.8cm,bottom=3.8cm,left=1.83cm,right=1.41cm,bindingoffset=0mm]{geometry}
                            … % altre impostazioni
                            \begin{document}
                            \begin{titlepage}
                            …% quel che bisogna mettere nella pagina di frontespizio secondo le richieste delle istruzioni
                            \end{titlepage}
                            \tableofcontents% per l'indice generale
                            …% corpo della tesina
                            \end{document}`fa quello che deve fare con i Times a 12pt, l’allargamento dell’avanzamento di riga come richiesto e i margini richiesti.

                            In ogni caso prova con queste impostazioni e vedi che cosa ottieni.

                            Leggi l’Arte! Continui a chiedere cose che sono nella guida che ti ho detto.

                            in risposta a: Lista COMPLETA font #91400
                            OldClaudio
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                              Il problema di XeLaTeX e di LuaLaTeX è che per usare i font OpenType bisogna specificare il nome della famiglia; questo nome non coincide con il nome del file .otf; quindi bisogna trovare il modo di conoscere i metadata di ogni font OpenType. Apparentemente con XeLaTeX è più facile, anche se non sembra documentato altro che nella piccola guida introxelatex.pdf scritta da Enrico e scaricabile dal suo sito. Si tratta di usare il comando otfinfo con le opportune opzioni, altrimenti o non si trova niente o vengono giù chilometri di informazioni.

                              Con LuaLaTeX bisogna che il lavoro di raccolta delle informazioni sia preventivamente fatto con il programma luaotfload-tool e le opportune opzioni. Anche questo programma, se non ci fosse il forum, sarebbe un segreto ben custodito, non facile da scoprire anche leggendo la documentazione relativa a luatex.

                              Per gli utenti di Mac la vita è più semplice, perché esiste il programma Font Book.app (o LibroFont.app col sistema operativo in italiano) che permette di conoscere tutti i dettagli semplicemente andando nella cartella ~/Library/Fonts/ e/o nella cartella texmf-distr/fonts/opentype/, aprendo ilfile di un font qualsiasi con Font Book.app (tasto destro del mouse e poi scegliere Open with) e poi usare le funzionalità di Font Book per esaminare il font selezionato come anche per scegliere nell’apposito pannello un qualsiasi altro font ed esaminarlo in ogni dettaglio. La versione di Font Book.app che c’è nel sistema operavo ultimo, Maverick) con la scelta di certe piccole icone, permette di vedere anche i singoli caratteri contenuti nel particolare font selezionato, cosa che con le versioni precedenti del sistema operativo e di Font Book.app non era possibile fare.

                              Comunque, detto questo in generale, se dopo avere caricato il pacchetto fontspec non si specifica niente, il fot di default testuale è il font OpenType Latin Modern; per la matematica bisogna specificare esplicitamente il font Latin Modrn Math.Per qualsiasi altro font bisogna specificare esplicitamente anche il font testuale e, se si vogliono prestazioni particolari, bisogna imparare bene ad usare fontspec perché esistono molte proprietà dei font opentype che non sono direttamente accessibili se non si sono specificate certe opzioni con la sintassi e le parole chiave descritte nella documentazione di fontspec. Per esempio il maiuscoletto spaziato si può ottenere (e lo si poteva fare senza problemi anche prima della nuova versione di microtype) se si specificano certe opzioni come mostra Enrico nel suo manualetto infoxelatex.pdf.

                              Siccome LuaLaTeX è piuttosto lento, sarei curioso di conoscere le motivazioni per usare LuaLaTeX da parte di altri utenti; ora una motivazione potrebbe essere quella di provare la versione sperimentale di TikZ 3.0.0; certamente una motivazione potrebbe essere quella di usare il linguaggio Lua (io ancora non sono riuscito a trovare nessun motivo particolare per usare il linguaggio Lua, ma evidentemente dipende dal mio modo di usare i programmi di composizione del sistema TeX); un altro motivo potrebbe essere quello di usare a pieno regime microtype (che può funzionare a pieno regime solo con un motore di composizione di tipo pdftex), ma per funzionare bene dovrebbero essere disponibili i file microtype relativi ai vari font usabili, cosa che non è frequente nemmeno con i font che si possono usare con pdflatex. Tanto per confronto: ho composto un documento con pdfLaTeX. XeLaTeX, e LuaLaTeX usando gli stessi font LaTin Modern, usando il pacchetto microtype; trascurando i tempi di composizione i risultati sono i seguenti:

