OldClaudio

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  • in risposta a: Libertine, un po’ di chiarezza #79197
    OldClaudio
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      Se hai installato font nell’albero personale sono affaracci tuoi, ma non venire poi a lamentarti che hai problemi con i font.

      Non so che cosa tu abbia fatto con i font installati nel tuo albero personale con le mappe dove non dovevi, eccetera; io ho font personali, che ho creato io, che non sono di pubblico domino, che uso regolarmente, che si trovano nel mio albero personale, regolarmente creato sui miei Mac secondo le indicazioni indicati nella guida di TeX Live; dalla 2012 in poi la gestione delle mappe è cambiata, ma, oltre a essere stato annunciato, me ne sono accorto subito e ho modificato le mie cose personali di conseguenza. Non ho nessuna problema; ad ogni aggiornamento della distribuzione i miei font personali appaiono sempre nell’unica pdftex.map di sistema senza che io debba alzare un dito e fare le cose a mano. Ho semplicemente seguito le istruzioni indicate nel documento che si legge con texdoc texlive.

      Non penso che si possa parlare di “affaracci miei“; certo ognuno è padrone di fare gli errori che vuole e sono “affaracci suoi”, sono perfettamente d’accordo. Ma non vedo altre possibilità di agire quando si vogliono creare font, se non altro durante la messa a punto, e prima di caricarli su CTAN. Credo di averne caricati su CTAN più di un migliaio, ma prima dovevano essere provati sulla mia macchina e non potevo permettermi di perdere tutto il lavoro perché un upgrade della distribuzione mi aveva sovrascritto i miei font. Oh, certo l’albero radicato in texmf-local/ non viene sovrascritto, ma è accessibile a tutti gli utenti della macchina; i miei font in prova, in costruzione, sotto collaudo, non possono essere resi disponibili agli altri utenti, finché non sono a posto. Non resta che l’albero personale.
      Questo ovviamente non riguarda le mappe, ma non sono sicuro che la roba assolutamente privata debba andare sulle mappe di sistema.

      Per fortuna non ho di questi problemi perché sono l’unico utente delle mie macchine. 😆 La perorazione precedente riguarda chi lavora su macchine multiutente, o per gli amministratori di sistema.

      in risposta a: Gestire le immagini .eps – problemi con le proporzioni #79220
      OldClaudio
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        Devi aggiornare MiKTeX 2.9 ma non è una questione di pacchetti, bensi una questione di programmi.

        Io butterei a mare MiKTeX 2.9, nonostante le benemerenze di questa gloriosa distribuzione; ma oggettivamente ho usato MiKTeX forse per 15 anni, ma da quando non uso più macchine Windows non so più come si faccia ad aggiornare solo i programmi.
        Io installerei TeXLive 2012 completa; il programma di installazione lo trovi seguendo le indicazioni scritte nell’Arte di scrivere con LaTeX

        Data al vecchiaia del tuo MiKTeX 2.9 (non che sia vecchio in assoluto, ma potresti non avere aggiornato i programmi da quando l’hai installato 3 annia fa) potresti mancare anche di pdfcrop, e potresti mancare di un interpete perl per Windows, quindi se anche l’avessi non potresti usare pdfcrop per mancanza dell’interprete perl. Caso mai cerca in rete. Ma la soluzione è quella di installare TeXLive 2012 che sulle macchine Windows installa anche un interprete perl, ridotto ma funzionante.

        Se hai gview (l’interfaccia grafica per ghostscript) e naturalmente hai anche ghostscript (che è alla base anche di epstopdf) puoi scontornare i file eps e salvarli in formato pdf in un colpo solo.

        Ma il tuo problema, da quel che descrivi, è solo e soltanto un problema di contorni bianchi, magari l’intera pagina A4 su cui sono stati salvati da Matlab. È quindi urgente che tu riesca a scontornare.

