OldClaudio

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  • in risposta a: Font metrici e Xelatex – ultima puntata #84706
    OldClaudio
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      Samiel, lo so benissimo che i .mf stanno nell’albero rpincipale e l’albero locale serve per altre cose. locali, appunto.
      Ma la TDS (TeX Directory Structure) è comune a tutti gli alberi da texlive/2012/texmf-distr a \texlive/2012/../texmf-local, da texlive/2012/texmf/ a ~/texmf
      e a tutti gli altri. Ma l’uso di ungni ramo e di ogni foglia di questi alberi è specificato dall TeX Directory Structure, che vale per tutti gli alberi, compreso l’albero eprsonale; e questo dipende da come kpathsea cerca i file nei vari alberi; dipnede dal fatto che certi file devono stare in certi rami o in certe foglie degli alberi, dipende dal fatto che le variabili d’ambiente specificate hanno precisi scopi e precise priorità di ricerca/ e via di questo passo.

      Ecco quindi che fonts/source/ è un ramo degli albero destinato ai sorgenti di vari programmi, dove stanno i file dtx, sorgenti di file di classe e file di estensione; dove stanno i file .mf, sorgenti da dare in pasto a METAFONT, e via di questo passo.

      Quindi sono stupito, ma sono confortato dal fatto che ti funzioni, nonostante le regole del TDS siano state aggirate. Meglio così. Ma proverei qualche altra strada, per esempio vedrei meglio, sempre nell’albero locale, un ramo texmf-local/font/opentype/ che è conforme alle regole TDS. Non ti suggerisco di cambiare (mai toccare quello che funziona) ma volevo solo esporti quale sarebbe stato un approccio conforme a TDS.

      Giusto per approfondire, vale la pena di leggere quanto è scritto sulla TDS nel file texxlive.pdf leggibile con texdoc texlive.

      Ciao
      Claudio

      in risposta a: Font metrici e Xelatex – ultima puntata #84704
      OldClaudio
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        Non avevo letto bene, ma davvero li hai installati in fonte/source/ ?

        La cosa mi sorprende sommamente; se ti funziona sarà anche giusto così, ma mi sorprende; in source/ vengono collocati abitualmente i file sorgente mf per generare i font bitmapped con METAFONT.

        Ciao
        Claudio

        in risposta a: Pagina che contiene solo Figure #84711
        OldClaudio
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          Va bene che sei miracolosamente riuscito a risolvere il tuo problema, ma forse avresti potuo usare un solo ambente flottante contenente una ambiente subfig e poi un ambiente center (o viceversa) per mettere el figurine numerate a0, b0, c), d) e la figura non numerata; l’omportante è che l’ambiente flottante che contiene i 5 disegni sia unico e abbia l’attributo di posizionamento p. in questo modo rendi monolitico il tutto e non si si sfascrà mai. Come hai fatto, alla prima correzione del testo che precede i due ambienti flottanti potrebbero separarsi.

          OldClaudio
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            Il problema sollevato da @Il_Mago_Gandalf è stato finalmente risolto per davvero e dopo molta fatica assieme al PO abbiamo potuto mettere il dito nella piaga.

            La piaga è una cosa che non vedevo da decine di anni; consiste in questo: Gli eseguibili dei compilatori basati su tex e pdftex, forse anche gli altri, ma la cosa risale a Knuth, quindi a TeX, permettono di specificare esplicitamente il file di formato da usare. Generalmente quando si clicca il pulsante o il comando pdflatex nel proprio editor, si da ordine al sistema operativo di lanciare pdflatex, che a sua volta aggancia il file di formato pdflatex.fmt, come si può constatare leggendo le prime righe del file .log.

            Se dal terminale si dà il comando

            pdflatex miofile

            il file miofile.tex viene compilato con pdflatex. Ovvio e nessuno si aspetterebbe nulla di diverso; ma…

            … da terminale si potrebbe dare anche il comando:

            pdflatex &latex miofile

            In questo modo invece di lavorare con il formato pdflatex.fmt viene usato il formato latex.fmt e l’uscita è in formato DVI.

            “Peggio ancora”: è possibile imporre permanentemente che un file .tex venga compilato con un certo file di formato, scrivento come prima riga del file miofile.tex` %&latex` e che si usi l’eseguibile tex, virtex, initex, pdftex, pdflatex, epdftex, o altri eseguibili imparentati a questi, il file miofile.tex verrà sempre e comunque composto con il file di formato latex.dvi, e quindi l’uscita sarà sempre in formato DVI.

            @Il_Mago_Gandalf stava usando un file di esempi da comporre con la classe lettercpd.cls; il file di esempi è disponibile insieme al cpdbundle; il file di esempi contiene la riga magica %&latex, e quindi viene composto in formato DVI, comunque si pianga in turco, perché quella riga è messa lì apposta per evitare che il file sia composto usando qualunque altro file di formato.

            Togliendo quella riga il problema di @Il_Mago_Gandalf è sparito.

