OldClaudio

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  • in risposta a: Dubbio su come scrivere i numeri in un testo #82092
    OldClaudio
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      Roberto, uso siunitx raramente e malvolentieri. Sarebbe troppo lungo spiegarti il perché, ma in sostanza ci metto di meno se non lo uso.
      Per un newbie, invece, penso che sia il consiglio migliore da dare.

      in risposta a: dimensioni font formule matematiche #82122
      OldClaudio
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        Non puoi modificare il copro dentro l’ambiente matematico; se vui una espressione matematica più grande o più piccola devi specificarlo esternamente all’ambiente matematico che la contiene.

        Se invece il tio problema è che le frazioni, er esempio, vengono scritte in corpo “script” invece che in corpo normale quando stai scrivendo una equazione in linea con il testo, oppure quando componi una matrice, allora quello è un peoblmea diverso: devi usare il pacchetto amsmath e devi usare per comporre le piccole frazioni il comando \dfrac invece che \frac.

        Se per impostazione prediefinita LaTeX compone le frazioni più piccole, ci sono dei buoni motivi tipografici. Non cambiare \frac in \dfrac quando stai componendo in linea col testo, a meno che tu non abbia ina frazioncina piccola piccola come ¼. Il motovo è che una frazione composta con \frac sconvolgerebbe l’interlinea delle righe. Invece componendo una matrice o un allineamento di espressini matematiche che contengano frazioni, non ci sarebbe nessun problema a usare \dfrac.

        Attento: anche nel numeratore e denominatore di frazioni altre frazioni vengono composte in script style (piccolo).Se provi ad usare \drac nelle frazioni ocntenute nel numeratore o nel denominatore di un’altra frazione ottieni un catafalco assolutamente impresentabile.

        in risposta a: Interlinee diverse #82101
        OldClaudio
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          Massimo, eccoti il tuo breve screen play composto con la classe stage:`% !TEX TS-program = pdflatex
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

          % master-massimo-furlani-copione-latex

          \documentclass{stage}

          % —- impostazions da la pagjine
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{lmodern}
          \usepackage[friulan]{babel}
          %
          \title{Comedie frurlane}
          \author{Massimo Furlani}

          \begin{document}
          \begin{castpage}% elenco e descrizione dei personaggi
          \addcharacter{Fonso}{Om}
          \addcharacter{Matilde}{Femine}
          \end{castpage}

          \act

          \scene
          \open{Une brute gnot!}

          \dialog{Fonso}{\charsd{Al jentre da bande gjestre FONSO corint come un mat. Al rive in tal mieç da scene tirant flêât a stoss. Si ferme un moment a polsâ\dots}
          Brut malandret! Cheste volte m'al à petade. E che lu vevi viodût cuant ch'al vegneve jù insomp dal bearç\dots
          \charsd{simpri pui mal metût\dots}
          O scugni fami dà une man dal mêi compâr\dots
          }

          \dialog{Matilde}{\charsd{ A jentre da bande contrarie MATILDE, la camarele. No si je nacuarte che il sô paron al è metût unevore mâl cu la respirazion\dots}
          Eco paron la vuestre estrijane. Cun cheste al pos lâ ancje tal mieç da glace. Salocôr cheste a devi vê fat la campagne di Russie\dots
          \charsd{nacuarç che al sta scuasite murint. A cîr di tiralu sù, ma tal stes timp ancje jè a stâ colant par daûr. Si pos ripeti la scene un numar di voltes}
          Orpo paron… Isal colât intune busate?}

          \bigskip
          Scrit cun \LaTeX\

          \end{document}`

          La classe è prevista per funzionare solo in inglese e con letterpaer; ci si potrebbero mettere le mani per adattarla all’italiano o al friulano

          Comunque non guardare i dettagli che potresti ottenere facendo girare quel piccolo esempio compilabizle che ti ho messo sopra; vedi che le varie direzione di scena sono ben distinte dai dialoghi e non c’è nessun bisogno di usare font \HUGE (30pt) insieme a font normali (10 o 11 pt) Le cose sono ben distinte anche soltato per i rientri e i nomi dei personaggi centrati in maiuscoletto.

