OldClaudio

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  • in risposta a: Bibliografia biblatex #71729
    OldClaudio
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      Allora è un pezzo che avevi lasciato in sospeso la tesi;

      Per usare biblatex devi richiamare la bibliografia da compilare con \addbibresource e specificare l’estensione bib per il file che contiene il database dei riferimenti.

      Poi di default ora il motore di composizione con biblatex è biber, non più bibtex; però puoi continuare ad usare bibtex, purché to lo specifichi fra le opzioni della chiamata a biblatex; documentazione: texdoc biblatex più una miriade di filoni di discussioni qui sul forum dove è stato sollevato questo problema. Direi che la lettura della documentazione sia la via più semplice.

      in risposta a: sgame #79880
      OldClaudio
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        Io non l’ho mai provato, ma ci sarebbe un pacchetto pdftricks che consentirebbe di comporre figure con pstricks compilando con pdflatex. In realtà, da quel che ho trovato leggendo nella documentazione, questo pacchetto copierebbe gli ambienti pspicture in altri file tex, li compilerebbe con latex, ne trasformerebbe l’output dvi informato pdf, e li importerebbe come file pdf, senza che l’utente se ne accorga se non per un lieve rallentamento della compilazione la prima volta che compila.

        in risposta a: Warning: I’m ignoring extra … “year” field. #79876
        OldClaudio
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          A posteriori non è un mistero così fitto; capita spesso che la compilazione venga interrotta per un motivo qualsiasi, per esempio un errore “fatale” e i file di servizio, aux, out, e compagnia restino incompleti; la compilazione successiva singhiozza e produce errori, ai quali spesso il modo di funzionamento provvede sa dola mandando avanti i lavoro in modo non stop, ma completando i file di servizio. Alla compilazione successiva tutto fila liscio.

          Questa è una della miriade di situazioni che possono apparire misteriose, ma le macchine fino ad oggi sono deterministiche e non causali, quindi se fanno in un modo c’è sempre stata una causa per provocare quel comportamento; non non lo capiamo, spesso e volentieri, ma la spiegazione ci sarebbe sempre.

          in risposta a: come capire che font è stato utilizzato? #79859
          OldClaudio
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            Ultimamente il forum si carica molto lentamente, troppo. E’ un problema solo mio?

            No, non è un problema solo tuo.

            in risposta a: come capire che font è stato utilizzato? #79858
            OldClaudio
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              Per quanto riguarda gli altri pacchetti che ho messo, giuro che alcuni non so a cosa servono; sono rimasti li tesi della triennale e ricordo che li avevo copiati da qualche parte su internet in cui si diceva che erano pachetti utili in generale. Io mi sono fidato e ho copiato.

              Lo so che copiare cose già fatte fa comodo invece di scegliere ciò che ci è veramente utile; vedi, quindo io avevo la tua età internet era agli albori e la posta elettronica serviva solo in ambito accademico; non c’era possibilità di copiare dagli altri e non essiteva nemmeno la documentazione abbondantissima che eiste oggi. Abbbiamdo dovuto scoprire tutto da soli.

              Ma oggi c’è la documentazione accessibile con texdoc sulla propria macchina, senza nemmeno bisogno di andare a frugare nella rete. La documentazione di latexsym, per esempio consisite sostanzialmente in

              This file defines the package latexsym which makes the few additional characters available that come from the lasy fonts (LATEX’s symbol fonts). These fonts are not automatically included in the NFSS2/LATEX2

              in risposta a: come capire che font è stato utilizzato? #79855
              OldClaudio
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                No, che io sappia non c’è fra le guide del nuovo sito guitex.org; io, almeno, non l’ho trovate nella sezione Documentazione. C’era nel vecchio sito.

                Però quella tabella/guida si trova sul calcolatore di qualunque utente che disponga di una installazione completa; Certamente con la distribuzione MacTeX, che è completa di default; con TeX Live, che per venire installata incompleta richiede una fatica non indifferente all’utente. Le distribuzioni incomplete, basic o poco più sono frequenti con gli utenti che usano MiKTeX (errore, installare sempre le versioni complete!).

