OldClaudio

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  • in risposta a: Argomento {tabular} #62696
    OldClaudio
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      Se non l’hai già fatto, carica il pacchetto textcomp ed esegui con il tuo shell editor un “cerca e sostituisci” (Find and Replace) globale sostituendo \pm con \textpm\

      Occhio allo spazio dopo il secondo backslash

      in risposta a: Gli oggetti mobili, questi sconosciuti #62653
      OldClaudio
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        lorenzo.pantieri” post=61641Bene. Avrei ancora una domanda.

        Se insierisco un oggetto con [tb], LaTeX puo’ metterlo anche prima del punto di inclusione, sulla stessa pagina e in alto. Se invece uso la sequenza [htp] (oppure qualsiasi altra con dentro h) questo non e’ piu’ possibile.

        Ho capito bene?

        Grazie mille,
        L.

        Questo è quello che ho capito anch’io a cause del diverso trattamento che riceve il codice h rispetto agli altri codici.

        D’altra parte, anche in relazione alla domanda di @antonio.macrì, basta scegliere una figurina piccola piccola e provare a metterla dentro un ambiente figure da ripetere diverse volte e con diversi valori dei codici di posizionamento e sperimentare; per evitare ogni dubbio la figurina deve essere al massimo di un paio di righe.

        Dopo in comando di sezionamento sarebbe particolarmente sconveniente, non solo nei confronti della buona tipografia, ma anche perché il comando di sezionamento contiene delle penalità che impediscono la presenza del titolino a fondo pagina con il primo capoverso della sezione che comincia nella pagina successiva; credo che gli spazi e, più che altro, le penalità positive o negative possano inficiare questa regola tipografica importantissima.

        Ora purtroppo ho altre priorità e non ho tempo di sperimentare, ma con una “campagna di sperimentazione” sufficientemente ricca si potrebbero esaminare tutte le eventualità.

        in risposta a: Consiglio su suddivisione testo #62681
        OldClaudio
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          Idea buona; in alternativa può provare qualunque comando di sezionamento tipo \subsubsection che non venga numerato e che non vada a finire nell’indice generale.
          Dopo \subsubsection ci sono \paragraph e \subparagraph, ma devi andare a capo a mano dopo il titolo, a meno ch il programma non sia composto in una mabiente che lo mette in evidenza.
          Il vantaggio dei comandi di sezionamento “di basso rango’ è che non modificano il margine sinistro.

          in risposta a: Gli oggetti mobili, questi sconosciuti #62650
          OldClaudio
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            Ragazzi, ho letto il codice della routine di uscita diversi anni fa; non vorrei rileggerla, perché non è una esperienza divertente. Tuttavia le disuguaglianze che la routine verifica sono sequenziali, e non ha importanza quale incontra prima; anch’io direi che almeno in una sequenza fissa, ma non chiara all’esterno, le varie possibilità sono sempre controllate e la prima che soddisfa a tutte le condizioni viene eseguita, ma per qualche motivo che mi sfugge p è diversa; se è da sola funziona, se è in compagnia funziona di meno (secondo la mia esperienza e secondo quel che dice Lamport) non funziona affatto, ma è un dato empirico, non è una dimostrazione rigorosa.

            La routine di ptput definisce due comandi per vedere cosa succede quado ci sono degli oggetti mobili da controllare: \trecefloats e \tracefloatvals il primo dovrebbe mostrare sul file log tutto quello che succede e il secondo dovrebbe mostrare via via i parametri dimensionali o numerici quando cambiano. La brutta notizia è che non sono attivi se il formato non è stato compilato con l’opzione trace, come infatti succede normalmente.

            Quello che ho potuto constatare rileggendo molto rapidamente e superficialmente il file /texmf-dist/source/latex/base/ltoutput.dtx, è che h viene gestito prima e per conto suo, poi vengono gestiti t e b passando dall’uno all’altro a secondo che l’inserimento t abbia avuto o non abbia avuto successo, poi viene gestito p; quando una cosa non ha successo, il fluat viene messo nella \@deferlist per essere riesaminato per l’output della pagina successiva. le 18 scatole servono per tutti gli oggetti mobili, tranne le note marginali, da quel che ho capito, e sono gestiti mediante il concetto primitivo di insert. ogni lista contiene un numero che nei 5 bit meno significativi (dalla posizione 0 alla posizione 4) contiene i bit impostati a 1 se la posizione –nell’ordine– h, t, b, p ! è stata specificata; il bit 6 serve per le figure, il bit 7 per le tabelle, i bit successivi sono destinati all’identificazione di altri oggetti mobili da definire per esempio con il pacchetto float. Ne segue, certamente, che l’ordine con il quale vengono specificate le opzioni di posizione è irrilevante e che l’unica cosa che conta è l’ordine con cui sono gestite le code iniziali e le code differite.

