OldClaudio

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  • in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65393
    OldClaudio
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      Lorenzo e Tommaso, non avete risposto alla mia ultima domanda; quella di comporre l’Arte con memoir. Tra le righe mi pare che propendereste per book; benissimo. Ma la grafica attuale con book non si ottiene assolutamente se non a spese di lacrime e sangue. Invece la grafica attuale è importante perché è un forte richiama per i novizi; non per niente ci sono in continuazione persone che vogliono fare la tesi con il vostro stesso stile tipografico.

      Pensateci 🙂

      in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65390
      OldClaudio
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        Le tue argomentazioni sono condivisibili e per lo più valide; alcune sono un po’ tirate per i capelli, ma accettabili.

        Quella più forte è che le classi standard sono mantenute dal LaTeX3 Team, mentre le altre non lo sono e forse potrebbero venire abbandonate dai loro manutentori o autori. Peter Wilson ha già lasciato al manutenzione di memoir ma ora è subentrato Lars Madsen.

        Vale la pena di ricordare che di default (senza nessuna particolare personalizzazione) memoir si comporta come book e report. Per farla comportare come article (ehm… quasi) bisogna specificarlo fra le opzioni. Per i pacchetti aggiuntivi che bisogna invece usare con book e report vale la pena di leggere la documentazione.

        Infatti nella pagina xxix della documentazione di memoir viene affermato che:

        The memoir class includes code either equivalent to, or extensions of, the following packages; that is, the set of commands and environments is at least the same as those in the packages: abstract, appendix ,array ,booktabs, caption, chngcntr, chngpage, dcolumn, delarray, enumerate, epigraph, framed, ifmtarg, ifpdf, index, makeidx, moreverb, needspace, newfile, nextpage, parskip, patchcmd, setspace, shortvrb, showidx, tabularx, titleref, titling, tocbibind, tocloft, verbatim, verse.

        Cioè le funzionalità sono persino maggiori di quelle dei pacchetti elencati.

        Ci si può domandare se siano necessarie tutte quelle funzionalità; in fondo con book mica si caricano tutti quei pacchetti.

        Questa è un’altra argomentazione che potresti aggiungere alle tue, ma non so se fra i pregi o i difetti…

        In realtà è esperienza quasi quotidiana che i frequentatori del forum presentino preamboli di cento e più righe, dove sono stati caricati pacchetti di ogni genere, “tanto non si sa mai”, come mi è stato risposto da più di un frequentatore. Il guaio è che spesso vengono caricati,”tanto non si sa mai”, anche pacchetti fra loro contrastanti e mutuamente esclusivi; con memoir, almeno per quelle funzionalità dei pacchetti emulati, questo non è possibile, perché i nomi dei pacchetti appartengono ad una lista che, attraverso opportune macro, ne impedisce il “ricaricamento”.

        The class automatically ignores any \usepackage or \RequirePackage related to these.

        Aggiungerei un’altra motivazione, non so se pro o contro:
        La classe memoir, lo dico per esperienza, è un ottimo strumento per i “class and package writers”, che non sono costretti ad usare direttamente tutte le istruzioni contenute nel documento clsguide.pdf, perché è relativamente facile scrivere una nuova classe appoggiata su memoir, usandone le personalizzazioni e aggiungendo le chiamate a quei pochi pacchetti mancanti. Certo i creatori di classi o pacchetti non sono novizi, si spera, quindi non avrebbero nessuna difficoltà a consultare le 452 pagine del manuale (che ne contiene un’altra quarantina di front matter e un altro centinaio di back matter).

        L’unico motivo per il quale io non uso memoir sistematicamente, credo di averlo già detto in altri messaggi, è che, se devo comporre in modo sincrono uno o più indici analitici, non lo posso far fare a memorir che è incompatibile con il pacchetto imakeidx, che abbiamo scritto Enrico ed io. Per il resto memoir è delizioso.

        Concludendo: io mi domandavo se non fosse il caso di impostare il contenuto dell’arte su memoir; mi hai dato una risposta negativa convincente.

        Mi domando ora se, invece, non sia il caso di comporre l’Arte con memoir; non è difficile regolare le varie impostazioni per ottenere lo stesso risultato che ottenete con ClassicThesis e vi svincolate da Miede.;-) 😎 💡

        Ciao
        Claudio

        in risposta a: disegno di vettori #65378
        OldClaudio
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          Certo con tikz si possono fare cose egregie. Certo il mauale è lungo anche se Claudio lo ritiene semplice e intuitivo (io invece ho qualche difficoltà, forse perche non lo consulto con sufficiente frequenza).

          Con l’ambiente picture e l’estensione curve2e {che richiama da solo pict2e) gli esempi di Claudio diventano
          `
          \VECTOR(0,0)(1,1)
          `
          e
          `
          |VECTOR(1,0)(2,1.5)
          \put(2,1.5)){\color{red}\makebox(0,0)[tc]{$w_2\mathstrut$}}
          `
          Naturalmente con opportuni comandi definiti apposta si possono semplificare questi comandi, ma le trasparenze che tikz ti può dare non si possono ottenere; nemmeno le linee curve con una freccia in punta (verttori curvilinei).

