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La classe per LaTeX è a0poster.le istruzioni sono nel file di documentasione che si apre con texdoc a0poster
Per leggerla bisogna conoscere il tedesco.
C’è anche un file a0.eng.pdf non accessibile con texdoc, ma accessibile direttamente nella cartella texmf-dist/doc/latex/a0poster/
Il pacchetto è vecchiotto, e fa ancora riferimento a latex+dvips; non l’ho provato con pdflatex, ma direi che potrebbe funzionare lo stesso, visto che si basa sull’ingrandimento di un documento scritto con la classe article.
Puoi provarci; ma poi deivi comunque andare in una tipografia o un un servizio copie che ti permetta di stampare poster in formato B0, visto ce la base di un metro implica il formato B0 (l’altezza del B0 è di 141 cm). Nella documentazione si parla dei formati A0, A1, A2 e A3; probabilmente è necessario creare sulla falsariga del file di stile a0size.sty un file b0size.sty semplicemente copiandolo, cambiandogli il nome, e modificando le misure dei formati Ai in quelle dei formati Bi e ovviamente cambiando i nomi Ai in nomi Bi. Non sarebbe un lavoro difficile da fare.
La mia obbiezione sarebbe questa: il problema della stampa su fogli B0 sarebbe lo stesso qualunque sia il programma che useresti per creare il contenuto del poster, quindi non commento questo aspetto. LaTeX e i programmi di composizione del sistema TeX sono per comporre tipograficamente testi “lunghi” adatti alla lettura continua. Non è adatto per comporre documenti dove l’aspetto grafico, i colori, la disposizioni delle immagini, i testi stessi, possono essere disposti sull’unica pagina nei modi più disparati. Certo se devi creare un poster per una poster session di un congresso scientifico è possibile che tu non debba sbizzarrirti con la grafica, ma che tu debba inserire delle immagini di set-up di laboratorio, diagrammi, formule matematiche, e simili, allora LaTeX è indispensabile, ma se devi solo invitare della gente ad una manifestazione e rendere il poster il più vistoso possibile, allora forse varrebeb la pena di riconsiderare l’opportunità di usare o non usare LaTeX.
15 Aprile 2012 alle 11:03 in risposta a: bibliografia natbib, citazione del nome dell’autore – #72407::
Be’ ora che ti sei spiegato, la cosa è più chiara e ti avrei dato il suggerimento di usare makebst, che tu hai già usato andando in rete; il bello è che:1) esaminando il contenuto della tua distribuzione del sistema TeX (TeX Live o MiKTeX) avresti potuto ottenere al risposta senza bisogno di andare in rete: è già tutto sul tuo disco, compresa la documentazione; texdoc makebst da terminale apre direttamente al documentazione. Anche la documentazione di natbib cita makebst, se non altro perché l’autore è lo stesso.
2) l’uso di makebst è spiegato anche nella GuidaGuIT, riportata nella sezione Documentazione qui sopra nell’header del forum.
Ammetto che l’uso di makebst non è elementare e che spesso bisogna ripetere l’operazione diverse volte prima di ottenere il risultato desiderato, ma tra gli stili accessibili con natbib, e, meglio ancora, con gli stili accessibili e personalizzabili con biblatex, di cui si parla spessissimo in questo forum, sono quasi sicuro che quello che tu hai fatto con makebst (e che io ho fatto in passato con makebst) si trova già fatto con la dotazione di stili di biblatex.
Comunque tutto è bene quel che finisce bene.
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Anche a me non piace l’indicazione V/V e non la uso quasi mai; nei miei testi per l’università hao sempre scritto “Tensione collettore -emettitore in volt”; ma anche questa scrittura diventa farraginosa quando si dovesse scrivere joule la kelvin e al metro quadro.Per le resistenze ho sempre usato la serpentina triangolare.
Circuitz usa più o meno gli standard europei o quelli americani che differiscono essenzialmente nei simboli dei generatori e dei condensatori.
Non ho sottomano la norma che citi, perché è un po’ di tempo che non riesco più ad accedere alle norme senza andare in banca a chiedere u mutuo :sad:, ma mi pare che quelle norme si riferiscano agli impianti industriali dove le resistenze sono dei rettangoli internamente vuoti e le induttanze dei rettangoli neri. Per fortuna quando si insegna non si disegnano impianti industriali.:wink:
Ciao
Claudio
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Be’ certo, che devi aggiornare la tua distribuzione; che sia la distribuzione TeX Live (che noi raccomandiamo sempre) o che sia MiKTeX, bisogna sempre disporre dell’ultima versione; TeX Live viene aggiornata quasi ogni giorno sui vari mirror, MiKTeX viene aggiornata quando il sia pur bravissimo Chrristian Schenk ce la fa.Comunque se hai MiKTeX, verifica che sia aggiornatissima, la 2.9, ma che i singoli componenti siano aggiornatissimi; usa i package wizard di miKTeX per verificare queste cose.
