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Dopo l’asterisco lampeggia in attesa di qualcosa che devo inserire,ma cosa si aspetta??
Se nel file della tesi non hai mai inserito i comandi per impostare il nome del/dei candiati, del/dei relatori, il titolo della tesi e le altre informazioni necessarie per comporre il frontespizio, quando lanci ed esegui pdftlatesx sulla tesi ti genera il file tesi-frn.tex incompleto e l’asterisco indica che il prgramma si aspetta dei comandi in input da tastiera. Se non sai cosa inserire a mano devi terminare il processo.
Con LaTeX o dai il comando Ctrl+C (oppure +Y oppure +…) per “uccidere” il processo, o dai il comando \@@end sperando che te lo prenda. Alcuni shelle editor hanno un pulsante “Abort” o un bottone verde da cliccare che dopo diventa rosso per ottenere la terminazione forzosa del processo.
::Ho visto che hai eliminato il passaggio con \bibbia@stringa, in effetti non ne comprendevo l’utilità. Invece non riesco a capire bene il quinto argomento di \estraidati, provo a dire cosa ho capito. Se uso \branobibbia esplicitando versetto iniziale e finale, allora #5 vale “-” e non succede nulla. Se inserisco solo il versetto iniziale (Gn:1,5) sia #4 che #5 sono vuoti e quindi \verFin è uguale a #3. Giusto?
Quasi: … quindi \Verfin viene messo pari a #3, non è che valga #3, mal finisce con valerlo a causa del test \ifblank.
Per il resto pensiamoci. Ora non saprei che cosa dire, specialmente se la numerazione dei versetti non tratta le righe poetiche cominciando all’inizio di un verso; cosa che nel tuo esempio non succede. Non ho una Bibbia sotto mano in questo momento (ne posseggo tre o quattro, ma sono nella stanza dove dorme ora la mia nipotina) ma non avevo mai osservato una numerazione così fatta.
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Sì, è vero, molte delle difficoltà degli utenti derivano dalle difficoltà di installazione.
Io, alla mie età e quasi trent’anni di esperienza con le distribuzioni del sistema TeX, e cinquant’anni di esperienza nell’uso di calcolatori (non a livello di tecnico informatico, ma a livello di utente, sia bene chiaro) ho serie difficoltà a capire come si faccia oggi ad usare un programma, o meglio, un sistema di composizione, senza avere la minima curiosità di sapere come funziona sia il proprio PC, sia lo strumento da usare.Capisco, è ovvio, che oggi i calcolatori sono molto più facili da usare e si manovrano per lo più con il dito indice sul mouse che con le dita sulla tastiera, ma mi pare persino impossibile che la maggiorr parte degli utenti non abbiano la minima idea di che cosa ci sia sul disco, come siano organizzate le cartelle, eccetera.
Non posso gettar via la mia esperienza, è ovvio, ma questa mi impedisce di capire le difficoltà altrui, per lo meno me le rende meno ovvie.
Bisognerebbe che tutti fossero obbligati ad usare Linux senza interfaccia grafica per almeno un mese, ma senza fare grosse acrobazie, semplicemente cercando di fare quello che fanno tutti i giorni, ma usando solo la tastiera, niente mouse, niente mouspad, niente touch screen. Dopo si apprezzeranno di più le moderne meraviglied di questi piccoli oggetti, ma intanto si sarà presa coscienza di quello che c’è sotto il cofano e le difficoltà che ora sembrano insormaontabili sembrerano diventate piccole piccole e ognuno sarà capce di sbrogliarsela da solo.