                Disponendo allora di una versione completa, basta dare da terminale/prompt dei comandi il comando texdoc symbols e la guida appare subito sullo schermo; è lunga, 164 pagine, ma ci sono davvero tutti i simboli possibili immaginabili e i pacchetti con i quali è possibile ottenerli.

                Molto interessante nel caso dei caratteri calligrafici è la tabella 213 nella pagina 68, dove sono mostrati tutti gli alfabeti calligrafici, i comandi con cui ottenerli, e i pacchetti che eventualmente è necessario caricare per ottenerli. Di lì si evince che un certo alfabeto calligrafico si ottiene con mathcal avendo caricato il pacchetto euscript con l’opzione mathcal o, sempre con quel pacchetto ma senza opzioni, con il comando mathscr. Invece i calligrafici all’inglese si ottengono con il comando \mathscr avendo caricato il pacchetto mathrsfs. Nel documento che si legge con texdoc symbols non viene menzionato il pacchetto eucal, ma se si legge la documentazione di eucal, con il solito comando texdoc eucal, si scopre che questo pacchetto sostituisce o può sostituire tutti i font standard con i font corrispondenti della collezione euler, e ne aggiunge di altri, per esempio oltre ai calligrafici che si potrebbero ottenere singolarmente con euscript, ci sono i fraktur, ottenibili singolarmente con il pacchetto eufrak; quindi eucal racchiude in sé anche le funzionalità di diversi altri pacchetti.

                Credo che ora @Lory88 abbia ricevuto le spiegazioni dettagliate su quale sia il pacchetto che gli/le dà problemi con il calligrafico matematico; sa come documentarsi e sa che cosa deve fare per usare correttamente i font calligrafici della collezione euler mantenendo anche la disponibilità dei font standard (caricare euscript, invece di eucal, senza l’opzione mathcal; in questo modo \mathcal produce i simboli standard e \mathscript produce i simboli euler e li può usare entrambi, se lo volesse – a me non sembrerebbe una buona idea quella di mescolarli, ma i gusti sono gusti).

                in risposta a: come capire che font è stato utilizzato? #79853
                OldClaudio
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                  \documentclass[a4paper,titlepage,12pt]{report}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \usepackage[T1]{fontenc}
                  \usepackage{indentfirst}
                  \usepackage{graphicx}
                  \usepackage{amssymb}
                  \usepackage{amsmath}
                  \usepackage{braket}
                  \usepackage{bm}
                  \usepackage{mathrsfs}
                  \usepackage{latexsym}% da non usare per niente
                  \usepackage{amsthm}
                  \usepackage{amscd}
                  \usepackage{eucal}
                  \usepackage{booktabs} % Per le tabelle
                  \usepackage{listings}% Per i codici C o Matlab
                  %\lstset{language=C, basicstyle=\small, stringstyle=\ttfamily, showstringspaces=false, tabsize=1}
                  \usepackage{setspace}
                  \onehalfspacing
                  \usepackage{syntonly}
                  %\syntaxonly
                  \usepackage{enumitem}
                  \usepackage{float}
                  \usepackage{bbm}
                  \usepackage[signatures,swapnames,nouppercase]{frontespizio}

                  Le righe rosse ti sono già state segnalate come possibili responsabili delle tue lettere calligrafiche diverse da quelle di default; la riga blu non è da usare per niente, si riferisce ad una questione di compatibilità con il vecchio LaTeX209, dismesso nel 1994 🙁 I simboli in esso definiti sono contenuti con gli stessi nomi nei font caricati da amssymb.

                  in risposta a: per un millimetro in piu #79861
                  OldClaudio
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                    Perché non hai fatto una tabella unica con le celle vuote nella parte tagliata (basta un \multicolumn) e oltre gli \hline che attraversano tutta la tabella, anche i \cline(n-m) che vanno solo dalla colonna n alla colonna m?

