OldClaudio

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  • in risposta a: Headers & Footers, Capitoli #89937
    OldClaudio
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      Sì, però quella versione di ArteLaTeX è vecchia, perché gli autori di ArteLaTeX hanno deciso di tornare al “normale” con i titoletti dentro alla griglia di stampa e non nel margine.

      Se proprio vuoi, la classe suftesi con l’opizone sufelements, dovrebbe fare quello che chiedi; leggine la documentazione con texdoc suftesi, comando dato da terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo.

      in risposta a: Parole in grossetto non si spezzano #89927
      OldClaudio
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        ..ad eccezione del primo: se metto le doppie virgolette (quelle sopra il 2 x intenderci) prima del trattino non cambia niente.

        Hai ragione, mi sono confuso con un’altra lingua, ma la cesura facoltativa funziona benissimo, come hai giustamente constatato.

        Finora avevo preso come riferimento l’Arte.

        E hai fatto bene perché l’arte è la guida per eccellenza con cui cominciare. La guida GuIT è il secondo passo.

        in risposta a: problemi biblatex #89932
        OldClaudio
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          L’Arte del 2011 è sorpassata; nella sezione del sito c’è il link alla versione del 2012, ma la versione del 2013 non è, purtroppo, ancora pronta.

          Tuttavia esiste la documentazione ufficiale leggibile con texdoc biblatex, comando da dare nel terminale (finestra dei comandi, prompt dei comandi, comunque si chiami nel tuo calcolatore col tuo sistema operativo); Lì, si spiega che biblatex gira sia con biber, sia con bibtex; quale programma usare può essere specificato fra le opzioni di biblatex, con “backend=…”); ma per impostazione predefinita, biblatex funziona con biber; se vuoi usare bibtex devi specificarlo con l’opzione.
          Tuttavia devi anche configurare lo shell editor , quello che usi per comporre i tuoi documenti con il sistema TeX ,perché usi l’uno o l’altro programma di ordinamento delle voci bibliografiche.

          La differenza, spiegata nella documentazione di biblatex, è che con bibtex non sono disponibili alcune funzionalità che invece il programma biber consente, e questo è il motivo per il quale biber è impostato di default.

          Se non hai esigenze particolari e se la tua bibliografia non è particolarmente complessa in termini di caratteri speciali, alfabeti usati (citazioni in cirillico, greco, arabo, cinese,…:wink:, ma non solo ) bibtex funziona come sempre, ma, visto che costa solo una impostazione una tantum, conviene impostare lo shell editor perché usi biber e non pensarci più.

          in risposta a: Problemi coi font gfs #89900
          OldClaudio
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            Infatti, ti ho detto che in complutum.sty la ridefinizione incondizionata di \rmdefault con complutum mi pare una fesseria; infatti complutum, non mi pare che disponga di caratteri latini, e quindi l’erro font ricorre ai font cmr, come dice il messaggio d’errore.

            Ti ripeto che la cosa migliore da fare è ridefinirsi i comandi personali, e i comandi come \textgreek, in modo che oltre la codifica LGR venga cambaita espressamante anche la famiglia.

            Come hai visto, con i comandi che ho definito io tutto funziona come atteso, salvo \textgreek, a cui non ho ridefinito la famigla, quindi scrive in greco ma usa l’error font greco.

            in risposta a: Parole in grossetto non si spezzano #89924
            OldClaudio
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              Se usi babel e la lingua italiana prova a inserire un segno div irgolette doppie diritte prima del trattino. [tt]Cortex”-A[/tt]..

              In realta le “parole” unite da un trattino copulativo si ptrebbero dividere solo dopo tale tratino, per me è nuova che se quelle tre paorole non le evidenzi in grassetto non produce l’overful box, mentre se metti il grassetto produce l-overfull box. In realtà di sono diversi motivi per un comportamento del genere, che sono spiegati nel capitolo sulla divisione in sillabe della Guida GuIT, scaricabile liberamente dalla sezione di documentazione di questo sito.

