OldClaudio

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  • in risposta a: pgfplots e parametri nelle opzioni di \addplot #71650
    OldClaudio
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      @Spike
      e @Liverpool,
      \let non è una definizione, ma crea solo un alias fotografando l’altro token nel momento in cui viene eseguito \let stesso; e serve solo per frare equivalenza fra token;

      `
      \let\n=10
      `
      per esempio, rende \n equivalente a 1 e lo zero resta fra i token da leggere.

      Nel caso di
      `
      \let\y\pgfmathresult
      `
      \y viene reso equivalente alla control sequence \pgfmathresult in quel momento; se \addtoplot ridefinsice \pgfmathresult, \y continua a valere il valore di prima, mentre \def gli assegnerebbe il compito di eseguire \pgfmathresult che, se è stato ridefinito ha una latro sviluppo.

      Tutti abbiamo avuto difficoltà iniziali a capire la differenza fra \let e \def, ma una volta capita questa differenza, la si apprezza perché consente di fare cose che con il solo \def non si possono fare, e non si possono fare nemmeno con \edef.

      in risposta a: MetaPost su Mac: come iniziare? #71641
      OldClaudio
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        Il formato di uscita .mps è interpretabile direttamente anche pcn pdfLateX, non c’è bisogno di ricorrere a LuaLaTeX. il punto è che l’estensione che pdfLaTeX per quel formato è .mps, mentre l’estensione di default prodatto da metaposta è una cifra.

        Se lavori direttamente su un Mac, e usi TeXShop per scriivere il sorgente del disegno metapost, quando scegli dalla finestrella accanto a Typeset come programma da usare il nome Metapost, TeXShop è ocnfigurato in modo tale da convertire direttamente il sorgente MP in file PDF.

        Se vuoi usare invece la compilazione a mano del file MP devi leggerne la documentazione per specificargli il formato del nome di uscita del file, in modo che abbia l’estensione .mps. (è raccontato anche sulla GuidaGuIT).

        Non ho ancora avuto il piacere di usare il pacchetto di Enrico, ma penso che sia la cosa migliore da fare perché i comandi da fare eseguire a pdfLaTeX attraverso il Write18 sono certamente predisposti da Enrico per non doverti preoccupare di nessun dettaglio amministrativo-informatico, perché pensa a tutto il pacchetto.

        in risposta a: Note a piè pagina, riferimenti #71632
        OldClaudio
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          In ogni caso se metti \label “dentro” l’argomento della footnote che devi citare, dopo con \ref, \pageref, \vref (con il pacchetto varioref) e simili può fare riferimento a quella nota sia da dentro altre note sia dal testo.
          In generale non è opportuno mettere \label “dentro” l’argomento di un comando; tuttavia anche le note sono oggetti mobili e non è detto che vengano posti nella stessa pagina dove c’è il richiamo; quindi finché la nota non è spedita all’uscita insieme alla pagina dove è stata messa, non si può fare riferimento alla pagina; al numero forse sì.
          Nel testo che richiama la nota una forma del tipo “… come annotato nella nota~\vref{ftn:nota}…” verrà stampato, per esempio, con l’espressione “…come annotato nella nota 15 della pagina precedente…”

          in risposta a: [RISOLTO] numerazione di capitoli e paragrafi nulli #71618
          OldClaudio
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            Il modo più elegante è quello di seguire la gerarchia delle sezioni, sottosezioni, sottosottosezioni, eccetera.

            Non ha senso voler usare le sottosezioni, che, come dice il nome, sono articolazioni delle sezioni.

            Anche se non ha senso, il modo correto epr gestire i contantori è quello di usare i comandi per i contatori:
            `
            \chapter{Primo capitolo}
            \refstepcounter{section}
            \subsection{Prima sotto sezione}
            `

            Il \renwcommand che hai usato è un brutto patch (pezza, tacon,…) per risolvere il problema specifico di chi lo ha caricato in internet; non è di carattere generale e fa danni, come hai sperimentato in prima persona.

            Con il comando per agire sui contatori quando scriverai il secondo capitolo, il contatore section si azzera automaticamente e alla prima \section che scrivi il suo valore vien incrementato a 1, e così di seguito viene incrementato di una unità ad ogni \section che usi.

