OldClaudio

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  • in risposta a: Xelatex e le specifiche alternative dei font #76417
    OldClaudio
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      Grazie @nhcvi2; so usare fontforge, ma preferisco non cambiare i font; sto scrivendo una classe e chi la userà non potrà cambiare i propri font come potrei aver fatto io sul mip iMac; quindi devo, se fosse possibile, usare i comandi o del pacchetto libertineotf oppure usando le featuras di fontspec, in modo che chi userà la classe la possa usare praticamante out of the box.

      Grazie a tutti; Domenico, ho il sospetto che i nomi delle varie varianti si possano usare anche con fontpsec. Comunque ci proverò.

      Grazie a tutti.

      Claudio

      in risposta a: suggerimento tesi #76403
      OldClaudio
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        La classe thesi non mi risulta che esista a livello di pubblico dominio, almeno.

        Però qui sul forum si parla di classi per le tesi da sempre ed è un argomento piuttosto gettonato. Se frequenti il forum suppongo e spero che tu non legga solo i messaggi che contengono risposte alle tue domande, quindi sai bene quanto sia gettonato questo argomento.

        Ti faccio un elenco non esaustivo di pacchetti per tesi: TesiModerna, TesiClassica, ClassicThesis, suftesi, sapthesis, toptesi,… senza contare l’onnipresente pacchetto frontespizio destinato a produrre solo il frontespizio indipendentemente dalla classe o dal pacchetto usato epr la tesi. Le prime due sono scaricabili dal sito di Lorenzo Pantieri, le altre sono già distribuite con il sistema TeX.
        Vedi tu, se fra queste scritte solo per gli italiani, non ce ne è già una adatta al tuo scopo. Se non ti bastano esamina CTAN per vedere che cosa offre usando come chiave di ricerca la parola thesis; vedrai quante ne saltano fuori.

        Sono tutte basate sulla classe book o report, con molte personalizzazioni; io ti direi che la classe book più il pacchetto frontespizio sono già più che sufficienti a comporre una bella tesi; se vuoi anche i “bells and wistles” decorativi, non hai che l’imbarazzo della scelta; se vuoi costruirti una classe da solo, lo puoi fare, ma solo dopo aver studiato un bel po’ di tipografia, perché con “LaTeX si può fare di tutto, sia bello sia brutto” 🙂

        in risposta a: Xelatex e le specifiche alternative dei font #76412
        OldClaudio
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          Purtroppo texdoc libertine.pdf (o texdoc libertineotf} producono solo il manuale in tedesco che conosco pochissimo e per leggere qualcosa devo munirmi di vocabolario ed eseguire la traduzione come ai tempi del liceo con le lingue antiche.

          La documentazione in inglese sul sito wiki consiste di un’unica riga 🙁 😯 😡 (ehm, veramente una presa in giro che non mi sarei aspettato da una persona che è capace di produrre la documentazione completa in tedesco, sempre tenuto conto che la lingua ufficiale della distribuzione TeX è l’inglese, anche se sono presenti documenti in lingue orientali, mongolo incluso).

          Vedrò che cosa riesco a capirci e poi eventualmente vederò di comunicare i risultati che sarò riuscito ad ottenere.

          Grazie Domenico

          Claudio

          in risposta a: Pagine di oggetti mobili senza interrompere il testo #76394
          OldClaudio
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            `
            \usepackage{afterpage} % nel preambolo
            …
            \afterpage{\clearpage}% dove ci vuole
            …
            `

            Usa il pacchetto afterpage; metti il comando [tt]\afterpage{\clearpage}[/tt] dopo ogni figura o ogni due figure; in questo modo il comando \clearpage viene eseguito solo a fondo pagina, quindi non ti restano pagine mozze.

            Una tesi fatta più di figure che di testo mi lascia perplesso. Ho il sospetto che buona parte di quelle figure debba far parte di una o più appendici, come materiale da consultare, ma separatamente dal testo; eventualmente associate a poche parole di spiegazione, che possono stare anche nella didascalia:
            `
            \caption[titolo della figura breve]{titolo della figura seguito da quanta spiegazione si vuole (magari non più di 10 righe di testo)}
            `

            Nel testo della tesi quelle figure si possono tranquillamente citare mediante il comando \vref{etichette}; \vref sostituisce \ref e \pageref mediante il pacchetto varioref, e a seconda della posizione della cosa citata rispetto al punto della citazione viene generato un testo del tipo “figura 3.5 in questa pagina’, “figura 3.4 nella pagina a fronte”, “figura 3.6 nella prossima pagina”, “figura 3.15 nella pagina 173” e simili.

