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Per quel poco che capisco del markup di LyX, togli la chiamata di pdfpages dal file appendix, perché è questo pdf che deve venire incluso nell’altro della tesi.Nel file della tesi, dove dice graphics pdftx metti graphics default
Per il resto il mio giudizio su LyX perde alcuni punti: usa i font AE che sono in disuso circa dal 1996; Incredibile! 😯
Se la cosa non funziona, rinuncio…:sad:
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Però io leggerei la guida di memoir con texdoc memman e andando nella pagina 125 (163-esima dall’inizio) troverei come definire o modificare i mark della pagina, anche con lo stile ruled.Dopo aver specificato lo stile ruled, basterebbe specificare
`
\def\captionmark#1{\markboth{\titolo}{#1}}
`Non l’ho provato, ma così dovrebbe mettere il titolo della tesi nella testatina di sinistra e il nome del capitolo della testatina di destra. Attenzione \title non contiene più nulla dopo che hai creato il titolo della tesi, quindi prima di dare il comando \maketitle, conserva il titolo della tesi con
`
\edef\titolo{\title}
`Fai ancora attenzione a quest’altro punto: se il titolo della tesi è lunghetto non ci sta nella testatina; allora sarebbe meglio definire \titolo con una forma abbreviata del titolo della tesi:
`
\author{Paolino Paperino}
\title{Pennutologia applicata alla sottospecie delle oche alaskane del Klondike}
\newcommand{\titolo]{Pennutologia delle oche del Klondike}
\date{}
…
\begin{document}
…
\maketitle
`
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La sintassi di \hrule è:[tt]\hrule width[/tt] lunghezza [tt]height[/tt] altezza [tt]depth[/tt] profondità
e ti scrive un rettangolo nero largo larghezza, sporgente sopra la linea di nase altezza e sporgente sotto alla linea di base di profondità;
di default larghezza è pari alla giustezza corrente del testo, altezza è pari a 0.4pt e profondità è uguale a zero; in definitiva lu pessore della riga è altezza + profondità; se giochi con valori positivi e negativi riesci a produrre lo spessore che vuoi e a spostare la riga orizzontale più in alto o più in basso.Invece [tt]\hrulefill[/tt] rimepie tutto lo spazio che resta, si allunga automaticamente come se fosse una molla compressa; il tuo esempio
Paragrafo 1_________________ oppure Nozioni di insiemistica_____________
diventa:
`
\makebox[\textwidth]{Paragrafo 1\hrulefill}
`
oppure
`
\makebox[\textwidth]{Nozioni di insiemeistica\hrulefill}
`Potrebbe essere necessario inserire [tt]\noindent[/tt] prima di [tt]\makebox[/tt]
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Non puoi dare il comando which texlive, perché texlive non è un programma; texlive è il nome di una distribuzione di pacchetti e di script che contine i programmi tex, pdftex, eccetera.Quando Enrico ti ha chiesto con che cosa compili, voleva appunto chiederti che editor usi per lanciare i programmi della collezione texlive.
Ora sappiamo che usi TeXmaker. Hai due possibilità:
1) lo disinstalli completamente (vale a dire con tutti i suoi file di configurazione, di storia dei file aperti in passato, eccetera. Poi lo reinstalli ex novo; durante questa reinstallazione egli si cerca dove sono i programmi eseguibili e i primi che trova sono quelli il cui indirizzo è puntato da /opt/texbin/
2) Nella barra degli strumenti di TeXmaker c’è il menu a discesa che ti permette di configurare TeXmaker stesso. Lo clicchi; scegli la sezione la cui icona è un ingranaggio; ti si apre una pagina dove sono elencati tutti i comandi che TeXmaker sa dare al sistema per lanciare i programmi utili. di fianco a ciascuno c’è scritto il nome dell’azione e di fianco c’è un lunga finestra che contiene tutto il comando; alla fine a destra del tutto dovrebbe esserci un bottone con scritto Browse o qualcosa di significato simile se hai l’interfaccia italiana. clicca quel bottone e scegli gli eseguibili adatti che siano sul percorso /opt/texbin. dopo aver sistemato tutti i percorsi per tutte le azioni, conferma chiudi TeXmaker, riaprilo sul file da compilare, e cliccare il bottone di compilazione; nel file log dopo l’esecuzione deve esserci scritto, questa volta, che ha usato /usr/local/texkive/2011/bin/i386/pdflatex e non più /user/share/texmf/…[Anche reinstallando, probabilmente bisogna seguire questa seconda procedura per aggiustare qualche dettaglio e in particolare in entrambi i modo per impostare il visualizzatore PDF interno che permette di passare con un click dalla finestra pdf alla finestra tex (e vicevers) nei punti corrispondenti.]