            Molto difficile da leggere, più difficile di come lo ricordavo. Speriamo che Enrico possa illuminarci meglio.

            in risposta a: Gli oggetti mobili, questi sconosciuti #62648
            OldClaudio
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              Ciao Lorenzo;
              le cose che ho scritto “traducendo”, o meglio, interpretando l’Handbook di Lamport sono lì nell’appendice; non mi sono inventato niente. Ho letto un po’ il codice della routine di output per capire meglio e ho avuto conferma che è giusto quello che scrive Lamport, il quale non le scrive sempre assolutamente giuste, ma qualche piccola “white lie” qualche bugiolina, qua e là, ce la mette.

              1) l’opzione tb può mettere l’oggetto in testa alla pagina del punto dove compare il codice per la figura, quindi in effetti un po’ prima del punto in cui si parla della figura; Lamport infatti afferma che nessun oggetto flottante viene messo in una “pagina” precedente al punto in cui il codice è inserito. Con ht la cosa non può succedere, perché h ha la precedenza.
              2) essendo stato specificato tbp, t e b hanno la precedenza; se con t o con b non va, non va né qui né nella pagina successiva, ma a fine capitolo quando c’è un \clearpage implicito e tutti i codici vengono trattati come se fossero p.
              3) sì c’è differenza tra tb e tbp, ma poca, molto poca.
              4) l’ordine in cui sono messe le opzioni è irrilevante per quel che riguarda h, perché ha sempre la precedenza, anche se è inserito per ultimo.
              5) h pretenderebbe che l’oggetto mobile vada solo lì, non in una pagina successiva, quindi il solo h bloccherebbe la coda se lì non ci può stare.
              6) be’ come al solito dipende dai vari parametri numerici e dimensionali che regolano il deflusso dalle loro code degli oggetti flottanti; tieni presente che lo spazio in mezzo al testo che può accettare un oggetto mobile ammonta, se ricordo bene, al 20% dell’altezza della griglia; quel 20% include anche la didascalia e lo spazio di separazione fra la didascalia e l’oggetto; in una pagina di 40 righe, occorrono 8 righe per inserire un oggetto mobile proprio lì e non deve superare le 8 righe; una riga di didascalia e una riga di spazio bianco fra didascalia e oggetto, fanno 6 righe per l’oggetto; componendo a 10 punti con un avanzamento di 12 punti si ha uno spazio di 72 punti in verticale per l’oggetto, vale a dire 25 mm; piccolo in questo caso vuol dire veramente “piccolo”.
              7) Sì. O per lo meno viene trattato come se fosse htb. Lamport dixit.
              8 ) come ho detto nella Guida, o meglio come ha detto Lamport, se specifichi solo h e lì l’oggetto non ci può stare, esso blocca tutta la coda e viene sputato fuori a fine capitolo quando il \clearpage implicito cambia l’operato di funzionamento della routine di uscita e obbliga lo svuotamento delle code indipendentemente dalle opzioni specificate fa parentesi quadre; l’unica cosa che viene conservata è l’ordine di entrata nella coda, quindi la coda è del tipo FIFO (first in, first out) e il numero di oggetti che vengono messi in una pagina di soli oggetti mobili dipende dalle loro dimensioni e dallo spazio minimo che esse devono occupare (tranne l’ultima pagina del capitolo dove anche lo spazio minimo non viene rispettato).
              9) dando solo t oppure solo b quella posizione viene provata di nuovo ad ogni pagina, solo h viene provata solo nella prima pagina dove compare il segnaposto dove c’era il codice dell’oggetto. Poi a fine capitolo tutte le opzioni di posizione vengono ignorate e la coda vien svuotata di forza.