          Sono l’ultimo al mondo a dire che tikz non si debba usare, ma per cose così semplici come un po’ di vettori, mi sembra sprecato.

          Tuttavia è meglio cominciare ad usare uno strumento complesso (tikz) per affrontare problemi semplici, in modo che poi, quando si hanno problemi complessi, si sa già usare lo strumento complesso.

          in risposta a: disegno di vettori #65376
          OldClaudio
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            L’ambiente picture con il pacchetto pict2e, ed eventualmente il pacchetto curves2e ti permette di disegnare tutti i vettori che vuoi.

            Poi naturalmente c’è tikz, ma il suo manuale consta di circa 700 pagine; non è necessario leggerlo tutto, ma è necessario imparare ad usarlo bene per raggiungere le informazioni che servono quando servono.

            in risposta a: Problema installazione MiKTeX #65373
            OldClaudio
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              Semmai la 2.9, come dice Enrico; ma poi perché MiKTeX e non TeX Live 2011 completa che è generalmente priva di quei difettucci che si hanno con MiKTeX?

              in risposta a: Eliminazione dei cerchietti nella headline #65364
              OldClaudio
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                Elimina le section; una presentazione non deve essere divisa in più di due o tre section, meglio ancora se non è divisa in section, comunque al massimo due o tre.

                in risposta a: Ambiente align (o flalign) personalizzato: è possibile? #65340
                OldClaudio
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                  Ho capito il tuo punto e sono contento che tu abbia risolto.

                  in risposta a: LYX NON CARICA IL CORRETTORE ORTOGRAFICO #65346
                  OldClaudio
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                    Lascia perdere LyX e usa TeXworks, oppure Texmaker, oppure TeXstudio (che sono multipiattaforma e permettono al visualizzazione sincronizzata della finestra di composizione e della finestra col testo composto); oppure Kile, specifico della macchine Linux.

                    Sarai sempre sicuro dia vere degli editor che non ti costringono dentro stretti vincoli, come LyX, anche se LyX ti fa credere di essere quasi WYSIWYG (What You See Is What You Get); la sua descrizione dice che invece esso è del tipo WYSIWYM (What You See Is What You Mean) ma non è vero nemmeno quello. Prima o poi andrai incontro a problemi, come questo del correttore ortografico, che gli altri editor non hanno, ma che quasi nessuno su questo forum sa come risolvere, perché quasi nessuno lo usa.

                    in risposta a: Uso di \catcode #65344
                    OldClaudio
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                      Sì è vero, ma partivo dal presupposto che un file esterno, di cui bisogna rispettare i fine riga, sia immesso nel flusso di composizione essendo già in modo verticale. Comunque, sì, hai perfettamente ragiona, se non si è in modo verticale, la mancanza di quel % dopo \obeylines introduce una riga vuota in più che porterebbe il motore di composizione nello stesso stato che si avrebbe se si fosse scritta esplicitamente una riga vuota.

                      in risposta a: Uso di \catcode #65342
                      OldClaudio
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                        `{\catcode`\$=12\obeylines
                        \input{file esterno}}`

                        in risposta a: Ambiente align (o flalign) personalizzato: è possibile? #65338
                        OldClaudio
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                          Quello che vuoi fare non è matematicamente corretto; lo spazio prime dopo l’operatore di relazione deve essere quello che align e gli altri ambienti di amsmath producono, e quindi l’incolonnamento deve essere rlrlrl…

                          eqnalign, da non usare mai a causa degli spai errati, comunque ha tre colonne soltanto e sono rcl, dove nella colonna c viene messo l’operatore di relazione.

                          Probabilmente per usare l’allineamento a sinistra potresti usare align senza usare il primo campo di ogni coppia rl, e senza incolonnare gli operatori di relazione, qualcosa come:

                          a = b
                          aa = bb

                          eccetera.

                          Oppure, ma questo potrebbe essere un lavoro molto delicato, prendi il TeXbook, e studi come eseguire gli allineamenti matematici (ci sono ben due capitoli) e ti definisci un ambiente amsmath-like che abbia gli incolonnamenti llllll…, ma ripeto, secondo me è matematicamente errato: pensa ad una situazione in cui un primo membro di un incolonnamento sia lungo e gli altri corti: ti verrebbe:

                          abcdefghijklmn = wxyz
                          a = mnrs

                          Ti pare bello?

                          in risposta a: Problema frazione con parole #65312
                          OldClaudio
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                            cfiandra” post=64341Dipende se hai caricato i pacchetti necessari.. \usepackage{amsmath, amssymb,amsfonts}. Comunque il codice che ti ho dato era generale.. lo adatti come ti pare e con il font che preferisci :wink:.

                            Se carchi amssymb NON devi caricare amsfonts, perché amssymb lo carica lui; per carità sprech qualche micorsecondo, ma è il concetto che conta.

