OldClaudio

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  • in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91362
    OldClaudio
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      Ma cosa fa se rimetti il tuo testo iniziale?

      in risposta a: Problema con margini prestabiliti #91388
      OldClaudio
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        L’argomento di \linespread è un numero decimale, senza unità di misura; quindi [tt]\linespread{1.92}[/tt]. Già questo ti toglie moltissimi errori.

        Naturalmente con quei valori di impostazione della griglia di stampa, è implicito che stampi solo sul recto del foglio e lasci il verso bianco; quindi devi mettere l’opzione oneside fra le opzioni della classe.

        Invece per il paragrafo non ho capito niente; In italiano paragrafo significa quello che per LaTeX si chiama \section. In inglese paragraph vuol dire capoverso (cioè quel trato di testo che termina con un punto e a capo)

        Allora cosa sono il rientro destro e sinistro del paragrafo? A chi si riferiscono? la menzione del rientro della prima riga farebbe pensare al capoverso; ma che senso ha avere il capoverso più stretto della griglia di stampa, di circa 5mm da entrambi i lati?

        Se queste istruzioni FOLLI ti sono state date mediante un proclama di facoltà o di ateneo, dacci il link al sito così forse possiamo vedere un modello di quello che dovrebbe venire fuori; certo è che se le istruzioni per il capoverso sono quelle, date da qualcuno che di tipografia non capisce niente, ti posso assicurare che per soddisfare quei requisiti con LaTeX è difficile, perché non è previsto che i capoversi siano più stretti della griglia; o meglio con l’ambiente quotation si potrebbe anche realizzare quanto ti viene richiesto, am bisogna configurarlo a dovere, e infine non si vederebbe da nessuna parte che la griglia di stampa è più larga del capoverso. Oppure vogliono che lo specchio di stampa sia incorniciato da una cornice dentro la quale, con un margine di 5mm sui quattro lati, sta la vera griglia di stampa?

        Non so se ho espresso in modo chiaro quello che ho o non ho capito.

        in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91359
        OldClaudio
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          ivan” post=90917Come soluzione per un font umanistico con cui si possa scrivere anche matematica
          ti suggerisco
          `\usepackage[garamond]{mathdesign}
          \usepackage{garamondx}`
          Il font garamond caricato dal pacchetto è l URW Garamond. Praticamente un clone dello Stempel.
          Tempo fa c’era anche un pacchetto per gestire la matematica con l Adobe garamond, ma non lo trovo più.
          In ogni caso garamondx e mathdesign sono gratuiti, al contrario di Adobe garamond e minino pro.

          Va fatta la precisazione che questi fon non vanno bene se non per la matematica elementare. In caso contrario userei senza dubbio il latin modern, che va bene per scrivere tutto: matematica, greco, fonetica, ecc ecc 🙂

          Ciao
          Ivan

          P.s. Dimenticavo di dire che il garamondx va installato con getnonfreefonts.

          Ivan, Mauro sta cercando di comporre con XeLaTeX; in sostanza gli stai dicendo di NON compilare con XeLaTeX e di usare i font Type 1 per pdfLaTeX. 🙂

          in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91357
          OldClaudio
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            È dovuto al fatto che viene usato il segno di esponente ^ mentre non si è in modo matematico.

            Il messaggio d’errore scritto per disteso è il seguente:`./SamielMinionPro.tex:184: Missing $ inserted.

            $

            ^
            \um_superscript:n #1->^
            \bgroup #1\peek_meaning_remove:NTF ^\um_arg_i_before_…

            \__int_case_end:nw …ark #4#5\q_stop ->\c_zero #1
            #4

            A
            l.184 Storia dell'A
            rte & Giuseppe verdi \\
            ? `ha sicuramente a che fare con comandi del pacchetto l3exp, ciò del linguaggio L# che viene usato ora abbastanza spesso dentro le macro che gestiscono i comandi di sistema.
            Io non sono in grado di trovare quale sia il comando difettoso, anche se il nome viene mostrato [tt]\um_superscript[/tt]. Enrico probabilmente ti sa dire di più.

            Ti suggerisco di rappezzare il codice in questo modo: commenta tutto quello che hai scritto per la correzione del kerning con l’apostrofo del MinionPro; poi se il kerning dell’apostrofo non ti piace inserisci qualcosa come \kern-1pt (aggiustandone il valore e il segno) prima o dopo l’apostrofo nelle istanze in cui ti sembra che l’accostamento sia errato. Capisco che sia da fare a mano, ma se Enrico non trova come aggiustare quella macro del cuore di LaTeX, non puoi farci niente.