Con LaTeX è diverso; il markup di LaTeX non è particolarmente complicato ma il gioco dei comandi che vengono sviluppati al fined di essere tradotti in altri comandi, e questo a catena, con giochi strini su che cosa avviene prima e cosa dopo, fanno sì che molti errori di che si commettono usando LaTeX siano molto subdoli; e qui ci siamo noi che proviamo attraverso messaggi più o meno comprensibili, nostri e altrui, di spiegare che cosa fare o che test fare per localizzare l’errore; qualche volta siamo fortunati e capiamo subito; spessissimo io devo ritirarmi in buon ordine, lasciando ad altri il compito di aiutare i malcapitati OP che sono incappati in una di queste trappole.
Eppure tutti, più o meno, continuiamo a raccomandare di aggiornare la distribuzione (ho il sospetto che molti lettori non sappiano esattamente in che cosa consista questo aggiornamento); di montare la distribuzione TeX Live /TUG a fianco delle distribuzione TeX Live/Debian; ma ogni volta dobbiamo ripetere le stesse cose, perché le difficoltà rimangono.
A quando una guida tematica sull’installazione? una guida che tratti sia TeX Live, sia MiKTeX; che tratti anche la doppia distribuzione sulle macchine Debian; una guida che descriva l’aggiornamento; una guida –sempre al stessa — che descrive come fare se per tutti i problemi che riguardano l’installazione e la manutenzione. E il tutto in modo preciso e conciso come sa fare chi sappiamo noi?
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Aggiungo ancora questo.Supponiamo che ti abbuia eseguito l’installazione giusta e il comando which del sistema operativo ti risponda che il comando pdftex viene eseguito con quello il cui percorso vale /opt/texbib/pdftex.
Supponiamo anche che se scrivi sullo schermo il $PATH (per esempio: echo $PATH) ti esca una stringa che contiene anche /opt/texbin.
Allora l’installazione è giusta e se da terminale il comando pdflatex Tesi gira tranquillo e non produce errori, ma produce il file pdf, cliccando sul quale si apre un qualunque visualizzatore di file PDF, allora vuol dire che chi non funziona, dopo la reinstallazione o l’aggiustatina di TL 2011 è lo shell editor (Kile, Texmaker, o quant’altro) che continua a lanciare i programmi della distribuzione TL/Debian. Riconfigura allora il tuo shell editor.
Se invece non ti gira pdflatex Tesi nemmeno agendo da terminale, vuol dire che la distribuzione non è proprio aggiornata, nel senso che hai messo a posto i percorsi, ma non hai aggiornato i file; cerca con locate il file frontespizio.sty; te ne indicherà almeno due: lascia stare quello che si trova sull’albero della distribuzione Debian e apri quello che si trova in /user/local/texlive/2011/texmf-dist/tex/latex/frontespizio/
Usa un editor testuale qualsiasi, va bene anche gedit. Leggi all’inizio, nella 22-esima riga che cosa c’è scritto; se c’è una data anteriore a 2011/09/21, vuol dire che non hai aggiornato la tua distribuzione. Se non trovi quel percorso, allora vuol dire che proprio NON hai installato la TL 2011 o se l’hai installata chissà dov’è, e quindi è inaccessibile.
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Io con questo codice
`
\documentclass[…]{…}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{amsmath}
\usepackage[math-style=TeX]{unicode-math}
\setmainfont[Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle]{Linux Libertine O}
\setmathfont{Linux Libertine O}
…
\begin{document}
`
scrivo semplici formule matematiche anche con i costrutti di amsmath, ma… mancano i delimitatori estensibili, mancano le lettere greche minuscole, mancano i grandi operatori (come la sommatoria o l’integrale) di dimensioni maggiori del corpo normale.Non è un test esaustivo, ma funziona entro i suoi limiti, s’intende, visto che un font testuale di solito non è molto dotato di simboli matematici e mathspec non se li può inventare, ammesso che quello fosse lo scopo di scrivere quel pacchetto.
Ivan propone una soluzione dove i simboli mancanti sono presi da una versione speciale di mathdesign con i simboli tratti dalle polizze garamond appositamente rattoppate per formare i font virtuali che servono a mathdesign; il risultato finale è certamente decente. Ma per formule semplici vi garantisco che anche i font Linux Libertine OpenType sono decentissimi e la coerenza è assoluta, anche per i deponenti e gli esponenti: i segni vengono dallo stesso font che si usa per il testo.
