OldClaudio

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  • in risposta a: Cambiare lo stile del numero di pagina con imakeidx #82594
    OldClaudio
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      Perché il cambiamento di stile della numerazione è già sufficiente di per sé [er capire che sta cominciando una nuova parte del testo. Piuttosto lascerei la forntmatter in numeri arabi e proseguire nella mainmatter senza ricominciare da 1.
      La cosa avrebbe un senso in questo modo: nella fornt matter i capitoli non vengono numerati e nemmeno le sezioni secondarie, ma vanno nell’inidce generale e volendo anche nelle testatine si lo stile delle pagine nella frontmatter è lo stesso della mainmatter; altrimenti varrebbe la pena per tutta la frontmatter di usare lo stile plain, lascinado alla mainamtter il compito di inserire le testine. fancy. Nella backmatter, così come è definita ora, i cpaitoli non vengono numerati e generalmente il materiale della backmatter potrebbe andare anche nell’indice, tranne che nella backmatter di solito s=ci sono solo bibliografia ed eventuale indice analitico, che normalmente vengono composti con \chapter8, quindi non vanno nemmeno nelle testatine. per questi bisogna intervenire a mano ma, per esempio, socondo alcuni book designer le appendici fanno parte dlela backmatter, quindi non andrebbero nemmeno numerate, cosa che a me pare poco utile, tranne nel caso che di appendici ce ne sia una sola.

      nel tuo caso, numerando in cifre arabe consecutive sia la frontmatter sia la mainmatter, ma, eventualmente, cambiando lo stile delle pagine, varrebbe la pena di ridefinire i comandi \frontmatter e \mainmatter secondo quello che vuoi ottenenere. Ti basta copiare le loro deifnizioni dlala classe che stai usando, mettere \renewcommand al posto di \def o d \enwcommand, e poi cambaire quello che c’è da cambiare secondo i tuoi desideri; per esempio nella frontmatter io sostituirei \pagenumbering{roman} con \apgenumbering{arabic} e nella mainmatter dove c’è scritto \pagenumbering{arabiac} commenterei il comando o lo cancellerei del tutto. Per gli stili di paigna puoi fare come meglio credi.

      in risposta a: Cambiare lo stile del numero di pagina con imakeidx #82592
      OldClaudio
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        Bé imakeidx serve solo per l’indice analitico, quindi se vuoi scriverlo in numeri arabi, che cosa devi modificare,? niente!, second tradizione metti l’indice analitico nella backmatter. la quale non ricomincia la numerazione.

        Se vuoi l’indice generale in numeri romani basta che tu lo componga nella frontmatter.

        Se non vuoi che la mainmatter ricominci la numerazione delle pagina da 1, memorizza il valore del contatore page in un contatore a tuo piacimento poi dopo aver dato il comando \mainmattter carica il contatore page con il valore memorizzato a seconda di quello che ci metti dopo può darsi che tu debba aggiustare il contaotre page con i soliti comandi \setcounter, \addconunter e simili.

        A me non sembra una buona idea, tuttavia sai ora come fare.

        in risposta a: Problema con Amsrefs #82609
        OldClaudio
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          Dunque, com=n amsrefs e la bibliografia nel file .ltb tu componi la bibliografia dentro all’environment bibdiv che è quella che attiva il sezionamento come un capitolo o come un paragrafo di primo livello.
          in entrambi casi usa il comando di sezionamento asteriscato, quindi come tale non va nell’indice; ne segue che devi dirlo tu che cosa vuoi nell’indice:, per esempio:`
          \cleardoublepage % se lavori con una bibliografia di tipo chapter, altrimmenti \clearpage oppure niente
          \addcontentsline{toc}{\chapter}{\bibname} % Oppure \addcontentsline{toc}{section}{\refname}
          \begin{bibdiv}
          …
          \end{bibdiv}`

          Se hai passato un argomento facoltativo a bibdiv ripetilo al posto di \bibname o di \rafneme.

          In parole povere devi fare quello che si fa abitualmente prima di \begin{thebibliography} o prima di \printbibliography.

          in risposta a: [RISOLTO]pacchetto ABC – Classe Toptesi – errore #82487
          OldClaudio
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            In effetti nella tua proposta di modifica avevi scritto

            Aggiungo una proposta di modifica di topcoman.sty. Il comando \obeyspaces alla riga 71 dovrebbe essere sostituito da

            Ora, invece, senza lo sostituzione ma con l’aggiunta, il tuo codice funziona liscio come l’olio.