            Ma il copro della tesi deve essere una cosa da leggere, da capire, con le equazioni da interpretare, con le argomentazioni di carattere metodologico da assimilare, senza essere distratti da un eccesso di figure; i riferimenti con l’indicazione della pagina permettono di esaminare facilmente le figure nelle appendici, ma in una seconda lettura, non nella lettura del corpo della tesi.

            Poi la tesi è tua quindi la componi come meglio credi; io ti ho fatto quelle osservazioni e ti ho dato dei consigli (non richiesti 🙂 😉 ) come li avrei dati ad un mio laureando.

            in risposta a: Pagine di oggetti mobili senza interrompere il testo #76392
            OldClaudio
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              Il pacchetto afterpage risolve diversi problemi durante la lavorazione del documento, ma alla fine, quando si fanno gli ultimi aggiustamenti quasi tutti gli \afterpage{…} vanno eliminati.

              Una soluzione funzionante è quella di mettere diverse figure o grafici con le rispettive didascalie nello stesso ambiente flottante, così:
              `
              \begin{figure}[p]
              \centering
              \includegraphics[…]{prima figura}
              \ca[tion{…}\label{…}

              \vspace{\baselineskip}

              \includegraphics[…]{seconda figura}
              \caption{…}\label{…}

              \vspace{\baselineskip}

              \includegraphics[…]{terza figura}
              \caption{…}\label{…}
              \end{figure}
              `

              Seguendo la stessa linea di pensiero, dentro ad un unico ambiente figure si può mettere qualunque cosa, per esempio una minipage con giustezza pari a \textwidth, ma di cui si specifichi l’altezza (\textheight meno un paio di righe), dentro alla quale sistemare altre minipage allineate in orizzontale o sistemate in verticale, ognuna con la sua figura e la sua didascalia. se le figure non sono tanto grandi con questo metodo si possono stivare nella stessa pagina un numero non trascurabile di figure. Le minipage si ottengono o con l’ambiente minipage o con il comando \parbox; se non hai mai visto come si specifichi l’altezza, puoi vedere suilla GuidaGuIT qui sopra nella documentazione.

              Nota che si potrebbe usare anche il pacchetto caption che definisce un ambiente subfigure per sistemare assieme diverse figurine, ma questa strada va bene solo se le figure sono correlate l’una con l’altra, perché poi esiste una didascalia generale e tante didascalie particolari che hanno lo stesso numero della didascalia generale seguito da una lettera. Il risultato finale può anche sembrare simile, ma il concetto è che le “sottofigure” sono parti di un discorso grafico comune.

              in risposta a: Errore aggiornamento #76352
              OldClaudio
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                Quei punti interrogativi dove hai sistemato le faccine, non sono un errore, ma è la misura dell’elapsed time da quando è cominciato l’aggiornamento; certo chi ha scritto il programma avrebbe potuto caricare il tempo di paragone a 0 prima di cominciare a totalizzare il tempo trascorso, ma ormai ci ho fatto l’abitudine e non lo vedo nemmeno più. con l’applicazione per Mac, poi, non si vede nemmeno; lo vedo solo quando aggiorno su Windows o su Ubuntu Linux. Il tlmgr ha sempre lo stesso difetto, sia che lo si lanci a mano senza GUI, sia che si usi la GUI.

                Quello che conta sono le ultime righe; infatti è caduta la linea internet, e il server ha smesso di inviare dati, per cui ha ripreso il download da dove aveva smesso; alla fine ci ha messo 36 minuti circa a completare il tutto.
                Quando succedono queste cose i pacchetti che erano in fase di scaricamento potrebbero non essere stati scaricati bene; io per sicurezza rilancio l’updater e di solito fa ancora qualcosa proprio su quei pacchetti; nel tuo caso potrebbero essere chextras, nlctdoc e zhnumber.