            Il file sorgente che ti allego è modificato commentando tutta la parte che riguarda l’apostrofo (e aggiungendo \end{document} alla fine per poterlo compilare); compila senza errori e non mi sembra che l’accostamento dell’apostrofo sia così malvagio senza la correzione che avevi definito.`% !TEX TS-program = XeLaTeX
            % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
            \documentclass[a4paper,twoside,titlepage,fleqn]{article}
            \usepackage{xltxtra,eukdate}

            \usepackage{fontspec}

            \usepackage{amsmath}
            \usepackage{unicode-math}

            \defaultfontfeatures{Contextuals=NoAlternate}
            \setmainfont[Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle]{Minion Pro}
            \setmathfont{XITS Math}
            \setmathfont[range=\mathup]{Minion Pro}
            \setmathfont[range=\mathbfup]{Minion Pro Bold}
            \setmathfont[range=\mathit]{Minion Pro Italic}

            \usepackage{units}% perché non siunitx?

            \usepackage{polyglossia}
            \setmainlanguage{italian}
            \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
            \setotherlanguage{latin}
            \usepackage{microtype}

            \usepackage[margin=2.5cm,heightrounded]{geometry}
            \newrobustcmd\lining[1]{{\addfontfeatures{Numbers=Lining}#1}}
            \setlength{\parindent}{0pt}
            \setlength{\mathindent}{0pt}
            \usepackage{graphicx}
            \usepackage{tabularx}
            \usepackage{multicol} % per righe multicolonna
            \usepackage{multirow} % per colonne multiriga
            \usepackage{booktabs} % per toprule midrule e bottomrule
            \usepackage{ragged2e} % per sillabare nelle tabelle
            \usepackage{enumitem} % per gli elenchi
            \setlist{noitemsep}

            \providerobustcmd\ap{\ifmmode^\expandafter\mathrm\else\expandafter\textsuperscript\fi}
            \providerobustcmd\ped{\ifmmode^\expandafter\mathrm\else\expandafter\textsubscript\fi}

            \usepackage{titletoc} % per l'indice
            \contentsmargin{3em}
            \dottedcontents{section}[2em]{}{2em}{0.6pc}

            \usepackage{fancyhdr} % per le testatine
            \pagestyle{fancy}
            \setlength{\headheight}{14.5pt}
            \fancyhf{}
            \fancyhead[LE]{\thepage \hfill III D — Documento del 15 maggio }
            \fancyhead[RO]{III D — Documento del 15 maggio \hfill \thepage}

            %\newcommand{\LN}[1]{\foreignlanguage{latin}{\em #1}}
            \newcommand{\LN}[2][]{%
            \foreignlanguage{latin}{\emph{#1\hspace{0pt}#2}}}% <--- per la correzione italica \newenvironment{latino} {\begin{otherlanguage*}{latin}\em} {\end{otherlanguage*}} \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}} \newcommand{\omissis}{[\textellipsis\unkern]} \newcommand{\verticale}[2][c]{% \raisebox{1sp}{\smash{\rotatebox[origin=rc]{90}{% \begin{tabular}{@{}#1@{}}#2\end{tabular}}}}} \newcommand{\sqnum}[1]{% \framebox[1.2em]{\kern-\fboxsep\small\sffamily#1\kern-\fboxsep}% \quad\ignorespaces} \newcommand{\multilineentry}[2][c]{% \renewcommand{\arraystretch}{1}% \begin{tabular}{@{}#1@{}}#2\end{tabular}} \renewcommand{\sin}{\operatorname{sen}} \renewcommand{\tan}{\operatorname{tg}} \renewcommand{\cot}{\operatorname{cotg}} \renewcommand{\arcsin}{\operatorname{arcsen}} \newenvironment{lista} {\par\setlength{\parindent}{0pt}% \setlength{\parskip}{1ex plus 0.5ex minus 0.2ex}} {\par} % kerning dell'apostrofo per Minion Pro %\makeatletter %\catcode`\'=12 %\def\qu@te{'} %\catcode`'=\active % %\begingroup %\obeylines\obeyspaces% %\gdef\@resetactivechars{% %\def^^M{\@activechar@info{EOL}\space}% %\def {\@activechar@info{space}\space}% %}% %\endgroup % %\providecommand\texorpdfstring[2]{#1} %\protected\def'{\texorpdfstring{\texqu@te}{\string'}} %\def\texqu@te{\relax % \ifmmode % \expandafter^\expandafter\bgroup\expandafter\prim@s % \else % \expandafter\futurelet\expandafter\@let@token\expandafter\qu@t@ % \fi} %\def\qu@t@{% % \ifx'\@let@token % \qu@te\qu@te\expandafter\@gobble % \else % {}\qu@te{}\penalty\@M\hskip\expandafter\z@skip % \fi} %\scantokens\expandafter{% % \expandafter\def\expandafter\pr@m@s\expandafter{\pr@m@s}} %\makeatother \usepackage{hyperref} \hypersetup{hyperindex} \usepackage{bookmark} \begin{document}\errorcontextlines=20 \begin{titlepage} \begin{center} \valign{\vfill\hbox{#}\vfill\cr \llap{\includegraphics[width=1.8cm]{logo}\hspace{1.5cm}}\cr \begin{tabular}{@{}c@{}} \bfseries LICEO GINNASIO STATALE \\ \bfseries «RAIMONDO FRANCHETTI» -- VENEZIA-MESTRE \\ Corso del Popolo, 82 VE-MESTRE 30172 \\ {\small Tel. 041/5315531 -- Fax 041/5328524} \\ {\small e-mail: segreteria@liceofranchetti.it} \\
            {\small Cod. fiscale 82007660275 — Cod. Scuola VEPC04000L}
            \end{tabular}\cr}