            Grazie mille
            Ciao
            Claudio

            in risposta a: Bibtex-prolemi di inserimento #82605
            OldClaudio
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              OK. La distribuzione MiKTeX è la 2.9 a 64 bit.

              Se non riesci a far andare biber vuol dire che la distribuzione è parziale, magari poco più che basic; frequentando il forum trovi che sconsigliamo sempre di fare installazioni parziali; comunque or devi attivare i MiKTeX settings o come si chaiamano nelle versioni modernissime di MiKTeX (io, che ne sono stato un entusiasta sostenitore finché ho usato macchine Windows, sono passato ai Mac e non uso più LiKTeX da almeno sei anni, forse di più, quindi non sono molto al corrente delle mdofiche che sono avvenute fra l’ultima mia distribuzione 2.8, e l’attuiale distribuzione 2,9) Attivare il Package manager, cercare nel suo meno il pacckage per installare biber, e installarlo.

              Il fatto che con bitex, questo ti dia dei messaggi significa che in questo momento lo puoi usare benissimo al posto di biber (sia pure con qualche funzionalità in meno).
              Il fatto che ti dica che ha trovato il file 987.aux, ma che non vi ha trovato né qualche citazione, bé lo stile di composizione Né uno stile bibliografico, può significare tante cose, ma non che non abbia trovato il file 987.aux.

              Ricorda il file .aux contiene cose diverse a seconda di come hai configurato bib(la)tex con texmaker (editor che a me personalemente non piace, ma paziena, ognuno usa quello che gli piace), implica che dopo ogni ri-configurazione di bib(la)tex devi ripartire da capo pdflatex, biber oppure bibtex, pdflatex, pdflatex.

              Il rpimo pdflatex produce il file .aux che deve venire usato da bibtex o da biber, biber legge il file .aux, il file .bib, i file di stile bibliografico, e produce il file .bbl; p\printbibliographi nella terza esecuzione (la seocnda di pdflatex) compone la bibliografia ma non risolve ancora i comandi di citazione perché ne scrive le etichette in questa esecuzione nel nuovo file .aux; la quarta esecuzine (terza per pdflatex) finalmente rova le etichette che servono per risolvere i richiami delle citazioni. È possibile che la terza composizione del file pdf abbia parti piccole o grandi spostate a causa dell’inserimento delle citazioni vere (se sono autore anno possono essere delle stringhe abbastanza lunghe) e quindi una quarta esecuzione di pdflatex non farebbe male

              Credo che con questa spiegazione tu ti possa rendere conto perché sono necessarie tre o quattro esecuzioni di pdflatex aventi una esecuzuone di bibtex o biber dopo la prima esecuzione, e che tu possa continuare a risolvere il problema della bibliografia con cognizione di causa.

              in risposta a: Bibtex-prolemi di inserimento #82603
              OldClaudio
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                Certo che finché nella chiamata a biblatex c’è scritto bibresource-biber, è difficile, molto difficile usare bibtex…:wink:

                In ogni caso se vuoi provare a lanciare il comando a mano (dopo aver corretto quella opzione in bibresource-bibtex) devi dare il comando bibtex miatesi dentro una finestra che si chiama terminale oppure prompt dei comandi; se non hai le idee chiare di che cosa sia questa cosa, scricati la guida tematica realtiva alla linea di comando, qui sopra dalla documentazione. Il terminale o prompt dei comandi è essenziale per usare il sistema TeX, spesso per fare cose che non si possono fare diversamente, altre volte per usarlo come ruota di scorta per verificare certe cose che non si possono vedere cliccando sulle icone dell’editor.

                in risposta a: [RISOLTO] bibliografia #82550
                OldClaudio
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                  Vuol dire che hai due istanze del comando \addcontentsline.
                  Magari una prima di \cleardoublepage, e una dopo.
                  Se usi anche hyperref, allora ti consiglio di far precedere \addconttnsline da \phantomsecction, ma entrambi dopo \cleardoublepage

                  in risposta a: Biber con LEd #82588
                  OldClaudio
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                    TeXshop è solo per Mac; il suo discendente multipiattaforma è TeXworks.

                    in risposta a: Biber con LEd #82586
                    OldClaudio
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                      Ti ho dato una scelta vasta: visto che TeXlive2012 per Windiws installa già di suo TeXworks, con questo sei già a posto; se non ti piace, scaricati dalla rete TeXstudio e usa quello.

                      in risposta a: [RISOLTO] bibliografia #82548
                      OldClaudio
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                        Esattamente dove l’hai messo.

