OldClaudio

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  • in risposta a: Inserire indici esterni #64491
    OldClaudio
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      Non esageriamo; TeX Live 2011 è più che sufficiente per tutto. MiKTeX 2.9 non ti serve più, a meno che tu non voglia tenere entrambe le distribuzioni, nel qual caso devi configurare un editore per lavorare con MiKTeX e un altro per lavorare con TeX Live.
      ProTeXt non è un eseguibile, ma è un file pdf interattivo che serve per installare MiKTeX, dinque, avendolo già installato, non ti serve a niente. Puoi eliminarlo. Se da te è marcato con l’estensione .exe, si tratta di un file autodezippante. In ogni caso non ti serve.

      TeXnicCenter che avevi già installato, andrebbe comunque riconfigurato per lavorare con l’una o l’altra distribizione. ma è talmento poco performante, che ti consiglio di buttarlo via; aspetta dopo aver usato TeXmaker e TeXStudio che puoi configgura in modo che uno trovi gli eseguibili nell’albero di MiKTeX e l’altro li trovi nell’albero di TeX Live; quando ti sarai familiarizzato cone questi due, allora potrai buttare via TeXnicCenter.

      Se dai retta a me, butti via anche MiKTeX 2.9, ma questa è una opinione personale, che molti frequentatori del forum utenti di quella distribuzione contesterebbero fortemente.

      Per organizzarti il lavoro da cui è partito questo filone di discussione, leggiti il capitolo 4 dell’Introduzione (file GuidaGuIT.pdf) con particolare riguardo al paragrafo 4.7.

      Oppure leggiti anche l’Arte (file ArteLaTeX.pdf nell’ultima versione messa a disposizione degli autori pochi gioni fa) il paragrafo 3.17.

      L’Arte parla dell’uso di \input per separare i file che compongono un documento di grandi dimensioni; l’Introduzione dell’uso di \include e \includeonly, che è l’uso che io preferisco, lasciando invece l’uso di \input per introdurre bervi file .tex, per esempio una tabella che ho tenuto separata, per compilarla con calma in un file distinto in modo da fare più in fretta per metterla a punto; certo per mettere a punto una tabella difficile, generalmente ma non sempre di una sola pagina, non è il caso di compilare tutto il documento, magari di centinaia di pagine. \includegraphics ha un uso completamente diverso e non ha nulla a che vedere né con \input (col quale condivide il fatto di far leggere un file esterno al compilatore), né con \include col quale condivide solo la parte iniziale del nome.

      in risposta a: Topfront senza toptesi #64461
      OldClaudio
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        Iovem” post=63591Grazie del consiglio, ora funziona tutto alla perfezione! Grazie anche per aver sviluppato l’ottimo pacchetto toptesi.

        Se posso abusare della tua pazienza e competenza:

        – come posso eliminare il numero di pagina dal retro del frontespizio?
        Ho provato
        `
        \frontmatter
        \frontespizio
        \thispagestyle{empty}
        `
        ma la numerazione persiste. Ho anche provato a caricare il pacchetto emptypage, come consigliato su “L’arte di scrivere con LaTex” ma non mi piace, stilisticamente, la rimozione dei numeri di pagina anche dalle pagine vuote alla fine dei capitoli.[/li]

        metti \frontespizio dentro un gruppo e poi ridefinisci dentro al gruppo il modo di scrivere il numero della apgina:
        `
        {\let\thepage\empty
        \frontespizio}
        `

        Ma se la cosa dipende dalla presenza di capitoli non numerati o semplicemente dalla presenza di \tableofcontents (che comincia con un capitolo non numerato) allora il problema è più complesso 😉 :
        `
        {\let\thepage\empty
        frontespizio
        \cleardoublepage}
        `
        cosicché il \cleardoublepage emesso dal comando \chapter* esplicito o implicito (dentro \tableofcontents) diventa inefficace perché la pagina da scrivere è già dispari e non c’è niente in coda.

        – Poiché sono curioso, perché c’è la necessità di dare il comando \newif\ifclassica ?

