OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,241 al 9,255 (di 11,287 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: [ArsClassica] Errore titolo in minuscolo header 2^pagina TOC #69090
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Scrivendo:
      `
      \cleardoublepage
      \markboth{INDICE}{INDICE}
      \tableofcontents
      `

      in risposta a: impostare numero righe e battute per pagina #69087
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Si può fissare il numero di righe per pagina; con i font proporzionali non si può fissare un numero di battute pe riga, al massimo se ne può fissare il numero medio.

        Ma non farlo con LaTeX; LaTeX è un programma di composizione tipografica, non datttilografica e quelle sono prescrizioni per macchia da scrivere: 60 battute per 32 righe che fanno circa 2000 battute per cartella.

        L’ultima volta che ho visto queste prescrizioni è stato circa 20 anni fa’, ed erano già in disuso allora.

        in risposta a: Pacchetto bm #69080
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          Guarda nella cartella texlive\2011\texmf-dist/tex\latex\tools\

          Il pacchetto bm.sty deve essere lì dentro e secondo me ce l’hai certamente; solo che magari hai commesso un errore nel caricarlo, oppure il tuo TeX Live non è stato caricato in modo corretto/

          in risposta a: come riportare sequenze DNA in maniera leggibile? #68901
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            Carica il pacchetto amsmath e usa l’ambiente multline:
            `
            \begin{mutline}
            \mbox{XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX} \\
            \mbox{YYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY}\\
            \mbox{ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ}
            \end{multline}
            `
            Verifica con texdoc amsmath che cosa uoi fare esattamente con gli ambienti matematici.

            in risposta a: Template PhD-UNIVPM non funzionante #66462
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Una csa alla volta; prima vediamo di renderlo comliant, poi affronteremo il resto; e per rendelrlo compiant, non riferirti ai verificatori gratuiti on line. Al resto ci sto guardanodo.

              in risposta a: Configurazione TeXworks #66335
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::

                Inviate commenti per piacere, mi piacerebbe ancora approfondire questioni riguardanti l’usabilità degli editor TeXstudio (ad oggi il mio preferito, prima usavo profiquamente LeD), TeXmaker e TeXworks

                😮

                in risposta a: due fonts nello stesso documento #69022
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Esiste ma è molto complessa, perché i font matematico formano dei gruppi di tre corpi (tranne i simboli estensibili) e vengono usati mescolati, al punto che se vai a vedere il file ltxmath.def trovi che sostanzialmente solo quelli di default appartengono a 4 grupi, operators, letters, symbols, largedelimiters; per fare le cose per bene leggiti la guida sui font con texdoc fntguide. Com molta pazienza puoi sostituire i largedelimiters con un altro font di largedelimiters tratto per esempio dalla collezione txfonts o da altre collezioni.

                  Qulche volta mi sono domandato anch’io se non fosse stato possibile sostituire gli integrali inclinati con gli integrali diritti. Ma poi, tutto sommato, trovo che i segni di integrale di default vanno benissimo.

                  Se usassi XeLaTeX forse, e ripeto forse, benché i font matematici OpenType siano tre o quattro, forse potresti avere una buona accoppiata fra fot testuale e font matematici, che comunque vengono sempre tratti da due OpenType diversi. Però in quel caso il supporto della documentazione sarebbe piuttosto scarso; bisogna solo provare.

                  in risposta a: due fonts nello stesso documento #69020
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Per prima cosa LaTeX da solo fa già così, ma usare un font per il testo e uno diverso per le formule (diverso come disegno, come stile, non diverso perché ha una collezione diversa di segni) è un pessima idea contraria alle consuetudini tipografiche e incline a far pensare che uno voglia imitare Word.

                    in risposta a: [Risolto]LuaLaTeX e francese: conflitto tra babel e fontspec #68986
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      Con TeX Live 2011 non dà nessun errore né con XeLaTeX né con LuaLaTeX.

                      Dal 2010 ad oggi veri pacchetti, compreso fontspec hanno subito aggiornamenti; lavorando con programmai “sperimentali” direi che sia estremamente importante avere a disposizione sempre l’ultima versione della distribuzione.

                      in risposta a: Problemi con layaureo e fancyhdr #68963
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Perché rovini il layout disegnato dall’autore di layaureo.

                        Vai in Documentazione (linguetta in alto nella pagina del forum} e scarica la guida tematica sul disegno della pagina, puoi leggere e vedere disegnato la teoria che sta dietro al disegno della pagina e vedere numerosi layout disegnati e forse puoi capire che cosa vuol dire equilibrio della pagina.

