OldClaudio

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  • in risposta a: subcaption allieamenti e altre amenità #79809
    OldClaudio
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      Basta che nella terza figura tu specifichi la larghezza pari a \linewidth invece che a 0.5\linewidth.

      La chiamata a caption è ridondante, perché subcaption chiama caption.

      in risposta a: Installazione di temi per beamer #78345
      OldClaudio
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        Guarda che qui sopra, nella barra nera del sito c’è la sezione documentazione e in questa c’è la sezione delle Guide Tematiche; fra queste ce n’è una intitolata Introduzione alla personalizzazione di Beamer. Ti può essere utile.

        Scusami se ho insistito tanto a proposito delle licenze. Fa parte della correttezza, specialmente nel campo del software libero, riconoscere il merito di chi ha messo il frutto del suo lavoro a disposizione degli altri. Ma, affermata questa cosa ovvia, va detto che ogni licenza di software libero (che Sia GNU, LPPL, Creative Commons, o altro) stabilisce delle clausole sull’uso del software e consente spesso, non sempre, ma quasi, di modificare il software libero. La clausola solitamente è che si può copiare e modificare il software creato da altri, citandone la sorgente, ma cambiando nome al software modificato. Perché? Ma è semplice: se si modifica del software senza cambiargli il nome, va a finire che dopo un po’ esistono varianti della stessa cosa con lo stesso nome, o la stessa cosa sotto nomi diversi; alla fine non ci si raccapezza più.

        Se tu fossi, per esempio dell’università di Urbino, tu potresti cambiare nome al pacchetto Padova, al tema Padova, alla sigla di Padova, sostituendo sistematicamente il nome Padova con Urbino in tutti i file, e la sigla PD (maiuscola o minuscola) con UR (maiuscola o minuscola) e aggiungendo una riga di commento in testa ad ogni file in cui specifichi il tuo nome, la licenza che voi applicare — coerentemente con la licenza originale — la derivazione del tuo lavoro; poi sul tema Urbino poi farci ciò che vuoi.

        Tanto per fare un esempio; se io volessi fare quanto ho descritto sopra, estrarrei i due statement che specificano il logo vero e quello bianco, magari ridefinendoli in modo assolutamente neutro, e metterei a disposizione dell’utente uno o due comandi per specificare il logo che vuole. Il tema sarebbe quello, ma il logo diventerebbe a scelta. Po probabilmente sceglierei un colore del tema diverso da quel colore granata, non perché abbia qualcosa in contrario con la squadra di calcio “granata” (il Torino), ma perché mi sembra un po’ violento, specialmente nel frame del titolo. Se poi l’università a cui faccio riferimento con il nome del tema, Urbino nell’esempio, fosse legata ad un colore di fondo particolare, cercherei di usare quel colore di fondo. Per esempio, il Poli di Torino ha una speciale tonalità di azzurro, non troppo chiaro e non troppo scuro; per un tema PoliTorino userei quello come colore tematico.

        Per ora dedicati alla tesi; poi se ci prendi gusto potrai predisporre quanti temi vuoi e metterli a disposizione della comunità degli utenti di TeX.

        in risposta a: Installazione di temi per beamer #78343
        OldClaudio
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          Non volevo dire che la volessi rubare… Volevo sottolineare che i loghi non si modificano.

          Infatti tu non vuoi modificarlo, ma vuoi sostituirlo con un altro logo.

          Allora, visto che gli anonimi autori di questo tema Padova non hanno protetto il loro laoro con nessuna licenza, assumo di default che la licenza sottintesa sia almeno la LPPL (LaTeX Project Public License, che si trova da qualche parte anche nella distribuzione MiKTeX; cerca un file che si chiami lppl.tex) che di solito si applica alle cose che si fanno con LaTeX.

          Questa licenza dovrebbe garantirti il diritto di modificare il “Lavoro” mantenendone le attribuzioni (che non ho visto) ma cambiandone il nome. quindi puoi dire semplicemente: ” Questo lavoro deriva al pacchetto Beamer_Padova-0.2.zip il cui autore non è menzionato.

          Installia tutto nella tua cartella di lavoro — se però leggessi il mauale di MiKTeX sapresti che potresti crearti un albero personale e mettere tutto dentro questo albenro personale; la radice del tuo albero personale c:\…\…\texmf (al posto dei puntini ci scrivi quello che è vero per te) deve essere menzionata nella apposita finestra del programmino MiKTeX Settings che sai sicuramente come aprire a partire dal bototne Start.

          Che sia nell’albero personale o nella tua cartella di lavoro, apri il file beameroutetheme.sty e nelle righe 7 e 8 sostituisci unipd_logo e unipd_logo_white con due file jpg oppure pdf oppure png con i contenuti che ti interessano, verosimilmente il logo della tua università e un file tutalmente bianco con le stesse dimensioni del file del tuo logo.