            Per favore; ti ho detto come fare, per tua informazione, ma ti prego: non comporre sottosezioni senza la sezione di cui sarebbero figlie. Figlie di madre ignota? non dovrebbe essere difficile riempire il testo della sezione madre con un titolo che descrive collettivamente le figlie, anche se non contiene nessun capoverso tutto suo:
            `
            \chapter{Primo capitolo}
            \section{Esame dei vari casi}
            \subsection{Primo caso}
            bla bla bla

            \subsection{Secondo caso}
            Blo, blo, blo
            …
            `

            @ansys: non è strano; è il comportamento normale. Ogni contatore è inizialmente zero e viene incrementato solo dopo aver dato il comando specifico a cui il contatore si riferisce. L’unico contatore che fa eccezione è quello relativo alle pagine, che comincia sempre da 1, e non da zero e viene incrementato dopo ogni “ship out” di pagina, che, come sai è un processo molto complicato e asincrono gestito dalla routine di output.

            in risposta a: longtable +itemize in più pagine #71607
            OldClaudio
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              Non usare l’ambiente asparaitem per tutta la terza colonna;
              carica il pacchetto array in modo da poter aggiungere a destra e a sinistra dei campi p{…} altri comandi e definisci:
              `
              \begin{longtable}{|p{5.3cm}|p{10mm}|>{\begin{asparaitem}{*}\item}p{17cm}<{\end{asparaitem}}|} ` Magari fra le opzioni di asparaitem aggiungici quella di non usare gli spazi prima e dopo la tabella -- all'occorrenza usa l'ambiente compactitem. In questo modo ogni elemento dell'itemize appare composto come al solito, ma occupa una sola cella della matrice; Ovviamente fai attenzione a lasciare la prima e la seconda cella di ogni riga nelle righe della tabella dove compare solo il temine "itemizzato". In questo modo longtable può fare il suo mestiere di spezzare la lunga tabella fra più pagine. Anche se l'hai pensata, la tabella è brutta lo stesso; non è una critica; è una constatazione. Forse non puoi fare diversamente; capisco che ci sono delle circostanze dove sia difficile pensare all'estetica quando i dati non si prestano per farlo. Puoi anche esaminare la possibilità di eseguire la tabella, non con l'ambiente tabular ma con l'ambiente tabbing, mettendo gli stop di tabulazione al posto giusto; tuttavia mi pare proprio che il tipo di dati sia molto ostico. Per ridurre i danni togli le maiuscole dalle locuzioni della terza colonna, anche se sono in inglese (se ben ricordo il Chicago manual of style dice che non si usano le maiuscole in questo tipo di enunciati), tranne l'iniziale dell'enunciato e quelle delle parole virgolettate.

              in risposta a: Rotazione Tabelle “a tutta pagina” con sidewaystable #71612
              OldClaudio
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                Apri il terminale e digita texdoc rotating e poi premi invio; la documentazione ce l’hai già tutta sul tuo disco — non hai bisogno di iternet e di indirizzi web.

                Capisco che un array non è una tabella, ma c’è un dibattiot se te tabelle (e gli array) ruotati debbano avere la base sempre verso l’esterno o sempre verso destra. I pacchetti del sistema TeX permettono di fare le due cose, ma io ritengo che memoir faccia bne a ruotare sempre la base verso destra. Pensa sol e si tabelle, matrici ruotate ne avessi tante; pensa a cosa dovresti fare ogni volta con il testo stampato per leggere la tabella o la matrice, dovendo ruotare il documento legato ora a destra ora a sinistra.

                Io propendo per ruotare la tabella o la matrice in modo che la base sia sempre verso destra; tu fai come credi.

                in risposta a: Modelli di tesi pronti per l’uso #36783
                OldClaudio
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                  Hai già avuto la risposta dal maintainer.:lol:

                  Se avessi letto la documentazione del pacchetto (texdoc frontespizio dalla finestra comandi) sapresti che quel pezzo di codice per creare il frontespizio deve essere contenuto dentro un regolare file LaTeX con tutti gli statement necessari; oppure deve essere importato nel main file della tesi con \input.