                            Per @Salvatore:
                            Per scrivere l’equazione fra parole, che non è per niente professionale, se carichi amsmath puoi usare il comando \text e dento al duo argomento puoi scrivere quello che vuoi. Se non usi amsmath e non lo vuoi usare, puoi mettere i testi del primeo membro e i due temini della frazione all’interno di scatole \mbox:
                            `
                            \[
                            \mbox{Efficienza spettrale} = \frac{\mbox{Capacità del canale}}{\mbox{Lunghezza di banda del canale}}
                            \]
                            `

                            Però, ripeto, non è un modo professionale di esprimere concetti matematici, anche se in molti testi, specialmente americani, anche a livello universitario, si trovano cose del genere.

                            in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65205
                            OldClaudio
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                              Ragazzi questo tormentone degli spazi prima o dopo la didascalia si risolverbbe in modo molto semplice se…

                              Domando in anticipo scusa per la bestemmia che sto per dire.

                              Perché non considerate come classe standard su cui lavorare e su cui inidrizzare il neofita la classe memoir:evil: ?

                              Perché dico questo: perché sostanzialmente non ha bisogno di file di estensione per estendere le sue infinite possibilità (in particolare riconosce da solo se li comando \caption è stato messo prima o dopo l’oggetto da descrivere e mette una distanza sempre personalizzabile, come è personalizzabile tutto il resto).

                              Senza personalizzazioni praticamente agisce come le classi book e report; ma con l’opzione article ce la fa ancora a fare le stesse cose. le opzioni sono un insieme un pochino più ampio di quelle di book, report e article, perché permette di comporre da opzione persino in corpo 60pt (se ricordo bene).

                              Se uno si studia quell’unico manuale sa o può imparare a personalizzare qualunque cosa. È l’unica classe che distingue il formato della carte e il formato della pagina, permettendo di impostare la pagina sulla carta in modo da minimizzare, se non lo sfrido, almeno il numero di tagli da eseguire con la taglierina.

                              Perché io uso questa classe solo saltuariamente? perché non posso usare il pacchetto imakeidx.sty, scritto insieme ad Enrico, per produrre una moltitudine di indici analitici con una sola compilazione; memoir sa fare il lavoro ma con le solite tre passate: pdflatex — makeindex — pdflatex.
                              Qunado non ho da produrre indici analitici o ne ho da comporre uno solo, talvolta uso memoir (che comunque mi richiede tre “botte”), ma se devo eseguire molte personalizzazioni memoir con la sua autocompatibilità con le sue stesse versioni precedenti, non mi richiede di usare una moltitudine di pacchetto. Wilson stesso elenca una ventina di pacchetti le cui funzionalità sono già incluse dentro a memoir; Se memoir fosse usato con maggiore frequenza, due terzi delle domande poste sul forum non sarebbero poste più; o al massimo richiedono risposte del tipo: vedi paragrafo 48.3.5 con texdoc memoir.

                              Tommaso lo sa bene, quando abbiamo messo assieme una classe per comporre un libro di un tizio che a posteriori non avremmo forse aiutato. Ma la classe l’abbiamo messa assieme con memoir.

                              Ora ne sto mettendo insieme un’altra per una iniziativa importante del GuIT; la vedrete presto fra le classi che il nuovo sito offre ai sui soci e visitatori.
                              Puù ne uso le prestazioni e più mi piace memoir. Andrà a finire che creerò un pacchettino che mi crea l’ultima limitazione per usarla in modo esclusivo:smile:

                              Ciao
                              Claudio

                              in risposta a: Problema hyperref usando \addcontentsline #65266
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Bisogna che mi mandi un esempio reale dei tuti environment e della loro applicazione desiderata. Scrivimi privatamente; il mio indirizzo lo trovi nella documentazione, per esempio, del pacchetto canoniclayout.

                                in risposta a: Scontornare file eps lasciando dei margini #65218
                                OldClaudio
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                                  Posso sbagliarmi, ma secondo me è un errore tattico lasciare un bordo aggiuntivo (sia con pdfcrop sia con eps2eps, sia con qualunque altro programma).

                                  Mi rendo conto che talvolta può essere necessario, ma la soluzione migliore è quella di includere una figura completamente scontornata, dentro una \fbox di cui \fboxsep sia specificato al valore dell’ampiezza del bordo che si vuole (eventualmente anche colorato, con i comandi adatti) e con \fboxrule impostato ad un valore di 0pt; non sarebbe difficile costruire un macro per fare il tutto, eventualmente fornendo l’ampiezza del bordo come argomento facoltativo, ma avendone impostato un valore di default, per esempio (butto giù senza avere controllato il funzionamento):
                                  `
                                  \newcommand*\borderfigure[3][3mm]{\bgroup
                                  \fboxrule=0pt\fboxsep=#1\fbox{\includegraphics[width=#2]{#3}}\relax
                                  \egroup}
                                  `

                                  In questo modo si può aggiungere un contorno a una figura completamente scontornata, ma si può anche usare la figura scontornata senza bisogno di averne due versioni, una con e una senza il contorno; inoltre con l’argomento facoltativo la larghezza del contorno può essere aggiustata finemente in relazione all’uso che si fa della figura e alla sua grandezza.

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