        Perché quell’\ifclassica, da cui dipende la composizione del frontespizio è uno switch che viene definito nella classe toptesi, non nella classe book. Quindi usando la classe book, l’errore che ricevi è proprio che \ifclassica non è definito; dunque, definendolo prima di invocare topfront, si evita l’errore. Nello stesso temp, se dopo averlo definito provi a mettere \classicatrue (altrimenti \newif lo imposta inizialmente come false) puoi vedere come cambia la forma del frontespizio e quindi puoi constatare l’effetto di quello switch.

        PS: switch= interruttore: interruttore aperto oppure chiuso; in logica informatica falso o vero, false o true; in aritmetica booleana 0 o 1.

        in risposta a: Beamer2Thesis: un tema per realizzare presentazioni di tesi #63846
        OldClaudio
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          Guarda che @Elrond ti segnalava non solo la e senza accento ma anche la o con l’accento: non si scrive pò, ma si scrive po’ 🙂

          in risposta a: Tesi terminata con arsclassica: e ora a studiare! #64513
          OldClaudio
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            TeX Live (e forse anche MiKTeX) hanno un grandissimo folder/cartella che si chiama …/doc/latex/ (oppure …\doc\latex\) che contiene la documentazione di tutti i pacchetti caricati e anche, ovviamente, anche dei programmi base. Se si dispone della distribuzione completa (standard con TeX Live) si dispone di tutta l’informazione possibile.

            Lì ci sono migliaia di pacchetti che possono aiutare a modificare le classi standard e quelle che hai citato, ma ci sono anche moltissime classi vere e proprie. Io ti suggerirei, però, di studiare la documentazione della classe memoir; la documentazione si legge dando da terminale il comando texdoc memoir. Per la verità ti suggerirei di cominciare a leggere (texdoc memdesign) il documento “didattico” che Peter Wilson ha scritto e che contiene i principi tipografici generali su cui e in vista dei quali ha scritto la classe memoir; per cui, leggendo il manuale di memoir capisci anche che cosa possono fare i comandi per personalizzare la pagina, le didascalie, gli indici generali e analitici, i titoli dei capitoli, delle sezioni, delle sottosezioni; come scegliere i font, e via di questo passo.

            Questa classe è estremamente poliedrica, nel senso che può fare quasi tutto quello che si può fare con le classi e i pacchetti di LaTeX (e anche di XeLaTeX) grazie all’estrema flessibilità delle personalizzazioni.

            memdesign è qualcosa che bisognerebbe conoscre nel dettaglio, anche se, come corso di tipografia, è piuttosto breve.

            Spero che tu non abbia problemi con l’inglese; d’altra parte prendendo un po’ di familiarità con la terminologia tipografica inglese si capiscono anche meglio i comandi di LaTeX.

            in risposta a: Modifica bibstyle #64511
            OldClaudio
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              Prima di \printbibliography o di un comando equivalente inserisci la riga:
              `
              \makeatletter\def\@biblabel#1{#1.}\makeatother
              `

              in risposta a: Eliminare spazio prima della bibliografia #64509
              OldClaudio
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                Dipende da cosa stai scrivendo, dalla classe che usi e dall’opportunità di risparmiare una pagina,

                Se la bibliografia ti cade sulla pagina 5, quidi il documento è molto breve, usa la classe article e questa classe te lo fa da sola senza dover ridefinire niente. Naturalmente con article non puoi usare il comando \chapter, che non vi è definito, ma in un documento di 4 pagine, breve bibliografia inclusa, non credo che tu abbia bisogno di sezionare a livello dei capitoli.

                in risposta a: posizionamento riferimento formule matematiche #64505
                OldClaudio
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                  Dodici centimetri ? 😯