                        in risposta a: Bibtex-prolemi di inserimento #82601
                        OldClaudio
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                          Il fatto che pdflate non ti riconosca l’estensione .eps vuol dire che la tua installazione non è recente, oppure che lavori su una macchina Linux dove l’installazione TeXLive/Debian è non solo incompleta, ma vecchia di due o tre anni. In questo seocndo caso installa accanto alla tua versione Debian di TeXLive, una versione vera di TeXlive seguendo quanto indicato nel documento texlive-ubuntu.pdf che trovi in rete cercando proprio quella stringa del nome del file.

                          Il fatto che ti si incastri quando lanci il programma di compilazione della bibliografia indica anche che il tuo editor ha qualche problema di installazione,; prva a dare il comando` bibtex miatesi`
                          (dove mia tesi è il nome del file principale della tua tesi scritto senza estensione) e vedi che cosa succede.

                          Nel tuo messaggio copia anche le prime righe del file .log, così possiamo leggere tutti quale distribuzione del sistema TeX è installata suall tua macchina.

                          Dicci anche che editor usi e la sua versione.

                          Dài, che ce la facciamo!

                          in risposta a: [RISOLTO]pacchetto ABC – Classe Toptesi – errore #82485
                          OldClaudio
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                            OldClaudio” post=81817

                            Aggiungo una proposta di modifica di topcoman.sty. Il comando \obeyspaces alla riga 71 dovrebbe essere sostituito da

                            \begingroup\lccode`~=`\ \lowercase{\endgroup\let~}\ %

                            Questo cambierebbe il significato dello spazio attivo solo nell’ambito del gruppo aperto dal comando \listing.

                            La riga 77 dovrebbe essere rimossa.

                            Ho provato a inserire il tuo codice in topcoman.sty, ma funziona e non funziona…:mrgreen:

                            funziona nel senso che rispetta gli spazi; non funziona nel senso che inserisce il “visible space”, il carattere 32 del font cmtt??, invece di uno spazio invisibile ma pur sempre presente, come faceva prima.

                            Ho provato a creare una macro per far si che il \let~ della tua definizione diventasse equivalente alla macro che inserisce uno fantasma di 0 (zero, la cifra, ma con il tt non c’è differenza con O, la lettera o maiuscola, per quel che riguarda la larghezza dei \pantom). Niente, continua a dare lo spazio visibile.

                            Quindi capisco bene che il tuo comando aggiusta ABC, ma, purtroppo da una brutta botta a topcoman che lo rende inutilizzabile. Per retrocompaitbilità non posso elimanre \listing; naturalmente potrei ridefinirlo in termini del pacchetto listing, ma preferirei un tacon che pur mettendo a posto ABC non distrugga tpcoman.

                            Ciao e grazie
                            Claudio

                            in risposta a: Bibtex-prolemi di inserimento #82599
                            OldClaudio
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                              Benvenuta sul forum.

                              Hai fato benissimo al allegare lo schema della tesi, dal quale si cpaisce che hai copiato un preambolo creato da altri, diverso tempo fa, visto che ha una impostazione molto datata.

                              Il fatot che catichi il pacchetto epsfig con l’opzione dvips, lascerebbe supporre che quel preambolo si stato predisposto per lavorare con latex e non con pdflatex. Inoltre sono caircati molti pacchetti dei quali probabilmente non fai nessun uso e che ti ingomabrano la RAM del tuo PC senza nessuna utilità, ma rallentando solo la compilazione della tua tesi.

                              Stabilamo ora un punto fermo: stai componendo la tesi con una versione di MiKTeX, o di TeXLive o di MacTeX recente, installata sul tuo PC non più di un anno fa, e stai compilando con pdflatex, non con latex. [codice dei colori: varde -> vai pure così; rosso -> fermati e passa a pdflatex]

                              Ciò premesso, il pacchetto epsfig non serve a niente, meno che mai con pdflatex che è in grado di gestire le figure in formato eps dal 2011 in poi.
                              Inserisci le tue figure con i normali comandi del pacchetto graphicx, che hai giustamante caricato:
                              `\includegrphics[width=…]{figura.eps}`