          Inoltre ho visto che c’è anche il pacchetto dramatist, del nostro Max Dominici (bravo!) che rispetta le direttive della lingua specificate a babel e in più sembra essere completamente configurabile; se vai nella cartella texlive/2012/texmf-dist/doc/latex/dramatist/ trovi non solo la documentazione nel file dramatist.pdf, ma trovi anche tre esempi di screen play in inglese, uno anche in poesia. Te lo consiglio fortemente.

          Ciao
          Claudio

          in risposta a: Interlinee diverse #82100
          OldClaudio
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            Comunque l’errore è che non si usa mai, ripeto MAI, il doppio backslash per andare a capo e simulare nuovi capoversi; se vedi quello che hai scritto alla luce di quello che ho scritto nel mio messaggio, vedi bene che tu scirvi un solo capoverso con tati “a capo” che non distruggono la natura del capoverso, e quindi le linee vengono composte con l’interlinea in vigore alla fine, cioè al corpo \HUGE; terribile!

            Per scrivere scenografie (in qualunque lingua) ci sono pacchetti apposta che contengono (in corpi, serie e forme diverse dalle tue) tutte le strutture necessarie per queste cose. Per esempio screenplay (che potrebbe non piacerti ma dà un’occhiata lo stesso al file \texlive/2012/texmf-dist/ doc/latex/screenplay\test.pdf e alla documentazione del pacchetto screenplay.pdf). La classe stage.cls (documentazione da leggere dando da terminale texdoc stage) fa le cose in modo simile al tuo ma senza errori… e in modo strutturato meglio.

            Ciao e buon friulano 😉
            Claudio

            in risposta a: Figura in pagina doppia #82111
            OldClaudio
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              Il problema non è facile per niente.

              Devi gestire le figure sinistra e destra (a) in modo che abbiano il punto di riferimento nella stessa posizione e (b) in modo da nasconderne la larghezza.

              La prima soluzione che io userei sarebbe quella di usare l’ambiente picture, standard di LaTeX che a tanti fa storcere il naso, forse perché è troppo semplice. Al punto che non è descritto in nessuna delle guide, tranne la GudaGuIT (dalla Documentazione qui sopra), oppure nella guida tematica LaTeX Reference Manual commentato (anche questa dalla Documentazione qui sopra).

              Permette di definire un ambiente picture di dimensioni nulle: questo è facile da mettere in una pagina o in un ambiente figure come prima cosa e viene collocato nel primo posto in alto a sinistra dell’ambiente o della pagina; se sei fuori dall’ambiente figure (o table) devi specificare subito prima \noindent, altrimenti il primo posto è dopo la rientranza del capoverso; \noindent l’elimina.
              Poi dentro a questo ambiente picture con il comando \put(coordinate){oggetto} metti l’oggetto dove ti pare scrivendo le coordinate che più ti piacciono; se però racchiudi l’oggetto dentro una \makebox di dimensioni nulle e se specifichi l’allineamento che preferisci, l’oggetto viene messo dentro la scatola nel punto che vuoi tu, e quindi sulla pagina nel punto dove vuoi tu.

              Io pertanto scriverei (codice non controllato, potrei avere commesso qualche erroretto di ortografia:`\clearpage\noindent
              \begin{picture}(0,0)
              \put(0,0){\makebox(0,0)[tl]{figurasinistra}}
              \end{picture}
              \clearpage
              \noindent\null\hfill
              \begin{picture}(0,0)
              \put(0,0){\makebox(0,0)[tr]{figuradestra}}
              \end{picture}`
              figurasinistra e figuradestra possono essere cose del tipo [tt]\includefraphics[width=1.15\textwidth]{file dell’immagine opportuna della tabella}[/tt]

              Nota la differenza nei due casi: per la pagina di sinistra la figura di dimensioni nulle è posta nell’angolo superiore sinistro; per la pagina di destra la figura di dimensioni nulle è spinta sulla prima riga in fondo a destra, quindi nel punot in alto a destra; corrispondentemente sono diversi i parametri di posizionamento specificati per \makebox.