              Ci aggiungo un’altra spoegazione oltre q quello che ci sono già: il grassetto è più largo del tondo medio, quindi è ovvio che la lunghezza della riga resta quella che è ma contine più roba, o meglio roba più ingombrante; In quella guida è spiegato l’effetto del trattino copulativo sulla sillabazione, è spiegato che la prma parola dopo un cambio di font non viene divisa in sillabe, e che se un oggetto (macro o altro) cade torppo vicino alla fine di una stringa che epr gli umani è una parola, di nuovo non divide in sillabe questa parola sfortunata.

              Nel tuo caso c’è un cambiamento di ofnt, ma prima della prima parola ci sono della macro per vedere se per caso sia necessario inserire una correzione itlalica.; l’ultima parola, di nuovo è seguita da altre macro di verifica per cercare di capire se dopo l’ultima parola ci vuole una correzione italica.

              quindi vedi che di motivi ce ne sono tanti perché qualle tre parole siano problematiche.

              Se vuoi ci sarebbe un’altra soluzione al problema: Prima dell’inzio del capoverso apri la’mbiente sloppypar, e poi chiodi questo ambiente subito dopo l’ultima prola del capoverso; vedi se migliore qualche coasa; non hai modificato niente, ma hai reso la composizione del capoverso un po’ meno bella.

              Altra soluzione: metti un segno di cesura facoltaitva a metà di Cortex: [tt]Cor\-tex-A[/tt]; non è esattamante quello che volevi evitare ma nemmeno quello che volevi fare; semplicemnte dici a LaTeX ” qui, caro LaTeX, se ti fa comodo, vai pure a capo”, ma non gli ordini di andare a capo.

              Nota che il comportamanto del trattino copulativo di LaTeX è quello tipograficamente corretto, perché altrimenti (specialmetne con nomi commerciali) non sai dove cada la copulazione dei due parole, cio´dove finisca la prima e dove cominci la seconda. Con sloppypar evidi divisioni in sillabe dove non le vuoi ma alalrghi gli spazi interpaola, cosa che rende al cmaposizione del capoverso un poco più aperta, quindi (leggermente) disomogenea rispetto agli altri capoversi.

              in risposta a: Problema, inserendo un carattere speciale ad esempio \vert #89918
              OldClaudio
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                Rossini” post=89453Salve a tutti, sono nuovo del forum e anche di LaTex, ho una domanda che probabilmente per molti di voi sarà una cavolata.
                Inserendo un carattere speciale tipo \vert che dovrebbe far comparire | funziona senza problemi ma tutto il testo dopo di esso perde la formattazione? come posso fare?

                Guarda che se usi la codifica utf8 e per i font la codifica T1, se nel sorgente c’è |, nel file composto viene |.

                Certo ha ragione Enrico nel dire che | è un carattere che si usa solo in matematica, vuoi direttamente, vuoi tramite il comando \vert; ma a cosa ti serve nel testo?

                in risposta a: Problemi con la bibliografia #89878
                OldClaudio
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                  e la O maiuscola da dove viene?

                  in risposta a: Gnuplot #89765
                  OldClaudio
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                    Dà un’occhiata al pacchetto gnuplottex (da terminal dà il comando texdoc gnuplottex); fa tutto da solo.

                    Tieni solo presente che negli esempi l’autore usa il terminale pdf, ma tu cambialo in epslatex, perché il terminale pdf non sempre è disponibile. Nella mia versione di gnuplot 2.6.2 , di ottobre 2013, se ben ricordo, di cui ho generato l’eseguibile da tar ball, quel terminale non esiste.

                    in risposta a: Numero pagina Indice #89907
                    OldClaudio
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                      Non voglio difendere Tommaso, che non è stato affatto offensivo, ma se vuoi, un po’ stringato; lo capisco, perché si danna l’anima per migliorare ed aggiornare l’Arte di scrivere con LaTeX, ma il risultato è che anche chi la legge, per mille motivi, non acquisisce quello che c’è scritto.