                              pdfLaTeX 126 pagine 1100 KiB
                              XeLaTeX 126 pagine 574 KiB
                              LuaLaTeX 126 pagine 709 KiB

                              Il file sorgente differisce solo nel preambolo ma il corpo del documento è identico.

                              Le pagine vengono composte meglio con pdfLaTeX dove evidentemente microtyoe funziona col” turbo”; con LuaLaTeX le righe non sono tagliate nello stesso modo e il numero di cesure è maggiore di quello che compare nel file prodotto con pdfLaTeX; ne deduco che microtype, pur funzionando a pieno regime, cioè usando anche l’espansione/contrazione dei font (almeno cosi sembrerebbe), non funziona con il turbo; con XeLaTeX ci sono ancora più cesure in fin di riga ma microtype funziona solo a velocità ridotta perché usa solo la protrusione dei font.

                              Queste informazioni e queste considerazioni sono leggermente fuori tema in relazione al filone aperto da @PM, ma vi sono strettamente legate: la scelta del motore di composizione e la scelta dei font influenzano direttamente il prodotto finale con pro e contro. Ecco perché mi piacerebbe conoscere le motivazioni per usare un programma piuttosto che un altro.

                              in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91366
                              OldClaudio
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                                samiel” post=90928Allora, per ragioni a me incomprensibili e misteriose
                                il problema nasce caricando unicode-math,
                                che evidentemente interferisce in qualche modo
                                col codice per il kerning

                                Già, ma se lo togli non puoi più comporre la matematica; forse con matematica semplicissima potresti usare il pacchetto mathspec che sostituisce fontspec per i font matematici, ma io preferirei che togliessi il kerning per l’apostrofo; certo il risultato composto potrebbe essere migliore con un ppo’ di kerning, lo puoi aggistare a mano con i comandi \kern che ti ho suggerito; I non farei assolutamente nessuna correzione visto che il kerning eccessivo dell’apostrofo del MinionPro viene notato solo da un occhio molto esperto.

                                Tieni presente che con mathspec la matematica che puoi comoorre senza disporre di veri font matematici si limita a matematica elementare.

                                Per Ivan e Samiel: io non ho mai avuto problemi ad usare la matematica con XeLaTeX usando il pacchetto unicode-math. Sì certo fra xunicode e unicode-math (il primo caricato di default, il secondo caricato espressamente) si dispone di comandi LaTeX-like per accedere virtualmente a qualunque segno che compaia nei font usati, matematici, latini, greci, cirillici, copti, ebraici, cinesi,… sempre che isano presenti nei font OpenType usati; usando poi i font Latin Modern (default per il testo, da speficifare come Latin Modern MAth per la matematica) si ha la certezza di poter usare tutti i segni presenti nei font latini, text companion, matematici, compresi quelli della American Mathmatical Society, senza bisogno di nessun trucco particolare, ma diponendo subito dei simboli matematici di nerezza media e neri che invece con pdfLaTeX sono relativamante difficili da ottener.
                                Ivan se usi i pacchetti giusto e abbini i Latin Modern Math ai Latin Moder, oppure i XITS Math ai font stretti come i Times, oppure gli Asana Math a font larghi come il Palatino, puoi scrivere tutta la matematica che vuoi; Tieni presente che ci sono anche i font Math epr le varie famiglie dei TeX Gyre.

                                Quello che posso dire è che XeLaTeX è relativamente lento, due o tre volte più lento di pdfLaTeX; quindi merita di essere usato solo per poter usare font che è difficile o impossibile usare con pdfLaTeX e per poter introdurre testo in alfabeti diversi da quello latino.