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Se hai chamato to pdfpages, allora chiamalo con
`
\usepackage[null]{pdfpages}
`Apparentemente questo evita che si carichi da solo il driver pdftex.
Non ne sono sicuro, però.Per altro, dice il primo messaggio, che se esprimi tu l’opzione pdftex nella chiamata di graphicx nel main file, dovresti risolvere il problema.
Un’altra soluzione potrebbe essere quella di caricare pdfpages prima di ogni altro pacchetto che possa caricare graphicx; per prudenza sarebbe meglio caricarlo per primo senza starsi a domandare chi lo carica e chi no.
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Sì, è vero, ma hai scoperto da solo quello che avresti trovato scritto in qualunque guida.
Capisco che LyX ti abbia male abituato visto che fa tutto lui ditro le quinte, am ti fa perdere anche un mucchio di tempo a generare il file bbl anche se non hai apportato nessuna modifica al database bibliografico (che sul Mac gestisci con Bibdesk, ovviamente una cosa è il database bibliografico e una tutta diversa è la compilazione della bibliografia).Comunque sono contento che stai facendo rapidi passi con LaTeX senza farti fare la pappa fatta da LyX; ora forse non apprezzi fino in fondo, ma fra un po’ ti domanderai perché mai hai usato LyX in passato.
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Come dico sempre a tutti, prima lasci perdere LyX prima vivi felice.Se avessi lavorato con un altro dei magnifici shell editor fatti apposta per usare LaTeX, sapresti con precisione quale è il pacchetto che chima graphics con una serie di opzioni diverse da quell richieste dagli altri pacchetti.
Ora è difficile risponderti, ma forse qualche diritta te la si può dare lo stesso.
Apri con un editor testuale diverso da LyX, da Word, da Writer,, un banale editor per testo non formattato il file log della tua tesi; dovrebbe avere il nome del file principale della tesi e l’estensione log e dovrebbe essere nella stessa cartella del file pricipale. Sempre che LyX non cancelli automaticamante i file di servizio dopo ogni compilazione.
Scorri il file log: vi sono registrati dentro parentesi tonde tuui i file che sono stati letti: dentro le tonde ci sono anche altri messaggi; se un file è stato letto da un altro file, che è stato eltto da un altro file,…, le parenesi tonde sono annidate, quindi potrebbe essere difficile scoprire dove finisce l’intervallo dei messaggi che si riferiscono ad un dato, file, ma solo perché la tonda chiusa è molte righe dopo la tonda aperta.
Armato di santa pazienza cerca dove appare il messaggio di errore dell’option clash.
Con l’aiuto delle parentesi tonde cerca di scoprire il nome del file che ha chiamato graphicx con le opzioni incompatibili.Quando saprei quale è il pacchetto che ha eseguito quella chiamata, aprilo e vedi quali opzioni esso richieda da graphicx.
Allora avrai due scelte: o fai in modo di non usare pdfpages per importare file, ammesso che il colpevole sia pdfpages, oppure vai a cercare tutti i pacchetti che chiamano graphics e aggiungi le opzioni mancanti.
Non mi stupirei se da qualche parte LyX abbia chiamato un pacchetto con il driver pdftex e da qualche altra parte fosse stato chiamato il driver dvips; è chiaro che sono incompatibili; è altrettanto chiaro che se LyX compila con pdflatex (a) non deve chiamare nessun driver perché graphicx se lo sa caricare da solo senza bisogno di dirglielo e (b) il driver dvips non può essere usato come driver quando si compila con pdflatex — dvips serve quando si compila con latex per uscire in formato DVI, ma anche in quel caso graphics sa da solo quale driver caricarsi e non c’è bisogno di dirglielo.
Facci sapre; io sarei curioso di sapre da dove nasce questa option clash; le poche volte che è successo a me me la sono cavata al volo, ma, appunto, io non lavoro con LyX, anche se sul portatile l’ho montato, ma lo uso per cose diverse, non lo userei mai per comporre alcunché.