                Non è colpa di tlmgr, ma della linea caduta.

                in risposta a: Mac e latex #76339
                OldClaudio
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                  Be’, ho sbagliato le età di circa 6 anni; tu non sei più adolescente, ma la mamma è giovane 🙂

                  in risposta a: Mac e latex #76337
                  OldClaudio
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                    Ai liceali si lasciano passare alcune cose che ai laureandi non possono essere lasciate passare.

                    Non so se @fpolle sia ancora un liceale, ma visto che sua madre fa la tesi, direi che faccia parte di quella schiera di donne coraggiose che hanno sospeso gli studi per dedicarsi alla famiglia e ai figli e, quando questi sono sufficientemente autonomi, riprendono gli studi e conquistano il loro meritato titolo di studio.
                    Di conseguenza, anche se la mamma non è più un’adolescente, è sicuramente una donna giovane, quindi anche suo figlio ha da essere giovane, magari adolescente.:wink:

                    Per altro “worka” è talmente obbrobrioso, e non adatto nemmeno agli SMS tanto cari agli adolescenti, che anche @fpolle deve essersi reso conto che questo forum non accetta questo genere di torture linguistiche. 🙂

                    in risposta a: Errore aggiornamento #76350
                    OldClaudio
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                      Questa notte (01:27) ho ricevuto da Karl il seguente messaggio:

                      Everyone: I’m sorry for my mistake in using our little ${PKGNAME}
                      abbreviation where it turned out not to be supported. That’s fixed for
                      tonight, of course (“bguq.map”).

                      And also for our nightly test not noticing the failure and updating
                      tlnet anyway . Working on that.

                      Sigh.

                      k

                      Quindi sembrerebbe che ora il file sia stato corretto all’origine, ma il programma di aggiornamento con verifica di tlnet debba ancora ricevere un po’ di attenzione. Stiamo a vedere.

                      in risposta a: Errore aggiornamento #76349
                      OldClaudio
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                        Confermo l’errore, se ce ne fosse ancora bisogno , presente anche sulla mia TeX Live 2012 per Windows, ma aggiungo che a mio parere l’inconveniente si verificava anche sulla 2011.
                        Il lavoro di correzione dell’errore forse eliminerà il problema definitivamente.

                        Non, non era presente nella 2011 e nemmeno nella prima installazione di MacTeX 2012. Lo so perché ci ho dovuto lavorare sopra non poco e ho scritto anche il messaggio #75189 , nel quale esponevo la mia esperienza.

                        La correzione, eseguita come ho suggerito, non è definitiva; nel prossimo aggiornamento il file verràa riscritto da tlmgr; e se per caso il bug ci fosse ancora, si ripresenterà e bisognerà eseguire nuovamante la correzione.

                        Ho già avvisato Karl Berry di questo fatto; speriamo che provveda rapidamente.

                        in risposta a: Mac e latex #76335
                        OldClaudio
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                          Allora ripeto:
                          1) visto che ha la versione 2011, che aggiorni subito alla 2012.
                          2) visto che la mamma usa TeXshop, il quale nasce preconfigurato per lavorare con una certa codifica che non ricordo più, forse MacRoman, forse UTF-8, ma non ISO 88659-1 nota come latin1, è necessario cambiare codifica ai file, specialmente se la codifica che si legge nelle preferenze è MacRoman e specialmente se vuoi scambiare dei file con la mamma (qualche volta potrebbe succedere che lei scriva un file, commetta un errore, non sappia trovarlo e correggerlo, ti passi il file, così da dare a te l’onore e l’onere di insegnare qualcosa alla mamma), è importante che entrambi usiate la stessa codifica. La cosa migliore sarebbe che usiate la codifica UTF-8, e quindi impostiate entrambi i vostri editor per avere quella come codifica di default. E poi che mettiate entrambi utf8 come opzione per il pacchetto inputenc. Ma prima di convertire tutti i file alla codifica comune, per esempio, UTF-8, bisogna che vi impratichiate suoi concetti delle codifiche (GuidaGuIT, appendice sulle codifiche).