              Non te la prendere; il collocamento degli oggetti flottanti è delicato; qualche rara volta si può sbloccare la situazione aggiungendo un punto esclamativo, ma di solito i risultati non sono belli, perché vengono rilasciate un po’, non completamente, le condizioni di uscita dalla coda per gli oggetti flottanti. La classe che ho scritto per la cooperativa libraria dove pubblicavo i miei testi ha delle percentuali di pagina stranissime, diverse da quelle della classe book, e talvolta rimango stupito anch’io per la disinvoltura con cui scarica gli oggetti flottanti con le opzioni di default della classe, che sono htb. Nonostante questo in più di una circostanza mi è capitato di non riuscire a gestire le code appropriatamente nemmeno a mano. Dipende anche da che cosa c’è in coda; dipende anche dalle code degli altri oggetti (e qui, nonostante abbia letto il codice della routine di uscita, non ho capito veramente se le 18 scatole che servono per conservare gli oggetti in coda siano 18 in tutto o se ce ne sono 18 per le figure, 18 per le tabelle, 18 per le note marginali, 18 per…)

              Ciao
              Claudio

              in risposta a: Latex non riconosce le modifiche #62637
              OldClaudio
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                Hai provato a togliere l’opzione table dalla chiamata di xcolor?

                Sidewaystable gira la tabella con la didascalia verso il margine esterno e quindi alla seconda compilazione sa in quale pagine (pari/sinistra o dispari/destra) essa cade e la rotazione aviene di conseguenza Credo, ma non ho voglia di andare a verificare sulla documentazione di sidewaystable (texdoc sidewaystable), che esista una opzione per fissare il verso di rotazione indipendentemente dalla parità del numero della pagina.

                D’altra parte mi da tanto fastidio questo comportamento che preferisco sempre fare a mano per le rarissime volte in cui devo ruotare una tabella.

                in risposta a: Creazione bibliografia con sapthesis #62546
                OldClaudio
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                  Allora sembrerebbe che il messaggio di errore appaia quando il programma legge il file provalaurea.bbl che esiste già ma è evidentemente stato composto senza l’uso di biblatex.

                  Procedendo nella lettura del log il programma trova biblatex, trova etoolbox, eccetera, quindi come vedi non c’è nulla che non vada con l’installazione. Ciò nonostante non riesci a stampare la bibliografia.

                  Provo da suggerire questo esperimento; cancella provalaurea.bbl (o almeno cambiagli il nome) poi segui i quattro passi che già segui, e che Doc ti ha riassunto in modo esemplare.

                  Vediamo se le cose possono andare togliendo di mezzo la causa del male. Il risultato è che i quattro passi dovrebbero produrti un nuovo file provalauera.bbl composto dall’esecuzione di bibtex. Controlla anche che nel file di prova il pacchetto biblatex NON sia caricato due volte, come mi pareva di avere notato: una volta nel preambolo e una volta prima di \printbibliography; può darsi che io ricordi male, ma è meglio verificare.

                  in risposta a: Cambio carattere su tabelle e formattazione di base #62586
                  OldClaudio
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                    Certo che hai “uppato” attraverso un sito per i gonzi, che acquisterebbero a caro prezzo uno scanner per togliere i vestiti alle donne. Credevo che questo genere di corbellerie non si usasse più da tempo immemorabile; invece cambia la tecnologia ma i gonzi rimangono gonzi.:shock: 🙁

                    Veniamo al tuo file; se vuoi fare qualcosa alla Word puoi farla con Word, con Openoffice, con LibreOffice e altri programmi di composizione interattiva.
                    Il sistema TeX è per la buona tipografia, non per quel tipo di composizione.

                    Se proprio vuoi profanare LaTeX, puoi farlo, perché non c’è limite al meglio, ma non c’è nemmeno nessun limite al peggio.

                    Usa multicol per impostare il testo a due colonne, sotto ci metti un bel tabular racchiuso dentro un gruppo dove hai specificato per esempio \small; poi dai il fine pagina e usando \includegraphics includi la fotografia e poi ripeti lo stesso trucco per la tabella della seconda pagina; termina con un altro fine pagina.
                    Se vuoi impostare così tutto il documento, creati una macro che accetti quattro argomenti: il testo da comporre a due colonne, la prima tabella, la foto e, infine, la seconda tabella, e che contenga i fine pagina adeguati, magari anche un piccolo test per essere sicuro di cominciare da una pagina pari.

                    Visto che dici di essere pratico di LaTeX avendoci già scritto la tesi, non dovresti avere difficoltà a mettere insieme il tutto, ma non ti aspettare che gli automatismi di LaTeX ti portino sempre ad un risultato accettabile. Perciò aspettati una cosa veramente inguardabile.:roll:

                    in risposta a: Creazione bibliografia con sapthesis #62542
                    OldClaudio
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                      Ti spiacerebbe allegare quel brano del file log dove dice che LaTeX non trova biblatex? Brano vuol dire almeno 10 righe prima e qualcosa dopo quella riga.

                      in risposta a: Creazione bibliografia con sapthesis #62536
                      OldClaudio
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                        sutlmgr è un comando piccolo piccolo che sostituisce sudo tlmgr

                        Però il listato che ottieni, sempre che il database dei nomi dei file sia appena fatto, sembrerebbe mostrare la presenza di biblatex.

