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Premsso che non hai allegato il file zip, è evidente che prima di \documentclass non puoi usare nessuna comando LaTeX. domnque, come dici tu,Ma nel file \documentclass non è assolutamente presente!!!
è ovvio che se cerchi di compilare un file che NON contiene la riga \documentclass, al primo comando LaTeX che incontra (nel tuo caso \usepackage) il compilatore protesta e ti spiega perché.
Il tuo prof. fa bene a non avere LyX; sta a te fornirgli della roba compatibile con qualunque sistema operativo e non legato a nessun software esterno al sistema TeX. Quindi o impari a esportare bene i file LyX in formato TeX, oppure abbandoni LyX e usi solo gli shell editor che permettono di gestire i file TeX in modo più diretto.
Nota che LyX non è altro che un editor capace di interpretare in parte il markup di LaTeX e presentarti sullo schermo qualcosa che assomiglia al risultato della compilazione con LaTeX; all’inizio, quando si è veramente principianti, questo approccio sembra molto seducente (mi vengono in mente il serpente ed Eva) ma dopo poco ci si rende conto che LyX lega le mani er fare quello che LUI è capace di fare, non quello che LaTeX è in grado di fare.
Prima abbandoni LyX prima vivrai felice.
PS: non storco nessun naso; io sul mio portatile Snow Leopard ho anche LyX; lo uso una volta all’anno quando ho bisogno di esportare dei file in formati strani nel formato LaTeX; per il resto mi guardo bene dall’usarlo. Nel mio Lion non l’ho nemmeno montato; ora per queste esportazioni preferisco usare Libre Office e il plugin Writer2LaTeX.
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Dopo avere spuntato italian nei MiKTeX Settings avresti dovuto cliccare il bottone che più o meno recita: “Recreate format files”, sempre nei KiKTeX Settings. Avrai notato che ci sono tre bottoni con qualcosa scritto dentro; ecco, sono quelli che servono per gestire il sistema MiKTeX.Comunque ho citato le scritte dei bottoni a memoria; ho usato MiKTeX per una quindicina di anni, poi sono passato a Mac, quindi sono 6 anni che non lo uso più; allora era LA distribuzione per antonomasia per le macchine Windows e TeX Live non esisteva ancora; su Linux c’era teTeX (assorbito ora da TeX Live) e su Mac c’erano solo prodotti commerciali (che io ricordi; forse OZTeX era gratuito, ma non avendo un Mac non ci avevo mai provato; ora Mac installa una versione di TeX Live che si chiama MacTeX, ma differisce solo per le modalità di installazione). Quindi oggi TeX Live è la distribuzione che va bene per tutte le piattaforme e quindi data questa ubiquità è quella che riceve la massima attenzione dagli sviluppatori, è quella meglio seguita e curata; è aggiornabile, volendo, quotidianamente; è quella che qui nel forum suggeriamo sempre.
Quando poi vorrei lasciare LyX e vorrai usare un vero shell editor LaTeX friendly, ti accorgerai quanto LyX sia vincolato e vincolante; hai solo l’imbarazzo della scelta e, tieni presente, il semplice editor TeXworks te lo sei già installato con TeX Live, anche se forse non te ne sei accorto. Poi ce ne sono diversi altri gratuiti e qui sul forum se pe parla spesso.
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Andrea,
quelli di TeXShop non sono compilatori, sono solo degli script che permettono a TeXShop di lanciare delle applicazioni con la line a di comando giusta. Non preoccuparti di quelli; loro fanno quello che tu potesti fare a mano dal terminale.Dunque, finché non riesci ad installar euna versione funzionante di Lilipond, non preoccuparti di quello che può fare TeXShop.
Una domanda per @JuXY; to che Lilipond hai instalato? visto che le versioni per Mac che si trovano nel sito di download di Lilipond non sono valide per Lion?
Forse hai installato una versione con Macports? oppure con Fink? Oppure sei risucito a imbrogliare il sistema Lion facendogli credere di essere Leopard?
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A tuo rischio e pericolo: io non ho fatto quello che ti sto dicendo, ma potrebbe funzionare come potrebbe essere un completo fallimento.Scarica dal sito la versione per Linux o quella per FreeBSD, scartando quella che fa esplicito riferimento al processore amsd64
Segui le istruzioni indicate sotto alle icone del downolad. Il tutto ti viene compilato ex novo con le risorse della tua macchina; Se ciò va a buon fine è possibile che tu possa disporre di un Lilipond, forse non al massimo delle sue possibilità, ma forse funzionante. Forse…:neutral:
Ciao
Claudio
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La risposta è la stessa per windows.Se ai MiKTeX 2.8, questa distribuzione è vecchia e no prevede la sillabazione per l’italiano a meno che tu non l’attivi dal pannello di MiKTeX settings.