                          Visto che ci sono, aggiungo anche che i font di uscita è bene che siano scelti con codifica T1 (vedi l’importanza delle codifiche? attento, questa è diversa da quella relativa ai file di entrata.), certamente, ma sarebbe opportuno che siano anche scelti un una buona collezione completa; io consiglio sempre i Latin Modern, solamente vettoriali, quindi da usare solo con pdfLaTeX: [tt]\usepackage{lmodern}[/tt]. Coincidono praticamente con quelli di default, ma hanno le impostazioni che permettono di scegliere qualunque corpo, ingrandendo quelli disponibili, in modo da non snaturali completamente, quindi scegliendo fra quelli disponibili quello di corpo più vicino a quello desiderato, in modo che il fattore di ingrandimento sia il più vicino possibile all’unità.

                          Se tu vuoi cimentarti con i Latin Modern usati in modo esteso e avanzato, cosa che con i font “normali” del sistema TeX non si può fare, leggiti la documentazione della collezione cfr-lm (texdoc cfr-lm, comando dato dal prompt dei comandi) e poi eventualmente cimentati con [tt]\usepackage[…]{cfr-lm}[/tt]. Secondo me ne vale la pena. E se la mamma scrive una tesi afferente alle scienze umane, il fatto di poter usare nel testo le cifre minuscole, dona allo scritto un non so che di raffinato.

                          in risposta a: Dimensione arbitraria caratteri in memoir #76366
                          OldClaudio
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                            Prendi il file mem9.clo dalla cartella …/tex/latex/memoir/ te la copi sul desktop; le cambi nome, per esempio mem7.clo; la apri con un editor come quello che usi per i file .tex; cambi i valori dei corpi e degli spazi in proporzione 7/9, magari arrotondando alla seconda cifra decimale; salvi il file; lo sposti nel tuo albero personale; se non ne hai uno, lo crei come spiegato nell’Arte; sposta meme7.clo nella cartella …/texmf/tex/latex/memoir/ che, se non c’è, devi creare;: se la tua distribuzione lo richiede, devi aggiornare il database dei nomi dei file.

                            Ora puoi usare la classe memoir specificando nella chiamata con \documentclass l’opzione 7pt; e comporrai normalmente in corpo di 7 pt.

                            Comprati un microscopio per leggere il documento; 7 pt è poco; i font corrispondenti a \small, \footnotesisize, sono minuscoli veramente; non pensare di usare pedici o pedici dei pedici, perché non riusciresti neanche a stamparli, figuriamoci a leggerli; Spera di poter usare font che ammettano quei rimpicciolimenti (io non ti so dare consigli in merito, anche perché portando gli occhiali, non leggo mai corpi così piccoli). Ricorda che la riga ottimale con corpi normali contiene mediamente 66 caratteri, spazi e punteggiatura inclusa. con un corpo di 7 pt, probabilmente la tua riga non deve essere superiore a 7 o 8 centimetri; non pensare di comporre un documento in formato A4 in corpo 7 pt.

                            Se devi scrivere un contratto di assicurazione e vuoi essere sicuro che il contraente non riesca a leggerne le clausole, quella del foglio A4 e il corpo di 7pt è la strada giusta. 🙂

                            Pensaci bene, molto bene, prima di fare una cosa del genere, ciò di comporre un testo qualunque in corpo 7 pt 🙄 😯

                            Se non volevi fare questo, allora riformula la domanda in modo che si possa capire.

                            in risposta a: Errore aggiornamento #76344
                            OldClaudio
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                              Dunque; sì, mi sono sbagliato a scrivere il percorso: quello giusto è

                              /usr/local/texlive/2012/texmf-dist/web2c/updmap.cfg

                              e questo file contiene la riga incriminata; io ho aperto il file con i diritti del superuser, ho cancellato quella riga, e ho salvato il file. sempre con i diritti del superuser ho lanciato updmap-sys e tutto è filato liscio come l’olio.

                              in risposta a: Errore aggiornamento #76342
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Non si tratta di un errore di aggiornamento, visto che i pacchetti da aggiornare li ha aggiornati tutti.

                                Il punto è che ora gestisce diversamente la generazione delle mappe dei font rispetto a come veniva fatto con le versioni di TL preceenti alla 2012; ho anche inviato un messaggio a questo proposito un mesetto fa nel filone TeXLive 2012 qui sul forum.