Altrimenti invoca il pacchetto epstopdf e verifca che il tuo editor lanci il compilatore con l’opzione –enable-write18 (mi pare che si chiami così, l’opzione di MiKTeX).
La versione di pdflatex.exe deve essere almeno del 2010 perché questo funzioni. e non passare più per il dvi; consideralo morto e sepolto, almeno per il 95 % dei lavori che devi fare. Io sono almeno 10 anni che non uso più quel formato.
TeX Live è la distribuzione muktipiattaforma del sistema TeX prodotta, aggiornata, corretta, arricchita dall’apposito working group del gruppo internazionale degli utenti di TeX (TUG); MiKTeX è la distribuzione per Windows gestita da Chrisian Schenk che parte dalal TeX Live per impacchettare una cosa che sia Windows friendly. In realtà da un paio d’anno (anche più) anche la TeX Live è Windows friendly, e quindi il passaggio attraverso le mani di Christian allunga solo i tempi.
15 Aprile 2012 alle 7:27 in risposta a: bibliografia natbib, citazione del nome dell’autore – #72404::
Ti garantisco che non è chiaro quale sia la tua esigenza.I nomi nel campo author={…} vanno scritti come ti ho detto, usando la virgola per separare il/i cognome/i dal/dai nome/i; usando solo la iniziale maiuscola per tutte le parole tranne le preposizioni.
lo stile della citazione {cognome/i, anno) tutto per intero si ottiene usando i comandi \cite… asteriscati. Non è un buon metodo di citazione, ma è accettabile la prima vola che citi quel lavoro.
Lo stile della bibliografia dovrebbe essere unsrtnat e non semplicemente unsrt, ma questo dovrebbe essere già a posto.
Per il resto leggiti con attenzione la documentazione di natbib dando da terminale il comando texdoc natbib.
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Dipende: se li vuoi numerare per capitoli devi usare l’apposito argomento opzionale della definizione che esegui mediante \newtheorem. Vedi L’Arte di scrivere con LaTeX nella pagina 80, § 5.11
Se li vuoi numerare per sezioni (paragrafi, \section) non devi fare nulla con \newtheroem, ma devi sezionare i tuoi cpaitoli usando quando occorre il comando \section con il tuo argomento per dare un titolo al paragrafo.
14 Aprile 2012 alle 20:07 in risposta a: bibliografia natbib, citazione del nome dell’autore – #72402::
Scusa, ma perché vuoi scrivere Appendice A nell’indice, quando i capitoli sono elencati con il loro numero che precede i titolo; nello stesso modo le appendi sono elencate nell’indice con la loro lettera e il loro titolo.quindi chando nella main matter scrivi
\chapater{Titolo del capitolo}
nell’indice, se quello è il capitolo 3, compare
3 Titolo dei capitolo
mentre se, alla fine della main matter, dopi il comando \appendix ma prima della back matter scriv:
\chapeter{Titolo dell’appendie}
nell’indice, se quella è la terza appendice, appare
C Titolo dell’appendice
Questa è l’omogeneità della tipografia; sarebe una disomogeneità se vi compoarisse:
Appendice C Titolo dell’appendice
e avrebbe anche poco senso, perché il cambio di “numerazione”, da araba a letterale, dice chiaramente che si tratta di appendici.
Al massimo, se vuoi, esiste il pacchetto appendices che permette di scrivere nell’indice un “separatore” fra i capitoli normali e le appendici, scrivendo Appendici prima di elencare le appendici stesse
14 Aprile 2012 alle 14:37 in risposta a: bibliografia natbib, citazione del nome dell’autore – #72399::
Non ci sono limitazioni, ma se ti dice che il file è finito priam di avere assorbito il testo della nota, vuol dire che hai dimenticato la graffa di chiusura della nota. E te lo dice a chiare lettere nel testo del messaggio che, evidentemente, non hai letto altrimenti saresti andato da solo a cercare se per caso avevi dimenticato al graffa di chiusura.:smile:
14 Aprile 2012 alle 13:25 in risposta a: bibliografia natbib, citazione del nome dell’autore – #72397::
Sì, lhai fatta. Ma lhai fatta nel non leggere le varie guide o la documentazione specifica; avresti capito che se si scirveauthor={pinco pallino}
Pinco è il nome e pallino è il cognome; se si scrive
author={pallino, pinco}
con la virgola di separazione, pallino continua ad essere i cognome e pinco il nome.