                      Nessuno di noi fa il tipografo professionista, e siamo tutti volontari; siccome nel forum c’è scritto che prima di richiedere aiuto bisogna documentarsi, tu l’avrai fatto certamente, ma le domande che fai dimostrano che non hai recepito il messaggio scritto nella documentazione.

                      Allora, da una parte coloro che producono guide di vario genere, cominciando dall’Arte di scrivere con LaTeX, sono stanchi di rispondere dicendo guarda nella pagina 137, il §4.5.2, dall’altra ci sono persone diligenti che leggono le guide, e per caso si sono dimenticati di aver letto qualcosa su quell’argomento; allora rispondere cerca nell’indice analitico sembra ancora più offensivo, che non indicare la pagina e il paragrafo. Altre, invece, hanno letto, hanno male interpretato il messaggio, ma dopo aver ricevuto un aiuto da qualunque dei volontari che rispondono, può segnalare: apparentemente quell’argomento è trattato nella pagina 135, nel §4.5.2 della guida tal-dei-tali, ma non è spiegato bene, perché sembra che dica …, invece si capisce…!

                      Il forum è fatto di volontari, sia chi chiede sia chi risponde e le due categoria non sono ben distinte, se non su singoli problemi; io talvolta chiedo, talvolta rispondo, e così più o meno fanno tutti o la maggioranza dei frequentatori. A tutti ci scappa di dire delle cose imprecise o sbagliate, e qualcun altro ce le fa notare, ma nessuno si offende.

                      Neanche tu dovresti offenderti, perché qualcuno, vista la domanda, ti ha chiesto se hai letto qualche guida. È normale, specialmente quando l’Arte ha un intero capitolo dedicato alle personalizzazioni, inclusa quella di togliere il numero della pagina. Forse quel capitolo non è chiaro, allora non ci si offende, ma si segnala che il capitolo non è chiaro; e chi riceve questa segnalazione non si offende, ma va a rivedere il capitolo e fa del suo meglio per renderlo più chiaro.

                      in risposta a: Problemi coi font gfs #89898
                      OldClaudio
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                        Quando Antonis Tsolomitis ha messo in rete quei font gfs probabilmente la cosa funzionava, ma, lo faceva “solo” con la sua installazione e i suoi font txfontsb. Ora leggendo il file complutum.sty, le cose funzionano diversamente, evidentemente, salvo il fatto che Tsolomitis prevedeva di usare l’ambiente complutum che tu, nei tuoi comandi non usavi.

                        Probabilmente, se tu non definissi i tuoi comandi e usassi scrupolosamente solo quelli definiti da Tsolomitis, le cose andrebbero bene, ma il problema sono i tuoi comandi, che per usare una famiglia diversa da quelle deifinite con lgrcmr.fd oppure lgrlmr..fd, hanno bisogno dell’impostazione esplicita della famiglia complutum. Dico “probabilmente”, perché non ho provato e leggendo il codice ho i miei sospetti.

                        La cosa sarà macchinosa, e forse avrei potuto pensarla meglio quando ho creato i font della collezione CBfonts, ma il passaggio dall’alfabeto latino all’alfabeto greco avviene SOLO mediante il cambiamento di codifica da T1, a LGR; le famiglie di font restano le stesse; quindi se scrivendo con l’alfabeto latino si usano i font Latin Modern, famiglia lmr, per esempio, allora per i font greci si usa la famiglia lmr. Se per l’alfabeto latino si usano i TXfonts, famiglia txr, per i font greci si usa la famiglia txr; questa non esiste, quindi mediante teubner si crea il file lgrtxr.fd che sostituisce la famiglia mancante con un font di sostituzione, tratto dalla mia solita collezione, così che apparentemente viene creata la famiglia greca txr, ma è solo un alias della famiglia lmr..