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Probabilmente se scrivi which pdftex ti da una path del tipo [tt]/usr/share\texlive/…] o qualcosa del genere, che è il path della versione TeXLive installata con apt-get.Questa non disinstallarla (anche se è vecchia di almeno un paio d’anni), perché serve per soddisfare le dipendenze Debian.
Scaricati invece texlive-ubuntu.pdf dalla rete e segui le instruzioni che vi compaiono; probabilmente, se hai installato TeX Live 2011 senza seguire le istruzioni del testo che ti ho indicato, ce l’hai sul disco ma è “dorminete” perché non accessibile dei comandi soliti; quindi probabilmente ti basta eseguire solo quei pochi passi che servono epr rendere accessibile la versione TL2011. D’altra parte se apri un qualunque file log di qualunque file che tu abbia compilato, compreso questo che ti indica la presenza di un comando già definito, nella prima riga trovi esattamente il nome dell’eseguibile che è stato usato per compilare e in particolare la versione, la sua data, e se è Debian; se è Debian, appunto, quella è la sorgente dei tuoi guai. Di nuovo la raccomandazione è quella di seguire le istruzioni di Enrico nel suo documento (avendo cura di scalare le date di un anno, visto che il documento originariamente era predisposto per installare la versione 2010) e, se per caso la versione 2011 effettivamente risulta installata (in /usr/local/texlive/2011/…), anche se non accessibile, probabilmente la rendi accessibile e te la cavi con poco; altrimenti ti tocca fare l’installazione partendo da zero ma sempre seguendo scrupolosamente le istruzioni di Enrico, passo dopo passo, senza saltare niente.
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Non so come tu abbia installato TeX Live su Ubuntu.Se hai usato la versione che si sinstala con apt-get e relative interfacce grafiche, sei nei particci, perché quella installazione conforme ai dettami del consorzio Debian è in ritardo, moltissimo in ritardo.
Se hai installato TeX Live 2011 seguendo le indicazioni contenute in texlive-ubuntu.pdf di Enrico Gregorio, allora dovresti ottenere dal comando which tlmgr la seguente risposta dal sistema operativo:
`
/opt/texbin/tlmgr
`Anche se quel percorso è nel tuo path, devi dare allora da console/terminal
`
sudo /opt/texbin/tlmgr -gui
`
e se sono diversi mesi che hai installato TeX Live e non hai mai aggiornato da allora, preparati ad una lunga connessione, che può durare anche un 30-40 minuti 🙁 Infatti ci sono almeno una cinquantina tra aggiornamenti e pacchetti nuovi ogni settimana 😮
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Cara @MaSara,
ho provato il tuo esempio minimo, che riproduce esattamente l’ option clash che tu lamenti.mathspec invoca fontspec con certe opzioni, ma secondo me lo invoca in modo errato; ho provato a copiare mathspec cambaindogli ome e modificandolo, per correggere questi errori, ma ho eleimato quell’errore e ne sono emersi altri più avanti.
Ho il sospetto che ti convenga usare fontspec normalmente, il pacchetto unicode-math e selezionare come math font XITSMath; La forma dei segni di questo font matematico si accorda beneisimo con quelli di Linux Libertine, quindi non ci sono questioni di compatibilità estetica.
Probabilmente, una volta selezionato fontspec e unicode-math, scegliere come math font lo stesso Linux Libertine è possibile, perché anche se non ha una dotazione completa di glifi matematici come XITSMath, ne ha già molti e probabilmente ti è sufficiente.
Non ho provato questa soluzione, ma se non funzinasse, ci sempre i font XITSMath.