                  in risposta a: classicthesis+Adobe Garamond Pro? #64497
                  OldClaudio
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                    Non sto parlando di biber; sto parlando di biblatex che a quanto ricordo non sembra apprezzare la codifica utf8, per lo meno è incompatibile con il pacchetto ucs che deve precedere utf8x, necessari per estendere la codifica utf8 anche ad alfabeti non latini quando si usa pdflatex. Non ho grandissima esperienza con questi due pacchetti, perché preferisco usare XeLaTeX quando devo usare alfabeti diversi da quello latino; inoltre preferisco usare stili di bibliografia più semplici di quelli che si possono ottenere con biblatex, quindi ho pochissima esperienza anche con biblatex.
                    Siccome il problema è caldo, sono certo che quelli che gestiscono biblatex ci stanno lavorando e tra poco il problema sarà risolto. Se vuoi creare la bibliografia senza usare biblatex sei padronissimo di farlo ma, stando a quanto dicono Lorenzo e Tommaso nell’Arte, biblatex è molto più efficace di qualunque altro metodo per creare bibliografie e loro lo preferiscono ad occhi chiusi.
                    Se quanto dico non sta in piedi perché l”incompatibilità di biblatex con ucs non c’entra niente con XeLaTeX, lasciamo cadere questo argomento, e usa tranquillamente il Garamond Pro attraverso XeLaTeX.

                    in risposta a: codice e commento affiancati #64468
                    OldClaudio
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                      Dipende dal codice e dalle spiegazioni.
                      Per esempio, nel tu ultimo caso le ultime due righe di lstlisting sbordano alla grande fuori dalla sua minipage; la spiegazione ci sta bene lo stesso perché è corta e non si sovrappone a quelle due righe.

                      Tutto il testo dell’Arte di scrivere con LaTeX è pieno di codice LaTeX affiancato al suo risultato; Tutti i libri pubblicati dal LaTeX Team “The … Companion” sono pieni di esempi di questo tipo, ma su una giustezza particolare che impegna non solo la gabbia del testo ma anche lo spazio destinato alle note marginali; se è per quello anche il manuale LaTeX di Lamport è composto in questo modo con codice e risultato del codice affiancati. Il risultato è buono, perché il codice si presta, perché non c’è la specifica frame=lines, perché probabilmente ogni esempio è stato regolato di fino a mano.

                      Per qualche motivo (che non sono riuscito a trovare) l’ambiente lstlisting non funziona bene se inserito dentro la definizione di un comando, ma nessuno ti vieta di creare un nuovo comando per creare il commento, senza dover continuamente ripetere la minipage e lo scorciamento di altezza (che sarebbe più comodo mettere nella scatola del commento, piuttosto che lo scorciamento di profondità nella scatola del listato) e gli \strut.

                      in risposta a: classicthesis+Adobe Garamond Pro? #64495
                      OldClaudio
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                        Non te lo so dire; non ho abbastanza esperienza con LuaLaTeX, ma so che si possono fare cose molto complesse; non credo che siano più semplici che applicare otftotfm al font Garamond Pro. La documentazione è ancora scarsa, ed è certamente più adatta per gli sviluppatori, che non per gli utenti “normali”. Ho visto anche cose egregie fatte con ConTeXt-mkiv, ma non credo che accetti direttamente il mark-up di LaTeX con cui è creata ClassicThesis.
                        Siccome il problema con ClassicThesi sembra essere la bibliografia, puoi sempre prendere in considerazione la possibilità di compilare il corpo del testo con XeLaTeX e la bibliografia con pdflatex, e poi congiungere i due file pdf tramite, per esempio, pdfpages.

                        in risposta a: Topfront senza toptesi #64459
                        OldClaudio
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                          Hai ragione; a me veniva senza errori perché usavo una versione vecchia.

                          Metti la riga
                          `
                          \newif\ifclassica
                          `
                          prima di
                          `
                          \usepackage{topfront}
                          `
                          così:
                          `
                          \documentclass[a4paper]{book}

                          \usepackage[T1]{fontenc} %Codifica font output
                          \usepackage{lmodern}
                          \usepackage[utf8]{inputenc} %Codifica font input
                          \usepackage[italian]{babel}
                          \newif\ifclassica
                          \usepackage{topfront}
                          \usepackage{graphicx}

                          \ateneo{POLITECNICO DI TORINO}
                          \facolta{Ingegneria}
                          \CorsoDiLaureaIn{Corso di Laurea Magistrale in }
                          \corsodilaurea{Ingegneria Meccanica}
                          \NomeMonografia{Relazione tecnica}
                          \monografia{Titolo}
                          \logosede{LogoPolito}
                          \candidato{Andrea M}
                          \sedutadilaurea{A.A. 2010-2011}

