OldClaudio

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  • in risposta a: ClassicThesis e numeri romani maiuscoli nel frontmatter #78629
    OldClaudio
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      Io avevo usato una definizione simile a quella che ti suggerì Enrico nelle prime versioni della GuidaGuIT; poi ho tolto tutto, perché produceva dei problemi insormontabili con hyperref, con l’indice generale, indice analitico, ecc, con i riferimenti di pagina, eccetera.

      Ho trovato che è molto più sicuro mettere \textsc oppure \scshape, a seconda dei casi nei posti dove ci voglia il maiuscoletto, quindi negli header/footer, nelle righe di configurazione delle pagine, eccetera. La cosa è semplicissima se si ricorda che le cifre del maiuscoletto e quelle del tondo sono identiche, quindi quando nella definizione di, diciamo, \@oddhead vi compare la scrittura \textsc{\thepage}, non ha nessuna importanza se \thepage contenga numeri romani minuscolo oppure cifre; i numeri romani vengono in maiuscoletto, le cifre restano cifre.
      Nell’indice generale potrebbero esserci dei problemi per l’indicazione delle pagine che corrispondono ai titolo dei capitoli, se per caso si usa una classe standard, come book, perché il maiuscoletto è privo di serie nera con i font di default.

      Così funziona ora la GuidaGuIT e, se non mi sono distratto, non ci sono errori e tutto procede come previsto.

      È vero che, come sai, io ridefinisco comandi interni a mio piacimento, mentre tu non lo fai per principio; ma tu usi tanti pacchetti come facyhdr con i quali puoi ridefinire quello che ti pare in modo pulito ed elegante; io invece ridefinisco quello che voglio in modo rozzo e inelegante, ma con il mio approccio non ho l’invadenza di fancyhdr che spesso, le poche volte che lo uso, non mi fa in modo semplice quello che vorrei che facesse quando si cambiano stili di pagina; invece con il mio approccio con poche definizioni o \patchcmd mi definisco quanti stili di pagina voglio senza interferenze gli uni con gli altri, come succede in parte con fancyhdr.

      Lo stesso vale per le righe \l@part, \l@chapter, \l@section, ecc., che definiscono lo stile delle righe dell’indice generale, e via di questo passo.

      Ovviamente non faccio obbiezioni sul tuo modo elegante di procedere; fai benissimo, e in molte circostanze dovrei fare altrettanto mentre ormai ho preso delle brutte abitudini. Constato solo dei fatti e delle differenze funzionali che possono essere risolte con entrambi gli approcci e, a parer mio, il mio approccio è più diretto e sovente, non sempre, trovo la soluzione più in fretta.

      in risposta a: xspace e emph #78620
      OldClaudio
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        xspace non è molto utile, ma non è nemmeno del tutto inutile; \emph esegue delle operazioni prima e dopo comporre il testo che è contenuto nel suo argomento e quindi se l’argomento contiene \xspace, questo chede che il testo vero che lo precede sia seguita da cose diverse da uno spazio esplicito o uno spazio implicito o un segno di interpunzione, e quindi inserisce uno spazio.

        Se invece usi la dichiarazione e scrivi [tt]{\em\nome}[/tt] probabilmente funziona.

        Per la verità a me funziona anche con il comando \emph seguito dai due punti.

        in risposta a: creare frontespizio con LYX #78626
        OldClaudio
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          Lo diciamo sempre e lo ripetaimo a te. Lascia perdere LyX; è uno specchietto per le allodole, facendo credere ai malcapitati che vi si affidano che sia facila da usare come sembra essere Word o Writer, ma che componga molto meglio.

          Non è così; è una gabbai che ti costringe e non vedere chi ti fa effettivamante il lavoro; chi fa il lavoro di composizione per davvero è uno dei vari programmi del sistema TeX, che comunque per far andare LyX hai dovuto installare lo stesso. Probabilmente il programma di composizione è pdfLaTeX, che riconosce il mark-up di LaTeX e compone direttamente il file di uscita in formato PDF.

          Il mark-up di LaTeX è quello che tu imposti premendo opportuni bottoni nella barra superiore. Non lo vedi perché LyX te ne isola, ma non sai quanto perdi; LaTeX è completamente personalizzabile con un miriade di pacchetti che tu hai sotto il cofano del tuo elaboratore, ma che non saprai mai come usare perché LYX non dico che ti impedisca di farlo, ma certamante si comporta come se quei pacchetti fossero magie dei suoi bottoni.