            \vfill

            ESAME di STATO

            a.\ s.\ 2010–2011

            \vspace{2cm}

            {\Large{\textbf{DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE}}}

            (Art. 5, D.P.R.\ 323/98)

            \vspace{2cm}

            {\Large{\textbf{CLASSE III D}}}

            \vspace{3cm}

            Venezia–Mestre, 15 maggio 2011

            \vfill
            Dirigente Scolastico: prof. ******
            \end{center}
            \end{titlepage}

            %\begingroup
            %\advance\hsize-10em
            %\vspace*{\stretch{1}}
            %\centering\tableofcontents
            %\vspace*{\stretch{1}}
            %\endgroup

            \begin{center}
            \vspace*{\stretch{1}}
            \mbox{\parbox{.8\textwidth}{\tableofcontents}}
            \vspace*{\stretch{1}}
            \end{center}

            \newpage
            \section{Composizione del Consiglio di classe}
            \bigskip

            \begin{tabular}{l@{\qquad}l}
            \toprule
            \textbf{Materia} & \textbf{Docente} \\
            \midrule
            Italiano & Mario Rossi \\
            Latino & Mario Rossi \\
            Greco & Mario Rossi \\
            Lingua Straniera (Inglese) & Mario Rossi \\
            Storia & Mauro Sacchetto \\
            Filosofia & Mauro Sacchetto \\
            Matematica & Mario Rossi \\
            Fisica & Mario Rossi \\
            Scienze Naturali & v \\
            Storia dell'Arte & Giuseppe verdi \\
            Educazione Fisica & Mario Rossi \\
            Religione cattolica & Mario Rossi\\[1ex]
            Docente coordinatore & Mauro Sacchetto \\
            \bottomrule
            \end{tabular}

            \bigskip
            \noindent Il presente documento è stato approvato all'unanimità \\
            dal Consiglio di classe nella seduta dell'11 maggio 2011.

            \end{document}`Leggi quel paio di commenti che ho aggiunto, in particolare per evitare si usare \em che come dichiarazione fa poco, mentre \emph, come comando, produce anche un’eventuale correzione italica se ce ne fosse bisogno. Ho messo un commento vicino alla chiamata del pacchetto units del 1998 (archeologia); tra l’altro, se ne leggi la documentazione vedi che quando le unità richiedono una frazione il pacchetto units le genera con la barra obliqua e con i simboli delle unità scritti in carattere script size; è il modo di scrivere che è stigmatizzato dalle norme; certamente non aiuta la lettura. meglio usare il pacchetto siunutx del 2013 (moderno; eccellente; potentissimo)

            in risposta a: Centratura senza spazi verticali #91384
            OldClaudio
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              Il comando è \centering ma il \par va messo dentro il gruppo`{\centering Testo Centrato\par}` È bene meditare su l’esperienza che ti sei fatto con \centering; infatti \centering è una dichiarazione che reata in vigore per sempre o finché non viene chius il gruppo o l’ambente nel quale si trova. \par è un comando che termia esplicitamente un capoverso; il motore di composizione, per esempio pdftex (quello che fa andare pdflatex) compone il capoverso con lo stiel che è in vigore al momento in cui \par viene eseguito. Se \centering è dentro il gruppo e \par è fuori, questo compone il capoverso con lo sticle in vigure fuori dal gruppo, visto che il gruppo è già chiuso e la dichiarazione \centering non è più in vigore.

              \centering NON ha bsigono di \\ alla luce di quanto detto sopra.

              Un altro metodo per avere una riga centrata è quello di usare \makebox, comando utilissimo e poco descritto i diverse guide (descritto nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e la Guida GuIT. questo comando, originario di LaTeX fin dalla sua nascita, crea una scatola contenete una riga il cui testo è centrato dentro una giustezza specificata “facoltativamante” (nel senso che se non è spacificata la scatola ha una larghezza pari al testo che contiene; la sintassi è

              [tt]\malebox[][]{}[/tt]

              dove è la larghezza specificata, dentro la scatola: l significa a sinistra (left), r significa a destra (right), c significa al centro (center; impostazione di default). Nel caso particolare proposto in questo filone basterebbe scrivere`\noindent\makebox[\textwidth]{TestoCentrato}`Il \noindent serve per poter essere sicuri che la scatola, larga quanto la giustezza non sia spostata del rientro di capoverso se si trova come prima riga di un capoverso.