La distribuzione MiKTeX 2.9 è recente e nella sua versione completa prevede la sillababzione di tutte le 74 lingue che oggi il sistema TeX è capace di gestire; comunque anche la versione Basic si sistema dal pannel di MiKTeX Settings.
Visto che ci sei, e devi installare una nuova versione, ti consiglio di installare la varione TeX Live 2011, se non altro perché è più facile da tenere aggiornata. Ricorda che il sistema TeX viene aggiornato con correzioni oppure nuovi pacchetto quasi quoitidianamente; non è certo il caso che anche gli utenti aggiornino quotidianamente, ma MiKTeX non è mai cosi “up to date” come TeX Live. TeX Live di default viene installata completa, cosicché non avrai mai problemi di pacchetti mancanti.
Poi con LyX ti basta impostare nel preambolo \usepackage[italian]{babel} e la sillabazione del tuo documento non farà più una grinza.
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No, con TeXshp non devi ripetere la manfrina, che tu abbia o non abbia blindato il file con le righe magiche: prima di salvarlo clicca la finestrinaa centrale in basso, scegli la codifica con cuoi vuoi salvalo e salvalo con quella codifica che hai scelto; quando lo riatri il file viene letto correttamente con la nuova codifica.In teoria potresti fare la stessa cosa con TeXShop, perché il dialogo di export (non quello di save che serve solo la prima volta che crei un file), ti permette di scegliere la codifica con cui salvare. Io qualche volta ho dovuto riptere l’operazione, ma non ricordo quale errore facevo o quale dimenticanza facevo.
TeXstudio indovina bene la codifica di un file utf-8; classifica latin1 qualsiasi altra codifica diversa da utf-8, anche se fosse una MacRoman, per esempio. poi per il resto, magari si riesce a gestire al situazione, ma non è vero che indovini anche latinin1.
Texmaker non so bene cosa faccia.TeXnicle, che ho finalmente installato, dovrebbe comportarsi come dici tu, ma non ho avuto tempo di collaudarlo in questo senso, perché lo trovo difficile da gestire, anche se il full screen in effetti permette di lavorare a proprio agio, specialmente sull’iMac da 21 pollici che uso a casa.
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Ti garantisco che non è affatto chiaro quello che vorresti fare.È perfettamente lecito dopo aver dato il comando chapter, cominciare il capitolo senza usare il comando \section. quindi la tua domanda diventa incomprensibile.
Ma se tu per paragrafo sbagli amico (false friends) e intendi parapgraph(che in italiano si chiama capoverso) la domanda continua a non avere senso, perché qualunque brano di testo che cominci con una lettera maiuscola all’inizio di una sezione o dopo un punto e a capo e finisca con un punto e a capo, è un capoverso.
Dovresti spiegarti meglio.
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Il caso 3 esiste, forse non per un laureando, ma per del lavoro cooperativo.Tu scrivi il main file e con \input o \include leggi e compili i file scritti da te stesso, tizio e Caio; vi siete messi d’accordo in anticpo di usare tutti e tre utf-8; poi Caio, trovanosi fuori sede e dovendo usare un altro PC dotato del sistema TeX, scrive un file con l’editor di quel PC e si scorda che deve essere impostato utf-8; comunque si impostato Caio scrive il suo file e te lo manda.
Il file è LaTeX, ma non è il main file, nzi contiene solo le \section 2 e 3 che devono venire o copiate e incollate, o semplicemente richiamate con \input da un altro file, che a sua volta viene introdotto nel main file da altri comandi i \input o \include.
Risultato quando lo apri non c’è il preambolo e non c’è scritto niente con le righe magiche; quindi il file è LaTeX ma non sai con quale codifica si stato scritto.
Questa disavventura potrebbe capitare anche a un laureando che scriva i suoi capitoli o le sue sezioni su PC diversi e diversamente configurati, e si trasporta i lavori parziali con una chiavetta; d’accordo, dopo la prima disavventura, si ricorderà di impostare i vari editor nel modo giusto, ma se è alle prime armi potrebbe non capire che il fatto dipende da una sua personale dimenticanza.
Tra l’altro sto scrivendo un libro in collaborazione con un amico; entrambi disponiamo di Mac; io uso sistematicamente TeXShop; lui usa TeXworks; le sue righe magiche non sono scritte con la sintassi di TeXShop, e il mio fa pasticci perché non le riconosce (invece TeXworks capisce le righe magiche di TeXShop).