                              Poi deciditi: non puoi caricare il pacchetto inputenc con l’opzione utf8 e poi ricaricarlo con l’opzione latin1; Mi stupisco che il tuo compilatore non protesti con un messaggio di errore, visto che nessun pacchetto si può invocare con opzioni diverse; Forse inputenc fa eccezione, ma in ogni caso non fa eccezione la logica: se usi la codifca utf8 vuol dire che stai usando un editor che ti consente di comporre in UNICODE, se trovi che utf8 non va bene, tanto che sei costretta a indicare latin1, vuo dire che il tuo editor non è configurato per usare utf8. Infatti utf8 ti consente non solo di gestire gli accenti, ma anche ogni possibile diavolreia che sia possibile usare in tipografia, latin1 ti consente di usare solo un sottoinsieme di lettere accentate che vanno bene per l’italiano, ma in ogni casi quello che tu specifichi deve essere una sola codifica e questa deve essere identica alla codifica usata dal tuo editor. Non ci sono alternative; se vuoi approfondire questo argomento, che non trichede nessuna conoscenza “intima” del calcolatore, scarica dalla sezione documentazione di questo sito la guida tematica sulle codifiche, e leggine almeno il primo capitolo e l’ultimo capitolo.

                              Carichi il pacchetto babel due volte, una volta con l’opzone italian e una volta senza opzioni; se scrivi in italiano serve la prima chiamata, se scrivi in un’altra linga, chiamare babel senza opzioni potrebbe andare bene per l’inglese (nel senso di metterti a disposizione alcuni comandi del nucleo di babel) altrimenti non serve a niente.

                              Vedo che carichi`\usepackage[backend=biber]{biblatex}
                              \addbibresource{Bib_tesi.bib}`
                              Non è necessario usare l’opzione per specificare biber come motore di composizionne bibliografico, perché con l’ultima versione di biblatex questo motore è di default; Piuttosto è possibile che il tuo editor non sia equipaggiato per usare biber, quindi in quella opzione sostituisci biber con bibtex. Poi ricordati che devi lanciare pdflatex, poi cliccare sul bottone Bibliography (qualcosa del genere) per far eseguire bibtex, poi devi ancora compilare la tua tesi almeno due volte con pdflatex, altrimenti la bibliografia non ti appare.

                              Vedo anche che carichi i pacchetti float e floatflt: deciditi o l’uno o l’altro, ammesso che ti servano per davvero, altrimenti cancella sia l’una sia l’altra chiamanta.
                              A questo proposito ti suggerisco di commentare ad uno ad uno i pacchetti di cui non conosci l’uso o di cui non usi le funzionalità; compili la tua tesi e se il programma di compilazione ti dice che un certo comando non è definito, vuol dire che era definito nel pacchetto che avevi appena commentato; togli il segno di commento e procedi con la chiamata del pacchetto successivo. Se non ti dà nessun errore e se la composizione è corretta, allora vuol dire che quel pacchetto era inutile e puoi cancellarne la chiamata. Vdrai che terminata questa operazione, il tuo preambolo sarà fortemente accorciato.

                              Ti suggerisco di leggere, se non l’hai ancora fatto, la bellissima guida L’Arte di scrivere con LaTeX che puoi sacricare dalla sezione Documentazione di questo sito.

                              in risposta a: Cambiare lo stile del numero di pagina con imakeidx #82590
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                La spiegazione è nella documentazione di imakeidx, da leggere con il comando texdoc imakeidx dato nel terminale.

                                Vai alla pagina 5 dove si descrive il comando \indexsetup, in particolare le parole chiave firstpagestyle e headers.

                                Ma leggi anche il §5.3

                                Normalmente la prima pagina dell’indice analitico di default è in stile plain, mentre le pagine successive sono in stile headings, nel senso che anche fancyhead va bene se non specifichi niente con la parola chiave headers. In sostanza non dovresti fare nula per configurare l’aspetto dell’indice che per impostazione predefintia ti appare come un capitolo non numerato ma con le testaine di un capitolo numerato, che però contiene in entrambe le testatine la stringa “Indice analitico”, se stai componendo in italiano.

                                Se vuoi cambiare le testatine per avere un’altra indicazione, ridefinisci \indexname con la stringa che ti pare. Se vuoi personalizzare le testatine dell’indice in qualche modo definisci un nuovo stile di pagina con quel che ti pare, e specificalo prima di usare printindex, ma non specificare mai nessun stile dei numeri, come \pagenumbering{roman} perché questo genere di comandi fa sempre ripartire al numerazione da 1 (o da i per i numeri romani minuscoli — orrore 😡 )

                                Se guardi la Guida GuIT (qui sopra nella documentazione), vedrai che usa lo stile standard della classe book, ma ci sono 6 indici analitici, ognuno con la sua personalizzazione, e in qualcuno dei quali sono riportati anche voci provenienti dall’introduzione, numerata in cifre romane maiuscolette, e il maiuscoletto viene reso adeguatamente anche nel relativo indice analiticoe; tutto è stato ottenuto senza ricorrere a \indexsetup, ma lavorando solo sulle opzioni di \makeindex e su qualche comando di indicizzazione specifico usato nell’introduzione.