                    Perché metti il pilastrino in tutte le celle? (pilastrino= \rule[-1mm]{0pt}{4.75mm}) basta mettere un solo pilastrino in altezza in una cella qualsiasi dopo un \hline o \cline, e un pilastrino in profondità in una qualsiasi cella prima di un \hline o \cline.

                    @{\hspace{0mm}} è del tutto equivalente a @{}, ma questo è molto più semplice da scrivere; per altro se segui i miei suggerimenti non ne hai bisogno per niente.
                    `…
                    \newcolumntype{M}[1]{>{\centering}p{#1}}
                    \newcommand\pilH{\rule{0pt}{2.5ex}}
                    \newcommand\pilD{\rule[-1ex]{0pt}{0pt}}
                    …
                    \begin{tabular}{|M{\gnam}|*4{M{\gnat}}|M{\gnam}|*8{M{\gnat}}|}
                    \cline{6-14}
                    \multicolumn5{c|}{\pilH} &$b_7$ & 0 & 0 & 0 & 0 & 1 & 1 & 1 & 1 \tabularnewline
                    \multicolumn5{c|}{} &$b_6$ & 0 & 0 & 1 & 1 & 0 & 0 & 1 & 1 \tabularnewline
                    \multicolumn5{c|}{\pilD} &$b_5$ & 0 & 1 & 0 & 1 & 0 & 1 & 0 & 1 \tabularnewline
                    \hline
                    $h_0$& $b_3$ & $b_2$& $b_1$ & $b_0$ && 0 & 1 & 2 & 3& 4 & 5 & 6 & 7\pilH\pilD\tabularnewline
                    \hline
                    0 & 0 & 0 & 0 & 0 & 0 & NUL & DLE & SP & 0 & @ & P & ` & p\pilH\tabularnewline
                    1 & 0 & 0 & 0 & 1 & 1 & SOH & DC1 & ! & 1 & A & Q & a & q \tabularnewline
                    2 & 0 & 0 & 1 & 0 & 2 & STX & DC2 & \string” & 2 & B & R & b & r \tabularnewline
                    3 & 0 & 0 & 1 & 1 & 3 & ETX & DC3 & \# & 3 & C & S & c & s \tabularnewline
                    4 & 0 & 1 & 0 & 0 & 4 & EOT & DC4 & \$ & 4 & D & T & d & t \tabularnewline
                    5 & 0 & 1 & 0 & 1 & 5 & ENO & NAK & \% & 5 & E & U & e & u \tabularnewline
                    6 & 0 & 1 & 1 & 0 & 6 & ACK & SYN & \& & 6 & F & V & f & v \tabularnewline
                    7 & 0 & 1 & 1 & 1 & 7 & BEL & ETB & ' & 7 & G & W & g & w \tabularnewline
                    8 & 1 & 0 & 0 & 0 & 8 & BS & CAN & ( & 8 & H & X & h & x \tabularnewline
                    9 & 1 & 0 & 0 & 1 & 9 & HT & EM & ) & 9 & I & Y & i & y \tabularnewline
                    A & 1 & 0 & 1 & 0 & 10& LF & SUB & * & : & J & Z & j & z \tabularnewline
                    B & 1 & 0 & 1 & 1 & 11& VT & ESC & + & ; & K & [ & k & \{ \tabularnewline
                    C & 1 & 1 & 0 & 0 & 12& FF & FS & , & < & L & \textbackslash & l & | \tabularnewline D & 1 & 1 & 0 & 1 & 13& CR & GS & - & = & M & ] & m & \} \tabularnewline E & 1 & 1 & 1 & 0 & 14& SO & RS & . & > & N & \textasciicircum& n & \textasciitilde \tabularnewline
                    F & 1 & 1 & 1 & 1 & 15& SI & US & / & ? & O & \_ & o & DEL\rule[-1.5ex]{0pt}{0pt}\tabularnewline
                    \hline
                    \end{tabular}`
                    È importante usare la colonna p invece della m; l’ultimo pilastrino esplicito serve per ribassare ulteriormente l’ultimo filetto perché non interferisca con l’underscore. Il comando \string prima del doppio apice garantisce che non sia attivo (lo è praticamente in tutte le lingue, italiano compreso, tranne l’inglese)