          Il giochetto è fatto; al più se vuoi lasciare al stessa struttura di cartelle fatta dall’anonimo creatore del tema Padova, invece di mettere solo i nomi dei nuovi file, mettici il path relativo prima del nome, così sei sicura che il tema le trova. Se carichi tutto nel tuo albero personale in una struttura di cartelle di questo tipo:

          C:\…\…\texmf\tex\latex\beamer\Padova

          e hai correttamente ricreato il filename datbase mediante il programmino MiKTeX Settings, sei sicura che pdflatex li trova anche senza specificare i percorsi relativi.

          in risposta a: Installazione di temi per beamer #78340
          OldClaudio
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            Gaia, il precedente messaggio di cfiandra dice esattamente come fare.

            Il logo di Padova è il logo di Padova e non si modifica per nessun motivo; solo i “ciinesi” copiano e talvolta modificano e poi rivendono come se fossero originali (naturalmente parlo dei cinesi disonesti, non voglio offendere la maggioranza onesta). Il logo, ammesso che sia lecito usarlo, è una proprietà esclusiva dell’ente fisico o giuridico che esso rappresenta. Ci mancherebbe altro modificarlo. L’ingrandimento o il rimpicciolimento non è una modifica e quello lo ottieni con i soliti metdi di includegraphics, per esempio specificando un’opzione con un fattore di scala, oppure specificando una dimensione relativa o assoluta; basta che leggi la documentazione del pacchetto graphicx con texdoc grfguide

            in risposta a: Problema con una maiuscola in bibliografia #79770
            OldClaudio
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              Prova a mettere tutta la formula fra graffe.

              in risposta a: segnalibro della bibliografia #79766
              OldClaudio
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                `\cleardoublepage
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                \addtocontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
                \printbibliography`

                Questo argomento è già stato trattato diverse volte. Quello sopra è un esempio di soluzione, tu adatta come meglio credi, per esempio se non vuoi l’indicazione della bibliografia nell’indice, togli \addcontentsline con i suoi argomenti e metti solo il \bookmark con i suoi argomenti.

                in risposta a: A capo “forzato” in una tabella #79052
                OldClaudio
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                  Tabular senza opzioni di allineamento verticale produce una scatola il cui punto di riferimento è in un pnto tale che la tabella è centrata rispetto all’asse matematico; nelle celle adiacenti ci sono delle righe di testo appoggiate sulla loro linea di base e quindi con un certo asse matematico; Perciò i contenuti delle celle adiacenti di cui una contine una tabella, hanno gli assi matematici allineati e non bisogna andare a tentativi per centrare la cella di due righe con le celle adiacenti; se le celle adiacenti fossero delle celle di tipo m{…} la cella di due righe sarebbe comunque allineata con le celle adiacenti.
                  Con \moltirow succede troppo spesso che sia necessario cercare sperimentalmente il numerino da inserire nell’argomento facoltativo per allineare correttamente i contenuti delle celle.

                  Se poi la multicell contiene più di due righe, valgono ragionamenti simili.

                  Secondo me, nonostante la soluzione perfetta di Enrico, sarebbe sempre meglio cercare di mettere assieme tabelle che non richiedano celle di più righe rese con \multirow o con \multicell. Per altro le tabelle sono sempre state difficili da comporre bene anche quando esistevano i maestri compositori con i i caratteri mobili.

                  in risposta a: problema non compreso…! #79727
                  OldClaudio
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                    6) padronissimo di usare pacchetti obsoleti; se però ti producono errori che non capisci qui sul forum assumiamo sempre che vengano usati pacchetti aggiornati, oppure rispondiamo aggiorna il pacchetto, senza cercare di replicare al problema specifico perché non possiamo tenere sul disco tutte le versioni vecchie ed obsolete; sono circa 4 GiB di memoria, e non ha molto senso memorizzare il passato, ameno per me; altri possono essere di parere opposto.

                    7) l’errore che ti viene segnalato indica che stai usando Latex e non pdfLaTeX, oppure che non hai scelto font scalabili; d’altra parte ti avevo scritto:

                    Che cosa ti serva microtype senza specificare un font per il quale microtype disponga delle tabelle metriche dei singoli caratteri per gestire correttamente la protrusione o la espansione delle righe è un mistero. Almeno prima ci mettessi \usepaclage{lmodern}…

                    e infatti…

                    Se il tuo problema è mettere una immagine che copra l’intera pagina, usa il pacchetto eso-pic leggendo con attenzione la sua documentazione con il comando texdoc eso-pic.

                    in risposta a: rifinitura tesi: bibliografia #79735
                    OldClaudio
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                      Quando compili che cosa e con che cosa; quello che hai riportato è un messaggio che qualunque programma potrebbe avere prodotto. Descrivi meglio e dettagliatamante quello che fai, i vari passi, con quale programma, premendo quale bottone, selezionando quale voce dal menù.

                      in risposta a: Larghezza fissa colonne #79718
                      OldClaudio
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                        La tua tabella è un disegno, non una tabella; quindi rivolgiti ai programmi di disegno programmato; TikZ è troppo complicato? usa l’ambiente picture, standard di LaTeX; il manuale è costituito da una decina di pagine e ora è tradotto in italiano nella guida tematica Handbook LaTeX commentato, qui sopra nella sezione Documentazione. Disegnare con questo strumento è facile, anche se non si possono usare le meraviglie ottenibili con TikZ. Ma tu hai un disegno semplice, quindi ti basta uno strumento semplice.