            Invito tutti coloro che volessero allegare template o file di esempi d’uso alle loro classi o ai loro pacchetti a NON usare questo genere di righe magiche, o se proprio lo devono fare lo spieghino a lettere cubitali dalla seconda riga in poi del file di template o d’esempio che allegano; chi userà i loro template o i loro esempi non sarà costretto a sudare sette camicie e a perdere una settimana di lavoro per trovare questa piccola cosa dagli effetti “terribili” che altrimenti passa del tutto inosservata.

            in risposta a: alternative a verbatim e alltt #84676
            OldClaudio
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              L’ambiente minipage ti permette di farlo; il pacchetto mdframed ti permette di creare un oggetto simile a minipage, incorniciato e colorato, che si può spezzare a fine pagina.

              Listings serve appunto per il pretty printing dei codici; verbatim e alltt, oltre al pacchetto fancyvrb con il suo ambiente Verbatim permettono di inserire codice senza colori o con pochissimi colori (fancyvrb), ma quest’ultimo rimanda a listings per un tipo di composizione più elegante.

              L’unico problema di listings è che non gestisce facilmente i codici UNICODE dei caratteri; siccome i codici sono costruiti essenzialmente con codici ASCII, questo non dovrebbe costituire un grosso problema, tranne nelle righe di commento dovo è facile che compaiano (in italiano e in altre lingue) lettere accentate o con altri diacritici e/o caratteri speciali.

              in risposta a: Font metrici e Xelatex – ultima puntata #84702
              OldClaudio
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                Mi riferisco alla tua affermazione:

                o ho solo la versione Pro: Ho copiato gli otf e li ho installati, appunto con autoinst,
                esattamente come ho fatto con Jenson, Warnock, GaramondPremier e Myriad.

                Il fatto che tu li abbia installati con autoinst, riguarda psdflatex. Dici che ora con XeLaTeX, dopo il trattamento “brutale” all’albero texmf-local tutto funziona bene, salvo alcuni inconvenienti che si ripropongono, mi fa piacere, ma ti prego, non citare più autoinst quando hai dei problemi con i font OpenType in quanto tali. Confondi te stesso e confondi anche chi ti legge.

                in risposta a: Font metrici e Xelatex – ultima puntata #84699
                OldClaudio
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                  @Samiel
                  ,
                  continui a confondere l’installazione con autoinst che serve per produrre i font virtuali e i file necessari per lavorare con pdflatex, con i font OpenType che, senza fare nulla, ma rendendoli noti al sistema, per esempio collocandoli in una cartella dove il sistema li trovi, si possono usare direttamente con XeLaTeX.

                  A proposito dei messaggi relativi alle prorpietà ICU, nella documentazione di fontspec c’è un lungo paragrafo dedicato a queste cose.

                  in risposta a: Usare il greco del font con pdflatex #84694
                  OldClaudio
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                    Se hai installato i MyriadPro estraendo il greco con il file di codifica lgr.enc, dovresti disporre del file giusto per usarlo con pdflatex, ma devi disporre anche dei file .fd, come sempre. I MyriadPro non fanno eccezione.
                    Però se li hai estratti e instalalti con quella codifica, segui el istruzioni contenute in tex-doc-xetex.pdf e generi i file .fd che ti mancano.

                    Ma se la sezione greca dei MyriadPro non è stata estratta con quella codifica devi usare per forza XeLaTeX.

                    in risposta a: Problema con un comando con numero variabile di argomenti #84649
                    OldClaudio
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                      Sì e no; se la imposti dentro l’ambiente table vale solo per la tabella contenuta in quell’ambiente.

                      in risposta a: alternative a verbatim e alltt #84674
                      OldClaudio
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                        Pacchetto listings.

                        in risposta a: Miglioramenti possibili a testi tecnici #84665
                        OldClaudio
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                          @Marchetto
                          , ho dato una raida lettura ad alcuni dei testi che hai mostrato nel tuo sito.

                          Il mio parere, che ovviamente è solo e soltanto il mio parere e non vuole essere assolutamente una prescrizione, ha i punti seguenti:

                          1) Estetica tipografica: così come io vedo i testi sullo schermo mi pare che titoli e titolino siano troppo neri rispetto al testo abbastanza chiaro; io proverei a vede come viene se per titoli e titolini si usasse il font sans serif in serie media; il fot sans serif è abbastanza diverso dal tondo con grazie per essere immediatamente notato per indicare qualcosa diverso dal resto del testo; inoltre la sua serie media è leggermente più scura, o appare leggermente più scura della serie media del tondo; per cui potresti ottenere un risultato esteticamante migliore con questa piccola modifica; “migliore” dipende dai gusti naturalmente. Io recentemente mi sono convertito alle prescrizioni di Bringhurst di non usare mai il nero, ma il maiuscoletto o altri font di contrasto nella forma ma non nella nerezza. Però ho il sospetto che i titoli o in titolini in maiuscoletto o in corsivo siano troppo leziosi per un rapporto tecnico del tipo di quelli che hai mostrato.