              Come vedi esistono diversi modi per centrare del testo. \makebox dovrebbe sostituire completamante il comando di Plain TeX \centerbox, perché questo comando è deprecato quando si scrive con LaTeX. Te ne potrei citare altri, ma [tt]{\centering … \par}[/tt] e [tt]\noindent\makebox[\textwidth]{…}[/tt] sono più che sufficienti.

              in risposta a: Subfigure: Didascalie differenziate #91347
              OldClaudio
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                Albval, ritengo che le tue conoscenze di LaTeX siano vermente scarse; non ti offendere; LaTeX non è intuitivo e richiede di essere studiato’ Ti rinnovo l’invito a leggerti L’Arte di scrivere con LaTeX perché le tue carenze sono grosse.
                1) il comando \url{con l’argomento airplane.eps (e similmente negli altri due esempi) è purtroppo un esempio scelto male in quel testo; In quell’esempio serve per comporre la stringa airplane.eps con lo stile di un indirizzo internet, che come si sai si chiama URL (alcuni dicono che sarebbe più corretto chiamarlo URI, ma lasciamo perdere questi dettagli) se come argomento di \url gli autori del documento avessero messo, che so, http://www.polito.it/Dipartimenti/Aerospaziale/Airplanes/airplane.eps, (indirizzo inventato, non cliccarlo nemmeno se lo vedi disegnato in blu) allora l’esecuzione del programma creerebbe nel documento finito una scritta adeguata, cliccabile, cliccando la quale si apre il browser internet che cera di connettersi a quel sito (ci riesce, quando l’indirizzo è vero ed esistente).
                2) l’indirizzo locale del file grafico airplane.eps riferito alla cartella che contiene il main file del tuo documento costituisce l’argomento di includegraphics. In particolare se il tuo main file si torva nella cartella IlMioPrimoDocumento/ (uso le barre diritte, anche su Windows, perché per LaTeX le barre rovesce hanno un altro significato) e questa carteala ne contiene un’altra che si chiama eps/ e questa a sua volta contiene il file airplane.eps, allora l’indirizzo locale del file che vuoi includere è appunto come viene scritto nell’esempio della pagina 19.
                3) \label (che in italiano si chiams etichetta) serve per etichettare la figura con un nme simbolico, possibilmente mnemonico, generalmente formato da un prefisso del tipo fig:, tab:, sec:, eccetera epr dire che l’etichetta si riferisce a una figura o a una tabella o a una sezione, eccetera; non è obbligatorio questo prefisso, ma è molto utile, seguito da una paorla o una stringa senza spazi, senza virgole, senza altri caratteri speciali (anche se in teoria potrebbero esserci). Nell’esempio della pagina 19 la figura che contiene l’aeroplano ha l’etichetta fig:airplane. Questa stessa etichetta può essere usata come argomento del comando \ref e del comando \pageref per disporre del numero vero della figura e il numero vero della pagina dove si trova composta la figura; ricorda infatti che l’ambiente figure crea un oggetto mobile (o flottante, o galleggiante, o…) che viene collocato da LaTeX non dove lo specifichi tu, ma dove c’è posto per metterlo senza violare la correttezza della composizione tipografica; raramente quindi la figura vien inserita nel documento finito nel punto preciso corrispondente alla sua posizione nel file sorgente. Scrivendo perciò non si scriverà mai “…come si vede nella seguente figura…”, perché la figura non sta certamente nella riga successiva, come invece sembrava che fosse nel file sorgente. Si dovrà scrivere invece “…come si vede nella figura~\ref{fig:airplane} nella pagina~\pageref{fig:airplane}…” e nel documento compilato (dopo almeno due compilazioni) il nomero e la paigna della figura saranno corrette.
                4) la didascalia è costituita dall’argomento fra parentesi quadre del comando \subfigure.

                Non so se sono stato adeguatamente chiaro, ma in un messaggio da forum non è possibile scrivere tutto quello che si può scrivere in una guida.