          Se qualche frequentatote del forum che conosce LyX ti sa rispondere, tanto meglio. Ma se non ha una fretta estrema di consegnare la tesi in segreteria domani stesso, lascia perdere LyX; scaricati da qui sopra, nella sezione Documentazione, il testo introduttivo a LaTeX intitolato l’Arte di scrivere con LaTeX; scaricati dalla rete, se non ce l’avessi già a bordo lo shell editor TeXworks (il più semplice di tutti, ma capace di molte cose sorprendenti); leggiti l’Arte cercando inizialmente di capire la filosofia del mark-up; e fai gli esercizi che i vari esempi ti suggeriscono. In breve saprai usare LaTeX senza LyX fra i piedi, e senza le palle da forzato legate alle caviglie che ti impediscono di correre con i tuoi mezzi verso le soluzioni compositive belle (e brutte, speriamo di no) che LaTeX ti consente in ogni circostanza.

          Per diren una: per predisporre il frontespizio LaTeX dispone del pacchetto frontespizio; lo carichi; specifichi solo le solite informazioni che vanno in un frontespizio di tesi attraverso appositi comandi di mark-up documentati nella documentazione di frontespizio, premi il bottone di composizione di TeXworks e voilà hai il frontespizio (be’ dipende come lo fai — se lo integri nella stessa tesi devi prima comporre la tesi, poi un file tex che il pacchetto frontespizio ti ha creato, poi di nuovo la tesi, ma questi sono dettagli che richiedono pochi click di mouse); e ti garantisco che il risultato valo lo sforzo di imparare ad usare LaTeX senza rimanere legati dalle rigidezze di LyX.

          in risposta a: Indice e prefazione #78614
          OldClaudio
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            Scrivi \pagestyle{plain} oppure \clearpage{empty{ prima di \cleardoublepage; oppure carica il pacchetto emptypage, che fa si che la pagina vuota aggiunta in mezzo sia veramente vuota.

            Leggi tutto il paragrafo §3.8 dell’Arte.

            Poi eventualmente usa i comandi di sezionamento della classe book: \frontmatter prima di tutto quanto, poi \mainmatter dopo la prefazione; \frontmatter fa si che i capitoli non vengano numerati anche se sono scritti con \chapter invece che \chapter*; però, se segui questa via, nel file prefazione.tex togli l’asterisco al capitolo. \Mainmatter ripristina le cose come si deve.

            In sostanza hai definito lo stile fancy solo per mettere un filetto sotto le testatine; hai ottenuto il risultato, ma ti sei anche complicata la vita, perché quella dichiarazione è come un pezzetto di scotch che ti è restato appiccicato alle dita e non riesci a liberatene facilmente.

            in risposta a: Indice e prefazione #78612
            OldClaudio
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              All’inizio del file Prefazione.tex metti queste righe:`\cleardoublepage\markboth{\contentsname}{\contentsname}` prima dell’apertura del capitolo non numerato [tt]\chapter*{Prefazione}[/tt].

              Non dici che classe hai usato, ma se hai usato la classe book ci sarebbero altri metodi per ottenere il risultato giusto senza artifici.

              Quel filetto di 0.8pt mi sembra un po’ troppo spesso, unn po’ luttuoso 😉 Prova con altri spessori minori; di default sarebbe di 0.4pt.

              in risposta a: Font ifsym10 at 600 not found #78103
              OldClaudio
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                È come ti avevo detto; il comando fax è già definito in qualcosa che carichi prima di marvosym; infatti è definito nella riga 219 del file di classe moderncv.cls.

                Se vuoi continuare ad usare marvosym (a che cosa ti serve?) copiati il pacchetto marvosim.sty nella cartella del tuo curriculum vitae, su questa coia commenta la riga dove si definisce \fax, e vai tranquillo ; per evitare problemi cambia il nome al pacchetto, per esempio NGmarvosym (cambiagli il nome e la descrizione anche in una delle prime righe negli argomenti di \ProvidesPackage) e poi ciamalo con il nuovo nome nel file sorgente del tuo curriculum.

                in risposta a: Pacchetto frontespizio: sembrava facile, invece… #78525
                OldClaudio
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                  La distribuzione latex in uso è la 2012, mantenuta il più possibile aggiornata e come editor uso è TeXstudio 2.3 (SVN 2471), ovvero l’ultima release disponibile.