        Esisterebbe anche la possibilità di usare le opzioni trim e viewport di \includegraphics, ma è difficile specificare le coordinate della finestra di cui non vuoi stampare l’esterno. Possibile, ma lentissimo.

        in risposta a: Libertine, un po’ di chiarezza #79192
        OldClaudio
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          confermo: dopo l’aggiornamento di oggi libertine.sty è nel posto giusto e anche MAC OS X compila correttamente

          in risposta a: Problema con impaginazione #79318
          OldClaudio
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            Se il file eps non è smarginato occupa tutta la pagina e magari esce anche dalla pagina.

            in risposta a: Gestire le immagini .eps – problemi con le proporzioni #79218
            OldClaudio
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              Con texdoc pdfcrop dato dal prompt dei comandi, anche con MiKTeX dovresti poter leggere la documentazione del programma’ la cosa più semplice è dare il comando dal prompt dei comandi cosi: [tt]pdfcrop file.pdf[/tt], ma se ci metti qualche opzione come ti è stato suggerito, come per esempio un margine di unpt tra la figura e il ritaglio, è meglio; non puoi fissare le dimensioni, che io sappia, [erché lo scopo delo smarginare è quello di togliere completamente i margii attorno alle figure, non di toglierne solo una parte; se vuoi toglierne solo una parte devi usare le opzioni trim e viewport di \includegraphics; documentazione in texdoc grfguide.

              ULTIMO AVVISO: NON USARE PIÙ LATEX, MA SEMPRE PDFLATEX; NON DEVI PIÙ USARE IL FORMATO DVI.

              in risposta a: Classe per la produzione di Manuale d’Uso #79288
              OldClaudio
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                È ancora meglio dire kelvin, con la lettera minuscola, come si dice volt e non Volt, come si dice newton e non Newton. Norme ISO, non è una idea mia, ma lo vuole la grammatica si tratta di nomi comuni non di nomi propri anche se derivano da (co)gnomi propri.

                in risposta a: [Risolto] Classe article e pacchetto fancyhdr #79321
                OldClaudio
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                  La classe article di default lavora solo in bianca, non in bianca e volta (scrive solo da un lato della carta) e sua solo lo stile delle pagne destre, non quello delle pagine di sinistra. Tu con \markboth fai `si che il comando section carichi solo la testaina delle pagine pari. ricpia l’argomento che hai indicato nell’argomento di sinistra, nel secondo argomento:`\markboth{\sffamily #1}{\sffamily #1}`.

                  in risposta a: Problema con impaginazione #79316
                  OldClaudio
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                    È normale che da principianti si usino immagini troppo grandi che richiedono la piena pagina.