                        Per usare font greci diversi dai miei, bisong avere, per esempio, il file lgrcomplutum.fd, che in effetti esiste, ma bisogna anche esplicitamente cambiare famiglia quando si passa al greco, perché non esiste nessuna famiglia latina che si chiami complutum, e non esiste il file t1complutum.fd, che sostituisca il font latino, per esempio LatinModern, con un font di sostituzione “Complutum Modern”, cioè che esegua la sostituzione delle serie e delle forme necessarie con quelle dei Latin Modern.

                        Capisco che è complicato, ma leggendo come funziona il metodo chiamato New Font Selection Scheme (NFSS) per cambiare i font una caratteristica alla volta, (codifica, famiglia, serie, forma, corpo), ci si rende conto che tutto sommato non è poi così complicato. La cosa dovrebbe essere descritta nella guida tematica sui font (che ovviamente Tsolomitis non può avere letto, ma la cui sostanza credo gli fosse perfettamente nota). Questo meccanismo che ti ho descritto, mutatis paucis mutandis, funziona anche per il cirillico.

                        Per fare diversamente da come ti ho spiegato, bisognerebbe definire dei nomi di famiglie per i font greci diversamente da quelle per i font latini e cirillici, in modo che cambiando lingua si cambiano tutte e cinque le caratteristiche., o almeno quelle più specifiche della collezione di font usate. Tsolomitis nel file complutum.sty ridefinisce \rmdefault in modo che punti alla famiglia complutum, ma quello che mi lascia perplesso è come questo cambio di famiglia possa gestire il latino (ho infatti il sospetto che apparentemente non succede nulla di strano, perché è vero che non esiste un font \T1/complutum/m/n/10, per esempio, ma esiste un “error substitution font” che corrisponde a \T1/cmr/m/n/10, e quindi paparentemente quando si scrive in latino medio diritto, non ci si accorge che si sta usando un font diverso da quello definito, salvo accorgersi che qualcosa non va se si chiede il latino nero, o corisivo…; non ho provato, ma penso che il mio sospetto non sia lontano dal vero; ci sono cascato anch’io quando creavo il pacchetto teubner).

                        Il problema si complica ulteriormente se si volessero usare diversi font latini e diversi font greci contemporaneamente nello stesso documento; la soluzione di avere comandi dove il cambiamento è esplicito per la codifica e la famiglia (un po’ come nei comandi che ti ho definito nell’esempio, ma andrebbe fatto meglio), permette di avere questa flessibilità. Supponi infatti di voler mostrare nello stesso documento l’Artemisia a confronto con il Complutum. Come faresti, se non cambiando esplicitamente la famiglia?

                        Spero di essermi spiegato; se ritieni che la cosa andrebbe spiegata meglio nella guida tematica sui font, fammelo sapere, che vedo di modificare quella guida. Quello che non posso fare è quello di modificare la documentazione che accompagna i vari pacchetti di font greci passati, presenti e futuri, perché sono fuori dalla mia sfera di azione.:smile:

                        Ciao
                        Claudio

                        in risposta a: Errore con \patchcmd{chapter} e figura #89891
                        OldClaudio
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                          Vedo allora due strade:
                          1) usi article e definisci i comandi \frontmatter, \mainmatter e \backmatter, copiandoli da book.cls, e modificandoli come ti pare per la numerazione araba, roman e per cosa numerare, non numerare, per cosa mettere nell’indice e cosa no.
                          2) Oppure usi la classe meoir con l;opzione article, che fa tutto da soloa, ma può darsi che se ha eseguito delle personalizzazioni tu debba rifarle con i comandi della highly configurable memoir class.
                          La terza soluzione, quella di rideinfire i capitolo, non ca bene con il tipo di patch che hai escogitato, perché per cambiare lo stile di composizione del capitolo in modo che sia simile a quello della sezione non basta sostituire il \clear(double)page con un \par; ci vuoe ben di più.