                  L’ultima disponibile è la 3255

                  Dunque dala finestra comandi hai fatto:

                  1) pdflatex -synctex=1 main – tutto ok, compilazione conclusa senza errori e creazione automatica del file main-frn.tex
                  2) pdflatex -synctex=1 man-frn – compilazione senza errori
                  3) pdflatex -synctex=1 main – compilazione non andata a buon fine: ! LaTeX Error: File ‘main-frn’ not found.

                  e hai riottenuto le cose che non vanno come è successo fin dall’inizio.

                  Allora la mia ulteriore domanda è la seguente: dopo la seconda operazione, sempre restando a lavorare nella cartella dove si trova il main.tex, che cosa ottieni con il comando`dir main*.pdf`

                  Meglio ancora dai il comando [tt]help dir[/tt] e cerca fra le opzioni quella che ti permette di avere il listato con tutte le informazioni complete di ogni file (io non te lo posso dire perché non ho una macchina Windows sotto mano) poi ridà quel comando dir specificando l’opzione giusta; se c’è main-frn.pdf e non è di dimensioni nulle, non riesco a capire dove sia l’inghippo.

                  Nota che sto ipotizzando qualche errore di configurazione o di esecuzione; non penso ad errori dentro al pacchetto frontespizio. che per includere il frontespizio si appoggia al pacchetto pdfpages. Potrei provare a dirti di disinstallare sia il pacchetto frontespizio sia pdfpages, e poi di reinstallarli entrambi usando tlmgr per la distribuzione TeX Live 2012, ma dubito che uno dei due pacchetti sia bacato; non si sa mai, ma lo dubito fortemente.

                  Per aggirare il problema, visto che il frontespizio l’hai già composto (il tuo visualizzatore di file pdf come lo mostra?), puoi sempre commentare la chiamata al pacchetto frontespizio, aggiungere la chiamata al pacchetto pdfpages e cominciare la tua tesi con un comando \pdfinclude con i parametri giusti per includere il frontespizio già contenuto nel file main-frn.pdf (leggi la documentazione texdoc pdfpages); se sei a corto di tempo è la soluzione più rapida, ma è un po’ come arrendersi se non si scopre perché da te tutto il marchingegno non funziona.

                  in risposta a: Errore strano nella bibliografia #78603
                  OldClaudio
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                    Il comando per generare il titolo della bibliografia è \chapter*, cioè viene prodotto un titolo non numerato; quindi devi applicare quanto descritto nell’Arte al §3.9.2.

                    Specificatamente per il tuo caso la soluzione è nel §7.2.5

                    Ricordi che consigliamo sempre l’Arte di scrivere con LaTeX per documentarsi prima di scrivere sul forum come richiederebbe la netiquette?

                    in risposta a: simulare un foglio excel #78600
                    OldClaudio
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                      Cambia la definizione della colonna N così`\newcolumntype{N}[1]{>{\centering\rule[-1mm]{0pt}{4.75mm}}m{#1}}`

                      Il motivo è questo (e lo puoi verificare meglio nella guida tematica LaTeX handbook commentato, qui sopra nella documentazione): i tre parametri del comando \rule sono:

                      [tt]\rule[ [/tt]innalzamento[tt]]{[/tt]larghezza[tt]}{[/tt]altezza complessiva[tt]}[/tt]

                      Se la larghezza è nulla, come nel nostro caso, il rettangolo prodotto da \rule è invisibile, ma mantiene le altre due caratteristiche; in particolare è alto altezza complessiva; se si applica ribassamento con un valore negativo dell’innalzamento, il rettangolo viene spostato in basso, quindi aquista una profondità, ma la sua altezza sopra la linea di base diminuisce.

                      Se tu usi un’altezza complessiva di 2mm e poi lo abbassi di 1mm, produci uno spazio di sotto alla riga di base, cosicché l’\hline di sotto è adeguatamente distanziato, ma il \rule resta solo 1mm sopra la linea di base; siccome le lettere maiuscole A, B, …, sono più altedi questo \rule, perché sono di circa 2,75mm (un po’ più di 7pt, circa 8pt), questo significa che l’altezza sopra la linea di base deve essere di circa 3,75mm a cui devi aggiungere il millimetro di ribassamento per avere una altezza complessiva di 4,75mm.