la congiunzione “and” serve per separare i campi dei vari autori, e la virgola ha quel significato specifico di seprarare il cognome (messo prima_ dal nome. I cognomi veri e i nomi veri vanno scritti con l’iniziale maiuscola, perché le preposizioni di po di, del degli, von, des, van eccetara se sono messe in maiuscolo vengono prese come parte del cognome e i rispettivi autori in una bibliografia ordinata alfabeticamente verrebbero indicizzate sulla base della preposizione, e non del “vero” congome; quindi
author={van Beethoven, Ludwig}
sarà sotto la B, mentre
author={Van Beethoven , Ludwig}
andrà finire sotto la V.
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Ragazzi, calma. Non ho ancora detto nulla a nessuno, perché credo che ci siano già i file gloss-furlan.ldf per usarli con polyglossia e XeLaTeX, ma mancano ancora i file di descrizione ella lingua per usarli con babel; li ho caricati oggi su CTAN, ci vorrano ancora alcuni giorni perché compaiano in TeX Live per poterli usare con pdfLaTeX. 😎Va bene che mi piacciono le lingue più o meno ufficiali; il furlan è codificato dalla legge regionale 15/96 ed è ufficiale nei rapporti fra le amministrazioni pubbliche della regione Friuli – Venezia Giulia con i cittadini (forse la cosa non riguarda più gli abitanti della provincia di Trieste, viso che la varietà tergestina del friulano è defunta circa un secolo fa)., però mi sono occupato solo delle lingue “ufficiali”, non solo quelle genericamente protette dalla Costituzione. Infatti per ora ho sistemato il ladino orientale (furlan) e i ladino occidentale (romancio — ufficiale nella Confederazione Svizzera); ma non sono riuscito a occuparmi del ladino centrale o dolomitico e del nones, perché tranne qualche esempio in internet non trovo quasi niente.
Del cimbro conosco solo il nome; e visto che l’Unesco da per il cimbro un numero di parlanti dell’ordine del migliaio, credo che sia improbabile che questo piccolo numero di persone riesca ad ottenere una legge regionale come quella del Friuli che ne ufficializzi il lessico e l’ortografia; forse potrei trovare qualcosa nelle biblioteche dei dipartimenti di linguistica, ma non sono così bravo ad intrufolarmi nelle biblioteche universitarie generalmente non aperte al pubblico.
No, penso che il prossimo passo sarà la lingua piemontese che nelle sue varietà è parlata de circa il 60% degli abitanti di Piemonte e Valle d’Aosta (sebbene questa valle, ufficialmente bilingue italiana-francese abbia in realtà come “lingua madre” il franco-provenzale; moltissimi conoscono e parlano il piemontese ricordo dei tempi antecedenti alla Costituzione, di quando la Vallée era una provincia del Piemonte) quindi circa 3 milioni di parlanti. La grammatica e il lessico sono bene documentati, ma l’ortografia ufficiale presenta delle particolarità che la rendono particolarmente ostica a LaTeX 🙁
Non sono né friulano, né grigionese, né piemontese (benché abiti in Piemonte da più di 60 anni, ma la mia capacità di esprimermi in piemontese è meno che elementare), quindi devo studiare queste lingue partendo da zero. Non riuscirei a scrivere nulla né per l’emiliano o il romagnolo, né per il marchigiano settentrionale, dove invece ho le mie radici.
La butto lì, ma trattandosi di un contributo di fatto a sostegno di una minoranza linguistica
sarebbe bello che la documentazione fosse in friulanoCertamante io non son capace di scriverla, ma almeno l’abstract ci starebbe bene; Tommaso mi dai una mano? si tratta di tradurre in friulano ufficiale meno di 10 righe ad una colonna per ArsTeXnica.
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Reagazzi, calma. Non ho ancora detto nulla a nessuno, perché credo che ci siano già i file gloss-furlan.ldf per usarli con polyglossia e XeLaTeX, ma mancano ancora i file di descrizione ella lingua per usarli con babel; li ho caricati oggi su CTAN, ci vorrano ancora alcuni giorni perché compaiano in TeX Live per poterli usare con pdfLaTeX. 😎
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