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Guarda che ho ringraziato nel mio secondo post, a differenza tua, e non ho alcun problema a ringraziare per il suggerimento. Comunque, se rileggi tutto quello che hai scritto, ti consiglio di rivedere, oltre la differenza tra preposizioni e verbi, lo “spelling” delle parole e l’uso della punteggiatura.
Eh, sì, hai proprio ragione; non so niente di ortografia né di punteggiatura e mostro questa mia ignoranza specialmente quando scrivo sul forum; infatti non sono riuscito ad impostare le mie schermate in modo che i caratteri siano un po’ più grandi e faccio fatica a rileggermi.
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Sì, sull’Arte c’è scritto che cosa fare; per altro le cose da fare sono diverse a seconda che la piattaforma si Linux o Windows; quindi leggi la sezione giusta.Per altro anche il sito CTAN dice che cosa fare con il grosso file ISO; dipende se il tuo sistema operativo può aprire il file ISO come se fosse un disco, mentre se non lo può aprire devi masterizzare un dvd con quella ISO, e poi seguire le istruzioni che sono presenti su CTAN come sull’Arte.
Attento: se sei su Linux, uno di quei Linux che soddisfano ai requisiti del consorzio Debian, devi seguire, con le modifiche relative alla differenza di anni, le indicazioni del file texlive-ubuntu.pdf che trovi in rete cercandone il nome proprio come te l’ho scritto. Quella piccola guida è scritta per Ubuntu, ma vale anche per Suse e per Fedora; probabilmente anche per altre versioni Linux, ma la sperimentazione dipende dal singolo utente, perché Enrico non poteva scrivere un capitolo apposta per ognuna del 250 e più versioni diverse di Linux.
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Siccome il refuso da per dà è scappato a me, mi sono affrettato a correggerlo; anzi ti ringrazio di avermelo fatto notare.Siccome inoltre sono io che ho tirato in ballo il latino, e so perfettamente che non tutti gli studenti universitari hanno studiato il latino, e molti che l’hanno studiato si sono affrettati a dimenticarlo, vorrei spiegare perché l’ho tirato in ballo.
Se non si sa nulla di latino bisogna imparare a memoria il paradigma del verbo redigere per sapere che il suo participio passato è redatto; anch’io vado a vederne sul vocabolario quale sia il passato remoto perché ne sono incerto, visto che lo uso raramente; per la cronaca è: redassi, redigesti, redasse, redigemmo, redigeste, redassero. Questo è il problema dei verbi irregolari e di quelli difettivi. Magari se uno sa il latino, si ricorda del paradigma di “redigo” e non ha dubbi sul participio passato. Ecco perché conoscere il latino non è stato tempo sprecato quando lo si è studiato alle medie (ora non lo si fa più) e alle superiori (ora molte scuole superiori che permettono l’accesso all’università, non lo offrono più). Conoscere i latino, per altro, qualche volta può tirare in inganno: qual è il participio passato di esigere? dal latino dovrebbe essere esatto, ma se si guarda sul vocabolario si scopre che il verbo è difettivo e manca del participio passato. Vedi dunque che il latino è un’arma a doppio taglio. per la mia esperienza è molto più utile che dannoso, ma bisogna sempre stare attenti a non prendere degli svarioni.
Del resto l’affinità con trarre e i suoi derivati, citato da De Mauro, conoscendo il latino non potrebbe neanche venire in mente; in latino trarre aveva l’infinito trahere, mentre redigere aveva lo stesso infinito. Dalla quinta elementare ricordo che gli unici verbi con l’infinito in -rre, sono trarre e porre con i loro derivati.
Non mi sono inventato niente; ho soltanto esposto quanto ricordo dalla mia terza media e dalle mie scuole elementari.
Ora direi che la questione sia da considerarsi chiusa.