                      Certo si potrebbe definire il \rule con un’altezza variabile a seconda del corpo dei caratteri, ma andando per tentativi si trova facilmente con due o tre prove quanto deve valere l’altezza complessiva del “pilastrino” (cosi si chiama in tipografia quell’oggetto che non stampa niente ma distanzia e sostiene quello che c’è sopra o sotto; in inglese si chiama strut; LaTeX dispone del comando \strut, che però normalmente rappresenta un pilastrino di dimensioni definite e non accetta argomenti per variarne le dimensioni — con \rule si ha la massima libertà di creare un pilastrino delle dimensioni che si vogliono).

                      Quindi con il ribassamento di 1mm e un’altezza complessiva di 4,75mm l’\hline sopra le lettere A, B,… è distanziato della stessa quantità del filetto che sta sotto le lettere; con il pilastrino di 2mm, il filetto supeirore quasi tocca le lettere.

                      Alternativamente si potrebbe usare il comando \extrarowheight (vedi pacchetto array) che per la prima riga del tuo Excel simulato andrebbe bene, ma non andrebbe bene per le celle successive.

                      in risposta a: simulare un foglio excel #78598
                      OldClaudio
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                        Togli il primo [tt]\hline[/tt], altrimenti ne hai due di seguito e ottinei quello che vedi.

                        Peraltro hai definito la colonna di tipo N ma non l’hai mai usata. Sarebbe meglio se la usassi aumantando l’altezza del \rule finché lo spazio sopra le maiuscole della prima riga sia uguale allo spazio sotto.
                        Puoi usare la comaonna N{6mm} al posto della colonna C{6mm}, ma con il \rule aggiustato in altezza.

                        in risposta a: Riga magica del motore di composizione #78551
                        OldClaudio
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                          Marco, nella versione di TeXstudio che ho io, l’ultima, che ho installato una settimana fa, versione 2.4 (precisamante, da About TeXstudio si ricava nella prima riga: TeXstudio 2.4 (SVN 3233M), il §4.10 parla delle righe magiche è vero, ma cita solo quella per l’encoding e quella per lo spell checker:

                          4.10 Advanced header usage
                          Texstudio can use special comments in the text to adapt options for that document.

                          “% !TeX spellcheck = de_DE”

                          This special comment tells txs that this document is written in German and German spell checking is to be used, independent on any general settings.

                          “% !TeX encoding = utf8”

                          The code defines the character encoding of a document.
                          4.11 Synopsis of the TeXstudio command

                          Chissà se è una omissione voluta…

                          In compenso il menù a tendina che si apre premendo Tools–>Commands è il seguente (non te lo posso copiare con un scrrn shot, perché se clicco sul programma per eseguire lo screen shot si chiude la tendina; ti trascrivo il contenuto):

                          Latexmk
                          LaTeX
                          pdfLaTeX
                          XeLaTeX
                          LuaLaTeX
                          DVI -> PS
                          PS -> PDF
                          DVI ->PDF
                          View DVI
                          View PS
                          View PDF
                          MakeIndex
                          TexIndy
                          Metapost
                          Asymptote

                          Questo è quanto viene offerto con la mia distribuzione di TeXstudio.

                          in risposta a: simulare un foglio excel #78593
                          OldClaudio
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                            Non puoi usare filetti verticali insieme ai comandi dei filetti orizzontali definiti da booktabs.

                            Poi se vuoi avere i contenuti delle celle centrati anche verticalmente devi usare il descrittore m non il descrittore p anche per la prima colonna.

                            Leggi attentamente la documentazione di array per allargare verticalmente le righe della tabella e usa i normali comandi \hline in vece dei \…rule di booktabs.

                            Certo un foglio di calcolo non è una tabella tipograficamente valida; puoi fare a meno di rispettare le regole tipografiche e quindi di booktabs.

                            Prova questo codice`\newcolumntype{M}[1]{>{\centering\rule[-3mm]{0pt}{8mm}}m{#1}}

                            \begin{tabular}{@{}|M{6mm}|*5{M{22.6mm}|}@{}}
                            % oppure
                            %\begin{tabular}{*5C}
                            \hline
                            &A &B &C &D &E \tabularnewline
                            \hline
                            1&pippo & pluto & paperino & topolino & minnie \tabularnewline
                            \hline
                            2&paperone & paperoga & qui & quo & qua \tabularnewline
                            \hline
                            3&paperone & paperoga & qui & quo & qua \tabularnewline
                            \hline
                            4&paperone & paperoga & qui & quo & qua \tabularnewline
                            \hline
                            5&paperone & paperoga & qui & quo & qua \tabularnewline
                            \hline
                            \end{tabular}`

                            in risposta a: Font ifsym10 at 600 not found #78099
                            OldClaudio
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                              Hai fatto un errore e non hai ben afferrato un concetto.