                                Stefano, in realtà non ho capito bene perché hai ridefinito lo stile plain con i numeri romani minuscoli (orrendi, secondo me)\piuttosto definisci il piedino con
                                `\fancyfoot[C]{\textsc{\roman{page}}}` che ti rende le pagine in maiuscoletto. Ma quello che non cpaisco è perché vuoi usare i numeri romani nelle pagine in stile plain; questo stile, infatti, viene usato nella pagina di apertura di ogni capitolo numerato o non numerato, quindi mi sembra del tutto fuori luogo; la numerazione romana (maiuscoletta, ma non in tondo minuscolo, secondo il mio personale gusto estetico e un po’ di storia: i romani non conoscevano le lettere minuscole) va bene, caso mai, solo per la front mantter, secondo la tradizione tipografica; in realtà oggi con la composizione elettronica non c’è più bisogno di ricominciare da 1 in cifre arabe la numerazione delle pagine dopo la parte introduttiva del documento, quindi la scelta del maiuscoletto per tutte le pagine senza testatine mi pare a maggior ragione infelice.

                                in risposta a: app per LaTeX #82498
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::

                                  mblogic” post=81904Gli sviluppatori dell’app hanno risposto alla mia email:

                                  Dear Marco,

                                  Adding greek requires us to add a font package. Right now, Texpad’s internal font system needs only supports a small number of fonts. We plan to upgrade the font system in one of the later 1.4.x releases and then we will include the fonts needed for packages like this.

                                  Best Wishes,

                                  Duncan Steele

                                  ——————————————-
                                  Duncan Steele
                                  http://vallettaventures.com/
                                  http://texpadapp.com/

                                  Ti confesso che non capisco la tua domanda e nemmeno la risposta che hai avuot dal supporto di TeXpad.

                                  Premetto che io non dispongo di un iPad.

                                  Lavoro su un iMac e su un MacBookPro. su entrambi posso editare con TeXpad (sempre che l’applicazione sia la stessa per entrambe le macchine); naturalmente con l’iMac dispongo di una tastiera fisica, e non dispongo di una tastiera touch screen.

                                  Scrivo file sia con caratteri latini sia con caratteri greci senza bisogno di installare nessun nuovo font: ho semplicemente scelto fra i font diaponibili per l’editor il font monospaziato Monaco; naturalmente TeXpad è configurato per usare UNICODE, anche se non è in grado di leggere le righe magiche. Bisogna uqindi predisporre questa codifica nel menu File -> Select encoding. Poi scrivo con caratteri latini usando la tastiera English international di cui dispongo; scrivo in greco politenico con la stessa tastiera ma avendo selezionato ill driver per il greco politonico e dispongo di una tastiera virtuale di serie che mi permette di scrivere in greco usando il mouse con la destra e due dita della mano sinistra. Il font Monaco, come il font Arial di default, è un font Opentype, quindi mi permette di usare e di vedere sullo schermo tutti i caratteri che immetto sia con le funzionalità estese per i font latini, sia per le funzionalità politoniche della tastiera greca.

                                  Forse l’iPad non ha la tastiera touch screen politonica? è possibile, ma ne sarei stipito, visto che anche i greci hanno necessità di scrivere politonico, sia per scelta sia perché certi documenti lo richiedono. Ho visto mia nuora giapponese scrivere su un iPad con una certa rapidità in giapponese (e i segni kanji sono molte migliaia, tanto che per immetterli c’è una specie di traduzione simultanea da romaji (caratteri latini con qualche diacritico) in kanji con le pree e postposizioni nei sillabari nipponici hiragana e katakana); l’iPad di mia nuora è stato acquistato in Europa, quindi immagino che anche il tuo sia in grado di scrivere in giapponese; dunque se è possibile scrivere con un set di segni così complesso come il giapponese, mi stupisco che non ci sia modo di immettere testo greco politonico.

                                  Per il font di cui parla Duncan Steele, proprio non ho capito; se già usa l’Arial UNICODE, o qualcosa di simile, che già dispone di alcune centinaia di caratteri greci con ogni possibile diacritico, perché dice di dover caricare un altro font? Se nel menu di TeXpad c’è già il font Monaco che va benissimo con il greco politonico, che complicazione c’è?
                                  Tuttavia posso capire che ci siano problemi se il TeXpad per l’iPad è una versione molto ridotta del TeXpad per i desktop e per i laptop dell’Apple.

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