Devo dire che il metodo di conversione suggerito da Lorenzo, di eseguire dei search & replace su tutto il file dei caratteri strani da sostituire con i caratteri accentati italiani funziona benissimo nell’80% dei casi, ma è velocissimo; tutto sommato bisogna sostituire, se ci sono, i caratteri strani che appaiono al posto di È, à, è, é, ì, ò, ù (il search & replace va eseguito stando bene attenti che la casellina di ignorare la differenza fra maiuscole e minuscole NON sia spuntata).
Ma se il file contiene altri caratteri diversi da quelli accentati, questa modalità manuale fallisce miseramente o comunque diventa troppo laboriosa.
Non ho ben capito invece come lavori TeXworks. Sicuramente non permette di aprire al volo il file, ma se questo è in una codifica diversa da quella predefinita, ti mostra schifezze ma lo apre comunque. Vero è, come dice Antonio, che il pulsante in basso permette di cambiare codifica e una volta premuto e scelta la nuova e corretta codifica, o ti viene notificato che il documento contiene caratteri non visualizzabili con la codifica che hai scelto, o, quando lo chiudi, ti viene chiesto di salvarlo nuovamente, ma alla riapertura le schifezze rimangono.
A me non succede; da me lavora correttamente coe descritto da Antonio. Il mio TeXworks è preimpostato per lavorare in utf8; apro un file che motra i rombi neri; cerco la codifica giusta con il procedimento descritto da Antonio; scopro che il file è stato scritto in latin1; cambio la codifica nella finestrella rimettendala a utf8 e salvo il file. Chiudo il file; lo riparo e la codifica di default coincide con la codifica del file: utf8.
Approfitto per ringraziare Antonio, perché quella finestrella la vedo da quando uso TeXworks (preferibilmente uso TeXShop, ma saltuariamente uso TeXworks; TeXstudio l’ho montato, ma non lo uso praticamente mai) e non mi ero mai accorto di queste potenzialità; senza togliere nulla aglialtri editor, direi que questa possibilità è unica; forse una cosa simile ce l’ha anche TeXnicle, ma l’ho provato tempo fa e l’ho smontato immediatamente; non ricordo più perchè avevo avuto questa cattiva impressione, comunque lo riesaminerò.
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L’indice analitico va sempre in fondo a qualunque testo; non credo che oggi ci sia nessun motivo particolare per farlo, ma certamente se viene messo per ultimo, non solo lo si può ottenere direttamente usando il pacchetto imakeidx, ma si è sicuri che l’inserimento dell’indice analiti non altera la nemerazione delle pagine, quindi i dati raccolti durante l’esecuzione sono corretti anche nell’indice analitico.
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Perché devi usare quei font?
con pdflatex puoi avere i numeri oldstyle con i latin modern se carichi il pacctto crt-lm, invece di lmodern.Con Xelatex, invece, puoi specificarli come default nella scelta dei font fatta con fontspec. Se non conosci xelatex, leggiti la guida di Enrico introxelatex.pdf
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Molto interessante.Potrace, l’algoritmo di tracciamento, è uno dei due (l’altro è autotrace) usati da mftrace e da fontforge per tracciare i font dalle loro bitmap.
Sono contento che potrace sia entrato a far parte di inkscape, anche se non lo userei mai per tracciare foto o disegni come la figura del chitarrista mostrata nell’esempio del link che hai mandato. Non lo userei nemmeno per loghi contenti molte linee; ho provato a tracciare il logo del PoliTO, e, come era prevedibile, viene fuori uno schifo. Il disegno è troppo complicato, anche se è un disegno al tratto, non una foto.
È bene essere a conoscenza degli strumenti disponibili e hai fatto benissimo a citarlo e segnalarlo.
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Ma hai anche specificato il formato della carta fra le opzioni di documentclss? Oppure hai impostato i parametri del foglio, per esempio, A4 (stock material, pagina 7 (45-esima dal frontespizio),su cui ricavare la pagina A5?Hai letto il manuale di memoir che presenta proprio un esempio del genere? texdoc memman da terminale.
Esempio: pagina 26 (64-esima dal frontespizio)
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Usa TeXStudio per inserire a mano le righe magiche in testa ai file che TeXStudio ha riconosciuto come UTF8; sicuro che ci fosse scritto UTF* nella finestrella in asso a destra?Comunuqe quelloc he si deve scrivere nella prima riga del file facendo molta attenzione agli spazi è
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% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
`Riapri con TeXworks e vedi che cosa succede.
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