                    Ora non ti resta che scegliere il font sufficientemente piccolo o mettere la tabella girata di 90°. Con 14 colonne di larghezza specificata è chiaro che esce dai margini.

                    in risposta a: come capire che font è stato utilizzato? #79849
                    OldClaudio
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                      Nella tabella 11.8 della GuidaGuIT (vedi la sezione Documentazione qui sopra), mostra tutti i segni dei simboli contenuti nel font cmsy10, quelli standard che vengono usati dal comando \mathcal, se non vengono caricati altri pacchetti per sostituire quel font o parte di quel font con altri segni tratti da altre collezioni.

                      Se disponi di Adobe Reader, apri il file pdf del tuo documento che NON contiene la C ela I fatte in quel modo. Premi Ctrl+D (oppure cmd+D sul Mac); nella finestra che si apre scegli fonts; ti viene presentato tutto l’elenco dei font usati nel tuo documento; non guardare tanto se viene usato il font cmsy10, ma se vengono usati altri font la cui sigla non si riconduce ai font CM (prefisso del nome cm), ai font della American mathematical society (prefisso msam o msbm) ai font Latin Modern (prefisso lm); allora forse se ci dici le sigle che non ti suggeriscono niente di conosciuto, forse possiamo dirti di che font si tratti.

                      in risposta a: editor latex mac – riuniamoli! #79838
                      OldClaudio
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                        In quella pagina ci sono editor che non ho mai sentito nominare e mancano editor che ho usato (parlo sempre di Mac), per esempio TeXnicle e Texpad; dovrebbero essere entrambi adatti anche a Mountain Lion, ma io non mi ci trovo affatto bene.

                        Inoltre vista la difficile compatibilità di molti programmi per Lion che non vanno con Mountain Lion, quella pagina non dice niente in merito.

                        Per Mac continuo a pensare che gli editor migliori siano il nativo TeXshop, e i multipiattaforma TeXworks e TeXstudio, indicati nell’ordine delle mie personali preferenze; di fatto lavoro al 95% del tempo con TeXshop. Però, lo ammetto, la mia macchina gira sotto Lion, non Mounain Lion.

                        in risposta a: Modello di Curriculum vitae #78839
                        OldClaudio
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                          Ma, vedi, non ti devi scoraggiare di sicuro; Io penso che il package manager si sia incastrato per quelche motivo che non ha nulla a che vedere con lipsum, quindi riprova; magari non trova il server da cui scaricare o ha avuto un time out di connessione.

                          Comunque il tuo errore, se errore si può chiamare, è quello di avere una distribuzione incompleta. Non sto scherzando: un messaggio si e uno no, qui sul forum diciamo sempre di eseguire installazioni complete. Con le installazioni complete questi inconvenienti con il package manager non si presentano mai, al massimo per gli aggiornamenti, ma non per installare un pacchetto mancante quando ti fermi e non puoi andare avanti perché ti manca quel pacchetto.

                          Prova con il template di Lorenzo Pantieri; quello richiede solo di scaricare un file zip e di dicomprimerlo, dovrebbe poter lavorare con moderncv; l’importante è nella tua distribuzione ci sia moderncv, ma mi pare che tu stessi collaudando proprio quello.

                          in risposta a: Parola in greco antico #79833
                          OldClaudio
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                            Non ho capito cosa intendi. Se intendi dire che pensi non ci sia, nel greco antico, la lettera greca omicron sulla quale compaiono sia lo spirito aspro che l’accento acuto, posso dirti che non sono certo un esperto di greco antico. Ho trovato questa espressione su un libro e vorrei soltanto riportare quanto trovo scritto nella stessa maniera.