                          %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
                          \begin{document}
                          \frontespizio

                          \end{document}
                          `

                          in risposta a: classicthesis+Adobe Garamond Pro? #64493
                          OldClaudio
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                            Che io sappia ClassicThesis cerca di usare biblatex per comporre le bibliografie, ma biblatex non è ancora compatibile con la codifica utf8; le cose stanno cambiando rapidamente eprò, e non vedo lontano il momento in cui si potrà compilare con XeLaTeX un documento secondo il modello ClassicThesis.

                            Nel frattempo bisogna usare pdflatex che non gestisce i font OpenType, ma il sistema TeX, almeno la versione TeX Live 2011, molto provvidenzialmente contiene un file eseguibile da lanciare dal terminale che si chiama otftotfm; esso è in grado di rendere usabile una parte del font OpenType come un normale font del sistema TeX creando i file metrici tfm che pdflate richiede e i font virtuali che permettono di avere una specie di interfaccia, di collegamento, fa i font codificati, per esempio T1, e il font OpenType codifcato UNICODE.

                            Premetto che non l’ho mai usato, ma la documentazione, che si legge col solito comando da terminale texdoc otftotfm, sembra abbastanza chiara. Bisogna prima avere la lista delle “features” del font OpenType, che si ricavano con il programma otfinfo (documentazione texdoc otfinfo) con il quale si possono scoprire le features del font Garamond Pro, in modo da ricavare il font virtuale e tfm necessari per lavorare con pdflatex. Poi con otftotfm si possono creare più font (roman, bold roman, italic, bold italic, small caps, eccetera) estraendone in glifi e le informazioni metriche dall’unico font OpenType.

                            Se segui questa strada, facci sapere come è andata. Ti ringrazio in anticipo.

                            in risposta a: Inserire indici esterni #64489
                            OldClaudio
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                              Ti rispondo disordinatamente.

                              Lascia perdere MiKTeX, anche la versione 2.9; sono molti i problemi che dà, anche se ci sono in giro molti estimatori, che però sono utanti veterani e quindi sanno come accarezzare al loro creatura; io stesso ho usato MiKTeX per 15 anni circa. Installa TeX Live 2011 completa e non avere paura dei quasi 3 GiB che richiede sul disco, a meno che tu non sia proprio agli sgoccioli con il tuo disco fisso.

                              TeXnicCenter credo che sia il peggiore shell editor che si possa usare; certo quando uno è abituato ad una cosa cambia malvolentieri; ma restando su Windows, se non ti va il semplice ma efficacissimo TeXworks installato da TeX Live e anche da MiKTeX 2.8 (solo che non lo fa sapere a nessuno — cerca fra i file della cartella \bin nell’albero di MiKTeX e lo troverai), ci sono sempre TeXmaker e TeXstudio. Ti ho citato i tre che permettono di disporre di un visualizzatore pdf interno con il quale è possibile con un click passare dalla finestra del file sorgente allo stesso punto (o molto vicino) nel file pdf composto e viceversa. Non hai idea di quanto tempo si risparmi con questa funzionalità.

                              Quando parli di figure ps, spero che tu voglia dire eps; queste se le mangia anche pdflatex, purché tu disponga della versione 2011 di TeX Live o della versione di MiKTeX 2.9 molto aggiornata. Non hai più bisogno di latex+dvips+pstopdf nel 99% dei casi; e forse anche il restate 1% può essere gestito direttamente con pdflatex.