                    1) stai molto attento che le immagini che includi siano perfettamente smarginate, cioè senza nessun bordo bianco attorno; se non hai software adeguato per smarginare, vedi sotto; ma è importantissimo che le immagini non abbiano nessun margine attorno. Ti suggerisco questo “trucco”: metti il comando \includegraphics con tutti i suoi argomenti facoltativi e obbligatori come argomento del comando \frame; questo comando disegna un sottile bordo, quasi fosse una cornice attorno all’immagine “lorda”; se questa cornice non è tangente all’immagine, allora hai bisogno di smarginare.
                    2) Nella stragrande maggioranza dei casi ci si dimentica che la didascalia fa parte dell’oggetto flottante che LaTeX deve collocare nel testo; siccome di default le immagini in testa alla pagina non possono eccedere il 70% dello spazio disponibile e il testo non può occupare uno spazio inferiore al (mi pare) 30% dello spazio disponibile, ti rendi conto che se l’immagine, compresa la didascalia, supera il 70% dello spazio, LaTeX non può collocarlo lì dove vorresti.
                    3) È importante non centrare la figura con l’ambiente center che aggiunge altro spazio sopra e sotto l’immagine; bisogna usare la dichiarazione \centering, invece dell’ambiente center.
                    4) È elegante che ogni immagine non occupi tutta la larghezza del testom ma vi sia centrata; quindi è normale che l’inclusione della figura foto.jpg sia eseguita con un comando del tipo [tt]\includegraphics[width=0.7\textwidth]{foto}[/tt] cambiando 0.7 in un altro valore, ma senza raggiungere l’unità; dimpende naturalmente dal contenuto dell’immagine. Se l’immagine è davvero molto dettagliata e richiede tutta la pagina, che la usi davvero tutta– ricordando che l’altezza della figura comprende anche la didascalia e il suo spazio di separazione dall’immagine.
                    5) L’uso intelligente dei descrittori facoltativi di posizionamento permette di superare diversi problemi, ma ricordati che se non si sta più che attenti usando male i descrittori di posizionamento (h, t, b, p) si rischia di trattenere in memoria la figura più del dovuto e magari fino alla fine del capitolo. È vero che con il numero, anche se la figura è lontana dal testo che vi fa riferimento, è facile riferirsi alla figura; il gioco di \label, \ref e \pageref (o di \vref se usi il pacchetto varioref) permette di indirizzare il lettore molto facilmente alla pagina giusta, però sarebbe meglio che la pagina giusta fosse vicino al testo.
                    6) Ricordati della differenza fra i formati vettoriali, preferibili per i disegni al tratto, e i formati bitmapped, preferibili per le foto senza troppo contrasto; quindi se fai dell’editing grafico, controlla se il rpogramma può mantenere il formato vettoriale per i disegni vettoriali; di solito salvano l’editing in formato bitmapped.
                    6) per i disegni vettoriali, non eseguire nessun editing, salvo modificare il “bounding box’, quel rettangolo ideale che circonda l’immagine lorda. Per far sì che il bounding box sia “tangente” devi provvedere a smarginare; per i file eps e per i pdf potresti usare gsview, l’interfaccia grafica di ghostscript, da installare apposta se non lo fosse già; per le immagini pdf il sistema TeX è già dotato di uno script perl che si chiama pdfcrop e che funziona piuttosto bene. Sulle macchine Mac il programma preinstallato per la visualizzazione dei file pdf è in grado di aprire i file eps, convertendoli in pdf, e di smarginare questi ultimi anche quando sono originali, non solo ottenuti per conversione da un eps, e mantiene la qualità vettoriale all’immagine smarginata.
                    7) per le figure bitmapped il programma gratuito GIMP, valido per tutte le piattaforme permette di fare dell’ottimo image editing “a gratis” e funziona molto bene; apre anche i file eps e pdf, ma non li può salvare nello stesso formato, ma solo in formati bitmapped.

                    Credo di averti detto tutto, ma se vuoi avere una cosa scritta meglio, guarda nella Guida GuIT qui sopra nella sezione di Documentazione.

                    in risposta a: Classe per la produzione di Manuale d’Uso #79285
                    OldClaudio
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                      Hai presente la Guida GuIT e l’appendice sulla simbologia e le unità di misura?

                      Hai presente che alla fine del primo capitolo sulla composizione della matematica semplice c’è un lungo paragrafo sulla metrologia con una divertente descrizione di alcuni strafalcioni comuni?

                      Comunque le norme ISO UNI in Italia hanno valore di legge, ma a differenza delle leggi non sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, ma sono stampate a cura dell Ente Nazionale di Unificazione di Milano, che si fa pagare le copie come se fossero stampate su foglia d’oro.

                      Per questo motivo consiglio sempre di scaricare dal sito del NIST (National Institute for Scence and Tecnology, USA — mi spiace Andrea ma è in inglese — la perfida Albione è sempre in agguato 😉 ) il documento sp811.pdf che oltre a contenere le norme ISO parafrasate, contiene anche le istruzioni per scrivere in modo metrologicamente corretto. Tranne qualche piccola cosa che si applica solo all’inglese americano, il tutto è molto, molto ben fatto.

                      in risposta a: L’arte di disegnare grafici con LaTeX #74108
                      OldClaudio
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                        Liverpool” post=78390

                        Cerco di studiarmi per bene il codice sorgente e vedo se riesco a fare qualche passo verso il disegno della ortodromica (“retta” sferica) e della lossodromica (“retta” cilindrica), giusto per vedere se ci riesco.

                        Claudio, poi com’è finita?

                        Non sono riuscito a concludere niente. Mi spiace.

                        in risposta a: Classe per la produzione di Manuale d’Uso #79283
                        OldClaudio
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                          umberto” post=78388

                          In ogni caso chilo byte si scrive KiB secondo le norme ISO.