                In merito al documento che hai citato, posso aggiungere che se della figura airplane hai solo la versione eps, e non anche le versioni pdf, o png, o jpg, o mps, non hai bisogno di specificare l’estensione .eps; \includegraphics è capace di trovare il file grafico giusto anche se non metti l’estensione; ovviamente inserisce la prima figura che trova che abbia una delle estensioni che sa maneggiare, estensioni che esamina sequenzialmente: se trovasse prima in questa nalisi sequenziale l’immagine airplane.pdf, anche se fosse presente il file airplane.eps, non avendo specificato l’estensione includerebbe la versione pdf. se specifichi l’estensione .eps include la figura con l’estensione .eps. L’estensione .eps è l’ultima della fial perché pdflatex preferisce gli altri formati.

                La lettura dell’Arte ti permette anche di capire la differenza fra le immagini vettoriali e le immagini raster; le prime (con estensioni pdf, mps, eps) possono essere ingrandite e rimpicciolite a piacere (sempre con ragionevolezza) le seconde (con estensioni png e jpg) non sopportano forti ingrandimenti e si sgranano. Nel convertire le immagini da un formato all’altro bisogna sempre stare attenti a non perdere la vettorialità (quindi non convertirai una immagine eps in una immagine jpg); inoltre per le immagini raster preferirai il formato png (che è senza perdita di informazione, anche se il rapporto di compressione potrebbe essere inferiore a quello delle immagini jpg) rispetto al formato jpg, più efficace in generale per quel che riguarda il rapporto di compressione, ma il suo algoritmo è lossy, cioè perde un po’ di informazione e nella rappresentazione effettiva nel documento potrebbero apparire degli artefatti, ciò figure fantasma sovrapposte alla figura vera.

                Mi raccomando: approfondisci leggendo l’Arte

                in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91355
                OldClaudio
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                  E perché con XeLaTeX usi il pacchetto fontenc con la codifica T1; XeLaTeX lavora con i ofnt OpenType che non hanno la codifica T1. non hai bisogno nemmeno del fotn textcomp; perché tutti i suoi simboli sono contenuti in qualunque fotn OpenType decente. Come fai a usare i Minion Pro con le ospzioni che gli specifichi, se non carichi il pacchetto fontspec?

                  Questo per quel che riguarda l’errore per il quale non viene trovato il font T1/XITSMath(1)/m/n, che evidentemente non eisite, visto che XITS Math non è codificato T!, ma è Opentype.

                  Poi scorrendo il resto del codice vedo che fin dall’inizio, daltupe primo esempio, ridefinisci i nomi degli operatori trigonometrici; questa è la solita pessima abitudine di alcuni prof di matematica di ingorare compeltamente le norme ISO; (in questo caso vlaide anche per i matematici, non coma la faccenda del segno di differenziale) dove i nomi degli operatori (non solo quelli trigonometrici) non possono venire chiamati in modi fantasiosi: sin, cos, tan, e cot sono i nomi standard ISO, e sono abbreviazioni dei nomi latini, non sono nomi inglesi o diqualche altra lingua.

                  Se proprio vuoi blandire i tupi colleghi, almeno non rideifinire i comandi dei nomi ISO \sin, \tan, \cot, \arcsin ma definisci direttamente l loro comandi fantasasiosi:`
                  \DeclareMathOperator{\sen}{sen}
                  \DeclareMAthOperator{\tg}{tg}
                  \DeclareMathOperator{\cotg}{cotg}
                  \DeclareMathOperator{\arcsen}{arcsen}`(vedi pag 17 della documentazione di amsmath.

                  Come ingegnere non dovrei dire che cosa dovrebbero fare i matematici, ma come docente che ha usato la matematica per tanti anni, circa 50, in una facoltà di ingegneria, e per alcuni anni ho avuto anche la sfrontatezza di insegnare matematica nella stessa facoltà, ti assicuro che i nomi “italiani” delle funzioni trigonometriche causeranno agli studenti di quei prof seri problemi quando andranno all’università. La scusa che nel libro di testo adottato vengono usati quei nomi “italiani” è una scusa pietosa, perché innazi tutto potrebbero scegliere altri libri di testo, e inoltre potrebbero dire che per farsi capire in gir per il modo con il linguaggio della matematica, privo di qualsiasi ridondanza, bisogna usare i nomi e i simboli specificati dalle Norme Internazionali, che purtroppo non vengono seguite nel libro di testo a causa di una malintesa italianità della matematica (che potremmo far risalire insieme all’alfabeto “italiano” di 21 lettere) ad un passato ventennio prebellico.

                  Scusami Samiel, ma mi sento rimescolare quando vedo simili provincialismi di alcuni matematici delle scuole secondarie.

                  Come ex studente di un liceo classico, poi, mi sento ancora più frustrato…

                  in risposta a: MinionPro, Xelatex e la matematica #91352
                  OldClaudio
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                    @samiel
                    , è il solito discorso di non leggere la documentazione; Questa è stata predisposta da Enrico introxelatex.pdf; la puoi scaricare dal suo sito.