                          Io userei la prima strada. ma se non fossi alla fine, e non avessi saputo solo ora che ci voleva una solo capitolo eil resto del sezionamento in paragrafi, avrei preso in considerazione la classe memoir come prima scelta. Ora forse sarebbe troppo oneroso; dipende da quali personalizzazioni hai già fatto.

                          in risposta a: Problemi coi font gfs #89896
                          OldClaudio
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                            Secondo me l’errore sta nel fatto che la documentazione dei gfs fonts specifica che epr scrive in uno dei suoi font bisognerebbe usare l’ambinete che il pacchetto definisce, quindi per usare il complutum, bisognrebbe usare l’ambiente [tt]\begin{complutum}…\end{complutum}[/tt].
                            Ma se vuoi deifnire i tuoi ocmandi per scrivere in complutum puoi usare quanto segue:`\documentclass[a4paper]{article}
                            \usepackage[LGR,T1]{fontenc}
                            \usepackage[utf8]{inputenc}
                            \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
                            \usepackage{gfscomplutum}

                            \newcommand*\complutumfont{\fontencoding{LGR}\fontfamily{complutum}\selectfont}
                            \DeclareTextFontCommand{\textcomplutum}{\complutumfont}

                            \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{\fontfamily{complutum}\selectfont#1}}
                            \begin{document}

                            \textcomplutum{dokim’h}

                            \begin{otherlanguage}{greek}\fontfamily{complutum}\selectfont
                            dokim'h\end{otherlanguage}

                            \GR{>arq'h}

                            \textgreek{dokim'h}

                            \end{document}`
                            Da me funziona e tutti gli esempi vengono composti in greco complutum tranne l;ultimo che usa un comando non ridefinito, ma presente nella definiziioni di babel-greek.ldf, e quindi usi il font di default.

                            Naturalmente puoi ridefinire iil comando \foreignlanguage{greek}, e l’ambiente otherlanguage{greek}, o definire ambienti e comandi equivalenti, in modo da non dover scrivere ogni volta la selezione della famiglia complutum.

                            in risposta a: Errore con \patchcmd{chapter} e figura #89889
                            OldClaudio
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                              I capitoli che cominciano a metà pagina, @Liverpool, non mi sembrano una buona idea. Al di là del problema tecnico, per il quale ho un sospetto, ma non ho una soluzione, potrei “accettare, un capitolo che comincia su una pagina di sinistra o di destra, ciò´sulla prima pagina disponibile, ma un capitolo che comincia a metà pagina mi sembra un orrrorre; può darsi che io abbia dei gusti strani, ma a mio modestissimo parere, ti suggerirei caldamente di non andare a fondo del problema tecnico e di consentire invece l’apertura dei capitoli su una pagina di parità qualsiasi usando l’opzione di classe [tt]openany[/tt]. Oppure, se il problema nasce per comporre il tuo canzonario, usa article e lascia che il comando di sezionamento di livello più importante sia \section. Ha un titolo meno vistoso e può tranquillamente venire usato a mezza pagina.

                              in risposta a: Problemi con la bibliografia #89876
                              OldClaudio
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                                la citazione avviene in maniera corretta In ??, Odic…

                                Appunto non cpaivo perché la cosa è talmente sbagliata che non avrei mai immaginato: tu hai scritto, senza metterlo fa i tag del codice, [tt]\ref. Odic[/tt]; ne sono venuti fuori due punti interrogativi e Odic con la lettara mauscola. Invece devi scrivere:
                                `\ref{odic}` con la o minuscola non con la maiuscola, e fra graffe, non senza graffe come l’hai scritta nel tuo messaggio.

                                in risposta a: ari-grafici in tikz #89882
                                OldClaudio
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                                  L’esempio all’inizio della pagina 404 del manuale di TiKZ non va bene?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,466 al 6,480 (di 11,287 totali)

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