                  Mi spiego meglio: leggere l’Arte è importante; siccome l’Arte non deve essere grande come un’enciclopedia, alcune cose che sono già state dette non vengono ripetute; lo stesso vale nelle guide tematiche di Lorenzo Pantieri.

                  Per cui il mio consiglio è sempre quello di approfondire, ogni volta che si usa un pacchetto, semplicemente aprendo una finestra comandi (prompt dei comandi in Windows; terminal, xterm o altri nomi simili con altri sistemi operativi) scriverci dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto e poi premere il tasto “invio”. Si apre direttamente la finestra del visualizzatore PDF preimpostato e si legge la documentazione. Non c’è bisogno di andare a cercare in Internet per trovare la documentazione che è già tutta sul tuo hard disk (bene inteso se hai una installazione completa, cosa che consigliamo sempre).

                  in risposta a: Ricettario medico: consigli TeXnici e tipografici. #71564
                  OldClaudio
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                    Vediamo: un ricettario per visite private va scritto su carta intestata; al limite una lettera intestata come già descritto con tutti i riferimenti richiesti dall’Ordine, ma per il resto non dissimile da una carta da lettere intestata. Specifico per visite private, perché scrivere sui moduli a lettura ottica previsti da certe ASL (o come si chiamano nelle varie regioni) è molto più difficile. Il mio medico di famiglia ha avuto per il suo PC e stampante il software direttamente dalla ASL (credo) ed è il medesimo software che deve usare per l’archivio dei pazienti che l’hanno scelto come medico di famiglia.

                    Ma qui non stiamo parlando del ricettario a lettura ottica.

                    Vediamo i problemi.

                    La carta; stampare su formato A5 o B5 non sarebbe un problema se la carta si trovasse in commercio come si trova la carta A4; certo uno potrebbe farsi fare la carta intestato da una tipografia e ci pensa la tipografia a tagliarla di misura; il compenso per produrre la carta intestata è quello che è, e in ogni caso dove va il piacere di prodursi da soli tutto il necessario?
                    In un grande supermercato di cancelleria (il cui moto è: da Vagnino c’è), la carta A5 e la carta B5 non c’è. La carta A4 evidentemente sì, la carta B4 non c’è da Vagnino, ma l’ho trovata per vendita on line su Internet; una risma di 500 fogli costa dal 50% al 100% in più della carta A4 di pari qualità. Il 50% in piì è ragionevole; il 100% non lo è.

                    Avendo risme di carta di formato A4 o B4 è comunque possibile passare dal una copisteria o una tipografia per farsela tagliare a metà con quelle belle taglierine di potenza che possono tagliare risme intere senza neanche accorgersi dello sforzo.

                    Qualunque stampante anche da 50€ (l’ultima che ho comperato, era una Epson con fotocopiatrice e scanner, e mi è costata 49€) dispone di quella guida scorrevole che si può mettere in posizione per guidare sia le buste su cui scrivere gli indirizzi, sia le carte di dimensioni minori della massima dimensione accettata dalla stampante. Quindi la stampante non è un problema.

                    Restano le varianti; che la carta intestata con la sola intestazione o contenente anche le dichiarazioni di sana e robusta costituzione o di accertamento di morte sia fatta con scrlett2 o con altre classi è del tutto indifferente; il cocetto è che l’intestazione sia un file pdf a se stante da includere con \includegraphics nella “testatina” del foglio, almeno con un primo page style che lo preveda, e se lo scritto dovesse occupare più pagine ci vuole un secondo page style, per esempio plain, per non inserire l’intestazione completa ma magari ripetendo il solo nome del medico, la data e poi inserendo il numero della pagina.