              Puoi giocare con la larghezza specificata con l’opzione a \includegrahics per essere sicuro che ti avanzi lo spazio che ti serve in corrispondenza della cucitura.

              Tutto questo dovrebbe funzionare e, volendo, potresti definirti anche una macro che ti faccia tutto quel che occorre, ma la cosa difficile è essere sicuri che la prima figura di sinistra sia effettivamente collocata in una pagina dispari. Ti assicuro che non è facile, nemmeno usando il pacchetto afterpage. La classe memoir dispone di comandi del tipo \cleratooddpage e \cleartoevepage (o nomi simili a questi), ma questi funzionano come \cleardoublepage, e, nel caso, aggiungono una pagina bianca per arrivare alla pagina di parità giusta; quindi non fanno al caso tuo.:sad:

              Buona fortuna 🙂

              in risposta a: Interlinee diverse #82097
              OldClaudio
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                L’interlinea leggeemente minore è possibile, naturalmente proporzionata al corpo. Come impostazione predefintia in tutte le classi standard, ma direi in tutte le classi, essa e maggiore del 20% rispetto al corpo. Quindi acol corpo 10 l’interlina è 12pt, col copro 11 l’interline è 13,2pt , eccetera.

                Tieni presente che l’interlinea usata per la composizione è quella in vigore rispetto alla fine del capoverso. quindi se cambi corpo dentro un capoverso, rischi di ottenere una porcheria troppo o troppo poco interlineata, se non racchiudi il testo di copro diverso dentro un gruppo; passi se il copro è minore, anche se non vedo la necessità di inserire del testo in corpo minore dentro un capoverso in corpo maggiore, ma se il testo inserito è in corpo maggiore allora arrivi ad attivare il controllo su \lineskiplimit e \lineskip che impedisce la sovrapposizione delle righe, ma l’apertura della riga con il testo di corpo maggiore sta malissimo.

                Il coefficiente 0.85 per \lineskip èm,olto piccolo. due conti sulle dita: se componi in crpo 10 e l’interlinea normale sarebbe 12pt, se uso 0,85 come fattore di \linespread, allora l’interlinea ti viene 0,85 X 12pt = 10.2pt. È chiaro che sta malissimo! e quei due decimi di punto in più di \lineskiplimit fanno si che si attivi l’interlineatura supplementare per evitare le interferenze delle righe.
                Se componi in corpo 24.88 )Huge) l’interlinea predefinita è 27.5pt e con la riduzione che imposti viene 23,3pt; poco, troppo poco. Potrebbe andare bene per sterlineare un titolo in tutte maiuscole che non hanno discendenti, ma con testo in minuscole è decisamente troppo poco.

                Io cosiglio sempre di non usare fattori per \linespreas differenti dall’unità di più del 5%; per setspece, consiglio sempre di NON usarlo, perché l’interlinea è una cosa seria, non una cosa da macchina da scrivere 😉

                in risposta a: Dubbio su come scrivere i numeri in un testo #82089
                OldClaudio
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                  @OldClaudio: ma in questo caso \, lo uso tra $ o no? A proposito di numeri con la virgola, come dovrei scrivere qualcosa tipo: 3.1415926535 ? 3.1\,415\,926\,535 oppure 3.141\,592\,653\,5 o altro?

                  Le triplette di cifre si contano dalla virgola. (quinid la seconda versione)

                  il comando \, funziona sia in modo testo sia in modo matematico.

                  in risposta a: [RISOLTO] – Nome dell’istituzione con toptesi #82070
                  OldClaudio
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                    Sempre dalla guida in italiano hai due possibilità:
                    `\ateneo{Politecnico di Milano — Bovisa}`
                    oppure:
                    `\ateneo{Politecnico di Milano}
                    \nomeateneo{Milano Bovisa}`
                    con tutte le possibili varianti che ti possono venire in mente.

                    in risposta a: Dubbio su come scrivere i numeri in un testo #82083
                    OldClaudio
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                      Talvolta nel testo si usano le cifre minuscole, invece di quelle maiuscole; non tutti i font ne dispongono di default.