                            Anch’io non avevo capito bene se quello spirito e quell’accento erano quello che volevi ottenere o quello che ti veniva fuori.

                            in risposta a: Parola in greco antico #79829
                            OldClaudio
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                              Be’ in quel file c’è scritto che le virgolette alte dopi aperte e chiuse si scrivoo con << e >> rispettivamante e che le viergolete angolate (caporali) aperte chiuse si scrivono rispettivamente (( e ))

                              Da quel che ho visto, le doppie virgolette diritte (che scrivendo in italiano sono un carattere attivo e per il quale nei comandi e negli ambienti di Enrico, forse, andrebbe aggiunto \catcode`\”=12 oltre al già presente \carcode`\~=12) vengono codificate per inserire una dieresi sulla lettera seguente, se la lettere seguente accetta la dieresi; mi pare strano che “omicron dia luogo a spirito aspro+acuto+omicron.

                              in risposta a: Baposter e stampa del poster #79819
                              OldClaudio
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                                Un poster di 100cm per 140cm è stampato su carta B0, quindi l’opzione a0papr è errata, a meno che tu non ingrandisca da A0 a B0 in fase di stampa; A0 è di 84cm per 120cm.
                                Se vuoi altre misure cerca su Wikipedia.

                                Le strane misure di A0 sono tali perché il rapporto altezza/base è il solito rapporto ISO di radice di 2, ma la sua superficie è teoricamente di u metro quadrato, quindi il peso di un foglio A0 è esattamente pari alla “grammatura” della carta. Nel foglio B0, invece la standardizzazione parte da un base iniziale di i metro. Dividendo a metà i fogli si ottengono successivamente i vari formati più piccoli e alla quarta divisione si ha la cara A4 partendo dalla cara A0; partendo dalla carta B0 alla quinta divisione si ha la cara B5, che è quel formato più piccolo che piace molto sia a certe università per le tesi di dottorato, sia per i libri e le riviste in alcuni domini della scienza.

                                Dove troverai da stampare manifesti di circa un metro per un metro e mezzo?

                                in risposta a: ModernCV: non compila la bilbiografia #79811
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Cristina, hai partecipato anche tu alla discussione sul filone http://www.guitex.org/home/forum/5-tex-e-latex/77903-modello-di-curriculum-vitae?lang=it#77903.

                                  Ti ricordersi che Lorenzo lamentava:
                                  1) Moderncv non compila la bibliografia con biblatex e biber;
                                  2) per comporre la bibliografia in italiano, molto obtorto collo Lorenzo ha accettato il mio consiglio di mettere nello stesso zip del suo CV anche plain_ita.bst che gli ho suggerito io.

                                  Quindi ti pongo due domande:

                                  1) visto che il messaggio d’errore ti dice che stai compilando con biber e ti chiede se lo hai specificato nella chiamata a biblatex, perché compili usando biblatex e il generatore di file bibliografici biber?

                                  2) Se scrivi il curriculum in inglese, perché usi la bibliografia in italiano come specifica quel suffisso _ita al nome dello stile plain.bst?

                                  Quindi:

                                  1) togli il suffisso _ita e usa semplicemente plain.bst
                                  2) se hai riconfigurato il tuo editor per usare biber com programma di creazione del file latex da includere nel documento, lascialo stare, apri un terminale e dai un comando a mano bibtex mycurbib, dove mycurbib è il nome del file tex con cui vuoi compilare solo la bibliografia.

                                  I bei giochetti che si potevano fare con biblatex nella tesi, qui non si possono fare, quindi rassegnati ad avere delle congiunzioni o delle paroline ingelsi anche nelle citazioni italiane o francesi. Oppure compila a parte la tua bibliografia usando biblatex e poi includila/accludila al tuto CV in un secondo tempo (per includerla, usa il pacchetto pdfpages; per accluderla, lo puoi fare solo in forma cartacea, usa una pinzatrice 🙁 )

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