                        in risposta a: Problema visualizzazione file dvi #79661
                        OldClaudio
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                          Il sito http://www.guit.sssup.it è conservato solo per memoria storica.

                          Oggi la guida di riferimento è l’Arte di scrivere con LaTeX che contiene anche informazioni aggiornate sull’installazione; la si scarica dalla sezione di Documentazione, qui sopra.

                          in risposta a: pagina bianca tra capitoli #62213
                          OldClaudio
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                            Componi oneside, invece che twoside.

                            in risposta a: Sondaggio: qual è la tua professione? #13394
                            OldClaudio
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                              Perché, un dottorando non è uno studente? 🙂

                              in risposta a: Problema immagini sgranate jpg #79757
                              OldClaudio
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                                Quello che hai fatto inizialmente di usare Stampa e poi convertire con Paint in jpg è complessivamente una cosa sbagliata.

                                Quando premi il tasto stampa fai una foto dello schermo con la risulozione dello schermo, vale a dire 72dpi che è una risoluzione inaccettabile per stampare qualunque cosa. 72 punti al pollice di schermo vuol dire che hai un pixel colorato per ogni punto tipografico, visto che ci sono 72 pt in un pollice (veramente son 72,27, ma non facciamo i pignoli); siccome un punto è circa un terzo di millimetro, per lo schermo va bene, ma per la carta no.
                                quando stampi il tuo documento usi una stampante che come minimo usa 300 punti colorati al pollice, generalmente 600 punti al pollice, quindi una densità maggiore di più di quattro volte, con 600 dpi la densità è più di 8 volte tanto.

                                Quindi se stampi un pixel di immagine al punto di stampante, l’immagine ti viene da 4 a 8 volte più piccola; se la vuoi invece delle stesse dimensione devi ingrandire linearmente ogni pixel di immagine di 4 o 8 volte, e ogni pixel di immagine diventa un quadratino di dimensioni non trascurabili sulla carta e l’immagine è sgranata.

                                Come fare ad estrarre una immagine da un file pdf? Se tu usassi una macchina non Windows potresti disporre di strumenti che conservano le caratteristiche vettoriali dell’immagine e ti consentirebbero di ritagliare l’immagine come ti pare. Gimp, Photoshop e simili sono fatti per elaborare immagini fotografiche e, anche se sono in grado di leggere e visualizzare file pdf o eps, non sono in grado di salvale nello stesso formato vettoriale, perché il loro modo di lavorare interno è basato sui pixel, non sui contorni.

                                Se non ce l’hai ancora installato, installati una versione recente di ghostscript (dovrebbe essere 9.0 o successiva) e procurati ed installati una versione recente di gview; questa è l’interfaccia grafica che ti permette di usare il potentissimo software ghostscript (sostanzialmente vettoriale) per elaborare immagini postscript (come suggerisce il nome) ma anche eps e pdf. Bene con gview puoi disegnare il rettangolo circoscritto ad una immagine e ritagliarne il contenuto in modo da poter salvare questo contenuto in un altro file che conserva tutte le sue proprietà vettoriali.

                                Oppure stacca/separa le pagine del file pdf in modo che ogni pagina costituisca un file a sé stante; poi immetti la pagina nel tuo documento usando il comando \includegraphics* (del pacchetto graphicx) e tra le opzioni specifica il vieport (le coordina lower left e upper right del rettangolo che circoscrive l’immagine) oppure i valori di trim (gli spessori delle quattro strisce che vuoi ritagliare via dalla pagina per lasciare solo l’immagine) e vai tranquillo; il pacchetto graphicx con queste informazioni fa tutto il lavoro per te. Leggiti bene le istruzioni di graphicx dando da terminale/prompt dei comandi il comando texdoc grfguide che ti apre sullo schermo la documentazione del pacchetto graphicx e guarda bene le descrizioni delle opzioni viewport e trim.

                                in risposta a: Problema visualizzazione file dvi #79659
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  dato ke oggi scrivo dal pc su cui ho i problemi e ho installato texlive, come editor uso il texwork, non ha una interfaccia simile a quella di winshell che ti aiuta con i vari simboli, lettere greche etc.

                                  Se ti piacciono di più i fronzoli di tanti editor come l’archeologico Winshell, allora piuttosto installati TeXstudio che ha i fronzoli che desideri, ma ha il suo bravo visualizzatore interno di file pdf sincronizzato con il file sorgente, capisce le righe magiche a inizio file, e capisce bene la codifica dei file, tutte cose che erano ignote ai tempi in cui Winshell nacque.

                                  Però io sono un po’ arrugginito perché non riesco a capire il tuo problema.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,861 al 7,875 (di 11,287 totali)

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