                          2) A stretto rigore tutte le equazioni che sicrivi sono equazioni fra grandezze; quindi hai due problemi quando scrivi i passaggi intermedi e i risultati finali, problemi che riguardano entrambi le unità di misura:

                          2.a) Controlla sempre che siano corrette e con gli esponenti giusti; senza capire tutto di quello che hai scritto, mi pare di avere notato almeno un risultato finale con le unità sbagliate:shock: Vedi Analysis of reservoir,§ 6.1

                          2.b) io stesso nella Guida GuIT ho scritto che le unità di misura possono essere omesse nei passaggi intermedi; ripensandoci e verificandolo in formule come le tue che non ho la più vaga idea di che cosa significhino) mi pare che la mia affermazione possa essere usata SOLO quando la formula è talmente complessa che metterle o non metterle vuol dire almeno una riga in più, oppure lo sforamento dei margini; se non fosse per questo problema pratico direi che sia meglio indicarle sempre; è più facile verificare la correttezza. D’altronde la formula di cui parlo nel punto 2.a ha effettivamente le unità di misura nell’unico passaggio intermedio (kN/m^2 nel numeratore e m al denominatore), mentre il risultato finale riporta solo m.

                          2.c) Attento a non perdere dei backslash per la strada: Nell’ultima formula della pagina 13 di Analysis of reservoir, vi appare un pi invece di un π. Quindi riguardare con attenzione il ristato finale alla ricerca di errori è importantissimo; errori di battitura ne facciamo tutti, ma siccome le formule sono prive di ridondanza, non si può capire e correggere mentalmente l’errore come si potrebbe spesso fare nel testo.

                          2.d) Ricordati di non riportare in nessuna formula più cifre significative di quelle che possono essere oggettivamente misurate; ricordati che con le grandezze misurabili anche i “trailing zeros” sono significativi nella parte fratta, mentre i “leading zeros” non sono significativi prima della parte intera; ovviamente prima del separatore decimale ci vuole sempre una cifra, anche se fosse uno zero. Il fatot che tu scriva grandi matrici in notazione scientifica con anche 6 cifre significative è fuori della realtà, anche se dovrebbero essere risultati teorici. Tuttavia le matrici K e b in fondo alla pagina 12 sarebbero più facilmente leggibili se non fossero in notazione scientifica e contenessero le unità di misura.

                          2.e) Capisco che l’inglese non sia né la tua né la mia lingua madre; ma ci cono alcune espressioni che in inglese sono decisamente diverse; per esempio: In reference to the figure 1 dovrebbe essere With reference to figure 1. Altrove devi stare attento a non confondere big con large; in italiano li tradurremmo entrambi con grande, ma hanno sfumature diverse; cerca bene su un buon dizionario, perché quando passi dall’italiano all’inglese devi usare l’aggettivo appropriato, visto che la corrispondenza non è biunivoca.

                          Come vedi, quindi, le mie osservazioni, a arte gli errori che ti ho segnalato, sono considerazioni estetiche che possono essere condivise o possono essere considerate insulse; visto che hai chiesto, ti ho dato il mio parere.

                          Spero di esserti stao utile.

                          Claudio

                          in risposta a: Pacchetto HieroTeX: Dimensione Fonts #79081
                          OldClaudio
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                            in risposta a: Immagini latex #84632
                            OldClaudio
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                              Controlla che l’immagine pdf sia debitamente scontornata; il rettangolo che la contiene deve essere praticamente tangente alle parti della figura più distanti dal centro.

                              Se non è scontornata usa il comando pdfcrop; leggine le istruzioni da terminale con texdoc pdfcrop.

                              in risposta a: Info su relazioni tecniche ingegneristiche #84594
                              OldClaudio
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                                L’opzione title page serve per far sì che con la classe article (dove di default il titolo dell’articolo non ha una pagina tutta per sé) il titolo venga composto in una pagina iniziale, una specie di frontespizio.

                                Il linguaggio LaTeX, le sue opzioni, i suoi ambienti, eccetera sono riportati nena guida tematica LaTeX Reference Manual commentato, liberamente tradotto in italiano e commentato per aggiungere le cose che oggi si possono fare con i vari file di estensione e che nel 1994 non si potevano fare.

                                Te lo suggerisco, perché se vuoi creati un template adatto alla relazione tecnica, avrai bisogno di ricordare e di avere ben presenti tutti i comandi del mark-up di LaTeX.

                                Scarica quella guida tematica dalla sezione Documentazione di questo sito.

                                in risposta a: Miglioramento preambolo #84603
                                OldClaudio
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                                  Sbagliato!

                                  Se hai T1, hai la codifica giusta. La tua osservazione mi fa venire in mente che quel font cmr con codifica Ot1 che ti viene segnalato nel warning, non è il font di testo, ma il font usato per gli operatori in matematica.

                                  Quindi anche seguendo le mie raccomandazioni il problema ti resta a meno che tu non usi quei pacchetti che ti ho indicato nel messaggio precedente. Prova con i fourier (\uspackage[opzioni]{fourier}); non te ne pentirai.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,201 al 7,215 (di 11,287 totali)

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