                      I numeri piccoli, di solito si scrivono in lettere, quindi tre e cinque (in realtà il capitolo 3 viene scritto in automatico se usi \label e \ref, come è sempre consigliabile fare; in questo caso il numero è scritto in cifre, perché non rappresenta una quantità ma è il “nome” del capitolo, la sua etichetta, per così dire, non è la stessa cosa dei cinque minuti).

                      Se scrivi i numeri fra dollari, in modo matematico, ti vengono scritti con cifre maiuscole, anche se di default il tuo font te le metterebbe minuscole in modo testo. Anzi questo è il modo di procedere se devi scrivere dei numeri in una tabella testuale. I numeri negativi vanno sempre scritti fra dollari; quindi se nel testo ne hai di positivi e di negativi li devi scrivere tutti fra dollari, altrimenti quelli positivi ti potrebbero venire in cifre minuscole e quelli negativi ti vengono in cifre maiuscole.

                      I numeri di più di quattro cifre prima o dopo la virgola decimale vanno separati a terne di cifre mediante uno spazio inseparabile (reso in LaTeX con \,); non si separano mai con un punto (in Italia) o con una virgola (nel mondo anglosassone), quindi 5000, ma 50 000 ( questo da immettere con la sequenza 50\.000).

                      in risposta a: [RISOLTO] – Nome dell’istituzione con toptesi #82068
                      OldClaudio
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                        marchetto” post=81377Avrei ancora una domanda su toptesi.
                        ….
                        Dovresti ottenere quello che ti serve con

                        `\FacoltaDi{Scuola di }`

                        nel preambolo.
                        …

                        Cosa che c’è scritta anche nella documentazione che hai appena letto e di cui mi hai inviato i refusi.

                        in risposta a: [Risolto]Problemi immagine .eps #82063
                        OldClaudio
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                          iuecos” post=81382Grazie mille per la risp e ripasserò l’Arte e anche i complementi…se fosse l’opzione “draft” anche tutte le altre .eps non dovrebbero vedersi?
                          Perchè la altre si vedono e ho scoperto che quando il latex converte il file .eps in pdf in tutte le altre immagini genera la figura mentre solo in questa fa un pdf bianco…

                          Escluso che tu abbia usato draft, ecluso che mettere in na figura a due colonne la larghezza parametrizzata a quella di una sola colonna (è ovviamente sbagliato) possa avere qualche effetto sulla bianchezza della figura, proverei a suggerire: ma la figura è smarginata? se la figura ha un margine bianco tutto attorno, o è in un angolino di una figura eps il cui bounding box corrisponde a quello di una intera pagina A4 (o magari anche ad un foglio di “carta” più grande), è il meno che ti possa succedere.

                          Togli tutto il bianco esterno al rettangolo tangente circoscritto alla immagine vera e propria, e probabilmente il tuo problema svanisce.

                          Come fare? Se la figura eps fosse fatta bene, basterebbe usare il programmino pdfcrop; sicoome questo, mi pare viene già usato dal convertitore di pdflatex, è possibile che la figura eps contenga dei segnini anche piccoli lontano dall’immagine che ti interessa; quinid devi riprendere il software con cui hi fatto quella figura, ingrandire moltissimo, e togliere tutto il contorno che non ti interessa. NON farlo con GIMP o Photoshop o simili, perch€e perderesti il carattere vettoriale della figura.

                          Spero che quella figura eps non abbia origne da una figura jpg o png convertita in eps, perché allora sarebbe meglio usare al figura originale dopo averla smarginata se fosse necessario.

                          Un altro programma con cui potresti smarginare una figura eps vettoriale potrebbe essere gview (o gv o ghostview a seconda delle piattaforme); questa interfaccia grafica ti permette di riassegnare il bounding box (il rettagolo circoscritto) di una figura eps semplicemente con il mouse (ti permette di fare anche altre belle cose, perch€e quello che può fare sui file PostScript può farlo anche sui file PDF).