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Se tu avessi seguito le indicazioni del testo che ti ho indicato, il file dove si trova la nuova installazione di TeX Live sarebbe /usr/local/texlive/2011/… e al posto dei puntini ci sarebbero almeno 4 grossi rami che cominciano con texmf.Il tuo albero personale te lo devi creare, non te lo crea l’installazione.
Prova a dare il comando which pdftex: ti dovrebbe restituire il nome del comando completo di path a partire dalla radice del disco: se è /usr/share/texmf/bin o qualcosa del genere, NON hai installato TeX Live 2011; apri il file log del file che hai compilato; nella prima riga deve esserci scritto tra le altre cose, “(TeX Live 2011)
Eventualmente dopo avere aggiornato il database dei nomi dei file del tuo Fedora (probabilmente il comando da dare è sudo updatedb) cerca texdoc con locate texdoc; se non te lo trova; allora NON hai installato TeX Live 2011 di TUG/CTAN accanto alla tua installazione TL/Debian, ma hai solo aggiornato l’installazione TL/Debian.
Conclusione: scaricati il file [tt]texlive-ubuntu[/tt] e leggitelo bene (sono poche pagine) facendo molta attenzione al paragrafo su Fedora, dove ci sono le minime varianti necessarie per installare su Fedora invece che su Ubuntu.
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Sul Mac probabilmente hai installato MacTeX e questa distribuzione è completa e non devi installare niente quei pacchetti li devi semplicemente solo richiamandoli nel tuo file principale con \usepackage{frontesppizio} e \usepackage{ClassicThesis}.Su Fedora dipende da che distribuzione hai installato; se ha installato una distribuzione di TeX Live Debian compatibile, allora sei nei guai; infatti la distribuzione TL/Debian è vecchia di non meno di due anni, ed è molto parziale, è tutt’altro che completa; nello stesso tempo è necessario averla per soddifare le dipendenze Debian di altri programmi.
Se sul PC che usi al lavoro hai il permesso di intervenire, installa, in parallelo alla distribuzione TeXLive/Debian, la distribuzione TeX Live 2011 scaricandola da CTAN e seguendo le indicazioni per Fedora scritte nel documento texliveubuntu.pdf (e stato scritto per installare TL 2010, quindi cambia gli anni indicati nel documento con gli anni validi oggi); installa TL completa; frontespizio e ClassicThesis saranno lì ad aspettarti senza problemi di permessi o altro.
In generale, se vuoi installare un pacchetto sperimentale, o tuo personale, o comunque non distribuito con TL nemmeno con il suo package manager, allora lo devi de-zippare e inserire i vari file estratti dal file zip in cartelle innestate nel tuo albero personale /texmf radicato nella tua Home; siccome questa “radice’ non ce l’ha, te la devi creare con i vari comandi di sistema mkdir e simili. Lì può caricare quello che ti pare senza bisogno di permessi, ma devi soddisfare la disposizione TDS (TeX Directory System); in parole povere il tuo albero personale deve cominciare con ~/texmf e deve proseguire con le stesse sequenze di cartelle che trovi nell’albero principale radicato in /usr/share/texmf — Naturalmente non devi crearti tutti i rami, rametti foglioline dell’albero principale, ma devi creare solo i rami grossi, i rami piccoli, i ramoscelli necessari perché il sistema TeX possa trovare i tuoi file. Esempio; il tuo file zip contiene il file autoinstallante pippo.dtx: estratto il file lo compili con pdflatex; alla fine, Magari dopo un pio di esecuzioni, ti ritrovi con i file pippo.dts iniziale, pippo.pdf e pippo.sty; allora devi spstare (creando le cartelle lungo l’albero personale) i file in questo modo:
pippo.dtx in ~/texmf/souce/latex/pippo/
pippo.pdf in ~/texmf/doc/latex/pippo.doc
pippo.sty in ~/texmf/tex/latex/pippo.styMutati mutandis, questo è tutto quanto c’è da fare per installare un paccheto nel prio albero perosnale. Non ci sono permessi da osservare, perché hai messo tutto nella tua Home; forse, dipende dalle macchine, devi fare eseguire da terminale il programma makelsr per generare il database dei nomi dei file.
Questo vale anche per il Mac, solo che l’albero personale è radicato in ~/Libreria/texmf/
Infine, ultima raccomandazione importatissima, non caricare mai nulla negli alberi di sistema, nemmeno se t prendi le prerogative di super user o di root, mai e poi mai: al primo aggiornamento perderesti tutto, perché gli alberi vengono riscritti dal programma di aggiornamento.
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