                    Inoltre il Minnion Pro, che io sappia non contiene un font matematico associato, quindi…

                    Ti confesso che il Minion Pro a me non dice niente; ma naturalmente de gustibus…

                    Usare la matematica con XeLaTeX non è difficile, am non si spiega in un mail; ecco perché ti raccomando di leggere il primer di Enrico.

                    Ma se usi come font matematico o Asana Math os XiTS Math dovresti avere qualcosa che senza essere Minon Pro potrebbe essere visivamante compatibile.

                    in risposta a: Layout pagina per Invito #91349
                    OldClaudio
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                      Leggine la documentazione ed usa il pacchetto pdfpages; dovrebbe fare al caso tuto.

                      in risposta a: Subfigure: Didascalie differenziate #91345
                      OldClaudio
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                        @albval, non vedo parentesi tonde nel codice dalla pagina 19.

                        Come sempre in LaTeX le parentesi quadre contengono un argomento facoltativo, nel caso specifico il testo della didascalia; se questo concetto non ti è chiaro leggi ocn attenzione L’Arte di scrivere con LaTeX scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

                        Allora sapresti che gli argomenti facoltativi possono qualche rara volta contenere comandi che risultano essere fragili; \protect serve per renderli robusti.

                        Il concetto di “fragile” in un programma interpretato come il mark-up di LaTeX, singifica che un comando viene eseguito al momento sbagliato e quindi quando occorre eseguirlo il comando non è più disponibile; di solito quando un comando viene eseguito (espanso in gergo LaTeX) al momento sbagliato si manifestano errori di vario tipo che sono accompagnati da messaggi poco comprensibili e quindi mettono in crisi chiunque lavori con LaTeX. Mettere \protect può risolvere il problema; in ogni caso non guasta; se non ci sono pericoli di fragilità \protect non fa assolutamente nulla; se ci sono tali pericoli \protect serve appunto, per proteggere un comando dall’essere espanso al momento sbagliato.

                        Per altro il testo che hai citato fa riferimento al pacchetto subfigure; a me risulta che sia da consoderarsi obsoleto, e che il pacchetto da usare si chiami subfig. Siccome io non uso mai né l’uno né l’altro pacchetto(evidentemente non uso spesso figurine così piccole da poter stare a gruppi dentro un ambiente figure, oppure non uso piccole figure correlate fra loro — non ho nulla contro questi pacchetti; semplicemente non li uso) posso solo riferirti quello che viene detto spesso sin questo forum a proposito di subfigure e di subfig. Tu, naturalmente, regolati come vuoi. Entrambi riusultano stabili senza ulteriori aggiornamenti dal 2005; ma sembra che uno dei due abbia dei problemi con i collegamenti ipertestuali. Ripeto: non usandoli non ho esperienza in merito, ma ricordo che viene spesso raccomandato di usare l’uno piuttosto che l’altro.

                        in risposta a: Riferimenti a label “esterne” #91292
                        OldClaudio
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                          Il pacchetto xr certamente fa al caso tuo, ma per un testo diviso in tre tomi, forse, i rinvii si possono fare anche usando accortamente il gioco di \includeonly e \include. Mantieni tutti i riferimenti e la numerazione di pagine, capitoli note, figure, tabelle, equazioni e via di questo passo. Io trovo questa procedura molto efficace, ma ovviamente non sostituisce completamente quello che si può fare con xr, come xr non sostituisce completamente quello che si può fare con \includeonly e \include; ci sono dei punti di sovrapposizione, ma non coincidono.

                          Un unico main file include tutti i capitoli, ma, sempre scrivendo un solo nome di file in ogni riga, una volta compilato tutto il volume i vari file .aux dei vari capitoli contengono tutti i dati per i riferimenti incrociati; dopo basta commentare via via in \includeonly solo le righe del secondo volume e del terzo volume, compilare, ed ecco che il primo volume ha tutti i riferimenti incrociati corretti anche verso gli altri due volumi; poi ripeti commentando le righe che si riferiscono al primo e al terzo volume, e ripeti fino ad aver fatto i tre volumi. Ovviamente fra una compilazione e l’altra devi avere l’accortezza di cambiare nome al file pdf appena composto, affinché non venga sovrascritto con il testo del volume successivo.

                          Ho la sensazione che per un lavoro come il tuo, di uno stesso documento diviso in più spezzoni, il procedimento che ti ho indicato sia più farraginoso, che non il procedimento proposto da xr, ma ne hai il pieno controllo e non devi aprire gli altri documenti per conoscere i loro \label a cui fare riferimento nel tuo documento.