                          in risposta a: [Guida Tematica] I font e la tipografia #82022
                          OldClaudio
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                            Caro Ivan: l’ultima guida tematica è in formato B5, quindi compatto, come piace a te. Ma è scritto solo fronte perché presumo che la maggior parte dei lettori legga (se le legge) queste guide sullo schermo. Capisco benissimo l’esigenza di stampare, perché anch’io amo il contatto con la carta, ma o si decide per una classe delle guide tematiche con la pagina simmetrica, oppure bisognerebbe caricare due file pdf, nella fattispecie guidafont1side.pdf e guidafont2side.pdf, il primo identico graficamente a quello che c’è ora e il secondo ricomposto con l’opzione twoside. Le esigenze per stampare richiedono che gli specchi di stampa per le pagine pari e dispari appaiano sui due lati del foglio perfettamente sovrapposti in controluce; le esigenze per la lettura a schermo sono che le pagine pari e quelledispari siano graficamente uguali, anche se asimmetriche. Attualmente basta la classe produce in oneside delle pagine tutte uguali ma asimmetriche, ricomponendo senza làopzione twoside esce la stessa guida con le pagine affacciate con geometrie speculari.

                            Io non ho nessun problema a modificare la classe affinché le due esigenze siano soddisfatte da uno specchio di stampa centrato orizzontalmente (bruttino, ma neanche tanto), con il numero della pagina al centro del piedino, e con il contenuto della testatina centrato oltre che uguale per le pagine pari e quelle dispari. Non ci sono problemi di sorta.

                            Per altro la classe è su github, quindi chiunque può inserire la modifica al file di classe, o meglio, al file dtx da cui si estrae il file di classe. 😉

                            in risposta a: Lista simboli……particolare! #82011
                            OldClaudio
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                              Un esempio minimo compilabile è un BREVE file .tex che comincia con \documentclass e finisce con \end{document} e che contiene il MINIMO codice necessario a compilare un brano di documento che mostri quello che succede o quello che si vorrebbe fare.

                              Nel tuo caso, forse varrebbe al pena di scandire un documento (una pagina o una frazione di pagina) che contenga quello che vorretsi ottenere, allegandola al tuo messaggio e mettendo una piccolo file .tex che contenga parte di quello che vuoi ottenere magari con la lista di alcuni pedici (commentata) in modo da spare che tipo di pedici vuoi usare.

                              per poterti dare una mano abbiamo bisogno di fare esperimenti su un caso reale, ma non chiediamo a nessuno di mandarci un mucchio di megabyte della sua tesi o del suo documento in lavorazione 😉

                              in risposta a: [RISOLTO] – Tesi triennale e tesi magistrale #81916
                              OldClaudio
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                                Sono sicuramente di ortografia, non di calligrafia 😉

                                Certo che interessano, e ti ringrazio se me li indirizzi direttamante per email, che trovi sicuramente o lì stesso, oppure nelle guide tematiche, qui sopra nella documentazione.

                                Ti ringrazio in anticipo se lo fa.

                                in risposta a: Sessione scaduta #81793
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Come ho detto nel prim messaggio, anch’io faccio così. Il che è noiso, ma non più di tanto.

                                  Quello che mi sorprende è che il software mi consenta di continuare ad editare il testo del messaggio anche quando la sessione è scaduta.

                                  Preferirei almeno, durante l’editing, che mi si aprisse una finestrina pop-up che mi avvisasse che la sessione sta per scadere.

                                  Meglio ancora, preferirei che il sistema si accorgesse che sto editando e che ad ogni azione di editing eseguita in prossimità della scadenza della sessione, facesse ripartire il timer.

                                  Sono solo suggerimenti, ovviamente; mi rendo conto che un meccanismo automatico di staccare gli utenti inattivi sia opportuno; certe volte si vede che ci sono molte decine di utenti collegati, fra cui moltissimi guest, che, credo, si scordino di scollegarsi quando chiudono il browser; è quindi importante poter disconnettere ogni utente inattivo da almeno, diciamo 15 minuti.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,591 al 7,605 (di 11,287 totali)

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