                    [OT] Perché il medico chirurgo Maria Rossi, debba avere il suo nome preceduto da dott.ssa è un mistero; Giovanna Bianchi, ingegnere, è preceduta da ing.; Sandra Neri avvocato è preceduta da avv.; eccetera. “dott.” è la corretta abbreviazione sia al maschile sia al femminile — “dr” è una imitazione dello standard inglese, dove certe abbreviazioni professionali formate dalla lettera iniziale e dalla lettera finale non vogliono il punto, ma le abbreviazioni fatte normalmente, come “prof.”, sono esattamente come le nostre. — io eviterei dr come la peste, a meno che la ricetta non sia redatta in inglese britannico…:smile: [/OT]

                    Dopo di che si tratta di specificare le opzioni o di scrivere classi alternative; una per stampare la carta intestata senza testo; può servire anche per stampare la ricetta con un testo a piacere. una con il testo preconfigurato per dichiarare che il signor \@paziente\ è di sana e robusta costituzione; ovviamente il contenuto della macro paziente è caricato nel preambolo con la macro \paziente, nello stesso modo con il quale il titolo di un documento viene contenuto in \@title mediante il comando \title. Il comando \paziente e la macro \@paziente possono essere utili per il titolo della ricetta o prescrizione del generico paziente a cui si prescrive di fare questo e quello e a cui si ordina (Recipe con il suo simbolo) di assumere questo e quel medicamento con questa o quella modalità.

                    Per la classe di attestazione di morte ci sarà il comando \defunto che carica la macro \@defunto con il nome del caro estinto.

                    E via di questo passo per tutte le altre dichiarazioni o certificazioni dalla formula fissa.

                    Penso che tu abbia avuto una ottima idea a pensare a questo uso di LaTeX o di XeLaTeX. Mi sembra un po’ esagerato usare XeLaTeX solo per poter usare il simbolo di “Recipe”; penso che volendo potresti simularlo benissimo con un trucchetto eseguito con Tikz o anche con il semplice ambiente picture; in fondo si tratta solo di una R con una piccola decorazione; non è detto che questo segno, che ha il suo bravo codice UNICODE, sia presente nelle polizze effettive di tutti i font OpenType disponibili con XeLaTeX. Il disegnino fatto con Tikz o con picture e adattato con cura al font che usi nel ricettario può essere altrettanto bene fatto ma non ti costringe ad unsare uno dei pochi font che dispongono di quel segno; quindi non ti costringe ad usare XeLaTeX.

                    By the way: il simbolo del pacchettp textcomp \textrecipe produce esattamente il segno che ti serve e non hai nessun bisogno di trucchetti con Tikz o picture. Al massimo puoi mettere nel preambolo
                    `
                    \let\R\textrecipe
                    `
                    purché la tual classe per il ricettario abbia caricato il pacchetto textcomp. In questo modo è più semplice scrivere \R piuttosto che \textrecipe e non hai bisogno di usare XeLaTeX.

                    in risposta a: Pdfpages e la rotazione pagine in booklet #71572
                    OldClaudio
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                      Se guardi la figura 19.1 della GuidaGuIT ci sono i fronte e i retro dei fogli per essere piegati a formare le segnature; come vedi la segnatura di otto facciate ha le pagine di sopra capovolte; questo pdfpages non lo fa, che io sappia. La segnatura di quattro facciate, invece pdfpages la fa benissimo, ed è in grado di eseguire imposizioni di quattro facciate anche per booklet di un numero qualsiasi (multiplo di 4) di facciate; io ho già fatto imposizioni per libretti di 20 e di 40 facciate (quest’ultima troppo spesso per cucire, ma adattissima per spillare.

                      L’importante è sempre quello di specificare bene per la stampa fronte retro eseguita dalla stampante, se il capovolgimento della carta va eseguito voltando la carta secondo il lato lungo (default), oppure secondo il lato corto come verrebbe da pensare guardando il primo disegno in alto nella figura 19.1 o il tuo disegno. pdfpages contiene una opzione per questo scopo; prima di aggiungere quella opzione l’autore mi aveva inviato un piccolissimo patch che agiva sulle macro di everyship, il file pacchetto che usa pdfpages per realizzare il file di uscita; se è quello che ti interessa, fammelo sapere e vedo di inviartelo (venerdì o sabato, perché ora sono fuori casa).

                      in risposta a: Pdfpages e la rotazione pagine in booklet #71568
                      OldClaudio
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                        A me risulta che pdfpages quando deve creare un booklet o una segnatura, parta dal presupposto di dover stampare su un foglio A4 fronte e retro due pagine per facciate riducendo alla dimensione giusta le pagine del file originale.