                        Naturalmente sul gusto estetico si possono avere opinioni opposte sulle stesse cose, ma conoscendo al teoria si capisce anche perché 500 anni di stampa “meccanica” e 1500 anni di libri scritti a mano o stampati a macchina ci hanno lasciato come eredità estetica.

                        in risposta a: Problemi con layaureo e fancyhdr #68961
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Non sono d’accordo sul fatto di voler modificare con fancyhdr lo schema di layaureo, e credo di aver già spiegato perché.

                          Ma ho la sensazione che tu interpreti male lo schema dlla figura della pagina 284 della GuidaGuIT; le due righe tratteggiate rappresentano i due “assi” rispetto ai quali vengono prese le distanze orizzontali e verticali, non sono i limiti della pagina; ma dallo schema si vede che la testatina è una scatola di una data altezza e con una determinata distanza dal bordo superiore della gabbia.

                          Il \topmarign è chiaramente indicato con l’etichetta 4, ma non rappresenta la distanza dal bordo del foglio, perché questa distanza dal bordo superiore della pagina è quel valore più il pollice di distanza dell’asse tratteggiato orizzontale dal bordo superiore.
                          \headsep e ‘haedheight sono valori che si possono tranquillamente fissare prima di chiamare layaureo, ma questo pacchetto ne fa quello che l’autore ritiene più consono, perciò dopo aver dimensionato il margine superiore (contente la testatina) e il margine inferiore in odo che il loro rapporto sia pari a radice di 2, per determinare \tpmargin sottrae dal margine “vero” sia la distanza della testaina, sia l’altezza delle tastatine, sia il pollice di displacement fisso.

                          Perciò se vuoi la griglia più un alto o più in nasso rispetto a quello che fa layaureo lo puoi fare dopo che layaureo ha fatto i suoi conti e poi aggiungi uno statemente del tipo \addtolength{\topmargin}{10mm} (aggiustando questo valore come ti pare, anche con valori negativi se vuoi tirare in su il tutto) ma non dire che hai usato il layout layaureo.

                          fancyhdr non ha nulla a che vedere con il “disegno della pagina”: semplicemente dice che cosa mettere nelle testatine e nei piedini, non quanto siano grandi la scatola o la distanza della scatola dalla griglia interna.

                          Layaureo è un pacchetto che non ammette personalizzazioni, ma questo non vuol dire che non si possano fare. Il risultato sarà certamente inferiore a quello prodotto dal creatore del pacchetto; io ti dico di non metterci le mani: Enrico ti ha mostrato che cosa si ottiene usando bene i pacchetti; ma Enrico vuole scrivere macro per creare un layout diverso da quello di layaureo o da qualunque altro layout, nessuno sarebbe più bravo di lui; solo che in un certo senso, anche lui ti sta mandando un messaggio simile al mio: NON FARLO!

                          in risposta a: Problemi con layaureo e fancyhdr #68956
                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::


                            Innanzi tutto, come mostra Enrico, non devi usare geometry, se usi layaureo.
                            Secondo leggi la documentazione di layaureo: apri una finestra terminale o prompt dei comandi e dai il comando texdoc layaureo; merita leggere al descrizione (in italiano) perché si capisce esattamente quello che fa.

                            Lavorando oneside i margini destro e sinistro sono uguali (a parte la binding correction che influenza il margine sinistro; io sono contrario a specificare la binding correction prima di avere deciso come rilegare la tesi e prima di avere controllato altre tesi rilegate nello stesso modo per vedere se sia davvero necessaria la binding correction e quanto deve essere ampia– questa, la binding correction, non deve essere un escamotage per spostare la gabbia verso il margine esterno, visto che sarebbe un errore tipografico), i margini superiore e inferiore stanno in rapporto di radice di 2.

                            Inoltre l’altezza del testo viene impostata in modo che il suo rapporto con la larghezza sia il numero aureo.

                            Ora lo spazio che contiene la testatina (quindi la testatina NON è compresa nella gabbia interna, nello specchio di stampa), come detto sopra, sta in rapporto 1: radice 2 rispetto al marigne inferiore. L’autore di layaureo ha già fatto le considerazioni che ritiene giuste e quindi con il suo pacchetto le cose devono stare così; l’autore stesso dice che non sono possibili personalizzazioni e lui stesso dice che se non piace, allora è meglio non usare il suo pacchetto e imporre le dimensioni della gabbia e dei margini con altri pacchetti. Io ti suggerirei geometry.

                            Ti suggerirei anche di leggere la guida tematica sul layout di pagina che trovi qui nel sito nella sezione documentazione, in modo che puoi comprendere appieno la questione della larghezza delle gabbia in relazione alla leggibilità del font usato e del suo corpo.