                              L’errore è che per nessun motivo al mondo devi modificare i file di sistema come invece hai fatto andando a commentare una riga nel file marvosym.sty. Questo è un errore grave, molto grave e ti prego di ripristinare subito il file come era prima; poi vedi sotto.

                              L’altra cosa che mi pare che tu non abbai afferrato bene è che i vari pacchetti che consentono di usare altri simboli e hanno bisogno di altri font, sono del tutto indipendenti l’uno dall’altro e sono indipendenti anche da LaTeX.

                              Quindi se marvosym ti definisce il comando \fax, che tu lo usi o non lo usi, la definizione viene fatta nel momento in cui tu chiami il pacchetto, quindi nel preambolo, quando il documento non è ancora cominciato; ma se la diagnostica ti dice che il simbolo c’è già, vuol dire che è stato definito da un pacchetto che hai chiamato prima di marvsym, il quale definisce \fax, ma magari lo realizza con un altro font.

                              La soluzione non è quella di modificare il file di sistema (che al primo aggiornamento di TeXLive2012 tramite il texlive manager tlmgr, — operazione da fare ogni dieci giorni circa — ti verrà ripristinato come era inizialmente e perdi la modifica fatta) ma di decidere con attenzione se i due pacchetti che definiscono entrmabi \fax ti servono davvero entrambi (a me risulta che i comandi \fax, \FAX e \Faxmachine siano tuti e tre definiti da marvosym, quindi o tu hai definito \fax, oppure lo definisce la classe che stai usando), oppure copi il file marvosym nella cartella dove stai componendo il tuo documento e modifichi questa copia, non quella di sistema.

                              Per tua sicurezza commenta la riga nella quale chiami marvosym e compila il tuo documento; se questo viene fuori come lo volevi tu, vuol dire che non avevi nessun bisogno di usare marvosym 🙂

                              in risposta a: Riga magica del motore di composizione #78549
                              OldClaudio
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                                Sì, riconosce anche MacOSroman, l’ho appena ricontrollato, anche se l’avevo gia verificato qualche tempo fa; mi era venuto il dubbio. ma per fortuna è così.

                                “texroot” sarebbe una vera fesseria; perché copia da TS oTW e poi cambia in modo da rendere incompatibili i mark-up?

                                in risposta a: Impostare la larghezza delle colonne di una tabella #78586
                                OldClaudio
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                                  `% !TEX TS-program = pdflatex
                                  % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  \documentclass{article}
                                  \usepackage{booktabs,array}

                                  \newcolumntype{C}[1]{>{\centering}p{#1}}
                                  % oppure senza argomento
                                  % \newcolumntype{C}{>{\centering}p{20mm}}

                                  \begin{document}
                                  \begin{center}
                                  \begin{tabular}{*5{C{20mm}}}
                                  % oppure
                                  %\begin{tabular}{*5C}
                                  \toprule
                                  \multicolumn5c{Nomi dei paperi}\\
                                  \midrule
                                  pippo & pluto & paperino & topolino & minnie \tabularnewline
                                  paperone & paperoga & qui & quo & qua \tabularnewline
                                  \bottomrule
                                  \end{tabular}

                                  \end{center}

                                  \end{document}`

                                  Eccoti un esempio minimo ottenuto applicando quanto c’è scritto nelle pagine 2 e 3, e in particolare ne §1.1 della documentazione di array da leggere dando da terminale il comando texdoc array .

                                  Non mi sembra tanto complicato.

                                  L’esempio che ti ho fatto consente di avere la definizine della nuova colonna con la larghezza da specificare, oppure di averla già fissata nella definizione.

                                  L’artificio di scrivere [tt]*{N}{descrittori}[/tt] (omettendo le graffe quando N o i descrittori sono fatti di un solo token) è assolutamente standard: vedi la stessa tabella 1 di array nella pagina 2, ma questa non è una delle descrizioni nuove aggiunte da array, ma è sempre stata presente; vedi anche guida tematica (qui sopra in Documentazione) LaTeX Handbook commentato.

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