E come io ti ho ringraziato per avermi fatto notare il mio refuso, forse tu faresti bene a ringraziare chi ti ha fatto notare il tuo errore (non parlo di me, perché mi hai ringraziato). Se stai scrivendo la tesi, chi ti ha fatto notare l’errore, ti ha fatto un grande favore (sempre che il tuo relatore la legga e che nessun commissario dell’esame di laurea abbia l’occhietto cattivo che gli cade proprio su un eventuale redarre rimasto nel testo). Non oso pensare quale potrebbe essere l’esito dell’esame di laurea. 😯
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Prima di correggere altri errori, \ProvidesPackage per un file di classe è sbagliato; magari produce solo un warning, ma certamante una classe non è un package; magari \ProvidesClass potrebbe essere più sensato? Documents templatenon solo ha una s di troppo, ma non è affatto descrittivo come potrebbe essere, chessò, Classe per la carta intestata della OHI.Il pacchetto hyperref va caricato sempre per ultimo. Per ora; quais mezzanote, ho solo l’aspirazione di andare a nana; domani chissà…
Buona notte
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Visto che il forum, ultimamente, è diventato un sito di discussione sulla lingua italiana, ti pregherei di non usare referenziare al posto di citare o di fare riferimento a; referenziare è un brutto anglismo derivante dal verbo “to refer” la cui azione in inglese è reference. In italiano referenza si usa poco, mentre referenze si usa spesso; come sai, al singolare o al plurale,vogliono dire una cosa completamente diversa dall’inglese refernece.
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No, che io sappia non basta; volendo si può procedere a mano, ma la TeX Live 2011 non viene più aggiornata perché ora bisogna installare la 2012. La 2011 è stata “congelata” se ricordo bene, il 10 maggio scorso. Se ne è parlato anche su questo forum, in uno di quei filoni a sfondo giallo all’inizio della pagina, con una spilla rossa infilata a destra. ora quel filone non si vede più, perché è stato sostituito dal filone relativo a TeX Live 2012. Se ben ricordo il precedente filone conteneva più di 200 messaggi, segno che era visitato sovente da molti frequentatori del forum.Ora ti direi: aggiorna senz’altro alla versione 2012 e non pensarci più.
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`\begingroup
\makeatletter
\@ifundefined{ver@biblatex.sty}
{\@latex@error
{Missing 'biblatex' package}
{The bibliography requires the 'biblatex' package.}
\aftergroup\endinput}
{}
\endgroup`
Mi pare molto esplicito: “Missing biblatex package”; più chiaro di così…Ma perché non hai biiblatex.sty e compagnia? probabilmente hai una distribuzione datata del sistema TeX; o, se hai installato a mano il pacchetto biblatex, l’hai messo un una cartella che non si trova sul path di ricerca del sistema TeX.
PS: certo che \apj è un comando! è il comando che permette di scrivere il nome della rivista “AstroPhysical Journal”. Forse le definizioni di questo comando e gli altri simili, si trova in qualche file di definizioni o di configurazione; ma certamente, se sai a che cosa ciascuno di questi comandi si riferisce, fai presto ad aggiungere le opportune definizioni nel tuo preambolo.
::ivan” post=75428http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=8730&ctg_id=44
Ciao
IvanTi ringrazio dell’indirizzo web di quell’estratto della Accademia della Crusca, che sta evidentemente tradendo il motivo della sua origine, quello cioè di setacciare la crusca dalla farina, riferendosi metaforicamente alla lingua e a i suoi usi scorretti.
Ora non ho problemi, se fossi un lessicografo, a registrare redarre fra le parole che si incontrano, e non ho problemi a riconoscere che le lingue cambiano cono i tempi, ma redarre, benché formato sul modello di trarre e dei suoi derivati, apparentemente i soli citati da De Mauro, deriva dalla non conoscenza del latino e della derivazione delle lingue romanze dalla lingua madre, il latino; senza dimenticare il desiderio di tutti, cioè quello di usare parole complicate create sul modello di altre senza conoscerne l’origine. Se fossi De Mauro, al cui cospetto i sono il signor nessuno, riporterei il lemma, riporterei la retroderivazione, ma aggiungerei che è sbagliato. Punto e basta.