                            L’auotre di layaureo è esplicito nello specificare che il suo layout riempie la pagina di più del valore ottimale, ma si mantiene al limite superiore della “tolleranza” concessa dalla regola di Bringhurst. Perciò se vuoi ridurre i margini rispetto a quelli di deafult della classe book, aumenta il copro del font, ma non giocare con geometry per avere margini che ti portano ad una gabbia troppo larga, con troppi caratteri in ciascuna riga, cosa che ti porta ad una lettura difficile e faticosa della tesi.

                            in risposta a: problemi di compilazione con il pacchetto biblatex #68921
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::


                              Ti do il benvenuto al tuo primo messaggio; però prima di mandarci il tuo file sorgente, potresti aveve avuto almeno di non presentarci quella … non so come definirla.

                              Almeno togli tutti i pacchetti che hai caricato due volte, togli tutti i pacchetti che non usi,m e ce ne saranno almeno la met¯à; togli la chiamata a epsfig, perché quello che fa epsfig, lo fa graphicx.

                              Togli le opzioni dvips e dvipdfm.

                              Riordina tutte le chiamate ai vari pacchetti come c’è scritto sull’Arte (link qui sopra nella sezione Documentazione).

                              Infine stai attento attento a compilare con LaTeX se vuoi avere l’uscita dvi, (te lo sconsiglio) oppure a compilare con pdfLaTeX che produce direttamente il file pdf.

                              Dopo, se non riesci ad ottenere né il file dvi né il file pdf, allora scrivi mandandoci anche almeno l’ultima parte del file log.

                              in risposta a: Questioni di stile #68919
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Io conosco il Chicago Manual of Style.

                                Attenzione: anche se negli USA è ricnoscuto come la Bibbia im merito allae questioni di comunicare via stampa, in realtà, pur essendo molto tollerante su questo punto, è il manuale di istruzioni per la Chicago UNiversity Press. Negli anni e nelle successive edizioni, visto il favore che incontrava nei lettori, ha sfumato l’aspetto prescrittivo per la specifica University Press in modo da acquisire una validità più generale.

                                È uno dei pochi mauali che parla della composizione della matematica, ma ho già scritto lor un lettera per lamentare la cattiva qualità degli esempi che usano per mostrare il modo corretto di comporre la matematica, e, visto che si trovano Negli USA ho consigliato loro di rivolgersi al mondo TeX, in particolare alla AMS (American Mathematical Society) e ho segnalato loro le norme ISO, visto che valgono anche per gli USA. Ho ricevuto una gentile risposta, ma siccome non posso comperarmi ogni nuova edizione del Manuale via via che viene pubblicata (e già ho tribolato a procurarmi l’edizione di cui dispongo, non sono in grado di dire se i miei suggerimenti siano stati accolti in tutto o in parte o per niente.

                                Ho la sensazione che l’Oxford Manual of Style sia più vicino ai gusti europei, anche se filtrati attraverso un occhio molto British, ma confesso non ne ancora mai avuta in mano una copia.

                                Il manuale di Lesina è decisamente vecchio; l’attuale Nuova versione, è una versione postuma, visto che è stata pubblicata dopo la sua morte; probabilmente il Nuovo si riferisce alla veste editoriale, certamente non al contenuto. Mi sarei aspettato che il manuale di scrittura e di stile, l’ultimo nato in questo campo presso la Zanichelli sostituisse meglio il manuale di Lesina; purtroppo il progetto era troppo ambizioso e sono sfuggiti molti erroretti e inconsistenze. Ma non ne ho un giudizio negativo; mi piacerebbe che le inconsistenze fossero eliminate, ma personalmente sono spesso in grado di rendermene conto e di eliminare l’informazione “sbagliata”.

                                Temo che in questo settore nemmeno il Serra sia da portare ad esempio; anche questo testo nasce come istruzioni editoriali, ma è pieno di errori e fastidioso per le innumerevoli ripetizioni, ripetute anche nella prefazione, e nelle postafazioni una delle quali di Tschichold; non mi sarei aspettato certi errori da uno che insegnava Composizione Tipografica alla Scuola diretta ai fini speciali in Arti e Scienza della Stampa. Tuttavia così è.