                          In un caso come il tuo, io preferirei usare il procedimento che ti ho descritto sopra. L’ho fatto per la Guida GuIT in tre tomi e non ho avuto nessun problema. Ho avuto l’accortezza di replicare in tutti e tre i volumi sia la front matter sia la back matter, in modo che sia tutto collegato e in particolare con ogni volume disponi dell’indice generale dell’intera “opera”; così come hai gli indici analitici, la bibliografia, eccetera sempre completi in ogni volume; anche il frontespizio è diverso epr ogni volume, basta agire con accortezza con i tre frontespizi inseriti in tre file distinti e includere il frontespizio giusto con ogni parte dell’intero testo che includi; certo ci vuole un po’ di attenzione, ed è difficile da automatizzare, ma è alla portata di chiunque. Con xr queste cose non si possono fare, ance se non sarebbe difficile farle con altrettanta attenzione rivolta a dettagli diversi.

                          Il gioco di \includeonly è documentato nell’Arte di scrivere con LaTeX, nella Guida GuIT, nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, tuti scricabili dalla sezione Documentazione di questo sito.

                          in risposta a: Immagini unite #91277
                          OldClaudio
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                            Io inserirei degli spazi negativi prima di ogni \tikz tranne il primo:`\documentclass{report}
                            \usepackage{lmodern}
                            \usepackage{graphicx}

                            \usepackage{tikz}
                            \usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
                            \usetikzlibrary{backgrounds}

                            \begin{document}
                            % ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
                            \tikz \draw[thick,rounded corners=2pt](0,0)–(0.5,0)–(0.6,0.25)–(0.7,0)–(1,0)–(1.1,-0.2)–(1.2,1)–(1.3,-0.4)–(1.35,0)–(1.5,0)–(1.7,0.5)–(1.9,0)–(2.3,0);\negthinspace\tikz \draw[thick,rounded corners=2pt](0,0)–(0.5,0)–(0.6,0.25)–(0.7,0)–(1,0)–(1.1,-0.2)–(1.2,1)–(1.3,-0.4)–(1.35,0)–(1.5,0)–(1.7,0.5)–(1.9,0)–(1.91,0);\kern-0.5pt
                            \tikz \draw[thick,rounded corners=2pt](0,0)–(0.3,0)–(0.4,-0.25)–(0.5,0)–(0.8,0)–(0.9,-0.2)–(1,1)–(1.1,-0.4)–(1.15,0)–(1.3,0)–(1.5,0.5)–(1.7,0)–(2.1,0);\negthinspace
                            \tikz \draw[thick,rounded corners=2pt](0,0)–(0.5,0)–(0.6,0.25)–(0.7,0)–(1,0)–(1.1,-0.2)–(1.2,1)–(1.3,-0.4)–(1.35,0)–(1.5,0)–(1.7,0.5)–(1.9,0)–(2.3,0);\negthinspace\tikz \draw[thick,rounded corners=2pt](0,0)–(0.5,0)–(0.6,0.25)–(0.7,0)–(1,0)–(1.1,-0.2)–(1.2,1)–(1.3,-0.4)–(1.35,0)–(1.5,0)–(1.7,0.5)–(1.9,0)–(2.3,0);
                            % ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
                            \end{document}`In realtà potresti sempre usare \kern seguito da uno spazietto negativo più o meno grande da aggiustare a seconda di come si raccordano i vari tratti dell’elettrocardiogramma; \negthinspace in alcuni casi è troppo , ma va bene dove devono raccordarsi dei tratti orizzontali, anche se si ricoprono un poco. Comunque puoi sperimetare un poco e trovare il valore ottima da usare sempre fra ogni copia di disegni affiancati.

                            Molto rudimentale ma efficace.

                            Ovviamente @cfiandra può suggerirti qualcosa di meglio.

                            in risposta a: cvcolumn #91274
                            OldClaudio
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                              OK per la tiratina d’orecchie; me la meritavo. Pero ho passato i 70 anni da alcuni anni, quindi dubito che nonostante i tempi debba preparare un CV; se lo facessi, certamante non verrebbe preso in considerazione. Auguro a voi giovani di non dover tribolare tanto come succede di questi tempi di vacche magre.

                              Comunque il tuo problema si risove facilmente con un volgare arretramento della tabella:`\documentclass[11pt,a4paper,sans]{moderncv}

                              \usepackage[T1]{fontenc}
                              \usepackage[utf8]{inputenc}
                              \usepackage[italian]{babel}

                              \usepackage{microtype}
                              \usepackage{lipsum}
                              \moderncvstyle{classic}
                              \moderncvcolor{blue}
                              \usepackage[scale=0.85]{geometry}
                              \setlength{\hintscolumnwidth}{3.1cm}

                              \firstname{Nome}
                              \familyname{Cognome}
                              \title{Curriculum vitae}
                              \mobile{+39~123~24544902}
                              \phone{+39~0123~123456}
                              \email{email@mail.com} % indirizzo e-mail