                        In realtà è come se producesse una segnatura con le pagine già tagliate, senza bisogno di piegare al carta e poi passara in una taglierina.

                        Quindi nel caso del foglio A3 da piegare in quatto per ottenere una segnatura di otto facciate A5, bisogna specificare gli stessi dati ma anche di voler stampare su foglio A4; verranno le otto pagine A5 su due fogli A4, messe nell’ordine giusto, con l’orientazione giusta se si sarà fatta attenzione a come è impostata la stampante fronte retro (gira i fogli sul lato lungo o sul lato corto?) oppure reinserendo a mano la segnatura con i fogli riordinati e nel verso giusto per stampare il secondo lato dei fogli. Senza riordinare i fogli si deve impostare al stampante perché stampi i le pagine dispari del file di partenza cominciando dal fondo e poi nella seconda passata sia impostata per stampare le pagine pari dall’inizio; bisogna solo stare attenti a inserire il mazzo di fogli della seconda passata nel verso giusto.

                        Detto a parole sembra complicato; ma dopo aver sbagliato un paio di volte ( 😡 ) la cosa viene molto bene.

                        in risposta a: Posizione degli oggetti flottanti #42297
                        OldClaudio
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                          Hai provato con il pacchetto fullsize?

                          in risposta a: Problema con l’indice generale #71548
                          OldClaudio
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                            Se usassi un editor LaTeX friendly e compilassi direttamente con pdfLaTeX, ti direi: metti i comandi
                            `
                            \addcontentsline{toc}{chapter}{titolo del capitolo non numerato}
                            % oppure
                            \addcotentsline{toc}{section}{titolo del paragrafo non numerato}
                            `
                            Siccome usi LyX devi leggerne la documentazione per inserire questi comandi nascosti nel sorgente LyX. So che si può fare ma sono almeno venti anni che non uso più LyX (almeno non lo uso per comporre i miei documenti)…

                            in risposta a: Problema con l’indice generale #71546
                            OldClaudio
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                              Per prima cosa non aver mai paura di zippare un file log perché è rigorosamente scritto con caratteri a 7 bit; i pochi caratteri a 8 bit, oppure unicode, sono talmente rari che il testo si capisce lo stesso anche con quei caratteri sostituiti da segni strani. Un file word contie alcune decine di kibibyte in più che non servono a niente.

                              Veniamo al punto: sembrerebbe che il file PROVA2.TOC verso le righe 165 e 166 contenga dei caratteri matematici sbagliati o male interpretati. Allora questo sigitica che hai messo delle espressioni matematiche nei titoli di alcune sezioni.

                              Questo in generale non va bene; se usassi un editor qualunque e non LyX, ti direi: lascia pure el formaule nei titoli delle sezioni, ma fa in modo che non vavano a finire nell’indice usando l’argomento facoltativo del comando \section (o del comando di sezionamento che usi). Siccome usi LyX, l’unica cosa che ti posso idre è: non scrivere formule matematiche nei titoli delle sezioni; esprimi lo stesso concetto a parole.

                              in risposta a: Problema con l’indice generale #71544
                              OldClaudio
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                                A parte il fatto che hai prodotto un’immagine e che questa, probabilmente, eccede le massime dimensioni che può avere un attachment, e che per un file log basta zippare il file testuale e allegare il file compresso, se il rpoblema dipende da LyX è difficile che ti si possa dare una mano, in quanto nessuno di noi “vecchi” lo usa.
                                Se il problema dipende da pdflatex, allora il file log ci può dare qualche indicazione.

                                in risposta a: Tabella in “headers” #71538
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Sarebbe utile vedere una intera pagina composta; infatti così non si capisce bene se anche la pagina deve essere ripartita in quattro colonne disuguali, di cui quella testatina è l’intestazione delle 4 colonne, oppure se solo la parte “Conditions here” deve essere divisa in due parti, una con i dati relativi all’intestazione specimen e l’altra con l’intestazione loading.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 8,926 al 8,940 (di 11,287 totali)

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