                                Temo che oggi sia difficilissimo scrivere un buon manuale di stile per la stampa; siamo troppo “moderni” rispetto al ‘500, per sapere che cosa voglia dire “stampa”; nel ‘500 il libro era ancora una cosa di lusso; è vero che Aldo Manuzio stesso aveva cominciato delle collezioni divulgative non legate o, diremmo oggi, brossurate (non era nemmeno la vera brossura che conosciamo oggi) , per ridurre i costi e per rendere il testo più accessibile a chi sapeva leggere. Tuttavia, a parte le ricche legature in cuoio, con ornamenti in foglia d’oro, oppure i semplici pacchettini di segnature non cucite di Manuzio, il contenuto variava molto nel prezzo, ma era sostanzialmente simile. Oggi si stampa qualunque cosa, per qualunque lettore, anche storie completamente disegnate, senza neanche una parola, ma solo dei disegni (e senza fumetti); o solo fotografia, senza neanche le didascalie (ho in mente il bellissimo Cielo, pubblicato anche in italiano dalla National Geographic).

                                Un libro per bambini è molto diverso da un saggio di filologia; un manuale non può coprire entrambi, altrimenti non è più un manuale, ma una enciclopedia. E un saggio di filologia è molto diverso da un libro di testo di Sintesi dei circuiti passivi (mi cito un mio testo); io ho scritto macro per filologi, come ho scritto macro per me stesso per disegnare i circuiti che insegnavo a sintetizzare,
                                ma si tratta di cose che non rientrano nella generalità degli stampati. A Urbino c’è una scuola estiva di incisione, KAUS, dove ogni estate c’è una raccolta di maestri incisori provenienti da tutto il mondo, e allievi incisori che vengono dai quattro angoli della terra; spesso il loro lavori di incisione sono rilegati in libri prodotti in pochissime copie, con le incisioni originali, legati/cuciti a mano, incassati o incartonati in copertine preziose fatte a mano; Anche questa è stampa; ma un manuale non ne può tenere conto. Anche un facsimile del codice Vaticano (scritto e miniato a mano verso la fine del ‘400, visto che il Duca è morto nel 1482 (praticamente un mese prima che Colombo arrivasse in America) che il papa Clemente Albani (urbinate) prese dalla biblioteca di Federico di Montefeltro (Gubbio, 7 giugno 1422 – Ferrara, 10 settembre 1482) e mise nella biblioteca vaticana; qualche anno fa ne furono fatte alcune copie anastatiche, stupende, che costano parecchi biglietti da 1000€ ciascuna (a Urbino oggi ci sono tre copie, visibili a distanza ravvicinala dai visitatori); anche quella è stampa, ma i manuali non ne possono tenere conto.

                                Bringhurst è un bel manuale, ma non dice praticamente niente sulla composizione della matematica e quel poco non è esattissimo; se tanto mi da tanto, anche il resto potrebbe essere non essere esattissimo.

                                Con questo non voglio denigrare i manuali; altrimenti perché dedicherei in prima persona a scrivere guide e manuali epr l’uso di LaTeX? Non affermo che i manuali che curo o che scirvo siano dei Vangeli nel campo della tipografia, anzi; penso che un vero artista tipografo avrebbe molto da ridire. All maestro tipografo Tallone che ho l’onore di conoscere, non ho mai dato una copia dei miei scritti e quindi non mi ha mai potuto massacrare distruggendomi il mio lavoro; ma penso che se gli sporgessi anche un piccolo esempio dei mie scritti, non arriverebbe nemmeno a toccare la superficie del suo tavolo di lettura, ma andrebbe direttamente nella pattumiera. però penso che tutti noi dovremmo darci da fare per mettere insieme un qualcosa che ti potesse parzialmente soddisfare e che potresti definire manuale accettabile per quel tipo di tipografia che si può fare con LaTeX e compagni.

                                in risposta a: manipolare i titoli di sezione #68832
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Per togliere le sezioni dall’indice generale puoi dare il comando
                                  `
                                  \setcounter{tocdepth}{0}
                                  `

                                  Per inserire il solo numero della sezione senza titolo nin linea con il testo o modifichi la definizione del comando interno di LaTeX che descrive il modo di comporre la sezione, oppure usi uno dei tanti pacchetti come titlesec (certamente non facile da usare, ma molto potente: documentazione da leggere con texdoc titlesec) Il comando specifico che potresti usare è \titlespacing dopo aver specificato con \titleformat il formato runin.

                                  Io so farlo modificando i vari comandi per creare \section, \subsection, \subsubsection, eccetera; non l’ho mai fatto usando titlesec, ma ho l’idea che con l’uso di questo pacchetto sia molto più facile e meno prono a combinare disastri come succede quando si modificano le cose interne di latex senza conoscere le idiosincrasia.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,241 al 9,255 (di 11,287 totali)

                                Go to top