                          No vorrei nè andare fuori tema, visto che si parlava di LaTeX per produrre manuali d’uso, né fare il pignolo, visto che sono l’ultimo arrivato, comunque qui c’è scritta una cosa diversa:
                          http://it.wikipedia.org/wiki/Kilobyte

                          Umberto

                          Infatti in quel sito di Wikipedia devi guardare la metà di destra della tabella, non la metà di sinistra; e se anche è lecito usare k per 1000 e Ki per 2^{10}=1024, la scrittura K è errata, come è errato l’uso di Kilobyte nel nome della pagina web di Wikipedia.
                          La stessa pagina Wikipedia dice che l’abitudine di scrivere come capita rende abbastanza confusa l’interpretazione di chilo. (ma non rende confusa l’interpretazione di kelvin, anche se la quai totalità degli italiani non sa distinguere fra k e K — retaggio dell’autarchia dei tempi passati che sopravvive nella scuola elementare dove ancora oggi si insegna che l’alfabeto italiano è fatto di 21 lettere — e i bambini italiani che si chiamano Jessica, Katia, Walter, Xavier, Yuri come fanno a scrivere i loro nomi?).

                          Non è per pignoleria che ho scritto quello che ho scritto, ma è la mia battaglia persa in partenza per convincere almeno gli utenti di LaTeX a scrivere metrologicamente in modo corretto; se piace loro l’uso di LaTeX per produrre bei documenti composti correttamente, dovrebbe piacere loro che siano anche scritti correttamente anche nei dettagli; non sto parlando di refusi, che scappano a tutti, ma di errori.

                          E parlando di manuali d’uso, per giunta multilingue, la correttezza metrologica, se mai nel manuale si parlasse di qualche quantità fornita di misura e unità di misura, fa parte della correttezza generale.

                          in risposta a: Classe per la produzione di Manuale d’Uso #79279
                          OldClaudio
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                            Effettivamente ho modificato ripetutamente le dimensioni dell’allegato, ma non sono riuscito a farlo passare (ultimo tentativo 198 Kb).

                            Quando poi scriverai il manuale, ricordati di usare le unità di misura giuste. 🙁
                            Quello che tu hai scritto significa chilo bit, anzi per essere più precisi, significa kelvin bit, non chilo byte. 😆
                            In ogni caso chilo byte si scrive KiB secondo le norme ISO.:wink:


                            @robitex
                            : questa osservazione vale anche per te.

                            in risposta a: \tableofcontents senza numeri #79296
                            OldClaudio
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                              Se poi usi pdfpages puoi estrarre l’indice del documento originale pdf e metterlo in un altro file che ti compili come ti pare.

                              in risposta a: Gestire le immagini .eps – problemi con le proporzioni #79216
                              OldClaudio
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                                Da quello che dici sembrerebbe che tu abbia una distribuzione TeX molto datata e che le tue abitodini ad usare questi rpogrammi sono legate a tradizioni di molti anni fa. Niente di male, ma… Perché andare in giro con una Fiat Balilla, quando si può andare in giro con una macchina moderna?

                                Scommetto che al tua distribuzione TeX è una MiKTeX 2.5 o 2.6, oggi la più recente, che per altro è in giro da un due o tre anni è la 2.9/
                                Texmaker non viene aggiornato da un anno ma la sua versione è 3.5.

                                pdflatex è in giro forse da una quindicina di anni, sicuramente una decina.

                                teTeX ha cessato di esistere, almeno come distribuzione dal 2005.

                                Se pdflatex ce l’hai ma ti da errore quando cerchi di includere una figura eps, vuol dire che abbastanza antecedente al 2010; oggi il formato dvi non lo usa più nessuno.