                              \begin{document}

                              \makecvtitle

                              \section{Competenze linguistiche}
                              \cventry{Madrelingua}{Italiano}{}{}{}{}
                              \cvline{Altre lingue$^\ast$}{\documentclass[11pt,a4paper,sans]{moderncv}

                              \usepackage[T1]{fontenc}
                              \usepackage[utf8]{inputenc}
                              \usepackage[italian]{babel}

                              \usepackage{microtype}
                              \usepackage{lipsum}
                              \moderncvstyle{classic}
                              \moderncvcolor{blue}
                              \usepackage[scale=0.85]{geometry}
                              \setlength{\hintscolumnwidth}{3.1cm}

                              \firstname{Nome}
                              \familyname{Cognome}
                              \title{Curriculum vitae}
                              \mobile{+39~123~24544902}
                              \phone{+39~0123~123456}
                              \email{email@mail.com} % indirizzo e-mail

                              \begin{document}

                              \makecvtitle

                              \section{Competenze linguistiche}
                              \cventry{Madrelingua}{Italiano}{}{}{}{}
                              \cvline{Altre lingue$^\ast$}{\hspace*{-10em}%
                              \begin{cvcolumns}
                              \cvcolumn{}{ \textbf{Inglese}\\ \textbf{Tedesco}\\ \textbf{Spagnolo}
                              \textbf{Francese}}
                              \cvcolumn[0.28]{Comprensione}{B2\\ C1\\ B1\\??}
                              \cvcolumn[0.28]{Produzione orale}{B1\\ B2\\ A2\\??}
                              \cvcolumn[0.28]{Produzione scritta}{A2\\ C1\\ A2\\??}
                              \end{cvcolumns}}
                              $^\ast${\footnotesize Autovalutazione secondo i livelli A1/A2/B1/B2/C1/C2 definiti dall'Unione Europea}

                              \end{document}

                              \begin{cvcolumns}
                              \cvcolumn{}{ \textbf{Inglese}\\ \textbf{Tedesco}\\ \textbf{Spagnolo}
                              \textbf{Francese}}
                              \cvcolumn[0.28]{Comprensione}{B2\\ C1\\ B1\\??}
                              \cvcolumn[0.28]{Produzione orale}{B1\\ B2\\ A2\\??}
                              \cvcolumn[0.28]{Produzione scritta}{A2\\ C1\\ A2\\??}
                              \end{cvcolumns}}
                              $^\ast${\footnotesize Autovalutazione secondo i livelli A1/A2/B1/B2/C1/C2 definiti dall'Unione Europea}

                              \end{document}
                              `Nota quel [tt]\hspace*{-10em}[/tt]; Il valore 10em potrebbe essere cambiato, ma così mi sembra allineato con il nome della lingua italiana nelle riga superiore.

                              Tra l’altro ho notato che moderncv dispone di molti esempi, ma non dispone di nessuna documentazione; credo che sia un caso più unico che raro e mi domando come mai sia stato accettato su CTAN un contributo potenzialmente buono, ma non documentato, né per quel che riguarda il codice, nì per quel che riguarda l’uso. Capisco che l’autore si riserva di produrre una documentazione “decente” secondo le sue stesse parole, ma sono anni che moderncv è disponibile e sono anni che la documentazione decente è assente.

                              in risposta a: cvcolumn #91272
                              OldClaudio
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                                Come vedi l’attachment continua mancare; c’è un limite sulla grandezza dei file da includere; evidentemente superi il limite; allora se vuoi rendere il tuo attachment disponibile a chi ti legge sul forum, devi renderlo accessibile tramite uno di quei servizi come DropBox (gratuito fino a un certo numero di GiB che vengono incrementati via via che convinci amici e parenti a usare questo servizio).

                                Volevo vedere la prima ventina di righe del tuo file log per vedere su usavi la versione di TeXLive del TUG (TeX Users Group internazionale) oppure la distribuzione TeXLive/Debian che spesso viene installata sulle piattaforme Ubuntu. Il tuo problema avrebbe potuto essere cereato dalla versione Debian di Ubuntu.

                                Invece così non è. Non so da cosa dipenda, ma noto che i problemi relativi a curriculum vitae si manifestano quasi sempre con moderncv. Non so che dire; forse nella sua originalità accattivante contiene delle rigidezze che impediscono di eseguire qualunque variazione sul tema. Per fortuna alla mia età non ho bisogno di scrivermi nessun curriculum vitae…:wink:

                                PS: in realtà già altre volte mi è capitato di suggerire qualcosa in merito a moderncv, ma ogni volta devo andare a leggere e decifrare il codice, per vedere che cosa combina dietro le quinte; per me ora è diventata una fatica che preferisco evitare. Scusami, ma non è per cattiveria; 🙁

                                in risposta a: cvcolumn #91270
                                OldClaudio
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