Ciao
Claudio
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Allora hai la TeX Live del 2011; bene. Ma è aggiornata? quand’è che hai usato per l’ultima vota tlmgr per aggiornarla?TeX Live o MiKTeX, non ha importanza, vanno aggiornate con regolarità e direi con una assidua frequenza; io lo faccio settimanalmente con le tre distribuzioni MacTeX, e Ubuntu1110/TeX Live e WinXP/TeX Live (gli ultimi due su macchina virtuale) e non incontro mai questo genere di problemi.
Io ho il sospetto, non la certezza che tu stia usando una vecchia release di frontespizio che non aveva ancora l’opzione suftesi. L’attuale verisone riporta la dizione [tt]2011/09/21 1.4a (Enrico Gregorio)[/tt]; l’opzione suftesi è stata aggiunta nella versione v1.4 il 2011/07/18. e la sotto versione 1.4a è stata solo un aggiornamento di manutenzione.
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Be’ quel codice serviva per un dizionario che aveva i due lemmi (primo e ultimo) elencati agli estremi della testaina, e per motivi vari erano racchiusi dentro scatole di larghezza zero, per non interferire con il numero della pagina che doveva restare nel mezzo, indipendentemente dalle voci da scrivere.
Se metti i due lemmi all’esterno della testaine e il numero di pagina al centro del piedino, (non dal lato sinistro come hai fatto tu) bisogna modificare le definzioni così:
`
\documentclass[a4paper]{book}\usepackage{multicol,lipsum}
\makeatletter
\newcommand\ultimomark{\expandafter
\@rightmark\botmark\@empty\@empty}\newcommand\primomark{\expandafter
\@rightmark\firstmark\@empty\@empty}\newcommand*\ps@dizionario{%
\let\@mkboth\@gobbletwo
\let\chaptermark\@gobble
\let\sectionmark\@gobble
\def\@evenhead{\primomark\ — \ultimomark\hfill}%
\def\@oddhead{\hfill\primomark\ — \ultimomark}%
\def\@oddfoot{\hfill\thepage\hfill}%
\let\@evenfoot\@oddfoot
}%
\makeatother\newcommand*\lemma[1]{%
\medskip\par\noindent{\bfseries#1}%
\markboth{#1}{#1}%
\quad\ignorespaces}\begin{document}
\pagestyle{dizionario}
\begin{multicols}{2}\lemma{Alessio}
\lemma{Barbara}
\lipsum[1-5]
\lemma{Carlo}
\lemma{Dante}
\lemma{Elio}
\lemma{Felice}
\lipsum[1-4]
\lemma{Giulio}
\lemma{Ilaro}
\end{multicols}
\end{document}
`
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@franen
Anche con gli ultimi esempi che hai inviato, mancando i segni % dopo le graffe chiuse, se si da il comando \branobibbia in modo orizzontale, appaiono tutti gli spazi spuri di cui ti sei accorto anche tu; mentre ovviamente, con l’esempio che hai portato tu, il file coi brani viene letto in modo verticale e gli spazi spuri non compaiono.ti allego i file modificati e corretti per usare i suggerimenti che ti ho dato la volta scorsa.
[attachment=204]Archive.zip[/attachment]
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Usando Tikz, che ti permette di fare bene e meglio tutto quello che puoi fra con matlab e con gnuplot.Se ai già le coordinate del luogo delle radici, falle stamapre a matlabe in un file di ascci con le ascisse e le oridnate, e poi importa il tutto con tikz, o mehlio con al sua estensione pdfplots.
Ci sono una marea di filoni in questo forum dove si parla di tikz.
Non farti spaventale dal manuale di 700 pagine; aprilo con texdoc tikz e sua l’indice analitico in modo intelligente per andare nelle pagine che interessano; nella prima parte c’è un ottimo tutorial con molti esempi che ti permette di familiarizzarti con la sintassi di tikz.
Ti stupirai della bellezza dei risultati ottenibili.
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