                        A questo punto se non usi tlmge show biblatex, ma usi, per esempio, kpsewhich biblatex.sty pui vedere se e perché il sistema TeX riesce o non riesce a trovare il file in questione; magari è solo una questione di variabile di environment.

                        Non ho con me l’altro calcolatore dove ho montato una macchina virtuale Ubuntu, quindi non posso fare prove. Speriamo che qualcuno con un buon Ubuntu funzionante sotto le mani ti possa venire incontro.

                        in risposta a: endnotes #62610
                        OldClaudio
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                          Nella tua distribuzione competa hai diversi pacchetti per formattare le note. siccome io non li uso mai, dovrei fare il il lavoro che potresti fare tu.
                          Cerca sul tuo disco il ramo dell’albero che si chiama texlive/2011/doc/ e lì trovi la documentazione alfabetica di tutti i pacchetti; certo cercando quelli che cominciano con “foot”, dovrebbe essere non troppo lungo.
                          Oppure aspetta che qualcuno che usa uno di quei pacchetti ti venga in aiuto direttamente.

                          in risposta a: Menù di Evince ed Ubuntu fonts #62615
                          OldClaudio
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                            Per caso hai la distribuzione TeX Live di Ubuntu? Abbiamo detto mille volte che la distribuzione TeX Live Debian compliant distribuita dai repository di Ubuntu è vecchia e da mille problemi. Enrico ha scritto un testo apposta texlive-ubuntu.pdf per installare accanto alla distribuzione Debian (necessaria al gestore di pacchetti per soddisfare le dipendenze “debianiche’) una distribuzione vera con cui lavorare sul serio. Certo se hai la versione TL-Ubuntu-Debian non la puoi disinstallare così facilmente.
                            Esamina con attenzione il testo di Enrico. Lo torvi con google e lo puoi cercare nella sezione TeX e LaTeX come primo thread della sezione.

                            in risposta a: TAbelle multiriga con righe colorate #62578
                            OldClaudio
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                              e come hai corretto erg\,cm^2\,s ?

                              Certo puoi mettere gli esponenti negativi, ma sullo stile, come ingegnere, non ho nulla da dire; noi preferiamo evitare gli esponenti negativi.

                              in risposta a: Creazione bibliografia con sapthesis #62530
                              OldClaudio
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                                Ho qualche sospetto: Ubuntu + TeX Live 2011 completa, non ha bisogno di nessun pacchetto da installare con tlmgr; magari aggiornando la distribuzione con tlmgr, vengono aggiornati anche pacchetti già installati, ma se ti dice che “LaTeX error: missing ‘biblatex’ package.” vuol dire che (come minimo) biblatex non c’è, mentre invece la versione 2011 lo contiene, eccome.

                                Aggiorna il database dei file con sudo updatedb (o qualcosa di simile) e poi dai il comando locate biblatex; se il pacchetto esiste, locate lo trova; se il pacchetto esiste, ma LaTeX non lo trova, scopri perché, ma è questo il problema che devi risolvere alla radice; noi da fuori, senza essere sulla tua macchina non possiamo indovinare perché sulla tua macchina ci sia questo inghippo.

                                in risposta a: endnotes #62608
                                OldClaudio
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                                  Le note, che siano al piede o siano a fine documento, sono sempre note. Quindi devono essere composte nello stesso modo; di conseguenza usa un qualunque pacchetto per cambiare il modo di comporre le note.

                                  Poi ricordati: non l’ho detto io, ma lo dicono persone molto più autorevoli di me: ti basta quello di Bringhurst? Le Note a fine volume sono uno spreco di carta e di inchiostro; sono fatte per NON essere lette; le note, che in primo luogo devono essere ridotte al minimo, devono essere vicino al luogo dove sono richiamate. so che in ambito umanistico sono piuttosto diffuse, ma anche Bringhurst scriveva essenzialmente per gli umanisti, visto che quel poco che scrive di matematica è totalmente insufficiente per scrivere la matematica altrettanto bene del testo.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 9,946 al 9,960 (di 11,287 totali)

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