Il verbo transare (da transazione) denota la stessa origine dell’errore, l’ignoranza del latino e della filologia romanza. E dove mettiamo scansionare (da scansione, nome verbale di scandire)? Il latino spiega benissimo come stanno le cose.Ripeto: io sono l’ultimo al mondo a poter dire ai lessicografi che cosa debbano o non debbano fare; ma per favore, il giudizio di valore ci vuole sempre.
E se la Crusca trova che hanno usato redarre anche Umberto Eco e Gian Luigi Beccaria, siamo sicuri che quelle persone colte abbiano deliberatamente scritto quell’errore? siamo sicuri che quello non sia il frutto della scrittura di uno studente, di un laureando, peggio ancora di un dottorando, che i suddetti prof. hanno copiato e incollato senza esaminare accuratamente il materiale che stavano usando? Insomma l’incidenza del 4,4% o del 2,8% di redarre rispetto a redigere su Ill Sole 24 Ore e su La Stampa, non è una percentuale significativa in nessuna scienza; non vedo perché dovrebbe esserlo non tanto per la lessicografia, quanto per la mancanza di un giudizio di valore e di una adeguata reprimenda nei confronti dei giornalisti illetterati che hanno usato redarre.
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Il comando \apjl non è definito; tu non ce l’hai messo, ma probabilmete si trova nel file .bbl generato dal biblatex oppure da biber. quindi devi prima andare a cercare dove si trovano quei comandi che danno quel messaggio, poi dirci che preambolo e che opzioni hai usato per la bibliografia. In ogni caso prima del pezzo di file log che hai allegato al messaggio ci sono altre informazioni utili per decifrarlo; ecco perché se la sfera di cristallo di Enrico è andata a fare la revisione, la mia è del tutto kaput. 🙂
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redarre ? C’è sul vocabolario?Magari sul vocabolario trovi redatto, ma te lo dà come participio passato di redigere 😉
bibtex8 fa già parte della tua distribuzione; probabilmente, se non vuoi cambiare le impostazioni del bottone bibtex del tuo editor, devi usarlo a mano dalla linea di comando; apri una finestra terminal o prompt dei comandi, comunque si chiami nel tuo sistema operativo, e scrivi il comando seguito dal nome del master file senza estensione. Leggi la documentazione con texdoc bibtex8 sempre dalla linea di comando.
Se non riesci, usa gli accenti acuti, gravi, circonflessi, eccetera usando i comandi di \TeX: \`a, \’e, \”i, \^o, eccetera
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Leggi la documentazione di beamer cercando \onlyslide;In pratica usi un solo frame fatto di diverse slide; la matrice è sempre la stessa, ma le cose che vuoi far apparire in tempi successivi sono negli argomenti di \onlyslide che quando non viene mostrata la slide giusta fa diventare il contenuto della cella vuoto, mentre quando è la slide giusta ne fa apparire il contenuto come di deve.
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Non so se questo sia il caso, ma la prima parola dopo un cambiamento di font non viene divisa in sillabe dall’algoritmo di pdftex (il motore di composizione); intervenendo a mano basta mettere uno spazio nullo ([tt]\hskip0pt[/tt]) prima del nome che cade a fine riga. Se questo interferisca con la cliccabilità del nome non saprei dire.
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Ammesso che tu abbia creato l’apposito file .clo, sei sicuro di voler usare un font di 2pt di corpo? Perché hai scritto 2pt, con uno spazio davanti; quindi è proprio 2pt, non 12pt o 22pt o 32pt, o cose simili.E siccome un punto è circa un terzo di millimetro, chi mai riuscirà a leggere un font di corpo 2pt? e dove mai si troverà un font, anche vettoriale, che possa essere stampato o riportato sullo schermo, quando il suo corpo è di due terzi di millimetro?
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