                                in risposta a: Problema con margini prestabiliti #91391
                                OldClaudio
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                                  Ho visto e mi è venuta voglia di paingere 🙁

                                  Nemmeno il documento di istruzioni, quello che hai allegato nel tuo ultimo messaggio esemplifica con la sua stessa composizione quello che si voleva dire.

                                  Mi è venuto in mente che i rientri destro e sinistro del Paragrafo, si irferissero al solo titolo; non è da escludere, ma quel documento scritto in Word non lo esemplifica affatto. Non parliam del link che hai incluso nel penultimo messaggio, tratto dalle istruzioni per l’uso di Word 2007.

                                  Allora: le impostazioni di geometry che hai messo per la gabbia vanno bene così.

                                  I paragrafi da rientrare non sono tutti, ma solo quello che vuoi mettere in evidenza: usa l’ambiente quotation e lascia perdere le misure dei rientri che ti hanno prescritto.

                                  L’indice con i programmi di composizione del sistema TeX viene generato con il comando \tableofcontents e vi elenca i titoli dei capitoli e die paragragrafi con le rispettive paigne di inzio.

                                  L’intelrinea allargata con il fattore 1.92 è quello mostrato nel file di istruzioni; di solito l’interlinea normale è 1.20 volte il corpo del font corrente; Latex, componendo in corpo 10pt, usa un avanzamento di riga normale di 12pt; quel fattore 1,02 moltiplicherebbe il valore di 12pt , quindi la’vanzamento richiesto sarebbe di 23.04pt, una esagerazione, ma se osservi bene il documento di istruzioni vedi che appunto le righe sono spaziatissime, troppo spaziate; se è così che lo vogliono, faglielo così. È probabile che con un avanzamento di riga così grande e i margini fissati a priori, ad ogni pagina tu riceva un errore di underful vbox (pagina troppo vuota) o di overful vbox (pagina troppo piena), ma non preoccupartene: con quelle impostazioni non si può fare diversamente.

                                  Per la bibliografia regolati come ti pare, ma certamente sia lavorando con bibtex sia lavorando con biblatex+biber ottieni un risultato professionale, Sta a te, eventualmente, a creare il database dei riferimenti in modo da usare i nomi abbreviati delle riviste.

                                  Se poi fai finta di niente e metti un fattore di spread delle righe di 1.3 invece che 1.92 hai le righe spaziate di circa 15pt invece di 12pt (componendo a 10pt). Componendo a 12pt l’avanzamento normale sarebbe di 1.45 pt; con il fattore di 1,92 l’avnzamento diventa di 27.84pt; se usi il fattore 1.3 l’avanzamento diventa di 18.85pt, decisamente grande, ma non esagerato come i quasi 28pt che ti chiederebbero.

                                  Tra l’altro ti hanno imposto i font Times New Roman in copo 12pt; non sei obbligato a usarli se vuoi, usa il pacchetto newtxtext e se devi scrivere qualcassa di matematico usa il pacchetto newtxmath. Nessuno si accorgerà delle differenza, Se ti fanno osservazioni per le righe spaziate man non a sufficienza, senza modificare nulla nel testo cambia 1.3 in 1.7 e vedrai che nessuno si metterà lì con il tipometro a misurare la distanza fra le linee di base.

                                  Come vedi tutto si può aggiustare, salvo che quello che ti chiedono è un po’ una profanazione di LaTeX.

                                  Se per caso volessi ridurti a scrivere con un Word Processor, non ti conviene acquistare Microsoft Office, solo per la tesi; ma ti conviene installare il software gratuito LibreOffice, il cui word processore si chiama Writer; fa praticamente le stesse cose che fa Word, ti permette di salvare in formato Word, ma, più importante, ti permette di esportare la tua composizione in formato PDF, cosa che fa anche Word, ovviamente, ma in cambio di “Qualche dollaro in più” (titolo di un film “spaghetti western” degli anni ’60). Per quel che costa LibreOffice, cioè niente, lavora bene. Certo non è LaTeX.

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