                                Allora il tuo problema immediato è aggiornare la tua distribuzione; e qui noi consigliamo semrpe di installare TeX Live, il cui programma di installazione si scarica da CTAN l’archivio completo del sistema TeX e se cerchi in rete con il tuo motore preferito usando la parola texlive lo trovi subito. Avendo una macchina Windows, che spero non sia troppo datata, ma abbia almeno il processore a 32 bit e un sistema operativo almeno WinXP, e disponendo di un collegamento internet abbastanza veloce, dovresti cavartela in una oretta. Ti viene installato anche l’editore TeXworks, multipiattaforma; se sei abituato a TeXmaker, la schermata ti parrà minimalista, ma è un ottimo editor con il visualizzatore PDF integrato con il quale puoi fare la ricerca diretta e inversa. Se vuoi mantenere Texmakr scaricati l’ultima versione 3.5, anche quello ha il visualizzatore PDF integrato adatto per la ricerca diretta e inversa.

                                Dopo di che, con la distribuzione nuova installata dovresti disporre da finestra di comandi dello script per pdfcrop che con i file pdf ti fa automaticamente quello che con i file eps fai a mano.

                                Se non ti importa che le figure siano deformate, definisciti due lunghezze, diciamo figlarg e \figalt, assegna loro dei valori e usa sempre wuelli nel comando \includegraphics; se vui creati una macro del tipo \mettificgura che accetti solo il nome del file, ma che dentro passi questo nome a \includegraphics nel quale hai già specificato una volta per tutte l’opzione [ width=\figlarg, height=\figalt ]. In questo modo eviti di doverlo specificare ogni volta; le macro servono proprio per questi scopi.

                                Non dare al colpa a me se poi le figure scalte con fattori di scala diversi in orizzontale e in verticale non ti piacciono più; volevi un’idea? te l’ho data, ma il risultato a me non piacerebbe. Però è solo una questione di gusti persoanli.

                                in risposta a: [Risolto] imakeidx: segnalazioni entry in nota #78690
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Riprendo questa discussione perché ho trovato che i suggerimenti dati in merito alla compatibilità con il pacchetto combine, che ha portato a definire \imki@name con il valore espanso di \jobname; e di usare questo comando in diverse altre posizioni del file.

                                  Ho collaudato al cosa e funzionava nei test che ho fatto, tanto che ho apportato questa modifica al sorgente di imakidx che ora si trova in rete con la modifica attiva.

                                  Fin qui tutto bene, salvo che ho scoperto che se si usa l’opzione splitindex non funziona più niente. Se si dispone della distribuzione del sistema TeX aggiornata, chiunque può sperimentare il mal fuzionamento con un piccolo file di questo genere:`\documentclass{article}
                                  \usepackage[splitindex
                                  %,noautomatic
                                  ]{imakeidx}
                                  \makeindex[name=comandi,title=Indice dei comandi]
                                  \makeindex[name=nomi,title=Indice dei nomi]

                                  \begin{document}

                                  \index[comandi]{start} start
                                  \index[nomi]{Garibaldi, Giuseppe} Giuseppe Garibaldi

                                  \printindex[comandi]
                                  \printindex[nomi]
                                  \end{document}`

                                  Il risultato è che se il piccolo file suddetto è salvato con il nome foo.tex, non viene creato il file unico foo.idx, ma vien creato il file comandi.idx; non basta che il nome sia sbagliato ǹche il contenuto è sbagliato perché split index non estrae i file gisuti per comporre i due indici

                                  Nel file di prova ho commentato la riga con l’opzione noautomatic; che si lasci il commento e si lanci splitindex a mano, oppure che si tolga il commento e si lasci fare al programma imakeidx il risultato è lo stesso: i nomi e i contenuti sono errati.

                                  La causa è sempre quella definizione espansa e la sostituzione di quel comando dappertutto dove prima c’`era scritto \jobname. Ora visto che quella definizione espansa ci vuole per curare l’incompatibilità con Combine, e che dove \jobname è stato sostituito dalla definizione espansa, talvolta bisogna lasciare la sostituzione e talvolta bisogna tornare a \jobnmae o a qualcosa davvero equivalente a \jobname (per esempio un’altra definizione espansa fatta al momento giusto, cioè subito dopo aver impostato le opzioni di imakeidx, caricato prima di combine) ma non riesco a trovare i punti giusti. qualcuno può provare a vedere a mente fredda se ci riesce? Il file imakeidx da modificare/correggere è in texmf-distr/tex/latex/imakeidx/

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