                                Hai dei font tuoi che vuoi aggiungere alle mappe? Benissimo, ma non modificare /usr/local/texlive/2012/texmf/web2c/updmap.cfg; che magari avevi modificato con la 2011, ma scrivi una nuova updmap.cfg in …texlive/texmf-local/ oppure nel tuo albero personale, rispettando la struttura delle cartele conforme alla TDS, TeX Directory Structure.

                                Oppure guarda la/usr/local/texlive/2012/texmf/web2c/updmap.cfg e controlla quello che c’è scritto dentro; la riga che contiene ${PKGNAME}.map probabilmente dovrebbe essere commentata. Dovrebbe servire solo per indicare al struttura delle righe che formano la struttura dei file di configurazione.

                                Comunque voglio andare a fondo di questa faccenda, perché sulla base del tuo messaggio ho ricevuto lo stesso errore nella generazione dei file delle mappe, quindi, la cosa non è isolata.

                                in risposta a: Mac e latex #76333
                                OldClaudio
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                                  fpolle” post=75505Salve, sto insegnando a mia mamma come usare Latex, perchè vuole scriverci la tesi.

                                  Lei ha un macbook pro, …

                                  Sul mio notebook invece, con windows 7, le legge correttamente (anche se le accentate come “ò, à, è” le ho dovute riscrivere).
                                  Credo quindi sia un problema di come mac codifica queste lettere.

                                  Come posso fare?
                                  Non vorrei farle scrivere tutte le accentate con “\’e”.

                                  Grazie

                                  Suppongo che tu le abbia installato una versione, possibilmente 2012 di MacTeX; se ne hai installata un’altra versione, disinstallala e installa MacTeX, che come tutti pi package per Mac nasce completa anche degli accessori.

                                  Fra gli accessori ci sono anche TeXshop e TeXworks; entrambi ottimi; io preferisco TeXshop, specialmente per la possibilità (cliccando su voci del menu e scegliendo da liste) di inserire cliccando le “righe magiche” adatte per il file principale e i file inclusi rispettivamente. TeXWorks lo trovo più agile di TeXshop per cambiare codifica ad un file, ma ha anche altre sue caratteristiche particolari molto interessanti; TeXshop è specifico del Mac, TeXworks è multipiattaforma e, se tu lavori su un notebook Windows, ce l’hai già montato anche tu, anche se magari non te ne sei reso conto.

                                  Non è Mac che codifica le cose in modo diverso; è che per un motivo misterioso la maggior parte degli editor per Mac lavorano con la codifica AppleMac Western che,lo dico da utente Mac, dovrebbe essere proibita per legge; in realtà è una codifica che ha dato buona prova di sé da quando i Mac esistono, diciamo 30 anni; ma è una codifica ristretta al mondo Mac; TeX è un sistema di tipocomposizione che non vorrebbe avere queste barriere, quindi quando si usa questo sistema bisognerebbe essere pronti a verificare sempre che AppleMac Wester cacciato dalla porta non rientri dalla finestra…

                                  Leggi quanto ti ha scritto Lorenzo; sull’arte c’è scritto molto su questo tormentone delle codifiche; spero fra non molto di poter pubblicare una breve guida tematica (sopra nella sezione Documentazione); non è ancora pronta, ma ci manca poco. Forse ci manca troppo perché tua madre possa aspettare.

                                  Nel frattempo non combinate guai sui file che la mamma ha già scritto; ricorda sempre che quanto specificato come opzione a inputenc, deve sempre corrispondere la codifica usata dall’editor per salvare il file; generalmente questa è la codifica con cui l’editor è configurato (vedi Preferenze dell’editor) ma ci sono editor che possono salvare anche con codifiche diverse da quella preimpostata. Se per caso la mamma ha salvato e, senza volerlo, lo ha fatto con la codifica applemac, allora piuttosto, sostituisci nel preambolo latin1 con applemac; ma preparati, prima o poi a cambiarle la codifica di tutti i file, appena avrete entrambi tu e tua mamma,abbastanza competenza per farlo e abbastanza competenza per usare le righe magiche con TeXshop e TeXworks.

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