                              Ora veniamo al tuo problema: il file contenitore, che viene chiamato dagli utenti LaTeX master file, può importare un numero qualunque di file sia con il comando \input sia con il comando \include; quest’ultimo comincia sempre una pagina nuova e svuota le code degli oggetti flottanti prima di passare alla lettura del file incluso, mentre il primo non chiude nessuna pagina e non svuota nessuna coda e passa direttamente all’elaborazione del file da includere. Il buono di \include è che è particolarmente adatto a elaborare file di capitoli o delle parti intere; può lavorare in tandem con il comando \includeonly, il cui argomento contiene una lista di file da includere effettivamente, ma degli altri legge i file ausiliari per cui conserva tutti i dati per completare i riferimenti incrociati. Può essere comodo per comporre il testo per parti, oppure per singoli capitoli; io uso/userò questo metodo per produrre (a suo tempo — per ora lo compilo un capitolo alla volta) un testo in tre volumi, conservando lo stesso indice generale e gli stessi indici analitici anche se si riferiscono a parti che su carta appariranno su volumi diversi; qui sta appunto la comodità della parti di consultazione che LaTeX consente di gestire comodamente.

                              Il tutto è descritto nell’Arte di scrivere con LaTeX (link qui sopra nella sezione Download del Vecchio sito) e nell’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX (link qui sopra nella sezione Documentazione).

                              In sostanza, se ti interessa il documento in forma elettronica con i link ipertestuali attivi, ti conviene seguire questo metodo, e non avrai problemi di inserimento di parti già composte con pdfpages.

                              in risposta a: Inserire indici esterni #64487
                              OldClaudio
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                                Sono incuriosito dal tuo problema: devi fare un documento file3 che contenga come parte principale solo gli indici degli altri due documenti?
                                Se si, a che cosa ti servono i collegamenti ipertestuali?

                                Per altro:
                                1) carichi due volte hyperref; hyperref deve essere caricato una volta sola e per ultimo. La seconda volta che lo carichi, ci pensa pdflatex a non ricaricarlo e ad usare solo le specifiche di \hypersetup.
                                2) specifichi la codifica di uscita T1, ma non specifichi quale font con codifica T1 vuoi usare, limitandoti ai font di default (vabbe’: peccatuccio molto veniale)
                                3) pstricks non serve per visualizzare i colori dei grafici; serve per disegnare grafici e altri oggetti; senza pacchetti ausiliari è incompatibile con pdflaltex; pgf e tikz sono pacchetti quasi equivalenti e fanno di solito tutto quello che serve per disegna=re grafici, schemi a blocchi e tante altre cose, persino circuiti elettronici.
                                4) colortbl serve sì per colorare lo sfondo o le righe delle tabelle ma sicuramente non quelle composte con software esterno
                                5) se carichi amssymb NON devi caricare amsfonts (è inutile caricarlo, perché ci pensa amssymb).
                                6) twoside e openright sono opzioni di default per la classe book; è superflui specificarle; Se hai installato il sistema TeX come si deve, a4paper è il formato della carta di default quando si compone con pdflatex, cioè quasi sempre (chi usa più latex?.. non voglio dire che sia defunto, ma ha tante limitazioni che lo si usa solo in circostanze speciali, non come compositore standard)
                                7) NON specificare l’opzione dvips a graphicx; lo sa da solo quale driver deve usare
                                8 ) non usare mai un preambolo standard da replicare in ogni documento che componi; carichi di solito pacchetti inutili che ti impegnano la memoria e che rallentano l’esecuzione se non hai tanta RAM

                                Scusa questo elenco di errori veniali e meno veniali; però bisogna che qualcuno ci dica gli errori che facciamo, anche se si tratta di erroretti innocui.

                                Se poi ci spieghi meglio quello che vuoi fare…

                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Claudio, non hai letto bene il log dei tuo primo messaggio in cui alleghi il listato sia del sorgente, sia del log, che qui ripeto:
                                  `
                                  This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.3-1.40.12 (Web2C 2011)
                                  This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.3-1.40.12 (Web2C 2011) (format=pdftex 2011.7.30) 4 OCT 2011 08:38
                                  entering extended mode
                                  `

                                  Come puoi leggere il file di formato si chiama pdftex, non pdflatex, quindi hai semplicemente sbagliato a cliccare il bottone di compilazione; clicca il bottone corrispondente a pdflatex, oppure scegli il motore ci compilazione pdflatex (a seconda di come funziona il tuo shell editor); se ci sono altri errori, almeno non ci sarà quello di cercare di compilare un file LaTeX con un formato adatto a Plain TeX.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,751 al 9,765 (di 11,287 totali)

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